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Appunti di storia del diritto medievale e moderno

I Germani entrano nell’impero (Secc. V-VIII)

Le popolazioni germaniche stanziate nel Nord dell’Europa iniziano, con sempre maggior frequenza, incursioni all’interno dell’Impero Romano d’Occidente. Il fatto che queste popolazioni penetrino dai confini dell’Impero testimonia l’impossibilità di difendere un territorio così vasto.

Per tutelare almeno quella che è la capitale dell’Impero Romano d’Occidente, si decise di spostarla da Roma a Ravenna in quanto Ravenna è più facile da difendere ed è inoltre situata sulla costa, proprio di fronte a Bisanzio (capitale dell’Impero d’Oriente) favorendo i contatti tra le due capitali.

Prende così inizio l’età delle invasioni barbariche. I primi regni di origine barbarica furono:

  • Il Regno dei Visigoti (costituito inizialmente in Francia e successivamente spostatosi in Spagna).
  • Il Regno dei Burgundi (che si estende in una porzione territoriale compresa tra Lione e Ginevra).
  • Il Regno dei Franchi (oggi corrispondente ai Paesi Bassi e al Nord della Francia).
  • Il Regno Ostrogoto (oggi corrispondente alla Slovenia e all’Istria).

I popoli germanici, conquistato il territorio dell’impero, si stanziavano secondo il regime dell’“hospitalitas”. Per cui, i Germani, vincono i Romani, requisiscono tutte le loro terre e le retribuiscono in proporzione. Tale proporzione varia a seconda dei regni. Nel caso dei Visigoti e dei Burgundi 2/3 di terra spettavano ai germani mentre 1/3 ai romani. Nel caso degli Ostrogoti la proporzione è inversa in quanto 1/3 spettava agli Ostrogoti e 2/3 ai Romani.

Invaso il territorio, su quest’ultimo convivevano sia popolazioni germaniche che popolazioni Romane. Ogni popolo amministrava le proprie terre. Le popolazioni cominciavano a mescolarsi. I capi dei Germani mantenevano il titolo di Re ma al contempo assumono il titolo di patrizi dell’Impero Romano (Alarico, ad esempio, era re dei Visigoti e patrizio dell’Impero Romano).

Questi regni romano-germanici hanno avuto una profonda influenza sulla storia giuridica dell’Europa. Il diritto odierno presenta, a tal proposito, due differenti matrici:

  • Il diritto Romano giustinianeo.
  • Il diritto germanico.

Già prima dell’avvento delle invasioni all’interno dei confini dell’Impero, i Germanici avevano avuto rapporti con l’impero Romano. Spesso infatti questi milites foederati erano soldati alleati, che combattevano per conto dei Romani (es. Alarico I era, oltre che re dei Visigoti, un miles foederatus).

Tutte le popolazioni germaniche, seppur diverse tra loro, avevano dei tratti in comune:

  • Anzitutto erano nomadi. Prima di stanziarsi ai confini dell’impero queste popolazioni vagavano. Non avevano un territorio preciso su cui vivere e stanziarsi.
  • Erano dotati di propensione militare. Avevano una forte propensione alla guerra e alla conquista. Erano società bellicose.
  • Forti vincoli familiari. La famiglia era intesa in senso esteso e comprendeva tutti i legami parentali. Si parla, in senso lato, di clan.
  • Assenza di una cultura scritta. Non esisteva una cultura giuridica scritta (almeno nei primi tempi).

Il passaggio dal diritto consuetudinario a quello scritto

Nel momento in cui si stanziavano all’interno dei confini dell’Impero, i germani si regolavano sulla base di consuetudini. Vigeva dunque una forma orale di diritto (a differenza di quanto accadeva nel diritto Romano ove vigeva il diritto scritto). Ogni popolo aveva la propria lingua, religione, e le proprie consuetudini che li caratterizzavano.

Nella prima stagione del loro stanziamento si continua a mantenere un diritto consuetudinario (che era peculiarità di ogni popolo). Vigeva dunque il principio della personalità del diritto per il quale è l’appartenenza ad un popolo a determinare l’uso di determinate consuetudini.

A questo punto bisogna fare una distinzione tra leggi personali e leggi territoriali. Le leggi territoriali sono le leggi che si applicano a tutti coloro che stanno sotto lo stesso territorio. Le leggi personali si applicano invece sul popolo ovunque esso vada.

Inizialmente le popolazioni germaniche stanziate all’interno dell’Impero Romano continuarono a adottare le loro consuetudini orali. Il regime giuridico consuetudinario andava bene solo inizialmente. Nella convivenza con il diritto Romano, per i popoli germanici, il diritto orale cominciò a non andar più bene.

Nacquero così le prime consuetudini scritte. Si tratta di un importante passaggio dal diritto orale al diritto scritto, anzitutto perché le consuetudini tramandate in maniera orale nel corso del tempo subivano dei mutamenti. La legge scritta, in quanto immutabile, dava maggiori certezze. Nacquero così le prime legislazioni scritte che accelerarono l’integrazione con le altre culture e in particolare con la cultura di matrice latina.

Il Re era il capo militare. Nel momento in cui le consuetudini furono messe per iscritto, il ruolo del re fu esaltato. Non è semplicemente un capo militare ma è anche colui che deve garantire che le regole giuridiche vengano rispettate. Si ha così una gerarchizzazione del potere reale.

Le prime legislazioni germaniche scritte non erano altro che raccolte di consuetudini.

I Visigoti Codex Euricianus (Codice di Eurico; 475-476) Burgundi Lex Burgundionum (Legge dei Burgundi, che risale ai primi 15 anni del ‘500) Franchi Pactus Legis Salica (Collocabile ai primi anni del ‘500).

Prima di dedicarci ai singoli regni delle popolazioni germaniche, bisogna fare una distinzione tra regni romano-germanici (costituiti dall’incontro tra romanità e germanesimo), come il regno del Visigoti, dei Franchi e dei Burgundi e il regno dei Longobardi, nel quale, almeno inizialmente, non vi è una fusione tra romanità e germanesimo. Si tratta, in quest’ultimo caso, di un regno solo germanico.

A questo punto, possiamo iniziare a parlare dei regni romano-barbarici (regni che si fondano sulla base del regime dell’Hospitalitas per cui i germani vincitori e i romani vinti convivevano pacificamente).

Regno dei visigoti (413-711)

Il regno dei Visigoti può essere considerato il primo regno romano-germanico stanziato all’interno dell’Impero Romano d’Occidente. Il regno dei Visigoti fu fondato nel V secolo da Ataulfo ma le origini di tale regno sono da ricercarsi nell’opera di Alarico I.

Alarico I era un generale federato, capo del regno dei Visigoti (stanziato nell’attuale Ungheria). Alarico era alleato dei Romani anche se, in verità, aveva rapporti conflittuali con l’imperatore dell’Impero Occidentale, Onorio.

Per porre fine a questi conflitti e stipulare una pace, Alarico e Onorio decidono di incontrarsi a Ravenna dove l’Imperatore Onorio propone ad Alarico di recarsi in Spagna (conquistata dai Vandali) e di sconfiggere questi stessi, promettendogli che, in caso di vittoria, avrebbe potuto trattenere i territori e fondare su questi il regno dei Visigoti. Alarico accetta la proposta di Onorio ma, arrivato ai piedi delle Alpi, viene attaccato alle spalle dal Gotto Saro, generale federato mandato dall’imperatore per incastrarlo.

Alarico I esce vittorioso da questo scontro e, infuriato con l’Imperatore Onorio per l’inganno tratto, torna a Roma e per tre giorni la mette a ferro e fuoco (il famoso Sacco di Roma del 410 a.C.).

Il Sacco di Roma non era inteso come un attacco all’impero Romano ma come una vendetta nei confronti dell’Imperatore che lo aveva tradito.

Successivamente, Alarico I, procede verso Sud dove però perde la vita a Cosenza. Sarà Ataulfo, suo successore, a fondare nel 413 il regno dei Visigoti in Gallia (attuale Francia), con capitale Tolosa.

L’anno successivo Ataulfo sposa Gallia Placidia, sorella dell’Imperatore Onorio, la quale era stata fatta prigioniera in occasione del Sacco di Roma. Galla Placidia era un’imperatrice Romana.

Il matrimonio sancì dunque un evento importante in quanto Ataulfo sarà filoromano: esso sarà infatti molto attento e rispettoso nei confronti della cultura dell’impero Romano.

Il successore di Ataulfo, Wallia, rinnovò il patto che Alarico aveva fatto con Onorio, che prevedeva di sconfiggere in vandali in Spagna. Il regno de Visigoti, in seguito alla vittoria contro i Vandali, si sposta dal sud della Francia sino in Spagna, con capitale Toledo.

Il regno dei visigoti fu il primo a promulgare leggi scritte per il regno. All’inizio del V secolo i Visigoti avevano addirittura 2 leggi con contenuti in parte analoghi ma con struttura diversa.

  • Lex Romana Wisigothorum o Breviarum Alaricacianum (506).
  • Lex Wisigothorum (654) derivante dal codex Euricianum.

La lex Romana Wisigothorum, promulgata dal re Alarico II, è una sorta di antologia di norme Romane (e non consuetudini) vigenti all’interno dell’Impero. In questa rifluiscono le leges e gli iura.

  • Le leges sono le costituzioni imperiali, tratte dal Codex Teodosianum, dal codice Gregoriano ecc..
  • Gli iura sono frammenti di opere di giuristi classici con valore di norma, estrapolati dalle sentenze di Paolo (Paolii sententie), l’epitome di Gaio (epitome Gaii) ed il “Libro del responso di Giustiniano” (Liber Responsorum).

La lex Romana Wisigothorum è una legge raffinata e ben fatta in quanto probabilmente fu la chiesa ad aver redatto queste leggi (l’estensore, pertanto, è un ecclesiastico). Per quanto la Lex Romana Wisgothorum fosse un testo ben fatto, essa non riesce a superare l’attaccamento che i Visigoti hanno verso il loro ordinamento giuridico. La Lex Romana Wisigothorum contiene diritto Romano. I Visigoti erano legati al loro ordinamento giuridico che da consuetudinario era stato messo per iscritto nel Codex Euricianus.

Questa (lex Romana Wisigothorum) si caratterizza infine per la mole di brani di diritto Romano riportati (tanto che la lex in questione è il principale canale di trasmissione del diritto Romano teodosiano nell’Alto Medioevo), e per il suo carattere percettivo (in quanto promulgata dal Re).

Alarico II, con la lex Romana Wisigothorum, da norme più vicine alla sensibilità latina, Questa legge non riesce pero ad imporsi e a prevalere sull’ordinamento giuridico dei Visigoti (legati alle loro consuetudini). La trascrizione delle consuetudini avvenne tra il 475 e il 476. La Lex Wisigothorum, promulgata da re Eurico, è il primo nucleo dell’ordinamento giuridico Visigoto. Questa è oggetto di successive modifiche compiute da altri imperatori Romani, tra i quali ricordiamo:

  • Leovigildo, che applicò una revisione del codice di Eurico.
  • Chindasvindo, che aggiunge alla lex Wisigothorum nuove norme.
  • Recesvindo, che nel 654 fa assumere alla lex Wisigothorum la sua forma definitiva.

La principale differenza tra Lex Romana Wisigothorum e Lex Wisigothorum sta nel fatto che la prima contiene tratti di diritto Romano, la seconda no. Si parla, a tal proposito, di dualismo normativo in quanto vi sono due fonti che convivono. Sorsero a tal proposito molteplici dubbi tra gli studiosi che si interrogarono sulle modalità di convivenza di queste norme.

A tal proposito, sorgono nel corso dei secoli 3 differenti teorie:

  1. La prima teoria, emanata da Savigny giustificava la presenza di queste leggi alla luce del principio della personalità del diritto: secondo questa teoria la lex Romana Wisigothorum si applicava ai Romani mentre la Lex Wisigothorum si applicava ai Visigoti. Nello stesso territorio vi sono di fatto 2 etnie per ognuna delle quali si applicava una determinata fonte. Ci si accorse negli anni però che in nessuna parte della Lex Romana Wisigothorum vi è scritto che questa fosse destinata ai cittadini Romani. Inoltre, la lex Wisigothorum presenta norme riferite ai Romani. Entrambe le leggi non hanno una valenza personale, ma territoriale.
  2. La seconda teoria, avanzata nel corso dei primi anni del XIX secolo, è del tutto minutaria per la quale l’esistenza delle diverse leggi si spiega con la diversa destinazione delle leggi stese. Secondo questa teoria la lex Romana Wisigothorum era rivolta ai pratici (gli odierni giudici, avvocati). La lex Wisigothorum aveva invece fini didattici. Questa veniva insegnata nelle scuole. Si tratta però di una teoria suggestiva che non ha convinto. Tale teoria, enunciata da Gallo d’Ors, prende il nome di teoria di differente destinazione.
  3. La terza è la teoria del diritto universale di Ennio Cortese, che sostiene l’esistenza di un diritto universale e di uno particolare. Il diritto particolare è rappresentato dalla lex Wisigothorum mentre quello universale è rappresentato dalla lex Romana Wisigothorum. Quest’ultima, in quanto lex universale, valeva ovunque ed tutte le volte che la lex Wisigothorum non trattava una particolare casistica o questione. Questa tesi convince molto perché sarà lo stesso modo di operare che troveremo alcuni secoli più tardi dopo la riscoperta della Compilazione Giustinianea da parte di Irnerio. (La Compilazione giustinianea e il diritto canonico erano lex universale in dialettico con i tanti diritti particolari, personali e territoriali vigenti in Europa).

Già nel IV secolo queste due leggi convivevano. Si applicava con prevalenza la legge particolare (Lex Wisigothorum) mentre la lex Romana Wisigothorum soccorreva alla lex Wisigothorum laddove questa non prevedeva delle casistiche particolari.

Regno dei Burgundi (443-534)

Il regno dei Burgundi fu fondato nel 443 d.C. da re Gundioco; la sua capitale era Lione. Gundioco, come Alarico, era soldato alleato dei Romani tanto che, quando nel 443 fonda il regno dei Burgundi, viene esplicitamente autorizzato a farlo da un generale romano, Flavio Ezio.

Il regno dei Burgundi presenta grandi analogie con quello dei Visigoti:

  • Anche i Burgundi, come i Visigoti, sono soldati alleati dell’esercito Romano.
  • Anche Gundioco, come Alarico, godeva di un doppio titolo: questi era re dei Burgundi e patrizio Romano.
  • Anche in questo caso il regnum germanico dei Burgundi, proprio come quello dei visigoti, si colloca entro i confini dell’Impero Romano.
  • Come i Visigoti, anche i Burgundi, godevano di un dualismo normativo.

La legislazione burgunda, rispetto a quella dei Visigoti, era molto più grossolana e modesta. Si tratta (parimenti a quanto abbiamo visto con i Visigoti) di una raccolta normativa di testi romani e di una raccolta scritta di consuetudini. Dal confronto tra la legislazione Visigota e quella Burgunda notiamo come quest’ultima sia di qualità assai inferiore. Entrambi i testi furono promulgati dal re Gundobaldo e vigevano contemporaneamente già nei primi anni del VI secolo.

La lex Romana Burgundionum (legge Romana dei Burgundi). Non possiamo datarla con certezza anche se possiamo verosimilmente affermare che questa risalga ad un periodo compreso tra gli ultimi anni del V secolo e i primi anni del VI secolo d.C., periodo in cui regnava Gundobaldo. Nella lex Romana Burgundionum sono contenute fonti Romane, leges e iura.

  • Leges: Comprendono costituzioni tratte dal codice teodosiano, dal codice gregoriano ed ermogeniano, ulteriori costituzioni di Teodosio non comprese all’interno del codice.
  • Iura: Passi dei Giuristi classici di Roma come ad esempio brani estrapolati dalle sentenze di Paolo e/o dall’Epitome Gaii.

Le fonti utilizzate nella Lex Romana Burgundionum sono le stesse utilizzate dalla lex Romana Wisigothorum seppur in numero nettamente inferiore. Inoltre, mentre, come abbiamo già visto, le fonti Romane della Lex Romana Wisigothorum erano riprodotte in originale, nella lex Romana Burgundionum le fonti non sono riportate nella veste originale ma sono parafrasate e riassunte in modo da essere più comprensibili e leggibili per il popolo Burgundo, nettamente grezzo rispetto a quello dei Visigoti.

La lex Romana Burgundionum rappresenta la lex universale. Alla lex Romana Burgundionum si affianca la lex Burgundionum risalente alla fine del V secolo (fine del 400), che consiste in una raccolta scritta di consuetudini. La lex Burgundionum regolava i rapporti tra i Burgundi e i Romani.

La lex Romana Burgundionum e la lex Burgundionum non hanno valore personale ma territoriale. Nel corso dei secoli ci si interrogò sul perché della contemporanea vigenza di due leggi aventi gli stessi destinatari. Come visto nel regno dei Visigoti, anche nel regno dei Burgundi questo dualismo normativo era spiegato facendo ricorso alla teoria di Ennio Cortese secondo la quale queste due leggi convivevano nel regno dei Burgundi nel rispetto della dialettica tra diritto universale e diritto particolare. La lex Romana Burgundionum è diritto universale chiamato a integrare e supplire alle lacune della lex Burgundionum che è, invece, diritto particolare.

Regno dei franchi (481-511)

Parzialmente diversa è la storia e il diritto dei Franchi rispetto a quello dei popoli germanici precedente visti. Il regno dei Franchi fu costituito nel 481 d.C. da re Clodoveo, capostipite della dinastia dei Merovingi (in un ampio territorio compreso tra Francia, Olanda, Belgio e parte della Germania centro-orientale).

Il regno dei Franchi, governato dal suo fondatore, re Clodoveo, assiste al susseguirsi di due particolari eventi fondamentali:

  • La conversione al cristianesimo cattolico, importante soprattutto in ottica futura. Sarà grazie alla conversione al cristianesimo infatti che i Carolingi riusciranno ad affermarsi sulla scena europea. Clodoveo converte sé stesso e la sua popolazione al Cristianesimo cattolico (496 d.C.). La conversione avviene sulla base di una promessa per la quale, se Clodoveo fosse rius
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Scienze giuridiche IUS/19 Storia del diritto medievale e moderno

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher salvatoretrainito8_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del Diritto Medievale e Moderno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Legnani Annichini Alessia.
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