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Dadaismo

Dietmar Elger “Prima del Dada, era il Dada” L’espressione venne coniata da Hans Arp in occasione del cinquantesimo anniversario della nascita del movimento: essa aveva un doppio intento:

  • Sottolineare che da sempre i letterati e gli artisti avevano fatto ricorso a forme espressive simili a quelle dadaiste
  • Coniare una definizione del Dada tanto aperta e indefinita da poter essere estesa ai più disparati simpatizzanti e ad alcune figure marginali

Dicembre 1919: Der Dada

Dicembre 1919: la rivista berlinese Der Dada pose ai suoi lettori la domanda “Che cos’è Dada?”, proponendo una serie di risposte plausibili e assurde. “Dada non è niente, come dire che è tutto?”: questa affermazione si avvicina maggiormente agli obiettivi e allo spirito del Dada, cogliendone lo spirito di contraddizione irrinunciabile per i dadaisti.

Il dadaismo non fu un movimento esclusivamente culturale, letterario, musicale, politico o filosofico: fu tutto questo e il suo contrario, fu antiartistico, letterariamente provocatorio, musicalmente giocoso.

Dietro al movimento non c’era un gruppo consolidato: ogni città aveva i suoi portavoce intorno ai quali si riunivano numerosi simpatizzanti. Nella storia di Dada si possono individuare solo alcuni punti fermi, come:

  • Fondazione del Cabaret Voltaire a Zurigo nel 1916
  • Fine del movimento a Parigi all’inizio degli anni ‘20

I letterati e gli artisti, tuttavia, collocano la fine del dadaismo in momenti diversi. Ciò che distingue il dadaismo dai movimenti letterari e artistici precedenti è la sua diffusione a livello internazionale: in molti paesi vi furono manifestazioni dadaiste. Le numerose riviste servivano come canale di comunicazione interna, ma guadagnarono anche una discreta popolarità.

Strategie e provocazioni

I dadaisti furono abili strateghi, capaci di stuzzicare le aspettative del pubblico, pur continuando con il loro effetto destabilizzante. La sorpresa, lo shock e lo scandalo erano accuratamente pianificati, così come lo erano le reazioni del pubblico e delle autorità. Numerose furono le riviste dadaiste censurate, le mostre chiuse, le opere confiscate, gli artisti arrestati: crescendo le aspettative del pubblico, le provocazioni dadaiste persero la loro efficacia cadendo nel vuoto.

Il dadaismo fu un’espressione attraverso cui i giovani di tutte le nazioni reagivano alle condanne sociali e politiche del tempo. Con l’obiettivo di lasciare un segno nella loro epoca, i dadaisti posero l’accento sull’azione: Dada mostra la sua verità nell’agire. Gli artisti e i letterati dadaisti ebbero una grande inventiva, riuscirono a ideare processi creativi originali e a svilupparne altri già esistenti.

Dadaismo a Zurigo - Il cavalluccio a dondolo viene al mondo

Nel 1916 la Svizzera era rimasta l’unica oasi di pace in mezzo ai sanguinosi conflitti della prima guerra mondiale: giovani artisti e pacifisti trovarono qui un rifugio. Hugo Ball era giunto a Zurigo nel 1915, e nel febbraio 1916 fondò il Cabaret Voltaire: altri uomini, Tristan Tzara, Hans Richter, Marcel Janco e Hans Arp, divennero i suoi compagni. Tutti loro erano accomunati dal rifiuto della guerra e dalla paura di essere chiamati al fronte. I dadaisti, infatti, reagirono con orrore alla brutalità della guerra, disprezzavano l’asservimento al potere e il nazionalismo delle popolazioni. Per questo motivo form...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

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