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Appunti di Storia Contemporanea sul Novecento

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Esame di Storia contemporanea docente Prof. R. Pupo

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ESTRATTO DOCUMENTO

Come cercano di gestire il potere i bolscevichi?

- con la PACE DI BREST-LITOVSK 3 marzo 1918= pace con i tedeschi che però fa perdere

tutte le zone che avevano impianti minerali, ma i bolscevichi la accettano pur di far finire la

guerra;

- si cerca di introdurre una DEMOCRAZIA= si crea una Costituente, si va alle elezioni ma i

bolscevichi ottengono solo il 25% dei voti al posto di "rassegnarsi", continuano a

mantenere la loro linea e, pur di stare al potere, sciolgono l'Assemblea usando come

scusante il fatto che la democrazia fosse "un trucco borghese" si avvia un momento

storico dominato dalla dittatura del proletariato: all'interno di esso troviamo la fase del

COMUNISMO DI GUERRA. La forza della politica (che aveva una gestione tipicamente

autoritaria) viene sostituita al sistema precedente. La proprietà privata viene abolita, tutte

le imprese vengono nazionalizzate, viene creato un nuovo esercito detto Armata Rossa

(vogliosi di fare la rivoluzione).

Si apre una fase rivoluzionaria, conosciuta come: GUERRA CIVILE RUSSA. Da questa

confusione il nucleo bolscevico risulta essere quello più coeso e compatto, tanto che riesce

a trovare le parole giuste per avvilire i propri avversari si crea un'idealizzazione della

violenza come fattore positivo.

Questa crisi porta alla sconfitta delle forze rivoluzionarie e all'allargamento della potenza

bolscevica. Lo Stato controlla la terra dei contadini ed il loro raccolto viene gestito in un

"ammasso" (cioè una stazione di raccolta comune delle merci) dalle autorità pubbliche. Le

controrivoluzioni vengono sconfitte e, attorno al 1920-21, il potere bolscevico si afferma

appieno.

A questo punto, la situazione comincia a cambiare: i soviet, che inizialmente erano

espressione della volontà operaia, diventano sempre più espressione del partito bolscevico

→ la mobilitazione delle risorse si poteva ottenere solo grazie allo sfruttamento della

manodopera.

In sintesi: la rivoluzione era stata per metà attuata, la fascia operaia aveva dato voce alle

sue richieste però ora si trovava a sottostare al volere bolscevico che la sfruttava

risultato? Gli operai non potevano ottenere una nuova lotta sindacale perché c'era già

stata un'espropriazione del sistema capitalistico, ma nel '20 e '21 iniziano a scoppiare i

moti degli operai che non potevano fare altro per far valere la propria voce.

Lenin, allora, decide di attenuare le sue scelte politiche cambiando quasi strada: secondo

lui non è il momento di continuare a forzare il processo, e mette da parte il comunismo di

guerra per un certo periodo adotta una politica più moderata: la NEP. La NEP

prevedeva:

- compromesso con il mercato (prima abolito dal comunismo di guerra che aveva

generalizzato il mercato nero, fuori dalle leggi). Con la NEP il mercato viene reintrodotto,

una sorta di legittimazione del mercato nero che prima c’era ma non era legale; 22

- compromesso con i professionisti tecnici: i borghesi che hanno studiato e possono

garantire all’economia di modernizzarsi, ora possono avere un ruolo nella società e

vengono considerati legittimi;

- compromesso con le nazionalità e ristrutturazione generale dello Stato (federale): lo

Stato comunista è lo Stato per tutte le nazionalità, non solo i Russi.

Riscontro nel nuovo ordinamento Costituzionale viene costruita l’URSS 1922 (Unione

delle Repubbliche Socialiste Sovietiche): si tratta di Costituzioni molto avanzate, le

principali sono RUS, UKR, KAZ (si mantiene il diritto alla secessione, mantengono la

sovranità). Formalmente le leggi sono molto avanzate, in pratica chi comanda?

È un sistema a partito unico fortemente centralizzato, in cui le decisioni vengono prese da

un vertice (molto ridotto) e poi comunicate alle articolazioni del potere. Gli ordini che

partono da Mosca vengono approvati ed applicati direttamente, le istituzioni di contorno

non contano assolutamente nulla.

1920-21: la guerra civile è stata vinta internamente ma c'è chi dice sia meglio estendere la

rivoluzione. La transizione della Grande Guerra si presentava come una crisi di

trasformazione, ma nel caso russo era una grande opportunità per estendere la rivoluzione

e la speranza del gruppo bolscevico era quella che nel resto d'Europa potesse accendersi

una nuova scintilla rivoluzionaria alla quale "aggregarsi".

La Polonia condivideva l'idea della Grande Polonia (motivo scatenante che ad es. aveva

acceso la prima guerra mondiale) non su base etnica, bensì storica: in passato i polacchi

erano vasti (Polonia, Lituania ed Ucraina) passa da nazione divisa a stato per la nazione,

il quale concepisce un'idea della Grande nazione e sfocia in un progetto imperiale.

- L'Armata Rossa russa arriva alle porte di Varsavia dove, però, viene fermata: la volontà

rivoluzionaria di tentare ad arrivare nell'Europa centrale si ferma, e con essa anche l'idea di

Trotskij. La rivoluzione ha vinto in casa ma non riesce a diffondersi al di fuori.

Lenin muore e si apre una lotta per la successione al potere.

Possibili successori: Trotskij e Stalin. Gli altri si elidono a vicenda, emerge Stalin, uomo

dell’apparato che assume il controllo del Partito. Diventa Segretario del Partito (potere

assoluto), già qui individuiamo la differenza rispetto al modello fascista italiano (il Partito è

organo principale).

Primo dilemma: si continua con la NEP o no? Prima appoggia la NEP, ma poi si affilia alla

corrente del Partito che si oppone ad essa. La NEP aveva favorito piccoli proprietari che

riescono a compiere un minimo di accumulazione. Il ceto di piccoli proprietari, che

cominciano lentamente ad emergere dal resto dei Munjiki, verranno denominati KULAKI=

contadini ricchi. 23

Abbandonando la NEP decide di non “fare un passo indietro” e favorire il riemergere della

classe borghese. L’URSS è completamente isolata, circondata da paesi capitalisti ostili.

Attorno alla Russia infetta viene costruito il “cordone sanitario”, costituito da paesi

fortemente ostili all’URSS, che serve ad ostacolare il contagio del comunismo. Come fa

l’URSS a difendere se stessa ed il socialismo? Si tratta di uno Stato debolissimo, prostrato

per la Guerra precedente. Stalin vuole trasformare questo gigante arretrato in una grande

potenza. Nel ‘900 possiamo parlare di “epopee”, grandi e rapidi miglioramenti, missioni da

compiere: parliamo di un elemento ideale che fa parte della storia a tutti gli effetti. La

Russia ha grandi risorse da valorizzare come ad esempio in Siberia, ma non ha le capacità

per farlo.

Stalin decide di “fare l’impossibile”, egli vuole raggiungere la costruzione/salvezza del

socialismo, si pone una meta e si adottano tutti gli strumenti per raggiungerla. Quali sono

gli indicatori per i quali uno Stato è diventato una grande potenza?

- forze armate

- sviluppo industriale (soprattutto nell’industria pesante)

Infatti, gli sforzi di Stalin si concentreranno proprio su questi punti.

Può scegliere di orientare tutti gli sforzi del potere a questi fini. Non possiamo parlare di

totalitarismo perfetto (la perfezione non esiste), ma di un esempio molto compiuto. Le

resistenze vengono progressivamente eliminate (Chiesa Ortodossa, altri ceti sociali non

esistono). L’economia sovietica punterà quindi sull’industria pesante.

Cosa manca?

- competenze;

- materiali;

- risorse materiali (cibo per gli operai e le concentrazioni urbane).

Normalmente si ricorrerebbe al mercato internazionale (colonie ecc.) ma la Russia è chiusa

nei propri confini, non può rivolgersi a mercati esterni. In quest’ottica diventa

comprensibile la scelta di Stalin di tornare ad un regime molto simile al “comunismo di

guerra”, contraddicendo gli interessi dei ceti agricoli attraverso il controllo totale. Si tratta

di una reintroduzione del comunismo di guerra per due fasi:

- DEKULAKIZZAZIONE (eliminare i kulaki in quanto classe per tornare alla situazione pre-

NEP), circa 2.000.000, vengono deportati e i loro beni passano allo Stato;

- Statalizzazione completa dell’agricoltura e nazionalizzazione delle terre, i contadini sono

braccianti dello Stato, sono pubblici dipendenti che non possono instaurare mercato nero

ecc., conferiscono il prodotto agli ammassi che si occupano della redistribuzione

decisivo spostamento delle risorse dalle campagne alle città, ma l’agricoltura era di

sussistenza, di conseguenza si verificano carestie/muoiono di fame. 24

Per Stalin non è un problema perchè ritiene che siano “nemici del popolo”, un’espressione

che cambia di significato di volta in volta, ma sempre riferita al Regime Comunista, per i

nemici del popolo non c’è spazio nello Stato Comunista.

I comunisti ritengono che i contadini siano nemici del popolo perchè si rifiutano di

obbedire agli ordini di conferire il raccolto agli ammassi e non conta la motivazione.

Repressione delle rivolte contadine, il regime non tratta con chi non è d’accordo, li elimina

totalmente. Chi non ci sta o chi tentenna è nemico.

“Carestia” nel 1932-33 (soprattutto in Ucraina), la situazione si acutizza e Stalin insabbia la

questione ed incolpa i contadini di comunicare info sbagliate / di trattenere risorse, quindi

rafforza la propria stretta. Ci sono 5.000.000 di morti solo nel 1932-33 (su 172 milioni di

persone in totale nell’URSS). Si parla addirittura di “genocidio” volontà da parte di un

potere di eliminare un gruppo:

- Armeni

- Shoah

- Uto-Tutzi (Rwanda)

- Darfur (Sudan)

IN SINTESI: fra gli anni ’20 e la fine degli anni ’30 l’agricoltura viene nazionalizzata, non

senza morti, senza un reale aumento di produttività. Piano quinquennale: azienda per

azienda, settore per settore si fissano delle quote molto elevate di produzione che vanno

assolutamente rispettate fase di boom della produzione.

È indispensabile costruire infrastrutture in aree geografiche svantaggiate nel Mar Baltico

ed in Siberia per esempio per l’estrazione di risorse. Ma chi è disponibile ad andarci? Fa

comodo avere a disposizione manodopera schiava. Il regime impiega i kulaki che ha

dekulakizzato attraverso lo sfruttamento nei campi di lavoro forzato. Anche i criminali che

commettono reati (non perché lo siano in generale, ma perché il regime ne ha riconosciuti

di nuovi) vengono mandati a lavorare in condizioni disumane. Non parliamo di

dissenso/antibolscevichi, ma di gente che si comporta difformemente da come prescrive il

regime (per esempio chi rallenta la produzione) galere piene che vengono svuotate nei

campi di lavoro.

GULAG (circa 5 milioni, mortalità media del 30 %) come convergenza della necessità di

gestione dell’ANTICONFORMISMO (non dissenso) e di quella di apportare miglioramenti

alle infrastrutture in aree geografiche avverse. Opere faraoniche che vengono costruite

con metodi arretrati. Il sistema funziona per quanto concerne la trasformazione della

Russia in una potenza mondiale. Ciononostante, Stalin non ritiene che sia sufficiente, in

effetti in questo periodo emergono le avanguardie alla fine degli anni ’30 nasce la

retorica, gli edifici a Mosca. Il personaggio che viene mitizzato da Stalin è Ivan il Terribile, lo

zar onnipotente in quanto aveva eliminato i boiardi (aristocrazia feudale russa). 25

Stalin incarna l’immagine del successore del despota Russo.

Stalin allo stesso modo avvia le “grandi purghe di massa”, fa parte di un campo semantico

molto ampio, cui associamo la pulizia, l’epurazione il concetto a cui rimandano è

l’eliminazione degli agenti patogeni da un corpo attraverso l’igiene e la cura (‘900 come

secolo igienista), anche di un corpo collettivo, per esempio la nazione, il Partito, la classe,

la razza:

- nazismo;

- socialdemocrazia svedese (politiche eugenetiche di massa per sostenere i costi del

welfare);

- bolscevismo.

Anche se i valori fondanti sono diversi, i procedimenti di epurazione (purghe, pulizia etnica,

trattamenti eugenetici, sterilizzazione).

Elementi patogeni di cui Stalin vuole sbarazzarsi:

- oppositori di Stalin;

- chi poteva fargli ombra;

- tutti coloro che godevano della legittimazione rivoluzionaria, che avrebbero potuto

governare senza Stalin (classe dirigente autonoma, che viene sostituita con una classe

dirigente che dipende direttamente da Stalin);

- repressione per quote.

Costo politico: Calo di competenze che viene assorbito solo nel medio-lungo periodo,

soprattutto nel campo dell’esercito. Anche perché i sostituti non sono autonomi,

dipendono da Stalin, perdendo di efficacia in un contesto di crisi e si ha una paralisi.

Succederà nel 1940 durante l’invasione della Finlandia e 1941 contro la Germania nazista.

SISTEMA TOTALITARIO URSS: leader carismatico (dissennato, ma organizzato); niente può

esistere al di fuori del Partito/sistema; Persino gli accusati di crimini assurdi confermano

nonostante non sia vero, perchè ci credono fortemente, sono MILITANTI che sacrificano se

stessi per la causa.

Il sistema staliniano regge tanto più quanto peggiori sono le condizioni in cui si trova. Stalin

cercava di produrre emergenze per poter rafforzare la componente di idealismo e quella di

repressione. I successori non saranno in grado di continuare la sua opera. L’immagine che

abbiamo dello stalinismo attualmente non è la stessa dei coevi che la vedono come

rivoluzione-liberazione, una visione che dura fino agli anni ’80 anche dopo la

destalinizzazione. Suscita un enorme consenso ed entusiasmo. 26

GERMANIA Repubblica di Weimar

Stabilizzazione interna e delle relazioni internazionali. Il trattato di Versailles viene visto

ancora come un’imposizione ingiusta (un diktat), però la politica estera della Repubblica di

Weimar non è una politica revisionista (non chiede la revisione dei trattati, accetta la

situazione).

La situazione rimane sotto controllo fino la crisi del ‘29= mette in ginocchio l’economia

americana e ha effetti soprattutto sulla Germania perché il rilancio dell’economia tedesca

dipende dai crediti degli USA e, nel momento in cui cessano di arrivare, l’economia tedesca

collassa perché non ci sono più capitali. Sembra una crisi dalla quale sia impossibile uscire.

La gravità della crisi del ’29 è data da: le dimensioni del collasso e dal fatto che non

esistono gli strumenti concettuali per studiare una strategia di uscita nessuna delle

forze politiche è in grado di proporre soluzioni.

Risultato: nel ’30-’31 non c’è inflazione, bensì c’è forte disoccupazione, impoverimento

della popolazione. I social democratici e i cattolici non sono in grado di stabilire delle

misure per far uscire il paese dalla crisi è la soluzione ideale per la crescita di movimenti

diversi fuori dalle istituzioni, che contestano il sistema politico: →

- comunista e bolscevica e il piccolo PARTITO NAZIONAL SOCIALISTA nazional +

socialista= partito che non si presenta immediatamente come un partito reazionario, ma

come un partito socialista. È un partito dei lavoratori che hanno come punto di riferimento

non Marx, bensì la nazione= il popolo tedesco simbolo: svastica, che significa partito dei

lavoratori nazionali della Germania.

Quindi, la base del partito non è l’aristocratica, è un PARTITO POPOLARE che si rivolge agli

strati bassi della società (quelli emarginati).

- I nazisti non usano il termine popolo, ma “comunità popolare” (Volkgemeinschaft) = non

è il popolo tedesco romantico (nel romanticismo il popolo tedesco era fatto da tedeschi di

sangue); il concetto che viene messo in campo non è quello di etnia, bensì di RAZZA fra

fine ‘800 e inizi ‘900 viene considerato scientifico (buona parte degli scienziati crede nel

concetto di razza). In quegli anni è normale parlare di razza. La razza è ARIANA.

→ Possono far parte della “Volkgemeinschaft” quelle persone che sono razzialmente

affine. Quindi, il riferimento del nazismo è la comunità popolare.

Riferimento dei nazisti: si ritengono espressione della comunità popolare. Non in termine

di rappresentanza o di delega da parte della comunità ai leader (non c’è una delega

politica), è un rapporto di tipo religioso-mistico i leader nazional socialisti si

considerano l’espressione autentica della volontà del popolo. Ritengono di essere gli unici

in grado di interpretare la volontà del popolo (è un’autoaffermazione). 27

La legittimità politica è la volontà popolare: si esprime attraverso la capacità politica di

interpretarla. Il leader è il solo titolare della legittimità politica.

Nella fase della presa del potere, Hitler ha compreso che si può conquistare il potere con

un colpo di stato (come ha fatto negli anni ’20). Il sistema va conquistato con il consenso

→ viene introdotta una dose elevata di violenza, verbale e fisica.

La lotta politica in Germania ricorda molto la crisi del 21-22 in Italia.

Perché sembrano credibili le proposte politiche naziste? Cercano di dare una via d’uscita

che le altre forze politiche non sono in grado di dare perché andrebbe contro le loro idee.

- Viene detto che la colpa di tutto è del Trattato di Versailles e dei traditori ricerca di

categorie da demonizzare.

Traditori= sono quelli che nel 1918 hanno pugnalato alle spalle l’esercito tedesco. È

crollato il fronte interno, chi è stato secondo i nazisti? I socialisti bolscevichi, assieme a loro

gli ebrei.

ANTISEMITISMO in Europa: caratteristica generale. Differenza tra:

- Antisemitismo tradizionale (cristiano)= ha una radice teologica e spiegazioni concrete. Ha

origini antiche. Gli ebrei svolgono una funzione centrale che li rende antipatici: banchieri

(funzione decisiva).

Nell’Europa orientale l’antisemitismo dura più a lungo.

- Antisemitismo moderno= metà 800. Legato alla nazionalizzazione: è fondamentale essere

fedeli alla nazione, quindi essere patrioti. Si reputa impossibile conciliare 2 appartenenze.

Si ritiene incompatibile l’appartenenza ad una fede ebraica con il patriottismo nazionale.

Durante le CRISI si ritiene essenziale trovare un colpevole EBREI= hanno una forte

sovraesposizione. Occupano posizioni di grande visibilità nell’economia, letteratura e

spettacolo. “Hanno un ruolo eccessivo e controllano la situazione in modo negativo”, viene

detto questo. Poi, sono orientati verso sinistra, quindi al bolscevismo (nemico per i nazisti).

Così, gli ebrei iniziano a diventare il simbolo del disagio della modernità. Nel momento in

cui si afferma la modernità, suscita dei movimenti antimoderni. C’è una grande

componente della società tedesca orientata verso l’anti-moderno NAZISTI.

Il fascismo italiano cerca di costruire l’”uomo nuovo” = l’uomo moderno, quello che guarda

avanti. Questa è una differenza tra fascismo e nazismo (guarda all’indietro, cultura

antimoderna).

→ All’interno di questa spinta antimoderna, gli ebrei sono il SIMBOLO DELLA MODERNITA’.

I programmi del partito nazista sono: RIFARE LA GERMANIA. 28

C’è la prospettiva che rifacendo grande la Germania si costruiranno posti di lavoro. I nazisti

dicono che faranno una POLITICA DI RIARMO, DI GRANDI INVESTIMENTI: così la Germania

tornerà grande e l’economia ripartirà questo è un ragionamento che nessun altro

partito può fare, perchè significa sfidare l’ordine di Versailles e rischiare la guerra: perché

la Germania non può ridiventare una grande potenza, è vietato dai trattati internazionali;

se lo fa rompe i trattati. Il partito nazista vuole questo! →

L’insieme di questi fattori attira attorno al nazismo un larghissimo consenso ascesa nel

giro di 4 anni:

- 1928= 2,5% dei consensi

- 1930= 18% ; 1932= 37,4%

Però, questa ascesa non è sufficiente a spiegare la “presa del potere”, perché è una cosa

diversa.

Anche qui ci sono 3 FASI: perdita del potere, vuoto di potere, presa del potere:

1. PERDITA DEL POTERE= fra ’30-’32. La Repubblica di Weimar si sta disfacendo.

2. VUOTO DI POTERE= fra ’32-’33. Ci sono dei governi paralizzati.

3. PRESA DEL POTERE: GENNAIO 1933

- Vuoto di potere= fra ’32-’33 il sistema politico non riesce più a produrre governo. C’è

dissesto finanziario, non ci sono prospettive economiche di ripresa ed è difficilissimo

costituire maggioranze crisi extraparlamentare.

Il sistema è paralizzato e ci potrebbero essere alternative di sinistra e destra. Quella di

sinistra non c’è (i comunisti sono troppo deboli e la sx è divisa); quella di destra ottiene un

consenso crescente.

DESTRA: parte degli esponenti degli Junker si rendono conto che la Repubblica di Weimar

sta per crollare, e si preparano ad un’alternativa conservatrice una svolta autoritaria

della quale vogliono essere protagonisti: hanno una classe dirigente preparata ma non

hanno i voti, perché la destra tedesca tradizionale non ha voti a sufficienza. Il

ragionamento è utilizzare questi “giovanotti inesperti” come massa di manovra per portare

una svolta autoritaria. Questo progetto legittima Hitler nei confronti degli ambienti che

contano (forze armate e grande imprenditoria), e propongono un’alleanza politica che

consente ad Hitler di ottenere la nomina a CANCELLIERE (gennaio ’33).

- Gli esponenti della vecchia élite vengono messi da parte. 29

Grazie a loro, Hitler ottiene: la nomina a cancelliere; in parlamento il CONFERIMENTO DI

PIENI POTERI= facoltà al governo di poter legiferare per la riforma dello stato Hitler

ottiene vittoria popolare ed è legittimato dalle forze tradizionali.

Proposta estremista: individua alcuni RESPONSABILI CERTI DELLA CRISI: Bolscevichi, ebrei.

Il partito dà indicazioni su come uscire dalla crisi: attraverso una POLITICA DI POTENZA che

sfida le altre potenze.

Attraverso la costruzione di una grande potenza è possibile far ripartire l’economia

bloccata.

Gennaio 1933: il partito nazista utilizza le vecchie elite per farsi legittimare al potere.

Ottiene la legittimazione e i pieni poteri: conferiti legittimamente dal parlamento.

Hitler fino a questo momento è solo il cancelliere di un governo di coalizione.

Il regime si rinforza utilizza i pieni poteri non per cancellare le istituzioni precedenti, non

toglie la costituzione, ma per creare una sorta di potere parallelo: il primo passaggio è

l’eliminazione delle opposizioni= c’è una stretta repressiva e tutti i parlamentari che non

fanno parte della maggioranza vengono privati del loro seggio parlamentare. I partiti

diversi dal partito nazista vengono messi fuori legge, i loro esponenti vengono carcerati:

- questa ondata repressiva riguarda in particolare: i bolscevichi, i comunisti e i social

democratici. Si tratta di creazione di un sistema di detenzione parallelo gestito

direttamente dalle forze di sicurezza vengono creati i primi CAMPI DI DETENZIONE

(LAGER) in cui vengono messi al sicuro gli esponenti politici antinazisti (centinaia di

migliaia). In questo modo non esiste più un’opposizione organizzata.

Si procede alla NAZIFICAZIONE DELLE ISTITUZIONI= epurazione dell’apparato dello stato, di

tutti coloro che non sono con il regime.

Contemporaneamente si passa alla costruzione del REGIME TOTALITARIO DI MASSA:

partito di massa, organizzazione di massa. Il modello è quello fascista, ma funziona in

modo migliore perché di fronte a sé non ha nessun centro di potere alternativo.

- Rimane l’unico riferimento delle istituzioni: cumula tutto il potere possibile, anche quello

di Capo dello Stato (quando Hindenburg muore). Quindi è:

- Fuhrer del nazismo

- cancelliere

- capo dello stato

Solo il Fuhrer è depositario della legittimazione politica. A sua volta, può delegare parte del

potere ai suoi collaboratori, che sono legati a lui da un vincolo di natura politico-mistica=

chi ha ottenuto il potere per delega deve OBBEDIRE, non può contestare gli ordini

REGIME PARALLELO che funziona sovrapponendosi alla struttura istituzionale dello stato. 30

È un REGIME EVERSIVO= si è affermato con la violenza, ma manda segnali di

stabilizzazione. Simile a quella che ha fatto Mussolini, Hitler trova ingombranti le squadre

di azione che gli hanno garantito il successo: le SA (portatrici di un’ideologia radicale).

Questa ala estremista del movimento nazista comincia ad essere sgradita ad Hitler perché

spaventa le forze armate e lo mette in difficoltà nel suo processo di istituzionalizzazione

del nazismo.

- Il messaggio che Hitler manda è chiarissimo: le SA non vengono sciolte (perché non lo

accetterebbero), vengono uccise. Fa questa strage tramite le SS in una notte= stermina

tutte le SA. Questo viene fatto per moderare il regime: gli garantisce il sostegno delle forze

armate che vedono rimosso un potere alternativo.

È un REGIME TOTALITARIO= che ambisce a riempire ogni angolo della vita dei cittadini,

chiedendo mobilitazione in nome della grande Germania.

FASE 1= Gli oppositori politici, fondamentalmente di sinistra, vengono o uccisi o mandati

nei campi. Una volta eliminati, nel resto della popolazione la politica di Hitler suscita un

notevole consenso perché ristabilizza la situazione e si cominciano a vedere alcuni

risultati anche in termini di politica economica.

- La Germania di Hitler avvia una politica economica di tipo diverso: c’è un forte intervento

dello stato lo stato non si limita a fissare le regole del libero mercato, ma individua quali

devono essere le priorità e, a vantaggio delle priorità, mette in campo una serie di

strumenti sia normativi che finanziari: sostiene i SETTORI TRAINANTI= l’industria pesante;

le produzioni tecnologiche d’avanguardia; le infrastrutture. →

In questa prima fase l’economia si rimette in moto, la disoccupazione inizia a calare

esiste finalmente una prospettiva, il successo del regime cresce.

→ Qui troviamo un controsenso:

Il NAZISMO ha una politica antimoderna, ma contemporaneamente c’è il “romanticismo

d’acciaio”: questa è la forza dell’economia tedesca, la Germania è il paese più avanzato

d’Europa. Come sta in piedi questo? Chi sono gli anelli di congiunzione che consentono di

mantenere in piedi gli opposti? Gli EBREI “tutto ciò che c’è di male nella modernità è

colpa loro”.

Quindi, questa modernità è buona, il resto no perché ebraico.

“Il LEVIATANO: mostro dell’ordine”. “Neumann dice che il mostro è l’anarchia: mostro del

caos”

Il Fuhrer si presenta come dittatore assoluto, nessuno prova a contrastarlo. Non ambisce

ad essere un leader onnipotente, si occupa solo di alcune cose che gli interessano.

Segue principalmente alcuni argomenti: politica estera, militare, urbanistica. Il resto lascia

che lo seguano gli altri. Poi lui dirime i contrasti. 31

ITALIA FASCISTA= il centro è lo stato. La politica la fa Mussolini e gli ordini arrivano dalle

strutture dello stato: dal Prefetto.

In GERMANIA è diverso, conta di più il partito. È il contrario dell’Italia.

Diversi CENTRI DI POTERE:

- Grosso centro di potere sono le FORZE ARMATE: contano molto e c’è un forte sviluppo.

Sono fedeli ad Hitler, ma li comandano ancora gli Junker. Sono visti male dai quadri del

partito.

- C’è un altro centro di potere: gli SS. Inizialmente sono solo la guardia del corpo di Hitler.

Poi man mano ricevono ruoli maggiori. Poi crescono ed iniziano ad avere forti interessi

sull’economia. Diventano una sorta di impero: militare, politico ed economico.

- Poi ci sono gli IMPRENDITORI: appoggiano Hitler. Sono un centro di potere che contratta

con gli altri. Entrano in competizione con le SS.

Questi centri navigano ognuno per conto suo, in competizione l’uno con l’altro. Questo

porta a notevoli difficoltà (che nella fase iniziale non si vedono): le diverse esigenze

entrano in contraddizione e l’efficienza cala.

→ Tipico esempio di POLICRAZIA.

C’è una forte componente repressiva e di mobilitazione di massa.

La Germania arriva in una situazione di piena occupazione e di mancanza di manodopera,

tanto che è costretta ad importare manodopera: le condizioni di vita migliorano. Tanto che

alla fine degli anni ’30 il regime è in grado di lanciare la proposta della MOTORIZZAZIONE

DI MASSA salto di qualità enorme.

Tutti questi progressi sono riserva alla Volkgemeinschaft: chi non ne fa parte non ha

nessun ruolo, non ha diritto di far parte della comunità e quindi del Reich. Chi non ne fa

parte deve venire espulso. Bersagli: politici, raziali, sociali, sanitari. Partono quindi varie

forme di eliminazione degli stessi.

Regime totalitario policratico che si instaura in Germania. La figura del leader carismatico è

diversa rispetto a quella che di solito ci si aspetta perché ci sono alcuni aspetti che non

vengono controllati direttamente da Hitler.

Gli oppositori vengono eliminati creazione del SISTEMA CONCENTRAZIONARIO: il

cittadino tedesco di razza ariana viene tutelato, c'è ordine, poca criminalità e si sente al

sicuro (la maggior parte si trova in quest'ordine di idee). 32

Dopo la crisi del dopoguerra la Germania si rialza col regime che incontra sempre più

consenso (anche della casse operaia).

- Politica interna: purificazione della comunità nazionale, eliminazione degli agenti

patogeni, sanità della razza ma come? Si prova con l'operazione eutanasia (eliminazione

dei portatori di handicap) che suscita enorme scandalo delle realtà pubbliche ed

ecclesiastiche perché veniva fatto in modo aperto e legale. Poi verranno colpiti gli ebrei (si

contesta la capacità di essere fedele ad una patria e vengono considerati portatori di

caratteri ereditari negativi) ed i rom.

- Politica esterna.

Fasi della politica di "pulizia" interna:

1) DISCRIMINAZIONE= negazione del diritto di uguaglianza, vengono considerati inferiori a

quelli di razza tedesca negazione di alcuni ruoli nella pubblica amministrazione, o di

sposarsi, o di svolgere lavori che vedano gli ariani in posizione subordinata agli ebrei.

Inizialmente si prendono misure nel 1933, poi nel 1935 con le Leggi di Norimberga: il

significato di queste leggi è incerto ma fa da incipit per quelle "razziali". Cosa prevedono?

Gli ebrei non fanno parte della comunità nazionale e non hanno diritto alla protezione

della legge, gli ebrei spariscono dalla visibilità.

2) PERSECUZIONE= “Notte dei Cristalli” (novembre 1938) potere pubblico che viene a

mancare; strada della sparizione silenziosa e dell'arianizzazione dell'economia che fino ad

allora era stata in mano ebrea. Vengono tolti dei beni agli ebrei e redistribuiti ai cittadini

tedeschi una buona parte degli ebrei tedeschi decide di andarsene ma l'antisemitismo

non esiste solo in Germania bensì è sparso. L'alta cultura tedesca è di discendenza ebraica

e questa tende ad emigrare, mentre le fasce più basse sono più svantaggiate per affrontare

un "trasferimento". Sembra che il problema sia quasi scomparso, ma dal 1939 (soprattutto

estate 1940) la Germania si trova in una situazione di vantaggio. All'interno dell'esercito

tedesco facevano parte molti ebrei, soprattutto quelli polacchi; come si gestisce questa

grande massa indesiderata? L'impero coloniale francese era crollato quindi si pensa di

spedirli in Madagascar, ma l'UK non si era ancora arresa e non si poteva pensare di

raggiungere quelle zone senza attraversare la flotta inglese. L'emergenza doveva essere

ancora gestita: si creano dei ghetti in cui vengono concentrati flussi di ebrei, fuori dai

confini del Reich. La situazione è assolutamente provvisoria perché la concentrazione è

troppo alta e insieme ad essa anche alla tensione interna. Dopo il Madagascar si pensa di

spedirli in Siberia e nei piani di Hitler c'era la distruzione dell'Unione Sovietica. Parte la

campagna di Russia e ci si rende conto che si troveranno sempre altri ebrei.

La politica di persecuzione comincia a diventare di sterminio perché vengono attuate delle

misure che fanno sì che si eliminino più ebrei sul posto per "accumulare tempo". 33

3) STERMINIO= si reclutano delle squadre molto preparate e vengono eliminate due

categorie: Bolscevichi ed ebrei.

All'inizio l'operazione è molto semplice individuarli perché la popolazione partecipava a

questo sterminio di massa sul momento. Il sistema suscita confronti negativi.

Autunno/inverno 1941: la Russia non si era ancora arresa e non si poteva occupare la

Siberia.

Tra '41 e '42 maturano altre ipotesi: si decide di usare i campi di concentramento che

ormai erano cresciuti man mano che la Germania si era espansa creazione di una rete di

campi.

Non si possono tenere tutti e vengono pensati non solo come luogo di detenzione ma

come accumulo di masse da sterminare.

Il campo di concentramento era molto diffuso e veniva sostenuto per raccogliere persone

indesiderate che venivano sfruttate come forza lavoro (mortalità eliminata); mentre i

campi di sterminio servivano per eliminare gli ebrei nel più breve tempo possibile

soluzione definitiva/finale perché quella provvisoria aveva fallito.

Gerarchia delle razze:

- razza ariana;

- razza mediterranea (latini);

- razza slava;

- sottouomini.

OLOCAUSTO =sacrificio religioso quindi fatto da sacerdoti ad una divinità. Nel cuore

dell'Europa si era già sviluppata l'idea di genocidio sia in Africa che in Asia ma nessuno

aveva detto qualcosa a riguardo.

Ci sono due scuole di pensiero:

- Concezione monocratica: ne fanno parte gli intenzionalisti;

- Concezione policratica: ne fanno parte i funzionalisti (sterminio = meccanismo di

domanda e risposta, di volta in volta cambia la visione fallimento dell'operazione

Barbarossa).

La lettura intenzionalista non riesce a vedere lo stacco con la seconda guerra mondiale in

quanto la guerra introduce la radicalizzazione, mentre i secondi non si rendono conto del

peso dell'apparato ideologico (cioè dell'antisemitismo che non assume più una concezione

criminale). →

COME SI ARRIVA ALLA GUERRA cosa voleva la Germania (politica estera) 34

La Germania crea un modello per tutte le forze politiche di centro destra. La politica estera

che fanno è di tipo revisionista: rottura con la Repubblica di Weimar e che vuole rivedere i

trattati che avevano concluso la Grande Guerra. Anche l'Italia in parte lo era ma solo

formalmente, in sostanza Mussolini non avrebbe potuto fare molto. Quello tedesco era

molto più concreto e parte dalla revisione dei Trattati di Versailles.

Si vuole riportare in Germania "le schegge del popolo tedesco" = tedeschi che si trovano

fuori dai confini dopo i Trattati quali Polonia, Boemia, Austria, Italia e sul Volga.

Ci sono due sistemi per riportarli nei confini del Reich:

- ampliamento del territorio;

- prendere e portarli dentro i territori del Reich.

Questi sono degli obiettivi dichiarati e quindi sostenuti da tutti, ma questa non era la

sostanza della politica estera tedesca. Questa era solo una parte del disegno: la politica

estera di Hitler era la ristrutturazione del continente su base razziale, non era una politica

di egemonia continentale ma volta alla trasformazione su base razziale.

I tedeschi mirano ad un'Europa in cui solo gli Stati d'Occidente hanno una certa autonomia,

mentre tutti gli altri sono Stati satelliti o direttamente sottomessi.

In una seconda fase del progetto ci si pone il problema della competizione con gli USA (in

accordo con la UK perché di quest'ultima apprezza la funzione imperiale). Non viene

comunicata in maniera esplicita l'impronta della politica estera e inizialmente viene

portata avanti con estrema prudenza. Le rivendicazioni tedesche in parte vengono

riconosciute e si pensa ad una "minaccia armata" che però anche altre potenze avrebbero

avuto la possibilità di sostenere.

La UK ha due sfide imperiali aperte:

1. In Europa la Germania (negoziazione);

2. In Asia il Giappone (fronteggiare). →

Hitler= POLITICA REVISIONISTA MODERATA è volta ad eliminare i principali difetti

dell’ordine stabilito a Versailles. Nel tempo, questa politica revisionista moderata, sembra

sempre meno moderata, sorge quindi il dubbio che sia una politica revisionista RADICALE.

- L’intento di Hitler non è soltanto la ripresa della politica egemonica guglielmina, ma è una

politica di dominazione completa del continente sulla prospettiva di una dominazione di

base razziale. Il revisionismo tedesco è quasi senza ostacoli.

TAPPE= 35

1) dopo la presa del potere 1933: la Germania esce dalla società delle nazioni. Rottura con

la politica estera della Repubblica di Weimar. Questo gesto significa che la Germania non

accetta più quell’ordine ed è ufficialmente una potenza revisionista.

2) 1934: passo falso. Tentativo di Anschluss= annessione dell’Austria (vietato dagli accordi

di pace). Questo tentativo di annessione viene bloccato in particolare dall’Italia: Mussolini

non ha una grande stima di Hitler e sicuramente la considerazione geostrategica è più

importante, quindi blocca l’iniziativa minacciando l’intervento militare.

- Politiche troppo esplicite suscitano reazioni troppo forti bisogna usare strategie più

morbide. Quindi niente Anschluss

3. 1935: Lazar (regione tedesca) era stata sottratta al controllo tedesco dopo la grande

guerra. Nel Lazar viene fatto un plebiscito della popolazione che per il 90% sceglie di

tornare sotto la sovranità tedesca, torna quindi a farne parte.

Nel 1936 Hitler fa un’altra mossa: la regione della Renania (Germania) dopo il trattato di

pace era stata smilitarizzata (come protezione al confine francese). Hitler proclama la re-

militarizzazione della Renania senza particolari difficoltà.

La Germania pian piano si risistema.

Avvia una politica di ALLEANZE (alternative rispetto all’ordine di Versailles):

- 1936= Patto Anticomintern alleanza di tipo ideologico in funzione anticomunista da

parte di 2 potenze che stanno una da una parte e una dall’altra parte dell’Unione Sovietica:

GERMANIA E GIAPPONE. Questa non dà particolare fastidio alle potenze occidentali.

Immediatamente dopo viene invitata ad aderire anche l’ITALIA = si crea l’ASSE.

GIAPPONE= è uno stato liberale in cui i militari contano tantissimo: il potere vero sta

nell’esercito e nella marina, sono loro che condizionano la politica e spingono il Giappone

lungo una via di espansione. Avvia una politica di espansione in Cina (stato che fa parte

della società delle nazioni), quindi il Giappone esce dalla Società delle Nazioni e si

considera una potenza revisionista, non accetta l’ordine costituito.

ASSE ROMA-BERLINO-TOKIO = intesa ideologica antibolscevica (non è ancora un’alleanza

militare). Intesa: nazismo-fascismo-sistema militarista (Giappone). Si stanno creando degli

schieramenti nuovi:

- La Germania è uscita dall’isolamento (che ebbe con l’uscita dalla Società delle Nazioni) e

si pone come perno di un nuovo blocco internazionale/transcontinentale.

La Germania stringe molto il rapporto con il Giappone perché la ritiene interessante (anche

per quanto riguarda la Cina). →

- Questa intesa tra i paesi revisionisti si salda grazie alla guerra civile in Spagna 1936= la

repubblica spagnola è agitata, e un gruppo di militari tenta il “Golpe” (colpo di stato): il

golpe va male, non riescono a prendere il potere a Madrid, ma ci riescono in altre città 36

della Spagna. Risultato: parte una guerra civile tra il governo legittimo repubblicano e gli

insorti che fanno riferimento al generale Franco guerra civile nella periferia d’Europa: è

il “laboratorio” di quello che potrebbe succedere; perché le grandi potenze, nel frattempo,

sono disposte ad intervenire nella lotta.

→ Germania e Italia vogliono sostenere il golpe di Franco; ma la repubblica è democratica

molto spostata a sinistra. Quindi, Italia e Germania mandano armi e truppe a sostegno dei

franchisti.

Questo significa che, nel giro di pochi anni si è passati da:

1. scontro frontale tra Germania e Italia;

2. solidarietà ideologica in funzione antibolscevica: ASSE;

3. solidarietà militante armata a favore di un movimento filofascista (guerra civile in

Spagna).

Quindi c’è stato un avvicinamento sostanziale al quale corrisponde un parallelo

allontanamento delle altre potenze.

- Inghilterra e Francia non intervengono nella guerra in Spagna (aiutano poco); l’Unione

Sovietica, invece, aiuta in maniera sostanziale la repubblica spagnola mandando armi, soldi

e uomini. Sono gruppi di antifascisti che combattono per la causa dell’antifascismo.

→ La SPAGNA diventa il primo terreno di scontro esplicito armato tra fascismo e

antifascismo, ma in maniera asimmetrica: il fascismo è molto più sostenuto, l’antifascismo

meno e soprattutto dall’Unione Sovietica (estrema sx).

- La guerra di Spagna è un momento di svolta perché rinsalda il fronte fascista, mentre il

fronte antifascista rimane DIVISO.

La Germania ha acquisito un ruolo forte in Europa, facendo le “prove” nel “laboratorio”

spagnolo. →

Contemporaneamente altra crisi internazionale CRISI DI ETIOPIA. L’ITALIA DECIDE DI

COSTRUIRSI UN IMPERO IN Africa: quello che non è riuscito a fare Crispi, lo vuole fare

Mussolini. Deve ottenere un risultato forte per mostrare che l’Italia è una grande potenza.

L’Italia si allontana da Francia e Inghilterra avvicinandosi a Germania. Con la crisi di Etiopia

l’Italia rischia l’isolamento e si avvicina quindi alla Germania.

- si sposta nello schieramento revisionista.

→ La Germania è diventata il perno di una rete di alleanze.

Anno cruciale: 1938 grande accelerazione revisionista tedesca.

Ci sono 2 eventi chiave: 37

1. Tenta di nuovo l’ANSCHLUSS = l’Italia non si mette di traverso perché è vicina alla

Germania. Avviene con grande facilità la piccola Germania sconfitta nella 1 guerra

mondiale diventa la Grande Germania: Berlino+Vienna.

Diventa la potenza principale dell’Europa centrale, è il trampolino verso i Balcani. Ha

conquistato un ruolo pari (o forse maggiore) a quello che aveva prima della prima guerra

mondiale. Ottenuto senza difficoltà.

Questo a Hitler non basta, PASSO SUCCESSIVO:

2. CRISI DEI SUDETI = minoranza tedesca che vive in Cecoslovacchia: sono stati discriminati.

Le minoranze non sono viste come qualcosa di positivo, ma come qualcosa che “per

disgrazia” esiste e sarebbe meglio se non ci fosse ci sono vari modi di trattarli:

Discriminazione, assimilazione (ed espulsione che è la più radicale ed in Europa non viene

fatta se non nella parte di confine con l’Asia) = sono le politiche più usate.

- discriminazione= i gruppi minoritari dotati di una forte identità nazionale vengono

depotenziati tramite la discriminazione, le si riconosce meno libertà di espansione, quindi

meno diritti.

- tentativi di assimilazione si hanno quando si ritiene che la minoranza abbia una scarsa

personalità identitaria/scarsa cultura alle spalle, quindi facilmente assorbibile. Si cerca di

cambiare la loro identità nazionale.

Gli esponenti dei Sudeti protestano, fino a quando il movimento viene egemonizzato dai

rappresentanti nazisti: così la minoranza si trasforma nella quinta colonna della politica

estera del Reich irredentismo: volontà di un gruppo di staccare il territorio in cui abita

dallo stato che ne è proprietario per farlo annettere dalla madre patria esterna. La madre

patria esterna, a sua volta, usa questo malcontento per la politica estera. Questo è quello

che fa la Germania con i Sudeti.

- Hitler vuole distruggere la Cecoslovacchia: stato democratico, progredito, è una barriera

per l’espansione tedesca ed è alleata della Francia. Lui quindi agita la questione dei Sudeti

per far saltare la Cecoslovacchia spinge per radicalizzare i Sudeti e portarli su posizioni

irredentiste. Una volta fatto questo, la Germania tenderà loro la mano e li libererà (1936-

1938).

Il movimento nazionale tedesco presente in Cecoslovacchia si radicalizza sempre più, le

autorità lo tratta in modo brusco, aumentano le proteste, i Sudeti invocano la Germania la

quale chiede alla Cecoslovacchia di cederle i territori dove vivono i Sudeti (confine con la

Germania dove ci sono fortificazione Cieche) la Germania manda un ultimatum e i

cecoslovacchi rifiutano perché sono formalmente alleati della Francia.

Fanno la PICCOLA INTESA alleata della Francia: la Francia, però, non ha nessuna intenzione

di proteggerli, non se la sente di rischiare una guerra con la Germania, a meno di non avere

38

le spalle coperte dalla Gran Bretagna che si chiede: vale la pena di rischiare una guerra per

i Sudeti che vogliono tornare in Germania?

- Francia e Gran Bretagna, dopo che la Germania ha mandato un ultimatum alla

Cecoslovacchia, iniziano a mobilitare le truppe ma alla fine c’è un fatto nuovo: conferenza

convocata a Monaco (formalmente dall’Italia) con l’intenzione di abbandonare la

Cecoslovacchia perché:

1. ritengono che attribuire il territorio dei Sudeti alla Cecoslovacchia sia stato un errore: a

Versailles hanno esagerato nei confronti della Germania. Ritengono che Hitler ha ragione;

2. ritengono che soddisfando questa richiesta il revisionismo tedesco si placherà perché

non ci saranno più motivi;

3. sono disarmate e ritengono di non essere pronte alla guerra →

4. sono convinti che le pubbliche opinioni non vogliono la guerra hanno ragione su

questo. Terrore di tornare in guerra, tutti vogliono la pace.

Per queste ragioni, la scelta di Inghilterra e Francia è quella di abbandonare totalmente la

Cecoslovacchia accordo firmato: la Cecoslovacchia dovrà cedere tutta la zona di confine

alla Germania, la quale si impegna a mantenere l’integrità della Cecoslovacchia.

LA REALTÀ È UN’ALTRA= la Cecoslovacchia è indifesa e la sua integrità viene meno. Nel giro

di pochi mesi va in pezzi, la Slovacchia si proclama indipendente. La Germania occupa la

Boemia e crea il protettorato di Boemia non rispetta l’accordo.

Il sistema di alleanze occidentale è sconvolto: tutti i paesi dell’Europa orientale si orientano

verso la Germania CRISI DEL ‘38 →

Fino il ’38 la strategia tedesca è quella di far vedere che la Germania non è un rischio si

muove con il minimo rischio.

Nel complesso, la politica estera tedesca si muove con grande abilità: fino il ’38, il

revisionismo tedesco si muove in maniera sicura e non minacciosa.

- Accordo navale con l’Inghilterra: uno degli elementi che hanno inciso sulla prima guerra

mondiale è stata la corsa al riarmo il revisionismo tedesco è finalizzato a non sfidare la

Gran Bretagna: si impegna a non superare mai 1/3 del tonnellaggio della flotta inglese.

Significa che non vogliono sfidare l’imperialismo britannico, non vuole contestare la sua

supremazia il suo obiettivo è l’Europa.

Momento della verità: occupazione tedesca della Boemia (marzo ’39) = la Germania invade

la Boemia e ne fa un protettorato tedesco questo significa che la Germania non si

fermerà. 39

Nuova strada: nuova rete di alleanze, però molto più fragile della precedente (perché la

Cecoslovacchia non c’è più) la rete di alleanze ha un solo interlocutore: la Polonia.

Inglesi e francesi danno una GARANZIA FORMALE alla Polonia: firmano un’alleanza nella

quale si stabilisce che se la Polonia verrà attaccata, scenderanno in campo ad aiutarla

questo, però, non è sufficiente, perchè la Germania sa di essere in grado di sfidarle.

La Germania è in fase di boom, è uscita dalla crisi con grandi investimenti pubblici,

l’industria tedesca sta funzionando ad altissimo ritmo, ma ci sono delle strozzature:

carenza di materie prime e crisi del commercio internazionale.

- La Germania fa una serie di accordi commerciali con tutti i paesi dell’est Europa,

compresa l’Unione Sovietica: la Germania offre prodotti industriali di altissima qualità in

cambio materie prime, che l’Unione Sovietica è contenta di cedere alla Germania in

cambio di prodotti industriali (mettendo fuori mercato inglesi e francesi). →

Come si fa a pagare? Si ricorre ad un sistema antico, il baratto= CLEARING ci sono varie

transazioni tra ditte tedesche e ditte ad es. bulgare, vengono fatte le transazioni ma non i

pagamenti che vengono fatti solo a fine anno attraverso un conto compensazione fra

quello che l’industria tedesca dovrebbe pagare e quello che dovrebbe guadagnare: si paga

solo la differenza saldata in valuta, il resto si compensa. Questo significa che si può usare

molta meno liquidità: c’è un boom di scambi fra ’38-’40 tutta l’economia dell’Europa

centrale è dipendente dalla Germania= controllo economico totale.

Allora, perché vuole anche un controllo politico e dominio militare?

1. teoria dello spazio vitale: nell’ideologia nazista non ci si accontenta dell’egemonia, ma si

vuole la ristrutturazione completa del territorio europeo su base raziale.

2. natura strategica: difendere militarmente i confini ottimali è meglio. Lasciare degli stati

indipendenti può costituire una minaccia. Il riarmo tedesco è in anticipo, ma prima o poi

arriveranno anche gli altri.

- Se si vuole fare una politica di controllo c’è una finestra molto ristretta, e in questa

finestra bisogna approfittare per mettere mano sulle risorse, perché poi non sarà più

possibile.

L’economia tedesca è in fase di boom, ma questi prima o poi finiscono. Le risorse non

stanno in Germania, i paesi sono in grado di rifornirla, AL MOMENTO: dopo non si sa.

Questa cosa condiziona la Germania, come fa a controllare le risorse senza

condizionamenti? Con il controllo diretto.

- si vuole evitare la guerra su 2 fronti: non ripetere la prima guerra mondiale.

Risultato più clamoroso: estate 1939 è scattata la garanzia anglo-francese sulla Polonia.

La risposta tedesca è un’alleanza formale con l’Unione Sovietica (cosa impensabile perché

40

sono nemici): ognuno ritiene l’altro il nemico assoluto da estirpare, eppure si mettono

d’accordo PATTO MOLOTOV-RIBBENTROP: intesa tra Germania e URSS.

L’URSS non è nelle condizioni di affrontare una guerra contro la Germania;

contemporaneamente la Germania non è in grado di affrontare l’URSS la cosa più

semplice è che si tutelino reciprocamente.

- questo è un ACCORDO FORTISSIMO, non è soltanto un patto di non aggressione, è molto

di più: è una spartizione dell’Europa centrale, che ha come perno la spartizione della

Polonia e in più la Germania riconosce il diritto all’URSS di occupare le province baltiche.

In tutti gli anni ’30 c’è stata una collaborazione militare segreta tra l’esercito tedesco e

l’armata rossa perché era negli interessi di entrambi. Inghilterra e Francia sono spiazzate!

Queste sono le condizioni ideali nelle quali la Germania può fare una politica di rischio

calcolato in Polonia.

ITALIA non è una grande potenza, lo sanno tutti (anche Mussolini) tranne gli italiani.

Solidarietà ideologica da parte tedesca. Fa un patto con l’Italia: ALLEANZA MILITARE tra

Germania e Italia: alla Germania interessa non avere l’Italia contro.

La Germania, così, è alleata a sud dell’Italia, e ad est dell’URSS può sfidare

tranquillamente Francia ed Inghilterra.

FRANCIA e INGHILTERRA sperano fino all’ultimo che ci sia un’alleanza: garantisce

l’indipendenza, non l’integrità territoriale. →

Ai tedeschi interessa far sparire la Polonia se Francia e Inghilterra fanno un passo

indietro meglio.

1939: Germania invade la Polonia, Francia e Inghilterra entrano in guerra.

Hitler può condurre la GUERRA IDEALE= guerra breve che non richiede la mobilitazione

dell’apparato economico tedesco. Campagne contro Polonia e Francia, in città di vive come

in tempi di pace. →

Tutta l’Europa orientale è al servizio della Germania: c’è tutto quello che serve logica

della Blitzkrieg.

ESTATE 1940 situazione di stallo. La Germania ha vinto ed è diventata padrona

dell’intero continente. Che intenzioni ha? Fare la pace con la Gran Bretagna: non è

disponibile e questo non rientrava nei piani nazisti. 41

Il cuore della Gran Bretagna è l’impero, non l’Europa. Politica estera dal 700 in poi: evitare

che sul continente si crei una configurazione di forza tale da minacciare le dimensioni

imperiali. Quindi la Gran Bretagna non si arrende.

- non sono in grado di danneggiarsi reciprocamente in maniera seria: i tedeschi non sono

capaci di fare il salto; lo stesso vale per la Gran Bretagna che non è in grado di danneggiare

la Germania. La Germania si accontenta di questa situazione di stallo o cerca un’altra

soluzione? puntare l’Impero britannico o impadronirsi delle risorse sovietiche.

L’opinione pubblica americana è isolazionista, quindi la Germania non dà la possibilità agli

USA di mettersi in mezzo.

STALIN la sua speranza è poter reggere l’alleanza con la Germania fino 42-43. Perché poi

l’unione sovietica avrà superato la crisi e sarà in grado di negoziare con la Germania un

assetto europeo/globale che tenga conto degli interessi sovietici. Prima no, l’Unione

Sovietica si sente minacciata e fa di tutto per tener buona la Germania.

La GERMANIA ha il problema opposto. È sempre più dipendente delle risorse sovietiche.

C’è da fidarsi o no? È possibile un accordo di lungo termine con l’Unione Sovietica? No,

perché: dovrebbe essere un accordo in base al quale la Germania rinuncia a qualcosa.

Invece, la prospettiva a lungo termine tedesca è di ottenere di più: lo spazio vitale ad est

→ la prospettiva dell’alleanza a lungo termine con l’Unione Sovietica è incompatibile.

- La valvola di sfogo potrebbe essere un accordo con i sovietici per la spartizione

dell’impero britannico. Ma l’Unione Sovietica non è interessata e anche i tedeschi

preferirebbero un accordo con la Gran Bretagna.

Risultato= ci sono 2 direttrici che si scontrano:

1) necessità dell’Unione Sovietica di perdere tempo;

2) esigenza della Germania di impadronirsi militarmente delle risorse sovietiche prima che

l’Unione Sovietica sia pronta a difendersi.

Tutti quelli che hanno cercato di conquistare la Russia sono finiti male, infatti anche in

Germania alcuni sono contrari, altri no.

Primavera 1941 OPERAZIONE BARBAROSSA. Dovrebbe risolvere definitivamente la

guerra consentendo alla Germania di avere tutte le risorse.

Non è una guerra su 2 fronti: perché a ovest non c’è un fronte. C’è un ERRORE= l’Unione

Sovietica non è così debole come si pensava. Questo non se lo aspettava nessuno.

→ Unione Sovietica: comincia a reggere e non crolla.

Estate ’41: i tedeschi sono alle porte di Mosca, eppure la Russia non crolla. Peso logistico

per i tedeschi perché in Russia non ci sono strade, anzi ci sono strade bianche che con la

pioggia diventano fango. 42

Ragioni per cui la Russia tiene:

- positivo: la guerra porta ad una svolta nel rapporto tra Stalin e i russi. Da Stalin viene

messa da parte la componente ideologica del regime e si accentua la dimensione nazionale

→ la guerra è la grande guerra patriottica: formula molto più efficace dell’antagonismo

ideologico.

- i tedeschi sono nazisti (non guglielmini): vedono nei russi una razza inferiore e li trattano

da inferiori. Potrebbero facilmente giocare sulle rivalità nazionali all’interno dell’Unione

Sovietica, c’è una parte della popolazione ucraina che attende a braccia aperte i tedeschi,

pronti a creare una repubblica e a schierarsi con loro; ma vengono tenuti da parte

quello che si vuole è rendere tutti schiavi: non c’è nessun tentativo di guadagnare il

consenso della popolazione. →

Il sistema dell’economia politicizzata non viene smantellata i tedeschi vogliono strizzare

tutte le risorse della popolazione. La dominazione c’è ancora, ma da parte di uno straniero

che ti tratta come uno schiavo.

L’armata rossa tiene perché sa che arrendersi non serve a niente: preferiscono farsi

ammazzare piuttosto che diventare prigionieri. I soldati russi combattono fino in fondo

perché si rendono conto che la sorte da prigioniero è peggiore di quella da combattente. Il

sistema delle forze armate non crolla, nemmeno il sistema e non viene messo in

discussione.

Dopo l’occupazione tedesca è rimasta priva dell’apparato industriale: quindi postano le

industrie spostarle in Siberia: ma è difficile. Il regime staliniano ci riesce: nelle

emergenze il regime funziona bene, non ha problemi di efficienza. Quindi buona parte

dell’impianto industriale viene spostato e ricostruito l’apparato industriale russo non

collassa. Anche la società e la produzione tiene. →

Conseguenza= la campagna non è finita quando arriva il governo le forze tedesche non

sono preparate ad una campagna invernale: non hanno le attrezzature invernali; non ci

sono i rifornimenti; la Germania non ha fortuna con i suoi ALLEATI: Italia e Giappone.

Alleanza strana, perché c’è l’asse, c’è il patto d’acciaio (alleanza militare con l’Italia che non

gli dà grandi benefici), non c’è mai un’alleanza militare con il Giappone, c’è solo un patto

ideologico.

- Fine anni 30: prevale l’esercito e il Giappone perde la guerra con i russi.

Poi abbandona ogni ostilità con l’Unione Sovietica e firmano un PATTO DI NON

AGGRESSIONE l’Unione Sovietica ha le spalle coperte: non deve preoccuparsi del fronte

orientale. Quindi quando la Germania si incaglia, arriva la controffensiva russa e i tedeschi

sono in difficoltà. 43

INVERNO ’41 svolta della guerra la guerra lampo in Russia è fallita. La guerra cambia la

sua natura: guerra di materiali (contano le quantità prodotte) su fronte difficilissimo

perché lontano dai centri di produzione= quello che Hitler non voleva.

La Germania ha ancora una possibilità di vincere la guerra: c’è ancora un anno a

disposizione. Però, immediatamente dopo, arriva il fatto nuovo, più catastrofico per la

Germania INTERVENTO DEGLI USA.

- I giapponesi fanno un test: occupazione dell’Indocina francese (Laos, Cambogia,

Vietnam). Fanno questo test, che dà risultati catastrofici. Gli americani minacciano il blocco

navale (per una potenza come il Giappone, che dipende totalmente da

importazione/esportazioni, significa blocco dell’economia) se i giapponesi non faranno un

passo indietro.

La minaccia americana ha come corrispettivo il ritiro giapponese dalla Cina: abbandonare

la Cina. Questa richiesta esagerata mette in crisi il governo giapponese trappola

diplomatica scelta dal governo americano per forzare la guerra con i giapponesi. Perché gli

USA vogliono la guerra con il Giappone? Perché non riescono a farla con la Germania.

- Dicembre ’41: attacco agli USA PEARL HARBOR = attacco dei giapponesi come risposta.

Obiettivo dei giapponesi: creare una “sfera di coprosperità asiatica” = assumere il controllo

delle proprie materie prime/fonti di petrolio quindi dell’Indocina e di qualche isola del

Pacifico. Questo viene presentato come lotta antiimperialista: strappare agli occidentali

parte delle loro colonie. →

In questo modo i giapponesi cercano di venire incontro alle aspettative antiimperialiste

puntano verso l’India alla ricerca di consenso. Il progetto non è quello di rendere

indipendenti questi popoli, ma di portarli sotto il controllo giapponese.

I giapponesi non vogliono vincere, non vogliono sconfiggere USA e Gran Bretagna, vogliono

che si mettano d’accordo. I giapponesi hanno un’espansione incredibile: fino all’Australia e

all’india. Ma poi si fermano e perdono la guerra (fine ’42).

Dubbio che non ha una risposta completa: il Giappone fa una guerra per conto suo contro

USA e Gran Bretagna, immediatamente la Germania dichiara guerra a USA e Gran Bretagna

→ ma non c’è un accordo tra Germania e Giappone.

Quindi: Svolta della guerra= 7/8 dicembre ’41: attacco a Perl Harbor/blocco dell’offensiva

tedesca in Russia. →

- gennaio ’42 la guerra è cambiata diventata GUERRA MONDIALE: quella che la

Germania non voleva combattere, Germania contro il mondo.

Scontro impari, pur controllando tutto il continente non è in grado di resistere all’urto. Tra

dicembre e gennaio la Germania ha perso la guerra. Prima di dicembre c’era l’ultima delle

44

guerre lampo tedesche; da gennaio la Germania sta combattendo una guerra diversa, il

meccanismo delle guerre lampo è fallita non può vincere la guerra. È una guerra lunga,

di materiali, che impone una mobilitazione delle risorse, contro potenze che hanno risorse

sterminate. Ultima possibilità per la Germania di battere l’Unione Sovietica ultima →

finestra per mettersi in una situazione di parità. Finestra che si chiude alla fine del ’42

anno della svolta. →

La Germania resiste ancora quasi 3 anni serie di problemi:

1. dal ‘42 in poi, non solo si combatte una guerra non voluta da Hitler, ma con un’alleanza

strana: URSS considerata il grande nemico, diventa il perno della nuova alleanza (perché

hanno una strada dritta). Si sposta l’asse politico, il nuovo asse politico è quello fascismo-

antifascismo.

La seconda guerra mondiale, a differenza della prima, è anche una guerra ideologica:

inizialmente tra nazi-fascismo e liberalismo occidentale; poi passa dall’altra parte:

2. i campi sono netti: fascismo contro antifascismo. Tra l’antifascismo c’è il liberal-

democratico e il nazismo. GRANDE ALLEANZA che guida le grandi potenze dal ‘42 al ‘46.

Formula politica che garantisce la sconfitta della Germania e su cui si pensa di ricostruire il

mondo nel dopoguerra.

Logica della grande alleanza ‘46-‘47 sostituita dalla logica della guerra fredda.

Questa grande alleanza combatte la guerra contro la Germania. La Germania resiste fino

all’ultimo istante. Per sconfiggerla bisognerà occupare militarmente tutto il suolo tedesco.

Ora il regime tiene, non c’è nessun collasso del fronte interno: combattono anche ragazzini

di 13 anni. Anche la società tiene, non ci sono moti in piazza; la forma di adesione

ideologica al nazismo era fortissima (i tedeschi non riescono a concepire una Germania

nuovamente sconfitta); indottrinamento ideologico (nemico dipinto come un mostro: gli

alleati); i sovietici sono stati demonizzati per molti anni, i tedeschi sanno cos’hanno fatto in

Russia e sanno che arriverà la vendetta la resistenza sul fronte orientale è facile da

capire, l’alternativa non è migliore della resistenza, la resistenza lì è disperata fino in fondo.

Le città vengono distrutte e i tedeschi si prendono le bombe, come fanno a reggere?

Hanno la sensazione che il sistema sta cercando di proteggerli, il meccanismo dei servizi

non crolla, la macchina funziona lo stesso i cittadini non si sentono abbandonati dallo

stato perché lo stato funziona.

- Estate ’44: a parte i bombardamenti, in Germania non si vive male, hanno tutti i generi

essenziali. Com’è possibile? Hanno a disposizione tutte le materie prime continentali,

saccheggiano tutte le risorse. I tedeschi mangiano e le industrie funzionano lo stato sta

facendo tutti gli sforzi per mantenere alto il morale della popolazione.

Fino il ’44, l’opinione pubblica tedesca non è convinta che la guerra sia persa (in realtà lo è

da 1 anno), perché di fatto si sta combattendo lontano dalla Germania, le truppe sono 45

lontane dall’Europa i tedeschi non hanno la percezione di aver perso la guerra: fino

all’ultimo c’è la speranza della svolta. →

Le SS hanno un controllo totale sul territorio luglio ’44 tentativo di assassinio di Hitler,

ma il nucleo viene decapitato.

I costi della resistenza fino all’ultimo sono altissimi. La resistenza, infatti, diventa in questo

senso un problema per la Germania. →

“Notte e nebbia”: ordine di distruggere tutto “se cade il nazismo il popolo tedesco non è

degno di vivere”. Tutta la Germania dovrebbe essere distrutta. Ma questo ordine non

viene attuato completamente.

FRONTE ALLEATO

All’interno della grande alleanza ci sono problemi: soggetti estremamente diversi che

hanno obiettivi diversi. Alleanza che tiene molto bene, ma all’interno non c’è una grande

fiducia reciproca. In particolare, Stalin non si fida la sua ossessione è che gli alleati

occidentali lo vogliano piantare e fare una pace separata con la Germania. Accordo formale

che impedisca un accordo tra di loro: inizio ’43 ACCORDO TRA GLI ALLEATI che si vincolano

a non fare una pace separata con la Germania.

- SECONDO FRONTE: l’Unione Sovietica sta reggendo tutto il peso dell’offesa tedesca al

fronte. Quindi i russi iniziano a chiedere agli alleati di sbarcare in Europa per darle una

mano: quello che serve è lo sbarco in Francia. Questo avviene appena nella primavera ’44

dopo grandi insistenze russe a quel punto i russi stanno smettendo di insistere e non ne

hanno più bisogno. Questo sbarco consente agli angloamericani di arrivare in Germania

prima che ci arrivino i russi. Estate ’44: parte una corsa su chi arriva prima a Berlino.

- 1945: si mettono d’accordo sulla divisione della Germania, e il presupposto è che sia russi

che angloamericano partano da non troppo lontano e arrivino in Germania insieme

occupano congiuntamente la Germania. Decidono poi assieme cosa fare della Germania;

questo è il presupposto. →

Il vertice di questa logica è la CONFERENZA DI YALTA la logica è la gestione comune dei

problemi mondiali: voluta soprattutto da Roosevelt= approccio multilaterale alla gestione

del dopoguerra europeo.

- Approccio multilaterale= approccio fondato sull’accordo del vincitore. Non era l’unico

scenario possibile, esisteva anche quello dell’approccio unilaterale= a ciascuno il suo.

(Questa era la logica preferita dalla Gran Bretagna). →

A Yalta, però, questo approccio unilaterale viene cancellato perché arriva Roosevelt

TEORIA DEI 4 POLIZIOTTI= nell’impostazione di Roosevelt i 4 poliziotti sono le potenze non

solo vincitrici, ma a cui viene affidata la responsabilità di controllare la possibile rivalsa 46

degli sconfitti. Queste potenze saranno una sorte di direttorio mondiale che dovrà

governare il mondo dopo la sconfitta dei tedeschi e giapponesi: queste potenze sono gli

USA; la Gran Bretagna; la Francia e la Cina.

Cina= è territorio occupato dai giapponesi, ma si immagina che i giapponesi vengano

sconfitti. →

Gestione multilaterale del mondo spirito di Yalta.

Con questa logica multilaterale si arriva alla vittoria e alla gestione del dopoguerra. Ma

questa logica comincerà a scricchiolare: divisione del mondo in 2 gruppi.

Il paese resiste finchè non arrivano le bombe nucleari. Perché gli americani hanno fatto

ricorso alle bombe nucleari? Nella seconda guerra mondiale, anche gli Stati Uniti hanno

capito gli errori della prima: vogliono avere meno perdite, quindi mobilitano molti meno

soldati gli USA vogliono contenere le perdite: quindi preferiscono usare le bombe

nucleari.

POLITICA ESTERA ITALIANA

Anche l’Italia, ad un certo punto, entra in guerra.

Origini: il Fascismo si fa erede del nazionalismo, del mito della vittoria mutilata. Il Fascismo

quindi, fa una politica di tipo revisionista, anche se ha vinto la guerra. fino l’inizio degli anni

’30 la politica estera è di sostanziale realismo “la politica del peso determinante” =

l’Italia immagina che prima o poi la Germania si riarmerà e si creerà un’intesa. L’Italia si

tiene mani libere nei confronti di tutti, al momento buono fare quello che ha fatto nella

prima Guerra Mondiale, buttarsi nella parte “migliore”. Fino al momento dell’intervento

rimane fedele a questa scelta, ma di fatto no, viene smentita per un insieme di fattori:

- dal ’33 inizia il revisionismo tedesco= questo mette la politica estera fascista di fronte ad

un dilemma: da che parte stare? Spazio per il revisionismo italiano non c’è. Un’ipotesi

sarebbe fare blocco insieme all’intesa per evitare l’ascesa della Germania, ma Francia e

Inghilterra non sono interessate al contributo dell’Italia che dovrebbe essere pagato in

qualche modo: in colonie (questa è la moneta) qualche concessione alle volontà

coloniali dell’Italia.

Nel momento della decisione: guerra di ETIOPIA=

L’Italia decide di conquistare l’impero può consentire un rilancio dell’economia. Poi c’è

una logica di prestigio: Mussolini ha bisogno di successo. Quindi si fa l’IMPRESA DI ETIOPIA

che ha varie conseguenze: 47

1) Grosso successo in termini di consenso= grande entusiasmo nei confronti dell’avventura

imperiale. L’Italia viene punita dalla società delle nazioni con delle sanzioni, che provocano

delle risposte da parte della pubblica opinione che si sente minacciata.

Contemporaneamente questo la allontana da Francia e Germania. In Francia il governo di

sinistra fa rovinare i rapporti.

L’Italia rischia di essere isolata: non po' permettersi l’isolamento perché non ha le risorse

→ trova quindi una sponda nella Germania. L’Italia si sta già decidendo: si sta nettamente

spostando verso la Germania.

2) Guerra di Spagna= fascismo contro antifascismo. L’Italia partecipa assieme alla

Germania in maniera massiccia. Schieramento Fascista internazionale.

3) Anschluss= l’Italia quando la Germania tenta l’Anschluss, non si mette di traverso. Hitler

non chiederà mai l’Alto-Adige all’Italia: non rivendicherà la provincia di Bolzano, prenderà

solo i tedeschi portandoli in Germania; i tedeschi saranno liberi di spostarsi in Germania.

Quindi la maggior parte della popolazione si trasferisce fisicamente in Germania. Questo

dimostra l’avvicinamento tra Italia e Germania.

4) Asse ROMA-TOKIO-BERLINO= formano un blocco internazionale abbastanza compatto:

non ancora un’alleanza militare.

FINE 1938 Italia molto vicina alla Germania e lontana dalle altre potenze.

La Germania fa un’alleanza a est (Russia) e a sud (Italia). →

Nel patto d’acciaio non ci sono le clausole della triplice alleanza da patto difensivo

diventa un PATTO OFFENSIVO.

Italia e Germania si alleano per sostenere ognuno i progetti offensivi dell’altro.

L’Italia vuole espandersi nel Mediterraneo ha sempre avuto 2 direttrici di politica

estera: il Mediterraneo e i Balcani. Per l’Italia la porta dei Balcani è chiusa perché c’è la

Germania. Rimane la direttrice del Mediterraneo dominio anglo-francese.

- Scontro con gli anglo-francesi, in particolare con la Francia. L’Italia ha la garanzia di essere

aiutata dalla Germania. L’errore è che l’Italia non è pronta per un’impresa simile: è semi-

disarmata: ha consumato le armi con l’impresa di Etiopia e di Spagna. Dovrà quindi

aspettare come minimo il 1942. La Germania, però, è già pronta. →

Quindi è probabile che faccia dei gesti di rottura prima che l’Italia sia pronta politica

estera debole si vincola ad una forte (Germania).

Estate 1939= l’Italia si trova legata ad un’alleanza offensiva con la Germania, senza avere

alcuna possibilità di parteciparvi. Quindi, la politica del peso determinante, di fatto, non

esiste più. L’Italia non ha questo peso, è senza soldi e armi. 48

Fra le due guerre, la capacità tecnico-scientifica dell’Italia è stata largamente

sopravalutata: inizi anni ’30 imprese aviatorie= viaggi lunghissimi mai fatti. Quindi, l’Italia

proietta di se stessa l’immagine di un paese avanzato e all’avanguardia: ma non è così;

viene data un’immagine dietro alla quale non c’è praticamente nulla la capacità

dell’industria italiana è molto più bassa: i prodotti italiani sono un passo indietro rispetto a

quelli di altri paesi. →

Risultato: in SETTEMBRE scoppia la guerra l’Italia non è più libera, è già formalmente

alleata della Germania: non può tirarsi indietro perché ha già firmato il patto, ma non può

nemmeno partecipare alla guerra perché non è in grado.

Quindi, il governo italiano dice di essere pronto ad entrare in guerra; ma ha bisogno di

rifornimenti dà un “lista della spesa”. I tedeschi non hanno interesse che l’Italia entri in

guerra, perché sa che sarebbe un problema. L’Italia proclama la NONBELLIGERANZA:

alleanza che non combatte (non è neutrale). Questo dura da settembre ’39 fino alla

primavera ’40 entrata in guerra dell’Italia: 10 GIUGNO 1940.

Nel frattempo, sta a guardare: alcuni sperano che la guerra duri a lungo, Mussolini non è

d’accordo con questo perché conosce i costi.

Gli italiani non vogliono assolutamente la guerra. Mussolini voleva il consenso nei confronti

di un duce che guida l’Italia verso la vittoria, non di un duce che si tira indietro. Lui dice che

l’Italia può sopravvivere stando fuori dalla guerra, il Fascismo no, quindi vuole: guerra +

vittoria Mussolini soffre all’idea di rimanere fuori dalla guerra, ma lo deve fare.

Seconda metà di maggio del ’40 la Germania vince la guerra con una serie di offensive in

Francia. È evidente che la guerra sta per finire.

La gloriosa grande Italia di Mussolini ha aspettato che la guerra finisse rimanendone fuori =

all’ultimo momento, per evitare questo, decide di entrare in guerra per partecipare alla

conferenza della pace quindi, 10 GIUGNO 1940, l’Italia entra in guerra. Questa è una

scelta preparata negli anni precedenti. →

Tra ’39-’40 nessuno cerca l’appoggio dell’Italia, perché sa che è irrilevante differenza

sostanziale tra il 1915 e il 1940. Ora l’Italia è molto più debole rispetto a prima.

Ciononostante, sceglie la guerra per non rimanere formalmente tagliata fuori.

A questo punto la Francia si arrende. Tutti si aspettano la conferenza della pace, ma questo

non arriva perché la Gran Bretagna resiste cosa si fa? Sarà una guerra lunga perché

l’Impero britannico può resistere quanto vuole.

SCONCERTO: non ci sono piani militari perché non era prevista questa situazione. Si decide

di applicare i piani di routine= invasione della Jugoslavia.

- Settembre 1940: truppe pronte per l’invasione della Jugoslavia. Questo progetto viene

bloccato dalla Germania, non vuole rischi. A questo punto l’Italia non può fare niente. Si

prepara per invadere l’Egitto, preparazione lunga. L’Italia è impotente. 49

Cosa fare? È una guerra strana. Quindi non succede niente. Finchè Mussolini, per

disperazione, si inventa qualcosa.

Romania= paese amico della Germania che ha pozzi di petrolio. Paese però vicino ai russi. I

tedeschi occupano l’area petrolifera rumena.

Mussolini quindi, risponde a Hitler che non l’ha avvisato di voler occupare la Romania.

Vuole quindi occupare la Grecia (come risposta a Hitler) autunno 1940= peggior periodo

per occupare una zona montuosa. Piccolo corpo di spedizione va alla conquista della

Grecia, viene fatto a pezzi. Risultato: crollo del prestigio dell’Italia.

Dal 10 giugno ’40 fino inizi ’41 GUERRA PARALLELA: Mussolini dice di non fare una

guerra assieme alla Germania, non c’è un coordinamento. L’Italia approfitta della Francia

che è fuori gioco, per ottenere qualcosa nel Mediterraneo. Questa guerra parallela fallisce.

- inizi ‘41= la guerra parallela finisce e l’Italia è costretta a chiedere aiuto alla Germania: il

contrario di quello che voleva Mussolini. Inizia la seconda fase della guerra GUERRA

SUBORDINATA= l’Italia continua la guerra grazie al sostegno tedesco. Questo va avanti fino

all’autunno ’43.

Il mito dell’Italia come grande potenza collassa. Entra in crisi. Anche il fronte interno viene

intaccato nella prima guerra mondiale l’Italia mangiava perché arrivavano rifornimento

dagli USA, nella seconda guerra mondiale questo non avviene. Quindi cominciano ad

avvertirsi delle difficoltà, che vengono aggravate dal regime in termini di razionamento:

viene disciplinata la distribuzione dei beni di prima necessità il razionamento viene

applicato in tutti i paesi che in guerra sono in difficoltà.

- il razionamento italiano non è in grado di garantire la quantità minima di beni necessari. I

beni alimentari garantiti dalla “tessera” sono insufficienti alla sopravvivenza. Quindi come

fa la popolazione? Tramite il mercato nero: i prezzi li sono altissimi. Chi ci rimette di più? I

percettori di redditi fissi: il salario è sempre uguale mentre il costo della vita schizza in alto

→ il potere di acquisto si abbassa. In qualche modo, viene salvaguardato il potere di

acquisto degli operai= questo perché producono per l’industria bellica e devono mangiare

per poter lavorare. →

- I ceti medi sono i più penalizzati, ma il regime è espressione dei ceti medi questo fa

scricchiolare la tenuta del regime, che dopo 20 anni di potere è intriso di corruzione. La

credibilità del partito collassa già dal 1941.

Dal ’41-’42 c’è una FASE INTERMEDIA= le sorti della guerra sono oscillanti. Grazie al

sostegno tedesco la situazione in Africa si stabilizza, e c’è un nuovo tentativo di attacco

all’Egitto che arriva fino alle porte di Alessandria.

- 1941= attacco alla Jugoslavia nel settembre del ’40 la Germania ha messo il veto

all’iniziativa italiana contro la Jugoslavia per non turbare gli equilibri dei Balcani, ma gli 50

equilibri vengono turbati pochi mesi dopo dall’intervento italiano in Grecia: non si

conclude con l’occupazione della Grecia, ma con la sconfitta italiana in Grecia di questo

ne approfittano gli inglesi che occupano le isole del Mar Egeo e mandano un corpo di

spedizione anche in Grecia. Quindi, i tedeschi stavano preparando l’invasione sovietica, e si

trovano gli inglesi a Salonicco= scenario spaventoso (come nella 1 G.M.) Prima della

campagna di Russia bisogna mettere a sicuro i Balcani.

Gli inglesi vogliono creare fastidi ai tedeschi: far saltare in aria la Jugoslavia che non sta

partecipando alla guerra. Nella primavera del ’41 la Germania fa pressione alla Jugoslavia

la quale firma l’asse diventando formalmente un alleato. Dopo una serie di scontri si

staccano dall’asse e la Germania va ad occuparla. Maggio ’41: hanno annesso la provincia

di Lubiana, la Dalmazia, e hanno una forte presenza in Grecia. Ma non finisce così.

- Autunno ‘42= truppe italo-tedesche vengono sconfitte in Egitto e abbandonano la Libia.

Truppe anglo-americane puntano la Tunisia risultato: costa del mediterraneo in mano al

nemico. Inizia il bombardamento, da lì, sulle città italiane. CROLLO DEL FRONTE INTERNO

italiano. La popolazione terrorizzata chiede l’uscita dalla guerra.

Mettendo tutto insieme il morale della popolazione collassa a partire da dicembre ’42

“lo spirito pubblico permane depresso”. Questa guerra giova solo alla Germania.

- giugno ’43= sbarco alleato in Sicilia che si svolge con relativa facilità. Buona parte della

popolazione accoglie gli anglo-americani come liberatori il fronte è crollato (a differenza

di Caporetto c’è l’accoglienza del nemico come liberatore: il regime è morto).

- 25 luglio 1943= semi-colpo di stato. Provvedimento che trasferisce il comando delle

truppe dal duce al re. Il re fa arrestare Mussolini= cade il regime. I fascisti si nascondono,

nel paese scoppiano moti di entusiasmo per la caduta del fascismo. Entusiasmo per la

caduta del regime. →

Si apre una fase di transizione carica di potere affidata al generale Badoglio per fare la

pace. Formalmente questo non lo si può dire perché nel patto d’acciaio c’è scritto che

nessuno può rompere il patto. Badoglio dichiara che la guerra continua, ma di fatto cerca

un modo per fermare gli alleati. Strategia politica del re e di Badoglio: non la resa

dell’Italia, ma il cambio di fronte alleata degli anglo-americani approfittando del fatto

che stanno sbarcando in Italia (passare quindi dalla parte dei vincenti). Questa cosa, però,

è complicata.

Viene avviata la trattativa con gli alleati in modo SEGRETO: i tedeschi sanno tutto e si

preparano al tradimento dell’alleato. Gli italiani hanno l’ordine di continuare a combattere

assieme alla Germania.

Alla fine, riescono a negoziare: l’Italia vuole una pace separata con loro; ma gli alleati non

vogliono farlo, non possono perché questo è l’accordo che hanno preso con i sovietici:

51

si sono fatti garantire che mai faranno una pace separata con il nemico. L’Italia, a questo

punto, ha pochissimo da negoziare; può solo arrendersi senza condizioni.

Ormai dell’Italia, agli inglesi e americani non importa tanto dal punto di vista strategico.

Vogliono solo dar fastidio ai tedeschi.

- Quindi, al negoziatore italiano viene mostrata una bozza di armistizio estremamente

stringata, non sono precisate le clausole= “le forze armate italiane si arrenderanno e i

dettagli verranno visti successivamente”. Su questa base viene firmato il 3 SETTEMBRE

1943 l’armistizio di Cassibile.

Una serie di equivoci: il negoziatore italiano si fa l’idea che l’armistizio non sarà prima del

12, quindi si prepara ad un attacco tedesco (invece= 8 SETTEMBRE ARMISTIZIO): nazione

che va in crisi.

La situazione, a questo punto, è già compromessa al 90%.

La gestione della crisi è la FUGA= avendo capito che gli alleati sbarcheranno lontano da

Roma, che i tedeschi sono vicini a Roma, si spostano per mettersi al sicuro scappano via

senza avvisare nessuno. Risultato: COLLASSO TOTALE.

IL FATTO REALE È:

1. L’Italia ha rotto l’alleanza;

2. Lo strumento militare italiano si dissolve totalmente: l’ipotesi di cambio di fronte

svanisce perché l’Italia non ha niente da portare dall’altra parte;

3. FATTO PIU’ GRAVE= Svaniscono le istituzioni: l’Italia non ha più un governo. Nel →

momento della difficoltà massima lo stato (Governo, Re, esercito) abbandona la nazione

risultato: collasso dello stato e della nazione (“morte della patria”).

- ARMISTIZIO= non significa pace. È un termine militare che vuol dire che l’Italia si arrende

al comando alleato del Mediterraneo. Le forze armate italiane ed il governo italiano, si

arrendono ad una STRUTTURA MILITARE= “comando supremo del Mediterraneo”: sono

presenti forze armate di 2 paesi, Gran Bretagna e USA.

L’Italia, quindi, si arrende solo agli anglo-americani sarà controllata solo da loro.

Riassunto: → → →

Fallita la guerra parallela guerra subordinata fallita guerra subordinata caduta

fascismo e tentativo cambio di fronte fallito il tentativo di cambio di fronte: l’Italia

sparisce.

L’Italia riapparirà solo agli inizi ’47. Esiste un’Italia in quanto espressione geografica:

penisola italiana, fronte marginale durante la guerra e sede di conflitto tra anglo-americani

52

e tedeschi. Finito il conflitto sarà un territorio occupato dai vincitori. La scomparsa dello

stato italiano trascina anche l’idea di nazione e patria: travolta dalla crisi si è tornati al

periodo prerinascimentale.

La stragrande maggioranza della penisola italiana è sottoccupazione tedesca, il resto degli

alleati:

- NORD= tedeschi (fino a Salerno)

- SUD= anglo-americani (da Salerno in giù: quindi molto meno) →

Per propria comodità non scelgono il governo diretto, ma indiretto servirsi in parte delle

autorità locali già esistenti sotto controllo.

Sia tedeschi che anglo-americani hanno lo stesso problema (in poche zone sono passati ad

un governo diretto). Dove non ci sono delle strutture già esistenti vengono create.

→ Sia al nord che al sud viene favorita la costituzione di forme amministrative locali sotto

controllo alleato. Queste forme locali sono:

- nord= Repubblica sociale

- sud= Regno del Sud

Vantaggio che dà agli occupatori: esiste una macchina amministrativa che funziona

autonomamente, basta controllarla ed indirizzarla peso logistico migliore.

1) Al SUD è la continuazione del vecchio stato, decapitato della parte superiore:

formalmente esiste ancora un governo italiano ed un Re, ma non servono a niente. Chi

governa realmente (potere decisionale) nella zona del paese sottoposta all’occupazione

alleata è la: COMMISSIONE ALLEATA DI CONTROLLO è un organo formato da ufficiali

inglesi-americani. Governa l’Italia occupata dagli alleati, alle sue dipendenze ha la

macchina amministrativa dello stato italiano. Il governo italiano non fa niente, per qualsiasi

cosa deve chiedere alla commissione alleata di controllo.

Nelle province che vengono man mano liberate dai tedeschi viene costituito un governo

militare alleato: governo diretto formato da ufficiali anglo-americani.

2) Al NORD la situazione è simile: esiste l’apparato amministrativo, ma è rimasto privo di

direttive perché il governo non c’è più. Quindi, favoriscono la costituzione di un nuovo

governo, di un nuovo stato= si costituisce una nuova repubblica sociale italiana, una

REPUBBLICA FASCISTA a Salò. Mussolini viene convinto ad accettare questo ruolo (stato

fantoccio). Formalmente a questo governo fa riferimento l’amministrazione controllata dai

tedeschi.

→ A cosa servono questi 2 stati fantoccio? Ad ammortizzare l’impatto dell’organizzazione

e lasciare che i militari facciano la guerra. 53

Sono semi-stati perché non hanno una sovranità reale, non controllano il territorio, non

possono avere una politica estera autonoma.

Entrambi ambiscono a diventare qualcosa di più: a guadagnare brandelli di sovranità.

Come? Rendendosi utili agli occupatori, mettendo i loro servigi a favore degli occupatori, e

soprattutto cercando di svolgere un ruolo riguardante l’emergenza del momento farsi la

guerra. Per partecipare alla guerra cercano di costituire un esercito: non possono farlo

autonomamente. Chiedono agli occupatori di riferimento il consenso. Sono riluttanti a

concedere la costituzione di un esercito al nord e al sud: hanno paura di venire

nuovamente traditi; occuperebbe lo spazio degli alleati. Alla fine, accettano:

- Tedeschi= acconsentono alla costituzione di un esercito della Repubblica di Salò;

- Anglo-americani= acconsentono alla ricostituzione di alcune unità armate dell’esercito

→ Questo, però, avviene in misura limitata e cercano di affidargli compiti secondari:

lavorare (non sono in grado di combattere).

Oltre a questo, vengono acconsentite alcune formazioni armate che effettivamente

partecipano alla guerra.

- Al nord la parte più importante della repubblica sociale viene utilizzata per il

mantenimento dell’ordine pubblico (per fare il lavoro più sporco). Questa attività viene

svolta con notevole energia.

Il fronte risale con estrema lentezza; avrà ancora uno spostamento (estate ’44): arriverà

fino a Firenze e nell’Appennino. Li si ferma perchè è un fronte secondario.

Gli italiani nel frattempo fanno la fame e ci sono alcuni che tentano di recuperare qualche

ruolo politico:

Al NORD= si ricostituisce il partito fascista, che diventa: partito FASCISTA REPUBBLICANO

→ recupera i contenuti del primo fascismo di San Sepolcro, ma con ambiguità. Cercano di

accreditarsi nei confronti dei tedeschi, con la repressione nei confronti degli antagonisti.

Al SUD= gli attori non sono più il governo del re e il re, ma altre forze politiche: quelle

eliminate dal fascismo (nel ’25).

Sono:

- PARTITO SOCIALISTA;

- PARTITO COMUNISTA D’ITALIA;

- Il partito popolare (cattolici) non viene ricostituito con quel nome, lo chiamano:

DEMOCRAZIA CRISTIANA esponenti del partito popolare + altri giovani. Leader: De

Gasperi;

- LIBERALI; 54

- Partito nuovo: nasce dall’esperienza dell’antifascismo in esilio. Intellettuali che si

rifacevano al pensiero di Mazzini (“Giustizia e libertà”: nucleo costituito in clandestinità).

Ora si chiama= PARTITO D’AZIONE.

Tutti questi partiti si radunano in un organismo che chiamano: COMITATO DI LIBERAZIONE

NAZIONALE (CLN): adottano un modello di antifascismo militare francese che funziona in

Italia, Francia e Paesi Bassi (nell’Europa occidentale occupata) la guida politica

dell’opposizione dall’occupazione tedesca è costituita dai partiti antifascisti, che danno vita

ad un organismo comune (CLN). E ogni partito è rappresentato da un rappresentante.

- è l’accordo fra i partiti antifascisti.

Il CLN cosa fa? La prima azione politica che fa è chiedere agli alleati la sostituzione del

governo Badoglio con un esponente del CLN (antifascista). Gli alleati non accettano, perché

con Badoglio hanno firmato l’armistizio (è utile per loro) e secondo Churchill Badoglio dà

più sicurezza degli esponenti antifascisti.

- Marzo ‘44= LA SVOLTA DI SALERNO il governo del re si è trasferito da Bari a Salerno. In

marzo arriva a Salerno un personaggio di origine sarda: TOGLIATTI= leader del partito

comunista italiano in esilio a Mosca. Stalin dà a Togliatti delle indicazioni prima di ripartire

per l’Italia. Gli dice che in Italia non devono rifare la rivoluzione, cacciare i tedeschi,

eliminare i fascisti e costituire uno stato liberal-democratico in cui il partito comunista

dovrà svolgere il ruolo di partito di governo non schierandosi contro la Russia. Lui dice di

non mandare via Badoglio, ma unendo il CLN. Unità di tutti per la lotta patriotica contro il

nemico. Così il governo viene allargato al CLN in cui il partito comunista svolgerà un ruolo

importante di governo.

Quindi, la formula alla guida del processo politico italiano dal ’44 al ’47 è il CLN= unità del

partito antifascista. Questo nell’Italia del sud (Italia liberata) non c’è una resistenza

fascista contro gli alleati. →

ITALIA OCCUPATA DAI TEDESCHI c’è una resistenza armata contro di loro già

dall’autunno ’43. Si costituiscono piccoli gruppi antagonisti all’occupazione tedesca. Il

nemico storico è il tedesco, quindi, è un riflesso automatico voler combattere con loro.

C’è poi una volontà di reagire alla catastrofe: per i patrioti è un trauma; altri cercano di

reagire ad es. ricostituendo formazioni fasciste, altri antifasciste agli antifascisti (militari

sbandati) si uniscono nuclei di giovani provenienti dalle città che hanno visto il crollo del

fascismo e diventano antifascisti. Quindi si creano primi nuclei nell’inverno ’43-’44.

Questo tipo di reazione si fonda su un atteggiamento diverso rispetto alle abitudini degli

ultimi 20 anni. Non c’era un’educazione alla scelta, adesso ci sono momenti di decisioni

ci si riappropria della capacità di decidere diventando soggetti politici.

C’è una forte reazione alla pesante occupazione tedesca: per i costi e per la durezza nei

confronti della popolazione. 55

Questi atti di prevaricazione e di violenza suscitano delle reazioni: PROTESTA

CLANDESTINA. Si innesca così la dinamica che porta alla nascita del MOVIMENTO

RESISTENZIALE nel corso della primavera del ’44 ha uno sviluppo notevole.

- Vengono fatte azioni militari di grande importanza. Partono delle campagne militari: la

guerriglia inizia ad avere una notevole diffusione 30.000 resistenti armati= PARTIGIANI

(persone in armi in modo clandestino). Dietro ai resistenti armati ci sono altre persone.

La resistenza è un movimento contro l’occupazione straniera, volto alla liberazione del

territorio nazionale. Questo non accade al sud, ma al nord nei confronti dei tedeschi.

La popolazione occupata ha l’obiettivo di sopravvivere. All’interno di questa priorità ci

sono delle scelte: è abbastanza diffuso il sentimento antitedesco, questo sentimento deve

fare i conti con le strategie di sopravvivenza. Nel frattempo, si può avere l’occasione di fare

qualcosa, dare ad esempio una mano agli altri contro il regime tedesco (facendolo di

nascosto) questa è: RESISTENZA CIVILE= convivere con la strategia di sopravvivenza

(lavorare per i tedeschi e comportarsi bene con loro) cercando di fare

contemporaneamente qualcosa contro i tedeschi (sabotaggio e non collaborazione). Scelta

politica consapevole.

Altri invece, hanno scelto l’opposizione diretta armata (PARTIGIANI).

Al sud si crea un nucleo di sistema politico che diventerà quello dell’Italia.

“Collaborazionismo” = collaborazione con il nemico. L’Italia è collaborazionista di

occupatori diversi. All’interno del sistema ci sono situazioni diverse.

La resistenza è un fenomeno di minoranza esperienza fondante del nuovo stato

democratico. Alla base c’è la scelta individuale= riappropriazione della capacità di

decisione. →

All’interno del fenomeno resistenziale ci sono 3 dimensioni TEORIA DELLE 3 GUERRE

all’interno della resistenza:

1. Guerra di liberazione= tutti i resistenti combattono la guerra di liberazione= guerra

patriotica (secondo risorgimento: il nemico è lo stesso);

2. Guerra civile= guerra contro il fascismo. Tutti i resistenti combattono contro il fascismo

che viene considerato peggio dei tedeschi. La guerra civile è una guerra all’interno della

stessa comunità: chi si oppone è un traditore visto che fa parte della stessa comunità. I

traditori devono venir cancellati. Nella guerra civile le 2 parti si odiano perché ritengono

che l’altro sia un traditore;

3. Guerra di classe= questa non la combattono tutti, ma parte si. Parte dei resistenti, quelli

orientati più a sx, vedono nella resistenza una grande occasione per spostare gli equilibri di

classe all’interno della società. È la guerra dei rivoluzionari: i nemici non sono solo i

tedeschi e i fascisti, ma anche i padroni. 56

→ Chi sono i PARTIGIANI?

1) FORMAZIONI AUTONOME: ex ufficiali militari che non hanno una fisionomia politica

particolare.

- Poi ci sono formazioni che fanno riferimento direttamente ai partiti del CLN:

2) FORMAZIONI GARIBALDI: fanno riferimento al partito comunista. Duplice riferimento a

Garibaldi: esperienza unificante dell’estrema sinistra; struttura militare autonoma.

3) BRIGATE GIUSTIZIA E LIBERTÀ: fanno riferimento al partito d’azione (ex mazziniani).

4) BRIGATE DIVISIONI OSOPPO: movimento risorgimentale. Brigata che fa riferimento alla

democrazia cristiana.

→ Queste formazioni hanno dei punti in comune: sono formazioni partigiane che educano

alla democrazia. L’ideale è la banda partigiana che viene educata alla democrazia. Tutte

queste messe assieme fanno parte del: CORPO VOLONTARIO PER LA LIBERTA’, che ha un

proprio comando. Politicamente fanno tutte riferimento ai CLN clandestini la logica del

CLN è la stessa al sud e al nord:

- sud= logica di governo. I partiti del CLN sono quelli che guidano il governo dall’estate del

‘44;

- nord= sono clandestini. Però sono la struttura politica di riferimento.

→ La resistenza italiana adotta il sistema resistenziale francese e politicamente il punto di

riferimento sono i partiti.

- I partiti politici antifascisti sono il nucleo per la creazione del nuovo sistema politico, e il

nucleo per la direzione politica della resistenza.

I CLN sono tutti coordinati da un organismo unico che ha sede clandestinamente a Milano.

È una sorta di governo parallelo che si considera espressione del governo italiano,

antagonista rispetto al governo della Repubblica di Salò. →

Il massimo di espansione del movimento resistenziale lo si ha tra estate-autunno ’44

aspettativa: che sfondino nella pianura Padana:

1. i tedeschi non hanno truppe per controllare le retrovie= quindi ci può essere una forte

espansione del movimento partigiano

2. aspettativa di vincita del movimento partigiano

3. afflusso di giovani al movimento partigiano 200.000combattenti + fiancheggiatori +

popolazione

La situazione è così favorevole che i partigiani riescono ad occupare dei territori: zone

libere in cui comandano direttamente i partigiani (nelle valli delle montagne). 57

Il movimento partigiano non è solo un movimento di guerriglia gli alleati sono d’accordo

ma non vogliono che si mettano a fare politica per complicare le cose. In realtà i partigiani

vogliono fare anche questo e vincere la guerra “liberandosi da soli”. Nelle zone libere

vengono costituiti dei poteri locali, segnalando che questo è un nuovo potere del nuovo

stato democratico italiano.

I partigiani, però, non sono in grado di controllare la situazione. Gli anglo-americani non

hanno le risorse per dare una spallata ai tedeschi e fermano l’avanzata: crollo del morale, i

tedeschi sono contenti. Parte in autunno una grande controffensiva contro i partigiani che

vengono quasi spazzati via.

→ autunno ’44- inverno ‘45: momento terrificante. Varie STRAGI fatte da tedeschi e

fascisti=

- rappresaglia= rivendicazione fatta sui civili contro gli atti di guerriglia. Popolazione presa

in ostaggio. Episodio vicino Fiume nel ’42: attentato contro 2 maestri italiani, l’esercito

italiano arriva e uccide tutti gli uomini, i bambini vengono mandati nei campi di

concentramento. Episodi come questo ce ne sono stati tantissimi.

I tedeschi fanno stragi mirate non a rivendicare qualche atto, ma per terrorizzare la

popolazione guerra contro i civili: questo è un aspetto della guerra totale. Non c’è un

collegamento tra azione dei partigiani e strage. Ripuliscono il fronte e terrorizzano la

popolazione.

- primavera ’45: RIPRESA. Mutano le condizioni ambientali e i tedeschi hanno altri

problemi. Ripresa del movimento partigiano, il fronte crolla. Offensiva anglo-americana e il

fronte viene sfondato. La priorità del movimento partigiano è sia militare che politica:

bloccare le colonne tedesche (non è una priorità), più importante è salvare l’impianto

industriale (i tedeschi vogliono far saltare le infrastrutture), quindi i partigiani vogliono

occupare le fabbriche per metterle a sicuro. →

Poi vogliono liberare il territorio prima che arrivino gli alleati 25 APRILE viene dato

l’ordine dell’insurrezione generale. Le grandi città si liberano prima dell’arrivo degli alleati,

i tedeschi non ci sono più e i fascisti sono morti. In questo modo, dopo il 25 aprile i

partigiani possono presentarsi come liberatori del paese deriva un’ondata di

entusiasmo presso la popolazione con alcune espressioni:

1) 8 settembre: morte della patria

2) 25 aprile: rinascita della patria 58

PRIMAVERA 1945 (FINE GUERRA DI LIBERAZIONE)

La resistenza si presenta come il compimento di un secondo risorgimento fatto dal basso.

Attraverso la resistenza, le masse popolari escluse dal movimento risorgimentale si sono

riappropriate del nuovo stato.

La resistenza è diversa rispetto al risorgimento, la sua classe dirigente è espressione dei

ceti popolari.

Questo, però, non significa che sia un movimento di massa:

1. non si mobilita tutto il popolo italiano;

2. non riguarda tutto il territorio nazionale: riguarda principalmente il centro-nord (al sud

questa esperienza non c’è) questo fenomeno rafforza il DUALISMO POLITICO= nel

dopoguerra si dice che in Italia spira il vento del nord (resistenza). Tutti i partecipanti alla

resistenza condividono un giudizio negativo a quello che è stato lo stato liberale italiano.

Per tutti gli esponenti questo nuovo stato dev’essere completamente diverso da quello

precedente. L’unica cosa che dev’essere salvata è il concetto di patria e, ovviamente,

l’unificazione nazionale.

Il paese è DIVISO: c’è una parte della classe dirigente che vuole un cambiamento totale; e

una parte che non percepisce questa urgenza.

Nel dopoguerra ci sono alcuni atti simbolici: si vuole costruire un nuovo governo (sempre

sotto il controllo alleato, ma molto meno). Decidono che il presidente del consiglio sarà un

uomo simbolo: lo diventa PARRI (uomo di sx) dirigente del Partito d’Azione che ha un

giudizio critico nei confronti del passato. Vuole fare un cambiamento notevole. Dura pochi

mesi alla presidenza del consiglio: non riesce a combinare niente perché il suo partito è

costituito da un gruppo di intellettuali, che non ha un riferimento sociale. Dopo 3 mesi, il

governo è bloccato e Parri si deve dimettere.

- Viene sostituito da un esponente dei partiti di massa (questa è la svolta): su proposta dei

comunisti, diventa presidente del consiglio il leader dei democratici cristiani (cattolici)

DE GASPERI = era stato un esponente del partito popolare (prima ancora era un esponente

cattolico in Austria); nel primo dopoguerra diventa un esponente del partito popolare

(sciolto dal Fascismo viene messo in galera e poi va esule in Vaticano). Nel ’44 dà vita al

nuovo partito di cattolici “DEMOCRAZIA CRISTIANA” (uno dei partiti del CLN).

Perché proprio lui? Perché ha alle spalle tutta l’organizzazione della Chiesa cattolica

(riferimento fortissimo) ed è ben visto dai comunisti perché anche loro sono un partito di

massa. A governare devono esserci dei partiti di massa, perché sono loro la proletaria (non

le élite di intellettuali del Partito d’Azione).

- autunno ’45: l’Italia vive l’illusione di un governo giacobino. Gli italiani non sono pronti

alla democrazia perché non sono stati educati a questo. Ci vuole una classe dirigente 59

illuminata che trascini il paese verso la democrazia. Questo gruppo di illuminati non riesce

a svolgere questo ruolo.

La classe dirigente (CLN) deve affrontare alcuni PROBLEMI (queste sfide vengono superate

fra il ’45 e il ’48):

- ricostruzione materiale del paese: con il problema che non ci sono soldi. Fino il 1948 la

ricostruzione materiale arranca.

- ricostruzione economica: mancano capitali, quindi c’è un buco sostanziale. Chi i capitali

ce li ha (centro-nord) non li vuole impiegare perché non si fida ad investire (“sciopero dei

capitali”).

→ Fino il 1948 la ricostruzione materiale ed economica avanzano con estrema difficoltà.

- ricostruzione di un sistema politico: avanza più rapidamente, questo perché è la

precondizione finchè non si chiarisce il nuovo quadro politico istituzionale, tutti gli attori

hanno difficoltà ad orientare le proprie scelte.

Bisogna capire cosa fare dell’Italia, su questo le idee sono varie:

1) Capire se l’Italia continuerà ad essere una MONARCHIA oppure no: la monarchia ha

avuto un notevole prestigio nella storia italiana perché è quella che ha fatto l’unità d’Italia;

quindi fino il 1° settembre 1943, Vittorio Emanuele III era il simbolo dello stato, dopo l’8

settembre è il monarca dell’armistizio, quindi del collasso. Il prestigio della monarchia, a

quel punto, è crollato completamente, ma non in tutta Italia (hanno molti fedeli

soprattutto al sud).

- Quindi, il dubbio tra monarchia e repubblica non è facile da sciogliere: la maggior parte

degli antifascisti sono repubblicani; il movimento resistenziale era nettamente

repubblicano ma il paese no! Questo crea dei problemi in particolare al nuovo grande

partito “Democrazia Cristiana” perché è un partito la cui leadership è repubblicana, ma la

cui base è in buona misura ancora pro-monarca.

Come si risolve il problema? Si può risolvere in diversi modi:

1) con una decisione dei partiti (deciderebbero per la repubblica);

2) creare un’assemblea costituente che decida la forma di stato (sicuramente repubblica

visto che tutti i partiti sono pro-repubblica);

3) possibilità caldeggiata dalle forze politiche, soprattutto dalla Democrazia Cristiana:

dicono che, dal momento che sanno che buona parte della popolazione è monarchica, se

decideranno per la repubblica ci sarà sempre una sorta di riserva da parte dei monarchici.

Quindi, il nuovo stato non avrà una base di consenso totale.

La scelta cade sul REFERENDUM 2 GIUGNO 1946. C’è una duplice consultazione:

1. referendum tra monarchia e repubblica 60

2. elezione di un’assemblea costituente: avrà il compito di scrivere la nuova Costituzione (a

prescindere dal fatto che vincerà la monarchia o la repubblica). →

Al referendum VINCE LA REPUBBLICA (nostalgie per la monarchia non ci sono mai state)

ora serve una COSTITUZIONE.

LA COSTITUZIONE

Il modello non può essere lo Statuto Albertino e si deve decidere a quale modello

rivolgersi: apparentemente il modello migliore è quello della Repubblica di Weimar, che è

fatta molto bene come costituzione, ma la Repubblica di Weimar è crollata, quindi non può

essere il modello di riferimento e si cerca un bilanciamento lo si può intendere in vari

modi. Esistono varie posizioni e si cerca di prendere il meglio di ciascuna posizione su un

quadro di compatibilità generale. La costituzione è fondamentalmente questo= si

confrontano almeno 3 culture politiche: liberale tradizionale; cattolica democratica;

socialista.

- Sono radicalmente diversi: portati agli estremi sono reciprocamente incompatibili perché

i loro fondamenti sono diversi.

L’operazione che viene fatta all’assemblea costituente è quella di trovare una SINTESI fra

questi 3. Questo è possibile perché:

1) C’è una forte volontà di trovare l’accordo perché senza non potrebbe nascere una

democrazia;

2) A fare il compromesso sono personalità di livello elevatissimo.

La costituzione è una sintesi di queste culture politiche che condividono ideali antifascisti

(quelli della 2 G.M.) e che riescono a trovare dei punti di contatto accettabili per tutti:

- centralità della persona e del lavoro costituzione avanzata.

- come struttura è una costituzione molto prudente: ha alle spalle l’esperienza di un

regime dittatoriale, quindi la prima preoccupazione è quella di evitare il ripetersi di

qualcosa del genere creare un quadro di istituzioni estremamente bilanciato: evitare

che un potere sopravanzi rispetto ad un altro e che acquisti troppo spazio; in particolare,

che l’esecutivo sia fortemente controllato (ha le sue competenze con una certa

limitazione).

- il centro di tutto è il Parlamento: costituzione fondamentalmente parlamentarista in cui

la vera sede decisionale è il Parlamento all’interno del parlamento è previsto un sistema

di bicameralismo perfetto: 2 camere simili con poche differenze tra loro, hanno gli stessi

compiti quindi si bilanciano l’una con l’altra. Le leggi passano al vaglio di entrambe le

camere. 61

- tripartizione dei poteri

- la Corte Costituzionale sorveglia che tutte le leggi rispettino la Costituzione.

- impalcatura simile a quella precedente: è ancora fondata sui comuni e sulle province

(non vogliono seguire le indicazioni giacobine) affiancando ad essi le regioni

decentramento regionale.

→ Con questa impalcatura ci sono vantaggi e svantaggi:

VANTAGGI= quelli che i costituenti volevano. Meccanismo che renda difficile la prevalenza

di una sola forza politica (per bloccare tentativi autoritari);

SVANTAGGIO= il processo decisionale è abbastanza complesso. Quello che si guadagna in

termini di garantismo lo si perde in termini di efficienza nel caso di salde maggioranze

parlamentari, il sistema può funzionare abbastanza bene perché le leggi possono circolare

con una certa rapidità; nel caso di maggioranze parlamentari fragili, è un sistema che può

rallentarsi molto facilmente, e l’esecutivo non ha strumenti per gestire situazioni di grande

difficoltà.

Tutto funziona perché si parte dal presupposto che i grandi partiti sono d’accordo. Questa

è l’impalcatura che esce dall’assemblea costituente e che viene approvata a larghissima

maggioranza alla fine del 1947. →

- MARZO ‘47= fino a quel momento il governo era espressione dei partiti del CLN

proiezione interna della logica della grande alleanza (che fra ’46 e ’47 va in pezzi e viene

sostituita dalla guerra fredda). Nei paesi occidentali i partiti comunisti non possono restare

al governo (perché vengono considerati il nemico): vengono quindi fatti uscire nella

primavera ’47. Nel marzo del ’47 il partito comunista esce dal governo in Italia= non c’è più

un governo di CLN, c’è solo un governo di CENTRO (Democristiano): la costituente sta

ancora lavorando, solo alla fine del ’47 presenterà il suo lavoro fine ’47: l’assemblea

costituente vota il testo della Costituzione. Quando lo vota, lo scenario politico è

completamente diverso rispetto al momento in cui la costituente è stata eletta (è stata

eletta nel ’46 quando c’era il governo di CLN) la Costituzione viene votata quando i

comunisti sono fuori. Ma, la Costituzione viene votata lo stesso.

- Perché viene votata lo stesso? Ragionamento strategico= la costituente è il patto di tutti,

quindi il nuovo stato nasce come stato di tutti tutti quelli che votano la costituente

hanno diritto a fare politica in Italia: nessuno può essere escluso. Tutte le forze politiche

che votano la Costituzione sono le forze politiche costituzionali; il nuovo stato, a

prescindere dalle maggioranze e minoranze, sarà lo stato di tutti. Su questo i leader delle

principali forze politiche sono d’accordo, non era scontato. La costituzione è di tutti gli

italiani, quindi anche il partito comunista la vota. 62

NUOVI PROTAGONISTI DI QUESTA STAGIONE POLITICA

→ PARTITI DEL CLN che sono diversi fra loro:

- PARTITO D’AZIONE (entra in crisi poco dopo e si dissolve) parte dei membri confluisce nel

PARTITO REPUBBLICANO (prende pochi voti);

- PARTITI DI MASSA= fatti dalle masse che hanno una struttura organizzativa ampia,

permanente e che può avere un peso notevole. Sono:

1. Partito socialista: quello che finisce per primo. Nel ’46 ottengono un ottimo risultato, ma

i voti si perdono a favore del partito comunista.

2. Partito comunista: hanno un’organizzazione migliore, estremamente presente durante

la resistenza, soprattutto a livello militare e fondata sul centralismo democratico: il gruppo

dirigente ascolta la base e poi decide; nel momento in cui ha deciso tutti aderiscono

(struttura staliniana). Organizzazione pesante, costosissima, fatta da molti quadri che sono

professionali: la loro professione è la politica e vengono per questo retribuiti, sono tutti

dipendenti del partito.

3. Democrazia cristiana: non ha ripreso il nome “partito popolare” (perché è finito male);

prende questo nome perché vuole sottolineare il fatto che la democrazia non è soltanto

uno strumento, ma è la scelta politica.

La chiesa è anticomunista perché il comunismo è anticattolico, quindi la Chiesa è dall’altra

parte: quella della DEMOCRAZIA OCCIDENTALE la democrazia viene assunta come

valore. La democrazia cristiana si trova in sintonia con le scelte della Chiesa. Non è il

partito dei cattolici, è un partito DI cattolici= si assume la responsabilità di seguire gli ideali

cattolici-democratici.

Questi partiti hanno vita breve. Il Papa sceglie la democrazia cristiana come punto di

riferimento di tutti i cattolici, e li invita a sostenerla. Non nasce come partito unico (perché

gli altri si sciolgono) dei cattolici, ma di fatto lo diventa molto rapidamente.

È un partito che ha un’organizzazione leggera (completamente diversa rispetto a quella

comunista) = dal punto di vista organizzativo, si appoggia sull’organizzazione del

movimento cattolico (che esiste già e non è mai stata cancellata).

Vengono costituite delle grandi organizzazioni di massa, la più importante:

l’ORGANIZZAZIONE DEI COLTIVATORI DIRETTI (Coldiretti) i contadini erano la

maggioranza della popolazione. È un’organizzazione di massa diretta da dirigenti cattolici

collaterale alla democrazia cristiana.

Termine chiave= collateralismo organizzazioni che non fanno parte del partito, ma

agiscono in parallelo. L’azione cattolica è collaterale alla democrazia cristiana; la Coldiretti,

le ACLI, la CISL (sindacato), ecc. anche. 63

Quindi c’è questa rete enorme che fa sì che il partito non abbia bisogno di una propria

organizzazione stabile pesante.

- La formazione politica avviene fin da bambini nelle organizzazioni dell’azione cattolica e,

una volta cresciuti, passano automaticamente nelle file del partito c’è la garanzia che ci

sia un continuo ricambio di classe politica.

Questi partiti hanno un’enorme adesione. Militanza= milioni di persone che condividono

ideali; è una società di massa in cui esistono movimenti di massa.

All’interno di questi partiti si muovono dei LEADER:

1) NENNI= si è salvato dai nazisti; vecchio rivoluzionario; diventa leader del partito

socialista portandolo al disastro. Fa un’alleanza di sangue con il partito comunista: patto

d’azione asimmetrico (di fatto comandano i comunisti), diventa quindi la ruota di scorta

del partito comunista perdendo consensi.

2) TOGLIATTI= leader del partito comunista; formato nel primo dopoguerra. Non può fare

la rivoluzione e nessuno riesce a credere a questo: i quadri non accettano questo blocco. Si

trova in un momento di crisi quando i comunisti vengono messi fuori dal governo

gestisce questa crisi essendo convinto di vincere le elezioni quando ci saranno; fa il patto

con il partito socialista e si prepara a vincere le elezioni.

3) DE GASPERI= leader democrazia cristiana. Deve vincere delle sfide politiche e di

governo: è il punto di riferimento di un’Italia che vuole rinascere ma che è un paese

sconfitto e distrutto. Fino il ’47 condivide questa responsabilità con tutti gli altri per varie

ragioni: →

1. il quadro dal quale si è usciti è quello della Grande Alleanza dal ’46 la grande alleanza

sta scricchiolando così forte che il governo degli USA comincia ad avere perplessità sul

mantenimento dei comunisti europei; il Vaticano non ha alcuna perplessità: preme

fortemente sulla democrazia cristiana affinchè buttino i comunisti fuori dal governo, ma la

democrazia cristiana dà poco affidamento in chiave anticomunista.

De Gasperi resiste a queste spinte perché è convinto che senza l’unità dei partiti di massa

non si farà la Costituzione e non si supera lo scoglio del trattato di pace le basi del

nuovo stato devono venir decise assieme, altrimenti il nuovo stato sarà troppo fragile. La

responsabilità dell’uscita dalla guerra deve venir condivisa.

- Responsabilità dell’uscita dalla guerra= fare una nuova Costituzione e reinserire il paese

nella scena internazionale. Nella Repubblica di Weimar parte della popolazione non ha

condiviso la costituzione e alla fine si è ottenuto il Nazismo questo non deve succedere

più.

Il trattato di pace viene approvato il 10 febbraio 1947 ed è catastrofico: perché l’Italia ha

perso la guerra, però c’era stata un’illusione= che l’Italia avesse pagato l’alleanza con gli

Alleati. Ora, la classe dirigente che sta discutendo il trattato di pace è antifascista: non si 64

vogliono accollare responsabilità del passato, rappresentano la nuova Italia e quindi

vogliono essere trattati come la nuova Italia vogliono pagare dei prezzi RAGIONEVOLI

per la perdita della guerra.

- Prezzi ragionevoli= significa rinunciare alle colonie fasciste (ETIOPIA), e ad avere un

progetto di egemonia mediterranea.

Le colonie vengono viste come un valore, quindi la richiesta di mantenere parte

dell’impero coloniale è molto popolare.

- Confini del Brennero (confine con la Germania): ovviamente si chiede di mantenerlo

- Confine orientale: ci sono più problemi. La Jugoslavia ha vinto la guerra, quindi bisognerà

cedere qualcosa, mantenendo i territori compattamente italiani= Gorizia, Trieste e la parte

occidentale della penisola istriana.

→ Queste sono le aspettative dell’Italia alla conferenza della pace, ma il RISULTATO è

COMPLETAMENTE DIVERSO perché la conferenza della pace è l’ultima sede internazionale

in cui funziona la logica della grande alleanza (vanno d’accordo anche se sta già

scricchiolando). Quindi, l’Italia viene considerata come un paese sconfitto, alleato della

Germania e viene punito.

- Si salva il confine orientale (con l’Austria) dicendo a Italia ed Austria di mettersi d’accordo

tra di loro. L’Austria accetta il mantenimento del confine del Brennero, in cambio l’Italia

accetta di far rientrare in Italia i tirolesi tedeschi che precedentemente avevano optato per

diventare cittadini del Reich (che vogliono ritornare nelle loro valli) in questo modo

viene salvato il confine del Brennero.

- La Jugoslavia vuole rivendicare tutti i territori etnici: rivendicano tutti i territori fino

l’Isonzo.

L’Italia non partecipa alla conferenza della pace, perché riguardava solo i vincitori (così

come nella 1 G.M.). Solo le grandi potenze discutono sul da farsi l’Unione Sovietica

sostiene la Jugoslavia; USA, Francia e Gran Bretagna sono più perplessi, lascerebbero

qualcosa in più all’Italia ma non insistono troppo perché vogliono comunque un accordo

con l’Unione Sovietica.

Del confine italiano, a Gran Bretagna e USA interessa solo il porto di Trieste= perché è il

porto dell’Austria. È l’unico modo per rifornire le guarnigioni alleate in Austria. L’Austria ha

un’occupazione mista anglo-americana e sovietica: zona contesa. Gli alleati vogliono avere

una via di rifornimento garantita tra l’occidente e l’Austria. Quest’unica via di rifornimento

garantita è il porto di Trieste quindi questa deve rimanere sotto il loro controllo.

Si costituisce uno STATO CUSCINETTO TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE

Quindi, la conferenza della pace prevede che tutta l’ex Venezia-Giulia italiana vada alla

Jugoslavia. Eccezione: parte meridionale della provincia di Gorizia (Gorizia e Monfalcone) 65

che resta all’Italia. La striscia lungo la costa occidentale comprendente Trieste diventa il

territorio libero di Trieste stato indipendente sotto la protezione del consiglio di

sicurezza delle nazioni unite, in modo che non diventi jugoslavo (=comunista), ma aperto

all’occidente.

Queste previsioni del trattato di pace sono un disastro: l’opinione pubblica italiana rimane

scossa, ma non ci sono alternative.

L’Italia è un paese sconfitto e non è un soggetto di politica estera. L’Italia nel ’46-’47 non

esiste, è un territorio nemico occupato il cui governo è sotto controllo. Non può fare altro

che accettare il trattato di pace.

- 15 settembre 1947: il trattato di pace entra in vigore. In questo momento l’Italia rientra

sulla scena internazionale come soggetto autonomo ma debolissimo; disarmato; senza

colonie e con la frontiera orientale spalancata.

Repubblica dei partiti: incentrata sui partiti perché questa centralità dei partiti?

1. Sono partiti di massa quindi esprimono la volontà della maggioranza della popolazione.

Ma questo non è sufficiente perché ci potevano essere delle alternative.

La generazione giovanile si è formata nel regime fascista e la generazione precedente ha

vissuto una parte significativa della vita durante questo regime. Era un regime

TOTALITARIO IN CONFLITTO= ambiva esce un regime forte/totale, ma non ci è riuscito del

tutto.

- Gli italiani, durante questo periodo non hanno vissuto la democrazia. Come fanno ad

impararla di colpo?

Inoltre, gli italiani hanno fatto l’esperienza del PARTITO UNICO= Il partito unico era un

partito di massa (il più grande): buona parte degli italiani è entrata in rapporto con la

politica attraverso quella struttura. Una larga parte della popolazione viene immessa nel

circuito politico perché è obbligata a far parte delle strutture di massa del regime. Ci sono

una serie di realtà nella società italiana, la maggior parte della popolazione non sa cosa sia

la democrazia. Le uniche articolazioni della società che hanno resistito sono quelle che

fanno riferimento al mondo comunista e cattolico. Questi 2 mondi (CATTOLICO e

COMUNISTA) di per sé non sono democratici fanno riferimento a ideologie non

democratiche. Il mondo cattolico non ha la democrazia, la chiesa ha una struttura

gerarchica.

Come si fa a portare tutti gli italiani nella democrazia? Gli unici partiti che funzionano sono

i due grandi partiti di massa: si impegnano a far trasformare gli italiani in cittadini di quel

tipo di stato. La maggior parte degli iscritti al partito comunista non ci credono alla

democrazia, accettano la linea di Togliatti, pensando che sia solo una tattica per ingannare

il nemico. Effettivamente, i comunisti diventano cittadini del nuovo stato democratico. 66


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nichi096

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DETTAGLI
Corso di laurea: Scienze politiche e dell'amministrazione
SSD:
Docente: Pupo Raoul
Università: Trieste - Units
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nichi096 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trieste - Units o del prof Pupo Raoul.

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