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La giurisprudenza islamica e i pilastri del culto

L’Islam non è solo fede, ma anche sistema giuridico e comportamentale. La giurisprudenza islamica

shari’a,

(fiqh) ha per oggetto la legge sacra, la basata su fonti che derivano direttamente dalla

rivelazione divina. Con il compito di interpretare, elaborare e applicare un diritto che sia conforme

alla shari’a, il ‘alīm

potere religioso è gestito da dotti in scienza religiosa (‘ulamā; al singolare),

qādī muftī,

giurisperiti (qudāh; al singolare) e dai ovvero coloro che emettono la sentenza (fatwa).

al-fiqh) l’ijmā qiyās

Le fonti del diritto (usūl sono la sunna (tradizione), (consenso), il (analogia) e

(il Corano, ovvero il testo sacro dell’Islam,

al-Qur’ān recitazione). Vennero elaborate dal giurista

nel IX secolo

al-Shafi’i e sono ancora oggi alla base del sistema teologico-giuridico islamico. In

realtà, solo alcune centinaia di versetti coranici su un totale di oltre 6.000 possono essere considerati

fonti di principi e normative giuridiche e spesso si tratta di questioni riguardanti il culto e la

ritualità. È l’insieme degli hadīth

La sunna è la tradizione, la regola di condotta. (detti e fatti del profeta).

isnād

Hadīth significa notizia. Il matn è il detto o il fatto attribuito al profeta. La silsila o è la catena

Gli hadīth sahīh da’if

dei trasmettitori. si dividono in: (sani), hasan (buoni) e (deboli). Sei raccolte

di hadīth sono considerate coraniche; le più importanti sono quelle di al-Bukhari e di Muslim

risalenti al IX secolo. Fra le tipologie di hadīth, ve ne è una molto particolare perché riporta le

parole dirette di Dio che sono state trasmesse a Maometto da Dio, ma non è inserita nel Corano

perché giunte al profeta non direttamente attraverso la rivelazione, ma in altre circostanze, ad

dell’hadīth

esempio in sogno. La parola di Dio in questo caso è riferita dal profeta stesso. Si tratta

qudsī (santo). Gli hadīth cominciano ad essere raccolti per la prima volta sotto il califfo omayyade

Omar II (717-720). Da allora e per secoli, i tradizionalisti raccoglitori di hadīth hanno lavorato

devotamente, viaggiando incessantemente da una parte all’altra del mondo musulmano per

verificare l’attendibilità degli hadīth gli hadīth vennero

e la catena dei trasmettitori. Dal XIII secolo,

ordinati in brevi raccolte per argomento di più facile consultazione (le cosiddette quaranta

tradizioni).

L’ijmā è il consenso della comunità, in senso più stretto il consenso dei dotti, dei competenti, cui è

“La

stata affidata la cura della comunità. Un famoso hadīth di Maometto recita: mia comunità non

sarà mai d’accordo su un errore.”.

qiyās

Il rappresenta il ragionamento analogico o sillogistico e deve sottostare a precise regole. È

uno strumento fondamentale insieme all’ijmā per tentare una sintesi tra scrittura e ragione. Il

ragionamento analogico necessita dell’uso della ijitihād, l’interpretazione personale.

Il Corano è diretta e letterale trascrizione della parola di Dio così come fu rivelata a Maometto ed è

Fra l’epoca della redazione della

inimitabile. Il termine Corano significa lettura o recitazione.

Bibbia e del Corano intercorre circa un millennio di distanza. I primi versetti rivelati a Maometto

(incipit della sura del “grumo di sangue”).

sono in 96:1-5 Per decenni, il Corano fu trasmesso

in materiali di scrittura occasionali. Con l’espansione rapidissima e la

oralmente o trascritto

conquista di popoli molto diversi, diviene assolutamente necessaria una versione scritta e unica per

tutti i musulmani. Il Corano è stato rivelato in lingua araba chiara che aveva cominciato a

diffondersi in forma scritta solo 50-100 anni prima. Al califfo Uthman (644-656) si deve la prima

versione scritta, la prima vulgata coranica. Una commissione di saggi stabilì che la versione più

attendibile fosse quella costituita dai fogli dello scrivano di Maometto Zayd ibn Thabit che vennero

pazientemente raccolti. La vulgata uthamaniana diviene la versione ufficiale del Corano.

nell’VIII secolo

Una più rigorosa e completa fissazione della scrittura coranica fu voluta dal califfo

omayyade ‘abd al-Malik. Il più antico esemplare completo di Corano giunto fino a noi è del IX

secolo. Ne sopravvivono sette diverse letture, due delle quali giunte fino ai giorni nostri: quella di

Nafi’ (Medina) diffusa nel Maghreb e quella di ‘Asim (Kufa) diffusa in tutto il mondo islamico. La

versione di ‘Asim risulta oggi la più diffusa in assoluto perché fu quella prescelta per la prima

edizione stampata del Corano nel 1923 voluta dal re egiziano Fuad.

in lingue diverse dall&

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

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