Rosso: concetti fondamentali Blu: Papi 1
Verde: rimandi a qualcosa di correlato
Opere (architettoniche, trattati…)
Azzurro:
architetti, studiosi…
Rosa:
Viola: committenti
Arancione: termini specifici
LA CULTURA ELLENICA
L’inizio della ci fu intorno all’800 a.C.; un’innovazione rispetto l’età del bronzo è rappresentata
cultura ellenica
dall’importanza assunta dai templi (tipologia costruttiva sconosciuta ai minoici). La cultura ellenica era diffusa dalla
della Grecia e dell’Egeo, erano divise in due gruppi etnici principali:
Grecia alle isole egee e le popolazioni dei litorali
lo ionico e il dorico. Le maggiori città ioniche erano Atene, Calcide, Eretria… mentre le capitali doriche erano Sparta,
Argo, Corinto, Tebe oltre a città fondate in Sicilia, Corfù, Rodi e Creta. Il nuovo ordinamento ellenico non aveva un
governo unitario ma piccoli stati autonomi governati da un sovrano. Queste città stato anche se molte volte in guerra
tra di loro erano orgogliosi della comune identità culturale.
ellenico successivo all’800 a.C. avevano templi che accoglievano la statua degli dei. A questi primi
Le città del mondo
sacrali, si accedeva tramite un portico a due colonne che portava alla cella (sala interna). Erano costruiti in mattoni
essiccati al sole, con l’aggiunta di elementi lignei di sostegno(i primi avevano sicuramente una copertura in paglia). La
scelta di estendere le colonne frontali tutto intorno l‘edificio, configurando un colonnato esterno (pteron) ebbe grande
importanza per il futuro dell’architettura templare.
ARCHITETTURA (INTRODUZIONE ALL’ORDINE)
Edificio classico: un edificio classico è quello i cui elementi decorativi derivano direttamente o indirettamente dal
vocabolario architettonico del mondo antico.
L’ordine è l’elemento sintattico di base, fondamentale in quelli che sono gli edifici greci (in particolare
architettonico:
templi) e che successivamente sarà ripreso dai romani che utilizzeranno questo elemento anche con altre funzioni non
soltanto di sostegno.
CARATTERISTICHE
L’ordine, chiamato così dagli architetti rinascimentali, risulta essere un sistema composto da colonna e trabeazione (tra
i due si inserisce un capitello). È inoltre un elemento di fondamentale importanza poiché identifica la classicità di un
edificio, che non può essere tale se non alluda almeno agli ordini. Esso è costituito generalmente da una base (ed un
piedistallo soltanto nei romani), da un fusto, da un capitello e da una trabeazione. Si nota come il capitello (che poggia
su un collarino posto sulla sommità del fusto), sia suddiviso in 2 elementi: l’echino (la parte che muta e che permette il
riconoscimento di un determinato ordine) e l’abaco ( nome derivante dalle tavole su cui si scriveva e che ne conserva la
forma di parallelepipedo). Abaco sul quale poggia la trabeazione, tripartita in architrave (poggia sul capitello in genere
una fascia liscia), il fregio (continuum decorato tranne nel dorico dove si divide in metope e triglifi) e cornice (elemento
di chiusura).
Rastremazione: riduzione della sezione trasversale del fusto e della colonna. Il fusto delle colonne non è mai cilindrico
ma tende a stringersi con l’altezza così da accentuare uno slancio che è ulteriormente sottolineato dalle scanalature sul
fusto (tranne nel tuscanico). Scanalature che possono essere differenziate in:
1. Spigolo vivo (dorico sempre) per 1/3 dell’altezza per proteggere la colonna dall’usura
2. Spigolo piatto che presenta una Rudentatura
(ionico...).
Infine un’altra caratteristica della colonna è l’ENTASIS ossia un leggero rigonfiamento della colonna per 1/3
dell’altezza necessario per rimediare ad un effetto di distorsione dell’occhio umano. Ha quindi la funzione di far
sembrare la colonna dritta. Questo ci fa pensare ad una grande conoscenza dell’ottica da parte dei greci.
è la leggera inclinazione verso l’interno per intensificare lo slancio verticale.
Altra distorsione che utilizzvano
I rocchi del fusto sono impernati tra loro con perni di ferro legati con getti di piombo fuso.
TRATTATISTI era un tecnico militare ed architetto al servizio dell’imperatore Augusto.
1) Marco VITRUVIO :
“De Architectura” [27 a.C.]: è la primo trattato di questo tipo arrivato a noi. Il trattato suddiviso in 10 libri ed ognuno
parlava di argomenti specifici come i materiali, le macchine di costruzione… e definisce, nel 4° libro, gli ordini (non li
chiama ordini ma generi) definendone soltanto tre: dorico, ionico e corinzio. Parlando dell’ordine inteso come colonna
egli lo definisce elemento di perfezione in quanto personifica la perfezione del corpo umano[uomo vitruviano ripreso
Vitruvio cerca di far coincidere l’uomo con le forme geometriche (nesso tra geometria,
da Michelangelo]. numero e
uomo).
Categorie Vitruviane: Vitruvio inoltre nel suo trattato definisce i tre requisiti di una struttura architettonica:
• FIRMITAS: stabilità della struttura, solidità
• UTILITAS: funzione della struttura, deve averne una
• VENUSTAS : bellezza determinata da: - ORDINATIO armonia (come l’uomo)
- EURYTMIA: (come l’uomo)
- SYMMETRIA: proporzione
Modulo: è il diametro delle colonne alla base e dalla quale ci si riferisce per creare una perfetta proporzionalità a tutto
l’ordine.
Serve per calcolare le proporzioni di tutte le parti dell’edificio sacro e per farlo si utilizzano sottomoduli e macromoduli.
2) Leon Battista ALBERTI [1404-1472] : ved. Capitolo su Alberti
“De Re Aedificatoria” [1485]: 1) definisce l’ordine
Scrive il Columniatio: piedistallo + colonna + trabeazione
2) aggiunge il 5° ordine: il composito.
3) FRA GIOCONDO [1433-1515]: è stato un umanista, architetto ed ingegnere militare italiano, frate
domenicano.
“De Architectura”
Scrive il
4) Sebastiano SERLIO [1475-1554]: è stato un architetto e teorico dell'architettura italiano.
“Trattato di Architettura”:
Scrive: - 1) prima grammatica architettonica del Rinascimento.
dei 5 ordini in base all’altezza
2) gerarchia
“I 7 Libri dell’Architettura”
-
5) Jacopo Barozzi da VIGNOLA [1507-1573] :
“Regola Delli 5 Ordini di Architettura del 1562”
Scrive:
La regola di da Vignola: metodo per stabilire le misure concrete degli ordini sulla base degli edifici antichi
Architrave = ¼ del fusto della colonna e il Piedistallo = 1/3 del fusto della colonna
CONFTONTO TRA VITRUVIO E SERLIO
VITRUVIO SERLIO
DORICO Uomo (maschio) Santi virili
Proporzione, forza, grazia del corpo virile Carattere combattivo
IONICO Essere asessuato (studioso anziano o Sante
matrona nobile) Matrona di mezza età
Snellezza femminile Studioso
CORINZIO Donna Vergini ( Madonna)
Esile figura di una fanciulla
TOSCANICO Utilizzato per le fortificazioni e le prigioni
GLI ORDINI ARCHITETTONICI
ORDINE DORICO e a loro dobbiamo l’origine del tempio
I dori erano una popolazione del nord della Tessaglia greco classico (in legno).
l’ordine più antico e più semplice composto da una colonna priva di base che poggia
Questo è direttamente sul crepidoma composto da stilobate e sterobate (gli scalini (del tempio) sono
molto alti e sono sempre di numero dispari; in modo tale che durante la cerimonia il sacerdote
potesse entrare sempre con lo stesso piede nel tempio).
Il fusto ha 20 scanalature a quarti di cerchio ad angolo vivo (si rovinavano in fretta per il
delle persone…) in modo tale che ci fosse un gioco di chiaroscuro (in Grecia c’è la
passaggio
luce solare molto forte ed il marmo, riflettendola, poteva dar luogo ad una deformazione
architettonica visiva (ENTASIS)).
Il rapporto modulo e altezza varia da 1/6 ad 1/8; il fusto della colonna è alto 6,7,8 volte il
diametro della base. sopra il quale è posto l’echino,
Il capitello poggia su un collarino che assume una forma
l’abaco.
semplificata come un cuscino, e che sorregge
l’architrave
Nella trabeazione troviamo il che sorregge il fregio che è liscio ed è scandito in
una successione alternata di metope e triglifi. Le metope sono spazi piani spesso decorati con
bassorilievi (rappresentando spesso la storia del Dio/Dea) o lisce; i triglifi si trovano nella
mezzeria delle colonna e sono elementi verticali con 2 profonde scanalature anche esse
verticali e 2 mezze scanalature ai bordi, essi si trovano sotto al mutulo e sopra le guttae.
Questi elementi ci ricordano delle parti dei templi primigenei: le guttae ricordano i chiodi
delle travi in legno, i triglifi ricordano le parti terminali delle travi di campata in legno ed i
mutuli ricordano le estremità delle travi sporgenti che servivano per non far cadere la pioggia
sulle colonne.
dei triglifi d’angolo: triglifo allineato con il fusto obbliga a lasciare nel punto d’angolo un vuoto cosi
Il problema Il
si cercano, nel corso del tempo, delle soluzioni: si inseriscono 2 triglifi per segnare l’angolo, si restringe interasse
(intercolumnio) delle 2 colonne più esterne fino ad arrivare al Partenone con la restrizione graduale di tutti gli
lasciando l’ultimo triglifo non allineato all’ordine.
intercolumnio
Altri elementi sono: l’acroterio frontone (sfingi…)
che è un elemento decorativo che corono il vertice e gli angoli del
ed i gocciolatoi che sono una sorta di grondaie (leoni..).
I TEMPLI DORICI : [6-5 sec. a.C.]
• Tempio di Apollo (Delfi)
• Tesoro degli Ateniesi (Delfi) : dedicato ad Atena, con 2 colonne con decorazioni a metope
(fondi arancio/rosso) e triglifi (blu)
• Tempio di Apollo (Corinto): risale al 540 a.C. circa e del quale ci sono arrivate soltanto sette colonne, con grandi
cuscini, ed una sezione di trabeazione. (fusto 1/6)
• Tempio di Apollo (Olimpia): in questa città perché Apollo ha inventato i giochi. (fusto 1/6)
• uno dei templi meglio conservati, c’è la statua di Icaro caduto,
Tempio della Concordia (Agrigento):
ha il fronte esastilo (6 colonne) e fusto 1/8.
• Templi di Paestum (Campania): tempio di Hera, Poseidone, Nettuno
• Partenone, Propilei (Atene) : tempio dorico per eccellenza
ORDINE IONICO
L’ascesa dell’ordine ionico
dell’Asia Minore ci fu l’insediamento di alcune colonie ioniche ad opera dei Greci che fuggivano dal collasso
Sulla costa
della loro civiltà e qui diedero vita ad una città sfarzosa e raffinata ben rappresentata dallo stile ionico con la sua grazia
e sensualità.
può facilmente riconoscere dal capitello a volute e dall’uso dei dentelli
Si nella cornice
CARATTERISTICHE
A differenza dell’ordine dorico esso presenta una base (base attica in un unico blocco) scandita in: due elementi
tondeggianti (convessi) come cuscini chiamati toro, ed il listello sopra di essi, ed un elemento concavo chiamato scozia.
(per 1/3 dell’altezza
Il fusto presenta 24 scanalature ad angolo piatto ed una Rudentatura
per proteggere la colonna dall’usura).
Il rapporto modulo/altezza varia da 1/8 ad 1/9 che lo fa risultare più snello rispetto al
all’echino a forma di
dorico. Il capitello presenta un abaco molto sottile per far spazio 2
volute (riccioli) molto raffinato ed ingombrante. La forma delle volute può derivare o dalla
conchiglia del nautilus (che risponde ai rapporti aurei) o dal papiro. Gli ovoli collegano le 2
geometrie delle volute.
Problema fianco/angolo: sul fianco non ci sono le volute per problemi di armonia.
Nell’angolo si è adottato il sistema della doppia voluta e sono piegate in avanti creando la
voluta d’angolo. Il primo tempio ad utilizzare questo metodo è il tempietto di Atena/Nike
(vicino al Partenone ad Atene) in questo caso si usa lo ionico anche se è presente Atena
(solitamente per i templi si utilizza il dorico).
Per quanto riguarda l’architrave si nota come essa sia suddivisa in tre fasce, mentre il fregio
risulta essere continuo e decorato. Inoltre al di sotto della cornice sono presenti dei dentelli.
Esempio di tempio ionico è il tesoro di Sifni a Delfi e l’Eretteo di Atene.
ORDINE CORINZIO
Questo ordine nasce ad Atene nel 5 sec. a.C. ma i greci non lo hanno molto utilizzato (senza
piedistallo) mentre i romani lo usano molto di più e con il piedistallo.
molto l’ordine ionico per la
Ricorda base (è possibile trovare doppia scozia ed un solo toro ed
è chiamata base composita) ed il fusto se non fosse per il fatto che il rapporto modulo/altezza
è 1/10 e la cornice, in questo caso, può essere dotata di mensole.
è presente l’abaco
Per quanto riguarda il capitello che ha al centro un fiore di acanto e si
assiste ad una notevole dilatazione dell’echino che assume la forma di un cesto di foglie di
acanto (è una pianta spontanea e cresce in caulicoli (riccioli) che poi aprendosi diventano
L’echino è quindi formato da 3 giri di foglie e 1, in
foglie). alto, di caulicoli. Vitruvio ci dice
che, molto probabilmente, lo scultore del capitello corinzio sia stato Callimaco. Dice che egli
ne abbia preso l’ispirazione da un canestro di giochi con sopra una lastra di pietra, che era
stato messo su un sepolcro di una fanciulla corinzia, ed intorno al canestro era cresciuto
l’acanto.
La trabeazione risulta invece essere simile a quella ionica.
Particolare è l’utilizzo che i greci fecero di quest’ordine. Si sa infatti che inizialmente
quest’ordine fosse utilizzato soltanto per gli interni come nel tholos di Epidauro nel quale le 14 colonne interne erano
con il tempo si è arrivati all’utilizzo di quest’ordine
decorate in stile corinzio mentre quelle esterne erano doriche. Solo
anche per quanto riguarda strutture primarie come nel peribolo del tempio di Zeus Olimpo ad Atene con il colonnato
esterno interamente in stile corinzio.
ORDINE TUSCANICO per molti aspetti quello che è l’ordine dorico, ma non viene citato da
Questo ordine deriva dal tempio etrusco. Riprende
Vitruvio bensì successivamente da personaggi come Serlio e Vignola. Le dimensioni riprendono quelle del dorico.
Differenze si riscontano nel fusto che risulta essere liscio sebbene delle ipotesi affermano che vi erano delle scanalature
in stucco andate a scomparire con il tempo. La base si limita ad un solo toro, mentre il capitello simildorico risulta
l’ordine dorico.
essere più grande. Per quanto riguarda la trabeazione non vi sono differenze con
ORDINE COMPOSITO
l’ordine ionico e corinzio, Assume le peculiarità dell’ordine corinzio se non fosse
Unisce tipicamente ordine romano.
per il capitello che presenta il cesto di acanto e 2 volute ioniche.
Questo ordine è descritto per la prima volta da Alberti (1450) e Serlio lo nomina il 5° ordine.
TEMPLI IN GRECIA
Il tempio in Grecia non ospita la celebrazione collettiva, ma risulta essere la dimora della divinità alla quale il tempio
nel collocare il tempio tant’è che nella maggior parte dei casi essi sono
stesso è dedicato. I greci erano molto accurati
posti in luoghi suggestivi ed in rilievo per accentuare la magnificenza di tali edifici. Inoltre l’entrata era sempre rivolta
ad oriente così come la statua della divinità.
L’interno del tempio era chiuso al pubblico, che poteva vedere l’idolo solo dall’esterno. Tutto ciò fa pensare che erano
popolazioni sensibili alla natura e ricche di spiritualità che li portava a vedere gli dei nell’acqua, nelle montagne, negli
alberi e nel cielo.
La celebrazione si svolgeva all’esterno e l’ingresso al tempio era concesso al
solo sacerdote. Per questo motivo non bisogna parlare soltanto di tempio ma
di area sacra delimitata da un TEMENOS (muro).
In se per se il tempio è costituito da una cella (NAOS) delimitata da muri e
(l’accesso era consentito solo al
che contiene la statua della divinità
sacerdote). Cella che è protetta da un porticato sia per motivi pratici
(proteggere la cella da agenti atmosferici), sia per esplicitare l’imponenza del
luogo.
Il PRONAO si trova davanti al NAOS ed è uno spazio semichiuso, nel quale
il sacerdote svolgeva la cerimonia.
L’OPISTODROMO si trova in posizione opposta rispetto al PRONAO e
dietro al NAOS.
Poiché il pronao e l’opistodomo ospitavano spesso offerte agli dei erano chiuse con cancelli e sbarre metalliche.
L’altare su cui venivano sacrificati gli animali si trovava all’esterno ma di fronte alla facciata principale d’ingresso.
Costante di ogni tempio è la sopraelevazione del terreno grazie ad un CREPIDOMA in pietra (in gradini di numero
dispari in genere 3 o 5) che comprende lo stilobate sul quale poggiano le colonne.
Infine vi è il FRONTONE che è la parte architettonica sommitale di una struttura con tetto di capanna,
costituito da una cornice orizzontale, due cornici inclinate e uno spazio triangolare interno detto timpano
(in origine era costituito da una membrana di pelle tirata a chiusura delle travi del tetto).
LE TIPOLOGIE DI TEMPIO
1. TEMPIO IN ANTIS: non presenta una PERISTASI (colonnato che circonda interamente la cella) ma soltanto due
colonne sulla parte frontale delimitate ai lati dai prolungamenti dei lati lunghi del muro della cella definendo un
PRONAO (spazio di fronte alla cella); Tesoro degli Ateniesi
2. TEMPIO PROSTILO: presenta un portico posto soltanto sulla parte anteriore (fronte principale) del tempio;
3. TEMPIO ANFIPROSTILO: presenta un portico sulla parte anteriore e posteriore del tempio;
4. TEMPIO PERIPTERO: presenta portici collegati da colonnati aperti lungo i fianchi Partenone
5. DIPTERO: se le file di colonne sono due
6. TEMPIO PSEUDOPERIPTERO: ha portici collegati soltanto da pilastri o colonne in rilievo
7. PSEUDO DIPTERO: se alcune colonne della fila inte
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