LA PRIMA GUERRA MONDIALE 1914-1918
La Prima guerra mondiale è un evento periodizzante che si pone al centro dell’età contemporanea,
fu un evento periodizzante per vari motivi:
TRASFORMAZIONI DEMOGRAFICHE
TRASFORMAZIONI GEOPOLITICHE
SCIENZA E TECNICA
CULTURA, PROPAGANDA, COMUNICAZIONI
TRASFORMAZIONI ECONOMICHE
TRASFORMAZIONI POLITICHE
IRRUZIONE DELLE MASSE SULLA SCENA PUBBLICA
RELAZIONI DI GENERE
RAPPORTI TRA GENERAZIONI
TRAUMA DEMOGRAFICO
- Oltre 70 milioni di uomini mobilitati negli eserciti provenienti da cinque continenti, circa il 50%
della popolazione maschile in età arruolabile; in Francia e in Germania l’80% degli uomini fra i 15
e i 49 anni, in Italia e in Austria-Ungheria circa il 75%.
- Circa 10 milioni di morti, 22 milioni di feriti, 7 milioni di prigionieri, metà dei mobilitati entrò nel
novero delle vittime.
- Variazioni: il 37% dei militari serbi fu ucciso, circa il 25% dei soldati ottomani, rumeni e bulgari,
circa il 17% di francesi e tedeschi, circa il 14% dei militari italiani inviati al fronte, il 12,5 % per la
Gran Bretagna, i prigionieri di guerra.
- Pandemia di spagnola: 30-40 milioni di morti
- I non nati.
Il caso della Toscana: alla fine della guerra la Toscana aveva meno abitanti che nel 1914: era un
crollo demografico che non si registrava dai tempi del Granducato e della Restaurazione, assai
superiore a quello che avrebbe causato la seconda guerra mondiale – combattuta anche sul
territorio regionale – e che fu dovuto non solo all’alto numero di morti, ma anche al notevole crollo
delle nascite.
TRASFORMAZIONI GEOPOLITICHE
È una guerra che è mondiale già dal 1914:
INTESA E ALLEATI IMPERI CENTRALI E ALLEATI
Dal 1914 Dal 1917 Dal 1914
Serbia USA Austria-Ungheria
Impero russo Panama Germania
Belgio Cuba Impero ottomano
Francia Grecia Emirato di Jebel Shammar
GB, impero, dom Siam Dal 1915
(AUS, NZ, US..) Liberia Bulgaria
Montenegro Cina
Giappone Brasile
Dal 1915 Dal 1918
Italia Guatemala
Dal 1916 Nicaragua
Portogallo Costarica
Romania Haiti
Honduras
L'Europa del 1914 è segnata dalla presenza di grandi imperi multietnici, multinazionali,
multilinguistici
1914 → Europa metropoli del mondo, imperi e colonie
1919 → verso la fine della centralità europea: collasso imperi, nuovi stati,
nazioni e nazionalismi, secolo americano
Dal 28 luglio 1914 al 19 luglio 1918, nell’arco di L'Europa del 1914 emerge dal lungo Ottocento:
quattro anni, si continuano ad avere nuove impero russo, impero austro-ungarico,
dichiarazioni di guerra. impero guglielmino, impero ottomano
La Russia è un impero che da secoli è dominato dalla dinastia dei Romanov, è multietnico,
multinazionale, è un paese cristiano ortodosso, che al suo interno ha popolazioni con lingue e
religioni diverse. È in tensione con l’impero ottomano e con gli inglesi, ha stretto un’intesa con la
Francia, a cui si è aggiunta l’Inghilterra. L'impero russo ha avuto un’ascesa costante.
L'impero tedeschi è nato dopo la guerra franco-prussiana del 1870, è multireligioso e multinazionale.
L'impero austro-ungarico è nato nel 1867, nel 1914 ha ancora una sua forza e al suo interno ha
anche tentativi di riforma e progetti di mediazione con le spinte di tipo nazionale e nazionalista, a
cominciare dalle spinte panslave.
L'impero ottomano è un impero secolare.
Questi quattro imperi non esistono più dopo la guerra, nascono nuovi stati, vengono ridefiniti i
confini.
SCIENZA E TECNICA
Armi, acciaio, malattie, medicina, chimica, comunicazioni, aerei, carri, automobili, carri armati,
tecniche belliche, forme e obiettivi della guerra, annientare il nemico, guerra ai civili, genocidio.
La prima guerra mondiale è un elemento di accelerazione sul piano della scienza e della tecnica; con
la prima guerra mondiale c’è la necessità di usare armi chimiche per annientare il nemico, i primi ad
usarle sono i tedeschi sul fronte occidentale, il gas serve per bloccare i nemici in trincea e poi finirli
con le armi nel momento in cui avviene l’assalto; Fritz Haber riuscì ad applicare le sue scoperte
scientifiche sul piano bellico con le armi chimiche, ottenne il premio Nobel per i fertilizzanti.
La prima guerra mondiale è combattuta sia con armi molto moderne che con armi antiche, come le
mazze, nel luglio 1916 compaiono i carri armati, vengono costruite strade e ferrovie, la guerra è un
affare logistico enorme, devono essere spostati milioni di uomini.
Medicina, malattie mentali, chirurgia plastica.
Cambiano il modo di fare la guerra e le tecniche belliche, sul fronte italiano tedeschi e austriaci
usano nuove tecniche, come l’infiltrazione e la guerra di movimento, che avevano imparato sul
fronte orientali e che prendono gli italiani di sorpresa; cambiano le forme e gli obiettivi della guerra.
TRASFORMAZIONI ECONOMICHE
1914 → dal libero mercato alla mobilitazione totale
1919 → ruolo dello Stato, riconversione economica (crisi 19129)
MOBILITAZIONE MILITARE
MOBILITAZIONE AGRARIA
MOBILITAZIONE INDUSTRIALE
MOBILITAZIONE ANNONARIA
+ MOBILITAZIONE CIVILE = MOBILITAZIONE TOTALE
Il liberismo fu messo all’angolo, con la guerra gli Stati intervennero pesantemente nella produzione,
nei prezzi, nell’economia → crisi del libero mercato.
La prima guerra mondiale richiese una mobilitazione bellica, degli eserciti, che contano circa 70
milioni di uomini → è la prima necessità.
Mobilitazione → la produzione industriale deve essere piegata e finalizzata alle
industriale necessità degli eserciti e alla guerra, la produzione è centralizzata e
controllata dallo Stato, i suoi dipendenti sono militarizzanti.
Mobilitazione agraria → necessità di sfamare gli eserciti.
Mobilitazione → favorisce la costruzione di una nuova economia morale.
annonaria
EDWARD THOMPSON → The morale economy of the english crowd in the 18th century
→ Customs in common
La necessità di tenere fermo il fronte interno è legata alla possibilità di garantire un’alimentazione
sufficiente e a buon mercato per tutte le persone presenti sul fronte interno. Per vincere la guerra è
necessario che non collassi il fronte interno, che i cittadini non si ribellino e che ci sia consenso
interno o accettazione passiva; l’ordine pubblico della città si tiene sul proble ma del cibo → le
autorità devono garantire il cibo a buon mercato, pena il tumulto, vengono usate le tessere
annonarie.
ECONOMIA MORALE → rapporto tra autorità e popolazione basato su regole dettate da conoscenze
comuni
L'Italia è attraversata nel 1917 da tumulti contro la guerra, che iniziano nei mercati, nel 1919 ci sono
i tumulti annonari contro il caroviveri.
TRASFORMAZIONI POLITICHE INTERNE AGLI STATI
Fine dello Stato liberale, nuovi autoritarismi, stato d’eccezione permanente, fascismo, fascismi,
brutalizzazione della vita politica.
La prima guerra mondiale comporta trasformazioni politiche significative all’interno degli Stati.
Il Parlamento non si riunisce più, riequilibrio del rapporto tra potere politico e potere militare →
comporta l’imposizione di uno stato d’eccezione, ovvero la sospensione temporanea di elementi di
democrazia, una serie di provvedimenti sospendono le libertà in modo provvisorio. Il problema è che
lo stato d’eccezione tende a diventare permanente.
Fascismo → stato d’eccezione permanente rispetto allo stato d’emergenza dovuto alla guerra.
ARDITI → corpo speciale costruito dall’esercito italiano, avevano dei vantaggi e in cambio dovevano
fare azioni particolarmente pericolose e rischiose. Gli arditi ebbero un ruolo importante nel
dopoguerra, furono esaltati e furono importanti del punto di vista della simbologia e delle ideologie
belliche dopo la guerra.
Dagli arditi nacquero associazioni, come l’Associazione nazionale degli Arditi d’Italia; alcuni arditi
svolsero un ruolo fondamentale nei Fasci di combattimento o nel mondo dell’antifascismo (Arditi del
popolo).
Le trasformazioni della politica dovute alla guerra, come la brutalizzazione della politica tedesca,
hanno ricadute anche sul caso italiano. Da chi è incarnata l’eredità della guerra sul piano politico? In
Italia dai Fasci italiani di combattimento di Mussolini, che esprimono la modernità del Novecento →
portare sul piano politico le pratiche usate al fronte, cioè l’annientamento del nemico.
IRRUZIONE DELLE MASSE SULLA SCENA PUBBLICA
La prima guerra mondiale pone le masse al centro della scena pubblica:
la massa dei combattenti → in Italia 5 milioni di giovani fanno parte delle forze armate, a livello
mondiale circa 70 milioni di uomini partecipano alla guerra; i soldati devono essere sfamati, vestiti e
armati, devono obbedire, alla massa di soldati bisogna parlare e spiegare la guerra;
la massa del “secondo esercito” → lavora e produce nell’industria bellica e nelle campagne
mobilitate, è composto soprattutto da donne giovani che lavorano in fabbrica;
la massa dei mutilati, dei feriti, di chi sviluppa malattie mentali
la massa vuota dei morti → circa 10 milioni di soldati morti al fronte
la massa dei ragazzi troppo piccoli per andare in guerra → sono pienamente inseriti nella
propaganda e nella mobilitazione bellica, i maestri li educano alla guerra
Si tratta di masse di persone a cui si spiega che il loro ruolo è fondamentale per vincere la guerra
→ RESPONSABILIZZAZIONE DELLE MASSE
La sollecitazione delle masse ha una conseguenza diretta sul dopoguerra, infatti alla fine della guerra
le masse presentano il conto. Durante la guerra viene promessa la terra ai contadini → utopia
dell’emancipazione economica, una volta finita la guerra i contadini chiedono la terra, il governo
Nitti prova a creare risorse agrarie, ma i proprietari terrieri non hanno intenzione di lasciare le terre
→ occupazione delle terre.
IL DOPOGUERRA È FIGLIO DELLA GUERRA le rivendicazioni sociali e le utopie assumono le
→ caratteristiche della guerra
Cimiteri
La terra di nessuno è lo spazio tra le due trincee nemiche, in cui si combatte, alcuni cimiteri sono
costruiti presso le trincee, si trovano ovunque nei pressi delle linee di fronte → dopo la guerra si
assiste alla monumentalizzazione dei cimiteri, sorge il problema di costruire la memoria dei caduti e
di elaborare il lutto.
I morti non sono tutti uguali dal punto di vista dei processi di costruzione della memoria p ubblica,
nel processo di elaborazione collettiva e delle autorità → le memorie sono frutto di scelte politiche e
culturali. In Italia è il fascismo che costruisce la memoria della prima guerra mondiale.
SACRARIO DI REDIPUGLIA, Gorizia, costruito nel 1938
È stato costruito in epoca fascista ed è stato inaugurato alla presenza di Mussolini nel 1938. Tutti i
morti sono uguali e sono rappresentati dalla parola “presente”, ma in realtà alla base vi è la tombe di
Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta, comandante della terza armata, e dei suoi generali, che non
sono morti al fronte.
MILITE IGNOTO
I cimiteri diventano ossari, non si sa di chi siano i corpi, e non avere un corpo su cui piangere è un
dramma dal punto di vista dell’elaborazione del lutto, il milite ignoto rappresenta il corpo di tutti i
soldati caduti e quindi deve restare anonimo. Il caso italiano è particolare → la tomba del milite
ignoto è posta vicino alla tomba del re.
Nel novembre 1921 (4 novembre, terzo anniversario della fine della guerra) lo stato liberale tentò di
porre una pietra sopra all’esperienza della guerra, fu la più grande cerimonia di massa dello stato
liberale ed ebbe un grandissimo successo, però l’Italia era ancora un paese diviso e la cerimonia non
riuscì a ricucire la rottura, a Roma nacque il partito fascista e Mussolini non riconobbe la cerimonia.
In Italia la cerimonia ha caratteristiche particolari → è passato un anno in più rispetto a quando è
stata fatta in Francia e nel Regno unito, vi è già stata l’ascesa dello squadrismo, ci sono 35 fascisti in
Parlamento, il patto di pacificazione è fallito e i Fasci italiani di combattimento si trasformano in
partito.
È necessario trovare corpi non riconoscibili, il Ministero della guerra istituì una commissione speciale
che aveva l’incarico di individuare 11 corpi da 11 zone diverse del fronte, privi di segni di
riconoscimento. I corpi vennero provvisoriamente posti nella cattedrale di Aquileia in undici bare
identiche per forma e dimensioni.
Durante la notte, al cambio della guardia, le bare vennero invertite, in modo da non riconoscere i
corpi.
Venne scelta una donna per scegliere il soldato che avrebbe dovuto rappresentare tutti i caduti,
anche lei venne poi sepolta ad Aquileia insieme ai 10 corpi restanti,
Il corpo del milite ignoto venne posto in una bara, posta su un treno che da Aquileia arrivò fino a
Roma.
Il 4 novembre la bara del milite ignoto venne depositata all’Altare della patria, accompagnata da due
militari e da una fiamma sempre accesa.
Questo progetto dello stato liberale fu un fallimento; i socialisti erano a favore della
commemorazione del milite ignoto, volevano rendere omaggio ai caduti della guerra, ma non
vogliono sostenere la cerimonia, infatti le forze politiche che organizzarono la celebrazione e rano le
stesse che avevano firmato i trattati di pace che contribuirono alla nascita di nuove guerre, è una
cerimonia popolare da cui i socialisti si esclusero, così come Mussolini, Cadorna, d’Annunzio.
TRASFORMAZIONI NELLE RELAZIONI DI GENERE
Cambia il rapporto tra donne e mondo del lavoro, tra donne e autorità, tra donne e rappresentanza
della famiglia.
Il mondo operaio è sempre stato femminile, questo aspetto cresce con la prima guerra mondiale,
dato che gli uomini vengono dirottati nella produzione della guerra; la partenza degli uomini
comporta dei vuoti e per le donne nasce la possibilità di accedere a settori che erano loro preclusi
fino a quel momento.
Quando manca l’uomo, la donna rappresenta la famiglia; il ruolo di interfaccia tra la famiglia e le
autorità pubbliche è svolto dalla donna il cui marito è partito per il fronte; è la donna che si reca alle
istituzioni locali a richiedere il sussidio per le famiglie dei richiamati → lo stato prevedeva un
SUSSIDIO, cioè dei soldi per fronteggiare l’emergenza, si trattava di sussidi bassissimi, inferiori alla
paga giornaliera di un operaio, però erano preziosi e venivano dati in proporzione al numero di
uomini della famiglia che erano al fronte.
Durante la guerra ci sono momenti di tensione a causa dei sussidi, i sindaci delegavano dei privati
per distribuire i soldi, le donne si recavano da loro, i delegati spesso facevano favoritismi, forme di
corruzione. Ci sono proteste di donne che chiedono un aumento dei sussidi.
Nel contesto della guerra, le donne vanno a rappresentare un’istituzione fondamentale come la
famiglia. Spesso queste erano donne emancipate e a volte anche emancipazioniste, l’emancipazione
per le donne emancipate delle classi alte, non per le contadine. La grande guerra ha un impatto sulle
rela
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