Ordinamento giuridico
Norma e regola
Norma: strumento di valutazione del comportamento. Fonte di dovere.
Regola: norma che richiede un insieme sufficientemente specifico di comportamenti per la sua soddisfazione. Ogni regola è riconducibile almeno ad un principio.
Principio
Principio: norma che impone la massima realizzazione di un valore; è sempre applicabile a una nuova fattispecie.
Tipologie di regole
Eccezionale: regola non riconducibile in via immediata al principio. Applicata solo nel caso e nel tempo in essa considerati.
Speciale: riguarda materie particolari, applicata anche per analogia.
Inderogabile: regola valutata come unica modalità di attuazione del corrispondente principio. Quando è imperativa è imposta dall’ordinamento prescindendo dalla volontà dei singoli, norma precettiva o proibitiva.
Derogabile: applicabile salvo che la volontà dei privati non disponga diversamente.
Disposizione e articolo
Disposizione: contenuto della norma, enunciato che fa parte di un testo che è fonte del diritto.
Articolo: partizione interna (veste) di una legge, indica a quale enunciato si fa riferimento. Si divide in commi.
Fattispecie
Fattispecie: situazione particolare disciplinata da una norma giuridica, o parte di essa, il cui avverarsi rende la norma stessa applicabile.
Astratta: costituita dalle circostanze previste dalla norma.
Concreta: fase di identificazione della situazione reale con quella astratta e applicazione delle conseguenze previste.
Principi
- Personalistico: tutela della persona (art. 2) - diritti inviolabili dell’uomo.
- Solidarietà: esprime la cooperazione e l’eguaglianza dei diritti fondamentali di tutti.
- Democrazia: procedura di decisione con un libero confronto di opinioni e con deliberazioni raggiunte dalla maggioranza.
- Divisione dei poteri: legislativo, esecutivo, giudiziario. Equilibrio e controllo reciproco.
- Eguaglianza: tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge (eguaglianza formale). È compito della Repubblica rimuovere ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. (eguaglianza sostanziale = uguale possibilità di accesso)
Concorso di principi
Si attua un'opera di bilanciamento dei principi, secondo il criterio della ragionevolezza (regola adeguata, proporzionata, non discriminatoria e non contrastante con la giustizia). Nel nostro ordinamento il fondamento della ragionevolezza è il valore della persona.
Regole
Concorso e conflitto di regole
Concorso di regole: due o più regole sono applicabili alla medesima fattispecie concreta.
Conflitto di regole: una regola proibisce un comportamento che l’altra impone. Si risolve attraverso tre criteri:
- Cronologico: tra due regole in conflitto prevale quella emanata per ultima.
- Gerarchico: prevale quella posta da una fonte di livello superiore.
- Della specialità: prevale quella più particolare rispetto alla generale.
Nel caso di conflitto tra criteri prevale l’ordine gerarchico e in seguito quello della specialità.
Interpretazione
L’interprete si serve di altri due criteri:
- Analogia legis o interpretazione analogica: qualora non vi sia una norma che regoli il caso concreto, il giudice ricorre a una norma che regoli un caso simile.
- Analogia iuris o interpretazione giuridica: qualora non vi sia neanche una norma che regoli un caso simile, il giudice ricorrerà ai principi generali dell’ordinamento, ovvero la Costituzione.
Concetto di integrazione assiologica: giudice conforme ai valori della Costituzione.
Metodo giuridico
Procedimento del quale si serve il giurista per trarre le norme giuridiche.
Interpretazione della norma
Bisogna evitare il ricorso al rigido meccanismo della sussunzione. L’interpretazione richiede oltre che una valutazione letterale, anche una valutazione del contesto, del momento, delle circostanze e di eventuali ulteriori aspetti utili ad individuare l’ordinamento del caso concreto. La formula “in claris non fit interpretatio” è da rifiutare.
Clausole generali
Frammento di disposizioni normative con significato vago. La vaghezza si supera tramite l’interpretazione. Esempi: buon costume, buona fede, giusta causa… Il parametro di valutazione del comportamento è incerto, non principi.
Sistema giuridico
Diritto: principi, regole e norme
Diritto: insieme dei principi, delle regole e delle norme; è aperto, ovvero mutabile in relazione alle nuove esigenze e fattispecie.
Oggettivo: complesso di norme giuridiche che prescrivono ai soggetti un dato comportamento, che può essere positivo (obbligo) o negativo (divieto).
Soggettivo: posizione giuridica di vantaggio, che si concretizza nel potere di agire per il soddisfacimento dei propri interessi protetti dall’ordinamento giuridico.
Patrimoniale
- Reale: assoluto, opponibile erga omnes.
- Di credito: relativo; il titolare della situazione attiva può esercitare il suo potere soltanto verso un soggetto determinato obbligato ad un comportamento.
Non patrimoniale
- Della personalità
- Di famiglia
Limiti del diritto soggettivo
Il diritto soggettivo ha dei limiti interni: il titolare può tenere solo i comportamenti giustificati dall’interesse posto a fondamento della situazione soggettiva.
Situazioni soggettive
Fatto: evento o stato dal quale deriva una conseguenza giuridica. Qualsiasi evento idoneo, secondo l’ordinamento, ad avere giuridica rilevanza.
Naturale: non è prodotto dalla volontà umana.
Umano: prodotto dall’uomo e qualificato come atto giuridico.
- Atto in senso stretto: esiste una consapevolezza dell’atto ma non l’intenzione a produrre effetti.
- Negozio: esiste anche l’intenzione a produrre effetti giuridici.
- Tipico: c’è uno schema già disciplinato dal legislatore.
- Atipico: vengono creati nuovi schemi purché realizzino interessi meritevoli di tutela.
Categorie del negozio
- Contratto: rapporto patrimoniale tra due o più parti.
- Testamento: negozio unilaterale.
- Matrimonio: accordo di tipo non patrimoniale.
- Atto costitutivo di una società.
Manifestazione del fatto umano
- Per dichiarazione: atto comunicativo con il quale il soggetto intende trasmettere un significato: può essere di scienza (l’autore comunica ciò che sa) o di volontà (l’autore comunica una volontà).
- Per comportamento concludente: atto non intenzionalmente comunicativo.
Lecito/illecito
Contrario a norme imperative, all’ordine pubblico e al buon costume. Qualunque fatto doloso, intenzionale o colposo che procura ad altri un danno ingiusto.
Meritevole di tutela
L’interesse del singolo corrisponde alla soddisfazione dell’interesse della comunità. Principi guida: personalistico e solidaristico.
Profilo strutturale del fatto
- Istantaneo/Continuativo/Periodico
- Unilaterale/Bilaterale
Profilo funzionale del fatto
Funzione: sintesi degli effetti essenziali del fatto. Effetto: conseguenza giuridica che si collega al fatto. L’atto diventa efficace.
- Costitutivo
- Effetto di accertamento: le parti fissano i termini del rapporto del quale sono titolari rimuovendo qualunque incertezza circa la sua esatta configurazione.
- Negozio attributivo di status: fa nascere una situazione soggettiva.
- Modificativo
- Effetto regolamentare: muta la disciplina di situazioni costituite.
- Estintivo
- Effetto eliminativo (estintivo retroattivo): la situazione soggettiva è estinta e in più si considera tale situazione come mai esistita.
- Impeditivo: impedisce a priori il verificarsi di un effetto.
- Normativo: determinazione di un regolamento di un rapporto futuro.
Essenzialità dell'effetto
Caratterizza la fattispecie posta in essere; sempre diretto.
- Immediato: si può produrre in modo istantaneo.
- Differito
Situazione soggettiva
Ciò che si costituisce o si modifica. Può essere trasferita da un soggetto (titolare) ad un altro.
- Passiva: di dovere (svantaggio)
- Obbligazione: dovere di eseguire una determinata prestazione patrimoniale (diritto di credito).
- Obbligo: dovere di eseguire una prestazione non patrimoniale (obbligo di fedeltà).
- Attiva: di potere (vantaggio)
- Diritto potestativo: diritto di provocare unilateralmente una vicenda giuridica sfavorevole ad un altro soggetto il quale non può opporsi (soggezione).
- Aspettativa: situazione strumentale per l’acquisto di un’ulteriore situazione.
- Potestà: situazione soggettiva dove il titolare ha sia un potere per la cura dell’interesse altrui, sia un obbligo ad esercitare tale potere, che è situazione di potere–dovere.
- Interesse legittimo: situazione soggettiva correlata alla potestà: la titolarità di tale situazione giustifica interventi di controllo sulla correttezza e diligenza dell’operato del titolare della potestà.
- Onere: obbligo potestativo, il titolare può adempierlo o no.
- Status: esprime la situazione del soggetto nell’ambito di una collettività.
- Status personae: appartenenza alla comunità umana di vita nella quale si compie la personalità individuale.
- Status civitatis: appartenenza alla comunità politica come cittadino.
- Status familiae: posizione di membro della famiglia.
- Interessi diffusi
Rapporto giuridico
Relazione tra due situazioni soggettive correlate. Collegamenti tra rapporti:
- Diretti
- Di accessorietà: ad un rapporto principale si collega un rapporto di garanzia reale o personale.
- Di integrazione: ad una prestazione principale si affiancano prestazioni accessorie.
- Di solidarietà: nelle obbligazioni solidale e quando si ha una pluralità di rapporti, ciascuno con il proprio titolare ma con identica prestazione.
- Per funzione: nei rapporti corrispettivi, in cui ciascun rapporto si giustifica in funzione dell’altro.
- Indiretti
- Per identità di titolare
- Per identità di riferimento oggettivo
- Per identità di prestazione o per godimento simultaneo
- Di derivazione: acquisti derivativo-costitutivi
- Strumentale: rapporto preliminare che crea una situazione di aspettativa all’acquisto di una diversa situazione giuridica
Titolarità
Legame tra soggetto e situazione soggettiva:
- Attuale: immediatamente rilevante.
- Potenziale: il soggetto non è titolare della situazione ma ha già un titolo per acquisirla.
- Occasionale: spetta a qualsiasi soggetto in quanto fungibile.
- Istituzionale: il titolare deve essere necessariamente determinato. (Intuitu personae)
Oggetto del rapporto giuridico
Bene giuridico.
Dinamica delle situazioni soggettive
- Esercizio: ogni comportamento riferibile a una determinata situazione soggettiva.
- Potere di godimento: libertà; possibilità per il titolare di trarre dal bene tutte le utilità coerenti con la funzione della situazione stessa e anche utilità che si possono ricavare indirettamente dalla situazione, in base a considerazioni fatte sul bene da altri soggetti.
- Potere di disposizione: potere di provocare una vicenda costitutiva, modificativa e estintiva di un rapporto giuridico.
- Per volontà negoziale: il titolare conserva il suo potere di disporre aggiungendo il potere di un terzo al proprio.
- Per legge: il titolare non può più disporre.
- Legittimazione a disporre: abilitazione a compiere il negozio quale atto di disposizione della situazione.
- Potere di controllo: potere che controlla la diligenza e la correttezza degli organi di potere ed è relativo a tutte le situazioni soggettive nei quali l’interesse del titolare dipende dalla cooperazione altrui.
Scambio
- Abuso: esercizio contrario o estraneo alla funzione della situazione soggettiva.
- Eccesso: esercizio di un potere che non si ha.
Scambio può avvenire:
- Senza garanzia giuridica dello scambio: donazione
- Con garanzia giuridica del perfezionamento dello scambio: promessa al pubblico
- Con garanzia giuridica dell’attuazione dello scambio: contratti corrispettivi (soddisfacenti per entrambi le parti)
Efficacia reale e obbligatoria
- Efficacia reale: trasferimento immediato, muta il titolare. Vicenda modificativa.
- Efficacia obbligatoria: il trasferimento obbligatorio ha luogo con successivo atto. Vicenda costitutiva, nasce l’obbligazione di trasferire.
Vendita
Contratto consensuale, corrispettivo e ad efficacia reale.
Titolari degli scambi
- Alienante o dante causa: chi trasferisce un diritto.
- Acquirente o avente causa: chi diventa titolare di un diritto.
Tipologie di titoli di scambio
- A titolo particolare: trasmette singole situazioni.
- A titolo universale: sono trasferite la totalità delle situazioni.
- A titolo originario: acquisto di una situazione soggettiva che non ha alcuna situazione giuridica precedente.
- A titolo derivativo: acquisto di una situazione che ha fondamento nella precedente titolarità di un altro soggetto.
Tipologie di trasferimento
- Traslativo: trasferimento della titolarità del diritto.
- Costitutivo: trasferimento di alcuni poteri o facoltà.
Fonti del diritto
Documenti, atti e fatti
Considerati dall’ordinamento idonei a creare, modificare o estinguere le norme giuridiche.
Criteri di validità delle fonti
- Competenza: materia o rapporto sul quale la fonte è abilitata a porre norme giuridiche.
- Gerarchia (art. 1 delle Disposizioni preliminari al Codice Civile - 1942)
- Fonti costituzionali
- Costituzione (rigida)
- Leggi costituzionali: leggi di revisione della Costituzione
- Fonti comunitarie e fonti internazionali
- Regolamenti: hanno portata generale e sono direttamente applicabili negli Stati membri
- Direttive europee: non sono direttamente applicabili ma richiedono che lo Stato membro emani norme interne corrispondenti. Quando è incondizionata e sufficientemente precisa può essere direttamente applicabile nei rapporti tra cittadino e autorità statale (efficacia verticale).
- Fonti primarie
- Leggi ordinarie statali e regionali: competenti solo nelle materie indicate nella Costituzione, tra cui beneficenza pubblica, assistenza sanitaria e ospedaliera, turismo…
- Decreti legge: il Governo legifera in stato di necessità e urgenza. Presentato alle Camere per la sua conversione in legge il giorno stesso (validità di 60 giorni se non viene convertito).
- Decreti legislativi: il Parlamento delega il Governo a legiferare su determinate materie ed entro una determinata scadenza.
- Leggi provvedimento: non dispongono in via generale ed astratta ma per specificare situazioni.
- Fonti secondarie
- Regolamenti amministrativi: vengono emanati dai ministeri e riguardano situazioni pratiche; devono indicare il parere del Consiglio di Stato.
- Fonti terziarie
- Consuetudini (o uso normativo): fonte-fatto, comportamento reiterato e costante dei consociati tenuto nel convincimento della sua doverosità.
- Fonti costituzionali
Criteri formali di identificazione delle fonti
- Denominazione ufficiale dell’atto: criterio di identificazione della legge.
- Forma del procedimento: qualunque atto del governo è adottato con D.P.R.
Criteri sostanziali di identificazione delle fonti
Utili per le fonti secondarie:
- Generalità: la norma è alla totalità degli individui.
- Astrattezza: la norma è applicata ad una fattispecie nelle innumerevoli volte che si ripresenta lo stato di fatto previsto.
Gradi di giurisdizione
- Giudice di pace/Tribunale (nei casi più gravi Corte d’Assise)
- Corte d’Appello (o Corte d’Assise d’Appello)
- Corte di Cassazione
Per saltum: non si prova per le vie interne ma si va direttamente dal Giudice di Strasburgo (nel caso dei cittadini europei).
Persona fisica
Uomo considerato nella sua individualità e nel rapporto con gli altri.
Capacità giuridica
Titolarità di diritti e doveri che si acquisisce con la nascita; idoneità di un individuo ad essere titolare di situazioni soggettive. Profilo statico dell’uomo come portatore di interessi.
Capacità di agire
Idoneità a compiere atti giuridicamente rilevanti e assumere la responsabilità delle proprie azioni. Si raggiunge con la maggiore età. Profilo dinamico dell’uomo come operatore giuridico.
Soggetto giuridico
Titolare di situazioni giuridiche, può essere anche un ente.
- Soggettività: qualità del soggetto giuridico, fa parte dei diritti inviolabili dell’uomo (art. 3).
- Personalità: aspetto dinamico della persona garantito nel suo pieno e libero svolgimento.
- Età: secondo il legislatore a 18 anni si assume la capacità di discernimento = capacità di scelta e razionalizzazione.
Minori
L’ordinamento attribuisce il potere-dovere di potestà al genitore sul minore. Tale potestà è elastica: i genitori la esercitano in pieno nei primi anni di vita del minore, poi si affievolisce con la crescita fino a sparire con la maggiore età.
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