Feudalesimo: non muore nella sua epoca ma continua fino all’800.
Si compravano i titoli feudali, la prima cosa che doveva essere fatta era costruire architettura di vario tipo,
come una villa di piacere. Veniva fatto per essere al pari degli altri. Serviva per dimostrare di essere degni di
far parte della società antica, esiste da quando fu inventata l’aristocrazia. L’età moderna rende più chiaro
ed evidente questo aspetto.
I feudatari ottengono il diritto di trasmettere il patrimonio familiare al proprio figlio, ciò rende molte
architetture intatte, conservate nei secoli, la famiglia porta nel tempo questi patrimoni nel futuro.
Luigi Guglielmo de Moncada vissuto nel pieno 1600, un aristocratico della corona di Spagna. Il padre
compra il titolo di principe in un paese della Sicilia, un titolo molto alto e costoso. Il figlio, quindi, era un
uomo particolarmente ricco e con vari titoli, così lasciò un segno architettonico ossia le porte della città di
Palermo.
Arriva a Cagliari per qualche anno essendo Viceré, nonostante rimanga solo 5 anni, costruì il palazzo reale
di Cagliari che venne ridecorato nel 700, ma il corpo è stato costruito in pochi anni durante la sua
permanenza.
Molti centri urbani vennero fondati per accogliere coloro che partecipano a dei lavori etc. I feudatari erano
incaricati di costruire nuovi centri urbani, anche per esempio in caso di sismi.
Quando entro in uno dei gradini aristocratici devo dimostrare di essere degno di parteciparci, anche con
l’architettura.
Nel capoluogo del mio feudo devo andare a costruire dei complessi feudali:
- Residenza direzionale e produttiva
- Corte privata
- Corte di giustizia
- Mura, torri e presidi militari
- Archivio del feudo
- Cappella gentilizia (chiesa privata)
Si diffondono i palazzi, che presentano un nuovo elemento ossia il vestibolo. Diventa più grande di
dimensione:
- Residenza
- Carrozza
- Cappella privata
Abbiamo le ville suburbane che si arricchiscono con giardini e fontane.
Ambito religioso
Vengono costruiti dai privati, per una ragione d’immagine e dare un luogo fisico di sepoltura che possa
ricordarlo. Serviva per realizzare il grande sepolcro di famiglia all’interno di una chiesa o un convento, vista
la grandezza di questi luoghi. Quindi chi costruiva questi edifici aveva il diritto di richiedere una sepoltura
nella parte del presbiterio (luogo in cui tutti rivolgono lo sguardo durante le funzioni). Venivano investiti
capitali per avere queste sepolture, finanziamenti tali quanto la costruzione di palazzi interi.
La società non riconosce la proprietà privata, ci sono possessori ma se smettono all’improvviso di pagare o
restaurare, perdono il diritto di avere quel posto. Attenzione alla differenza tra possessore e proprietario.
Per quanto riguarda l’eredità venivano spesso organizzati i matrimoni, in modo tale da avere un erede e
agevolazioni. L’altra via era quella di metterlo alla direzione di un convento, lo faccio costruire e pretendo
che mia figlia diventi badessa o un figlio abate. In questo modo le famiglie sistemavano dando un’eredità ai
figli ed un continuo della famiglia.
Nel 500 i conventi per questo si moltiplicano in maniera esponenziale, detti appartenenti al terzo ordine
religioso, con una clausura più morbida, non per forza praticante, ma con la voglia di intraprendere uno
stile di vita religioso. Così raddoppiò il numero dei religiosi, la maggior parte della popolazione.
Villasor, residenza feudale: appartiene al 400 e si tratta di una residenza fortificata.
La corte di giustizia è uno spazio per accogliere tante persone per prendere le decisioni del villaggio. Questi
complessi feudali si trovano solo nella parte centrale e principale dei villaggi. Era anche presente la cappella
gentilizia del palazzo feudale; questo isolato era il complesso direzionale del feudo e non era distante dalla
chiesa parrocchiale, che venne inoltre a Villasor ricostituite dalla famiglia decorandola con tanti elementi
sfarzosi.
Il Marchesato di Villasor oggi vede la strada provinciale che attraversa nel punto in cui avevamo la
chiesetta, cancellandola.
Per ogni elemento di proprietà funzionava che possedeva tutto il municipio, se non avessi avuto più casa
per un disastro, avrei dovuto ricostruirmela da sola nonostante anche la casa prima non mi apparteneva.
Anche i terreni non avevano un proprietario, ma avevano il diritto di utilizzare quei terreni per coltivare o
pascolare gli animali.
Spesso i confini del feudo erano evidenziati dalla costruzione di chiese che delimitavano il villaggio e
facevano capire dove finiva uno ed iniziava un altro; ovviamente a causa di questo nascevano faide per
possedere alcune zone in particolare.
Quindi se una persona avesse superato il confine del feudo non aveva più il diritto di usare quei campi o
raccogliere la legna degli alberi, poiché il territorio non era più del suo villaggio di appartenenza. Se questo
avveniva si aveva il diritto di uccidere animali o prenderli.
Nasce il catasto, introducendo la proprietà per inserire anche le tasse da pagare su quel bene. Venne
importato questo sistema dalla Francia. Le persone erano abituate ai loro diritti, essendo nati in quel
villaggio, a prendere ciò che serviva anche dalla natura, ma con l’arrivo di nuove norme questi diritti
finirono e ogni cosa andava comprata, ci furono degli stravolgimenti poiché molte persone non potevano
permetterselo ed i terreni venivano comprati dai feudatari che comprano quelli che erano già i loro
territori, oppure venivano comprati da compagnie anche estere. Si sommano nell’800 aspre battaglie a
volte che finirono anche con le armi.
A San Sperate nei documenti si dice che il palazzo feudale si trovava di fronte alla chiesa parrocchiale, oggi
è tutto sparito, solo i documenti lo affermano. Nonostante ciò, la via su cui stava questo grande complesso
riprende questo. Nel 1616 vengono ritrovate le reliquie di San Sperate che diede il nome al paese, chi
quindi custodiva le reliquie di un santo era reputato più importante di altri, così il barone qui si ritrovò
queste reliquie del santo, venne così costruita una nuova parrocchia per poterle porre.
Situazioni simili a Gesturi e Sardara.
Alcune si sono conservate meglio come la residenza feudale di Barumini, Baronia di Las Plassas. Anche se
una volta che si entra non abbiamo più elementi del vecchio palazzo.
Questo fa capire che gli edifici se non vengono curati, in pochi decenni andranno perduti, sia per agenti di
degrado, oppure cambiamenti fatti dall’uomo.
Ad Ariccia, alle porte di Roma, nel 1663 venne commissionato a Bernini dal pontefice Alessandro VII (fam.
Chigi) il feudo di questa cittadina, molto piccolo, ma venne comunque acquistato dalla famiglia Chigi. Si
trova in una posizione strategica poiché vede gli accessi alle porte di Roma, una serie di passaggi e ponti.
Acquistato il possesso del villaggio partono costruzioni importanti, tra cui: abbiamo delle strade rettilinee
che formano un complesso a goccia, strade larghe che consentono il passaggio delle carrozze, anche i
palazzi sono larghi, nasce una nuova immagine signorile in questo ex villaggio medievale, ampliando anche
il numero di abitanti. Venne costruita una grande struttura, ossia il Palazzo Chigi di forma rettangolare con
ai lati delle torri. I più importanti aristocratici costruiscono palazzi di questo genere, con queste forme.
Davanti vi era un grande spazio ormai centrata da una grande strada, in cui prima si affacciava la corte di
giustizia. Sull’altro lato venne costruita la cappella gentilizia con colonnato davanti.
Bernini- Fontana- Gaulli (inventa lo sfondato)
Il palazzo serve a presentare ufficialmente la famiglia feudale, che prende una certa funzione e dimostra il
proprio potere anche mediante l’architettura, un edificio di rappresentanza.
Nessun edificio viene inaugurato con il cantiere ma non termina qualche anno dopo, ma sono fabbriche che
a volte ci mettono anche un secolo.
A Caprarola tra Lazio e Toscana, famiglia Farnese, abbiamo una lunghissima strada centrale che taglia in
mezzo il centro abitato che sbocca in una piazza che si collega al Palazzo Farnese (di forma pentagonale)
costruito sopra un palazzo già esistente ma rinnovato in chiave più moderna. Abbiamo quindi effetti
prospettici e scenografici. Il prospetto principale si vede dall’inizio della strada essendo pendente. Casa
signorile, interno affrescato da famiglia Zuccari. Grandi rampe elicoidali sorrette da colonne e concluse con
volte (grandi per poter salire a cavallo).
Palazzo Farnese
Abbiamo una maestranza che ha progettato, una che ha fatto gli affreschi e così via; quindi, non abbiamo
solo una squadra di artigiani che inizia e finisce l’intera opera.
Nelle rampe abbiamo le colonne e paraste binate, quindi doppie, una soluzione a larghissimo uso in area
padana, molto nella città di Genova.
Il modello di queste scalinate le abbiamo anche all’interno dei giardini vaticani, progettate da Bramante.
Anche nel 1583 nel Palazzo del Quirinale eseguite su una forma ovale che si avvolge su sé stessa con
colonne binate, realizzata da Mascherino. Veniva detto che questo artista era specializzato in queste cose,
aveva sicuramente una squadra di artigiani competenti in questo.
Palazzo Barberini
Che presenta sempre una scala di questo tipo, sede abitativa del papa, è un ampliamento di palazzi nella
zona est di Roma. Nel cuore di questo ampliamento della zona signorile, viene configurato questo palazzo;
grande sale anche da ballo, edificio disegnato da Borromini e Bernini. La scala progettata da Borromini
sempre con colonne binate. La scala di Bernini nello stesso palazzo è più rigida, si avvolge ma in maniera
scatolare quindi su pianta quadrata, ma era una scala di servizio, quindi non monumentale per far stupire
gli ospiti.
Famiglia Borromeo (zona dei laghi)
Nell’isola bella del Lago Maggior, la famiglia realizza una villa di piacere con giardini nella metà del 1500.
Appartiene ancora alla famiglia.
Qui citiamo anche Fontana che operò nella zona dei laghi, non solo a Roma.
Internamente abbiamo uno stile che si avvicina al Rococò. Il giardino è settecentesco.
Francisco de Sandoval y Rojas
Il centro del suo titolo ducale si trova in un paesino molto piccolo in Spagna (Lerma), con il suo Palazzo
Ducale. Classica forma del palazzo rettangolare con le 4 torri angolari, una moda del 500 tra le casate
principesche è quella di collegare le pertinenze amministrative (palazzo, armerie, convento…) quindi
spostarsi tra queste senza essere visto e dover passare negli spazi pubblici, un elemento di massimo potere.
Questa soluzione compare in vari casi, anche in Italia come a Roma o Torino.
Anche all’interno abbastanza asciutto, probabilmente nella zona inferiore vi erano le scuderie.
L’ARCHITETTURA TARDOGOTICA NELLA CORONA DI SPAGNA
Il tardogotico non termina, continua anche dopo il 500, con elementi tipici di alcuni paesi come la Spagna
ma anche la Germania. In alcuni casi si andranno anche a mescolare il tardogotico con elementi classici.
In Italia in particolare vi è un errore spesso commesso (dal 400 si sviluppa il Rinascimento ma solo in alcune
regioni) il classicismo arriva in alcune regioni in fretta (Roma-Napoli) in altre molto lentamente ed in alcune
mai.
Corona di Spagna bisogna pensare a vari territori: Nord-Africa, Filippine, Sud America; in cui possiamo
vedere questi elementi costruttivi. Uno stato molto esteso che arriva ad inglobare anche alcune parti
dell’attuale Germania.
Ultimamente si chiama anche Tardogotico mediterraneo.
Volte a crociera su geometria complessa o volte complesse, viene dalle zone più a nord che viene dalle zone
tedesche, come anche Vienna o Praga.
Qual è la difficoltà nel realizzare volte di questo tipo? Oltre l’altezza, abbiamo anche bisogno di casseforme
in legno per sostenere l’edificio non completo, sono elementi molto pesanti da portare ad altezze notevoli,
i cantores che realizzavano questo.
C’è questa immigrazione dal nord con la nascita della corona spagnola (per unione matrimoniale) con il
primo figlio Carlo V. Questo crea un mercato di architetture anche di stato, ecco la convenienza di
trasferirsi nella penisola iberica per cimentarsi in questi nuovi cantieri.
Volte stellari che proiettate a terra hanno una geometria a forma di stella, ovviamente esistono volte più
complesse.
Alle caratteristiche strutturali si aggiungono quelle decorative, superfici decorate riprese dal mondo
vegetale, come rovi.
San Juan de los Reyes
Il portico molto decorato che riprende il francese, che potrebbe ingannare del periodo gotico pieno.
Molto costoso realizzare conventi o strutture di questo tipo, con volte così elaborate; solo una di queste
volte costava quanto un palazzo intero (medievale).
Queste strutture venivano realizzate da una squadra di esperti in questo settore, con l’utilizzo di strumenti
evoluti, come centine molto complesse per sorreggere queste enormi volte.
Soluzioni fiammeggianti. Scala in angolo.
Chi realizzava queste volte partiva da una geometria di base, disegnata su carta, ma anche una geometria in
alzata; combinando queste due sapevano i tagli dei blocchi e ogni dettaglio su come costruire e posizionare
i blocchi. Da quelle più lineari a quelle più dinamiche, casistica infinita.
La volta più complessa in Sardegna era una volta nella chiesa di San Domenico a Cagliari che aveva 17
chiavi, nel 1943 venne distrutta con i bombardamenti. Tra quelle ancora in opera, il presbiterio di San
Giacomo con 9 chiavi.
Alcune volte vengono realizzate con una tessitura in laterizi e non in pietra.
Le chiese nel 500 iniziano ad arricchirsi di queste volte stellari.
Convento di San Tomas ad Ávila
Salamanca <3
Con una delle più antiche università d’Europa. Confluivano tante persone da tutti i paesi.
Si voleva costruire il presbiterio in stile classicismo italiano, ma risultò non ordinato stilisticamente con il
resto della struttura.
Stile plateresco.
Palazzo de las Conchas.
Facciata dell’università.
Segovia con le sue strutture molto particolari.
Siviglia, con la terza chiesa più grande del mondo, le volte sono più semplici a 6 vele.
Municipio di Siviglia
Edificio plateresco ma abbastanza superato. Abbiamo elementi che riprendono il Manierismo lombardo,
uno scambio tra maestranze, con elementi molto decorativi.
In tutta la Spagna abbiamo questa diffusione. Colonne che ricordano le corde che elementi vegetali, quindi
influenze che provengono dal Portogallo che era diventato indipendente.
Collegio di San Gregorio a Valladolid
Cappella Reale a Granada
In cui sono sepolti molti reali spagnoli.
Regno del Messico
Gli ordini religiosi (iniziano Francescani e Dominicani) tra cui soprattutto i Gesuiti successivamente portano
questa arte nel nuovo mondo.
Abbiamo visto varie zone della Spagna, ma non quella della Catalogna, non si conoscono le ragioni per cui
qui non abbiamo esempi di tardogotico.
Esempi Sardi:
- Collegiata di Sant’Eulalia;
- Chiesa della Purissima Concezione;
- Chiesa di Santa Lucia;
- Cattedrale di Santa Chiara a Iglesias;
- Chiesa e Convento di San Domenico.
L’architettura Manuelina
Nome da Manuel, sovrani portoghesi e con questo si intende l’architettura portoghese.
Del Portogallo nel suo massimo splendore per quanto riguarda le conquiste in 3 continenti (Sud America,
Europa, Africa).
Castello Alcaçer do Sal
Un santuario del XIII secolo dell’ordine di Santiago, presenta una decorazione molto usata nel mediterraneo
in ceramica.
Decorazioni a pavimento: utilizzate come elemento caratterizzante che generalmente non viene usato per il
degrado che avviene, ma spesso viene realizzato per non essere calpestato.
Alcune similitudini tra San Domenico di Cagliari ed il Monastero di Santa Maria (cistercense) ad Alcobaça.
Coimbra, Monastero di Santa Maria de Celas
Portale del XVI, per riprodurre un portale classicista. Dentro il decoro è prevalente e abbiamo una
similitudine con la parrocchia di San Giovanni Battista a Fonni (1611). Probabilmente vennero scelti
casualmente gli stessi elementi decorativi per queste chiese. Contano gli aspetti economici.
Castelsardo presenta dei decori che probabilmente appartengono a questo stile, molto simile alla chiesa di
Nostra Signora della Costruzione a Elvas. Un decoro molto ricco con elementi che si ripetono.
Chiesa della Concezione a Lisbona
Portale a fiamma particolarmente decorato.
Convento di Gesù a Setubal 1491
Con nervature all’interno della navata che si trasformano in colonne. Conci che si addossano in maniera
perfetta l’uno con l’altro per sorreggere le spinte. Decori che sostituiscono gli affreschi ad altezza d’uomo.
Anche il capitello presenta un attorcigliamento, come le colonne, così come si sale continua l’elemento a
spirale. Portale con nervature che lo circonda.
Abbiamo parlato di maestranze provenienti dal nord che invadono la penisola iberica nelle località
principali. Queste circolano ed i linguaggi si diffondono.
Convento di Cristo a Tomar
Filippo Terzi (progettista italiano militare) operò in questa struttura, i progettisti militari erano quelli più
richiesti. Terrazze decorate. Il chiostro è opera sua, prettamente classicista con serliane; da qui capiamo che
ci sono vari linguaggi differenti, ma i progettisti non avevano problemi a mescolarli tra loro.
Convento dei Gerosolomitani a Lisbona del XVI secolo
Torre di Belém a Lisbona
Architettura di avvistamento militare.
L’Architettura Tre e Quattrocentesca nella Corona d’Aragona
La zona della Catalogna, tra Valencia, Barcellona, le Baleari, ma anche la Sardegna, Sicilia, Regno di Napoli e
parte di Grecia, nel 1400 circa. Alcune colonie del nuovo mondo.
Abbiamo tutte volte semplici.
Sant’Eulalia a Barcellona
Pilastri a fascio, ma non abbiamo navate molto complesse. Il tiburio rifatto nell’800 in cui chi lo restaurò
studiò l’epoca passata. Nel chiostro vi &eg
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