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Appunti di tutte le lezioni del prof Cosi, Religioni del mondo classico

Appunti di religioni del mondo classico basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Cosi dell’università degli Studi di Bologna - Unibo, Facoltà di lettere e filosofia, Corso di laurea in antropologia, religioni, civiltà orientali.

Esame di Religioni del mondo classico docente Prof. D. Cosi

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sempre. L’essenza del cristianesimo può essere l’amore e le sue diverse forme (amore per dio, per

gli uomini ecc..), religione di salvezza, incarnazione della divinità.. Sono presenti anche in altre

religioni che però non possono essere definite universali “delle religioni” ma solo di alcune.

L’essenza dell’islam (=trad. sottomissione). difficoltà di trovare l’essenza della religione, anche se

si trovasse non è sempre la stessa, ciascuna religione ha la sua essenza. Non c’è un’universalità

di essenza.

Che cos’è una definizione e come si raggiunge una definizione efficiente? La definizione è una

descrizione degli oggetti. Definizione di tipo ostestivo = non dico com’è fatta ma ve la mostro e voi

vi costruite la definizione. L’occhio di chi guarda definisce la religione. Un’altra spiegazione:

definivano i punti distintivi della religione, cosa sta dentro e cosa sta fuori. Si definisce cosa è

dentro e cosa è fuori alla definizione, non è sempre semplice definire cosa è dentro o fuori la

religione. In molti casi ciascuna religione è legata a cose che nel sentire comune non fanno parte

della religione (x es a Roma antica religione e politica sono intrecciate in alcuni casi è impossibile

tagliare di netto tra loro; i sacerdoti/operatori del sacro erano anche dei funzionari pubblici, quindi

profani). Alcuni studiosi affermano che è impossibile trovare gli elementi portanti della religione.

Origine e pericoli della comparazione

la comparazione non nasce all’interno del mondo della religione ma è nata a fine 800 tramite la

glottologia. Il padre della comparazione si chiamava Maximilian Muller (nell’ambito della linguistica)

il quale si trasferisce in Inghilterra. Questo periodo viene definito risorgimento italiano. Anche nel

campo della glottologia si sviluppa qualcosa in questi decenni. Gli studiosi si resero conto che

alcune lingue sono legate tra di loro da una somiglianza terminologica, si parti dalle lingue

inservibili in un albero genealogico (lingue religiose, x es il vedico e altre lingue indiani) erano i

capostipiti. Le lingue mutano man mano. Muller ebbe l’idea di mettere in colonna soltanto termini di

carattere religioso (sacrificio, preghiera, divinità ecc) e si accorse che anche questi termini

rispondono alle medesime caratteristiche, hanno la stessa radice. Un passaggio/tentativo ulteriore

avviene quando si cercano le parole dell’agricoltura (campo ecc), sono stati fatti tanti tentativi

settoriali. Questa operazione comparativa con scopi linguistici fu l’inizio della comparazione

nell’ambito religioso. Muller affermava, sbagliando, che esistono le religioni indoeuropee che si

associano tramite le parole. Questo passaggio che arrivo alla formazione della religione

indoeuropea che si manifesta x es tramite i veda. Sono tutte manifestazioni di una medesima

religione. I più antichi indoeuropei la cui civiltà ha sviluppato i veda si davano il nome di

“ari” (ariani). “La comparazione è il fondamento della ricerca” -> la comparazione è lo strumento

fondamentale della ricerca sulle religioni di tipo storico. Anche la comparazione può essere

utilizzata male, c’è un rischio di eccesso di comparazione: comparazione selvaggia-> selvaggia=

senza regole, si compara tutto con tutto, in modo superficiale. Un altro significato è che nello

stesso periodo c’è stata un esplosione di contatto con culture e i missionari scrissero ciò che

videro. Fulcro in cui si svilupparono linguistica ecc.. Questo apporto di materiali nuovi modificò

profondamente il quadro delle conoscenze sulle religioni. Anche i primitivi per quanto selvaggi

hanno una religione e in alcuni casi non è così primitiva come si penserebbe, si osservo che alcuni

elementi (x es rituali o cerimonie) assomigliano a elementi (credenze narrazioni) che appartengono

ad altre religioni. Questo materiale che arrivò in europa tra gli antropologi ed etnologi ed iniziarono

a fare comparazioni, questa però era una comparazione selvaggia.

Nuovo modulo

Concetto religione=

astratto

1. solamente occidentale

2. storicamente condizionato

3.

Nelle lingue germaniche e in quelle slave non esiste una parola corrispondente a religione. In

sanscrito esistono numerosi termini che indicano solo alcuni aspetti della religione: dharma

(=verità, ordine morale), sruti (ciò che viene ascoltato), bakti (devozione agli dei), sraddha

(confidenza). 5

In cinese zong jiao significa dottrina celeste, un concetto usato fin dall’introduzione del buddhismo

in Cina. In giapponese soltanto dopo il contatto con gli europei fu coniata la parola che corrisponde

a insegnamento di ciò che è essenziale. In greco antico molti termini alludono ad aspetti particolari

di ciò che noi intendiamo per religione. Neppure l’arabo conosce una parola perfettamente

corrispondente a religione. In nessuna lingua a parte quelle neolatine esiste una parola

perfettamente corrispondente alla nostra parola religione. Non esiste un concetto che corrisponda

perfettamente a ciò che oggi si intende per religione e neppure sommando o sintetizzando tutti i

concetti documentati si riesce a esprimere ciò che oggi si intende per religione. Non esiste un

concetto generale capace di abbracciare tutte le concezioni religiose dell’umanità. Il concetto di

religione non è presente in tutte le lingue e in tutte le culture. Anche se non esiste la parola

“religione” c’è la percezione che esistano delle cose diverse dal normali e dal quotidiano.

Il mondo romano è quello antecedente alla parola religione, è interessante comprendere cosa

intendono loro per “religio”: sono 6 o 7 significati diversi.

Il più tenace significato della parola viene definito da Tito Livio. Momento militarmente difficile per

la città di Roma. All’improvviso ci sono degli eventi sorprendenti, cadono i sassi dal cielo, fumi

invertono il loro corso, nascono bimbi con 2 teste, si trova il toro sul tetto di un tempio.. ecc.. ->

segni degli dei per indicare disappunto, quando arrivavano il senato dava l’incarico ad un gruppo di

sacerdoti e custodivano un insieme di libri antichissimi e consultati in occasioni di eventi del

genere. Solitamente si facevano dei riti.

Cicerone -> epoca di maggiore sviluppo della letteratura romana, dialogo che viene da cicerone:

la natura degli dei. I suoi testi sono sopravvalutati. Uomo poliedrico: filosofo, letterato, ha scritto

moltissimi libri. Si capisce poco della religione romana a causa della natura del testo. Per lui gli dei

esistono e per alcuni interlocutori gli dei si occupano delle faccende degli uomini, altri interlocutori

dicono di no. Dal punto di vista filosofico lui è un eclettico. “coloro che trascorrevano le intere

giornate a pregare e a fare sacrifici affinché i loro figli potessero sopravvivere affinché fossero dei

superstiti furono detti superstizioni. Coloro che riconsideravano e “rileggevano” tutto ciò che ha a

che fare con il culto degli dei furono detti religiosi dal verbo relegere (=letto molte volte e con

attenzione)“

gli antichi romani hanno riflettuto sul significato della parola religio e hanno proposto delle

etimologie. Un uso della religio è detto al plurale “religioni” -> conoscevano altre regioni provenienti

da altri popoli.

Le tre etimologie: l’unico punto che hanno in comune è il prefisso “re” ovvero qualcosa che deve

essere ripetuto

re-linquere -> lasciare abbandonare esprimendo distanza e separazione, dimensione ancora

orizzontale e prendere le distanze, evitare un contatto troppo profondo e ingiustificato che

potrebbe essere svantaggioso. E’ opposto al passo di Cicerone

re-legere -> leggere ed esaminare con cura esprimendo attenzione scrupolosa alle norme:

avvicinamento, secondo una logica contrattuale, ma sempre orizzontale.

re-ligare -> vincolare, legare l’uomo alla divinità nel ricordo dell’attività creatrice di quella,

secondo una dimensione verticale e interiore. Il dio è unico e creatore (gli dei del politeismo

non sono creatori). Ha creato l’uomo e per questo ha un legame con esso. Lucrezio era un

critico delle religioni e Lattanzio preferisce lui rispetto a Cicerone. Per Lattanzio le religioni

legano l’uomo.

_

Quando le religioni si confrontano sono più sincere ed autentiche.

Questo è un momento di rottura cristiana. Volevano abbattere il politeismo dell’impero romano.

(paganesimo)

Motivo della caduta dell’impero romano: attacco del cristianesimo ha aiutato a metterlo in crisi. Il

progetto fondamentale era quello di distruggere e portare qualcosa di nuovo: centralità del dio,

importanza della creazione, verticalità rapporto religioso con divinità. Il nesso tra religione e non-

religione (politica) è un tratto essenziale dei politeisti. Sono due sfere che non hanno una chiara

distinzione, sono intrecciate tra di loro, sono indistinguibili l’una dall’altra.

Nel cristianesimo: “date a cesare quel che è di cesare, date a dio ciò che è di dio”. Il principio

evangelico descrive la separazione ma non sempre si è realizzato ciò. 6

Guerra frontale da parte della chiesa per i politeisti. Ha pensato di dividere le forze. Si opera nel

mondo romano un’artificiale distinzione. Si deve mantener qualcosa e buttare via qualcosa che

non serve. Si abbatte la credenza in tanti dei, uso di sacrifici cruenti in rapporti con le divinità. La

venerazione dell’imperatore come una divinità, abbattere i miti.

Le strategie per dividerle dovevano giustificare le culture che non credevano alla religione

cristiana, si salvano solo i cristiani. Tutti coloro che sono nati prima di cristo

Classificazione delle religioni

Ogni studioso ha formulato una sua idea di religione. La classificazione delle religioni non si può

fare, non esiste una classificazione perfetta. Sottolineando le modalità scelte nel tempo ci danno

informazioni sullo sviluppo della disciplina che gli autori hanno percepito e attraverso le

sottolineature dei limiti si raggiunge la conclusione che una classificazione soddisfacente non è più

possibile.

Una classificazione delle religioni sembra necessaria a causa:

della diversità e della complessità delle religioni

1. della loro conoscenza ampiamente e continuamente accresciuta

2. dello sviluppo dello studio scientifico negli ultimi secoli

3.

Una classificazioni non è una classifica. Non si tratta di istituire una gerarchia tra le migliori o

peggiori. Deve essere una valutazione delle singole religioni.

I primi schemi di classificazione

Implicitamente si è sempre classificata una religione.La prima che prendiamo in considerazione è

quella di Muller, il padre dello studio comparato delle religioni soprattutto un linguista. Usò il

metodo filologico per classificare le religioni secondo linee genetiche e razziali. Muller è uno dei

protagonisti della scoperta della famiglia indoeuropea. Applico degli elementi comparativo come

sacrificio e preghiera (come lo stesso oggetto viene detto nelle varie lingue). Usò il metodo

filologico (=identificare le famiglie religiose con linee genetiche e razziali) ogni famiglia umana

imparentata da motivi linguistici e in particolare individuò lingue ariane (indoeuropee) e semite.Tutti

i popoli che parlavano queste lingue avevano delle religioni semitiche. Pensò che esistesse la

religione indoeuropea (in india, religione vedica)

Ciascuna famiglia umana ha caratteristiche comuni, costanti e perfettamente coincidenti dal punto

di vista razziale, linguistico e religiose. Muller ebbe il merito di iniziare la comparazione linguistica

anche al mondo delle religioni ma creò una comparazione inadeguata.

Un altro studioso che prendiamo in considerazione è Tiele che distingueva tra:

religioni naturali -> prive di elementi etici (naturalismo, polidemonismo, animismo, politeismo)

• religioni etiche -> hanno elementi morali (daoismo, confucianesimo)

• religioni etiche normative -> daoismo, confucianesimo, ebraismo.

• religioni etiche universalistiche -> buddhismo, cristianesimo, islam. Sono religioni

• universali.

Molte classificazioni sono costruite su una contrapposizione, una classe in cui ci sono certi

elementi e altri in cui non ci sono. Spezza in due l’universo e il campo d’azione.

L’importanza attribuita da Tiele all’elemento etico vennero usata per distinguere le religioni. La

maggio parte delle classificazioni delle religioni sono generico perché si fondano su partizioni di

tipo binario (una cosa c’è o non c’è) In questo modo non rendono giustizia della diversità e della

complessità dell’universo religioso. Il tipo più comune di classificazione è stato, nel passato, burlo

di tipo normativo. Le religioni sono state classificate secondo le norme e i parametri di chi le

classificava. Ne risultavano classificazioni soggettive e arbitrarie. L’uso della classificazione

normativa all’interno del cristianesimo risale ai padri della chiesa che distinguevano due categorie:

la vera religione la falsa religione. Le religioni diverse (soprattutto il politeismo dell’impero romano)

esistevano soltanto in quanto risultato della condiscendenza divina per i bisogni e le debolezze

degli uomini (oppure come imitazione diabolica) e che non avevano più valore dopo la comparse

del cristianesimo. La Torah, era il maestro che aveva preparato i suoi segni della venuta del

Vangelo. Tommaso d’Aquino distingueva tra:

religione naturale -> si basa sulla verità religiosa e che poteva essere conosciuta mediante

• l’uso della ragione 7


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AUTORE

eliinyan

PUBBLICATO

4 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in antropologia, religioni, civiltà orientali
SSD:
Docente: Cosi Dario
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eliinyan di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Religioni del mondo classico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Cosi Dario.

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