6. TARDOCINQUECENTO: ARCHITETTURA E POTERE
Jacopo Barozzi da Vignola (1507-1573)
Biografa e contesto
Nato a Vignola (Modena), Jacopo Barozzi da Vignola fu una delle figure centrali
dell’architettura tardo-rinascimentale e un pilastro del classicismo post-
michelangiolesco. Studiò Vitruvio e l’architettura antica, elaborando una teoria
architettonica fondata sulla chiarezza, la razionalità e la regola. Collaborò con
Michelangelo e fu attivo a Roma e Caprarola. La sua opera coniuga rigore matematico
e sensibilità per lo spazio monumentale.
Opere principali
Chiesa del Gesù (Roma, 1568): prototipo delle chiese della Controriforma,
commissionata dai Gesuiti. La navata unica con cappelle laterali, la cupola sul
transetto e la facciata progettata da Giacomo della Porta riflettono la volontà di
concentrare l’attenzione sull’altare maggiore. L’acustica e la visibilità sono
studiate per la predicazione eucaristica. Rappresenta l’archetipo della "chiesa
della predicazione".
Palazzo Farnese di Caprarola (1559–1573): iniziato da Antonio da Sangallo il
Giovane come fortezza pentagonale, trasformato da Vignola in residenza
principesca. Inserisce un cortile circolare interno a due ordini, terrazze
panoramiche e un asse urbano diretto verso il borgo. Il palazzo fonde l’eredità
militare con quella residenziale, simboleggiando il potere cardinalizio.
Villa Giulia (Roma, 1551–1553, con Vasari e Ammanati): progettata per papa
Giulio III, è una villa suburbana con un raffinato impianto scenografico. Lo spazio
è articolato in logge, cortili e ninfei. Vignola progetta la parte architettonica
classica, Vasari la decorazione pittorica e Ammanati le fontane e i giochi
d’acqua.
Regola dei cinque ordini d’architettura (pubblicata nel 1562): trattato
fondamentale che codifica in modo pratico i cinque ordini classici (toscano,
dorico, ionico, corinzio, composito) secondo moduli proporzionali precisi. Il
manuale ebbe diffusione europea e divenne un riferimento per la didattica e la
pratica architettonica per secoli.
Stile e contributo
Teorizzazione sistematica degli ordini architettonici.
Progettazione finalizzata alla funzionalità liturgica e comunicativa.
Architettura come disciplina razionale e costruibile, attenta alle esigenze
pratiche e simboliche.
Capace di trasformare modelli fortificati in spazi di rappresentanza e potere.
Influenza
Vignola fu uno dei maggiori diffusori del classicismo rinascimentale e influenzò
fortemente l’architettura barocca, specialmente nei paesi cattolici. Il suo trattato fu
tradotto in numerose lingue e divenne testo di riferimento in accademie e cantieri. Le
sue idee influenzano anche il Neoclassicismo e sono ancora oggi oggetto di studio per
l’insegnamento dell’ordine e della proporzione.
Firenze sotto Cosimo I
Ammannati amplia Palazzo Pitti e disegna Cortile dell'Ammannati.
Corridoio Vasariano: simbolo di controllo e potere.
Giardini di Boboli: giardino formale rinascimentale.
7. CLASSICISMO IN VENETO: UN NUOVO UMANESIMO
Jacopo Sansovino (1486-1570)
Biografa e contesto
Jacopo Tatti, detto Sansovino, nacque a Firenze e si formò nella bottega di
Andrea Sansovino, da cui prese il nome. Dopo un soggiorno artistico a Roma,
dove studiò l’architettura antica, fu chiamato a Venezia nel 1527 dopo il Sacco
di Roma. Qui divenne Proto della Repubblica di Venezia, carica di massimo
architetto pubblico, trasformando radicalmente l’aspetto di Piazza San Marco e
introducendo una declinazione veneziana del Rinascimento maturo.
Opere principali
Libreria Marciana (Venezia, 1537–1553): situata di fronte al Palazzo Ducale, è
considerata una delle più eleganti espressioni dell’architettura rinascimentale. Il
piano inferiore è scandito da un ordine dorico con arcate a bugnato, mentre il
piano superiore impiega colonne ioniche. La ricca decorazione scultorea celebra
la cultura classica e l’identità repubblicana veneziana. La facciata introduce una
nuova monumentalità nel contesto lagunare.
Loggetta del Campanile di San Marco (Venezia, 1537): situata alla base del
campanile, è un piccolo edificio decorato con colonne e statue bronzee. Serve
sia come elemento architettonico che come celebrazione del potere veneziano.
Zecca di Venezia (1545): edificio destinato alla coniazione della moneta,
presenta un linguaggio solido e severo, con forti paraste e bugnato rustico. La
sua monumentalità rispecchia l’importanza della funzione economica.
Palazzo Corner della Ca’ Grande (Venezia, dal 1532): imponente residenza
privata lungo il Canal Grande. La facciata in pietra d’Istria, le grandi finestre
centinate e l’equilibrio tra pieni e vuoti testimoniano la capacità di Sansovino di
adattare il linguaggio romano alla specificità veneziana.
Stile e contributo
Rielaborazione del classicismo romano in chiave veneziana, con attenzione alla
luce, al colore e alla decorazione, ordine classico adattato al contesto lagunare
Introduzione della monumentalità nella scala urbana veneziana.
Forte connessione tra architettura e scultura.
Equilibrio tra funzione pubblica, rappresentanza e contesto ambientale.
Influenza
Sansovino fu il caposcuola del Rinascimento veneziano e influenzò direttamente
Palladio, Scamozzi e Longhena. La sua Libreria Marciana divenne modello di
eleganza e compostezza, imitato in tutta Europa. L’armonia tra architettura e
scultura nelle sue opere esprime una sensibilità integrata e civica.
Michele Sanmicheli (1484-1559)
Biografa e contesto
Michele Sanmicheli nacque a Verona in una famiglia di architetti e scalpellini. Fu uno
dei principali architetti militari e civili del Rinascimento italiano. Lavorò al servizio della
Repubblica di Venezia, che gli affidò la progettazione di fortificazioni nelle città di
confine, ma anche palazzi e porte urbane. La sua architettura unisce monumentalità
classica e funzionalità militare con una raffinatezza formale che lo pone tra i grandi
maestri del Cinquecento.
Opere principali
Porta Nuova (Verona, 1535–1540): grandioso ingresso monumentale alla città,
esemplifica l’uso dell’ordine dorico e la possanza strutturale. Gli elementi
architettonici (semicolonne, bugnato, arco centrale) sono bilanciati per dare una
forte impressione di solidità e maestosità.
Porta Palio (Verona, 1542): ancora più solenne, con sei colonne doriche giganti
e un’impostazione classica pura. Considerata una delle più belle porte urbane
del Rinascimento, riecheggia modelli antichi come l’Arco di Costantino ma con
linguaggio pienamente rinascimentale.
Palazzo Bevilacqua (Verona, iniziato 1530): facciata in due ordini sovrapposti
con elementi classici e decorazioni plastiche ricchissime, ma sempre contenute.
Uno dei migliori esempi di palazzo urbano rinascimentale, unisce eleganza e
forza espressiva.
Palazzo Canossa (Verona, 1527 ca.): palazzo nobiliare dalle linee sobrie, con
facciata tripartita, cortile interno e loggiato. Dimostra la capacità di mediare tra
modello fiorentino e cultura architettonica veneta.
Fortifcazioni a Zara, Sebenico, Bergamo, Crema: per Venezia, Sanmicheli
elabora bastioni e mura secondo i principi più aggiornati della fortificazione
bastionata, con tecniche geometriche e materiali innovativi.
Stile e contributo
Fusione tra architettura militare e civile con coerenza stilistica.
Uso sapiente dell’ordine dorico e della monumentalità romana.
Linguaggio architettonico solido, sobrio, ma espressivo.
Controllo della prospettiva e del ritmo delle facciate.
Influenza
Sanmicheli fu uno degli architetti più ammirati del suo tempo. Le sue opere
influenzarono il linguaggio monumentale della Serenissima e furono studiate anche da
Palladio. La sua capacità di armonizzare bellezza e funzione nella fortificazione fu
innovativa e anticipò i modelli seicenteschi. Le sue porte urbane sono esempi
magistrali di "architettura celebrativa difensiva".
Andrea Palladio (1508–1580)
Biografa e contesto
Andrea di Pietro della Gondola, detto Palladio, nacque a Padova e si formò come
scalpellino a Vicenza. Fu scoperto e sostenuto dal nobile umanista Gian Giorgio
Trissino, che gli diede il nome "Palladio" in riferimento alla sapienza greca.
Palladio studiò Vitruvio, i monumenti antichi di Roma e le opere di Bramante,
sviluppando uno stile architettonico basato su armonia, proporzione e
funzionalità. Operò principalmente a Vicenza e nel Veneto, realizzando ville,
palazzi e chiese che divennero un modello per l’architettura occidentale fino al
Neoclassicismo.
Opere principali
Palazzi a Vicenza
Basilica Palladiana (Vicenza, 1549): ristrutturazione dell’antico Palazzo della
Ragione. Introduce la "serliana" (arco centrale affiancato da aperture
rettangolari) come modulo ricorrente. La loggia monumentale su due livelli
diventa uno dei simboli del Rinascimento veneto.
Palazzo Chiericati: equilibrio tra classicismo e plasticità scultorea, con facciata
a logge sovrapposte. Esempio di palazzo urbano luminoso e aperto verso la
piazza.
Palazzo Valmarana, Palazzo Thiene, Palazzo Porto: sperimentazioni sul
tema del palazzo urbano con ordini sovrapposti e giochi di profondità.
Ville venete
Villa Emo (Fanzolo): pianta simmetrica, pronao centrale, ali laterali per funzioni
agricole. Integrazione tra funzione produttiva e residenza nobiliare.
Villa Barbaro (Maser): affreschi di Paolo Veronese, fusione tra arte e
architettura.
Villa Foscari (La Malcontenta): solenne pronao ionico su alto basamento,
affaccio scenografico sul Brenta.
Villa Badoer: riprende il tempio classico e lo inserisce in un contesto agricolo.
Villa Almerico Capra (La Rotonda): capolavoro di simmetria e centralità,
ispirata al Pantheon. Pianta centrale con quattro facciate uguali e cupola
emisferica.
Architettura religiosa
San Giorgio Maggiore (Venezia): facciata con doppio frontone per
armonizzare altezza e larghezza, interni sobri e luminosi, classicismo puro.
Il Redentore (Venezia): chiesa votiva dopo la peste del 1575–76. Facciata
tripartita, cupola centrale, navata unica con cappelle laterali. Sintesi tra
funzionalità liturgica e monumentalità classica.
Teatro Olimpico (Vicenza, 1579–1580)
Ultima opera, completata da Scamozzi. Teatro stabile all’antica, con scena fissa
in prospettiva e cavea semicircolare. Rievoca i teatri romani, ma con sensibilità
moderna per
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