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Radicalismo, integralismo, fondamentalismo, neo-fondamentalismo islamico

Il fenomeno del radicalismo in contesto islamico viene conosciuto con questo nome tra la fine del XX secolo e l'inizio del XXI secolo, ma nasce nell'epoca, nella seconda metà del XX secolo. I movimenti e gli ideologi sono tutti eredi del movimento politico e religioso degli Ikhwan al-Muslimin, i Fratelli Musulmani, fondato dal maestro elementare Hasan al-Banna nel 1928 sotto dominio britannico e all'indomani dell'abolizione del califfato da parte di Atatürk nel 1924. Si diffuse con successo in tutto il mondo arabo e musulmano ed è il modello di riferimento della gran parte di gruppi e associazioni della galassia islamica radicale contemporanea. Ad esso si fa risalire la nascita del fenomeno cui seguì dopo 50 anni la rinascita attuale del cosiddetto neo-fondamentalismo islamico.

L’ideologia del movimento

L'ideologia del movimento è moderata e consta di 5 punti:

  • Dio è il nostro scopo
  • Il Messaggero il nostro modello
  • Il Corano la nostra legge
  • Il jihad il nostro cammino (inteso come sforzo interiore, contro il male)
  • Il martirio il nostro desiderio (la perdita della vita è affrontata consapevolmente, accettando che è possibile morire in battaglia)

I discepoli e il suo fondatore hanno lavorato a contatto con i giovani e si sono infiltrati in tutti gli aspetti della società civile. Andavano anche presso le discoteche e i luoghi considerati di perdizione per propagandare i loro principi e allontanarne i musulmani. Hanno creato una grande base del consenso, e modalità di azione e metodi di propaganda sono estremamente moderni.

Il modello del movimento

Il modello si basa su: islamizzazione dal basso, forte impegno nel sociale, istruzione, rete di intervento assistenziale, creazione di una coscienza politica di massa e conseguente partecipazione politica, e ripudio della violenza, anche se alcune frange se ne distaccano sin da subito compiendo attentati e omicidi. È un gruppo nazionalista e va contro l'Occidente. Nel 1949 muore il suo fondatore.

I Fratelli Musulmani furono vicini agli Ufficiali Liberi e alla loro rivoluzione del 1952 perché la loro ideologia aveva dei punti in comune con quella nasseriana, a partire dalla militanza antibritannica. Tuttavia, nel 1954 e nel 1966 furono repressi attraverso arresti, torture, condanne a morte e campi di concentramento perché accusati di tradimento verso l'Egitto e di essersi alleati con potenze straniere.

Il radicalismo islamico oggi

Il radicalismo islamico è anche definito come fondamentalismo. L'attentato dell'11 settembre 2001 alle Torri Gemelle è l'evento che rappresenta il momento in cui il rapporto tra Occidente e mondo musulmano è cambiato. Il termine fondamentalismo è usato in Occidente nell'ambito della chiesa cristiano-protestante; il termine integralismo sempre nato in Occidente riguarda l'ambito della chiesa cattolica; entrambi i termini sono stati sempre associati al mondo musulmano. Il fondamentalismo tuttavia riguarda tutte le religioni: evoca un ritorno alle origini. Occorre distinguere tra correnti di stampo fondamentalista e terrorismo armato. Le prime sono spesso portatrici di un discorso pacifico, conservatore e moderato; il secondo, ha obiettivi spesso non dichiarati di tipo politico.

La prima vittima delle derive radicaliste estremizzate è il mondo musulmano stesso, sia quello laico e progressista sia quello religioso tradizionale. I regimi dittatoriali del mondo arabo sono i migliori alleati del proliferare del terrorismo, non il baluardo contro di esso come si tende a credere.

Il pensiero radicale islamico è antistorico, poiché rifiuta il concetto stesso di storia, il progresso, l'evoluzione, lo sviluppo morale e sociale, per proporre utopisticamente uno stato islamico modellato su quello che si suppone sia esistito all'epoca del profeta Maometto; è dogmatico, poiché non riconosce alcun tipo di visione differente e articolata e non concepisce il confronto dialettico; è forte, perché convinto di detenere la verità e pertanto di essere deputato ad imporre la propria interpretazione dei testi sacri e la propria visione del mondo a tutta l'umanità; è utopistico, perché si illude di realizzare società basate su un modello vecchio di quattordici secoli. Il mondo musulmano si sente nella sua stragrande maggioranza lontano dall'ideologia fondamentalista. Non sono pochi gli studiosi che affermano che il discorso fondamentalista, tutto proclami e niente programmi, diverrà in breve tempo superfluo e superato nel mondo musulmano, vanificando così le paure di quanti prospettano minacciosi scontri di civiltà.

La modernità islamica comunque, va ripensata non nella dicotomia occidentale-antioccidentale, ma dalla riformulazione della shari'a come prodotto storico e sociale, non divino. Le rivoluzioni arabe rappresentano il primo passo verso un'evoluzione storica in questa direzione.

I grandi teorici del fondamentalismo islamico

I grandi teorici del fondamentalismo islamico come rivoluzione culturale furono:

  • Abu l-A'la Mawdudi (Pakistan, 1903-1979): alla fine degli anni '20 scrisse "Al-jihad fil-islam" (Il jihad nell'islam) e nel 1941 fondò la Jamaat-e islami. È il pioniere della rottura culturale alla base del pensiero islamico radicale: non incita alla rivoluzione sociale, ma alla partecipazione politica. Era contrario ad uno stato dei musulmani in Pakistan e favorevole allo stato islamico in India.
  • Sayyid Qutb (Egitto, 1906-1966): negli anni '60 scrisse "Ma'alim fi al-tariq" (Segnali lungo la via). Riprese e radicalizzò i concetti di Mawdudi, professando un'islamizzazione violenta e dall'alto attraverso l'azione santa di un'avanguardia della fede e proclamando gli stati della sua epoca, a cominciare da quello nasseriano, jahili e kafir (ignorante e miscredente) i cui regimi al potere dovevano essere rovesciati. Fu giustiziato da Nasser nel 1966.
  • Ruhollah Khomeini (Iran, 1900-1989): nel '70 pubblicò "Velayat-e faqih: hukumat-e islami" (La guida del giurisperito: il governo islamico) in cui espose i principi cardine della futura repubblica islamica del clero sciita. Riuscì a far propri i fondamenti tradizionali dello sciismo meno quietista e i codici usati dai giovani socialisti e marxisti: il mito fondante di Kerbela, la dicotomia oppressi-oppressori; la dicotomia diseredati-arroganti del filosofo Shariati; divenne il portavoce dei diseredati e come tale rientrò trionfalmente in Iran il 1º febbraio 1979 alla fine della rivoluzione.

Il terrorismo è un gesto politico, implica una violenza fisica, mira a generare paura e insicurezza e colpisce persone innocenti. Non è un fenomeno esclusivamente islamico: la vera novità manifestatasi nell'ultimo decennio a opera di gruppi di ispirazione islamica è rappresentata dalla loro azione su scala globale.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sandrauselli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dei paesi islamici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Manduchi Patrizia.
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