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Esame: Aula B 34 - Religioni del mondo classico

Che cos'è il mondo classico?

È il mondo che parlava le lingue classiche (solitamente le cose antiche sono classiche, tipo il latino e il greco). Devono essere dei modelli o dei punti di riferimento, che abbiano costituito una specie di canone e non solo che siano cose lontane nel tempo, nel corso del tempo devono essere riconosciuti come modello, dei classici. Il latino che parlavano gli antichi romani e il greco antico sono comunemente chiamate lingue classiche.

In primo luogo ha una caratteristica linguistica che venivano utilizzate per esprimersi in queste epoche. Questo carattere è significativo: le culture e le civiltà si esprimono e utilizzano delle lingue che sono lo strumento per comunicare. In alcuni casi si realizza una profonda connessione tra religioni e lingue ma per alcuni casi/epoche di alcune religioni lo strumento linguistico diventa supporto caratterizzante, elemento identificativo. La liturgia della celebrazione cristiana era solitamente in latino, anche i documenti ufficiali lo sono. Il latino è una lingua morta che però viene utilizzata ancora in questa religione.

La diffusione delle lingue classiche

Il latino è quello di Roma e con l'espansione effettuata in pochi secoli che dalla città di Roma si va espandendo verso il Mediterraneo la lingua si diffonde in un vasto territorio. Il greco invece è la lingua dei greci, loro hanno solo la penisola ellenica e che quindi soltanto gli abitanti la parlavano. C'è stata una diffusione che coincide con la diffusione dei greci - fenomeno della colonizzazione dalla Grecia per motivi di natura politica, sociale, economica, partivano dei gruppi di abitanti e si spostavano, emigravano. Questi gruppi si stabilivano in varie parti del Mediterraneo e costruivano delle città, lungo le coste del Mediterraneo o nell’Italia del sud, la Magna Grecia.

Alessandro Magno unifica varie parti della Grecia e soprattutto in Oriente (fino all’India) realizza per la prima volta nella storia della Grecia antica un’unificazione della lingua utilizzando il greco. Alla morte di Alessandro si divide in regni ma la diffusione del greco diventa la lingua culturale, una lingua comune.

Caratteristiche culturali del mondo classico

Il mondo classico ha altre caratteristiche e si allarga oltre i limiti dei territori in cui si parlava latino e greco, per esempio c'è una caratterizzazione culturale che non sempre coincide con una lingua. Le differenze culturali, giuridiche (anche religiose) è diverso e tuttavia entra in contatto con Roma e con la lingua latina.

Anche le religioni che non parlavano latino e greco saranno obbligate a esprimersi con queste lingue e di esse abbiamo informazioni prevalentemente in latino e in greco. La lingua che è il primo elemento del mondo classico è il primo strumento che aiuta a identificare le fonti di coloro che inizialmente non parlavano in greco o in latino.

Religioni del mondo classico

C'è una motivazione storica: le religioni sono tante, come ci sono tante culture. Si può parlare di:

  • Religione romana ma con alcune precisazioni: si parla della città di Roma (urbe) e non dell’impero romano. Riti, miti, dottrine di cultura religiosa che riguarda solo la città è una religione cittadina della capitale. Contemporaneamente è la religione di ogni angolo del territorio. È sia civica che imperiale e in qualche modo si realizza con strumenti difficili da elaborare e a volte pure problematici.
  • Non è possibile parlare di religione greca antica perché ogni città aveva una sua religione. Le cose che accomunano i greci sono:
    • Lingua
    • Le leggi, le norme
    • La religione, gli dei, anche se si differenziano in tutte le città hanno elementi comuni
    • Il cibo, l'alimentazione, i greci sono quelli che mangiano il pane

Storia delle religioni del mondo classico

La presenza della parola storia è fondamentale perché bisogna vedere cosa sono le religioni: una delle poche cose in cui tutti siamo sicuri è che le religioni sono dei fatti storici, delle realtà fatte di persone e di eventi e che tutte si sono manifestate nella storia, la loro esistenza è profondamente inserita nella storia.

In molti casi è possibile individuare e collocare nel tempo e nello spazio la situazione culturale, i riti e gli elementi di vario genere, è possibile percorrere diacronicamente l’evoluzione, si modificano nel tempo. In alcuni casi è possibile individuare l’epoca e la morte della religione (es. la religione greca e romana antica, non sono più praticate). La storicità delle religioni è una delle poche cose di cui siamo sicuri. Gli eventi che nella storia si sono manifestati è il modo più corretto di studiarli.

Documentazione e fonti storiche

La prima esigenza dell’avvicinamento storico dello studio delle religioni dipende dalla natura dell’oggetto (una sorta di circolarità tra l’oggetto e il metodo di studio, il metodo di studio più adatto dipende dalla natura dell’oggetto anche attraverso la definizione dell’oggetto: che cos’è la religione? e da lì indaghiamo anche se in modo superficiale). Tra metodo ed oggetto c’è una continua reciprocità, meccanismo di circolarità. È importante la parola “storia” per la natura dell’oggetto, la religione è un fatto storico. La religione è un elemento della cultura. Sono legate a tutte le altre cose della storia.

La documentazione, le fonti sono di natura storica. Le fonti scritte non sono spesso obiettive e l’autore interpreta e la deforma. Bisogna controllare la validità delle fonti, a volte ci informano efficacemente: le fonti archeologiche (templi, iconografia) possono confermare o smentire le fonti letterarie. Epigrafia, dediche alle divinità, le offerte, iscrizioni funerarie, papirologia... il numero delle fonti è molto grande. Ciascuna fonte va collocata nella storia per coglierne il senso e il significato.

Religioni e psicologia

Bisogna studiare la psicologia delle religioni, non si rivolge alla religione ma alla psiche degli uomini che sono coinvolti nell’esperienza religione. È un elemento che trascura gli altri aspetti (es. la psicologia della religione non tiene conto dello studio sociologico, rituale, gli elementi filosofici della religione, filosofia e sociologia della religione. Sono al singolare.). Bisogna studiare tutte le discipline settoriali scoprendo delle facce nuove e singolari che bisogna approfondire, fanno parte di quella particolare religione.

Metodo storico. A che cosa punta la ricerca delle religioni?

  • Rispetto della storicità delle religioni
  • Lo studio delle religioni è l’unico riduzionistico (=ridurre la complessità di un oggetto solo ad una sua faccia, solo ad un aspetto), cercare la totalità
  • Costruire una storia, un racconto storico, raccontare ed esporre lo sviluppo storico delle religioni.

Le religioni scomparse sono ad esempio le religioni precolombiane distrutte a causa del contatto con gli europei. Il numero delle religioni è grandissimo ed è di più di quanto si pensa. Un altro studioso ha preso in considerazione le nuove religioni (quelle fondate), afferma che ogni giorno vengono fondate 6 religioni.

Religione al singolare vs. religioni al plurale

La religione al singolare che cos’è rispetto a le religioni al plurale? Al plurale sono quelle che si individuano attraverso le fonti storiche. La religione al singolare non è documentata nella storia (quella studiata dalla sociologia, filosofia, psicologia...) non esiste come fatto storico, quelle che esistono sono le religioni cristiane, buddista ecc.. in quanto fatto storico la religione non esiste, esiste come concettualizzazione. Studiano la religione come categoria. La religione invece esiste come una categoria del pensiero umano, un concetto che gli uomini modificano individualmente.

Definizione di religione

Definizione di religione? È diversa da religione cristiana, buddista ecc.. Bisogna definire un oggetto storico. È un problema sul quale moltissimi studiosi si sono impegnati, le proposte infatti sono numerosissime poiché ogni persona lo definisce in modo differente. Deve riflettere sul fatto che è difficile dare una sufficiente definizione di religione.

Nei vocabolari si trovano delle formulazioni tipo “fede o credenza in uno o più dei”. Questa definizione non è scientifica, nei vocabolari ci sono delle illustrazioni con parole descrittive semplici. I vocabolari servono per chi incontra una parola di cui non conosce il significato. Dal punto di vista scientifico è insoddisfacente perché:

  • Da come è esposta fa riferimento a due modi di realizzare le religioni che si chiamano “monoteismo” o “politeismo” e con questa formulazione si intende in modo approssimativo la totalità delle religioni sintetizzato in questo modo. È limitata e copre solo una parte delle religioni e le religioni devono definire l’oggetto che sia distinguibile da cose che non sono quell’oggetto.

Una definizione migliore deve nominare quali sono le caratteristiche distintive di un oggetto storico.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/06 Storia delle religioni

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eliinyan di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Religioni del mondo classico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Cosi Dario.
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