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Storia della tecnica e della critica letteraria

I gender studies

Programma: - Virgilio, passo dal Libro VIII - Dante (Beatrice, colei che beatifica), Petrarca, Boccaccio (introduzione del Decameron che è dedicata alle donne e alcune novelle).

Scoperta dell'America: Testi della (1500), in forma di sessualizzazione, l'America è come un corpo femminile da scoprire e penetrare. Poetesse del '500, testi di donne che hanno avuto accesso all’istruzione si mettono a 'petrarcheggiare'.

Furioso

Passi dell’Orlando Ariosto ha dedicato molti esordi dei suoi canti alla questione femminile (per definire la donna in quanto la donna è enigma nella cultura occidentale) prendendo posizioni anomale e contraddittorie che hanno il valore di riconoscere che la questione femminile esiste.

Gerusalemme Liberata di Tasso, il destino delle tre donne pagane, protagoniste della parte amorosa-erotica del poema.

Letteratura libertina: Sade, Le disgrazie della virtù, protagonista Justine, vergine perseguitata e sodomizzata dai libertini che sono i rappresentanti della classe dirigente dell’ancient regime, i castelli e i conventi/monasteri.

Manzoni, Lucia tiene conto di due aspetti: Lucia assume nel romanzo la funzione della grazia salvifica, nome parlante, colei che porta la luce. Altro aspetto: Lucia è erede della Justine di Sade, però questa donna viene separata dal fidanzato perché c’è un libertino, Don Rodrigo che vuole godere delle grazie della donna. Lucia si salva venendo accolta da Gertrude (prima tappa di Lucia fuggitiva è un convento, poi passa in un castello). Manzoni prefigura per la protagonista una vicenda di tipo Sadiano. Lucia sembra una delle tante eroine della virtù, delle innocenze e della fede predestinata alle mani di un cattivo.

Gozzano La signorina Felicita.

Montale Clizia (reinterpretazione novecentesca della donna-angelo, donna salvifica): leggeremo poesie con protagoniste femminili. La donna non è mai stata soggetto di rappresentazione, ma oggetto della rappresentazione. Per arrivare a una scrittrice donna dovremmo aspettare Virginia Woolf, negli anni ’20 del Novecento.

Gli studi di genere sono mirati a rivalutare le minoranze che non hanno mai avuto possibilità di accedere alla letteratura (studi sulle minoranze dei neri, dei gay, delle donne, delle lesbiche), fare una corsa al revisionismo del canone.

Bibliografia secondaria

  • Virginia Woolf, Una stanza tutta per sé.
  • Altro testo fondante del gender di area francese, è un libro di Simon de Bouvoire, la compagna di Sartre. Era una intellettuale che ha scritto in cui c’è la celebre frase «donne secondo sesso, non si nasce ma si diventa». Questa è una rivendicazione forte: si deve distinguere fra sex (sesso con cui nasco) e gender, genere (ci divento, si acquisisce).
  • Sessismo nella lingua italiana.
  • nella Politica (fa una distinzione fra l’uomo e le forme-Aristotele, minoritarie che sono i bambini, gli schiavi e le donne, le quali non hanno sviluppato la razionalità).
  • Lettera ai Corinzi di San Paolo: la Chiesa ha avvalorato questa prospettiva maschile, attribuendo alle donne una funzione subalterna.
  • Zatti, capitolo dedicato ai gender studies.

Dal Duecento all’Ottocento

Dal Duecento all’Ottocento, la donna in Italia non è ancora emancipata nella letteratura: da Beatrice a Lucia la donna è sempre la stessa; l’azione della donna è pensata in funzione dell’uomo. Con la nascita del movimento femminista (Virginia, Simon de Bouvoie) i gender studies diventano espressione e manifestazione di questo movimento. Lo scenario cambia perché l’emancipazione è avviata.

La battaglia delle donne in letteratura

La battaglia delle donne in letteratura ha due direzioni principali:

  • Restituire la voce alle donne che hanno parlato ma sono state censurate ed escluse dal canone dei poeti (c’è una ricerca delle opere negli archivi, Virginia Woolf si reca negli archivi del British Museum per cercare la voce di queste donne) perché la letteratura è sempre stata affare dei maschi.
  • Mettere in questione il 'canone occidentale': è in atto da tempo una questione revisionistica che è una storia della letteratura in cui salvo rare eccezioni sono allineati i grandi maschi bianchi eterosessuali. Sta nascendo un movimento che mette in luce le rivendicazioni delle minoranze (la letteratura dei neri, omosessuali): queste minoranze vogliono essere soggetti di una battaglia identitaria che accomuna la minoranza. L’atteggiamento militante, previsionistico, polemico contro questa idea di letteratura fatta dai bianchi maschi eterosessuali: i gender studies vogliono mettere a tacere questo ‘canone’ occidentale.

Visione della donna nella cultura greco-latina e cristiana

La Politica di Aristotele e la lettera ai Corinzi di San Paolo. Cultura greca classica. Vari passi della Politica di Aristotele parlano di gerarchie che stanno nella società e sono gerarchie molto rigide: c’è una creatura perfetta che è il maschio, dopo di che ci sono altre creature inferiori a lui per mancanze di un certo tipo: le creature che stanno sotto di lui sono: la donna è creatura imperfetta della natura in quanto è il maschio che nel concepimento dà la forma, mentre la femmina accoglie solo il seme. C’è una dicotomia fra anima e corpo, l'anima è superiore e il corpo è subordinato ad essa.

Queste creature sono dominate dalla razionalità del maschio cui si contrappone la donna, che è tale insieme a schiavi e bambini. L’anima secondo Aristotele è tripartita: esiste un'anima razionale, una sensitiva e una vegetativa. L’uomo ha l’anima razionale, la donna non ha l'anima razionale e la assimila al bambino che in quanto tale è imperfetto, quando crescerà diventerà un uomo adulto e acquisirà la razionalità. Lo schiavo è da intendere come schiavo di bottino di guerra (condizione storica che dipende dall’andamento della guerra) o schiavo per natura, una creatura che con difficoltà può essere definito umano.

C’è un complesso di funzioni che caratterizzano il mondo greco fra maschio, femmina, bambino e schiavo: se l’uomo è perfetto vuol dire che le altre tre creature sono imperfette; la cultura greca ha consegnato ai suoi successori l'idea del particolare privilegio concesso all'uomo che ha la ragione e la razionalità: chi non ha razionalità o ragione è imperfetto. L’immagine della donna è l'immagine di un uomo mancato, cui manca la razionalità. La donna, essendo essere inferiore, è dominata dalla passionalità e questo le nega la razionalità.

La nostra cultura ha sempre privilegiato la ragione piuttosto che la passione. Una delle rivendicazioni del femminismo è o controbattere questa 'ferita' inflitta da Aristotele o di dimenticare.

Alla donna manca la razionalità che per Aristotele è tipica dei governatori, di coloro che devono gestire il potere. La donna appartiene a un universo subalterno e negato. Qualcuno ha osservato che la donna entra in storia con un oggetto mancante: da Aristotele a Freud (secondo Freud la donna soffre dell’invidia del pene e compete per averlo) la donna è sempre un maschio mancato.

Una delle bandiere della rivendicazione femminista è che già dall'atto della creazione la donna nasce come seconda, anzi è una parte del corpo maschile, se è vero che Dio creò l’uomo e poi da una costola fece nascere la donna. C’è già una secondarietà, poi vengono tutte le conseguenze che sono la storia di Adamo ed Eva e la Eva peccatrice che cede la satana.

Nella cultura greca c’è anche il mito del vaso di Pandora: la donna apre il vaso da cui escono tutti i mali del mondo. Eva è colei che conduce Adamo al peccato. La cultura cristiana la porta dell’inferno (la vagina). Tertuliano chiama donna ianua diavoli, c’è un intreccio da mitologia greca a cristiana che ci fa capire come la donna è intesa come colei che è la responsabilità del male.

Lettera ai Corinzi di San Paolo: capo di ogni uomo è Cristo e capo della donna è uomo. Ogni uomo che prega o profetizza con capo coperto manca di rispetto a Dio e anche la donna. Uomo è gloria di Dio e la donna è gloria dell’uomo. La donna allora dovrebbe tagliarsi i capelli.

Le donne hanno seminato guai nella storia dell’umanità: la letteratura ha creato un'altra faccia rispetto al gruppo virtuose rappresentate da Beatrice e Lucia: ha creato la donna che semina discordia, sangue, lotta e conflitto esercitando ruoli che non le competerebbero dentro una visione al maschile che caratterizza la letteratura epico-cavalleresca.

Medea Cleopatra, Didone, Angelica, Armida, sono donne che sono pericolose quanto un esercito orientale; abbiamo una dicotomia che rispecchia la mentalità maschile che suddivide le donne virtuose buone e brave e dall’altra le donne malvagie perdute, violente ecc, in una dicotomia che spesso alberga nell’immaginario maschile.

Già dalle origini si vede la superiorità dell’uomo: noi, vivendo in una società emancipata, abbiamo difficoltà a renderci conto di quanto è stata lunga la lotta per l’emancipazione femminile. Fino all’Ottocento la donna è raccontata al maschile secondo funzioni e interessi patriarcali dell’uomo.

La scoperta dell'America

Incisione della seconda metà del 1500 che rappresenta la scoperta dell’America: Vespucci scopre l’America. È un testo iconografico inciso da Theodore Galle, incisore francese; egli la trae da un disegno di un pittore fiammingo che lo ha rappresentato a Palazzo Vecchio a Firenze, Johannes Stradanus. È un testo che si presta bene al nostro intento, che è quello di leggere questa rappresentazione e in generale la scoperta dell’America come un atto che si può interpretare in chiave di gender.

L'encounter

Cosa racconta l'incisione? Al centro c’è l’incontro, encounter che è diventato un topos dell’epopea della scoperta e della conquista dell’America: l'incontro fra il maschio europeo e l'indigena, la selvaggia americana. Si sono create molte leggende su questi incontri: ad esempio la mitologia dell’incontro con Pocahontas- che racconta un incontro che è stato nella sua violenza storica uno scontro: questo è un modo per far vedere che un uomo del vecchio mondo e una donna del nuovo mondo si incontrano. Anche Shakespeare nella Tempesta aveva raccontato storia del mostro calibano che tenta di stuprare una donna bianca. Questi incontri alludono anche a un incontro fra culture.

Nel quadro di Theodore Galle l’uomo rappresentato è Vespucci che appena arriva sulla terraferma (la caravella si vede in lontananza) vede sdraiata sull’amaca: questa è una principessa indigena colta una donna nella mollezza del riposo; l’uomo che arriva la risveglia dal torpore e lei è ben pronta ad accoglierla. È una mitizzazione edulcorata: la scoperta e la conquista dell’America da parte di spagnoli e inglesi ha complessivamente contato 80 milioni di morti. Lo sterminio dei popoli americani è stato uno dei più grandi stermini della storia, e allora rappresentare un incontro sentimentale erotico fra un signore che viene dal Vecchio Mondo e un’indigena americana significa compiere un'operazione ideologica.

Varietà multiforme della fauna americana

Sulla destra vediamo inoltre strani animali, una fauna ricca e variegata sconosciuta all’uomo europeo. A questo proposito ricordiamo Colombo che nelle sue lettere racconta con meraviglia il lussureggiare della flora e la varietà della fauna. Ci sono un ornitorinco e un bradipo.

Il festino cannibalico

La cosa più interessante si vede al centro dove è rappresentato un festino cannibalico: viene arrostito un uomo. La differenza dei piani visivi è un elemento della costruzione ideologica: in primo piano avevamo la rappresentazione di un incontro accogliente di due culture diverse, in secondo piano l'altra faccia della medaglia dove la scoperta dell’uomo americano si era dicotomizzata: da una parte già Colombo ci dice che questi indigeni erano nudi, condividono le donne, le ricchezze.. insomma ci lascia intendere che sono una specie di 'uomo della natura', allo stato ancora 'adamitico' che vive in una specie di Eden ritrovato e da qui nasce un mito che ha avuto grande importanza e diffusione: il mito del buon selvaggio.

Cattivo cannibale è l’altra faccia della medaglia, il selvaggio-cannibale è quanto di più orrendo e intollerabile per i nostri principi culturali moderni, perché l'antropofagia è uno dei tabù della nostra civiltà: nella nostra evoluzione civile, dove tanti tabù sono stati spesso superati nel corso del tempo, resistono ancora due grandi tabù: il cannibalismo e l’incesto. Quello che si scopre in America è che non esistono questi tabù esiste cannibalismo e incesto.

Il primo che inizia a vedere una faccia diversa da quella dell’abominio del cannibalismo è già all'altezza del 1580, meno di un secolo dopo scoperta di Colombo, è Montaigne che scrive un saggio sui cannibali in cui c’è una penetrante e acuta analisi della società cannibalica che in parte rivaluta questa figura e i suoi comportamenti. È un saggio molto interessante perché ribalta prospettive stereotipate e consolidate rispetto alla mentalità cannibalica. Montaigne mette in questione il fatto che noi siamo i civili e i buoni e che loro sono i cattivi. Inoltre, il protagonista della Tempesta di Shakespeare è un cattivo selvaggio che si chiama Calibano: Caliban è l'anagramma di cannibal.

La cosa che non dobbiamo fare quando analizziamo un testo come questo (il disegno) è avere un atteggiamento innocente, naif, verso questa cosa senza renderci conto che gronda di ideologia da tutte le parti: non è un quadretto realistico ma una costruzione ideologica.

Prima dobbiamo però soffermarci sull’unica scrittura che c’è in questo testo, "Americen Americus retexit. Semel vocavit inde semper excitam". "Amerigo scoprì l’America e una volta che l’ebbe chiamata/risvegliata, da allora rimase sempre desta". Questa immagine è rappresentata da questa donna che sembra risvegliarsi da un torpore di secoli. Quale è la chiave ideologica di questo cartilio?

È la tipica annessione di un territorio sconosciuto che si presuppone non sia proprietà di nessuno annesso alla nostra storia. Questa storia dell’America che si desta nel 1492, significa che si desta nel momento in cui diventa un'annessione alla nostra storia. Tutta la precedente storia americana viene ignorata perché l'America esiste soltanto quando l’uomo bianco europeo la scopre, dopo che gli ha dato questa veglia dal torpore secolare. È un atto di annessione culturale: l'America non esiste fino a quando non l’abbiamo scoperta e sfruttata. È un atto aggressivo che cancella questi selvaggi abitanti dell’America i quali non hanno storia, cominciano ad aver storia solo quando diventano nostri schiavi.

Dal punto di vista del gender

Questo incontro è raccontato con Vespucci che è in piedi, la donna è sdraiata. L’uomo è sovraccarico di indumenti e strumenti e la donna è nuda, distesa e accogliente, accogliente, non in senso di gentilezza ma in senso di incontro sessuale in cui il maschio conquistatore si presenta e la donna è pronta ad accoglierlo sessualmente. Questo è confermato anche dalle lettere di Vespucci.

Vespucci ha dato nome all’America proprio perché era un uomo molto capace della comunicazione si è annesso il merito e l’onore di aver scoperto l'America e di averla battezzata. Vespucci così rappresentato sembra quasi una caricatura: egli era un umanista fiorentino con la passione per i viaggi e le esplorazioni, ma non è un crociato così come è raffigurato nel quadro (è vestito come se venisse da una crociata descritta da Tasso). Questo pacifico umanista fiorentino viene bardato con panni che non sono suoi perché deve rappresentare 'il conquistatore'.

Fisionomia di Vespucci: nella mano sinistra ha uno strumento circolare che è l’astrolario, una sorta di bussola che era servita a Vespucci e a Colombo per la navigazione verso il nuovo mondo. Poi nella mano destra ha un'asta con insegna della bandiera e la croce cristiana; sotto il mantello ha una corazza e la cosa più inquietante è la punta di una spada.

Spada, asta e astrolario sono tre elementi molto significativi carichi di valore simbolico:

  • L'astrolario: allude al fatto che Vespucci è lì perché una civiltà superiore gli ha consentito di affrontare la navigazione con superiorità tecnologica rispetto all'indigeno nudo, nudo significa che l’America non ha addosso il segno di civiltà.
  • Questa donna è da esplorare, conquistare e penetrare che sono stati il binomio con il quale l'Occidente ha giustificato la sua espansione coloniale.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/14 Critica letteraria e letterature comparate

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MM2189 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e tecniche della critica letteraria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Zatti Sergio.
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