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FRANCIA
La Francia non riesce a estinguere il mercantilismo, Anzi!! La centralità dello stato ha bombato al massimo
l’accentramento delle competenze e delle ingerenze dello Stato in campo economico. qui si sviluppa la
Philosophes
corrente dei c.d. , che stanno fuori, che non hanno ingerenza nell’amministrazione (Voltaire,
Rousseau – fa eccezione Montesquieu, che ricordiamo, era un giudice). La Francia ha subito un forte
livellamento sociale, formando una ampia borghesia, che però non partecipa con il potere. Questo porta a
fine ‘700 ovviamente a delle frizione, con un società che detiene il potere anche se socialmente decaduta.
AUTORI Montesquieu Spirito delle Leggi
Uno dei più esponenti autori dell’illuminismo è per certo , con il suo
(1748): qui è in dubbio se Montesquieu si limita a far un lavoro di analisi, o se sostanzialmente propone
qualcosa.
Le istituzioni e le leggi dei vari popoli non costituiscono qualcosa di casuale e arbitrario, ma sono
strettamente condizionate dalla natura dei popoli stessi, dai loro costumi, dalla loro religione e
sicuramente anche dal clima. Al pari di ogni essere vivente anche gli uomini, e quindi le società, sono
sottoposte a regole fondamentali che scaturiscono dall'intreccio stesso delle cose. Queste regole non
debbono considerarsi assolute, cioè indipendenti dallo spazio e dal tempo; esse al contrario, variano col
mutare delle situazioni; come i vari tipi di governo e delle diverse specie di società. Montesquieu ritiene
che i tipi di governo degli uomini siano essenzialmente tre: la Repubblica, la Monarchia e il Dispotismo.
Dopo le rivoluzioni Americana e Francese, Montesquieu vede una separazione netta tra Legislativo e
Giudiziario, quest’ultimo “potere nullo”, visto come Bocca della legge, che si limita a riportare
meccanicamente la legge [ricordiamo che a differenza degli altri illuministi francesi, Montesquieu fa il
il Giudice NON deve interpretare la legge
magistrato!]. Dunque , il legislatore e lui solamente deve
produrre il diritto.
In questo modo Montesquieu conclude il suo libro:
« Siccome tutte le cose umane hanno una fine, lo Stato di cui parliamo perderà la sua libertà, perirà. Roma, Sparta e
Cartagine sono pur perite. Perirà quando il potere legislativo sarà più corrotto di quello esecutivo. […].»
(libro XI de Lo spirito delle leggi, Montesquieu)
Cesare Beccaria Dei delitti e delle pene
Arriviamo poi anche al grande , con il suo (1764). Elabora il
concetto anche qui di Giurisprudenza Meccanica: "in ogni delitto si deve fare dal giudice un sillogismo
perfetto: la maggiore dev'essere la legge generale, la minore l'azione conforme o no alla legge, e la
conseguenza la libertà o la pena. Quando il giudice sia costretto, ho voglia fare anche soli due sillogismi,
si apre la porta all'incertezza". Nel caso in cui la legge penale non sia applicata meccanicamente, il giudice
sarebbe legislatore e non, come ogni cittadino, soggetto della legge. Per evitare il ricorso
all'interpretazione, occorre che le leggi penali siano Chiare e Poche (propaganda di tutti i filoni
dell'illuminismo). APP – LEZ. 10,11,12
D I 1789-1804
ROIT NTERMEDIAIRE
FRANCIA: Dro it Intermediaire 1789-1804 [Dalla rivoluzione al code
civil]
Come già sappiamo, la rivoluzione la fanno in gran parte gli avvocati tipici dell’ancien regime (Robespierre),
1790 Assemblea Costituente
fino a quando nel vi fu l’ , dove si dichiara la necessità di Codici e
divisioni disciplinari. In ambito penalistico, tale necessità viene risolto attraverso questi passaggi:
- Codice Penale, 1971.
- Codice Penale (procedura), 1795.
- Codice Penale, 1810. 1789
Per capire il contesto in cui ci troviamo, torniamo al 26 Agosto , quando viene formulata la
Dichiarazione dei Diritti dell’uomo e del cittadino . Qui gli estratti più importanti:
Art. 1 – “Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere
fondate che sull’utilità comune.” Ossia, le distinzioni ci sono, non che non ci siano! Ma alla nascita si è tutti
uguali.
Art. 2 – “Il fine di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali ed imprescrittibili
dell’uomo. Questi diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all’oppressione.”
Art. 4 – “La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri: così, l’esercizio dei diritti
naturali di ciascun uomo ha come limiti solo quelli che assicurano agli altri membri della società il
godimento di questi stessi diritti. Tali limiti possono essere determinati solo dalla Legge.”
Art. 6 – “La Legge è l’espressione della volontà generale. […].”
Art. 7 – “Nessun uomo può essere accusato, arrestato o detenuto se non nei casi determinati dalla Legge,
e secondo le forme da essa prescritte. […].
Art. 8 – “La Legge deve stabilire solo pene strettamente ed evidentemente necessarie e nessuno può
essere punito se non in virtù di una Legge stabilita e promulgata anteriormente al delitto, e legalmente
applicata.”
Art. 9 – “Presumendosi innocente ogni uomo sino a quando non sia stato dichiarato colpevole, […].”
Art. 10 – “Nessuno deve essere molestato per le sue opinioni, anche religiose, purché la manifestazione di
esse non turbi l’ordine pubblico […].” La novità assoluta della libertà d’opinione anche sulla religione.
Art. 16 – “Ogni società in cui la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri stabilita,
non ha una costituzione.”
Art. 17 – “La Proprietà essendo un diritto inviolabile e sacro, nessuno può esserne privato, salvo quando
la necessità pubblica, legalmente constatata, lo esiga in maniera evidente, e previo un giusto e preventivo
indennizzo.” Molto interessante vedere come già allora…
Quando siamo nell’Ottobre 1789, la scelta repubblicana non è ancora compiuta, e anzi il Re rinnova la sua
stabilità all’interno dell’Assemblea Nazionale, pur con forti limitazioni rappresentate proprio
dall’assemblea stessa tipo UK, Re che sta nel parlamento). Nel Novembre ’89 l’assemblea dà l’avvio ai lavori
per dare effettiva applicazione alla Dichiarazione. Diritto
Sieyès
Qui, all’interno dell’assemblea, troviamo un filone molto forte, quello di , che in merito al
di Suffragio
, rifiutava distinzioni di sangue, ma accettava ed enfatizzava le distinzioni sociali, in base
all’operatività e al merito.
Assemblee Primarie
Le erano accessibili a tutti i cittadini attivi (+25 anni – tributo diretto di almeno 3gg
Assemblee Elettorali
di lavoro). Queste assemblee primarie, eleggono Elettori delle : gli “elettori”
devono essere o Proprietari o Usufruttuari o Locatori di immobili di un determinato valore (per la
locazione, affitto ok, ma che almeno sia di un certo valore…). Gli elettori eleggono i Rappresentanti che
l’Assemblea Nazionale Legislativa
formeranno , scelti tra i cittadini attivi.
Potere Legislativo
Affrontando invece il tema del , prevedeva un’Unica Assemblea Legislativa, eletta
per 2 anni. Forte accento sulla brevità della carica, sulla sua temporaneità.
Potere Esecutivo
Parlando di , il Re – Nomina e Revoca i Ministri, - ha potere sospensivo sulle leggi.
L’Amministrazione Locale prevede 83 Dipartimenti (con una assemblea di dipartimento), divisi in
Distretti (con il direttorio di distretto) e poi in Cantoni. Le amministrazioni municipali sono uniformate e
hanno un capo cui è dato il titolo di Sindaco.
disposizioni fondamentali Costituzione del 1791
Le del testo della , riprendono in gran parte la
Dichiarazione dei diritti, in particolare il principio secondo cui i poteri pubblici rispondo al principio di
Separazione dei Poteri .
Periodo della Convenzione
Entriamo qui nel (1792-1794), e già dal nome, né intuiamo la
derivazione da un modello nord-americano. Nei primi anni, con i Girondini, si vuole realizzare un NUOVO
testo costituzionale, flessibile e non rigida come quella nord-americana. Il Re viene arrestato e accusato di
tradimento alla costituzione francese, viene votata la sua esecuzione.
Nello stesso periodo, gli abitanti cattolici della Vandea, nel marzo 1793 insorsero contro la neonata
repubblica facendo scoppiare le guerre di Vandea, una serie di guerre civili che durarono, con alcune
pause, fino alla Restaurazione del 1815.
La Convenzione, dal Giugno 1793 è dominata dai Montagnardi: essa assume i poteri legislativo/esecutivo,
Fase del terrore
e dà il via alla . Questa fase è ideologicamente uno scontro tra una corrente liberale e una
radicale, interpretative della democrazia. Costituzione dell’Anno I
Il frutto giuridico della Convenzione è la Costituzione del Giugno 1793, detta : ha
una vita molto breve, mai applicata, da ritenersi praticamente trascurabile, se non per il suo contenuto, del
tutto peculiare, e poi ripreso in futuro:
- Nuova dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino.
- Suffragio Universale, ossia diritto all’insurrezione sul governo che non risponde ai voleri della
maggioranza, su modello statunitense, si parla di fine ultimo dello Stato “Felicità Comune”.
1794 governo rivoluzionario cade
Nel il e assumono il controllo gli avversari di Robespierre, con quella
Reazione Termidoriana
che è definita la Contro-Rivoluzione o .
Robespierre si dice Abolizionista nei confronti della pena di morte [idea molto ancien regime], eccetto che
per i Reati Politici [idea progressista] (un Re che tradisce lo Stato va colpito con la pena di morte). Con il
periodo del terrore, la pena di morte verrà affiancata ai reati comuni. Il tutto culmina con l’uccisione di Luigi
XVI e Maria Antonietta.
Costituzione dell’anno III
1795
Si arriva nel alla . La convenzione, prima di sciogliersi, approva 377
arrt. e anche qui il testo prevede prima una dichiarazione dei diritti, poi la vera e propria costituzione. L’Art.
1 recita “La Repubblica Francese è UNA e INDIVISIBILE.” A questo punto sono introdotte le seguenti
modifiche:
Potere Legislativo Consiglio degli Anziani Consiglio dei 500
- + .
Potere esecutivo Direttorio
- : composto da 5 membri eletti dagli anziani su una lista
indicata dai 500. Il direttorio nomina i Ministri.
Diciamo subito che le assemblee non ce la fanno a fare un codice civile. Soprattutto, si ritiene di non avere
il tempo di aspettare un cod