Introduzione
Secondo Vasari pittura, scultura e architettura nascono dal disegno. Pittura e scultura sono linguaggi narrativi di più immediata comprensione rispetto all’architettura la quale ha un linguaggio più specifico. Un esempio di scultura è il Partenone di Atene e il centauro: figura greca con la saggezza dell’uomo e la pazzia del cavallo. È rappresentata la battaglia dei centauri (centauromachia): ad un banchetto di nozze bevono troppo vino e cominciano una battaglia contro gli uomini.
Esempio di pittura è la Cappella degli Scrovegni, dove Giotto rappresenta l’ingresso di Gesù a Gerusalemme secondo il Vangelo di Matteo. Questa è un’immagine immediata di ciò che racconta Matteo: era molto diffuso l’analfabetismo, quindi le immagini raccontavano la Bibbia (Bibbia paupe). Altro esempio di pittura è “Un pomeriggio” di Serat: capiamo che è un quadro dell’800 dai vestiti eleganti indossati dalle donne e dai cappelli a cilindro degli uomini. Il sole sta scendendo, ci sono molti alberi, persone oziose e popolari: tutto ciò ci fa capire che è un giorno di vacanza, ci comunica il contesto.
Architettura
Esempi di architettura
Riguardo l’architettura, degli esempi sono la Borsa dei Valori a Philadelphia, dell’800 e di ordine corinzio; e la Banca, sempre a Philadelphia, che sembra un tempio, riprende il Partenone. Questi edifici sono di difficile comprensione, non si capisce subito la loro funzione. Elemento in comune con altri edifici è la colonna: questa genera un linguaggio architettonico che permette di realizzare edifici diversi tra loro. Questo linguaggio si conserva nel tempo perché è fatto di regole.
Il linguaggio odierno dell'architettura
Prendendo in considerazione dei musei degli anni ’90 come:
- Il museo Bregenz (Austria), un palazzo di vetro e acciaio, luminoso e quasi trasparente;
- Il Guggenheim Bilbao, con le mura in calcare giallo e le pareti con movimenti rivestite in titanio.
Si può notare che non ci sono affinità nonostante gli edifici siano dello stesso periodo e con la stessa funzione. Oggi quindi non c’è nessuna regola stilistica, ma c’è comunque continuità tra architettura del passato e quella contemporanea.
Villa Adriana
(Tivoli, Roma. II sec) Villa per l’imperatore Adriano, è una struttura complessa composta da tanti padiglioni sparsi, tra cui un muro di 200 metri, alto 9 metri e spesso 60 cm. Era una struttura con un portico in legno per passeggiare. Il cemento è ricoperto da mattoni (OPUS TESTACEUM). È un’opera tecnica, ha una struttura staticamente perfetta, è ancora stabile. Non è un semplice muro, si vede l’arte del costruire, la sensibilità statica, quindi vedere nelle forze le forme: comunica più di un semplice muro.
Piranesi fa un’incisione dove rappresenta il muro mettendo in evidenza l’altezza e la potenza statica, come un’opera irripetibile. Anche Le Corbusier studia e disegna il muro collocandolo nella natura: elemento artificiale in relazione con la natura.
Museo della letteratura
(Himeji, Giappone) È un cilindro in cui si incastra un muro. È fatto di cemento armato. L’architetto giapponese Tadao Ando fa un lungo viaggio per veder il Pantheon e Villa Adriana. Riprende da quest’ultima l’elemento lineare (muro) e l’elemento circolare. Questo è tagliato dalla parete per segnare il passaggio dall’interno all’esterno. Questa lastra separa e unisce. Tadao Ando ha visto nella villa una possibilità compositiva e ha lavorato con la sua cultura visiva. Inventare significa infatti trovare nella tradizione.
Architettura greca
Tempio e teatro
- Il teatro è fatto di danza e musica, era uno spazio molto religioso e fatto per l’uomo.
- Il tempio è uno spazio architettonico per la divinità, il fedele non può entrare infatti le celebrazioni si svolgono fuori dal tempio.
Il tempio greco ha una cella contornata da colonne. Ci sono delle abitazioni antiche: c’è un edificio scavato a leaf candy: il re è sepolto in un’abitazione che è stata distrutta per proteggerlo. I muri esterni sono circondati da un portico con colonne di legno con sopra argilla e paglia.
L’architettura templare greca ha una derivazione dall’architettura residenziale. Nel VII secolo a.C. si definisce questa architettura templare, la quale nasce subito, è un’invenzione di architetti dorici che invadono la Grecia e distruggono la civiltà Micenea. I Dori passano alla pietra perché c’è l’esigenza di dare monumentalità: si rifanno all’architettura micenea:
- Nella “porta dei leoni” i blocchi enormi di pietra sono perfettamente allineati: hanno un impatto visivo. L’esigenza si trova anche su letteratura e pittura su ceramica: vogliono recuperare il passato.
- Il “tesoro di Atreo” ha una struttura di blocchi di pietra che conducono alla porta fiancheggiata da colonne doriche.
- Ci sono spunti anche dall’antico Egitto, come le tombe monumentali dei faraoni. Ad esempio, il “tempio funerario della regina Hatshepsut”, fatto tutto in pietra. Le colonne sono riprese dai Dori: i blocchi sovrapposti sono lavorati con sfaccettature, c’è la base e il capitello. Il passaggio tra fusto e architrave è un’affinità con la colonna dorica.
Colonna dorica
Terminologia
- Frontone (o timpano): coronamento architettonico a forma di triangolo.
- Acroterio: elemento decorativo o figurativo che corona il vertice e gli angoli del frontone.
- Trabeazione: struttura orizzontale sostenuta da colonne. Si compone di cornice, fregio e architrave.
- Cornice: sovrastruttura orizzontale che conclude la facciata del tempio.
- Mutuli: serie di placche rettangolari che tendono a riprendere il ritmo dell’alternanza di metope e triglifi nel sottostante fregio.
- Fregio: elemento decorativo ad andamento orizzontale. Si compone di gocce, triglifo e metopa.
- Goccia: piccoli cilindri o coni pendenti, in corrispondenza ad ogni triglifo (gutte).
- Triglifo: decorazione consistente in un gruppo di tre scanalature verticali che si ripetono ad intervalli regolari. Si compone di tenia e regule.
- Tenia: listello rilevato rispetto al piano dell’architrave, sotto cui si trovano le regule a intervalli regolari.
- Regule: listelli più corti e meno aggettanti.
- Metopa: formella in pietra, scolpita a rilievo, posta in alternanza con i triglifi.
- Architrave: elemento orizzontale che collega tra loro pilastri o colonne sottostanti e sostiene le strutture sovrastanti scaricandone il peso sui piedritti.
- Colonna: elemento verticale di sezione circolare, serve da sostegno. È priva di base. Si compone di capitello e fusto.
- Capitello: elemento superiore del sostegno verticale, la sua funzione decorativa è quella di mediare tra superficie curva del fusto della colonna e quella rettilinea dell’architrave. Si compone di abaco, echino, anuli e collarino.
- Abaco: di forma parallelepipeda, offre una più ampia base d’appoggio alla trabeazione.
- Echino: ha un profilo ad ovulo, con la funzione di collegare l’abaco al collarino.
- Anuli: tra sottili fasce sovrapposte, si trovano alla base dell’echino.
- Collarino: parte superiore del fusto, dal quale è separato con delle incisioni.
- Fusto: parte centrale e predominante della colonna. Ha aspetto cilindrico ed è rastremato dalla base verso l’altro, con entasi a un terzo dell’altezza. Ci sono 20 scanalature che creano un effetto di chiaro-scuro: la luce è trattenuta nelle zone cave che creano ombre. Dà più spessore, la luce non mangia la colonna.
- Entasi: lieve ingrossamento usato per far apparire la colonna più stretta verso la metà.
- Crepidoma: piattaforma a gradini rialzata in pietra sulla quale veniva costruito il tempio. Si compone di stilobate, stereobate e eutiteria.
- Stilobate: terzo gradino.
- Stereobate: primo e secondo gradino.
- Eutiteria: piccolo gradino, ciò che sporge delle fondamenta, possono essere al massimo 70 cm.
La colonna dorica è una variazione sul modello egizio e miceneo. Tutti gli elementi del tempio sono la pietrificazione degli elementi che erano in legno: c’è il passaggio dei templi in legno ai templi in pietra.
- I triglifi sono le testate di travi che compongono il tetto.
- Le gutte sono chiodi per tenere in sede la testata della trave.
- I mutuli sono tavole lungo la falda del tetto, sporgono e sono inchiodate da chiodi.
Colonna ionica
La colonna ionica nasce nelle regioni della Tonia (attuale Turchia) e sono collegate alla Grecia culturalmente ma con influssi orientali. È più slanciata rispetto a quella dorica, infatti il rapporto ora è di 1:9, ma hanno un diametro inferiore. Non ci sono più né il fregio né la cornice, rimane solo l’architrave. Il capitello è particolare con delle curve, ha due facce: la principale con le due volute e poi la secondaria. Il capitello è molto ricco e quindi costoso. La voluta è difficile da disegnare, è composta da diversi elementi distinti: l’abaco è più decorato e l’echino è conficcato tra le volute ed è molto decorato. Le volute esprimono fatica, forza secondo un’interpretazione rinascimentale: sono riconducibili ad un simbolo femminile perché sembra che abbiano dei boccoli.
Per la colonna ionica avviene una diversa lavorazione rispetto a quella dorica: le scanalature sono 24, lo spigolo è appiattito. Le lavorazioni sono diverse perché deriva da culture diverse, e ci sono linguaggi diversi. Si inserisce in un contesto locale qualcosa di nuovo e di diverso. Questa colonna è dotata di base: c’è il toro, la scozia (base attica) e di nuovo il toro.
Progetto di un tempio
L’architetto deve:
- Decidere quante colonne e la loro lunghezza.
- Stabilirne il piano, quindi i limiti. L’intercolumnio deve essere pari ad una colonna: le colonne saranno quindi tangenti al bordo e ci sarà un allungamento sul fianco pari a quello sul fronte. Ai lati si aggiunge quindi una frazione.
- Infine, si monta il resto sulle colonne pezzo dopo pezzo. Il progetto nasce quindi dalla disposizione delle colonne: il basso vincola l’alto.
C’è simmetria: si pensa l’edificio come coordinamento di parti interdipendenti, una correlazione di parti collegate tra loro. La cella all’interno è vincolata dalla dimensione dello stilobate. I muri esterni sono allineati con le seconde colonne di fronte e retro. Alcune parti presentano delle incongruenze: i triglifi sono allineati con la colonna, ma non sull’angolo perché deve esserci il pieno ma non c’è corrispondenza (conflitto angolare dorico).
Soluzioni
- L’intercolumnio dell’angolo più stretto per far corrispondere triglifo e colonna.
- Ultima metopa più larga e spinge sull’angolo il triglifo.
- Colonna dell’angolo più spessa, così si riduce il resto.
Tempio di Apollo
(Delphi) Santuario costruito nei primi del VII secolo a.C., fu distrutto e poi ricostruito nel IV secolo a.C. Il tempio si trova all’interno di un recinto sacro: temenos (tagliare) definisce un’area sacra ritagliata dal resto del mondo. Per i Greci è importante definire, l’infinito è negativo perché è qualcosa di indefinito e incompleto. Deriva dal greco apeiron=senza limite. Il tempio invece è definito e conosciuto, ciò che sta fuori non è conosciuto. Ciò che è limitato è rappresentabile e conoscibile. La via sacra è contornata da tempietti con offerte votive per la divinità. Il tempio è la dimora del divino. C’è un’analogia tra “privato” e “religioso”, tra casa e tempio. I primi esempi di templi sono un modellino in terracotta del VII secolo a.C. I resti di una pianta dei un tempio di Micene.
Tempio di Atena Afaia
(Isola di Egina) Deve sostenere degli sforzi di peso dall’alto, ha una struttura semplice con delle spinte verticali. Le fondazioni non sono molto pesanti.
Tempio di Zeus
(Olimpia, 470-480 a. C. arc. Libone) È un tempio esastilo. Il pronao è l’ambiente prima della cella con le colonne distribuite uguali all’opistodomo. È un tempio in doppio antis: è un tempio in antis con l’opistodomo nella parte opposta rispetto al pronao. Le colonne del portico esterno sono più grandi rispetto a quelle della cella: il rapporto tra diametro e altezza è di 1:4,6.
Acropoli di Atene
- Partenone
- Tempio di Atena Polias
- Eretteo
- Statua di Atena Promachos
- Propilei
- Tempio di Atena Nike
- Santuari di Afrodite, Ghe, Demetra
- Santuario di Artemide Brauronia
- Calcoteca
- Pandroseion/Santuario di Pandroso
- Arrephorion/Casa delle Arrefore
- Altare di Zeus Polieus
- Santuario di Zeus Polieus
- Santuario di Pandion
- Odeo di Erode Attico
- Stoa di Eumene
- Santuario di Asclepio
- Teatro di Dionisio
- Odeo di Pericle
- Santuario di Dionisio
- Fonte Micenea
- Peripatos
- Klepsydra
- Grotte di Apollo, Pan e Zeus
- Santuario di Afrodite ed Eros
- Iscrizione del Peripatos
- Grotta di Aglauro
- Via Panatenaica
Partenone (447-432 a.C., sotto il governo di Pericle) È il tempio più importante della storia greca. È dedicato ad Atena, che vince la battaglia contro Poseidone. Il suo valore è stato modificato nel tempo: da tempio pagano è diventato tempio cristiano. All’interno c’era una chiesa bizantina, dal 1800 (quando la Grecia era occupata dall’impero ottomano) c’era una moschea. A metà del 1700 assume il valore odierno: si scopre la classicità greca, infatti prima non era conoscibile perché erano sotto gli ottomani. Dal 1800 la Grecia diventa libera e desidera un’identità, così il Partenone diventa identità nazionale. Si ripulisce l’area facendola tornare com’era nel V secolo a.C., durante l’epoca d’oro (quando c’era la democrazia): viene tolta la stratificazione del tempo.
Nell’800 osservano che nel crepidoma ci sono discontinuità. Uno studioso greco afferma che prima del Partenone c’era un altro tempio su cui sono rimaste poche tracce. Il Partenone sorge su un’area rialzata: si eleva molto di più rispetto agli altri edifici, è d’impatto sul paesaggio. Si trova su una roccia piatta che fa da temenos. Nel 500 a.C. si vuole ampliare l’acropoli sul lato sud dopo anni di tirannide. È sorretta da contrafforti. La fondazione è in calcare e crea una superficie di oltre 200000 m2. Inoltre, è stata costruita una piattaforma profonda nella terra. Fanno un nuovo piano in calcare: dovevano essere collocati piccoli templi.
Nel 490 a.C. ci fu la battaglia di Maratona: i Greci vincono contro i Persiani, un popolo militarmente potentissimo. Questi non avevano uno sbocco sul mare e vogliono conquistare l’attuale Turchia, uno dei territori alleati con la Grecia, la quale si ribella alla conquista. Per celebrare la vittoria decidono di costruire un tempio: il Pre-Partenone. Un tempio esastilo (6x16) con lo stilobate più stretto della piattaforma. Il crepidoma è composto da 3 gradini. Il pronao e l’opistodomo hanno 4 colonne, e al posto del naos ci sono le 4 colonne. La cella è anfiprostila (no in antis) ed è divisa in 3 parti da colonne.
Nel 480 a.C. i Persiani attaccano nuovamente: gli ateniesi abbandonano Atene e i Persiani devastano l’acropoli, il fulcro di Atene. Distruggono il Pre-Partenone: la costruzione era arrivata fino al terzo rocchio. Con Temistocle i Greci attirano i Persiani in mare e li sconfiggono con una vittoria leggendaria. Eschilo scrive la tragedia “I Persiani” nel 472 a.C. dove mette in evidenza l’atto del distruggere un’area sacra, non la vittoria. Parla del sacrilegio, del funesto destino dei Persiani.
Gli Ateniesi non vogliono dimenticare: riutilizzano i rocchi rimasti vicino alle fondamenta del lato nord dell’Acropoli in un punto strategico: sono visibili entrando nella città per mettere in evidenza ciò che i Persiani hanno fatto. L’agorà è un luogo pubblico molto frequentato e vogliono mostrare a tutti l’esito dell’attacco persiano. Nel 479 a.C. giurano di non ricostruire più niente sull’acropoli per ricordare, fino all’arrivo di Pericle. Egli, come rappresentante della democrazia, convince i Greci a trasferire il bottino di guerra (lasciato nell’isola dei Delo agli Ateniesi), perché erano loro a proteggere la Grecia. Lancia un programma edilizio e con il tesoro iniziano i lavori pubblici (strategia politica). Afferma che i monumenti “non periranno”, sono da ammirare per generazioni, sono immagine di forza della città: nasce subito il valore del Partenone, ovvero tramandare la memoria di Atene. Si ricostruisce l’Acropoli per mantenere vivo il ricordo.
Il Partenone è stato costruito dagli architetti Ictino, Callicrate e Mnesicle, sotto la supervisione di Fidia (episkopos). C’è però un problema: la pianta del Pre-Partenone è più piccola di quella del Partenone (oltre 3m a Nord). Ictino non può ricollocare 6 colonne, ma l’architrave è troppo lunga e si spezzerebbe; non può nemmeno ampliare le colonne perché la struttura è troppo pesante. Nel Partenone aumentano le colonne utilizzando, dove possibile, i rocchi preesistenti:
- Nel fronte e nel retro da 6 a 8 colonne
- Nel fianco da 16 a 17 colonne
La cella è anfiprostila.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.