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Lettura

Saper leggere significa ricostruire il significato profondo che lo scrittore ha voluto imprimere al testo. Con il termine "lettura" indichiamo il raccogliere i dati della realtà, organizzarli al fine di ricavare significati e attribuire un senso. Saper leggere un testo scritto vuol dire comprendere il significato. Leggere significa comprendere, decifrare, codificare, ricavare il senso. Ha un duplice significato: decifrare, ovvero saper cogliere il meccanismo di funzionamento del codice: identificare ciascun segno grafico, tradurlo in suono, composizione in parole e lettura ad alta voce, comprendere il testo. La lettura decifrativa è anche chiamata lettura ad alta voce.

Per comprendere bene un testo è opportuno contestualizzarlo, metterci in situazione, racchiude una competenza linguistica, ovvero la comprensione delle parole e uso della lingua, una competenza semantica (contenuti del testo), attività cognitive ed elaborate (memoria, attenzione, ragionamento); componenti emotivo-affettive. La comprensione del significato inoltre è un processo dinamico perché ogni volta che leggo posso trovare nuovi significati e un’attività di elaborazione cognitiva.

Spesso l’attività di decifrazione e comprensione di un testo viene sintetizzata con il termine decodificazione: attività di ricavare un senso da un insieme di segni grafici. Realizzare la corrispondenza dei segni con il significato delle parole, cioè comprendere il significato di un testo. Il lettore maturo comprende senza bisogno di decifrare ciò che legge.

Precisare le ragioni dell’attività di lettura può essere utile perché motiva i bambini. Leggere ci aiuta ad arrivare oltre i limiti della nostra realtà, valorizzare l’attività cognitiva generale, potenziare e valorizzare l’esercizio critico, sviluppo del pensiero logico, ragionamento e giudizio. Lettura come approfondimento delle relazioni interpersonali, forma di comunicazione mediata, promozione di creatività.

Metacomprensione

La metacomprensione è la consapevolezza del modo in cui le varie strategie cognitive vengono usate per semplificare le difficoltà correlate con la lettura, di come si impara leggendo e di quanto efficacemente le strategie vengono applicate nella comprensione di un testo scritto.

Script e schema

Lo script è la conoscenza che abbiamo di un evento o un episodio, organizzata da una serie di azioni, oggetti ed eventi ricorrenti e stabili in una particolare situazione, si modifica nel tempo. Sono esperienze da cui si traggono schemi → concetti.

Lo schema è un’organizzazione di conoscenze in memoria che si richiamano e sono connesse tra loro. Viene ricavato per astrazione grazie al presentarsi ripetuto di situazioni che presentano analogie. Lo script è la sequenza degli eventi così come avviene, lo schema è ciò che noi impariamo dall’esperienza.

Script e schemi hanno una duplice funzione: predittiva, ovvero consentono di anticipare quello che il testo dirà più avanti; connettiva, ovvero dirigono il collegamento delle informazioni del testo in una rappresentazione semantica coerente.

Livelli della reading literacy

  • Lettura letterale: chi legge riesce a comprendere il significato letterale delle singole parole e del testo, comprende solo i contenuti espliciti.
  • Lettura inferenziale: il lettore riesce a fare una comprensione globale del testo, ricavare il senso, va oltre le informazioni esplicite, comprende il significato particolare del testo, coglie e riconosce i dettagli importanti.
  • Lettura critica: identifica gli scopi di un testo, valuta informazioni e conclusioni, valutazioni riguardo le informazioni contenute nel testo, esamina il modo in cui sono organizzate le informazioni, perché è stato scritto e se è autentico e il materiale è adeguato.
  • Lettura creativa: ricrea i significati del testo, coglie nuove relazioni, utilizza le parole come stimolo per idee, pensieri, riflessioni, sentimenti ed esperienze.
  • Lettura estetica: mette in relazione i significati con vissuti, emozioni, convinzioni personali, percepisce il tono e il livello emotivo di un testo, prova piacere di scambiare esperienze e riflessioni, apprezza la bellezza di un passo contenuto nel testo.

Per comprendere un testo

È necessario ricostruire un testo tagliato in strisce, testo e immagini da riordinare, frasi e racconto in disordine, racconti mescolati, completamento del racconto, storie illustrate, disegno dei particolari.

Per sviluppare il pensiero convergente

Attività includono trovare il titolo adatto a un racconto, individuare l’ordine espositivo e preparare il piano espositivo.

Pensiero divergente e creatività

Inventare storie, cambiare la conclusione, "se fossi… cosa saresti?" sono attività che possono stimolare il pensiero divergente e la creatività.

Scrittura

La scrittura è lo strumento attraverso il quale i significati creativi da una lingua vengono espressi in forma visiva attraverso simboli dal valore convenzionale che rappresentano parole. Le difficoltà che possono presentarsi sono: forti inferenze della lingua parlata, difficoltà di ancoraggio all’esperienza diretta, mancanza di consapevolezza circa gli scopi della comunicazione. La scrittura è inoltre un linguaggio per un interlocutore immaginario, assente; è un’articolazione sintattica complessa perché per enunciare un pensiero si devono usare più parole rispetto al linguaggio orale, manca di contesto e quindi sviluppa una grammatica elaborata. Può essere d’aiuto alla memoria. Il testo scritto inoltre è più ordinato, logicamente strutturato e revisionabile; espone in sequenza ciò che nella parola parlata è rapido e implicito. Scrivere fornisce i bisogni di espressione delle proprie conoscenze, del proprio vissuto, pensieri e punti di vista.

È importante fornire ai bambini spiegazioni sul perché stanno scrivendo: stimola lo sviluppo del pensiero logico, favorisce l’acquisizione di schemi cognitivi utili alla strutturazione logica del pensiero, promuovere abilità di pianificazione e organizzazione delle idee, contribuisce allo sviluppo di capacità espressive formali, esporre, raccontare, sostenere una propria tesi, ricordare, dare spiegazioni e comandi.

Chi scrive deve avere bene in mente l’argomento, il destinatario, il contesto, recuperare conoscenze e informazioni della memoria, produrre il testo rielaborando le informazioni e utilizzando l’espressione linguistica adeguata. Chi scrive per sé evidenzia l’intenzione di esprimersi, sentirsi, chiarirsi, parlarsi, esprimere sentimenti.

La scrittura è uno strumento adeguato per comunicare anche in assenza di interlocutore, dove il destinatario ricostruirà ciò che vogliamo comunicare, interpretandolo. Bisogna quindi chiedersi: ho scritto in modo che l’interlocutore comprenda quello che ho scritto? In maniera efficace?

Diversi tipi di testo

  • Scrittura personale: per se stesso, ne sono esempi i biglietti aiuto per la memoria, annotazioni personali, agende, diari.
  • Scrittura per lo studio: per migliorare la memorizzazione di particolari argomenti di studio, comprensione. Scrittura che non deve essere mostrata ad altri come appunti, note ai margini, schemi, tabelle e grafici.
  • Scrittura creativa: canzoni, poesie, racconti, storie, sceneggiature, testi teatrali, indirizzati ad altri ma scritti per se stessi.
  • Scrittura creativa-ludica: riscritture, filastrocche, indovinelli. La scrittura che crea ed è molto complessa.
  • Scrittura sociale: tutti i tipi di testo che servono a mantenere e stabilire una relazione sociale come lettere, inviti, telegrammi, sms.
  • Scrittura sociale-pubblica: l’autore si riconosce come membro di una particolare categoria sociale e si rivolge ad altri: modulo, lettura di richiesta, rivolgersi ad un editore, chiedere una tesi di laurea.

Scrivere consiste nel mettere insieme "espressione" e "contenuto" dove l’espressione è la parte linguistica del processo e il contenuto è la parte ragionativa e mentale, ciò che lo scrittore deve essere in grado di ricostruire. Nella scrittura entrano in gioco alcune variabili: le ragioni per cui si scrive qualcosa, a chi, il modo con cui si vuole comunicare.

Per affrontare il compito di scrittura il soggetto deve essere capace di produrre i diversi tipi di testo, elaborare il contenuto in un’esposizione ordinata, osservare, analizzare e descrivere realtà esterna e il proprio io, saper utilizzare un lessico appropriato e ricco, strutturare la frase in forma corretta, adattare forma e stile e lessico alla funzione, integrare conoscenze, dati, analisi, riflessione e sentimenti, interpretazioni in una struttura significativa in riferimento a una specifica richiesta e intorno a un dato argomento padroneggiando gli strumenti espressivi formali.

Competenza pragmatica e ideativa

La competenza pragmatica include la valutazione delle interazioni e della consapevolezza del messaggio da trasmettere. La competenza ideativa riguarda la pianificazione.

La competenza testuale permette di selezionare la forma testuale più adeguata.

Diverse modalità di procedere nella composizione scritta

Bereiter e Scardamalia hanno delineato due modelli:

  • Modello knowledge-telling: lo scrittore inesperto scrive tutto quello che sa e che gli viene in mente su quel determinato argomento, terminando il discorso nel momento in cui finisce le cose da dire.
  • Modello knowledge-transforming: trasformazione di conoscenze e interazione di contenuti e idee, rielaborazione del pensiero per dar luogo a una composizione intenzionale con scopi ben definiti.

Processi di scrittura di Hayes e Flower

Questi autori sono stati i primi a dimostrare che un’abilità complessa come lo scrivere richiede fasi precise, è possibile individuare quindi 3 grandi aree attraverso le quali passa chi scrive un testo:

  • Area del compito e della comunicazione: contesto in cui si svolge il compito: argomento, destinatario, informazioni ricavate dall’ambiente che possono pesare sulla motivazione del soggetto verso la realizzazione del compito.
  • Area della scrittura: si divide nella pre-scrittura e nella pianificazione in cui vengono generate le idee, il recupero di idee e informazioni pertinenti, la pianificazione è l’organizzazione delle informazioni sue per come dovranno essere presentate nel testo. La scaletta può essere utile in questa fase in cui si possono fissare i punti principali del testo. La fase della scrittura avviene quando cominciamo a scrivere, il piano viene quindi trasformato in testualità tenendo ben presenti gli scopi comunicativi. La fase della revisione consiste nella lettura di quanto scritto e nella correzione, occorre quindi rileggere per migliorare la qualità del testo scritto.
  • Area della memoria dello scrittore

Nella scrittura scolastica è problematico individuare la situazione in cui i testi verranno fruiti e il destinatario a cui rivolgersi, per la maggior parte delle volte sono simulati.

Fasi della scrittura

  • Scrittura associativa: elementare, centrato su chi scrive, manca di pianificazione e idee del destinatario.
  • Scrittura performativa: associativa ma considera le regole ortografiche e grammaticali.
  • Scrittura comunicativa: chi scrive tiene conto del destinatario, delle forme linguistiche idonee, le regole della scrittura performativa.
  • Scrittura unificata: in cui chi scrive unifica i propri processi mentali al punto da immedesimarsi in un lettore esterno.
  • Scrittura epistemica: è la più elevata e ha lo scopo di pensare, riflettere e progettare, chiarimento personale delle idee, elevata capacità intellettiva e riflessiva.

Attività di scrittura

  • Dettato muto: far prendere coscienza di un’esperienza vissuta in comune attraverso osservazione e conversazione, correggere oralmente espressioni errate, scrivere alla lavagna quanto detto in poche preposizioni. Far rileggere in silenzio, far rileggere la prima frase, cancellarla e invitare gli alunni a riscriverla, procedere con tutte le frasi.
  • Semidettato: gli alunni conversano su un argomento conoscitivo, l’insegnante compone un breve testo su quanto detto e lo detta.
  • Resoconto della lettura con i disegni.
  • Piano del racconto: lettura della prima parte e previsione dello svolgimento.
  • Frasi e testi in disordine da riordinare.
  • Coppie di disegni causa-effetto per scrivere.
  • Compiti di scrittura circoscritti ed indicativi di un sentimento centrale.

Può essere utile che gli alunni inizialmente raccontino le loro esperienze con il disegno; poi con domande riferite al disegno l’insegnante può ricavare particolari. Prima di avviare esperienze di scrittura può essere utile far documentare i bambini sul tema, discuterne in classe, utilizzare argomenti a loro cari.

Per la riscrittura

Attività ludiche possono includere:

  • Sbagliare le fiabe
  • Inserire un elemento nuovo in una fiaba conosciuta
  • Rovesciare una fiaba conosciuta
  • Insalata di favole
  • Binomio fantastico: due parole lontane senza affinità per inventare una storia
  • Fiabe a ricalco: fiaba con lo stesso intreccio di una tradizionale ma con personaggi emotivi diversi
  • Storie che cambiano sulla base di quelle conosciute
  • Storie che nascono da un elenco di parole

Fiabe e favole sono veicolo di creatività, stimolo di immaginazione. La narrazione aiuta i bambini a volare in un altro mondo, creare immagini mentali. È fondamentale favorire occasioni in cui il bambino possa dare libero sfogo alla sua immaginazione attraverso pensieri, sensazioni. Creare, inventare.

Check-list dell'espressione scritta

  • Attinenza al tema: presenta contenuti coerenti e pertinenti; espone argomenti ed esperienze significative.
  • Flessibilità e fluidità: affronta il contenuto da molteplici punti di vista; presenta considerazioni ed osservazioni su vari aspetti del tema; espone molte idee, riflessioni, osservazioni.
  • Senso critico o “valutazione”: espone considerazioni critiche personali; fa osservazioni in modo spontaneo stabilendo un rapporto con un valore verità, giustizia, bontà, utilità.
  • Ordine ideativo ed espositivo: presenta i contenuti secondo un piano di esposizione (inizio, corpo, conclusione); esemplifica, precisa ed espande le informazioni in base ad uno scopo determinato.
  • Struttura logica: utilizza proposizioni ipotetiche, causali, finali; instaura confronti e relazioni tra persone, cose, qualità; espone le conoscenze dando una visione unitaria dell’argomento.
  • Efficacia pragmatica: esplicita tutti gli elementi necessari alla comprensione di frasi o enunciati; tiene conto delle conoscenze che il lettore possiede.
  • Correttezza grammaticale: costruisce appropriatamente la forma delle parole all’interno della frase – genere, numero; scrive in modo ortograficamente corretto; usa correttamente i modi e i tempi verbali; collega vocaboli e proposizioni usando sistematicamente le congiunzioni; rispetta le basilari regole di punteggiatura.
  • Originalità: espone il personale universo di emozioni, sentimenti e motivazioni; dispone le informazioni e i concetti in modo personale e autentico; propone soluzioni creative ai problemi trattati; si avvale di linguaggi alternativi ed integrativi come il linguaggio grafico-pittorico, mimico-gestuale.
  • Fluidità verbale: usa parole diverse e non troppo comuni; utilizza vocaboli dal significato specifico.

Teoria psicogenetica

Imparare a leggere e scrivere richiede un nuovo sistema di rappresentazione caratterizzato dalla capacità di tradurre simboli grafici in suoni e viceversa e assemblarli in parole e frasi che abbiano un significato. Quando inizia la scuola dell’infanzia, il bambino conversa con naturalità, racconta episodi autobiografici, si impegna a farsi capire, interagisce, avanza proposte e chiede spiegazioni, ma soprattutto mostra interesse al discorso degli altri, è motivato ad essere partecipe della comunità linguistica. Tale interesse si caratterizza in termini costruttivi e interattivi.

I bambini procedono alla costruzione delle proprie idee sulla lingua scritta ponendosi problemi, formulando ipotesi e verificandole, avanzando per ristrutturazioni successive fino alla padronanza del codice convenzionale. Tale costruzione avviene in interazione con adulti e coetanei, interrogando e confrontandosi.

I primi tentativi di scrittura si hanno tra i 4 e i 5 anni e non sono scarabocchi, ma sono una testimonianza di preistoria della lingua scritta, non devono quindi essere buttati ma raccolti con cura. Infatti ciascuna di quelle stringhe di quello che noi consideriamo scarabocchi ci potrebbe fornire informazioni attendibili, utili per il lavoro di concettualizzazione che sta svolgendo il bambino e che continua a compiere senza rendersene conto. Dobbiamo quindi trovare una chiave di lettura affidabile che ci permetta di non ignorare e sprecare quelle informazioni e ci dica come costruire un intervento didattico.

I bambini la prima cosa che chiedono di imparare a scrivere è il loro nome e riescono anche a riconoscere quelle stringhe di segni. Ad ogni modo nella stessa stringa di segni i bambini leggono cose diverse in momenti diversi. Ferriero e Toberosky sostengono che il bambino cerca di comprendere la natura del linguaggio, formula ipotesi e si costruisce una grammatica originale. All’insegnante è chiesto di conoscere i processi di concettualizzazione e del loro sviluppo, capacità di interpretazione delle scritte dei bambini ed organizzazione di un contesto di apprendimento adeguato e stimolante per tutti.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marta.tr di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica della lettura e della scrittura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Anello Francesca.
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