APPUNTI EMIFI
I conti finanziari sono statistiche di contabilità nazionale che registrano attività e passività finanziarie dei
settori istituzionali di un paese. Quindi si tratta di uno strumento statistico che contiene un quadro
informativo armonizzato della situazione finanziaria delle famiglie e delle società non finanziarie.
Permettono in qualche modo di identificare i comportamenti relativi alle decisioni di investimento e di
finanziamento dei settori istituzionali. Molteplici sono gli utilizzi di questi prospetti nelle analisi delle
economie:
- Analisi monetaria e stabilità dei prezzi: l’analisi congiunta dei flussi finanziari e della composizione
di portafoglio dei settori può integrare le informazioni sull’andamento della moneta
- Squilibri macroeconomici e indicatori di squilibrio del settore privato: dai conti finanziari è possibile
trarre informazioni sulla struttura di un sistema finanziario e sulla presenza di squilibri di lungo
termine. Il primo fu il Fondo Monetario Internazionale ad aggiungere i bilanci finanziari tra gli
strumenti utilizzati nel monitoraggio dei paesi
- Shadow banking system: insieme delle istituzioni che svolgono funzione di intermediazione senza
appartenere al sistema bancario
I conti finanziari seguono uno standard internazionale di sistema dei conti, detto System of National
Accounts delle Nazioni Unite.
Le unità istituzionali sono raggruppate in insiemi omogenei detti settori istituzionali, i quali sono suddivisi in
sotto-settori per consentire una definizione più precisa ed omogenea.
Il settore Società non finanziarie comprende le unità istituzionali che producono beni e servizi non finanziari
destinabili alla vendita. Le quasi-società sono unità senza personalità giuridica che dispongono di una
contabilità completa, in cui la relazione tra unità produttiva e proprietari è analoga a quella esistente tra una
società di capitali e gli azionisti. Sono comprese le snc, sas, ss, società di fatto e imprese individuali purché
abbiano un numero di addetti superiore alle cinque unità.
Il settore Società finanziarie comprende tutte le società la cui funzione principale consiste nel fornire servizi
di intermediazione finanziaria e/o nell’esercitare attività finanziarie ausiliarie. Le attività finanziarie
consistono nel convogliare fondi da soggetti in surplus a soggetti in deficit, mentre le attività finanziarie
ausiliarie sono volte a favorire operazioni inerenti ad attività e passività finanziarie. Il Sistema Europeo dei
Conti prevede che questo settore sia articolato in:
- Autorità bancarie centrali
- Altre istituzioni finanziarie monetarie
- Fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari
- Altri intermediari finanziari, che comprende gli intermediari finanziari diversi da assicurazioni e
fondi pensione, ma che svolgono funzioni di intermediazione mediante l’assunzione di passività in
forme diverse dalla moneta
- Ausiliari finanziari e imprese di assicurazione e di fondi pensione: gli ausiliari finanziari sono unità
istituzionali la fui funzione è quella di svolgere attività connesse all’intermediazione; le imprese di
assicurazione sono individuate dalla prevalente attività di trasformazione dei rischi da individuali a
collettivi attraverso la costituzione di riserve tecniche di assicurazione; i fondi pensione comprende
quegli intermediari la cui attività riguarda il pooling di rischi e di bisogni degli aderenti
Il settore Amministrazioni pubbliche comprende e unità istituzionali che agiscono da produttori di beni e
servizi non destinabili alla vendita, soddisfacendo bisogni collettivi e operando una redistribuzione del
reddito e della ricchezza del paese.
Il settore delle Famiglie consumatrici e produttrici comprende individui nella loro funzione di consumatori
ed eventualmente nella funzione di imprenditori, che producono beni o servizi non finanziari destinabili alla
vendita. Fanno parte le ss, società di fatto e imprese individuali con un numero di addetti fino a cinque unità.
Le Istituzioni senza scopo di lucri al servizio delle famiglie sono istituzioni senza scopo di lucro al servizio
delle famiglie, dotate di personalità giuridica e che producono beni e servizi non destinabili alla vendita.
Il Resto del mondo comprende le unità non residenti che intrattengano relazioni economiche con unità
istituzionali residenti.
Gli strumenti finanziari rappresentano modi alternativi di detenere ricchezza finanziaria. Per i detentori
rappresentano un beneficio derivante dal rendimento del titolo o dalla partecipazione in una società (azioni) e
costituiscono un mezzo per trasferire del valore da un periodo temporale ad uno successivo. Qualsiasi
passività determina la simultanea creazione di un’attività finanziaria, che il diritto della controparte a
ricevere il pagamento dal debitore. Quindi ad ogni strumento finanziario corrispondono attività e passività,
associate allo stesso impiego. Il primo strumento finanziario è l’Oro monetario e i diritti di prelievo (F.1):
per oro monetario si intende l’oro che le autorità monetarie detengono come attività di riserva e è l’unico
strumento finanziario per il quale non esiste una contropartita; i diritti speciali di prelievo sono attività di
riserva internazionali create come integrazione di attività di riserva esistenti.
La voce biglietti, monete e depositi (F.2) comprende:
- Biglietti e monete, cioè tutte le banconote e le monete emesse dall’autorità monetaria purché siano in
circolazione
- Depositi trasferibili, cioè immediatamente convertibili in moneta
- Altri depositi che non permettono di effettuare pagamenti immediati e non convertibili in moneta
La voce Titoli (F.3) è costituita da strumenti finanziari negoziabili che certificano l’esistenza di un debito che
l’emittente contrae verso chi sottoscrive l’acquisto del titolo stesso. Per essere tali, i titoli devono rispettare
le seguenti caratteristiche: avere la data di emissione e di rimborso; avere prezzo di emissione e di rimborso;
scadenza originaria e vita residua del titolo; tasso cedolare e relativa data della cedola; denominazione.
Distinguiamo titoli a breve e lungo termine a seconda che la scadenza originaria del titolo sia entro od oltre i
12 mesi. Inoltre, distinguiamo titoli emessi dalle amministrazioni pubbliche, altri residenti o resto del
mondo.
La voce Prestiti (F.4) registra tutte le operazioni finanziarie in cui un mutuante concede una somma di
denaro ad un mutuatario che ne ha fatto richiesta. Le caratteristiche da rispettare sono : l’iniziativa
dell’operazione deve essere assunta dal mutuatario; costituisce un debito nei confronti del creditore da
rimborsare ad una determinata scadenza e che genera un pagamento di interessi; le condizioni di cessione del
prestito sono pattuite tra le parti. Distinguiamo prestiti a breve o lungo termine a seconda che la scadenza è
inferiore o uguale all’anno.
La voce Azioni, partecipazioni e quote di fondi (F.5) comprende:
- Azioni e altre partecipazioni distinte tra emittenti residenti e non. Nel caso di istituzioni residenti
quotate in borsa, il valore delle azioni corrisponde alla capitalizzazione di borsa delle società; mentre
le azioni no quotate sono riportate nei rispettivi bilanci al valore nominale
- Quote di fondi comuni emesse da specifiche società finanziarie, il cui scopo è quello di investire sui
mercati finanziari. Rientrano in questa categoria quote di fondi comuni monetari e non monetari
emesse da residenti e quote di fondi comuni emesse dal resto del mondo.
La voce Riserve assicurative e pensionistiche e le garanzie standard (F.6) corrisponde alle somme
accantonate al fine di provvedere a futuri pagamenti di diritti finanziari vantati da:
- Assicurati e beneficiari di rendite e premi nei confronti delle imprese di assicurazione sulla vita
- Lavoratori attuali ed ex lavoratori nei confronti dei datori di lavoro e dei fondi pensione
- Titolari di polizze nei confronti delle imprese di assicurazione contro i danni
- Titolari di garanzie standard nei confronti di unità istituzionali che le emettono
Le riserve si distinguono in ramo vita/fondi pensione e altre riserve
I Derivati (F.71) sono attività finanziarie il cui valore dipende dall’andamento dei prezzi di uno strumento
sottostante. Rientrano in tale categoria le opzioni, i contratti a termine, gli swap, i forward e i derivati
creditizi che sono negoziabili o che possono essere controbilanciati sul mercato mediante un’operazione di
segno opposto. Viene posta enfasi al sotto-tipo stock option di dipendenti, ovvero gli accordi che danno il
diritto ai dipendenti di acquistare un determinato numero di azioni della società in cui lavorano, ad un
determinato prezzo e a una data/periodo stabilito.
Nella categoria Altri conti attivi e passivi (F.8) sono riportate le attività finanziarie create in contropartita di
una transazione finanziaria o non finanziaria e caratterizzate da uno sfasamento temporale tra il momento in
cui avviene la transazione e quello del suo regolamento. Rientrano in tale categoria i crediti commerciali, e
altri crediti/debiti.
ANALISI PER INDICI
Goldsmith propone una serie di indicatori di sintesi da utilizzare per l’analisi dei sistemi finanziari nel tempo
e nello spazio.
Il CIR non è un indicatore di Goldsmith ma comunque è molto utilizzato per valutare i sistemi finanziari. Si
tratta di un rapporto che rappresenta la quantità di credito che arriva al sistema finanziario rispetto al totale
delle passività finanziarie disponibili. Al numeratore ci sono tutti i prestiti forniti da tutte le Financial
Institution (S12), mentre al denominatore ci sono le passività di tutti gli altri settori (S11, 13, 14, S2). Quindi
attraverso tale indice si stabilisce il livello di intermediazione creditizia nel sistema, cioè quanta parte delle
passività è fornita da attività creditizia fornita dagli intermediari. Non è un indice per stabilire se il sistema è
BB o MB, perché non opera una distinzione tra prestiti a breve e prestiti a medio-lungo termine.
Un altro modo per verificare il ruolo che ha l’intermediazione creditizia sul sistema finanziario o comunque
sulla produzione di ricchezza di un paese, è il Domestic Credit to Private Sector. Tradotto significa la
quantità di credito interno di natura privata che contribuisce al finanziamento della produzione del PIL. Tale
indicatore è composto da tutti i prestiti e tutti gli acquisti di titoli non equity (non azionari). Non aiuta a
distinguere sistemi BB o MB, ma ci dice quanto credito sia del circuito intermediato sia di quello
disintermediato riesce a produrre un determinato PIL. Con circuito intermediato si intende quando
l’intermediario, tipicamente baca e assicurazione, si interpone con suo bilancio tra società in deficit e società
in surplus; il circuito disintermediato, basato sul mercato dei capitali e sui mercati monetari, è quello che
ricorre al mercato per la raccolta di ricchezze, ma comunque ha bisogno di intermediari che acquistino i titoli
per mantenere la stabilità dei prezzi.
Poco differente è il Domestic Credit Provided by Banks to Private Sector, il quale considera il credito
erogato dalle banche per la produzione del PIL. Anche questo non aiuta a stabilire i sistemi BB e MB.
Per distinguere i sistemi BB e MB bisogna guardare la quantità di debito a medio-lungo termine delle
imprese rappresentati da titoli (obbligazioni di fatto o eventualmente prestiti subordinati non considerati
equity) fratto il totale dell’indebitamento a medio-lungo termine, cioè la somma di prestiti a medio-lungo
termine e obbligazioni. (ritornerà su questa definizione).
Altre tipologie di indicatori si basano sul livello di ricchezza netta, cioè somma algebrica di attività e
passività finanziarie. Il primo è il Net Financial Interrelation Ratio che rapporta la ricchezza finanziaria netta
(risparmio)al PIL. Tale rapporto indica quanto in maniera efficiente il saldo finanziario arriva e chi produce il
PIL. Possiamo avere due varianti:
- Household Sector (S14) ci dice solo il saldo finanziario delle famiglie
- Private Non Financial Sector (S11, 14) ci dice se di fatto il saldo finanziario delle famiglie è capiente
per coprire le esigenze delle imprese
La quantità net financial wealth va distinta dalla quantità net worth: la differenza sta nel considerare o meno
nella ricchezza complessiva anche le attività reali, considerate nel net worth.
Il Macroeconomic Inbalance Procedure è basato sulla possibilità di individuare in anticipo rischi e paesi
coinvolti sulla base di un insieme di indicatori e relative soglie , detti scoreboard, tra cui:
- Debito del settore privato in rapporto al PIL
- Credito concesso al settore privato in rapporto al PIL
Due settori istituzionali principali su cui ci soffermeremo sono:
- unità in surplus, cioè gli household
- le imprese
Ci concentriamo sugli household e su quelle che sono le variabili di interesse viste da un punto di vista degli
intermediari finanziari, come pure dei policy maker. Ciò vuol dire che le stesse informazioni posso essere
analizzate e considerate a seconda dei bisogni informativi che hanno queste due differenti tipologie di
soggetti. In particolare, ci concentriamo sull’attività di investimento in strumenti finanziari effettuati dagli
household (asset allocation): si analizza da un lato la quantità di ricchezza disponibile per l’aggregato
famiglie, mentre dall’altro come questa ricchezza viene impiegata in asset finanziari. Un’altra macro
variabile che si prende in considerazione è il livello di indebitamento delle famiglie, soprattutto per
desumere informazioni riguardo all’accessibilità a risorse finanziarie dei vari paesi. Inoltre, attraverso tali
analisi è possibile desumere informazioni utili rispetto al livello di fragilità di un sistema rispetto
all’indebitamento.
Tra le prime variabili che possono essere prese in esame per guardare la ricchezza delle famiglie
consideriamo il totale delle attività finanziarie, le attività finanziarie rispetto alle passività finanziarie, le
attività reali. Normalmente per valutare tali variabili ed effettuare un confronto intertemporale e geografico,
bisogna rapportarle a delle quantità quali il reddito o il reddito pro capite. Un primo indicatore molto
utilizzato è il Net Financial Wealth per capita, cioè il saldo finanziario suddiviso per il numero di abitanti di
un determinato paese. Attraverso questo indicatore conosco di fatto mediamente quant’è la ricchezza
finanziaria per persona, anche se bisogna sempre andare a guardare le due componenti dell’indicatore stesso.
Ricorda: per stimare se c’è un’area di interesse dal punto di vista finanziario bisogna vedere nel tempo
l’andamento, l’ammontare e il tasso di crescita del Net Financial Wealth per capita, in quanto è una variabile
che aiuta a identificare i target per i prodotti di gestione del risparmio. Un indicatore così semplice può dare
informazioni molto diverse e dipende da chi è il soggetto che sta analizzando e fornendo quell’informazione,
ad esempio quello di un intermediario è un punto di vista di business.
Cambiando il denominatore di tale rapporto, posso considerare il settore privato (famiglie e famiglie) oppure
il settore non finanziario (stato). Scelgo a seconda di ciò che devo conoscere. Cosa incide sulla capacità o
sulle tipologie di asset allocation che fa un privato?
1) In primis deve esistere un certo risparmio, cioè una parte di reddito che non consumo ma che
investo in attività finanziarie: a seconda dell’ammontare disponibile ho la tendenza ad investire in un
asset class piuttosto che in un altro.
2) Vi è poi il fattore legato al livello di cultura economico-finanziaria: non dovrei abbandonare ad
investimenti in strumenti particolarmente complessi se non ho la dotazione di competenze minime
per poterli valutare e gestire.
3) La scelta dipende dalla propensione al rischio che ogni soggetto ha
4) Non tutti i sistemi finanziari hanno la stessa profondità in termini di offerta di strumenti
5) L’orizzonte temporale di riferimento incide fortemente sulla scelta di asset class di riferimento,
inteso anche come età del soggetto
6) Altro fattore è il livello di incertezza che caratterizza complessivamente un determinato periodo, che
dipende dal livello di rischio effettivo o semplicemente percepito esistente in un determinato
mercato
7) Investire in un determinato asset class dipende anche dagli incentivi di natura fiscale, applicati dai
policy maker per incentivare l’utilizzo di un particolare strumento finanziario.
Analizziamo i grafici per commentare lo stesso dato in diverse fattispecie. Verifichiamo l’asset allocation che
mettono in atto gli investitori e se ci sono dei comportamenti che in qualche modo rappresentano dei trend
costanti.
Iniziamo con il considerare la composizione del portafoglio percentuale, quindi l’altezza dell’istogramma
rappresenta il 100% del total asset
Le aree considerate sono principalmente Bank deposits, Securities (titoli), Insurance and Pensions e Altri.
2013
Il nord America e Oceania sono paesi MB o comunque più disintermediati, quindi è normale che i Bank
Deposits siano bassi. Diversamente accade nei paesi dell’Europa dell’est, dove prevale una propensione al
rischio bassa e dove il mercato bancario è più sviluppato. L’America Latina (Brasile, Argentina, ecc.)
presenta paesi nel quali c’è una forte presenza del mercato dei titoli sia su lunga scadenza che su breve.
Inoltre, ci sono paesi come Panama che rappresentano dei paradisi fiscali, o comunque dei paradisi per
l’investimento (per sfuggire al controllo dei capitali, attraggono capitali dall’estero). Quanto all’Asia e al
Gi
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