Vitruvio
Marco Vitruvio Pollione (80 a.C. circa – 15 a.C. circa) è stato un architetto e forse scriba romano, attivo nella seconda metà del I secolo a.C. Egli è considerato il più famoso teorico dell’architettura di tutti i tempi, ma non ci sono pervenute molte informazioni. Tutto ciò che rimane di questo architetto è la Basilica di Fano.
De Architectura
Importantissimo è il trattato “De Architectura” diviso in 10 libri: testimonianza letteraria più antica dell’architettura. L’opera si colloca alla fine del I secolo a.C. ed è infatti questo il periodo storico in cui si può inquadrare la figura di Vitruvio, della quale si hanno scarse notizie. Dovrebbe essere stato ufficiale sovrintendente alle macchine da guerra sotto Giulio Cesare e poi architetto-ingegnere sotto Augusto, anche se l'unica opera che lui stesso si attribuisce di aver progettato e costruito è la basilica di Fano.
Il trattato è dedicato a Cesare Augusto, perché la stesura dell’opera avveniva negli anni in cui Augusto stesso mirava all’avvio di un rinnovamento generale dell’edilizia pubblica, formandone un vero e proprio programma di governo. Infatti è come se Vitruvio volesse offrire una sistemazione globale della disciplina tale fa costituire un valido riferimento per la progettazione architettonica. Vitruvio nei suoi dieci libri discute dei vari argomenti della disciplina, definendo all’interno di ogni libro un numero variabile di capitoli.
- Libro I: Formazione e cultura dell’architetto: l’urbanistica
- Libro II: Antropologia: nascita dell’edilizia
- Libro III: I templi: i rapporti modulari
- Libro IV: I templi: evoluzione degli ordini e soluzioni architettoniche
- Libro V: Gli edifici pubblici
- Libro VI: Edilizia privata, le misure
- Libro VII: Le rifiniture: la decorazione
- Libro VIII: Metodi per scoprire le sorgenti: l’acqua
- Libro IX: Astronomia, astrologia e meteorologia
- Libro X: La meccanica
Il Rinascimento e Vitruvio
Il Rinascimento si basa sull’Umanesimo, secondo il quale l’uomo è unità di misura del mondo, e sul concetto di prospettiva. Per tutto il Quattrocento l’uomo si sente all’interno di uno spazio positivo nel quale si inserisce sentendosi a suo agio (contrariamente al gotico in cui si sentiva in uno spazio enorme). Tra Quattrocento e Cinquecento sono molti gli artisti che si dedicano al recupero dell’antico. Vitruvio diventa per essi un punto di riferimento. Infatti, nel XV secolo, la conoscenza e l'interesse per Vitruvio crebbero sempre di più, soprattutto per merito di architetti e umanisti come Lorenzo Ghiberti, Leon Battista Alberti, Francesco di Giorgio Martini, Raffaello, Fabio Calvo, Paolo Giovio, fra Giocondo da Verona.
Brunelleschi e Ghiberti
Nel 1401 è indetto un concorso per realizzare una formella in bronzo per una porta del Battistero di Firenze, il cui tema è il sacrificio di Isacco. Per gli artisti questa è un’ottima occasione per farsi pubblicità; infatti sono in molti a partecipare anche se oggi sono rimaste solo quelle di Ghiberti e Brunelleschi, che sono speculari.
- Brunelleschi: le figure escono dallo spazio (FIG. destra)
- Ghiberti: più legato alla tradizione, stile contenuto e classicheggiante (FIG. sinistra)
Entrambe le formelle mostrano un’evoluzione del linguaggio stilistico, (le figure si distaccano dal fondo dorato) mentre la forma è trecentesca. I due artisti vincono il concorso in ex equo, ma la porta viene realizzata da Ghiberti perché Brunelleschi non vuole lavorare con lui e si sposta a Roma. Ghiberti realizza, dunque, la porta che si trova di fronte all’entrata del duomo, definita da Michelangelo “Porta del Paradiso”. Le formelle che esegue sono più moderne, hanno uno stile naturalistico ed elegante.
Qualche anno dopo i due artisti si confrontano nuovamente per la ricostruzione della cupola di S. Maria del Fiore. Brunelleschi ne esce vincitore. Egli propone, tramite un modello in legno, una struttura tipicamente gotica, realizzabile seguendo i modelli romani, sovrapponendo due cupole per dare maggiore stabilità alla struttura. La cupola interna si basa su un telaio a griglia che funge da sostegno alla cupola esterna.
Con Brunelleschi si ebbe la prima incontestata definizione della nuova scienza della rappresentazione: la prospettiva. Su una tavoletta di forma quadrata egli aveva dipinto il Battistero con i suoi intarsi marmorei in un modo talmente accurato «che non è miniatore che l’avessi fatto meglio». Per dimostrare la verosimiglianza dell’immagine dipinta con quella reale, nella tavoletta fu praticato un foro verso il retro del dipinto, in modo che l’occhio dell’osservatore, posto in un punto preciso (circa 60 cm all’interno della porta centrale del Duomo) potesse percepire l’immagine reale della scena. Successivamente con l’aiuto di uno specchio sorretto dall’altra mano dell’osservatore e regolato a distanza opportuna, egli poteva vedere l’immagine dipinta riflessa nello specchio e ammirare la perfetta coincidenza dell’immagine dipinta con quella reale. Questo sistema escogitato da Brunelleschi aveva lo scopo di dimostrare la precisione di un disegno realizzato con la geometrica definizione di un punto di vista (la posizione dell’occhio dell’osservatore). Ghiberti lavora alla cappella dei Pazzi ispirandosi al Pantheon di Roma e allo Spedale degli Innocenti.
Masaccio
Masaccio, soprannome di Tommaso di ser Giovanni di Mone Cassai (1401 – 1428), è stato un pittore italiano. Fu uno degli iniziatori del Rinascimento a Firenze, rinnovando la pittura secondo una nuova visione rigorosa, che rifiutava gli eccessi decorativi e l'artificiosità dello stile allora dominante, il gotico internazionale.
La Trinità
Tra il 1426 e il 1428 Masaccio eseguì l'affresco con la Trinità in Santa Maria Novella. Senso dello spazio, ribadito da figure ed architettura. Senso di profondità.
Crocifissione
È un dipinto su tela facente parte dello smembrato e in parte disperso Polittico di Pisa, del quale costituiva il comparto centrale superiore. Il fondo oro nega la profondità, ma le figure tendono a emergere da esso. Espressività.
Tentazione di Adamo ed Eva
È un affresco di Masolino che decora la Cappella Brancacci nella chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze. Scena analitica, stile tardogotico.
Cacciata dall'Eden
È un affresco di Masaccio che decora la Cappella Brancacci nella chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze. Scena drammatica, estremamente realistica. Forte plasticità che aumenta l’emotività.
Desco da Parto
È un dipinto rotondo e pitturato su due facce che veniva regalato alle partorienti. Su di esso era posto del cibo. Questo di Masaccio è conservato negli Staatliche Museen di Berlino. Scena di natività ambientata a Firenze. Senso di movimento e profondità data dall’architettura.
Leon Battista Alberti
Leon Battista Alberti (1404 –1472) è stato un architetto, scrittore, matematico, umanista, ecc.
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