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Politica sociale comparata

Stampo politologico (molto più interessante ma anche complicato perché lo scienziato politico deve poi aggiungere il suo) e stampo storico.

Perché occuparsi di welfare?

Rilevanza dal punto di vista politico, parlare di politiche che riguardano il welfare durante una campagna elettorale comporta un cambiamento del bacino di voti. È importante per i partiti perché le politiche sociali hanno una portata incomparabile con altre tipo di politiche perché riguardano le chance di vita di ognuno di noi. Le politiche di welfare incidono direttamente sulle nostre vite. Il 60% della spesa pubblica viene spesa per la protezione sociale, quindi il terzo elemento fondamentale è la dimensione economica.

Le politiche sociali: definizione generica

Corsi di azione volti a risolvere problemi e a raggiungere obiettivi di natura sociale, che hanno a che fare in senso lato con il benessere (Welfare) degli individui; benessere inteso appunto come welfare che è un termine più preciso. Riguardano le risorse e le opportunità a loro disposizione nelle varie fasi del ciclo di vita considerate particolarmente rilevanti per le condizioni di vita; le politiche sociali sono programmi di azione pubblici volti a definire le norme e gli standard e le regole in merito alla distribuzione di alcune risorse e opportunità considerate particolarmente rilevanti e dunque meritevoli di essere in qualche modo garantite dall'autorità dello stato.

Programmi di azione pubblici (politica pubblica): si compongono di una pluralità di provvedimenti volti a risolvere problemi di rilevanza collettiva; si riferiscono a un determinato ambito sociale, nel quale operano attori con interessi e idee differenti, hanno carattere normativo.

Scambio politico distorto: non avviene sulla base di una promessa, clientalistico-particolare, il cittadino ci guadagna un vantaggio individuale o un favore (soprattutto al sud) -> preferenze multiple. Quindi non si basa su una promessa ma su favori.

Approccio funzionalista. Gli input sono le domande che vengono attivate dalla società (attori) che vengono poste agli attori politici; la seconda dimensione dell’input è promessa di sostegno politico o minaccia del ritiro del sostegno politico. -> Le organizzazioni come sindacati o Greenpeace, per esempio, facendo delle dichiarazioni potrebbero influenzare i voti di chi vi aderisce. Nella decisione si attiva la competizione politica, i funzionalisti non si occupano di questa parte. -> Outputs che quando incontrano la società diventano outcomes ovvero gli sono gli effetti degli outputs. Quelli che si attivano sono i meccanismi di feedback ovvero dei nuovi input che vengono attivate sulla base della valutazione degli outcomes.

Ad ogni rischio sociale (ha il carattere aleatorio) corrisponde una categoria del welfare. -> Generano condizioni di bisogno soprattutto in condizioni di bisogno economico. Le politiche sociali intervengono per prevenire questi bisogni oppure per contrastare la situazione di bisogno che si è generata. (partiti liberali - partiti democratici - partiti socialisti).

  • Diritti civili (partiti liberali), politici (partiti democratici) e sociali (quest’ultimi hanno una valenza meno politica e più sociale appunto). -> Portati avanti dalla tradizione di pensiero socialista.
  • Seconda parte dell’800 (processo di modernizzazione), lo stato interviene direttamente.
  • Diritti sociali: diritti individuali a quota di risorse economiche.
  • Premorienza: riguarda pensione di reversibilità.

Imposte dirette (imposta sulla casa ecc..) e indirette (i.v.a.). -> Bilancio pubblico -> Legge di stabilità decide dove spalmare le risorse. -> Finanziamento di tipo fiscale. Finanziamento di tipo contributivo vengono pagati dai lavoratori e dai datori di lavoro e basta. -> Enti previdenziali pubblici.

Il welfare state istituzionalizza la solidarietà; progressività delle imposte sul reddito, risponde al principio che le classi più abbienti pagano di più. -> Scaglione di reddito. -> In Italia si ferma al 45%. Tutto questo è frutto delle decisioni dei policy maker nel corso degli anni. Tre sfere sociali che possono in qualche modo garantire protezione nei confronti dei rischi sociali. -> Tutto ciò si chiama semplicemente welfare oppure diamante del welfare oppure welfare mix:

  • Mercato e mercato del lavoro -> Prima sfera istituzionale che potrebbe produrre benessere, assistenza sanitaria privata, tutti i servizi privati.
  • Famiglia -> Maggiore produttore di WELFARE nelle ere moderne, la famiglia si prende cura, strumento tipico di ridistribuzione entro la famiglia però.
  • Associazioni intermedie -> Terzo settore, volontari.
  • Stato -> Inteso come o fornitore primario di prestazioni sociali oppure come regolatore supremo di tutte le altre forme di ridistribuzione delle altre tre.

Assistenza sociale

Condizione evidente che genera condizione di bisogno economico ingente, non è necessario essere lavoratori, forma di intervento -> prestazioni monetarie. -> Superano la prova dei mezzi (means-test), accertamento delle condizioni di effettivo bisogno economico basata sul reddito e sul patrimonio. -> Le prestazioni sono diritti sociali -> Contrastare tipicamente situazioni di povertà, l’importo è uguale per tutti. -> Universalismo selettivo, solo chi è davvero povero riceve le prestazioni.

Assicurazione sociale

Rapporto di reciprocità forte -> riguarda i lavoratori, tipicamente contributivo calcolato su criteri uniformi in base o al reddito precedente o ai contributi versati che comunque dipendono dalla retribuzione. -> Si rivolgono agli insider.

Sicurezza sociale

Diritti del cittadino che prescinde da ogni requisito contributivo. Abbastanza simile all’assistenza sociale, corrispondenti a un minimo nazionale, somme fisse e omogenee. -> ES: pensione minima.

Lezione 4

Rischio -> bisogno. In nessun sistema di welfare odierno la famiglia non è il principale produttore di welfare ma lo è lo stato! Sicuramente in alcuni stati la famiglia è molto importante.

Ad hoc: sono calibrate sul beneficiario, es: tutela minima alla povertà. -> Funzione livellante ma tiene conto del reddito - se il reddito minimo è 500 e io guadagno 300 lo stato mi darà solo 200; viene sempre erogato fino alla fine del bisogno. -> Non va inteso solo come una prestazione per i poveri ma anche come emancipazione dei giovani. Tutela tutte quelle condizioni che non hanno bisogno di una prolungata occupazione come lavoratore dipendente.

Il reddito di base non esiste in nessuna parte del mondo, voteranno in Svizzera per istituire un reddito di base.

Evoluzione del welfare state

17°-19° secolo -> Società tradizionale, pre-industriale in cui la famiglia svolgeva un importante ruolo. -> Alla fine del ‘700 la classe operaia cresce e nascono anche i primi sindacati, viene introdotta una forma che più si avvicina ai problemi sociali. -> Cassa di mutuo soccorso, ognuno versa una quota che finisce in una cassa e va a tutelare chi effettivamente finisce nel rischio, forme di protezione volontaria, solo chi apparteneva ai sindacati, non avevano la capacità di proteggere effettivamente, poche risorse. È importante l’idea di condividere il rischio.

Fase genetica (1880- 1920) -> Germania di Bismarck nel 1883 nasce il welfare state, assicurazione obbligatoria pubblica per i lavoratori (lavoratori dipendenti, nello specifico operai) e schemi di assistenza sociale non di tipo assicurativo ma di contrasto alla povertà, schemi di assistenza sociale pubblica.

Consolidamento (1920 - 1945) -> Gli schemi di protezione sociale una volta introdotti non vengono rimossi, comincia ad ampliarsi. Quindi abbiamo un’estensione dell’assicurazione obbligatoria, vengono tutelati più rischi (prima l’infortunio poi la disoccupazione, la malattia ecc..), vengono protette più categorie e più generosità delle prestazioni. Fase di avvio delle espansioni.

Espansione, Golden age - Età dell’oro (1945 - 1975 circa) -> Vengono aumentati i rischi, le categorie protette e aumenta tantissimo la generosità delle prestazioni.

Crisi e prime riforme (1975 - 1990) -> I sistemi di assistenza sociale vengono messi sotto accusa.

Riforma e tentativi di “ricalibratura” (1990 - ...) -> Negli ultimi 30 anni non hanno solo fatto tagli, in alcuni settori ci sono anche stati tentativi di sviluppare componenti del welfare state non sviluppate e magari di ridurre le spese in altre.

La fase genetico originaria

I fattori causali che portano all’introduzione dell’assicurazione obbligatoria. Questi fattori ci dicono che ad un certo punto si è creata una situazione oggettiva rispetto la quale il governo doveva risolvere. Il problema qui sarà l’aumento dei rischi sociali. -> Il processo ovvero i fattori specifici politico istituzionali non incominciano subito con l’emergere del problema.

Fattori cornice:

  • Modernizzazione:
  • Lo stato -> Centralizzazione politica e di violenza;
  • Industrializzazione;
  • Urbanizzazione;
  • Capacità istituzionali -> Capacità dello stato a raccogliere e centralizzare le risorse economiche per far funzionare lo stato stesso -> Protezione esterna e interna (esercito e polizia).

Nascita di alcuni rischi che prima non esistevano, non più forme di protezione tradizionali ma il welfare state, strumento moderno che risponde alla nascita dei nuovi rischi. Industrializzazione e urbanizzazione hanno prodotto nuovi rischi prima di tutto per la poca sicurezza all’interno delle fabbriche, condizioni non igieniche con turni di lavoro e quindi aumento di infortuni sul lavoro e di malattia. -> Gli operai vivevano nelle slum londinesi e quindi l’altro rischio che aumenta in modo esponenziale sono le malattie che si propagano molto più velocemente, epidemie di colera. In più da non sottovalutare è il rischio di vecchiaia, questo perché l’operaio arrivato ad una certa età non ha più interesse di mantenere un lavoratore vecchio e quindi viene espulso dal mondo del lavoro, la famiglia è di tipo nucleare; l’operaio ha solo i figli come risorsa e quindi se venisse espulso ci sarebbe il rischio che questo vivesse i suoi ultimi giorni con reddito zero. -> Capacità di far fronte a questi rischi in modo moderno questo perché si avevano maggiori risorse economiche a disposizione, l’industria produce molto di più rispetto all’economia agricola. Si hanno inoltre maggiori capacità istituzionali ovvero burocrazie più capaci a fronteggiare queste situazioni.

Fattori specifici politico-istituzionale: mobilitazione dei lavoratori in relazione al contesto politico-costituzionale, abbiamo due percorsi differenti:

  • Regimi monarchico-autoritari -> Sono stati i primi ad introdurre il welfare state rispetto a quei regimi più democratizzati; questo principalmente perché i poteri del parlamento erano piuttosto limitati anche per via del suffragio ristretto, le rivendicazioni del movimento operaio e i partiti socialisti rischiano di essere fatali per chi è al governo; l’élite conservatrice al governo istituisce schemi di assicurazione obbligatoria ai fini di controllo sociale e di auto-legittimazione. -> Generalmente i diritti sociali vengono concessi PRIMA dell’istituzione del suffragio universale.
  • 1898: moti popolari a Milano, Beccaris spara sulla popolazione -> viene introdotta l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni.
  • Regimi parlamentari -> Le élite al governo dispongono del principale canale di legittimazione ovvero le elezioni. Le pressioni sono già ammorbidite in questi sistemi, i diritti sociali vengono dati successivamente e solo quando i partiti socialisti o laburisti raggiungono una forza parlamentare sufficiente ad imporne l’introduzione. -> Generalmente i diritti sociali in questi regimi arrivano dopo la democratizzazione del suffragio.

Assicurazione sociale obbligatoria: i vantaggi

L’obbligo assicurativo e finanziamento contributivo consentono di:

  • Riduzione dei buchi di copertura, consente di tutelare contro quel determinato rischio il gruppo che si è deciso di tutelare.
  • Ripartire il rischio entro una collettività ridistribuita più ampia, contenendo così gli importi contributivi e il costo assicurativo per assicurato.
  • Evitare fenomeni di scrematura ovvero quei fenomeni in cui in assenza di obbligo assicurativo, un ente privato può decidere di non assicurare proprio i soggetti esposti al rischio.
  • Definire la contribuzione in base al reddito dell’assicurato e non in base al profilo di rischio individuale.
  • L’assicurazione sociale obbligatoria comporta flussi redistributivi sia orizzontali, ovvero quelli relativi a coloro che incappano nel rischio e chi invece no, ma anche verticali ovvero tra quelli con fasce di reddito più alto e quelli che hanno un reddito più basso.
  • Fornire protezione contro rischi difficilmente assicurabili, come per esempio la disoccupazione.

Gli effetti

Due livelli:

  • Creazione di un nuovo sistema di potere: élites politiche si tramutano in élites redistributrici che offrono protezione sociale in cambio di sostegno politico, i cittadini si trasformano in clientele sociali; competizione per la protezione sociale. Vengono creati per questi apparati amministrativi consistenti e quindi una burocrazia di servizio che implementi le politiche decise dal governo; queste sono portatrici di interessi e quindi rientrano nel gioco politico elettorale. Tutto ciò genera il policy feedback nei confronti degli input.
  • Trasformazione basi legittimità e funzioni dello stato: legata alla protezione esterna e alla protezione interna, il grosso delle risorse però non va per questo tipo di protezioni ma va in protezione sociale.

Fase di espansione (1945 - 1975)

Compromesso di mezzo secolo: avvenuto in tutti i paesi occidentali tra un assetto economico importante sui principi di mercato (competizione, meritocrazia e efficienza) che però hanno costruito sistemi estesi di protezione sociali. - Welfare Capitalism. Questo compromesso tra cose che puntano ad obiettivi molto diversi, ha funzionato in maniera efficace per circa 30 anni.

  • Le precondizioni favorevoli all’espansione: demografiche (tasso di fertilità elevato, popolazione giovane, crescita demografica), economiche (rapida crescita economica e retribuzionale, politiche keynesiane e mercati protetti), mercato del lavoro (occupazione industriale, carriere continue e salario “familiare”, un solo salario per tutta la famiglia), politico - istituzionale (stato-nazione), condizioni sociali (famiglia nucleare tradizionale, divisione di genere del lavoro -> non sono condizioni totalmente favorevoli al welfare state, ma quest’ultimo è stato costruito avendo in mente l’operaio tipo e sapendo che la donna sarebbe stata a casa).

Lo “scivolamento distributivo” della politica sociale: serve a denotare un cambiamento di natura tra la fase genetica/di consolidamento e la fase espansiva. Fino agli anni ’50 la politica sociale è stata soprattutto una questione di redistribuzione. Dagli anni ’50 in poi la politica sociale ha assunto una natura essenzialmente distributiva.

Costi e benefici delle politiche sociali:

  • Beneficio: quali prestazioni vengono erogate e a chi.
  • Costo: versante del finanziamento, chi paga.

- Politiche redistributive (momento genetico): costi e benefici tangibili e concentrati (tolgo ai ricchi per dare ai poveri) -> si sa bene chi paga e si sa bene chi riceve.

- Politiche distributive (Golden age - fase espansiva): costi occulti e diffusi, benefici tangibili e concentrati. -> Si sa chi riceve le prestazioni ma non chi capisce chi pagherà le prestazioni (contesto di democrazia di massa, moltiplicatore delle politiche sociali) -> Formidabile processo per creare un grande consenso in quanto i costi non sono concentrati su particolari categorie.

- Politiche sottrattive (1980 - 2005): costi tangibili e concentrati, benefici offuscati e diffusi. -> Più difficile da adottare.

Le precondizioni economiche: possibilità di diffondere e occultare i costi attraverso:

  • Alti tassi di sviluppo economico che hanno messo a disposizione di partiti e governi quote crescenti di risorse da utilizzare per interventi pubblici nel settore del welfare anche senza imporre costi aggiuntivi e quindi senza aumentare la spesa e alzare il prelievo fiscale.
  • Deficit spending e progressive adozioni di tecniche finanziarie capaci di nascondere costi immediati dell’intervento pubblico, senza aggiungere costi lo stato spenderà di più di quanto possa spendere, accende un debito pubblico finanziato dai cittadini e da altri istituti, questo soprattutto per espandere lo stato sociale e spalmare costi per la protezione sociale sulle generazioni future -> Keynes appoggiava il ricorso al debito in quanto la domanda sarebbe rimasta alta o sarebbe aumentata e quindi ci sarebbe stata crescita economica. (Caso Italiano: tasso sul debito altissimo, poca cura per quanto riguarda l’espansione ma soprattutto l’evasione fiscale ha contribuito all’aumentare il debito pubblico in maniera esponenziale). - Sistemi di ripartizione, diluizione del costo (esempio delle pensioni del ’57 di gente che è andata in pensione senza aver pagato i contributi che erano invece appena stati introdotti).

Le precondizioni politiche: modificazione dello scambio politico in virtù di:

  • Frammentazione delle DOMANDA politica da politica di classe a politica delle categorie
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