STORIA DELL’ARTE CONTEMPORANEA
20/09/21
Discesa al limbo di Anish Kapoor: buco nero che artista ha creato nel pavimento del
museo, colorato con un pigmento che non lascia intravedere ciò che c’è sotto, e quindi
sembra che sia pitturato, ma in realtà è un buco. Anish Kapoor artista egiziano molto
famoso a livello internazionale. Lo scopo delle opera è giocare sul concetto della
percezione, valorizzare potenzialità visive dell’osservatore per sviluppare in lui un
senso di interrogazione e quindi trasformare un luogo, che può essere un museo, in
uno spazio con una sua caratteristica precisa.
L’arte contemporanea ci pone molte domande.
È arte questa? Domanda che si pone Artur Dantu, in un saggio che si chiama ‘Dopo la
fine dell’arte’. Il concetto di fine dell’arte è in rapporto con arte contemporanea: è un
certo tipo di arte con varie sperimentazioni che rivoluzionano il mondo dell’arte
contemporanea.
Le sperimentazioni incominciano con le Avanguardie, la prima è nel 1905. We got it!,
Artur Dantu si interroga su un’opera realizzata da due americani, chiamata
presentata in una mostra. L’opera è la riproduzione di alcune barrette di cioccolato che
si potevano anche mangiare. Perché Artur Dantu si chiede perché queste barrette sono
opere d’arte e non una barretta di Kinder che compro al supermercato? La risposta è
molto complessa, e non è facile dire nemmeno che questa non è arte, perché
comunque questa è stata esposta in una mostra.
Bisogna quindi cambiare i parametri. Un esempio di cambio di parametri è lo
Scolabottiglie di Duchamp (1915): è il primo ready-made, che è oggetto comune di un
contesto quotidiano di cui viene cambiata la funzione originaria e portato in un
contesto diverso che è il mondo dell’arte. Il termine ready-made fu conosciuto da
Duchamp in America. L’opera è molto provocatoria, ed è stata inizialmente rifiutata e
poi persa, tanto che l’originale non esiste più ma solo delle copie fatte dall’artista.
Roger Fry, artista espressionista inglese, ha rivoluzionato il modo di fare arte
precedente. Infatti scrive in un suo saggio di estetica nel 1909 (anno in cui nasce il
Futurismo):
“L’arte non è ricerca di bellezza o copia del mondo esterno, ma serve a esprimere
l’emozione dell’artefice e a trasmetterla al riguardante mediante i suoi mezzi specifici
(e storicamente accertati): linea, composizione, colore”.
Ci sono 3 concetti fondamentali:
Arte non è ricerca di bellezza, cosa capita già da realisti dell’800
Arte non è copia del mondo esterno ma esprime l’emozione dell’artefice
E lo può fare con mezzi specifici: linea, composizione, colore. Questi mezzi
venivano già utilizzati nell’antichità, ma l’arte antica cercava di nascondere la
tecnicità dell’opera rendendo pulita l’opera non facendo vedere la mano
dell’artista per raggiungere la bellezza. Mentre nell’arte contemporanea non è
più necessaria la perfezione ma si possono vedere anche le sbavature.
Fiume con Pioppi
Un esempio è di Fry, in cui si vede un impressione dell’artista, con
colori sfalsati che riportano un’emozione dell’autore. Non descrive la scena, c’è
sommarietà, ma esprime le sue emozioni. Talvolta anche solo lo schizzo è un’opera
completa. Qui sentiamo un’emozione dell’artista, che può essere inquietudine.
Gli impressionisti non sono pittori moderni come quelli delle avanguardie, essi
chiudono un’epoca perché sono l’ultima pittura realista, perché è ancora pittura
descrittiva, non esprimono le emozioni del pittore poiché le brevi pennellate
interpretavano il modo in cui l’uomo percepisce la luce, quindi è un interesse visivo,
non una percezione emotiva. È un problema ‘retinico’ come alcuni critici dicono.
Il vero salto verso modernità si ha nel momento in cui pittori dipingono quello che non
vedono: partendo da Simbolismo e Post-impressionismo, come Gauguin, in cui vi è
bisogno dell’artista di esprimere qualcosa che sentono e non si vede. Il primo
momento di cesura è quindi quello delle Avanguardie.
Una seconda cesura si ha nella seconda metà del 900 (anni 60) con le Neo-
avanguardie. Sono dei movimenti artistici che raccolgono lo spirito dell’avanguardia. Si
riprende con spirito sperimentale e di ricerca e ci si concentra su aspetto concettuale
dell’arte e coinvolge tutti i movimenti. La più radicale è la Conceptual Art.
Sol Lewitt, Paragraph on Conceptual Art, su rivista Art Forum dice che l’idea in se
stessa anche se non realizzata visualmente, è un lavoro d’arte tanto quanto un
prodotto finito. Quindi si può fare opera d’arte anche con solo un’idea.
Anche altri artisti della neo avanguardie prediligono l’idea piuttosto che la
realizzazione materiale.
La domanda ‘che cos’è l’arte?’ ha una risposta solo accettando l’idea che il modo di
fare arte oggi è diverso rispetto al modo tradizionale, bisogna cambiare i parametri,
perché si sono scardinati i concetti tradizionali, anche dal punto di vista tecnico.
Frase di Dino Formaggio, importante storico dell’arte, ci può dare una riposta
sintetica ‘arte è ciò che gli uomini chiamano arte’
Non esiste una definizione univoca di arte, ma è arte quando viene accettata dal
sistema dell’arte, quindi dagli altri artisti, dai musei, collezionisti, critici… ma oggi ci
sono artisti che non vengono presi in considerazione dai critici e che comunque sono
molto famosi, tanto da entrare nel giro delle gallerie, quindi non è necessario che i
critici siano d’accordo, basta che siano accettati dal sistema dell’arte.
Tutti noi possiamo essere artisti potenzialmente. Per esempio un disegno di un
Do Not Revenge,
bambino è accostabile all’opera di Basquiat in cui vi sono errori. Che
cosa differenzia allora la creatività di un bambino dall’artisticità? L’intenzionalità e la
riconoscibilità da parte del mondo dell’arte, che è un mondo complesso.
Non è possibile definire che cos’è arte. Quello che noi studiamo è ciò che è rimasto nel
mondo della storia dell’arte ma con un minimo di distanza storica. L’opera d’arte dura
nel tempo, ha un valore non solo economico ma anche artistico e culturale che supera
la contingenza. È il concetto di ‘astanza’ di Cesare Brandi.
Giulio Carlo Argan ci parla della necessità del giudizio di valore, per giudicare se è
arte o no. Giudicare l’artisticità significa tener presenti:
il periodo storico in cui l’opera viene realizzata. Importante perché un quadro di
Fontana fatto oggi non avrebbe più valore. Ci sono fattori che ne condizionano
la definizione come il periodo storico e la società che la interpreta, perché quello
che valutiamo noi oggi come arte, magari una volta non lo era.
È importante che opera abbia una propria ‘astanza’, con cui si può definire il
valore di un’opera, quindi deve essere al di sopra della temporalità, non deve
essere attualità ma al di sopra della narrazione, deve avere valore universale.
Un esempio sono Giotto o artisti rinascimentali che non hanno solo raccontare
storie, ma le hanno raccontate in un modo che possono essere apprezzate e
valgono anche per un contemporaneo.
La finalità dell’opera: l’utilità non deve essere il suo primo scopo.
Riassumendo: come formulare un giudizio di valore?
Quando ha avuto importanza nella storia, quindi che ci sia stato un lasso
temporale (Argan)
Opera d’arte portatrice di un messaggio che va oltre la contingenza: astanza
(Brandi)
L’opera d’arte è inutile, utilità non deve essere finalità dell’oggetto (Kubler). La
funzione dell’opera d’arte è solo estetica. Una della avanguardie che ha
valorizzato aspetto manuale dell’opera è il Costruttivismo, ma non è stato
accettato dal Materialismo durante la Rivoluzione Russa.
Bruno Munari ci ha illustrato come l’arte abbia assunto forme diverse nel tempo
22/09/2021
CARATTERISTICHE DELL’ARTE CONTEMPORANEA in particolare dal 1900 in poi.
È un’arte molto particolare e dirompente e si può spiegare solo se prendiamo in
considerazione il periodo delle Avanguardie storiche.
Dall’inizio del 900 cambia la PITTURA, vi è una grande rivoluzione in queste che sono
le forme più tradizionali.
Maurizio Cattelan che usa oggetti, ma ha fatto anche lavori con pittura:
Senza titolo del 1993: ci ricorda il taglio di Fontana ma rivisto alla luce del mondo dello
spettacolo e della comunicazione, cioè Zorro. Cattelan ha fatto un’operazione che ha
preso avvio negli anni 90, come riconoscimento critico: operazione di arte post-
mediale, cioè ha unito la storia dell’arte con il cinema, che è tipo di arte più popolare.
È epoca di post-produzione, dalle teoria di Buriou, in cui si producono opere d’arte che
recuperano arte precedente e la uniscono con forme di arte più bassa, arte alta + arte
bassa. Quindi prendono qualcosa di già fatto, una sorta di ready-made. Dagli anni 90
questa definizione comprende una serie di opere, ma arriva fino a noi, per esempio
Kirivaniscia, o video artisti come Mattaclarc, Duglas Gordon, che fa video in cui mette
insieme pezzi di film degli anni 50.
Il Gallerista di Cattelan, 1995: unisce la performance con la pittura, perché il gallerista
è Massimo De Carlo, uno dei maggiori galleristi italiani, e lo ha scocciato alla parete,
facendolo diventare quasi come una pittura. Qui più che una post-produzione, è più un
riflettere intorno al ruolo del mercato dell’arte che negli anni 90 era all’apice, dopo
esplosione del mercato negli anni 80.
Queste operazioni di Cattelan si possono realizzare grazie ad un azzeramento della
pittura tradizionale che si è avuto con le Avanguardie. Si è avuto con arte astratta, in
cui si fa lavoro più riflessivo sul fare pittura, sul sistema dell’arte, passando attraverso
Fontana che viene citato direttamente da Cattelan.
Anche il ready-made è punto importante.
Un’altra trasformazione importante è la SCULTURA: oggi non è più solo il bronzo,
marmo o legno, ma è anche l’assemblaggio, cioè tutto ciò che è tridimensionale.
opera di Stokholder,
Es una delle più famose artiste contemporanee, che crea opere
mettendo insieme oggetti e materiali industriali, e gioca sia sul colore dell’oggetto sia
sulla forma.
Il primo artista che utilizza l’assemblaggio è Picasso che ha innovato e sperimentato
molto. Es Violino di Picasso che unisce vari materiali, e sono corrispettivo
tridimensionale del collage.
Pistoletto, Venere degli stracci,
Es 1975. Fa parte degli artisti dell’arte povera,
caratterizzata dall’utilizzare dei materiali poveri come gli scarti, come la Venere che è
la copia della Venere di Milo, posta di schiena e messa in mezzo ad un mucchio di
stracci della società dei consumi. L’arte povera nasce proprio come rifiuto della società
consumistica e come modo di sensibilizzazione della società sul tema ecologico.
Per spiegare questo tipo di opere bisogna vedere ciò che è successo prima, quindi
Picasso ad esempio.
Un altro aspetto che oggi ritroviamo in tante opere è il fatto che gli artisti non si
accontentano più di appendere quadri o mettere sculture su piedistallo, ma ci invitano
a fruire l’opera in un altro modo, quindi non solo con la vista, e si vive L’OPERA COME
ESPERIENZA.
The weather project di Eliasson
Es. che è stato chiamato a realizzare opera che ha
inaugurato la Tate Modern di Londra. Spazio che era una turbina elettrica, e nello
spazio centrale si è creato spazio vuoto e l’artista ha riprodotto un sole artificiale con
dei led, che da effetto luminoso del sole, e ha ricreato caratteristica londinese della
nebbia, usando ghiaccio secco per cercare di ricreare ambiente esterno. Inoltre vi è
componente di citazione (componente della post-produzione) di William Turner,
famoso pittore inglese romantico, che riproduceva nei suoi dipinti la stessa nebbia che
si percepisce qui. Quindi coinvolgimento a 360 gradi.
Artisti che hanno fatto questo tipo di opere chiamate installazioni ambientali: negli
anni 70 gli artisti hanno cominciato a creare degli ambienti in cui si poteva entrare e si
percepiva uno spazio diverso.
Gianni Colombo, ‘Topoestesie’,
che crea questi ambienti in cui vi sono luci
stroboscopiche che creano effetti particolari e tutto è finalizzato a rendere esperienza
unica e irripetibile perché in natura non esiste. Sono opere che non sono solo visibili
ma sperimentabili.
Merz Bau, Kurt Schwitters,
una delle primissime opere ambientali di artista dadaista
che ha individuato un tipo di arte molto diversa, cioè un ambiente creato all’interno
del proprio studio in cui inseriva oggetti e materiali che incontrava per strada.
Anche i Futuristi hanno fatto questo tipo di ambienti ma non consapevolmente, per
esempio per le scenografie del teatro.
Marina Abramovic, che fa arte ambientale, con contaminazione con teatro, con
cinema, con architettura. Nel corso del 900 si cerca sempre di più di uscire dai confini
The artist is present,
di un’arte. Abramovic ha realizzato in cui erano esposte molte
delle sue performance e lei stessa ha creato una performance apposita che consisteva
nel sedersi per la durata di tutta la mostra ad un tavolo con di fronte una persona per
volta del pubblico che doveva sostenere il suo sguardo. Qui l’artista mette alla prova
se stessa come qui cercando di mantenere il viso immobile.
I precedenti di questo tipo di arte performativa possono essere:
Pascali Pino Vedova Blu,
negli anni 60 che usa anche la scultura, come la come
se fosse grande pupazzo fatto da materiali domestici e dei ragazzi ci giocavano
intorno.
Hugo Ball, con Cabaret Voltaire 1912, è un poeta che realizzava operazioni
performative, come questa a Zurigo in cui ha letto un documento in cui
decretava la morte della borghesia. Era una ribellione contro la borghesia e
quindi contro arte tradizionale, invece i dadaisti preferiscono presentare opere
che giocano sulla pittura e scultura anche con performance.
Possiamo anche fare riferimento alle serate dei Futuristi a Roma in cui
contestavano la società contemporanea e proclamavano il loro credo.
Felix Torres,
USO DEGLI OGGETTI DELLA QUOTIDIANITA’ lo troviamo anche in
artista di post-produzione e arte relazione sempre degli anni 90, quindi riutilizza
citazioni e anche coinvolgimento del pubblico, in cui è chiamato a fare qualcosa (da
questo arte relazionale perché si richiede intervento del pubblico).
Apparicion,
Es che sono dei poster di una foto scattata dall’artista di un cielo di nuvole:
l’opera d’arte è l’operazione che artista ha immaginato, cioè che il pubblico prende il
poster e lo porta a casa. Ma qual è il messaggio che artista ci vuole dare? Vuole
comunicare il fatto che il mercato dell’arte non è sempre necessario ed è troppo
invadente nel mondo dell’arte, quindi al posto di vendere le sue opere preferisce che
le sue opere siano prese in questo modo.
Installazione, in cui vi è sempre idea che opera d’arte funziona con azione del pubblico
e si può fare con oggetti che costano poco. In questo caso sono mucchio di caramelle
e bambini del pubblico che le raccolgono. Le caramelle sono la rappresentazione della
diffusione di una malattia degli anni 90, che è AIDS, poiché il compagno di Torres era
scomparso per questa malattia. Quindi ha voluto rappresentare il contagio.
Queste opere fatte con materiali tratti dal mondo quotidiano hanno dei precedenti ad
Brillo Box di Andy Warhol,
esempio nelle che usa forma bassa di comunicazione bassa
(pop art) della quotidianità.
CONTAMINAZIONE TRA ARTE E ARCHITETTURA: ci sono architetti che realizzano
degli edifici che sembrano delle sculture, e ci sono artisti che ambiscono a creare
opere che sembrano architetture. Quindi si cambia concetto di scultura che diventa
monumento, creando delle sculture pubbliche che non sono celebrative di qualche
personaggio.
Anish Kapoor ha creato a Chicago una grande scultura chiamata come Beans dai
Cloud Gate
cittadini, ma il nome è perché rispecchia il cielo, ha portato il cielo
all’interno di una piazza anonima di grattacieli. La scultura funziona quando riesce a
trasformare l’ambiente e lo rende irripetibile.
Vladimir Tatlin, Monumento alla terza internazionale , 1919, aveva già cercato di
contaminare arte con architettura, anche se poi è rimasto solo un progetto, che
avrebbe voluto costruire per celebrare la rivoluzione russa. Voleva rappresentare la
limpidezza degli uffici amministrativi della Russia, anche se era io contrario, creando
edificio di vetro e che ruotava su se stesso.
USO DELLE NUOVE TECNOLOGIE: arte molto vicina a noi.
Es videogioco come un modo per fare arte, come Feng Mengbo che ha realizzato il
primo videogioco entrato in un museo, che si trova al Moma, ed è ispirato a marcia
delle truppe rosse della rivoluzione cinese.
Troviamo degli incipit in artisti che sono sempre stati attratti dalla tecnologia e hanno
dato avvio alla video-arte, le cui prime sperimentazioni sono per esempio di Nam June
Paik, che creava opere video utilizzando televisione e magneti disturbando l’im
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