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Appunti di storia dell'educazione, lezioni

Gli appunti sono stati realizzati seguendo le lezioni svolte dalla prof.saa Giallongo e attraverso lo studio autonomo dei 2 libri di resto obbligatori per il corso. Nella prima parte vengono trattati argomenti come: le emozioni e come affrontarle, fattori sociali, psicologici e scientifici al quale sono connessi, differenza tra emozioni maschili e femminili... Nella seconda parte ci si concentra sulla... Vedi di più

Esame di Storia dell'educazione docente Prof. A. Giallongo

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CHARLES DARWIN

Darwin era partito dal presupposto di dimostrare che Dio avesse creato specie di animali distinte

tra di loro e immutabili e che l’uomo fosse stato creato a sua immagine e somiglianza. Ma egli

ipotizzò la teoria dell’evoluzione, la quale prevedeva 3 fattori fondamentali.

1. Sovrabbondanza: ogni specie produce una quantità di eredi tale da garantire la

sopravvivenza del maggior numero di essi.

Variazione: non tutti gli elementi di una stessa specie contengono lo stesso patrimonio

2. genetico, ma durante la riproduzione possono avvenire variazioni che permettono a una

specie di adattarsi all’ambiente in una maniera migliore.

3. Selezione: una selezione maggiore ha portato a una differenziazione di specie. Ciò è

dimostrabile dal fatto che l’uomo ha mantenuto dei tratti simili agli altri animali: tratti

anatomici e fisiologici e tratti del comportamento e del funzionamento psicologico.

Ciò vuol dire che le espressioni emotive sono installate nel sistema nervoso e possono agire

ignorando la ragione. Le emozioni testimoniano l’esistenza di un’evoluzione, svolgono una

funzione di adattamento, continuano a manifestarsi sempre. Però le emozioni non derivano solo

dall’evoluzione, ma anche dal contesto nel quale l’individuo, da bambino, si sviluppa: si forma

un’abitudine che può portare a determinare azioni future.

Le emozioni risiedono nella mente e nel corpo: attraverso la vista, si percepiscono situazioni in

una determinata maniera (funzioni collegate alla mente) che può provocare un’azione che

vengono sollecitate dalle emozioni. Infatti, quest’ultime servono per poter affrontare la paura o

l’ansia in situazioni minacciose o di difficoltà.

Se si considerano le emozioni che caratterizzano il sesso, maschile e femminile, certi studi hanno

verificato che:

• Nella donna prevale l’empatia, l’affiliazione, la depressione

• Nell’uomo prevale orgoglio, solitudine, disprezzo, tendenza a mantenere il proprio

individualismo e indipendenza

Per Dawkins: essi guidano il corpo e la mente

l’uomo è una macchina usa e getta dei geni,

dell’uomo.

I primi a interrogarsi sulle proprie emozioni furono gli stoici. Tra questi, Marco Aurelio nei Pensieri

riflette su se stesso. In quello stesso periodo anche gli epicurei analizzano le emozioni, cercando

un modo per comprenderle e governarle per poter vivere una vita esemplare. Il maggior

esponente degli Epicurei, Democrito, nel parla per la prima volta di e che

De rerum natura, atomo

l’uomo è composto da tali particelle indivisibili che si aggregano e si disgregano: per questa

ragione non avevano paura della morte, essa coincideva con la fine di tutto. In più gli dei sono al di

sopra dell’uomo e non si curano di quest’ultimo perché sono fatti di sostanze diverse: infatti gli

epicurei invitavano a occuparsi delle Per cui la visione degli epicurei è materialista.

cose materiali.

A sostegno della tesi che le emozioni sono determinate anche dalla mente, dal cervello, esemplare

è l’episodio di Phineas Gage. A causa di un incidente in miniera, egli riportò danni alla zona

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prefrontale del cervello, riportando disturbi emotivi e difficoltà nel fare progetti. In particolare

presentava un’assenza di forte emozioni quindi anche una difficoltà a relazionarsi.

Nel IXI secolo, S. Freud poneva le emozioni nell’inconscio dell’individuo ed erano considerate

come un qualcosa che influisce sulla personalità. Per cui, riportare alla luce le emozioni voleva

dire liberarsi dalla schiavitù. Beck fu il primo scienziato a provare la terapia cognitiva

comportamentale per disturbi emotivi, quali la depressione e gli stati d’ansia. La sua terapia si

basava sul riconoscimento dei pensieri. Un secondo passo fu fatto dallo scienziato Gross, il quale

affermava che non era necessario reprimere le emozioni e prediligeva la comunicazione per

permettere la delle emozioni.

fruizione

Secondo Darwin, la differenza tra le emozioni degli uomini e degli animali sta nell’accrescimento

dei neuroni. Infatti, egli individua 3 fasi evolutive:

Le parti antiche del cervello registrano azioni di routine, abitudini, istinto di sopravvivenza

1. (fuga)…

2. Sistema limbico, riguarda le emozioni ed è presente anche nei primati

3. Corteccia, riguarda la funzione del pensiero e l’inibizione delle parti inferiori del cervello

(cioè i punti 1 e 2).

L’amigdala è la parte del nostro cervello che percepisce gli eventi minacciosi, poi è nel sistema

limbico che le emozioni trovano la loro espressione. Se quest’emozione è forte allora influenzerà il

comportamento. Altrimenti passerà per la corteccia cerebrale, ovvero l’individuo non risponderà

subito al primo movimento, ma cercherà di capire l’emozione = secondo movimento.

Però le emozioni non nascono solo dall’uomo, ma si evolvono all’interno della SOCIETÀ: è a

contatto con le persone (interazione) che si può conoscere il carattere dell’altro e costruire così

una storia relazionale basata sulle emozioni.

LA TEORIA DELLE EMOZIONI DI OATLEY

Egli spiega la differenza tra il primo e il secondo movimento. Il primo movimento serve per

preparare il cervello e, quindi, l’individuo prova un’emozione. Quest’emozione, poi, prepara al

secondo movimento, nel quale viene capita l’emozione. Si sa che il repertorio emotivo si eredita

attraverso i geni ed è influenzato dall’adattamento evolutivo. Questi sono:

Affermazione di sé

1. L’affermazione di sé è presente anche nei primati. Nel branco, è presente il maschio α che

cerca sempre le attenzioni e le lusinghe di tutti, ma è anche aggressivo nei confronti di chi

si vuole ribellare al suo governo. Così il popolo riconosce la gerarchia all’interno della quale

l’individuo forma la sua identità. Poi però, può succedere che, all’interno della gerarchia si

formano una serie di emozioni che portano il passaggio dal maschio α al maschio β:

Collera: crea conflitto e competizione

Orgoglio: collegata al prestigio di aver superato qualcuno

Arroganza: bisogno di dominare gli altri

Vergogna e imbarazzo: quando si viene sottovalutati

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Scienze dell’educazione I

Da emozioni si passano a sentimenti come ansia, mancanza di fiducia, desiderio di

vendetta…

Attaccamento

2. Consiste nell’equilibrio psichico che il bambino forma con la madre, è il rapporto intimo in

cui entrambi trovano appagamento e soddisfazione (Bowbly). La PRIVAZIONE MATERNA è

il contrario di un rapporto affettuoso, è assenza di esso e ciò può portare a difficoltà nel

creare nuovi rapporti affettivi poiché i programmi di attaccamento sono ereditati a livello

genetico e si sviluppano partendo dell’esperienza. L’obiettivo sociale dell’attaccamento è

la protezione dai e poi da ciò che L’emozioni tipiche che nascono da un

nemici fa paura.

buon attaccamento sono: sicurezza, fiducia, coraggio…

3. Affiliazione

Tra i primati l’affiliazione può essere rappresentata dal GROOMING, mentre negli uomini

consiste nella mera collaborazione. L’evoluzione dell’AMORE ha portato primati e uomini a

prendersi cura della prole perché portatrice del proprio corredo genetico. La prima sede

dell’affetto è la famiglia. Attraverso la conoscenza degli stati emotivi degli altri che si può

costruire una relazione.

Il GIOCO si basa sull’affetto e sviluppa competenze sociali, risorse mentali e creatività.

UN PO’ DI EMOZIONI…

Interesse e curiosità sono alla base dell’impegno. Esse fanno parte delle emozioni

a. estetiche, cioè sono scaturite dalla bellezza: es. posso incuriosirmi, interessarmi di un

paesaggio come i grattacieli di New York, della savana, della giungla…

b. Disprezzo, disgusto e odio sono emozioni che hanno portato alla distinzione “noi e loro”,

ovvero si va a negare l’umanità a coloro che non fanno parte del nostro gruppo sociale e

spesso queste immagini risvegliano emozioni antisociali che hanno portato a GUERRE E

GENOCIDI come quello dell’uomo di Neanderthal, dei nativi americani sterminati dai

e degli Ebrei sterminati durante la Seconda Guerra Mondiale.

conquistedores

c. Vergogna e imbarazzo: la prima può segnalare qualcuno che ha commesso una

trasgressione; il secondo è la volontà di rimediare a ciò che si ha sbagliato.

d. Compassione è la capacità di comprendere le emozioni degli altri. essa poi può portare

all’empatia e la pietà. È quest’ultima che può portare alla compassione che si può provare

dopo che è stata compiuta una crudeltà.

Per gli antichi il temperamento e il carattere erano influenzati dall’umore che rappresentava i 4

elementi e, quindi, uno squilibrio si ha quando uno di questi elementi naturali predomina

sull’altro. Oggi il temperamento è lo stile di una vita che noi non adottiamo. L’influsso maggiore è

genetico, in particolare, è influenzato dal rapporto con la madre. Invece, la personalità può essere

riconosciuta attraverso studi psicologici. Sono stati riconosciuti 5 diversi stati di personalità

attraverso gli stati d’animo ed essi sono: nevroticismo, estroversione, apertura, amabilità e

consapevolezza. Cioè vuol dire che ogni personalità ha un proprio nucleo emotivo.

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Lo scienziato Bowbly affermava che il sistema emotivo di sviluppa attraverso uno stretto legame

con i genitori. Molto importante è sapere che il primo sviluppo emotivo costituisce la base dello

sviluppo emotivo in età adulta. Infatti Freud afferma che ogni relazione emotiva forma una

struttura emotiva da cui saranno modellati le relazioni, gli atteggiamenti, le paure… Questo vuol

dire che diversi tipi di attaccamento daranno vita a diverse personalità. Bowbly riconobbe diversi

tipi di attaccamento: sicuro, ambivalente, evitante e disorganizzato. Quest’ultimo vuol dire che i

bambini non hanno un tipo di attaccamento organizzato nei confronti dei genitori perché sono

stati soggetti a svogliatezze e/o maltrattamenti.

La personalità è formata da scripts e stati emotivi. Gli scripts sono dei copioni, ovvero schemi

generali di comportamento che offrono un’interpretazione comune di vari episodi, è uno schema

ripetuto ed è organizzato dalle emozioni e motivazioni. Per cui, lo script dominante è il nucleo

della personalità.

Nel corso della propria esistenza ci possono essere punti di divergenza ad esempio il tipo di

attaccamento che si ha da bambini con i propri genitori oppure cambiamenti legati a un nuovo

stile di vita che portano a un nuovo stile emotivo. fondamentale per quest’ultimo è

l’autoriflessione per poter prendere una giusta decisione, un nuovo percorso. questi pensieri, già

presenti negli stoici, vengono chiamati pensieri alla cieca e possono permettere di trovare la

felicità. Questo cambiamento può avvenire anche a causa di un’esperienza emotiva molto forte.

I disturbi emotivi possono essere collegati ad avvenimenti gravi, a una situazione problematica o a

un esaurimento nervoso. Tutte queste cose possono portare alla depressione o alla malinconia

che può accrescere la difficoltà nello svolgere anche azione quotidiane. La depressione può essere

legata a: una perdita, un’umiliazione, alla sensazione di essere in trappola, al pericolo. Ovviamente

la depressione è legata alla capacità di reagire del soggetto.

LA PSICHIATRIA è il settore della medicina che cura le persone con disordini emotivi e con disturbi

mentali e comportamentali. Solo nel IXI la psichiatria diventa una medicina. Kraepelin individua

13 gruppi di malattie psichiatriche che poi verranno registrate nel DSM-IV, tra queste sono

presenti le psicosi funzionali, ovvero malattie con base genetica che non hanno condizioni

mediche riconoscibili, ma si comportano in maniera simile. La PSICOANALISI è una forma di

terapia per curare disturbi nevrotici. Le nevrosi sono stati di cui tutti possono soffrire poiché sono

scatenati da problemi di vita. Al giorno d’oggi, esiste l’epidemiologia che cerca di risolvere i

problemi principali, le cause e la prevenzione, poiché si tratta di disturbi emotivi ora si possono

curare con le medicine.

L’INTELLIGENZA EMOTIVA consiste nella capacità di riconoscere le nostre emozioni e quelle egli

altri in modo da poter realizzare la nostra vita e relazioni. L’intelligenza emotiva permette di:

• Percepire un’emozione

Per Field, percepire un’emozione vuol dire conoscerle. I pensieri alla cieca portano solo

cattivo umore, come depressione e ansia. Per lo studioso, è importante conoscere le

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proprie emozioni perché vuol dire che si conosce se stessi e si è più sicuri di sé. Le

emozioni possono essere percepite attraverso: mimica facciale, capacità di esprimere

correttamente le emozioni, capacità di sapere le diverse emozioni.

• Utilizzare le emozioni per facilitare il pensiero poiché le emozioni influiscono sulle azioni

• Comprendere le emozioni

Consiste nel:

Capire come un’emozione può collegare gli altri

Capire da dove nascono e che cosa possono provocare

Capire le combinazioni delle emozioni

Capire come un’emozione si può trasformare in un’altra

Un esempio di intelligenza emotiva è nell’AMLETO DI SHKESPEARE. Il nucleo del dramma

risiede nelle emozioni e le sue trasformazioni. Queste generano ansia negli spettatori.

Proseguendo il racconto, Amleto da vendicativo diventa colpevole e la madre prova un

senso di disgusto nei suoi confronti e per il delitto commesso, ma poi prova un’intensa

vergogna per quello che lei, invece, aveva fatto e si pente. Lascia, così, il secondo marito e

ricostruisce la relazione con il figlio. Quest’ultima scena provoca un senso di commozione

nel pubblico quasi dimenticando la colpevolezza dell’inizio. Infine, di fronte alla morte di

Amleto, il pubblico prova compassione e quasi s’immedesima nel personaggio. Per questo

gioco di emozioni che Shakespeare è diventato famoso ed è ancora ritenuto uno scrittore

attuale. Gestire le emozioni, ovvero scomporre l’intelligenza emotiva per migliorarla

Ciò vuol dire:

Aprirsi alle emozioni spiacevoli e piacevoli

Seguire e comprendere il corso delle emozioni

Gestire il proprio coinvolgimento emotivo all’interno delle situazioni

Riuscire a governare le emozioni

Comprendere le emozioni altrui

Quindi, l’INTELLIGENZA EMOTIVA consiste anche nel migliorare il proprio stato d’animo e quello

degli altri, riflettere sull’esperienza e imparare da essa per capire le emozioni e organizzare le

emozioni per ridurre aggressività, ridurre gli eccessi, migliorare le prestazioni psicofisiche.

Ciò che vuole far capire Shakespeare è che l’intelligenza emotiva risiede nella COMPRENSIONE,

riuscire a valutare i propri stimoli, cioè a non reagire al primo impulso. Per riuscire nell’intento si

possono utilizzare varie forme letterarie:

1. Conversazione è una manifestazione d’affetto ed è in grado di mantenere la relazione con

più individui. La conversazione è stato un elemento chiave per permettere il passaggio di

varie epoche come Illuminismo, Rinascimento…

All’interno di una conversazione, solitamente, le persone comunicano le proprie emozioni.

Questo perché cercano di dare significato a ciò che sentono attraverso il linguaggio.

2. Letteratura e arte: le emozioni emergono attraverso la scrittura, come in Shakespeare, e

svelano le emozioni che sono coinvolte nella società. Ad es. a teatro gli spettatori

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sperimentano le emozioni: Aristotele era solito utilizzare la catarsi, ovvero gli

rimuoveva

ostacoli che impediscono la comprensione delle emozioni.

Le emozioni letterarie permettono di vedere meglio le emozioni che non si riescono a

comprendere nella vita quotidiana e per cui, partecipiamo a queste emozioni attraverso

l’immaginazione.

LEZIONI SU: LA DONNA SERPENTE i miti appagano bisogni emotivi e intellettuali e

Mito = “cose che non accaddero mai”:

interpretato gli insegnamenti pubblici. È dai miti che nascono i temi della diversità e le dinamiche

emotive ad esse sottese. Il libro si occupa di trovare le varie credenze sui poteri distruttivi di

Medusa.

I punti chiave su cui si fonda il mito i Medusa:

Sguardo mortale: sopravvissuto grazie alla paura, alimentata durante il Medioevo e il

1. cristianesimo, portando alla tremenda caccia alle streghe. Esso rappresenta la mostruosità

femminile che ci siamo portati fino all’età moderna e contemporanea.

2. Il malocchio è strettamente collegato sangue mestruale che ha portato all’alleanza tra

serpente e donna (alcuni esempi sono: Basilisco, Salamandra, Idra…). La testa di Medusa

aveva come compito quello di proteggere dal malocchio: infatti era rappresentata

nell’edilizia privata etrusca e greca (VI sec. a.C.)

L’occhio, associato ai serpenti, esprime sentimenti negativi come odio, disprezzo,

3. vergogna, paura, rabbia…

Essi insegnano cose, suscitano emozioni e plasmano le esperienze comuni: i

Cosa da forza ai miti?

miti antichi trasmettono saggezza più che conoscenza.

L’EVOLUZIONE DELLA GORGONE

Nel corso dei secoli l’immagine della Gorgone è mutata all’interno delle varie civiltà.

1. Preistoria: il sangue mestruale rappresenta la fertilità. In sud Africa, le donne, durante i

loro giorni, si dipingevano il corpo con il sangue mestruale. Questa è una prima forma di

interazione tra il gruppo maschile e femminile per orientare il comportamento maschile:

socializzare in maniera solidale: la coincidenza tra il ciclo lunare e mestruale permetteva la

scansione dei ritmi lavorativi, sociali ed emotivi ed anche la programmazione delle

interazioni sessuali. Un esempio sono le Venere di Willendorf, dee colorate di rosso,

quindi il rosso rappresentava FERTILITÀ e SACRALITÀ.

2. Paleolitico, neolitico ed età del bronzo: venivano venerate dee rappresentate insieme a

uccelli e serpenti, però queste immagini sono andate scomparendo tant’è che nella cultura

occidentale è prevalsa la cultura dell’antica Grecia, facendo scomparire l’idea di Medusa

come grande signora.

3. Assiro-babilonesi: la Gorgone assumeva una natura pericolosa e bestiale, con sembianze

mascoline.

4. I corinzi: rappresentavano con occhi grandi per proteggere dal malocchio.

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5. Beozia: la Gorgone era rappresentata interamente, ma con metà corpo equino, per cui

assumere le sembianze di un mostro.

Libia: considerata la terra delle Amazzoni, era la sede anche della Gorgone, donna con armi

6. e rivestite di pelli di serpente (Erodoto e Diodoro) quindi occupa una posizione favorevole

come per la società cretese (minoica) che eredita il culto della dea serpente dagli egizi.

7. POI NASCE IL MITO DI PERSEO: il mito nasce per mano di Esiodo in età arcaica (inizio VIII

sec a.C.): da una singola Gorgone diventano tre sorelle, di cui 2 immortali che sono ritratte

mentre inseguono Perseo che ha tagliato la testa di Medusa, l’unica sorella mortale.

Mentre Perseo tiene stretta la sua testa, cavalcando su un cavallo alato il deserto, le gocce

che cadono sulla terra si trasformano in serpenti e danno vita anche a Pegaso (cavallo

alato) e Crisaore un gigante. Da Esiodo nasce così L’ODIO NEI CONFRONTI DI TUTTO CIÒ

CHE È DONNA.

Ovidio però aggiunge che Medusa era stata trasformata in un mostro a causa di un

maleficio ricevuto da Atena poiché era stata stuprata da Poseidone nel suo tempio. Così, a

causa del pericolo, Perseo, l’eroe, uccide Medusa e dalle gocce del suo sangue nasceranno

serpenti, Crisaore e coralli, dando vita a elementi che appartengono ai tre regni,

insegnando così che della disfatta ci può essere sempre una rinascita.

Omero colloca Medusa nell’Ade sottoforma di mostro con i capelli fatti di serpenti

(Odissea); nell’Iliade l’immagine di Medusa era rappresentata sullo scudo di Agamennone

=simbolo apotropaico = serviva per allontanare il malocchio.

I MOSTRI

Essi nascono e sopravvivono per paura e fascinazione e rappresentano avversari di grandi eroi. I

mostri sono prodotti da attività psichiche e sociali e tenevano a bada i bambini ad Atene, tant’è

che Platone voleva liberarsene poiché aumentavano la disuguaglianza tra la dona e l’uomo:

infatti l’eroe diventa il modello di comportamento ideale, mentre la Gorgone era un’immagine

usata per farsi obbedire (la testa mozzata di Medusa ha impedito la sovversione patriarcale.

Queste paure vennero alimentate da immagini narrative e iconiche. L’educazione greca si fondava

così su:

• Coltivare l’orgoglio del loro sesso;

• Sentirsi offesi e umiliati se si veniva colpiti o paragonati a una donna;

• Gli uomini erano supereroi = identificazione in Perseo.

IL SANGUE MESTRUALE STRETTAMENTE COLLEGATO CON LO SGUARDO.

Nella storia sono sempre esistiti 2 tipi di rosso: uno più glorioso, degno di un comandante, forte;

l’altro impuro, cupo e negativo che poi si è trasformato nel sangue mestruale che manifesta la

sua nocività attraverso lo sguardo ( uno sguardo di seduzione). Mentre nell’età preistorica il

rosso rappresentava sacralità e fertilità, a causa dell’influenza negativa del medioevo il rosso

legato al sangue mestruale si macchia di impurità e sporcizia tant’è che la veste rossa delle

rappresentazioni della Madonna vengono cambiate con il blu, simbolo di purezza.

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Gli appunti sono stati realizzati seguendo le lezioni svolte dalla prof.saa Giallongo e attraverso lo studio autonomo dei 2 libri di resto obbligatori per il corso. Nella prima parte vengono trattati argomenti come: le emozioni e come affrontarle, fattori sociali, psicologici e scientifici al quale sono connessi, differenza tra emozioni maschili e femminili... Nella seconda parte ci si concentra sulla disuguaglianza tra uomo donna e i fattori che hanno contribuito ad aumentare il divario da antichi filosofi come Aristotele a registi moderni, e fattori che, invece, hanno cercato di ridurlo.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione e della formazione
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giorgia_Caponi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Giallongo Angela.

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