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Scaletta

400:

-Firenze e Brunelleschi: Cupola, Ospedale degli innocenti, Sacrestia vecchia, Cappella Pazzi, Santo Spirito, Rotonda

degli angeli, Palazzo di parte guelfa.

-Michelozzo di Bartolomeo: Palazzo Medici

-Alberti: vita, Vitruvio, trattato, Tempio Malatestiano, Santa Maria Novella, Palazzo Ruccellai, Cappella funeraria

Ruccellai, a Mantova: San Sebastiano, Sant’ Andrea.

-Pienza: duomo, palazzo piccolomini, palazzo comunale.

-Urbino: palazzo urbino

-Francesco di Giorgio Martini: duomo di Urbino, san Bernardino, Santa Maria delle Grazie al Calcinaio, architetture

militari.

-Milano nel 400: I Solari con la collegiata di castiglione olona, e il borgo;

Il Filarete: sforzinda, duomo di Bergamo, Ospedale maggiore

-Bramante: incisione Prevedari, santa maria presso San Satiro, Duomo di Pavia, Piazza di Vigevano, canonica di Sant’

Ambrogio

500

-Bramante a Roma: convento di Santa Maria della Pace, San Pietro in Montorio, cortile del Belvedere, San Pietro, Santa

Maria del popolo, Palazzo Caprini

-Raffaello: cappella chigi, villa Madama, San Pietro.

-Antonio da San Gallo il giovane: San Pietro.

-Baldassarre Peruzzi: Villa Fernesina, palazzo massimo alle colonne

-Michelangelo: San Lorenzo, sagrestia Nuova, biblioteca laurenziana, piazza del campidoglio, San Pietro.

-Giulio Romano: palazzo Te

-Iacopo Sansovino: libreria di san marco, la zecca.

Palladio: trattato, San giorgio Maggiore, il redentore, Villa la rotonda.

600

-Carlo maderno: Palazzo barberini

-Bernini: santa Bibiana, baldacchino, chiesa a Castelgandolfo, chiesa di Ariccia, Sant’ andrea al quirinale, palazzo

ludovisi in montecitorio, Louvre, piazza San Pietro, scala regia.

-Borromini: monastero di san carlo alle quattro fontane, Sant’ ivo alla sapienza, san Giovanni in Laterano, Sant’ agnese,

san’ andrea delle fratte, Collegio di propaganda fide, oratorio san filippo neri, Palazzo falconieri.

-Guarini: cappella della sindone, San Lorenzo, palazzo carignano

700

Juvarra: Superga, castello di rivoli, porte. Pagina 1 di 26

Firenze e Brunelleschi

Con Brunelleschi si ha l’ inizio della nuova architettura dell’ Umanesimo, che ha come prime caratteristiche il riferimento

all’ antico e al mondo romano e la rappresentazione prospettica.

Firenze ha un ricco passato, caratterizzata da una economia mercantile, e intorno al 1400 emergono famiglie molto

potenti come i Medici o Ruccellai, famiglie di mercanti che smerciano beni preziosi come metalli tessuti, gemme o

famiglie di banchieri. Tutto ciò ha riflessi sulla formazione dei committenti. Si formano le prime biblioteche; la ricchezza

da la possibilità di viaggiare e il viaggio a Roma è fondamentale per la formazione degli architetti, è alimentato il mito

dell’ antichità, e Vitruvio con il suo ‘de architettura libri decem’ è stato riscoperto come punto di riferimento.

C’è un tentativo di conciliare le tradizioni costruttive medievali con quelle moderne, non si tratta infatti di una frattura tra

i due periodi. Si tende però anche a innovare tramite nuovi linguaggi architettonici, a Firenze infatti si sviluppa una

nuova architettura che però era attenta al passato e non dimentica il medioevo. Brunelleschi innova molto e sperimenta,

non ci da degli scritti ma solo opere.

Alberti scrive il ‘de re aedificatoria’, dedicato a Brunelleschi e riprendende Vitruvio, anche lui sperimenta molto, non ci

sono arrivati molti disegni, dopo loro le fonti iconografiche aumenteranno.

Nel 400 Firenze era circondata da mura, ci sono molti vuoti urbani, ha un nucleo centrale di origine romana, con il

duomo su cui poi Brunelleschi interviene, e l’ architettura più antica è il battistero, e rappresentava la tradizione.

Era organizzata secondo il sistema cardo e decumano, che con il tempo è stato modificato per esigenze urbane.

affresco

In Santa Maria Novella, in cui Brunelleschi lavorò alla facciata, è presente un di Masaccio in cui si possono

vedere le prime sperimentazioni della prospettiva. Mostra una volta a botte in prospettiva, con un arco a tutto sesto

sostenuo da colonne ioniche, inquadrate da un ordine di paraste scanalate con trabeazione (architrave+fregio+cornice).

Brunelleschi nasce in una famiglia agiata e di cultura, diventò inizialmente orafo aprendo una bottega e era iscritto all’

arte della seta. Realizza le due tavolette sulla prospettiva a cui è stata attribuita l’ invenzione ma non ci sono pervenute,

una tavoletta quadrata mostrava il battistero e l’ altra piu grande il palazzo della signoria. Individua il metodo di disegno

della prospettiva centrale e laterale.

cupola

Il lavoro sulla di Santa Maria del Fiore lo impegnò per tutta la vita (1420-1436). La

difficoltà nella cupola stava nella struttura e nell’ esecuzione dei lavori, a causa della

dimensione, e non si poteva realizzare una centinatura lignea del genere.

Realizza dunque una struttura autoportante senza armature, ad anelli chiusi sovrapposti, come

fosse una cupola circolare su base ottagonale, invece che ad arcate radiali, i costoloni

sarebbero serviti da sostegno ed è formata da due calotte indipendenti ma collegate, una

interna con gli affreschi, e una esterna con una forma piu slanciata.

I costoloni collegano le due calotte, sono segnati all’ esterno grazie al marmo bianco che

convergono alla base della lanternina. Utilizzò delle macchine che sollevavano a grandi altezze,

le inventò. Altri elementi importanti sono le tribune morte che fanno da irrigidimento della parte

inferiore del tamburo con impianto semicircolare a nicchie coperte con conhiglioni affiancate da

colonne binate, che riprende monumenti funebri romani e infatti ha una struttura classica.

Per la soluzione vede molto al passato, si ispira ai modelli romani fonti di suggerimenti da

rielaborare.

Elementi ricorrenti nell’ architettura di Brunelleschi sono l’ ordine corinzio, trabeazione completa tripartita, colonne

sempre portanti con fusto liscio come nel battistero e nel pronao del pantheon, paraste (che sono pilastri) con 6

scanalature.

L’ ospedale degli innocenti è stato commissionato dall’ arte della seta, e

accoglie i bambini abbandonati nella città, in una posizione allora periferica.

L’ impianto è organizzato attorno al cortile quadrato centrale circondato da

un portico con 9 campate voltate per lato scandite da colonne a fusto liscio

con capitelli e archi a tutto sesto con ghiera modanata con al di sopra una

trabeazione. I 9 archi sono inquadati da un’ ordine di lesene. Le campate

sono voltate a vela, e gli archi delle vele hanno la stessa luce di quelli delle

campate, gli archi della volta scaricano sui peducci. Il sistema modulare è

quello del baldacchino (o ciborio), su impianto quadrato.

La trabeazione è risvoltata alla fine, gira cioè ad angolo retto, riprende cosi

un elemento presente anche nell’ attico del battistero, riprendendo l’ antico.

Lo schema col piano terreno porticato a colonne e il piano superiore chiuso

con finestre è stato molto ripreso non solo in altri ospedali ma anche in

cortili di palazzi o conventi.

La sacrestia vecchia della chiesa di San Lorenzo doveva fungere da mausoleo per la famiglia

Medici, è iniziata nel 1422. La chiesa insieme alla sacrestia è stata commissionata dal

capostipite dei Medici, poi nella zona sorgeva anche il palazzo della famiglia quindi c’era il

sistema chiesa-palazzo-tomba, segno del potere di una famiglia. E’ richiesa una chiesa ricca di

cappelle, quindi è un progetto costoso perchè bisognava demolire alcune proprietà, la chiesa è

a 3 navate, quelle laterali con campate caratterizzate dalla ripetizione modulare del ciborio, Pagina 2 di 26

voltato a vela, con paraste al posto dei peducci e con le colonne piu alte della luce dell’ arco per la presenza di un

tronco di trabeazione sopra il capitello. Nel 500 verrà progettata la sacrestia nuova da MIchelangelo.

sacrestia

La prende come modello il battistero di Padova, ha una cupola a ‘creste e vele’ (detta anche a ombrello) con

12 spicchi come gli apostoli, sormontata da una lanterna con copertura spiraliforme, i pennacchi sono decorati da

Donatello. Presenta in una parete lo schema a serliana, ovvero un sistema di 4 paraste le cui quelle laterali sono

sormontate da una trabeazione e quelle centrali da un arco a tutto sesto, fa riferimento al pantheon e al battistero, e al

centro si accedeva alla scarsella dove era riposta la tomba, e in cui le pareti laterali erano definite da nicchie e agli

angoli le paraste diventano filiformi.

Ai lati della scarsella i portali sono definiti da edicole e il fregio dell’ ordine è decorato con teste di cherubini.

La Cappella Pazzi fungeva da oratorio per i monaci della chiesa francescana di Santa Croce, è

posta a lato della chiesa ed è stata commissionata dalla famiglia Pazzi.

Ha una pianta centrale rettangolare con lo spazio centrale voltato a vela e i due laterali voltati a

botte. Il pavimento è scandito da una decorazione a griglia che corrispondeva ad ogi elemento

verticale (paraste). L’ ingresso è sull’ asse principale diversamente dalla cappella dei Medici

precedente, e viene ripetuta la serliana con scarsella, e il fregio è decorato. Lungo le pareti è

presente una seduta per i monaci da cui partono con le basi le paraste, che negli angoli della

scarsella sono filiformi, e in quelli dell’ ambiente principali la parasta si piega asimmetricamente,

riferimento al pantheon. Il portico è successivo a Brunelleschi ma forse è stato comunque un

suo progetto, e presenta un doppio ordine, un primo con colonne a fusto liscio, e un secondo

che corrisponde a un piano attico con coppie di paraste.

La chiesa di Santo Spirito è richiesa dagli Agostiniani fu iniziata nel 1444 pochi

giorni prima dalla morte di Filippo, e completata un po diversamente dal suo

progetto, è un impianto a croce su tutto il contorno interamente fiancheggiato da

cappelle ( il progetto le prevedeva anche in facciata), trinavata e con transetto

immisso anch’esso trinavato. Utilizzato il sistema del ciborio per le navate laterali,

votati a vela. Brunelleschi aveva previsto 4 ingressi, quindi non corrispondenti alle

navate e quindi con un ‘pieno in asse’, nella soluzione definitiva sono 3 gli

ingressi, la facciata è priva di decorazioni, fa un po schifo ricorda topolino. I fusti

e i fregi all’ interno sono lisci, privi di decorazioni, a differenza di San Lorenzo.

Rotonda degli Angeli

Per la è stato scelto l’ impianto centrale (su base ottagonale a ripresa del

battistero), che secondo Vitruvio era l’ impianto adatto a un edificio religioso, che però non

permette una pianta di grandi dimensioni a causa della copertura (almeno fino a Bramante che

realizzò la cupolona di San Pietro) e quindi accoglierebbe meno fedeli. La costruzione è stata

interrotta presto, e non fu terminato da Brunelleschi ma si hanno dei disegni. La chiesa è inserita

nello spigolo di una proprietà, sul contorno sono poste delle cappelle voltate inquadrate da un

ordine di paraste che sorreggono arcate tangenti una trabeazione sormontata a sua volta da

archi su cui poi impostava la cupola forse a padiglione ottagonale come santa maria del fiore ma

con un guscio semplice, forse con costoloni interni e lanternino.

ampliamento del palazzo di parte Guelfa

L’ è stato richieso dal capo Leonardo Bruni, perchè

la sede del partito doveva avere un’ immagine adeguata. Fu ampliato di 3 piani, dal 1415 non

terminato da Brunelleschi. E’ visibile l’ intervento esternamente perchè sullo spigolo inserisce due

paraste che in angolo non si uniscono per non dare una falsa immagine statica e far pensare che

la colonnina sottostante preesistente all’ angolo le reggesse.

Si ispira ai vecchi palazzi pubblici della città, e per distaccarsi dal corpo sottostante inserisce una

trabeazione. Il salone è marcato all’ esterno da paraste giganti sugli angoli, e le pareti sono

caratterizzate da enormi finestre ad arco Pagina 3 di 26

Michelozzo di Bartolomeo

Nasce nel 1396 e dagli anni 20 incomincia l’ attività di costruttore per la famiglia Medici, utilizzava metodi innovativi e

palazzo Medici

interveniva su preesistenze. Il suo contributo sarà decisivo con il nel 1444, con un impianto assiale, che

diventa il prototipo di palazzo rinascimentale; si basa sulla sequenza funzionale ingresso a botte-cortile quadrato e

porticato-giardino. Il cortile, con tre arcate su colonne per lato, è il cuore rappresentativo e distributivo della casa.

Il braccio anteriore dava accesso con la scalinata al piano superiore con il salone. Dal braccio posteriore, più largo e

con funzione di loggia si accede al giardino, porticato e con fontana.

Il porticato del cortile riprende quello dell’ ospedale degli innocenti,

con colonne senza trabeazione, ma con piano nobile più alto per esaltarlo, e con ampie bifore. L’ alto fregio è ornato

con dei tondi con lo stemma dei Medici.

Esternamente le dimensioni vogliono esaltare la potenza della famiglia, infatti utilizza un enorme cornicione a modiglioni

(cioè le mensole in pietra scolpite), che è un rimando all’ antichità. Il pesante muro bugnato riprende Palazzo vecchio

ma anche i modi romani.

Molti dei suoi caratteri saranno ripresi anche fuori Firenze come: la divisione in 3 zone di altezza decrescente verso l’

alto, la diminuizione in altezza della rusticità del bugnato, la standardizzazione degli elementi come arcate a tutto sesto,

un unico tipo di bifore. Pagina 4 di 26

Alberti

Nasce a Genova nel 1404, ha una formazione colta, la sua famiglia è esiliata e cresce in diverse città come Padova

Venezia Bologna dove si laurea in diritto, diventa segretario della curia romana e si trasferisce a Roma dove continua a

studiare, non si occupa da subito di architettura. Dedica a Brunelleschi il ‘De pictura’ in cui teorizza la prospettiva.

Stimato dal papa Nicolò V e gli commissionerà diversi lavori e gli da così l’ opportunità di viaggiare, a lui dedica il

trattato ‘de re aedificatoria’, un’ opera che parte da Vitruvio parlando del suo trattato ‘de architettura libri decem’ che

tratta in maniera globale della figura dell’ architetto.

Vitruvio

Il trattato di era dedicato all’ imperatore essendo nella sua corte, e distingue i diversi tipi di edifici; quando

scrive si rivolge direttamente a lui, parla della formazione di un’ architetto (libro 1), che deve essere un professionista a

tutto tondo, deve saper di cultura generale, avere capacità letterarie, di disegno e conoscere la geometria. Parla delle 3

Utilitas Firmitas e Venustas,

caratteristiche chiave di un architettura: in ogni libro tratta un argomento diverso.

-Nel 2 parla dell’ evoluzione dell’ uomo e la nascita dell’ architettura.

-Nel 4 parla dell’ ordine architettonico.

-Nel 3 dei templi.

-Nel 5 parla del foro come spazio centrale su cui si affacciano gli edifici pubblici come la Basilica come luogo di

amministrazione, o prigione o curia.

-Nel libro 6 tratta dell’ edilizia privata.

-Nel 7 dei materiali da costruzione e dei colori.

-Nell’ 8 dell’ acuq e acquedotti.

-Nel 9 orologi.

-Nel 10 macchine e meccanica.

Alberti muove anche delle critiche perchè secondo lui ci sono delle lacune e imperfezioni e limiti linguistici.

Il pubblico di Alberti è molto colto, e vuole che la sua opera valga per il presente e per il futuro, che abbia un carattere

universale e diventa il più diffuso trattato nell’ età moderna insieme a quello di Palladio.

Nel 1512 la prima edizione. Non fa mai riferimenti contemporanei che daterebbero l’ opera e anche lui parla dell’ ordine

architettonico anallizzandolo in ogni elemento.

E’ priva di immagini per scelta e non ammette la prospettiva come metodo di rappresentazione perchè cancellerebbe il

rigore. Tratta il tema dell’ ornamento. Cerca di esporre in maniera chiara in modo che fosse di facile comprensione e

anche lui tratta in 10 libri. Usa il latino per cui si rivolge a un pubblico colto e internazionale, rivolto sia al committente

che all’ architetto, evita una terminologia tecnica difficile spiegando problemi matematici e meccanici e facendo anche

uso di riferimenti alla letteratura. L’ architetto secondo lui non è un carpentiere, fa un lavoro mentale in cui il disegno e i

modellini sono necessari, i disegni chiari e semplici senza colori. E’ fondamentale la concinnitas, termine che riprende

da Cicerone, che sta a dire proporzione tra le parti, equilibrio.

tempio Malatestiano

Tra le prime sue opere c’è il rifacimento del (1450) a Rimini

commissionato dal condottiero signore di Rimini Sigismondo Malatesta che richiede un

tempio funerario. Lavora sulla preesistente San Francesco, viene realizzato un guscio

esterno che si ispira all’ antico, infatti Rimini è un antica città romana ricca di monumenti

da cui trarre ispirazione. Usa la pietra d’ Istria e l’ arco di Augusto è il principale modello

di riferimento: un arco a tutto sesto inquadrato dall’ ordine.

Infatti in facciata troviamo semicolonne scanalate sormontate da un capitello composito

rialzate da un basamento, con un fregio con scritta e con un risalto di trabeazione,

ovvero sporge, che divide l’ ordine inferiore da quello superiore non terminato.

Non abbiamo il progetto ma intuiamo il disegno della facciata da un medaglione di un

collaboratore di Alberti, che mostra sul livello superiore delle volute semicircolari laterali e un coronamento centrale ad

arco retto dal secondo ordine di paraste, e l’ arco che inquadra una trifora, e una grossa cupola emisferica retrostante

mai realizzata.

Il nuovo impone un nuovo ritmo rispetto la preesistenza retrostante che è evidente sulle facciate laterali.

Il portale centrale è arretrato e sormontato da riquadri e geometrie legate alle tradizioni medievali.

I capitelli dell’ ordine riprendono quelli

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Andreapicerno di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Torino o del prof Cuneo Cristina.
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