SECONDO SEMESTRE
LEZIONE 13 01 2020
UMANESIMO GIURIDICO (12)
Il CIC contiene principi che possono essere applicati nel momento
presente. Sono gli umanisti classici, i letterati. L’età
dell’umanesimo è un’età caratterizzata da molteplici eventi (già
visti: ideale pansofico, etc.)
Poliziano si scaglia contro i giuristi, accusati di essere ignoranti,
presuntuosi. Solo chi conosce la storià può leggere il presente. La
filologia serviva anche alla politica.
Coordinate storiche (già viste)
Prende corpo l’idea di stato moderno riferito a Francia
Inghilterra e fine secolo spagna.
Gutenberg inventa la stampa a caratteri mobili. Cic viene
consilia.
stampato, anche la magna glossa, i trattati, i L’editoria
giuridica ha un ruolo decisivo per quanto riguarda la diffusione
consilia
delle opere giuridiche. Tutti vogliono scrivere perché
attraverso questi ci si arricchisce.
Scoperta dell’America: conseguenze sotto profilo economico (i
traffici), politico (sovranità di questi territori, a chi spetta?,
problemi sui confini) e sociale (con riferimento agli indiani).
Da fenomeno letterario a giuridico
La scuola del commento nasce a Orlean e poi però diventa
fenomeno italiano, con riferimento invece all’Umanesimo: nasce in
Italia ma poi diventa fenomeno giuridico francese. La culla
dell’umanesimo giuridico è Bourges. Qui vi è un’università
particolare in quanto transazionale, è formata da un triumvirato di
giuristi di fama, ma solo uno è francese, e non è un giurista, ma un
letterato. I due giuristi che fanno parlare di questa università sono
Andrea Alciato e Ulrich Zasius. È diversa perché accoglie questa
concezione storica filologica al diritto. È una facoltà in cui si
discute di tutto, è quella francese in una realtà caratterizzata da un
elemento che prenderà spazio successivamente con la riforma
protestante: la Francia è caratterizzata dalla presenza di cattolici e
protestanti. A Bourges troviamo uno dei principali artefici di
Gaia Scott Iovane
questa riforma: Calvino. Si dice che la Bibbia dev’essere letta e
ognuno di noi deve darne una interpretazione diversa: questo è il
contesto. Andrea Alciato: va ad Avignone, poi torna in Italia perché
ad Avignone scoppia la peste. Intanto, il Papa gli concede il titolo di
conte palatino col privilegio di creare dottori. È già un giurista di
mos italicus, consilia.
che ha scritto tantissime opere di Si converte
mos gallicus,
al o meglio lo fonda. Poi termina i suoi giorni a Pavia.
STRATEGIA: La sua fondazione è quella di un metodo nuovo, di
applicare al diritto ciò che i letterati hanno già individuato. Il greco
ai giuristi può servire per integrare i passi della compilazione
giustinianea. Lo studio della storia romana permette di cogliere la
storicità del diritto romano e significa emendare errori compiuti
dai glossatori perché non conoscevano la storia di Roma, la storia
delle XII tavole. Prosegue nella operazione compiuta da chi ha fatto
i manoscritti, in particolare il manoscritto bolognese. Si vuole
recuperare il diritto romano.
Le coordinate offerte da Alciato fa sì che a Bourges
nascano due filoni opposti di ricerca
Filone esegetico: ricostruzione filologica del testo
significa guardare al dettato originario. Contestualizzazione e
storicizzazione significa significato autentico. Ciò porta a un
problema: ma se le norme sono prodotto della storia, sono ancora
valide? Questo si domandano. Sì, perché corrispondono a principi
rationes,
di giustizia eterni. Il CIC continua a essere una miniera di
intesi come principi di giustizia. Non sono vigenti sulla base di
principi di autorità, ma su principi di autorevolezza. Quali sono
questi principi? Uno di questi campioni è Jacques Cujas. Come gli
umanisti scoprono che i due principi diventano principi per il
diritto penale d’antico regime, fondato sulle prove legali, i.e. la
confessione, la prova regina. Non ci si può basare sulla
confessione, è necessario che il giudice individui prove ulteriori.
Questi passi vengono conciliati attraverso il sistema, il giudice
applicava questo passo. Era un freno contro l’utilizzo della tortura
all’infinito. Eppure gli umanisti scoprono che i testi sono
effettivamente in contraddizione e scoprono attraverso la
(Confessus pro iudicatur
ricostruzione filologica che il primo passo
habetur) riguarda la confessione resa nell’ambito del processo
(Confessus reorum pro exploratibus
civile e invece il secondo
Gaia Scott Iovane
facinoribus non oportere si nulla probatio religionem cognoscentis
instruat) riguardava la confessione nell’ambito del procedimento
testes
penale. Ecco perché erano in contrasto. Altro esempio:
intrare secretum. Anche questa norma viene applicata nell’ambito
del processo penale. Il processo penale è un processo inquisitorio,
cioè che ha prevalenza del giudice sull’imputato. L’esigenza
dell’ordine pubblico. In questa prospettiva viene letta e
interpretata la norma. Cosa significa essere ascoltato in segreto?
Significa che non c’è l’imputato. Questo principio lede il principio
di uguaglianza, o il principio di un processo giusto. Ecco l’analisi
testes intrare secretum iudicii.
filologica. Diverso è QUINDI:
Confessus pro iudicatur habetur: interpretato per ciò che
giustamente è, testo che fa riferimento al processo civile);
Confessus reorum pro exploratibus facinoribus non oportere si
nulla probatio religionem cognoscentis instruat : confessione resa
nel processo penale segreto inquisitorio.
Filone sistematico: senza questo manipolo di giuristi
che non si occupa di manoscritti, o esegesi, ma guarda il diritto
dall’alto. Bisogna seguire ciò che aveva cercato di fare Cicerone,
De Iure Civili in Arte Redigendo.
che aveva scritto un’opera il Si
ars,
pensa che la direzione sia quella giusta: l’idea di una
ricostruzione scientifica, dare un nuovo assetto al diritto romano
perché Giustiniano ha fatto l’errore di aver costruito l’edificio in
cui si mescolano elementi diversi, attraverso l’interpolazione,
aveva sciolto le antinomie derivanti dal fatto che sussistevano fonti
derivanti da momenti diversi, bisogna invece ritrovare il genuino
ordo iuris corpus
romano. Quindi bisogna ripensare l’edificio del
iuris giustinianeo. Platone indica il fondamento del diritto, che è
quello del riconoscimento. Si pensi al sistema del metodo del
dialogo del Menone, lo schiavo a cui si fa capire che già conosce il
teorema di Pitagora. Questa è l’idea della riscoperta dei principi,
già conosciuti ma che devono essere estrapolati, fatti conoscere.
primaria principia
Giovanni Corasio indica come quelli universali, i
honeste vivere,
3 precetti, che lui prende dal diritto romano:
alterum non laedere, ius suum cuique tribuere, principi che si
ritrovano nel CIC. (I giusnaturalisti non faranno altro che
potenziare questa costruzione, una costruzione che muove dal
soggetto. Umanesimo significa riportare l’uomo al centro
dell’analisi, porta verso alcune acquisizioni del giusnaturalismo:
Gaia Scott Iovane
diritto costruito soggettivamente). Poi da qui si ricavano le regole
secondarie che differiscono a seconda dei vari ambiti del diritto. E
particularia,
infine i principi che deviano da quelli secondari. Così
si crea un edificio sistematico che si fonda sulle categorie. Gli
mos italicus
stessi umanisti che criticano i giuristi del perché non
osservano i caratteri originari e genuini del diritto romano, re
interpretano in modo errato la tripartizione gaiana, che viene
riletta in carattere soggettivistico. actio,
Si riprende come criterio quello dell’ ma è
paradossalmente un tradimento: per gli umanisti il diritto romano
doveva essere rispettato nella sua storicità, invece nella definizione
che essi danno dell’actio, c’è una mistificazione colossale, perché
l’actio viene ricondotta al soggetto. La tripartizione gaiana è riletta
in chiave soggettivistica, così come verrà riletta dai giusnaturalisti.
actio?
In particolare, qual è la definizione di Si è titolare di un
diritto in quanto si ha la possibilità di agire in giudizio. Qui invece
l’actio viene ricondotta alla volontà dell’individuo. Opera di
Donello: contratti, negozi giuridici, obbligazioni, successioni. Jean
acte juridique,
Bodin, in francese, parla di quindi atto giuridico è la
dichiarazione di volontà che costituisce lo strumento per disporre
le materie da parte del filone sistematico.
LEZIONE 20 01 2020
In Francia, in questo contesto, nasce l’idea di codice, il concetto
secondo cui la legge vigente è la legge del sovrano. In Francia, ci
sono due parti: Francia del Nord, rappresentata da tutte queste
Gaia Scott Iovane
consuetudini (i.e. Normandia, Britannia), in cui si applicavano
coutume;
appunto le e la Francia in cui si parla diritto romano. se
gli umanisti mettono in evidenza che il diritto romano non può
essere diritto vigente, essendo prodotto della storie, allora si
assiste a quale fenomeno? Che il diritto romano nel sud della
Francia è inteso come consuetudine, al Nord principi di scienza,
principi tecnici, ma il diritto principale è il diritto consuetudinario.
Se questa è la situazione, innanzitutto emergono 2 tendenze: al
nord, quella di unificare tutte le consuetudini; la seconda (?)
Se il diritto romano è storico, il diritto vigente è quello del sovrano.
Gli umanisti esaltano il re come legislatore. Charondas le Caron
afferma “solo il re può fare leggi in Francia”, in questo contesto si
comincia a parlare di codice. C’è questo giurista francese che
l’antitribonianus,
scrive con cui si dice che bisogna realizzare un
codice di due buoni volumi, scritto in francese. Quindi la Francia è
un incunabolo, un laboratorio della modernità. Non solo, ma
sempre in questo laboratorio, un’ordinanza del re del 1539 impone
l’uso della lingua francese, il francese è la lingua utilizzata quando
si va da un notaio. Si passa da latino a francese: questo porta alla
necessità di una lingua francese giuridica. Questo fa anche capire
come mai i francesi sono stati i primi a tagliare il traguardo della
codificazione. Invece, in Italia il cardinal de Luca ha capito che
bisognava poi forgiare una lingua giuridica nazionale. È la prima
occasione in cui si pensa una lingua giuridica italiana.
La polemica feroce degli umanisti contro i Glossatori e i
Commentatori:
Bisognava screditare in tutto e per tutto Accursio, Bartolo e
Baldo. Gli umanisti erano i veri scienziati della politica. E quindi il
giurista, l’ascoltatissimo consigliere, non aveva più ragione di
essere vicino al sovrano, ma ai principi. Ecco che allora troviamo
dei veri cataloghi. Torniamo all’idea che il giurista sia un ingegnere
sociale, ma dal 500 in poi c’è stata l’idea che il giurista sia un
suum cibus,
inetto, un barbaro, la sua scienza è trogolo: mangiare
Sycophantae:
per i maiali. giurista sicofante. Giurista che discetta
Rixantes de lana caprina.
di cose inutili. Etc.
Gargantua e Pantagruel
Un giurista aveva scritto un romanzo
(1542) in cui figura una campagna stampa nella quale i giuristi, i
nostri antenati, vengono presentati come ignoranti, non
Gaia Scott Iovane
conoscendo la lingua latina o greca, ma solo quella gotica e
barbarica. Diventerà campagna denigratoria degli illuministi.
La polemica degli umanisti contro Giustiniano e Triboniano.
Anche gli illuministi parleranno di Giustiniano come un
imbecille principe greco. Lo odiavano perché ha distrutto il CIC
secondo loro. L’idea dell’interpolazione: Triboniano ha corrotto
l’edificio del CIC. Non sapremo mai diritto classico, post-classico e
imperiale. Non avevano avuto la profondità di capire che in realtà
Triboniano ci ha salvato. Senza di lui, non avremmo mai avuto la
riscoperta del diritto romano, avremmo avuto il codice teodosiano,
che non è grande cosa.
La polemica (strettamente giuridica) degli Umanisti contro la
communis opinio
La polemica arriva da Zasio, fondatore tedesco-ungherese
communis opinio,
dell’Università di Bourges. La lo strumento di
certezza, la versione giurisprudenziale della legge, di fronte al
problema bisognava seguire la posizione condivisa dalla
maggioranza perché si riteneva che ciò che è condiviso dalla
maggioranza si colora di verità, laddove una sanzione è condivisa
dalla maggioranza. Venne condannata da Zasio perché c’era il
rischio che si abdicasse al compito che è assegnato a ogni giurista,
cioè di essere critico, ma di combattere una tesi attraverso la
dialettica e la capacità del singolo giurista.
Mos gallicus mos italicus.
e Destini a confronto.
In Francia ci fu la Notte di San Bartolomeo. La maggior parte
die giuristi ugonotti erano umanisti. Chi riesce a fuggire, va nei
paesi riformati, nei paesi protestanti, ovvero Germania e Olanda.
mos italicus
C’è qualcuno che difende questi giuristi invece del
dalle invettive? Sì, il giurista marchigiano Alberico Gentili: bisogna
formare giuristi provetti, lo scopo dell’insegnamento del diritto
civile è quello di preparare gli allievi all’attività pratica nella
società contemporanea. Dove si aspettano che vadano gli studenti
al termine dei loro studi: forse nella Repubblica di Platone, o a
Utopia?
Gaia Scott Iovane
LEZIONE 23 01 2020
Assistiamo a una serie di giuristi italiani che prendono il meglio del
gallicus,
mos mettono in rilievo che le critiche degli umanisti sono
gallicus
eccessive perché anche il mos potrebbe degenerare
nell’astrattezza. Con questa pagina di Alberico Gentili si pone in
evidenza due elementi: elemento scientifico ed elemento pratico
Da sempre ci si è interrogati sulla formazione del giurista.
Dopo l’unità d’Italia ci si chiede qual è l’identità del giurista e ci si
domanda come riformare o creare le facoltà giuridiche nazionali.
In questo contesti, vince una dimensione tecnico-professionale, a
scapito della dimensione teorico-scientifica. Quando si assiste alla
emersione della pandettistica, scienza dogmatica tedesca, in cui
dice “la scienza è scienza: il giurista dev’essere formato secondo
categorie scientifiche; il mondo delle prassi è un’altra cosa” è
quindi l’altro modello per eccellenza. Noi siamo stati presentati
come facoltà lontane dalla prassi. Siamo nella visione di Alberico
Gentili: essere riusciti a conciliare scienza ma anche mondo delle
professioni. Lo scopo dell’insegnamento civile è quello di preparare
gli allievi all’attività pratica nella società contemporanea (finisci
frase slide). Tommaso Moro è stato quello che nel suo testo
riprende un discorso utopistico che avrà sempre la dimensione
giuridica una dimensione centrale. Troviamo sempre la centralità
Gaia Scott Iovane
del giurista, del diritto, e ogni utopista indica che il migliore dei
mondo possibile con pochi giuristi, poche leggi.
C’è molto di buono nel metodo francese. Ci sono giuristi che
revitalizzano il metodo scientifico perché prendono il meglio del
metodo dogmatico e storico degli umanisti. Deciani è il padre del
nostro diritto penale moderno, ha una cognizione storico giuridica
delle fonti e per questo riesce a leggere le leggi. Il giurista deve
sempre pensare di poter attingere da tutto ciò che viene
dall’esterno.
Alla ricerca di un nuovo ordine. (13)
Giurista Jean Bodin
è un giurista che vuole vivere in pace con tutti, ma così
facendo, fa male a tutti. Siamo nel periodo della guerra di religione
in Francia: ci sono cattolici e ugonotti, e gli ugonotti sono tutti
cultori dell’umanesimo scientifico. Guardano alla Bibbia con un
occhio storico. In Italia, con la censura, tutti i volumi in cui
vengono citati giuristi francesi umanisti vengono espunti, in quanto
ugonotti. “Il sovrano come elemento ordinante”: lo pensava anche
Hobbes. Il problema se lo è posto prima Jean Bodin.
Uomo di pace, vuole dare al Paese una convivenza pacifica.
Quando scrive la sua opera corre l’anno 1576, “I sei libri dello
stato”, è avvocato al Parlamento di Parigi, che non Parlamento in
senso odierno, ma è il supremo tribunale in Francia, e quello di
Parigi il più importante, e magistrato, sospetto sia ai cattolici, sia
agli ugonotti.
Lo Stato è inteso come lo intende Hobbes: impedire la guerra
di tutti contro tutti. Lo stato nasce perché ci dono gli individui e le
loro proprietà da tutelare. Gli individui sono animati da passioni,
certo l’immagine di un uomo dominato dalle passioni, se non è
homini lupus,
quella hobbesiana, certo è che nel secolo si comincia
a dire che l’uomo è mosso dagli interessi, dall’ambizione, sono tutti
in lotta fra loro. L’uomo è presentato come una persona che sgue i
propri interessi, avido, ambizioso. Lo Stato formato viene
rappresentato, prendendo Aristotele, come una famiglia formata da
piccole famiglie. Così come il sovrano è il capo della grande
famiglia, ri sipete al stessa costruzione gerarchico-formale in ogni
famiglia. Lo stato viene defintio come governo giusto che si
Gaia Scott Iovane
esercita con potere sovrano. Come
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