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Diritto privato

Diritto → complesso di regole per disciplinare i rapporti tra gli uomini. Per evitare che ognuno si faccia giustizia da solo. Una regola riconosce un diritto (potere) in capo a un soggetto.

  • Diritto oggettivo: complesso di regole vigenti in una società.
  • Diritto soggettivo: facoltà (diverso da diritto perché un diritto può continuare a essere anche se mancano delle facoltà) che ha una certa persona per fare i propri interessi.

Regola → è un enunciato con funzione di prescrivere un comportamento (obbligatorio, vietato, lecito). Non esistono solo regole giuridiche, esistono anche norme di cortesia, buon costume e religiose.

Caratteri delle regole

  • Disciplinate in base alle loro finalità;
  • Sanzione per la sua inosservanza;
  • Quelle che provengono dalle fonti di produzione del diritto.

Fattispecie

Descrizione di un fatto/situazione.

  1. Astratta: indica la situazione modello descritta dalla norma di legge;
  2. Concreta: situazione pratica/concreta in cui trova applicazione;
  3. Complessa: descrizione di più fatti/situazioni (es. invenzione → modo di acquisto della proprietà).

Le regole giuridiche sono, quasi sempre, generali e astratte. La regola è applicata a tutte le situazioni e si riferisce a tutte le possibili persone che si possono trovare in questa situazione.

Il compito dell'operatore giuridico → vedere se nel caso concreto si verificano le condizioni generali e astratte (procedimento di sussunzione → interpretare i fatti e le norme).

Distinzione delle regole giuridiche

  • Recettive: impongono un certo comportamento;
  • Proibitive: vietano di tenere un certo comportamento;
  • Permissive: consentono di tenere un determinato comportamento.

Vi sono anche:

  • Norme di diritto comune → riguardano la generalità dei casi;
  • Norme di diritto speciale → soddisfare determinate esigenze;
  • Norme di diritto eccezionale → contrasto con il diritto comune, non si applicano oltre ai casi previsti → categoria ristretta.

Restrittiva → ambito di applicazione più stretto della norma.

Interpretazione Estensiva → ambito di applicazione più ampio della norma. Può essere:

  • Giudiziaria: fatta dal giudice → qual è l'efficacia;
  • Dottrinale: fatta dagli studiosi del diritto (scopo → chiarire la situazione);
  • Autentica: fatta dal legislatore.

Analogia

Risolvere le lacune del sistema giuridico:

  • Legis → estensione del caso, cioè vedere se ci sono disposizioni che lavorano casi o materie simili e questa similitudine deve essere nella ratio (motivo) ma non vale per le norme penali o eccezionali;
  • Iudis → ricorso ai principi generali dell'ordinamento giuridico, desumere un principio generale da norme diverse.

Diritto privato → diritto degli interessi particolari dei soggetti, trattati come interessi disponibili cioè entro certi limiti i privati possono decidere se soddisfare o sacrificare il proprio interesse.

Diritto pubblico → interessi di carattere generale → non disponibili da parte di un certo interessato.

Codice Civile

È la fonte principale del diritto privato, ed è una raccolta di regole che disciplinano in modo, tendenzialmente, completo un determinato ambito. Nasce nell'epoca fascista, 1942, ed è stato poco modificato ai giorni nostri perché era ed è un codice liberale, ed è stato fatto da illustri civilisti del periodo. È diviso in 6 libri → 2969 norme (preceduti dalle disposizioni generali):

  • Persone e famiglia;
  • Successioni e donazioni;
  • Proprietà, usufrutto, servitù;
  • Obbligazioni, fonti delle obbligazioni, fatti illeciti;
  • Lavoro;
  • Tutela dei diritti.

Testo unico → raccolta di norme che disciplinano una stessa materia per facilitarne la lettura.

Situazione giuridica soggettiva

Situazione/posizione in cui si vengono a trovare i soggetti per effetto di una norma del diritto. Può essere:

  • Attiva → posizione di vantaggio (colui che detiene il diritto);
  • Passiva → posizione di svantaggio (colui che ha l'obbligo/dovere);
  • Complessa → quando si è sia in una posizione di vantaggio che di svantaggio.

Situazione di soggezione → avviene quando una persona, senza essere obbligata a tenere un determinato comportamento, subisce comunque l'esercizio di un potere da parte di un'altra persona.

Classificazione situazioni soggettive

Potestà → situazione giuridica soggettiva, attribuita a un soggetto per soddisfare interessi non suoi. (tutela di interessi di altri soggetti, es. tutore → tutela dell'interdetto)

Diritto potestativo

Rientra nella più ampia categoria del diritto soggettivo e consiste nel potere attribuito a un soggetto di creare, modificare o estinguere una situazione giuridica cui è interessato anche un altro soggetto con la sola propria manifestazione di volontà. Senza dunque l'obbligo da parte del contro-interessato di fare o opporsi.

Esempio: il diritto di recesso dai contratti fuori dai locali commerciali, quindi tutti i contratti stipulati online. Cioè il consumatore ha 14 giorni di tempo per decidere se recedere o no dal contratto → il negoziante non può neanche opporsi al reso dell'oggetto.

Distinzione tra obbligo e onere

  • Obbligo → si ha una situazione di obbligo quando un soggetto deve tenere un comportamento nei confronti di un altrui interesse;
  • Onere → interesse dovuto nell'interesse dello stesso soggetto, quindi nei confronti di se stesso.

Esempio: garanzia per vizi, tutelata dalla legge, grazie al quale il compratore può richiedere una riduzione del prezzo e il completo rimborso, da comunicare entro 8 giorni dal ricevimento dell'oggetto.

Diritto soggettivi patrimoniali e personali

Personali → riguardano i diritti che hanno elementi morali.

Patrimoniali → riguardano gli oggetti.

Diritti assoluti e diritti relativi

  • Assoluti → impongono a tutti i soggetti un generico compito di carattere negativo di non impedire l'esercizio da parte del titolare; esempio: diritto di proprietà;
  • Relativi → impongono a una persona determinata di fare o non fare qualcosa e possono essere esercitati soltanto nei confronti di quella persona; esempio: diritto di credito.

Diritti trasmissibili e in-trasmissibili

  • In-trasmissibili → non possono essere alienati e quindi non può essere passato; esempio: diritti personali (diritto alla vita);
  • Trasmissibili → possono essere trasmessi, anche in caso di morte tramite testamento/tramite vendita.

Modi di acquisto di diritto a titolo originario e derivativo

Originario → acquisto di un diritto senza derivarlo da un precedente titolare; esempio: usucapione;

Derivativo → presuppone il trasferimento del diritto, di cui si tratta, da parte di un'altra persona. Il diritto dell'acquirente ha fonte nel diritto del precedente titolare; esempio: compravendita.

Regole modo di acquisto a titolo derivativo

  1. Nessuno può trasferire a altri quello che non ha;
  2. Se viene meno per qualsiasi motivo il diritto dell'alienante, si estingue anche il diritto dell'acquirente.

Nel caso di acquisto a titolo derivativo si verifica una successione di diritti. Che può essere di vario tipo: a causa di morte/per atto tra vivi.

Forme di successione

  • Titolo universale → quando viene trasferito il complesso dei diritti da un soggetto a un altro, si verifica quando viene istituito un erede (→ causa di morte);
  • Titolo particolare → quando viene trasferito un particolare diritto, esempio: legato → causa morte.

Modalità di perdita/estinzione dei diritti

  1. Per morte del titolare;
  2. Per rinuncia da parte del titolare;
  3. Prescrizione dei diritti.

Prescrizione → modo generale di estinzione di diritti per l'inattività da parte del soggetto titolare del diritto.

  • Dopo un certo periodo di tempo è giusto non far valere più delle pretese rimaste nascoste per molti anni;
  • Sanzione per l'inattività.

La scelta dei casi e dei termini della prescrizione, cioè capire quando un diritto si estingue per prescrizione, sono tutte norme inderogabili → non possono essere cambiate. Interesse che viene tutelato dalla prescrizione è quello del soggetto che si avvantaggia della prescrizione (dall'estinzione di un diritto altrui) → e questo soggetto può se vuole rinunciare alla prescrizione già compiuta (sia in modo espresso che in modo tacito). Non è possibile una rinuncia preventiva alla prescrizione → perché ciò contrasterebbe al carattere inderogabile della norma.

Modo di operare della prescrizione → il giudice non può rilevare d'ufficio la prescrizione.

I presupposti affinché operi la prescrizione

  • Ci vuole un diritto che deve essere esercitato (Art. 2935 c.c.);
  • Inerzia del titolare;
  • Decorso del tempo previsto dalla legge (termine ordinario: 10 anni).

Sospensione del termine della prescrizione → si ha in una serie di casi elencati dal codice in cui risulta impossibile o difficile esercitare il proprio diritto.

Interruzione della prescrizione → una prima causa è l'esercizio del diritto, il termine della prescrizione viene azzerato.

Prescrizioni presuntive → riguardano prestazione di lavoro, commercio, opere personali in cui il decorso del termine previsto non fa cessare il diritto.

Queste prescrizioni possono essere assolute o relativa.

Diritti non soggetti a prescrizione

  1. Diritti indisponibili → il titolare non può cederli ad altri, esempio: diritti della persona.
  2. Altri diritti indicati dalla legge → diritto di proprietà.

Decadenza → basato su decorso del tempo e l'inerzia del soggetto. Nella prescrizione il decorso del tempo e l'inerzia del soggetto comportano l'estinzione di un diritto di cui si era già titolari, mentre nella decadenza vi è l'esaurimento di un potere/facoltà che l'ordinamento prevede che deve essere esercitato entro un breve termine con la conseguenza che il decorso di questo breve termine comporta la decadenza di quel potere.

Differenze tra prescrizione e decadenza

  • Alla decadenza non si applicano le cause di interruzione e sospensione.
  • I termini di decadenza sono modificabili → possono essere modificati solo i diritti disponibili, il termine volontario di decadenza non deve rendere troppo difficile l'esercizio del diritto da parte del suo titolare.

Differenza tra diritti principali e diritti accessori

  • Accessori → sono quelli che presuppongono prima un altro diritto, esempio: diritto di garanzia;
  • Principali → dai quali dipendono i diritti accessori.

Interesse legittimo → può essere definito come una situazione di vantaggio che spetta a un soggetto con riguardo a un provvedimento amministrativo → attribuzione a un soggetto di una serie di poteri idonei a influire sul corretto esercizio sul potere della pubblica amministrazione.

Interessi diffusi → interesse di una collettività/gruppi di persone. Chi agisce per tutelare un interesse diffuso è l'ente interessato.

Aspettative legittime/di diritto → sono situazioni giuridiche soggettive destinate a diventare veri e propri diritti soggettivi, quindi sono interessi in via di formazione. Esempio: stipulazione di un contratto in via sospensiva.

Aspettativa di fatto → sono quelle che ricorrono quando nessun elemento si è ancora concretizzato (“speranza” di ricevere qualcosa tramite testamento, che però può non accadere mai in caso di modifica del testamento/morte del beneficiario ecc...).

Status → Uomo considerato come appartenente a un determinato gruppo sociale. Non è solo fonte di diritti e doveri ma può essere tutelato da chi contesti questa situazione.

Fatti e atti giuridici

Fatto giuridico → indica ogni fatto cui una norma giuridica lega un effetto. Conseguenze fatto giuridico:

  1. Costituzione;
  2. Modificazione;
  3. Estinzione.

Classificazioni di fatti giuridici

  1. Fatti naturali – fatti umani:
    • Fatti naturali → solo per il fatto che si siano verificati;
    • Fatti umani → eventi conseguenza di un comportamento volontario dell'uomo.
  2. Atti umani leciti e illeciti:
    • Leciti → consentiti dal diritto;
    • Illeciti → contrastanti con il diritto.
  3. Atti umani leciti:
    • Negozi giuridici → manifestazione di volontà dirette a produrre determinate conseguenze giuridiche che sono voluti da colui che ammette questa volontà (contratto di compravendita);
    • Atti giuridici in senso stretto → dichiarazioni di una persona in cui le conseguenze giuridiche si producono per legge.

Atti materiali → rilevano per il solo fatto del loro accadere (ritrovamento dell'oggetto smarrito). Dichiarazioni di scienza → atto giuridico ha la funzione di dichiarare ciò che è accaduto o ciò di cui si è a conoscenza.

Negozio giuridico (concetto astratto) → è lo strumento mediante il quale si esercita l'autonomia privata → farsi da sé le proprie regole. Ha lo scopo di riunire tutti gli atti che consistono in manifestazioni di volontà di costituire, modificare o estinguere.

Distinzioni in materia di negozio giuridico

  1. Negozi tra vivi (intervivos), negozi mortis causa → finché il soggetto è in vita il negozio giuridico non produce alcun effetto.
  2. Negozi unilaterali, bilaterali e plurilaterali → tripartizione che si basa sul numero delle parti che pongono in essere il negozio giuridico. Il concetto di parte → centro di interessi:
    • Negozio unilaterale → costituito da una sola manifestazione di volontà;
    • Negozi bilaterali → costituiti da 2 manifestazioni di volontà (parte che compra e quella che vende);
    • Negozi plurilaterali → costituiti da più di due parti.
  3. Negozi solenni e non solenni → si basa sulla circostanza che sia richiesta per la validità di un negozio una forma scritta → se non viene perseguita questa forma il negozio è nullo.
  4. Negozi gratuiti → un soggetto concede a un altro soggetto un vantaggio senza alcun corrispettivo → per spirito di liberalità.
    • Negozi onerosi → corrispettivo che bisogna pagare per il vantaggio.
  5. Negozi ordinaria o straordinaria amministrazione (concetto relativo):
    • Ordinaria → hanno la finalità di conservare l'integrità del patrimonio. Contratto di locazione → non godo in modo diretto del mio patrimonio;
    • Straordinaria → la conseguenza del negozio giuridico è il cambiamento del patrimonio. Esempio: compravendita/donazione.

Rappresentanza

Sostituzione a soggetti nello svolgimento di una determinata attività giuridica. Consiste in un potere (situazione giuridica soggettiva) attribuito a un soggetto che si chiama rappresentante che compie atti giuridici nei confronti di un'altra persona detto rappresentato → potere di agire per conto di un'altra persona.

Il rappresentante rimane estraneo agli effetti, che si pongono in capo al rappresentato. Il rappresentante è parte formale dell'atto → colui che produce l'effetto. Il rappresentato è parte sostanziale dell'atto → soggetto nei cui confronti si produce l'effetto giuridico.

Le fonti della rappresentanza

  1. Volontà delle parti → una persona attribuisce ad un'altra una procura.
  2. Legale → trova fonte nella norma di legge.

Procura → è un negozio unilaterale che attribuisce un potere che è destinato ad avere effetti nei confronti di tutti i potenziali soggetti con cui entrerà in contatto il rappresentante. Dalla procura non nasce un obbligo, ma fa nascere una facoltà. Per rendere la procura obbligatoria occorre stipulare un contratto di mandato oltre alla procura.

Differenza procura e mandato

  • Procura → negozio unilaterale che attribuisce un potere/facoltà;
  • Mandato → negozio bilaterale che produce effetti obbligatori.

Procura generale → potere attribuito al rappresentante di compiere tutti gli atti giuridici.

Procura speciale → potere attribuito al rappresentante di compiere solo atti determinati. La procura deve avere la stessa forma prevista del contratto che si deve concludere → forma per relazione.

Non tutti i negozi giuridici permettono la procura, nel ambito del diritto patrimoniale è prevista, ma negli atti personalissimi la procura è esclusa → testamento, matrimonio.

Rappresentanza diretta → il rappresentante agisce in nome e per conto del rappresentato → con gli effetti in capo al rappresentato.

Rappresentanza indiretta → il rappresentante agisce per conto del rappresentato ma in nome proprio → con gli effetti giuridici dell'atto compiuto che saranno in prima battuta riferiti al rappresentante che poi sarà tenuto/obbligato a trasferire il risultato da lui ottenuto al rappresentato (ed è obbligato a farlo).

Eccedenza di rappresentanza

Quando il rappresentante fa qualcosa che non è tenuto a fare. Vi è la possibilità da parte del rappresentato di ratificare l'atto, quindi il rappresentante viene legittimato a fare. In quanto la ratifica è retroattiva. Oppure vi può essere l'annullamento del fatto e il conseguente risarcimento da parte del rappresentante.

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Stefanosissa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Omodei Salè Riccardo.
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