Il rapporto Freedom in the world di Freedom House
Il rapporto Freedom in the world di Freedom House (FH) è un’ONG statunitense che svolge attività di ricerca su democrazia, libertà politica e diritti umani attraverso la pubblicazione annuale dal 1972 del rapporto Freedom in the World. Il rapporto valuta il grado di libertà democratiche e il livello di democrazia dei 194 paesi considerando i dati dell’anno precedente; quindi, ad esempio, il rapporto del 1972 si riferiva ai dati del 1971 e così via. I dati rappresentano il punto di riferimento di molte ricerche e sono quelli più usati.
Metodo di raccolta dei dati
Il metodo di raccolta dei dati, necessariamente condiviso dagli esperti, mediante una media delle opinioni pubbliche, opinioni che comunque risultano volatili, è il sondaggio (survey) presso l’elettorato, e sottoposto agli esperti del paese oggetto di indagine. Tra i vantaggi vi sono i costi e l’affidabilità dell’analisi; tra gli svantaggi, la soggettività delle risposte e la loro difficoltà.
Dimensioni di indagine
Per ovviare ai limiti vengono individuate due dimensioni:
- Diritti politici: sono poste domande sul processo elettorale (3), sul pluralismo politico e la partecipazione (4), sul funzionamento del governo (3) e altre domande aggiuntive e discrezionali sugli stessi diritti (2).
- Libertà civili: sono poste domande sulla libertà di espressione e opinione (4), sui diritti di associazione e organizzazione (3), sul costituzionalismo (4) e sull’autonomia personale e sui diritti individuali (4). Ognuna di queste domande è seguita da una sotto-domanda.
Sistema di valutazione
Per ciascuna domanda, ogni esperto assegna un punteggio da 0 a 4: 0 in assenza di buone pratiche, 1 in presenza di poche pratiche o di qualche buona pratica e in assenza di buone leggi, 2 in presenza di qualche buona pratica o di molte buone pratiche e poche buone leggi, 3 in presenza di molte buone pratiche, della maggior parte di buone pratiche o di tutte buone pratiche e qualche buona legge, e 4 in presenza di buone leggi e la maggior parte di buone pratiche.
Dal momento che la somma dei punteggi può essere diversa, ci saranno scale diverse che inizialmente saranno scale grezze. Punteggi bassi sulla scala grezza corrispondono a punteggi alti nella scala finale. Più è basso il punteggio, più alto sarà il livello di democrazia. Per quanto attiene ai diritti politici (A), i punteggi vanno da 0 a 40 e saranno decodificati in una scala da 0 a 7; per le libertà civili (B), vanno da 0 a 60. Il punteggio 7 corrisponde ad esempio alla negazione totale di A e B.
Classificazione dei dati
Una prima classificazione dei dati è il CAR (Combined Average Rathering) che corrisponde alla media delle scale di A e B:
- Il paese è democratico quando ci sono competizioni politiche aperte, un clima di rispetto per le libertà civili, una significativa vita sociale indipendente e l’indipendenza dei media (media tra 1,0 e 2,5).
- Il paese è parzialmente democratico quando c’è un limitato rispetto per i diritti politici e le libertà civili, una significativa vita sociale indipendente e l’indipendenza dei media (media tra 3,0 e 5,0).
- Il paese non è democratico quando i diritti politici di base sono assenti e le libertà civili di base sono largamente e sistematicamente negate (media tra 5,5 e 7,0).
Rappresentazione dei dati
I dati possono essere rappresentati all’interno di tabelle, in grafici a torta che mostrano global trends e possono riguardare una particolare porzione del mondo, grafici a barre che mostrano i global gains vs declines e serie storiche. In certe tabelle possono anche essere inserite delle frecce accanto ai diritti politici e alle libertà civili; ad esempio, quelle verso il basso indicheranno che rispetto all’anno precedente il paese considerato ha avuto un peggioramento, mentre quelle verso l’alto indicheranno un miglioramento.
Paesi e territori
Porto Rico e Hong Kong vengono denominati related countries in quanto collegati ad altri paesi ma privi di una piena sovranità, mentre territori quali Transnistria, Abkhazia e Ossezia, che non sono riconosciuti come stati autonomi anche perché privi di seggio presso l’ONU, sono denominati secessionisti perché aspirano a far parte di un altro stato.
Progressi riportati
Secondo il rapporto Freedom in the world, ci sono stati parecchi passi avanti nel ventennio intercorso tra il 1980 e il 2000. I paesi democratici aumentarono dal 31% al 45%, quelli non democratici calarono dal 37% al 25%, vi erano società civili pluralistiche, libertà di espressione, libertà di opinione e le elezioni erano corrette. Tuttavia, in alcune nuove democrazie, le pratiche corrotte risultano ancora presenti.
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