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Indologia: prima lezione

La repubblica indiana

La Repubblica Indiana (comprende solo il continente) nasce nel 1947. La costituzione avviene nel 1950. I nomi dell'India sono due: India e Bharat. Il termine Indie indica un'estensione del territorio che viene unita dalla cultura (comprende anche Bangladesh, Pakistan, Nepal ecc.), entità culturale.

Origine del nome India

La parola India deriva dalla parola Sanscrita Sindhu ovvero il nome di un fiume che sfocia a nord-ovest. Essi vennero chiamati Sindhu da Erodoto (greci in generale). Il termine era solitamente usato dagli stranieri e non dai nativi. I nativi si definivano Bharat ed è il termine tradizionale. Significa discendenti di Bharat (=eroe sovrano, progenitore che governò l'India). Aryavarta -> termine più antico; la terra dei nobili. Jambudvipa -> “l'isola della mela rosa”, albero che produce bacche che assomigliano a delle mele. Immaginavano la terra divisa in vari strati separati dal mare.

Tutti i fiumi hanno dei nomi femminili.

Civiltà Vallinda

1870 -> venne definito il primo insediamento della civiltà Vallinda chiamato Harappa, insediamento urbano. Mohenjo-Daro -> acropoli (città alta) con pianta ortogonale; un insediamento situato ad ovest vicino alle fonti d'acqua (Indo).

Le varie fasi della civiltà

  • Fase antica 3300-2600 a.C.
  • Fase matura 2600-1900 a.C. nascita di grandi centri urbani, nascita della scrittura
  • Fase tarda 1900-1300 a.C. declino della civiltà e penetrazione degli Indoavi. Smette di esservi la scrittura che esisteva precedentemente.

Questa società era basata su agricoltura e commercio. Da nomadi iniziano a diventare sedentari e per questo di nota la costruzione di silos utilizzati per contenere il cibo; hanno anche creato un sistema di irrigazione per mantenere la terra fertile. Come materiali venivano lavorati rame e bronzo, non conoscevano il ferro. I cavalli non erano ancora stati conosciuti, infatti non è mai stato rappresentato.

Gli indoeuropei li conoscevano e li addestravano, infatti tramite i cavalli riuscirono a sconfiggere la civiltà Vallinda. Le città avevano un sistema fognario. Avevano molti pozzi anche nelle abitazioni private. Nei templi indiano ci sono le vasche, il “grande bagno”. Le condutture sono abbastanza larghe da far passare gli uomini per la manutenzione.

I principali Dei

I principali Dei sono uomini, come il “re-sacerdote” ma esistono anche alcune divinità donne come la dea madre o della fertilità. Il declino della civiltà non è chiaro, si suppone che gli indoeuropei siano arrivati tramite piccole ondate.

Ipotesi sul declino

  • Quella che prevale è che ci sia stato un disastro ambientale come l'innalzamento di una fascia tettonica che ha spostato gli affluenti del Gange.
  • La diminuzione delle piogge provocò la desertificazione. Questo ebbe effetti dirompenti sui centri urbani.

Si suppone che i Vallindi fossero di popolazioni dravidiche (attualmente queste popolano l'India meridionale) questa civiltà sta molto in isolamento rispetto alla civiltà successiva. Svastika in sanscrito significa benessere → le piante erano molto importanti soprattutto per la religione. Solitamente si appendevano veli agli alberi ed alcuni di essi venivano venerati; il Buddha ebbe l'illuminazione sotto un albero.

La media dei segni della scrittura Vallinda non qualificavano una lingua, quindi servivano per identificare le merci o le persone (ma non nomi propri). Loro non volevano sviluppare una loro scrittura perché scrivere è un'attività pericolosa; le cose scritte vanno nelle mani altrui: per esempio → il sacro che va nelle mani sbagliate e non al discepolo.

Seconda lezione: Indoeuropei

Indoeuropei in India

Svolta quando queste popolazioni entrano in India, vengono chiamati oggi indoari. La zona che attraversano appena entrati in India è chiamata Panjab ovvero 5 fiumi. L'Indo è il risultato di quattro affluenti, nome dello stato posto a nord-ovest.

Origine e distribuzione delle lingue indoeuropee

Da dove derivano? Sono coloro che compongono i Veda, hanno una lingua indoeuropea. Questo termine è strettamente linguistico. Una famiglia linguistica è costituita da molte lingue che hanno un'affinità strutturale ed hanno un comune antenato anche se non ci sono attestazioni della lingua indoeuropea. La ricostruzione delle protolingue viene chiamata linguistica comparativa. Avviene mediante il confronto tra le lingue ancora oggi parlate o quelle lingue morte (per esempio greco antico e latino). Il termine indoeuropeo deriva dalla distribuzione delle lingue appartenenti a questa famiglia che va dall'India orientale all'Europa occidentale. Le principali lingue indoeuropee moderne parlate sono: Undu, Tindi, Amarati, Bengalese, Singalese.

L'ipotesi principale è quella dei Kurgan (sepolture tipiche degli indoeuropei), formulata dalla studiosa Tibutas attorno alla metà del secolo scorso. Combina i dati ideologici con quelli linguistici, la sede originaria degli indoeuropei sarebbe localizzata a nord del Caucaso.

  • Struttura grammaticale= struttura profonda, stabile. Dimostra la parentela delle lingue.
  • Struttura superficiale e fluttuante= patrimonio lessicale delle lingue che si modifica a contatto con un'altra lingua per esempio la lingua tailandese è di origine indoeuropea, fortemente influenzata dal sanscrito.

Diaspora indoeuropea

Le tribù nomade sono adibite alla caccia a nord del Mar Nero. Senza ragione a noi conosciuta le popolazioni iniziarono a muoversi (diaspora) che diede origine a 10 gruppi euroasiatici:

  • Indo-iranico
  • Armeno
  • Greco
  • Albanese
  • Italico
  • Celtico
  • Germanico
  • Balto-slavo
  • Tocario
  • Ittita

Queste sono nozioni fondamentali. Alcuni di questi gruppi si estinsero come il tocario ed ittita, mentre le altre si sono evolute e si parlano ancora nel mondo.

Il gruppo indo-iranico

Il gruppo indo-iranico (indoario e iranico) è composto dalle lingue parlate in maniera predominante in Persia ed in India settentrionale. Sono unite per rendere conto delle notevolissime affinità che legano i due sottogruppi, soprattutto in passato. Le affinità che le legano sono affinità esclusive ovvero che non sono presente negli altri gruppi. Dai testi possiamo dedurre che nei gruppi umani c'era una grande comunanza di valori (dei e condizioni sociali).

Abbiamo attestazione di un gruppo che parla in indoaria. Nel regno dei britanni situato tra l'odierna Turchia orientale e in Iraq occidentale era abitata da gente non indoeuropee ma i governanti parlavano in lingua indoaria e lo sappiamo tramite il ritrovamento del trattato Mitanni, trattato di pace del 1350 a.C. Vengono a testimoniare diverse divinità: Suria, Inana, Satia.

Si ritiene che il percorso sia stato tramite il Caucaso dove si è separato un gruppo, alcuni hanno vissuto sulle montagne ed altri hanno continuato il tragitto fino ad arrivare dove si sono stabiliti gli indoari (questa è un'ipotesi basata su dati archeologici).

Nazionalismo in India

Nel corso del ventesimo secolo sono nati dei gruppi in India che volevano nazionalista indù di stampo fondamentalista. Tutti facevano parte della induità (come per noi cristianità): il subcontinente indiano è la terra degli induisti, sono stati corrotti dai cristiani dalle loro forze. Ancora ora le influenze dei comunisti cristiani e islamici indebolisce l'induità della nazione. Il fine è creare una nazione indù in cui ci sia la induità protetta e rafforzata e a tal fine c'è la conversione coatta dei cristiani sul suolo indiano.

Ridisegnano la storia dell'India, ma non esiste la religione indù. Ci sono solo tante tradizioni simili. L'induismo non è un monorito ma un caleidoscopio di tradizioni, è frutto secolare della interazione tra diverse tradizioni filosofiche e culturali. Queste tradizioni hanno vissuto pacificamente per anni, senza guerre, anche se erano in contrasto. L'induismo non ha dogmi dottrinali. Alcuni induista sono atei perché l'induismo è un sistema di note comportamentali, definibile come condivisione di beni comuni che riguardano prevalentemante il modo in cui ci si comporta nella sfera familiare e sociale. Questo insieme di norma viene chiamato tharma. Un termine fondamentale è la centralità della famiglia, rispetto della gerarchia sociale (genitori e anziani), rispetto delle norme castali, grande considerazione per pratiche come la non violenza e del dire il vero (massimo prestigio in India), venerazione della vacca. L'induismo è un universo screziato e variegato che vive e muta grazie all'apporto di nuove tradizioni. Le tradizioni nate fuori dall'India sporcano le tradizioni indiane.

L'islam non fa parte della cultura indiana. Negli ultimi 800 anni invece lo è diventato, ma essendo che non è nato in islam non fa parte della cultura indiana. Il taj mahal (il più bello tra i palazzi, la grande dimora del dio Shiva) è un tempio shivaista, è il mausoleo per la moglie defunta. Il buddismo fa parte della cultura indiana (anche se da otto secoli non si sente parlare di buddismo in India) il buddha non è mai uscito dall'induismo.

Teorie nazionaliste

Per affermare che tutti i valori sono nati in India e che quindi non deve nulla:

  • Gli autori dei Veda erano gente autoctone dei vallindi.
  • Out of India, l'India è la culla delle lingue indoeuropee.
  • Tutte le lingue e le civiltà del mondo sono nate in India.

Teorie appoggiate dai gruppi indiani. Ridisegnano i dati stessi per confutare le loro teorie. I Veda conoscono i cavalli e li addomesticano, i vallindi invece no perché spariscono prima.

I pericoli insiti in questo modo di ragionare sono che questi gruppi di persone alimentano l'odio religioso e sociale tra le fasce meno acculturate perché hanno il vantaggio di farlo. Provocano spesso massacri. Odiano gli islamici, cristiani e contro tutto ciò che è comunista (di sinistra) probabilmente perché la politica di sinistra tende a secolarizzare la società, e perché c'è una competizione tra la sinistra e le fasce svantaggiate. Un altro pericolo è quello che è la riscrittura della storia. L'orrore della civiltà indiana sono le discriminazioni a cui sono stati sottoposti per secoli. Descrivono la storia cancellando tutto ciò che potrebbe portare in luce ciò ma questo favorisce la ripetizione di questi errori. È disonesto ed antiscientifico.

Trattato sull'Himaana

Trattato sull'himaana (palazzi volanti)= dimostra che esistevano i palazzi volanti, i vestiti ed il cibo che dovevano mangiare i piloti. Questi palazzi potevano volare all'indietro, di lato e facevano da navetta tra il paese, continenti, pianeti (per ridere).

Veda in India

Elementi della tradizione indoeuropea

Gli indoari portano con sé elementi della tradizione indoeuropea. Gli elementi indoari (la grande letteratura vedica, la lingua vedica da cui deriva il sanscrito, il pantheon formato da divinità che hanno un referente in altre tradizioni indoeuropee e l'organizzazione sociale che verrà adottata in India da allora fino ad oggi) faranno parte di tutto il periodo veda. È fondata su fondamenti indoeuropei. Il vedico ha preso i suoni dalle lingue autoctone. Apporti lessicali che riconducibili alla lingua dravidica. Dopo il periodo vedico iniziano ad emergere elementi che si suppone fossero sopravvissuti al periodo pre vedico (la meditazione..).

La letteratura Vedica

La letteratura Vedica (testi della sapienza) sono tutti testi religiosi ma di natura eterogenea (veda=sapienza, conoscere) l'ipotesi più seguita è che sono stati composti tra il 1500 a.C. trasmessi esclusivamente in natura orale, nel decimo secolo c'è la prima scrittura. La scrittura dei veda non ha mai soppiantato la tradizione orale.

Le Samhita

Le samhita (raccolte) sono quattro e sono le più sacre. Sono per lo più metriche che contengono i mantra (formule sacre che vengono recitate dai sacerdoti) usate per invocare gli dei. Ogni 4 raccolte ha un tipo di sacerdote. I sacerdoti apprendono a memoria una particolare samhita (si specializza in una raccolta e si specializza in quella) è così solo nel periodo vedico, più avanti le tradizioni vanno ad esaurirsi. Ogni sacerdote spetta dei precisi compiti rituali:

  1. Rigveda Inni= raccolta della sapienza, ci sono più di 1000 inni per uso rituale. Il sacerdote che invoca. È il più antico della raccolta 1500-1300 a.C. è il più sacro tra i testi sacri. Invocano ed esaltano la divinità. Gli vengono offerte sostanze sacre il sacerdote chiede al Dio un compenso a favore del committente, lo sponsor. I sacerdoti sacrificano per lo sponsor che paga per la celebrazione del rito. I suoi inni sono molto potenti. Viene avvertito come l'epopea che narra della vittoria di gruppi indoari che sconfiggono, tramite al dio della guerra e il dio del fuoco, i darsiu (abitanti vallindi con pelle scura).
  2. Samaveda Canti= raccolta della sapienza dei canti liturgici. Il sacerdote è il cantore. Rigveda modificato. È una raccolta importante per la liturgia (1000 scuole del samaveda) a noi sono giunte 3 recensioni (3 scuole, la versione della raccolta da tre scuole differenti) è importante per la liturgia (insieme al yajurveda) più antico canto liturgico. Non comprende le notazioni musicali. È il libretto per il canto. Non ci sono le notazioni musicali che sono raccolte in testi successivi che sono posteriori di diversi secoli e non fanno parte del rivelazione. Sono letteratura tecnica.
  3. Yajurveda Formule rituali= il sacerdote è sacrificatore. Sono contenute formule rituali che accompagnano i riti. È il regista ed attore principale. Porta il fuoco sacro all'altare. È la volta principe del rituale shrauta. Esso è diviso in due sottoraccolte distinte: yajurveda bianco e nero (=sukla e krsna) la differenza è che quello bianco contiene unicamente mantra rituali. Quello nero affianca ai mantra (che sono quasi sempre in metrica) delle porzioni in prosa che sono commenti di carattere affine al dettato del brahma. Spiegano perché è potente, chi lo mette in essere.. la prima testimonianza di rosa prodotta in India. Quello bianco è posteriore rispetto al nero: usato il nero e cancellato le parti commentate. Le raccolte sono usate unicamente per essere impiegate per i rituali. Evoluzione di alcune figure divine rispetto al rigveda: shiva (propizio) vishu diventa una divinità di rilievo nello yajurveda nero. Prajapati (signore degli esseri) identificato come un unico dio supremo. Si crea un legame a doppio filo tra i due gruppi sociale i guerrieri (che comprende il re). Ci sono molti inni dedicati al re.
  4. Atharvaveda Incantesimi= raccolta della sapienza delle formule ed inni magici sia magia bianca che nera. Scongiuri, come fare pozioni ecc. Sono desideri del quotidiano, carattere popolare: diverso dalle altre raccolte. Il supervisore interviene solo nel caso ci fosse bisogno e se ci sono degli errori nelle formule utilizzate. Il primo testo di medicina in India (fratture ossee, caduta di capelli). Al di fuori della portata degli uomini, è demoniaca. Si agisce sui sintomi tramite l'uso di sostanze che hanno caratteristiche contrarie ai sintomi (lebbra coperta con colori scuri).

Di ogni samhita esistono varie recensioni. Sono venute in essere proprio nel periodo della sistemazione del corpus veda prima della chiusura del corpo. Venivano trasmesse oralmente.

Successori delle Samhita

Composte successivamente alle samhita. Le classi di testi che succedono alle santità sono: hanno sacralità minore. Sono classi di testi (=sono vari libri) i singoli testi appartengono ad una particolare samhita. Cercano di accaparrarsi il favore del re (denaro e potere).

  1. Brahmana (mistica del rituale) (=strato eterno ed indivisibile ed impercettibile che sostiene e pervade l'universo) è anche il nome del sacerdote sono testi esegesi della pratica sacrificale e dei riti vedici. Il rito vedico è il fulcro della religiosità vedica. I diversi sacrifici vengono analizzati e se ne narra il significato mistico, e benefici che derivano dalla loro celebrazione. Avviene il passaggio dal vedismo arcaico al bramanesimo (=il sacrificio diventa più importante degli dei; gli dei sono strumenti sacrificali e vengono invitati ma non possono rifiutare il rito e deve scendere. È ciò che regola l'universo= il rito).
  2. Aranyaka (speculazioni esoteriche sul rituali; testi sulla foresta) testi di transizione tra bra e upa. Il rito sacrificialeviene interpretato in maniera simbolica e viene interiorizzato. Sono considerate molto pericolose. Il nome ara deriva dal fatto che questi riti vengono fatti solo in posti fuori dai centri abitati per non far vedere il potere in mani sbagliate. Orecchie indiscrete potessero udire.
  3. Upanisad (unico nome femminile) significa sedere vicino a qualcuno in una posizione più bassa (maestro e discepolo nella scuola veda) costituiscono un numero di testi molto cospicui (più di 300) ma solo le 14 più antiche fanno parte del corpus vedico. Iniziò intorno al settimo sec a.C. Sono considerati i primi testi... domande sull'origine del mondo, luogo dove collocare l'uomo e le divinità, cosa accade dopo la morte, relazione uomo universo.. le risposte sono molto differenti di bra e sono considerati eterodossi (non esiste ortodossia) non sono testi ritocentrici e gli autori sono alcuni non-sacerdoti e le donne prendono parte ai dibattiti filosofici e i problemi vengono sviscerati tramite dialoghi. Al centro del pensiero unpanisadico non c'è il rito ma la conoscenza. Suggeriscono nuove verità esoteriche (rahassia= segreto).
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/18 Indologia e tibetologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eliinyan di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Indologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Franceschini Marco.
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