L'espansione dell'Islam
Nel 1947, nasce lo stato indipendente del Pakistan dalla divisione dei possedimenti territoriali indiani fra due stati: l'India britannica nel sub-continente a maggioranza indù e il Pakistan, stato musulmano dell'India voluto dal presidente della Lega Musulmana Ali Jinnah. Nella sua visione, il Pakistan avrebbe dovuto raccogliere le regioni indiane a maggioranza musulmana, doveva essere uno stato moderno e secolare con modelli istituzionali e legislativi britannici ed essere ancorato all'Occidente da alleanze politico-militari, economicamente e culturalmente.
Sfortunatamente, non fu così dopo il 1947: numerose comunità di musulmani indiani preferirono continuare a vivere nell'India di Nehru, non trasferendosi quindi all'interno dei confini del Pakistan e nel 1971 la parte orientale si rende indipendente formando il Bangladesh. Alla morte di Jinnah nel 1948, segue una fase caratterizzata da instabilità politica, colpi di stato, tensioni interne al Pakistan e con l'India e l'emergere dell'idea che il Pakistan doveva essere un paese rigidamente islamico.
Nel 1956 venne formulata la costituzione, condizionata dal movimento Jamaat-e Islami creato da Mawdudi, e alla fine degli anni '70 il processo di islamizzazione viene avviato in modo deciso. Il governo guidato da Zulfikar Ali Bhutto viene deposto nel 1977 da un colpo di stato ad opera del generale Zia Ul-haq e il paese si ritrova ad essere la base ideale per la lotta anticomunista e il centro di smistamento dei crescenti aiuti USA e arabi ai mujahidin. Nel 1979, viene reintrodotta la shari'a e un severo codice penale islamico. Viene applicata la zakat, i cui proventi andavano a finanziare le scuole coraniche legate ai gruppi religiosi più radicali.
Negli anni '80, i rapporti con la minoranza sciita si deteriorano e nell'85 nasce il Movimento dei Compagni del Profeta. Alla morte di Zia Ul-haq nel 1988 viene eletto come primo ministro Benazir Bhutto, figlia di Zulfikar Ali.
L'Egitto e Anwar al-Sadat
In Egitto, alla morte di Nasser nel 1970, sale al potere Anwar al-Sadat. Nel 1973, l'Egitto combatte con la Siria contro Israele nella quarta guerra arabo-israeliana. Nel 1979, gli accordi di Camp David negli USA con Israele vengono firmati per riavvicinarsi all'Occidente.
Sul lato delle politiche interne, Sadat combatte i movimenti di sinistra più radicali, permette ad alcuni dirigenti dei Fratelli Musulmani di rientrare in Egitto e vengono create associazioni islamiche che agivano in campo sociale per islamizzare la vita giovanile.
Gli accordi destarono l'ostilità di molti paesi del mondo arabo e portarono alla crescita di movimenti islamici radicali.
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