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Storia contemporanea

E' una disciplina insegnata a partire dal secondo dopoguerra. Per gli storici economici la storia contemporanea comincia a partire dalla rivoluzione industriale (metà '700). Per gli storici politici comincia con la comparsa dei primi regimi a sovranità popolare, quindi con l'origine della democrazia liberale (ultimo quarto del '700 con la rivoluzione francese e americana). Dalla fine della guerra fredda si è cominciato a considerare la storia contemporanea a partire dalla rivoluzione russa, regime che ha caratterizzato tutta la storia del '900.

Il '900 considerato storia contemporanea

Il '900 è considerato storia contemporanea per tre avvenimenti:

  • Affermazione della società di massa, nata nel '700 e '800 ma sviluppata nel '900 quando la produzione, il consumo, la vita diventano un fenomeno di massa.
  • Compressione spazio-temporale. Cioè il mondo diventa più vicino e contemporaneo. La compressione spazio-temporale è dovuta alla rivoluzione dei trasporti (navi a vapore, treni) e delle comunicazioni (telegrafo) che permette di vivere le stesse esperienze anche a grandi distanze. La teoria della relatività, elaborata all’epoca, vale anche per il tempo che non è un dato unico, ma è diverso nelle diverse parti del mondo per cui nasce il bisogno di standardizzare il tempo introducendo i fusi orari.
  • Fine dell’eurocentrismo, cioè l’affermarsi di altre potenze mondiali oltre all’Europa.

Bell'epoque e imperi

La definizione bell’epoque è stata data nel primo dopoguerra quando si guardava al passato con nostalgia. Città fondamentale è stata Parigi con le due Esposizioni Universali 1889 e 1900 (la prima in Inghilterra 1951) grandi fiere industrialcommerciali dove venivano esibiti i prodotti della rivoluzione industriale, veniva celebrata la tecnica e del progresso secondo lo spirito del positivismo. Inoltre c'erano sezioni antropologiche in cui veniva mostrata quanto fosse avanzata la civiltà occidentale rispetto alle altre e in cui si mostrò anche la teoria delle razze che imponeva un ordine nel mondo sulla base dell’evoluzione (dall’abitante delle origini, al cinese, all’uomo occidentale).

Parigi ad inizio '900 fu detta ville lumière anche perché fu una delle prime città illuminate, con grandi divertimenti, centro dell’arte e con la migliore tecnologia dell’epoca. In questo periodo nasce l’idea del tempo libero e quindi vengono organizzati divertimenti per le masse tipo i parchi di divertimenti (simili e presenti in tutto il mondo); questo perché i grandi ceti sociali come la media borghesia possono permettersi di fare vacanze.

Genova e la corsa agli armamenti

Genova all’epoca è il primo porto italiano, specializzato nelle materie prime e accanto al porto nascono le industrie siderurgiche, metallurgiche e navali. È il periodo della corsa agli armamenti con la costruzione di grandi navi militari e civili. È il periodo dei grandi transatlantici, vere e proprie città galleggianti costruite con le migliori tecnologie, il gusto estetico e i comfort del tempo. Uno di questi grandi transatlantici è il Titanic, inaugurato a Southampton nel 1912 e affondato nel viaggio inaugurale.

L’affondamento del Titanic scatena una serie di discussioni sul senso di questo affondamento ed emersero due aspetti, due elementi di riflessione che coinvolsero l’opinione pubblica mondiale (che si stava formando in quel periodo con la diffusione della comunicazione):

  • Si ha la sensazione che l’affondamento sia una specie di punizione divina per la superbia dell’uomo nel costruire grandi mezzi tecnologici; l’uomo infatti scopre di poter non avere più limiti (all’epoca c’è il primo volo dei fratelli Wright) ma allo stesso tempo è intimorito da questo grande sviluppo dei mezzi ed ha la sensazione di non sapere come utilizzarli (sproporzione tra la possibilità dei mezzi e i fini delle opere).
  • Nella letteratura dell’epoca si rispecchiano queste inquietudini e gli scrittori si concentrano sull’analisi dell’angoscia (Svevo, Proust, Freud).

MacKinder e la geopolitica

Nel 1904 MacKinder, teorico militare, pubblica un articolo con cui dà vita alla geopolitica: analisi dei rapporti fragli stati e i rapporti di potere nello spazio. MacKinder è il primo a considerare il mondo come un’entità unica attraversata da rapporti di potere, il globo è un unico sistema di potere e MacKinder studia i possibili problemi che possono derivare dall’espansione degli stati. Per lui le dinamiche di potere sono basate sul potere terrestre e prevede l’importanza che avranno in futuro la Russia e la Germania e quanto è importante per l’Inghilterra gestire i rapporti con questi stati.

Sempre nel 1904 Barrie esprime le inquietudini che attraversano il secolo scrivendo Peter Pan e mostrando come l’uomo di fronte a queste inquietudini fugge dalla realtà rifiutandosi di crescere.

Il Titanic e le contraddizioni sociali

Nel Titanic alcuni osservatori vedono una delle contraddizioni dell’epoca: il fatto che erano state messe poche scialuppe per poter far spazio ai saloni mostra, non solo l’eccessiva fiducia dell’uomo nei suoi mezzi ma anche la grande attenzione data ai ceti più elevati. Il disastro del Titanic è un esempio della questione sociale cioè della relazione conflittuale tra proprietari dei mezzi di produzione e operai, l’ineguale distribuzione delle risorse, le condizioni di vita precarie dei ceti più bassi.

La questione sociale è una delle prime tre contraddizioni della bell’époque che la portarono al declino. In questo periodo vengono fatte dagli operai delle rivendicazioni per chiedere orari più flessibili e maggiori salari ma i padroni rifiutavano un accordo e rispondevano con la violenza (Milano 1898: i lavoratori scendono in piazza ma interviene l’esercito).

Tentativi di riforma

Nel primo '900 si tenta di attutire la questione sociale attraverso dei tentativi di riforma che riguardano l’intervento da parte dello Stato, anche perché in quel periodo i lavoratori cominciano a riunirsi in associazioni sindacali e provano a fare politica con pochi successi dato che il voto non era universale ma in base al censo; grazie alle pressioni dei ceti operai alcune delle riforme riguardarono l’allargamento del diritto di voto.

Nel corso del primo decennio del '900, grazie a Giolitti, lo Stato cambia atteggiamento e non interviene direttamente ma favorisce le contrattazioni tra le parti; una riforma importante dell’epoca è quella che porta ad una prima riduzione dell’orario di lavoro e all’assistenza agli infortunati.

I tentativi di riforma hanno successo in Inghilterra, dove esiste un partito laburista; Francia, Stati Uniti e in parte in Italia. Furono un fallimento in Spagna, dove la società era fortemente influenzata dalla presenza del ceto dell’esercito che era un vero e proprio organo di potere e dall’influenza della Chiesa conservatrice; Germania, dove nasce un partito socialdemocratico ma le riforme non hanno successo per via dell’esercito; Russia dove c’era ancora un sistema simile a quello di tipo feudale.

Le contraddizioni del nazionalismo

Il nazionalismo è un’ideologia che tende a subordinare l’individuo alla presenza predominante di uno Stato-nazione che chiede assoluta conformità sul piano culturale in base ad un’idea omogenea degli abitanti di quella nazione e con impulsi aggressivi sugli stati esteri. Lo stato-nazione chiede un’omogeneità culturale e una mobilitazione della popolazione quando questi lo chiede. Nasce dalla rivoluzione francese quando era accompagnato dall’universalismo, cioè l’idea che la Francia si facesse esempio per il resto del mondo.

Mazzini è patriottico: cioè è nazionalista ma è anche convinto che il nazionalismo può convivere in modo pacifico con l’esistenza di altre nazioni, sognava una federazione mondiale di tutti gli stati. Nell’ultimo quarto dell’800 il nazionalismo si lega all’imperialismo e al colonialismo e nasce l’idea che bisogna opporsi alle altre nazioni.

Il nazionalismo ha un grande successo sulla popolazione per due principali motivi:

  • Fine '800 periodo di crisi della mascolinità a causa del passaggio da una società in cui il ruolo fondamentale era quello dell’uomo produttore ad una società dei consumi di massa in cui era più importante il consumo, gestito principalmente dalle donne. Nascono anche movimenti femministi. È anche un periodo con poche grandi guerre ma molti piccoli conflitti che decimano la popolazione maschile o la lasciano mutilata.
  • L’uomo che sente intaccata la sua mascolinità trova una reazione nel nazionalismo che ha un forte carattere mascolino per via dell’importanza data all’esercito. Nel 1911 in Italia nasce il partito nazionalista che si basa sull’idea che alla nazione bisogna subordinare ogni aspetto della vita. Negli Stati Uniti il nazionalismo diventa molto forte nel periodo di governo Roosevelt quando venne data un’importanza fondamentale alla produzione industriale.

Le élite provano a risolvere la questione sociale con il nazionalismo, spostando l’attenzione delle masse su un nazionalismo aggressivo nei confronti delle altre nazioni (guerra di Libia). In alcune aree il nazionalismo diventa autodeterminazione di popoli che richiedono la creazione di un loro Stato-Nazione.

Concorrenza tra gli imperi

L'impero è un’organizzazione dello spazio economico, politico, culturale tramite rapporti più o meno istituzionalizzati con un soggetto egemone e dei soggetti subordinati. Gli strumenti di controllo usati dal soggetto egemone possono essere militari, economici, culturali.

Tipi di imperi

I tipi di imperi teorizzati da MacKinder e di cui parla nel 1904 Conrad nel "Nostromo" sono:

  • Imperi continentali: basati sul controllo territoriale e distribuiti su un territorio terrestre contiguo; sono i più antichi (cinese, turco, russo) ma all’epoca sono in crisi.
  • Imperi transcontinentali: basati sulla possessione di colonie che si formarono durante il periodo delle grandi esplorazioni e che all’epoca erano o in crisi (Spagna) oppure nel massimo del loro sviluppo con la conquista di nuovi territori (Inghilterra).
  • Impero a rete informale: (USA) impero che ha poco controllo militare diretto, penetrazione commerciale e finanziaria con una vasta diffusione delle merci della madrepatria nei territori controllati.

Esistevano tre tipi di colonie:

  • Colonie di sfruttamento: gestendo le risorse a livello commerciale e mettendo degli empori nei territori colonizzati.
  • Colonie di popolamento: colonie nelle quali vengono inviati soggetti dalla madrepatria a costruire società analoghe distruggendo quelle pre-esistenti (America).
  • Dominio coloniale: si costruisce una struttura di dominio che utilizza quella pre-esistente, assegnando alle élite locali dei ruoli di potere sottoposti alla madrepatria (India).

Motivazioni della concorrenza

La concorrenza tra questi imperi nasce dalla rivoluzione dei trasporti che mette in rapporto più stretto le varie parti del mondo; le motivazioni della concorrenza sono di tipo economico/commerciale: le merci possono essere commerciate con maggiore intensità e distribuite su scala mondiale ma l’invasione delle merci straniere impedisce la distribuzione delle merci locali in certi paesi e questi paesi sono costretti a trovare nuovi sbocchi per i loro mercati spostandosi soprattutto in Africa. Geopolitica: secondo la teoria del potere nello spazio di MacKinder. Religiosa: volontà di diffusione della religione e cultura occidentale (missionari).

Questa concorrenza fu favorita dall’industria e dal ceto militare che si uniscono per creare un complesso economico-militare in modo che la concorrenza significhi per i primi una vendita maggiore e per gli altri il rafforzamento del loro ruolo nella società. Queste nuove armi e nuovi macchinari permettono anche di giungere con gli eserciti e colonizzare fino al centro dell’Africa.

Lo scenario politico era quello di un sistema internazionale multipolare con accordi segreti tra poche potenze. Attorno alla concorrenza imperiale e alla corsa degli armamenti nascono tensioni internazionali (guerra anglo-boera, rivolta dei boxer in Cina) che portano alla crisi del sistema imperiale e alla guerra mondiale.

Migrazioni

Grazie alla rivoluzione dei trasporti tra il 1904 e il 1913 cresce il volume dei traffici, soprattutto in occidente e si intensifica l’interdipendenza tra i luoghi sulla terra. Si verifica il fenomeno delle grandi migrazioni. Fenomeno studiato solo negli ultimi 40 anni per via di alcuni pregiudizi nei confronti degli emigrati: per i conservatori erano considerati traditori della patria, per i comunisti invece di partecipare alla vita del loro paese e alla lotta sociale andavano in altri paesi, per i cattolici si esponevano volontariamente al peccato perché andavano in paesi protestanti.

Periodizzazione e motivazioni delle migrazioni

Periodizzazione tra gli anni 20 dell’800 e 20 del '900 quando vengono poste delle barriere all’immigrazione. Negli anni 80/90 dell’800 iniziano le grandi migrazioni con la rivoluzione dei trasporti, l’invenzione della nave a vapore che è poco costosa.

  • Fattori espulsivi: le componenti economiche, sociali, culturali, del paese di provenienza che tendevano ad espellere i migranti. (es: crisi dell’agricoltura, rivoluzione dei trasporti, merci americane della produzione locale).
  • Fattori attrattivi: i fattori che attraevano i migranti nei diversi stati. L’America Latina attraeva perché c’era bisogno di lavoratori con esperienza in modo da sviluppare la società, qui arrivano gli emigranti dal settentrione d’Italia i più qualificati; USA e Canada avevano bisogno di forza lavoro generica cioè di braccianti e manovali per costruire strade e strutture.
  • Capacità di scelta degli emigranti stessi: in questi meccanismi di emigrazione seguono delle logiche familiari, cioè gli emigranti vanno in luoghi dove trovano parenti o persone della stessa cultura.

Destinazioni e facilitazioni delle migrazioni

Dove: si va in luoghi dipendenti da fattori attrattivi e dalle logiche familiari. Elementi facilitanti: rivoluzione dei trasporti che porta lo spostamento delle migrazioni dal Nord Europa all’America dato che le navi a vapore costano meno dei treni e l’America offre più opportunità.

Chi: giovani maschi adulti soprattutto, le poche donne all’inizio erano impiegate nelle fabbriche (tessili, confezionamento).

Come: il fenomeno comincia con la presenza di uno o più elementi detti sensali provenienti dal paesino in Italia che hanno fatto fortuna e tengono contatti col paesino e quando c’è bisogno di braccia richiamano amici e parenti. Col tempo i sensali diventano dei padroni che sotto richiesta degli industriali richiamano i lavoratori.

Per aggirare i sensali, diventati elemento di sfruttamento, si creano reti familiari e le persone si affidano ad una rete di contatti durante tutto il viaggio che permette ai migranti di avere sempre un sostegno tra conoscenti e parenti; no aiuto dallo Stato, a volte da organizzazioni religiose.

Tipi di insediamento

  • Su base stagionale: si emigrava solo per una stagione in modo regolare per poi tornare.
  • Temporanea: nata dalla stagionale, dopo essere stati via qualche stagione i migranti pensano che possono fermarsi qualche anno per fare un po’ di ricchezza da usare in patria.
  • Permanente: la Guerra Mondiale stabilizza i processi migratori, le persone che in guerra non si possono muovere decidono di stabilirsi per sempre nello stato dove si erano costruiti una vita vera e propria e che li aveva chiamati a combattere, nasce un legame patriottico.

Il processo migratorio dà vita ad una serie di migrazioni multiple, si andava avanti e indietro da una parte dell’oceano perché spesso le persone rimpatriavano. (fonti di questi studi: liste passeggeri delle navi, registri parrocchiali, ecc.)

Ultimamente si studia l’impatto sul paese quando gli emigranti rimpatriavano; spesso quelli che tornavano erano diventati ricchi e costruivano grandi case, assumevano un atteggiamento di maggiore autonomia rispetto alle gerarchie della società (non sottomessi alla nobiltà terriera dei paesini), gli artigiani emigrati imparano tecniche di marketing in America e le applicano sul mercato italiano per diventare piccoli imprenditori.

Viaggio e approcci al viaggio

I viaggi spesso erano all’epoca esperienze difficili e pericolose, all’interno delle navi erano riprodotte le classi sociali quindi la terza classe faceva il viaggio in condizioni disastrate; i pericoli venivano dal fatto che queste barche non erano adatte ad affrontare lunghi viaggi nell’oceano, erano esposte ai naufragi.

Essenza del viaggio: il viaggio nasce come percorso (parola con la radice indoeuropea “per” cioè verso qualcosa, la radice che è presente anche in pericolo). Il viaggio è quindi un percorso ma anche un pericolo e Leed ricostruisce la natura del viaggio come “attraversamento dello spazio e del tempo attraverso il pericolo”.

Tipi di viaggio

Francesco Remonti distingue due grandi tipi di viaggio a volte contemporanei detti:

  • Giro lungo: mettersi in cammino per arrivare da qualche parte, sono viaggi fisici nel territorio.
  • Giro corto: un viaggio sviluppato dentro di sé.

Approcci al viaggio: (studiati da Michela Nocci) ogni viaggio è compreso tra due tipi di approcci:

  • Chi tende a familiarizzare quanto vede, a dire cioè “l’ho già visto a casa mia” (l’esempio è quello della storia di Tartarino di Tarascona).
  • Chi si fa coinvolgere completamente dall’ambiente in cui si trova e ci si abbandona (es: Daisy Miller di Henry James).

Tappe: partenza – svolgimento - ritorno (a volte incerto per via dei pericoli).

Nel corso dell’800 cresce la velocità del viaggio, il treno è decisivo in questo senso ed...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Scienze Storiche Prof.
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