Storia del diritto medievale e moderno II
Bartolo = 1313/1314-1357
Vita = e’ considerato l’esponente principale dei commentatori civilistici. Si forma
principalmente a Perugia con il celebre giurista Cino da Pistoia, che lo inizia al metodo
orleanese (variante della scuola dei commentatori rappresentata dalla scuola di Orleans =
cerca di elevare il discorso rispetto all’esposizione letterale e frammentaria delle leggi del
Corpus iuris, quindi il tentativo di andare oltre un’esposizione del contenuto di quelle
norme e una riflessione di tipo più analitico e casistico per tentare di elaborare una
riflessione un po’ meno casistica e considerare quelle norme in modo più unitario, con una
maggiore attenzione ai rapporti tra norme, quindi alla considerazione di ciò che
unisce/lega norme diverse fondamentalmente in base alla ratio = rielaborazione maggiore
delle norme + ragionamento interpretativo di natura dialettica = riflettere sulle tesi a favore
e contrarie in modo critico) = ci si distacca dalla spiegazione letterale di quelle norme per
condurre un ragionamento più ampio
Opere
○ trattati politici appartengono all’ultima parte della sua vita, soprattutto tra il 1355 e il
1357 (sono una sorta di coronamento della sua riflessione giuspolitica maturata nel
corso della sua attivita’ in seno alle magistrature di alcuni comuni dell’epoca e della
sua attività di professore di diritto)
○ gran numero di Lecturae su digesti, istituzioni, codice, novelle autentiche = lezioni
agli studenti
○ vaste raccolte di quaestiones, consilia e tractatus
1. trattato De represaliis (27 febbraio 1354) = richiama un istituto tipico del diritto
comune del tempo = istituto della rappresaglia, fondamentale nei rapporti tra
comunità e autonomie, ordinamenti giuridici autonomi all’interno del diritto
comune
2. trattato De Guelphis et Gebellinis (1355) = fazioni politiche e in particolare
della divisione tra guelfi e ghibellini → problema della lotta civile all’interno
del comune
3. trattato De regimine civitatis (1355) = tratta dell'ordinamento costituzionale
della citta’ → Bartolo espone il proprio pensiero sulla costituzione cittadina,
rappresenta la premessa anche del trattato dedicato in particolare al
problema della tirannide → dedicato all’ordinamento costituzionale della
citta’ che rappresenta il presupposto del suo trattato sulla tirannide
→ Bartolo esclude come forma di governo adeguata alla civitates italiane il
regime monarchico = degenerazione dei governi cittadini del tempo nella
direzione di signorie personali che rappresentano una degenerazione
vecchio governo ideale del “reggimento a popolo” verso forme di governo
monarchiche se non tiranniche → la dimensione territoriale rappresentata dal
comune e’ retta in modo ottimale da un reggimento democratico, la
monarchia e’ fatalmente destinata a degenerare in tirannide
→ principio monarchico non e’ rigettato in assoluto perche’ Bartolo confida
nella capacità del potere imperiale per porre fine alle rivalita’ particolari =
imperatore come arbitro supremo, ma predilezione per il regime a popolo
4. Tractatus super Constitutione ad reprimendum e Qui sint rebelles = glosse
alle costituzioni pisane di Arrigo 7 ed Enrico 7 (scende in Italia per restaurare
il potere imperiale e porre fine alle rivalita’ tra Guelfi e Ghibellini; nella
costituzione, definizione del termine “ribelle” = chi in base alle norme del
diritto romano si macchia del delitto di lesa maesta’ / delitto di resistenza)
Althusius = 1563-1638, giurista riformato, giurista calvinista
Vita = giurista calvinista, nato a Diedenshausen, una cittadina della contea di
Wittegenstein-Berleburg in Westfalia, alla frontiera della contea di Nassau, di obbedienza
calvinista, ai confini fra il territorio dell’area tedesca in senso stretto e l’area olandese dei
Paesi Bassi. Nasce in una cittadina a confine tra il Sacro Romano Impero in senso stretto e
un’area che negli anni precedenti aveva raggiunto una sostanziale indipendenza rispetto
all’impero, ossia l’area dei Paesi Bassi del Nord delle Province Unite, circostanza che
influira’ notevolmente sulla sua elaborazione dottrinale. Si forma tra Basilea e Ginevra, ed
e’ da qui che arriva il suo rigido spirito calvinista che connota la sua opera scientifica. Si
laurea in ultroque iure, in diritto civile ed ecclesiastico, sullo studio del diritto romano
comune e del diritto canonico. Diventa professore di diritto all’Universita’ di Herborn, di cui
sara’ rettore a partire dal 1590. E’ interessante la sua collocazione professionale perche’
l’Universita’ di Herborn e’ un’universita’ tipica calvinista fondata da Giovanni 6’ di Nassau,
conte locale di cui Althusius fu consigliere. E’ un’universita’ di nuova formazione destinata
all’educazione dei nuovi teologi riformati. Altro elemento di svolta: l’anno successivo alla
pubblicazione della Politica, viene chiamato a ricoprire la carica di syndacus nella citta’ di
Emden, citta’ extracircondariale della Bassa Sassonia che si colloca lungo il fiume Ems,
che separa la Bassa Sassonia dalle Province Unite. Dal 1604 intraprende, accanto alla
sua attivita’ di teorico/accademico, un’attivita’ pratica al vertice delle istituzioni cittadini e
anche di quelle religiose. Sindaco e’ la carica al vertice del governo civile, mentre
Althusius diventa esponente principale del concistoro cittadino, dell’organismo di vertice
anche in materia religiosa della citta’
Opere
○ Iuris Romani libro duo, ad leges methodi romae conformati (due libri del diritto
romano), 1586 → utilizza il metodo ramista, un metodo di organizzazione,
costruzione di una scienza confessionalmente connotato
○ Jurisprudentia romana, vel potius juris romani ars; duobus libris comprehensa, et ad
leges methodi romae conformata, 1588 (scienza giuridica romana, diritto romano,
anche qui con richiamo nello steso titolo di Pietro Ramo)
○ Civilis conversationis libri duo, methodice digesti et exemplis sacris et profanis
passim illustrati, 1601 (opera di diritto civile, in quanto giurista, professore di diritto e
capo dell’amministazione locale del governo di Hemden)
○ Disputatio politica de regno recte instituendo et administrando, 1602 (questa
disputatio e’ considerata opera di Althusius, ma riporta anche il nome dello studente
che ha discusso quella tesi → l’argomento coincide con quello della politica)
○ Politica, methodice digesta atque exemplis sacris et profanis illustrata = prima
edizione 1603 a Herborn; ristampata e aumentata di alcuni capitoli importanti nel
1610 a Harnham e Groningen; terza edizione (definitiva) nel 1614 a Herbor
→ allegata gia’ nelal prima edizione una oratio panegyrica, un’orazione dedicata al
problema della necessita’, utilita’ e la storia di scuole, universita’, studi = consigli
per una vita virtuosa, conforme alle leggi divine, rapporto fra teologia diritto politica
→ nell’oratio conclude che c’e’ una sorta di gerarchia fra le scienze → regina di tutte
e’ la teologia, dopo scienza giuridica (scopo di riparare le ingiustizie che si creano
tra gli uomini nella vita associata = restaurare un ordine universale → e’ giustizia
divina stessa) → tutte le altre scienze hanno una loro propria individualita’, ma non
si possono considerare totalmente autonome, devono assistere la teologia
realizzando alcuni degli scopi della vita associate che la stessa teologia prescrive =
tre scienze hanno una propria individualita’, ma partecipano di alcuni fini in comune
→ la seconda edizione e’ dedicata (vedi prefazione) agli Stati
generali/rappresentanti delle province unite
○ tre libri dedicati alla giustizia, 1617 (comparazione tra varie branche del diritto e il
modello costituzionale della res publica ebreorum = modello costituzionale del
popolo di Dio, come tramandato dalle sacre scritture)
Riassunto delle puntate precedenti:
Universalismo del mondo medievale si fondava rigidamente su corpi normativi autorevoli.
Diritto civile si studiava sul corpus iuris civilis: giuristi universitari imparano a interpretare il
diritto vigente alla luce del diritto razionale concepito come depositato nel corpus iuris;
canonisti fanno altrettanto con i libri di diritto canonico che si sono andati formando
nell’eta’ intermedia. La modernita’ spezza questo metodo di studio, costruendo un’idea
nuova: il metodo. Discussioni sulla topica, sul metodo dei giuristi del ‘500, discussioni sul
metodo degli studi giuridici e dell’insegnamento del diritto verso la costruzione di qualcosa
che ha una denominazione nuova, non esistente precedentemente: sistema.
= Muore il vecchio universalismo giuridico, quindi bisogna trovare un nuovo modo di
conoscere, studiare e interpretare il diritto e magari ricostruire una concezione universale
del diritto, ma su una base che non puo’ più essere il diritto romano-giustinianeo e
soprattutto non più il diritto canonico.
Trapasso in cui molti degli elementi non moderni restano e si trasformano
Giuramento come dimensione sacrale del diritto pubblico che arriva fino a noi (54.2 Cost)
CORPUS IURIS CIVILIS / LIBRIS LEGALES = 5 tomi/volumi in cui i giuristi medievali
hanno riorganizzato le compilazioni giustinianee, opera di risistemazione compiuta
secondo la tradizione da Irnerio a Bologna tra fine 11’ e inizio 12’ sec (pag 27 ss)
1. Codex = primi 9 libri del Codex di Giustiniano
2. Digestum Vetus = libri dal 1 al 24 2’ titolo
3. Digestum Infortiatum = libri dal 24 3’ titolo al 38
4. Digestum Novum = libri dal 39 al 50
5. Volumen o volumen parvum = contiene
a. libri dal 10 al 12 del Codex di Giustiniano (Tres Libri)
b. Institutiones di Giustiniano
c. Novellae giustinanae (nella redazione dell’Authenticum in numero di 134 = i
glossatori ne raccoglievano solo 97) suddivise in 9 collationes
d. Libri Feudorum = raccolta di diritto feudale in 2 volumi che va a formare la
c.d. Decima Collatio
e. alcune costituzioni imperiali dei secoli 12 e 13, distribuite in maniera
frammentaria per materia anche all’interno del Codex
f. testo della Pace di Costanza (o Trattato di Costanza) del 1183
g. la Lombarda = raccolta di leggi longobardo-franche
LEX DIGNA VOX = fonte del Corpus iuris civilis → codice giustinianeo, glossato, lex
contenuta nel codice = norma fondamentale su cui si fonda il costituzionalismo
medioevale, cioe’ la riflessione attorno al potere e ai limiti del potere che e’ alla base
anche del trattato di Bartolo sulla tirannide e della dottrina tirannica althusiana
→ forse la norma del diritto romano più importante alla base della giuspubblicistica
moderna (cioe’ della riflessione attorno al diritto pubblico, al potere a i suoi limiti del
tardo medioevo e della prima modernita’)
→ testo giustinianeo e’ al centro, cio’ che si sviluppa intorno al testo e’ l’apparato
delle glosse, un fitto apparato interpretativo del testo giustinianeo → gia’
nell’apparato delle glosse come sistemato da Accursio intorno alla meta’ del 1200,
attorno al testo si afferma un fitto apparato interpretativo che non consiste solo di
spiegazini letterali, testuali, ma contiene forme di interpretazione del testo anche
molto più complesse, elaborate
→ non e’ semplice riesumazione del diritto romano, ma e’ ripresa dello studio del
diritto romano per estrapolarne i principi di diritto utili a normare una realta’ diversa e
nuova
→ Corpus iuris civilis = testo fondamentale su cui si formano tutti i giuristi fino al
1700 inoltrato, proprio perche’ dotare norme che afformano le radici così indietro nel
tempo di un apparato interpretativo di carattere evolutivo diventa la chiave di volta
del sistema di diritto comune, cio’ che consente al diritto comune non solo di
nascere e affermarsi, ma di protrarsi, sopravvivere così a lungo nel tempo, di
continuare ad evolversi e modificarsi nel tempo, di continuare a rappresentare uno
strumento adeguato per regolare attraverso i principi che ne sono alla base
condizioni storiche e giuridiche così diverse come sono quelle della piena
modernita’ (1600-1700)
→ glossa = letteralmente “lingua” attraverso la quale un testo antico puo’ continuare
a parlare al presente, da’ voce al testo, da’ un senso al testo anche per il presente
(altrimenti norme dettate per una realta’ così lontana nel tempo non avrebbero più
nessun significato per i contemporanei o comunque non potrebbero essere adottate
come diritto vigente)
→ Accursio cerca di sistemare l’apparato delle molte glosse cresciute intorno al
corpus iuris civilis, dare loro una sistemazione. La sistemazione data da Accursio
alle glosse dei suoi predecessori si cristallizza, diventa l’interpretazione ufficiale del
corpus iuris civilis, quella con cui il corpus iuris civilis circolera’ a partire dalla meta’
del 1200 fino al 1700 inoltrato
→ la prima fase del diritto comune classico dei glossatori si chiude nella meta’ del 1200 e
si inaugura una nuova fase che e’ la fase c.d. dei commentatori, del commento = frutto di
un’attivita’ interpretativa che si emancipa dal testo, almeno dalla presenza fisica del testo
di diritto romano → diventa un genere letterario, la forma nella quale viene redatta una
riflessione attorno al testo giustinianeo che pero’ non ha più necessita’ della presenza
fisica della norma di diritto romano, una sorta di riesposizione del contenuto della norma e
di tutto cio’ che e’ necessario per comprendere quella norma, quindi non solo il testo
originario redatto da Giustiniano, ma anche le principali interpretazioni dei giuristi
tardomedievali, utili per comprendere come poter utilizzare quel testo, utili a riflettere
soprattutto sulla ratio del testo, sui principi di diritto contenuti in quel testo, sul senso della
norma e quindi sulla ridefinizione del suo ambito applicativo
→ la scuola dei commentatori annovera molti giuristi importanti tra cui anche Cino da
Pistoia e Bartolo da Sassoferrato
→ i generi letterari del diritto diventano sempre più elaborati e complessi fino ad arrivare ai
grandi trattati di diritto
→ a partire dai primi commentatori (tra meta’ 1200 e 1300) si riflette sul diritto romano in
modo sempre più libero ed emancipato dal testo originale in un lavoro di interpretazione
sempre meno di carattere esplicativo, puramente esegetico e sempre più di carattere
innovatino/evolutivo
→ Bartolo e’ considerato il massimo esponente della scuola dei commentatori → diventa il
modello di giurista e le sue decisioni divengono decisioni con fortissimo valore orientativo
in tutta la realta’ dell’Europa continentale e anche oltre
A partire dal 1454 in Portogallo, in Castiglia e nel 1603 anche in Brasile, in caso di
pareri discorsi, di cause controverse e di necessita’ di andare a vedere i pareri della
grande scienza giuridica, i pareri dei commentatori, in caso di pareri discordi viene
stabilito ufficialmente che dovra’ prevalere in giudizio il parere di Bartolo
B A R T O L O
Bartolo = autore di trattati di diritto pubblico, il più importante dei quali e’ quello dedicato a
un fenomeno che Bartolo chiamava con un nome classico, cioe’ tirannide
Bartolismo = corrrente del pensiero giuridico operante fino a quasi tutto il 16’ secolo
e che ha preparato le rivoluzioni metodologiche (i primi autori dell’umanismo
giuridico sono quasi tutti bartolisti)
Tirannide = fenomeno della deviazione del potere sia per quanto riguarda il suo acquisto
sia i modi del suo esercizio
→ acquisto illegittimo del potere quand’anche esercitato a vantaggio della collettivita’, se
l’acquisto e’ illegittimo il potere resta illegittimo, oppure un potere legittimamente acquisito,
ma esercitato in modo da renderlo svantaggioso, oppressivo per i soggetti e dunque da
spogliarlo della sua legittimita’
Trattato in forma molto scolastica, ripartito in 12 questioni in cui esamina quello che e’
importante ai fini della costruzione di una dottrina di diritto pubblico intorno al potere e ai
suoi limiti → discorso che noi oggi chiameremmo di carattere evidentemente
costituzionale, discorso intorno al potere e ai suoi limiti
Trattato edito in un’edizione critica accurata e in versione eoriginale quindi in latino per la
prima volta dal prof Quaglioni negli anni ‘80 e uscito recentemente in traduzione italiana, a
cura di Dario Razzi, con prefazione di Diego Quaglioni e traduzione di Attilio Turrioni.
Opera si colloca nel pieno dell’eta’ del diritto comune classico = eta’ che va dal 12’ secolo
al 15’ secolo, eta’ in cui nasce e si sviluppa il sistema del diritto comune, sistema che
nasce, cresce e si sviluppa e regge le sorti dell’Europa occidentale per un arco di tempo
vastissimo, per oltre 7 secoli
Prima partizione all’interno dell’eta’ del diritto comune, che va dal 12’ a fine 18’/inizi
19’ secolo
1. eta’ del diritto comune classico (12’-15’) = sistema di diritto dominante, il
diritto comune raggiunge il culmine della sua perfezione sia formale che
sostanziale e della sua applicazione dell’Europa occidentale
2. eta’ della crisi del diritto comune (fine 15’/inizi 16’-fine 18’/inizi 19’) = con le
prime codificazioni moderne termina il sistema di diritto comune e inizia il
sistema del diritto codificato
La riflessione di Bartolo intorno alla tirannide parte dalla realta’ comunale del suo tempo,
dalla realta’ politica e giuridica dei comuni de poi delle citta’ del 1300 italiano → ergo
rapporto tra diritto statutario e diritto comune e’ la cornice di tutto il discorso di Bartolo non
solo intorno alla tirannide, ma anche intorno ad altri aspetti
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Riassunto esame Storia del diritto medievale e moderno, prof Bianchin, libro consigliato Diritto, teologia e politi…
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