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Storia Contemporanea

E’ una disciplina insegnata a partire dal secondo dopoguerra.

Per gli storici economici la S.C. comincia a partire dalla rivoluzione industriale (metà ‘700).

Per gli storici politici comincia con la comparsa dei primi regimi a sovranità popolare,

quindi con l’origine della democrazia liberale (ultimo quarto del ‘700 con la rivoluzione

francese e americana)

Dalla fine della guerra fredda si è cominciato a considerare la S.C. a partire dalla

Rivoluzione Russa, regime che ha caratterizzato tutta la storia del ‘900.

Il ‘900 è considerato storia contemporanea per 3 avvenimenti:

Affermazione della società di massa, nata nel ‘700 e ‘800 ma sviluppata nel ‘900 quando

la produzione, il consumo, la vita diventano un fenomeno di massa.

Compressione spazio-temporale. Cioè il mondo diventa più vicino e contemporaneo. La

compressione spazio-temporale è dovuta alla rivoluzione dei trasporti (navi a vapore, treni)

e delle comunicazioni (telegrafo) che permette di vivere le stesse esperienze anche a grandi

distanze. La teoria della relatività, elaborata all’epoca, vale anche per il tempo che non è

un dato unico, ma è diverso nelle diverse parti del mondo per cui nasce il bisogno di

standardizzare il tempo introducendo i fusi orari.

Fine dell’eurocentrismo, cioè l’affermarsi di altre potenze mondiali oltre all’europa.

Bell’epoque e imperi

La definizione bell’epoque è stata data nel primo dopoguerra quando si guardava al passato

con nostalgia.

Città fondamentale è stata Parigi con le due Esposizioni Universali 1889 e 1900 (la 1° in

Inghilterra 1951) grandi fiere industrialcommerciali dove venivano esibiti i prodotti della

rivoluzione industriale, veniva celebrata la tecnica e del progresso secondo lo spirito del

positivismo. Inoltre c’erano sezioni antropologiche in cui veniva mostrata quanto fosse

avanzata la civiltà occidentale rispetto alle altre e in cui si mostrò anche la teoria delle razze

che imponeva un ordine nel mondo sulla base dell’evoluzione (dall’aborigeno, al cinese,

all’uomo occidentale).

Parigi ad inizio ‘900 fu detta ville lumière anche perché fu una delle prime città illuminate,

con grandi divertimenti, centro dell’arte e con la migliore tecnologia dell’epoca. In questo

periodo nasce l’idea del tempo libero e quindi vengono organizzati divertimenti per le masse

tipo i parchi di divertimenti (simili e presenti in tutto il mondo); questo perché i grandi ceti

sociali come la media borghesia possono permettersi di fare vacanze.

Genova all’epoca è il 1° porto italiano, specializzato nelle materie prime e accanto al porto

nascono le industrie siderurgiche, metallurgiche e navali.

E’ il periodo della corsa agli armamenti con la costruzione di grandi navi militari e civili. E’

il periodo dei grandi transatlantici, vere e proprie città galleggianti costruite con le migliori

tecnologie, il gusto estetico, i comfort del tempo. Uno di questi grandi transatlantici è il

Titanic, inaugurato a Southampton nel 1912 e affondato nel viaggio inaugurale.

L’affondamento del Titanic scatena una serie di discussioni sul senso di questo

affondamento ed emersero due aspetti, due elementi di riflessione che coinvolsero

l’opinione pubblica mondiale (che si stava formando in quel periodo con la diffusione della

comunicazione):

Si ha la sensazione che l’affondamento sia una specie di punizione divina per la superbia

dell’uomo nel costruire grandi mezzi tecnologici; l’uomo infatti scopre di poter non avere

più limiti (all’epoca c’è il primo volo dei fratelli Wright) ma allo stesso tempo è intimorito

da questo grande sviluppo dei mezzi ed ha la sensazione di non sapere come utilizzarli

(sproporzione tra la possibilità dei mezzi e i fini delle opere).

Nella letteratura dell’epoca si rispecchiano queste inquietudine e gli scrittori si concentrano

sull’analisi dell’angoscia (Svevo, Proust, Freud).

Nel 1904 MacKinder, teorico militare, pubblica un articolo con cui dà vita alla Geopolitica:

analisi dei rapporti fragli stati e i rapporti di potere nello spazio.

MacKinder è il primo a considerare il mondo come un entità unica attraversata da rapporti

di potere, il globo è un unico sistema di potere e MacKinder studia i possibili problemi che

possono derivare dall’espansione degli stati. Per lui le dinamiche di potere sono basate per

lui sul potere terrestre e prevede l’importanza che avranno in futuro la Russia e la

Germania e quanto è importante per l’Inghilterra gestire i rapporti con questi stati.

Sempre nel 1904 Barrie esprime le inquietudini che attraversano il secolo scrivendo Peter

Pan e mostrando come l’uomo di fronte a queste inquietudini fugge dalla realtà rifiutandosi

di crescere.

Nel Titanic alcuni osservatori vedono una delle contraddizioni dell’epoca: il fatto che erano

state messe poche scialuppe per poter far spazio ai saloni mostra, non solo l’eccessiva

fiducia dell’uomo nei suoi mezzi ma anche la grande attenzione data ai ceti più elevati.

Il disastro del Titanic è un esempio della questione sociale cioè della relazione conflittuale

tra proprietari dei mezzi di produzione e operai, l’ineguale distribuzione delle risorse, le

condizioni di vita precarie dei ceti più bassi.

La questione sociale è una delle prime 3 contraddizioni della bell’époque che la portarono

al declino.

In questo periodo vengono fatte dagli operai delle rivendicazioni per chiedere orari più

flessibili e maggiori salari ma i padroni rifiutavano un accordo e rispondevano con la

violenza (Milano 1898: i lavoratori scendono in piazza ma interviene l’esercito).

Nel primo ‘900 si tenta di attutire la questione sociale attraverso dei tentativi di riforma che

riguardano l’intervento da parte dello Stato, anche perché in quel periodo i lavoratori

cominciano a riunirsi in associazioni sindacali e provano a fare politica con pochi successi

dato che il voto non era a suffragio non era universale ma in base al censo; grazie alle

pressioni dei ceti operai alcune delle riforme riguardarono l’allargamento del diritto di voto.

Nel corso del primo decennio del ‘900, grazie a Giolitti, lo Stato cambia atteggiamento e

non interviene direttamente ma favorisce le contrattazioni tra le parti; una riforma importante

dell’epoca è quella che porta ad una prima riduzione dell’orario di lavori e all’assitenza agli

infortunati.

I tentativi di riforma hanno successo in Inghilterra, dove esiste un partito laburista; Francia,

Stati Uniti e in parte in Italia. Furono un fallimento in Spagna, dove la società era

fortemente influenzata dalla presenza del ceto dell’esercito che era un vero e proprio organo

di potere e dall’influenza della Chiesa conservatrice; Germania, dove nasce un partito

socialdemocratico ma le riforme non hanno successo per via dell’esercito; Russia dove

c’era ancora un sistema simile a quello di tipo feudale.

2° contraddizione: il nazionalismo.

Il nazionalismo è un’ideologia che tende a subordinare l’individuo alla presenza

predominante di uno Stato-nazione che chiede assoluta conformità sul piano culturale in

base ad un’idea omogenea degli abitanti di quella nazione e con impulsi aggressivi sugli

stati esteri. Lo stato-nazione chiede un’omogeneità culturale e una mobilitazione della

popolazione quando questi lo chiede.

Nasce dalla rivoluzione francese quando era accompagnato dall’universalismo, cioè l’idea

che la Francia si facesse esempio per il resto del mondo. Mazzini è patriottico: cioè è

nazionalista ma è anche convinto che il nazionalismo può convivere in modo pacifico con

l’esistenza di altre nazioni, sognava una federazione mondiale di tutti gli stati. Nell’ultimo

quarto dell’800 il nazionalismo si lega all’imperialismo e al colonialismo e nasce l’idea che

bisogna opporsi alle altre nazioni.

Il nazionalismo ha un grande successo sulla popolazione per due principali motivi:

- Fine ‘800 periodo di crisi della mascolinità a causa del passaggio da una società in cui il

ruolo fondamentale era quello dell’uomo produttore ad una società dei consumi di massa

in cui era più importante il consumo, gestito principalmente dalle donne. Nascono anche

movimenti femministi. E’ anche un periodo con poche grandi guerre ma molti piccoli

conflitti che decimano la popolazione maschile o la lasciano mutilata.

L’uomo che sente intaccata la sua mascolinità trova una reazione nel nazionalismo che ha

un forte carattere mascolino per via dell’importanza data all’esercito. Nel 1911 in Italia

nasce il partito nazionalista che si base sull’idea che alla nazione bisogna subordinare ogni

aspetto della vita. Negli Stati Uniti il nazionalismo diventa molto forte nel periodo di

governo Roosevelt quando venne data un’importanza fondamentale alla produzione

industriale.

- Le élite provano a risolvere la questione sociale con il nazionalismo, spostando

l’attenzione delle masse su un nazionalismo aggressivo nei confronti delle altre nazioni

(guerra di Libia). In alcune aree il nazionalismo diventa AUDETERMINAZIONE DI

POPOLI che richiedono la creazione di un loro Stato-Nazione.

3° contraddizione: la concorrenza tra gli imperi.

Impero= organizzazione dello spazio economico, politico, culturale tramite rapporti più o

meno istituzionalizzati con un soggetto egemone e dei soggetti subordinati. Gli strumenti di

controllo usati dal soggetto egemone possono essere militari, economici, culturali.

3 tipi di imperi: (teorizzati da MacKinder e di cui parla nel 1904 Conrad nel “Nostromo)

Imperi continentali: basati sul controllo territoriale e distribuiti su un territorio terrestre

contiguo; sono i più antichi (cinese, turco, russo) ma all’epoca sono in crisi.

Imperi transcontinentali: basati sulla possessione di colonie che si formarono durante

il periodo delle grandi esplorazioni e che all’epoca erano o in crisi (Spagna) oppure

nel massimo del loro sviluppo con la conquista di nuovi territori (Inghilterra).

Esistevano 3 tipi di colonie: Colonie di sfruttamento: gestendo le risorse a livello

commerciale e mettendo degli empori nei territori colonizzati;

Colonie di popolamento: colonie nelle quali vengono inviati soggetti dalla madrepatria

a costruire società analoghe distruggendo quelle pre-esistenti (America).

Dominio coloniale: si costruisce una struttura di dominio che utilizza quella pre-

esistente, assegnando alle élite locali dei ruoli di potere sottoposti alla madrepatria

(India).

Impero a rete informale: (USA) impero che ha poco controllo militare diretto,

penetrazione commerciale e finanziaria con una vasta diffusione delle merci della

madrepatria nei territori controllati.

La concorrenza tra questi imperi nasce dalla rivoluzione dei trasporti che mette in rapporto

più stretto le varie parti del mondo; le motivazioni della concorrenza sono di tipo

Economico/Commerciale: le merci possono essere commerciate con maggiore intensità e

distribuite su scala mondiale ma l’invasione delle merci straniere impedisce la distribuzione

delle merci locali in certi paesi e questi paesi sono costretti a trovare nuovi sbocchi per il

loro mercati spostandosi soprattutto in Africa.

Geopolitica: secondo la teoria del potere nello spazio di MacKinder

Religiosa: volontà di diffusione della religione e cultura occidentale (missionari)

Questa concorrenza fu favorita dall’industria e dal ceto militare che si uniscono per creare

un complesso economico-militare in modo che la concorrenza significhi per i primi una

vendita maggiore e per i gli altri il rafforzamento del loro ruolo nella società. Queste nuove

armi e nuovi macchinari permettono anche di giungere con gli eserciti e colonizzare fino il

centro dell’Africa.

Lo scenario politico era quello di un sistema internazionale multipolare con accordi segreti

tra poche potenze. Attorno alla concorrenza imperiale e alla corsa degli armamenti nascono

tensioni internazionali (guerra anglo-boera, rivolta dei boxer in cina) che portano alla crisi

del sistema imperiale e alla guerra mondiale.

Migrazioni

Grazie alla rivoluzione dei trasporti tra il 1904 e il 1913 cresce il volume dei traffici,

soprattutto in occidente e si intensifica l’interdipendenza tra i luoghi sulla terra.

Si verifica il fenomeno delle grandi migrazioni. Fenomeno studiato solo negli ultimi 40 anni

per via di alcuni pregiudizi nei confronti degli emigrati: per i conservatori erano considerati

traditori della patria, per i comunisti invece di partecipare alla vita del loro paese e alla lotta

sociale andavano in altri paesi, per i cattolici si esponevano volontariamente al peccato

perché andavano in paesi protestanti.

Periodizzazione tra gli anni 20 dell’800 e 20 del ‘900 quando vengono poste delle barriere

all’imigrazione. Negli anni 80/90 dell’800 iniziano le grandi migrazioni con la rivoluzione

dei trasporti, l’invenzione della nave a vapore che è poco costosa.

Motivazioni

- Fattori espulsivi cioè le componenti economiche, sociali, culturali, del paese di

provenienza che tendevano ad espellere i migranti. (es: crisi dell’agricoltura: rivoluzione dei

trasporti merci americane della produzione locale)

→arrivano →calo

- Fattori attrattivi cioè i fattori che attraevano i migranti nei diversi stati. L’America Latina

attraeva perché c’erano bisogno di lavoratori con esperienza in modo da sviluppare la

società, qui arrivano gli emigranti dal settentrione d’Italia i più qualificati; USA e

Canada avevano bisogno di forza lavoro generica cioè di braccianti e manovali per

costruire strada e strutture.

- Capacità di scelta degli emigranti stessi che in questi meccanismi di emigrazione

seguono delle logiche familiari, cioè gli emigranti vanno in luoghi dove trovano parenti

o persone della stessa cultura.

Dove: si va in luoghi dipendenti da fattori attrattivi e dalle logiche familiari

Elementi facilitanti: riv. dei trasporti che porta lo spostamento delle migrazioni dal Nord

Europa all’America dato che le navi a vapore costano meno dei treni e l’America offre +

opportunità.

Chi: giovani maschi adulti soprattutto, le poche donne all’inizio erano impiegate nelle

fabbriche (tessili, confezionamento).

Come: il fenomeno comincia con la presenza di uno o più elementi detti sensali provenienti

dal paesino in Italia che hanno fatto fortuna e tengono contatti col paesino e quando c’è

bisogno di braccia richiamano amici e parenti. Col tempo i sensali diventano dei padroni

che sotto richiesta degli industriali richiamano i lavoratori.

Per aggirare i sensali, diventati elemento di sfruttamento, si creano reti familiari e le

persone si affidano ad una rete di contatti durante tutto il viaggio che permette ai migranti

di avere sempre un sostegno tra conoscenti e parenti; no aiuto dallo Stato, a volta da

organizzazioni religiose.

Esiti 3 tipi di insediamento:

- su base stagionale: si emigrava solo per una stagione in modo regolare per poi tornare.

- temporanea: nata dalla stagionale, dopo essere stati via qualche stagione i migranti

pensano che possono fermarsi qualche anno per fare un po’ di ricchezza da usare in

patria.

- permanente: la Guerra Mondiale stabilizza i processi migratori, le persone che in guerra

non si possono muovere decidono di stabilirsi per sempre nello stato dove si erano

costruiti una vita vera e propria e che li aveva chiamati a combattere, nasce un legame

patriottico.

Il processo migratorio dà vita ad una serie di migrazioni multiple, si andava avanti e

indietro da una parte dell’oceano perché spesso le persone rimpatriavano. (fonti di questi

studi: liste passeggeri delle navi, registri parrocchiali, ecc)

Ultimamente si studia l’impatto sul paese quando gli emigranti rimpatriavano; spesso quelli

che tornavano erano diventati ricchi e costruivano grandi case, assumevano un

atteggiamento di maggiore autonomia rispetto alle gerarchie della società (non sottomessi

alla nobiltà terriera dei paesini), gli artigiani emigrati imparano tecniche di marketing in

America e le applicano sul mercato italiano per diventare piccoli imprenditori.

Viaggio

I viaggi spesso erano all’epoca esperienze difficili e pericolose, all’interno delle navi erano

riprodotte le classi sociali quindi la terza classe faceva il viaggio in condizioni disastrate; i

pericoli venivano dal fatto che queste barche non erano adatte ad affrontare lunghi viaggi

nell’oceano erano esposte ai naufragi.

Essenza del viaggio: il viaggio nasce come percorso (parola con la radice indoeuropea

“per” cioè verso qualcosa, la radice che è presente anche in pericolo). Il viaggio è quindi un

percorso ma anche un pericolo e Leed ricostruisce la natura del viaggio come

“attraversamento dello spazio e del tempo attraverso il pericolo”

Tipi di viaggio: Francesco Remonti distingue 2 grandi tipi di viaggio a volte contemporanei

detti:

- giro lungo: mettersi in cammino per arrivare da qualche parte, sono viaggi fisici nel

territorio.

- giro corto: un viaggio sviluppato dentro di se.

Approcci al viaggio: (studiati da Michela Nocci) ogni viaggio è compreso tra 2 tipi di

approcci:

- chi tende a familiarizzare quanto vede, a dire cioè “l’ho già visto a casa mia” (l’esempio è

quello della storia di Tartarino di Tarascona)

- chi si fa coinvolgere completamente dall’ambiente in cui trova e ci si abbandona (es: Daisy

Miller di Enry James)

Tappe: partenza – svolgimento- ritorno (a volte incerto per via dei pericoli)

Nel corso dell’800 cresce la velocità del viaggio, il treno è decisivo in questo senso ed

introduce un nuovo modo di vedere il mondo: attraverso la cornice di un finestrino

l’ambiente diventa panorama; rapporto ridefinito dall’auto che permette al viaggiatore di

scegliere il suo panorama.

Stella, giornalista, parla del naufragio della Florida al largo del Massachusets speronata da

un transatlantico e grazie all’uso del telegrafo i passeggeri si salvano. L’episodio mette in

rilievo 2 aspetti: - l’importanza dell’uso del telegrafo, dopo il fatto Marconi e il tel.

diventano molto popolari

- lo scontro tra 2grandi flussi di migratori: gli emigranti ke cercan lavoro e i ricchi

americani

che fanno le crociere.

All’epoca si fanno le prime crociere, fenomeno nato dalla concezione di tempo e dall’antica

tradizione del viaggio. La crociera si inserisce all’interno del fenomeno del turismo.

Turismo

E’ un fenomeno che si afferma a fine ‘800 ed è dipendente dalla:

- disponibilità economica dei nuovi ricchi

- disponibilità di tempo libero

- modificarsi delle culture e delle mentalità: lo svago non è più considerato in modo

negativo dalla religione protestante.

E’ un termine nato in Inghilterra, patria del turismo moderno, e deriva dall’espressione

Gran Tour introdotta nel 1636 da un viaggiatore francese per indicare un fenomeno corso

nel ‘500, il fenomeno del viaggio di formazione che i giovani delle élite europee svolgevano

nell’europa meridionale per studiare la cultura classica.

Fino al ‘600 si parla di una fase di prototurismo che riguarda la tradizione della vacanza e

della villeggiatura, del pellegrinaggio religioso o termale nel medioevo e il fenomeno del

Grand Tour. Questo tipo di turismo poteva essere fatto solo dalle classi sociali più ricche e

dato che non aveva impatto economico sui luoghi di vacanza non esistevano strutture

ricettive.

Il turismo moderno nasce tra ‘600 e ‘700 in Gran Bretagna, quando progressivamente alle

élite aristocratiche si aggiungono le élite borghesi e nascono le prime strutture ricettive.Le

ragioni della centralità della GB sono di natura economica e culturale.

Sul piano culturale l’impulso è dato dalla tradizione empiristica (sostenuta dal filosofo

Bacon) che dava molta attenzione alla natura e alla sperimentazione, poi lo sviluppo

scientifico e la scienza medica (terme utili per certe cure).

Sul piano economico l’Inghilterra è la patria dello sviluppo industriale, le élite industriali

cercano risposo dalla vita frenetica dello sviluppo industriale e urbano e avendone le risorse

fanno viaggi.

Cruciale è anche l’avanzamento dei trasporti, Ing. patria della ferrovia.

Sempre a partire dalla GB si esplorano nuove vie di turismo secondo alcune tappe:

La prima forma di turismo è quella che si rifà alla tradizione termale, si sceglie un area che

per le sue caratteristiche fisiche si presta ad ospitare attrezzature di ricezione e le terme

sono viste non più come luogo di cura ma luogo di svago.

La seconda fase riguarda la scoperta del mare a fini turistici, cioè la nascita del turismo

balneare da metà ‘700. Responsabile di questo sono alcuni elementi culturali: nasce

l’oceanografia quindi si dà più attenzione al mare e si studiano i sistemi di gestione del

rapporto con mare (dighe olandesi), gli studi medici sviluppano l’idea della talassoterapia

praticata in mari freddi.

A questo tipo di turismo balneare si sviluppa anche del turismo balneare invernale e a

metà ‘800. unendo il turismo balneare al gran tour, ci si sposta di inverno nel

Mediterraneo; nel corso dell’’800 il mediterraneo viene scoperto anche come mare estivo.

Una terza fase è quella della nascita del turismo di montagna, la montagna viene scoperta

grazie ad una serie di cambiamenti culturali: messa in discussione dell’estetica classicista e

quindi dell’idea negativa della montagna che avevano i classici; affermarsi dell’estetica

romantica che guarda all’esperienza in montagna come una sfida allo spirito, un apertura

dello spirito allo sconosciuto e oscuro dei boschi; nascita del mito del “buon selvaggio”

per cui nella natura primitiva c’è virtù.

Tutto questo porta all’idea di poter esplorare nuovi luoghi grazie alla rivoluzione

scientifica che spinge l’uomo a superare i suoi pregiudizi, a voler conoscere e controllare

la natura.

Dagli ani ’60 dell’800 nascono in USA i parchi naturali, e nascono le prime iniziative

pubbliche a sostegno della natura perché la natura diventa un valore; gli Stati Uniti infatti

hanno una storia ridotta e ricercano le loro radici nella natura.

All’interno di questi processi si inserisce il fenomeno delle crociere che riassume vari

aspetti: la riscoperta del mare, il gran tour, l’attenzione per l’esotico che era già nata nel

periodo delle grandi esplorazioni ed è stata ripresa dal colonialismo (alle grandi esposizioni

di Parigi vengono mostrati i prodotti delle colonie, posti esotici)

GENOVA diventa un porto significativo per le crociere, come scalo prima ma poi anche la

città e le coste diventano oggetto di turismo balneare. (Ruffini, uno scrittore dell’epoca, coi suoi

.

romanzi fa propaganda per i flussi turistici dell’epoca in liguria e in italia)

Anni ’70 dell’800 costruzione linee ferroviarie in Liguria che intensificano i traffici turistici,

la costa del ponente vive del turismo proveniente dalla costa azzurra e quindi anche a

ponente si cominciano a costruire infrastrutture turistiche. Il turismo a levante si sviluppa

soprattutto nei paesini delle 5 terre, ad esempio Santa Margherita diventa un villaggio

cosmopolita.

Con l’arrivo dell’auto cambia il rapporto col territorio e in Liguria viene scoperto anche

l’entroterra (intorno al 1916).

In questo periodo in cui si intensificano i traffici turistici nascono nuovi settori

dell’economia e nuove imprese. A partire dagli anni ’40 dell’800 nascono le prime agenzie

turistiche, la prima fu di Thomas Cook che cominciò organizzando pellegrinaggi (come

facevano alcune società veneziane); via via le agenzie di viaggio non forniscono più solo le

prenotazioni dei biglietti ma anche delle strutture ricettive e indicazioni sulla vacanza. Cook

inventa anche dei documenti simili alle carte di credito convertibili in denaro contante nel

luogo di soggiorno.

Nascono le guide turistiche.

Si costruiscono i grandi alberghi e forme di divertimento per il tempo libero.

1894 fondazione del Touring Club Italiano, la prima associazione turistica italiano. 1906

prima guida turistica che tratta di tutta l’Italia. Il TC non è nato solo per promuovere alcuni

prodotti per il turismo di cui erano produttori i fondatori ma soprattutto per promuovere la

modernità (le innovazioni dei trasporti), il salutismo e la scoperta della natura ed è nato

anche secondo uno spirito patriottico che spingeva a voler conoscere meglio la patria e

unificare culturalmente la nazione.

1° Guerra Mondiale

La concorrenza tra gli imperi e la corsa agli armamenti sfociano nella 1°GM.

Riguardo alla corsa agli armamenti che si sviluppa nell’ultimo quarto dell’800 si sviluppa la

teoria del Dilemma della sicurezza: che tiene conto dei fattori psicologici all’interno delle

élite di due stati e dice che tra due stati divisi da rivalità si innesca un meccanismo per cui ci

si insegue nell’armamento e si procede in questa corsa fino a che uno dei due non si sente

talmente insicuro della propria posizione che decide di attaccare.

La Germania, che fa scoppiare la 1GM, approfitta dell’incidente di Sarajevo perché

insicura.

La guerra era cominciata come una guerra rapida, come tutte quelle precedenti, ad eccezione

della l’esempio della guerra civile americana: guerra in cui vengono adottate tutte le

innovazioni della rivoluzione industriale (corazzate, sottomarini) e durata fino a che una

delle due parti non si era trovata in ginocchio.

Caratteristiche di fondo

Distruttività, è una guerra in cui l’obbiettivo è distruggere l’avversario. Il primo a

prevedere l’avvento di questo tipo di guerre fu Von Klauseviz al tempo di Napoleone.

Le guerre di prima non avevano quest’aspetto, si faceva la guerra con l’obbiettivo di

creare subito dopo dei nuovi equilibri; per sostenere una guerra distruttiva serviva una

grande mobilitazione delle masse, provenienti ora anche dalle colonie, e fu importante la

propaganda che dipingeva molto negativamente il nemico.

Guerra tendenzialmente totale, il fronte militare e il fronte interno tendono a

confondersi (lo faranno poi nella 2°GM). Questo perché viene introdotto l’uso, anche

se limitato, dell’aviazione che spesso veniva usata solo per fare propaganda (buttare

volantini al di là delle linee nemiche).

La guerra era spinti ideologicamente dai ceti medi e dagli intellettuali che vedevano la

guerra come rigenerazione culturale per il paese e riscatto dalla piattezza quotidiana;

quindi nell’aviazione si vedeva la cavalleria di un tempo ed è uno degli elementi

spirituali e di valore delle ideologie di propaganda.

Prima guerra globale. Coinvolge tutte le principali potenze, anche extraeuropee (giap./

usa)

L’intervento degli Stati Uniti non è un intervento decisivo per la fine della guerra ma è

importante perché permette alle forze dell’Intesa di concentrarsi sui fronti più importanti

per lasciare gli altri agli USA; e poi per il sostegno commerciale, industriale e

finanziario.

La guerra si combatte anche nelle colonie ma è nelle aree coloniali che la guerra mostra

la debolezza degli imperi: i popoli soggetti al colonialismo cominciano a volere una

propria indipendenza dopo aver visto la debolezza dei colonizzatori e dopo aver

imparato lo spirito del nazionalismo.

Intervento dello Stato nell’economia e nella società. Lo stato si occupa della

coordinazione delle risorse economiche, di fare propaganda, di mobilitare e controllare

la popolazione.

Nelle guerra dell’800 invece lo stato non interveniva secondo lo spirito del liberismo.

Differenziazione dei fronti interni (Cioè la diversa capacità di mobilitazione)

- I Paesi che reggono meglio la mobilitazione sono quelli che riescono a compattare meglio

la popolazione:

Inghilterra: è uno di questi, perché ha una buona omogeneità etnica nella popolazione

metropolitana, delle élite di potere compatte e può contare sugli sforzi di queste élite per

costruire un identità nazionale imperiale. Anche presso gli strati popolari della società c’era

la convinzione della grandezza della propria nazione e dell’impero. Nei volantini si usava

l’immagine di un comandante dell’esercito per fare propaganda, da tanto che godeva di

stima.

USA: non esiste grande impero e l’esercito non era ben visto perché non era forte e perché

era stato usato contro gli operai negli scioperi. Quindi viene usata la figura dello Zio Sam

per fare propaganda.

Italia: non si usa nemmeno in Italia l’esercito perché la guerra non aveva l’appoggio della

popolazione, era stata più un colpo di stato dell’esercito, del re e dei conservatori. Sui

manifesti italiani è stampata l’immagine del fante. // L’Italia oscilla tra una situazione di

compattezza della popolazione e una di difficoltà nel gestire la mobilitazione.

Francia

La Germania regge fino al 1916/17 poi subisce un tracollo che la porta piano piano alla

resa

Russia, Austria-Ungheria mostrano quasi da subito dei seri problemi.

Caratteristiche della mobilitazione italiana.

Modalità dell’entrata in guerra: la decisione di entrare in guerra fu presa dalla corona e dal

governo Salandra che aggirarono il parlamento; dal ceto militare e dal complesso industrial-

militare; poi ci fu anche una spinta da parte del partito nazionalista (nato nel 1911 e formato

dai ceti medi), D’Annunzio si fa da portavoce e spinge le masse all’azione nasce l’idea

che si può fare politica attraverso le emozioni definita da George Mosse “estetica della

politica”, la politica non si affida alla persuasione ideologica e razionale e Le Bon teorizza

l’irrazionalità delle folle che si lasciano persuadere.

Tutto questo sullo sfondo dell’indifferenza o opposizione dell’opinione pubblica

Mobilitazione e militarizzazione integrale della società. Le autorità militari intervengono

nel sistema produttivo con l’obbiettivo di coordinare la mobilitazione. Presenza militare

nella giustizia: le corti militari si sostituiscono a quelle civili.

L’obbiettivo è quello di trasformare la società in un sistema simile ad una caserma,

abituare quindi i cittadini a ricevere ordini senza spiegazione.

Autorità= controllo dall’alto da parte di un essere autorevole in grado di dare qualcosa ai

sottoposti che accettano ciò che gli viene dato.

Dominio= imposizione di qualcosa senza contenuto specifico.

Il popolo italiano uscito dall’unificazione dimostra una buona capacità di risposta alla

mobilitazione. Il coinvolgimento delle massa aiuta in modo pratico all’unificazione

culturale dell’italia, Nord e Sud si incontrano al fronte.

Si diffonde il mito delle 2 nazioni: una nazione considerata “sana” che è quella militarizzata

che segue degli ordini; l’altra è quella “malata” che differisce dalla prima (????)

Demonizzazione del nemico, anche il nemico interno cioè chi non aderisce pienamente alla

mobilitazione (la nazione malata). Questo fattore si combina con il fatto che quelli che

tornavano dal fronte erano talmente abituati allo scontro fisico da essere assuefatti alla

violenza nasce l’idea che la forza fisica contava più del confronto, l’altra nazione non è

un avversario con cui “confrontarsi” ma un nemico da annientare.

Controllo dell’opinione pubblica attraverso la censura ed intensa attività propagandistica.

La propaganda si intensifica solo dopo Caporetto perché rima la gente era diffidente e

poco entusiasta dell’entrata in guerra, si pensava che avrebbe potuto mal sopportare una

propaganda massiccia. Propaganda con volantini speso lanciati dagli aerei sulle truppe

nemiche per fiaccare il loro morale= capacità emotiva della gente di rispondere alle

sollecitazioni, temperatura emotiva.

Con l’arrivo delle truppe USA arrivano anche gli esperti di pubblicità e si diffondono i

manifesti. Anche il cinema fa parte della propaganda con i grandi film eroici.

Anche la pubblicità per i prodotti domestici prende ispirazione dalla propaganda militare.

Le donne diventano più importanti come assistenti sociali, infermiere e assumono nuovi

ruoli in fabbrica anche se con l’opposizione da parte degli uomini. Dopo la guerra le

associazioni femministe chiedono un riconoscimento civile e in USA e Nord Europa viene

concesso il suffragio femminile, in Italia e Francia viene concesso solo dopo la IIGM.

Rivoluzione Russa

La rivoluzione russa fu un evento scoppiato in pochi giorni che però ebbe origine da

processi più lunghi ed influenzò tutto il secolo.

Nell’800 la Russia cominciò ad aprirsi di più nei confronti del resto del mondo, le élite

russe vengono in Europa in vacanza e gli emigrati fuggono che dallo zarismo vengono in

Europa (soprattutto gli Ebrei che fuggono dai Pogrom= raid punitivi). Nel 1904 guerra con

Giappone.

In Russia alla fine dell’800 inizia lo sviluppo industriale, ci sono tentativi di riforme, si fa

sentire la questione sociale e il nazionalismo come nel resto d’Europa ma tutto nel quadro di

una forte persistenza della tradizione feudale, la società era dominata da un aristocrazia

rinchiusa nei suoi privilegi con una visione patriarcale dei rapporti sociali si pensava di

poter applicare alla società gli stessi meccanismi di regolazione di una famiglia tradizionale

dominata dal padre.

Ci sono alcuni tentativi di modernizzazione dall’alto che però falliscono: Alessandro II nel

1861 abolisce la servitù della gleba che per lui limitava il progresso perché il contadino era

proprietà del padrone e non poteva fare nulla autonomamente mentre il nobile non doveva

preoccuparsi della concorrenza perché esistono delle élite e dei rapporti fissi e quindi sono

inutili i cambiamenti.

Poi fa una parziale redistribuzione delle terre. Tutte riforme nate dal bisogno di calmare le

rivolte contadine che avevano una lunga storia in Russia.

Quest’iniziative si scontra con i grandi proprietari latifondisti che fanno in modo che queste

riforme non vengano applicate: i contadini non vengono retribuiti abbastanza per comprarsi

la terra, i latifondisti acquistano loro stessi la terra e non avviene la sperata trasformazione

sociale.

Nel frattempo nascono delle società segrete, formate da intellettuali e borghesi che pensano

di aiutare i contadini detti “populisti” (ne faceva parte Dovstojevski). L’attività delle società

segrete si intensifica negli anni ’70 e alcuni gruppi seguono la strada del terrorismo di cui è

vittima Alessandro II nel 1881.

Il risultato è quello di rafforzare l’autoritarismo dello zar, soprattutto con Nicola II che

reagisce con una forte repressione.

Questo clima finisce per far fallire un nuovo tentativo di riforme elaborato dal ministro delle

finanza Vitte che punta principalmente a:

- Aiutare l’industria in modo da limitare i privilegi della nobiltà che si occupava poco dello

sviluppo del paese. Istituì delle norme che prevedevano agevolazioni fiscali all’industria,

sussidi a chi esporta e agevolazioni in modo da attrarre capitali esteri. Queste agevolazioni

fiscali però portano ad un giro di vite sui contadini e sui ceti popolari che dovevano essere i

beneficiari delle riforme.

Tra l’altro a dare un impulso all’industria c’è la scoperta del petrolio nei mari del nord.

- Migliorare la struttura pubblica impiegando non solo i nobili, ma tutti i cittadini(concorsi

pubblici)

Questo cambiamento però accentua la forbice tra le città industrializzate e la maggioranza

del paese che viveva ancora in campagne arretrate in cui i contadini erano vessati e sotto il

controllo dei proprietari terrieri.

Si accentua anche la spaccatura tra la corona e i nobili e la società in evoluzione che non può

cambiare perché sottoposta al controllo della corona. Un dibattito politico libero non si può

avere in Russia e quindi gli intellettuali si trovano tutti all’estero, in Germania

principalmente.

Culturalmente ci sono forze di ispirazione liberale composte da borghesi:

Liberali moderati: libertà di stampa, istruzione pubblica e ripristino di una struttura di

ispirazione francese: l’”Assemblea generale” una riunione dei rappresentanti di tutti i ceti

sociali, simile al parlamento ma non permanente e che in Russia era convocata molto

raramente.

Radicali: (borghesi più democratici) vogliono un allargamento del sistema politico a tutte le

classi sociali, una costituzione, un sistema parlamentare a sufragio universale e riforme

sociali.

Dall’altro lato ci sono le forze di sinistra, rappresentanti dei ceti popolari (principalmente la

popolazione urbana ed operaia) che nel 1898 danno vita al Partito Operaio Social

Democratico ma a partire dal Congresso di partito del 1903 (tenutosi, come tutti i dibattiti

politici, all’estero) emergono due fazioni:

- Bolscevichi: che ottengono la maggioranza; sono guidati da Lenin che è un intellettuale

(avvocato, borghese) che diventa radicale. Data la mancanza di libertà d’espressione c’è

l’idea che il partito debba essere piccolo, composto da intellettuali militanti e convinti con

l’obbiettivo di spingere le masse alla rivoluzione. Lenin prende il marxismo alla lettera e

ritiene che sia la classe operaia quella che deve fare la rivoluzione, i contadini erano da

troppo tempo sottomessi ai nobili e non avrebbero avuto il coraggio di ribellarsi. Questo

modo di far politica genera l’idea che in politica c’è qualcuno che pensa per molti.

- Menscevichi: visione ispirata alla social democrazia tedesca. Puntano a creare un partito di

massa comprendente operai, contadini e borghesi che sarebbe arrivato al potere stando

alle regole della democrazia.

Alla creazione di questo partito bisognava arrivarci con un processo di sviluppo

industriale che avrebbe fatto crescere il ceto degli operai che erano i maggiori elettori.

Nel frattempo fallisce il tentativo di riforma dall’alto del ministro Vitte e la Russia decide di

seguire la strada della concorrenza imperiale, pensando che la modernizzazione del paese

potesse avvenire solo strappando territori e risorse alle altre nazioni.

La Russia entra in guerra col Giappone col pretesto di un contenzioso commerciale ma ne

esce sconfitta, soprattutto dopo la battaglia navale di Tsushima nel 1905.

Rivoluzione del 1905

Con la sconfitta si aggravano le condizioni della popolazione e scoppiano rivolte da più

parti della società, sia da parte dei borghesi che da parte dei ceti popolari. Le rivolte questa

volta non si esauriscono ma hanno una continuità.

Le prime ad insorgere sono le campagne a causa del caro vita poi scendono per la prima

volta in piazza gli operai. Emergono degli strumenti di coordinamento degli operai e dei

contadini: i soviet = consigli dei lavorati che su base territoriale organizzano la

protesta e chiedono migliori condizioni di vita.

I borghesi liberali si organizzano nelle città in un partito “Cadetto” , nome che deriva dalle

iniziali dei 2 termini che definiscono la loro strategia “Costituzionale-Democratica”.

I borghesi pretendono prima di tutto una costituzione e lo zar nell’Ottobre 1905 emette il

Manifesto d’Ottobre nel quale, pur non riconoscendo il diritto ad una costituzione, si

impegna a concedere libertà di stampa, di organizzazione e libere elezioni di un parlamento

(Duma).

Il parlamento viene eletto con difficoltà dopo varie rielezioni fino a che non si arriva

all’elezione di un parlamento a maggioranza molto moderata controllabile dallo zar.

Contemporaneamente continuano le agitazioni nelle campagne e nelle città dove le

condizioni di vita terribili e la gente è ormai alla fame. Nell’Autunno 1905 scatta la

repressione con centinai di morti e fallisce il tentativo di rivoluzione. Rimane solo un

parlamento con pochi poteri ed incapace di prendere decisioni.

La Russia tenta di voltare pagina con l’ennesimo tentativo di riforme dall’alto messo in atto

dallo stesso ministro che guidò la repressione Riforma la macchina dello Stato,

(Stolypin).

modernizza l’esercito, aumenta gli investimenti industriali e migliora la scuola allargando le

possibilità d’accesso alla scuola. Fa una riforma agraria a favore della diffusione della

proprietà contadina indipendente: le terre del demanio vengono messe a disposizione

dell’acquisto per i contadini ma una volta messe sul mercato queste terre vengono comprate

dai nobili.

Rivoluzione del Febbraio 1917

Alla vigilia della guerra la Russia è non ha ancora risolto il problema 2 forbici: città-

campagna e poi da una parte corte e nobili e dall’altra la società.

Allo scoppio della IGM la Russia, per via degli impegno di coalizione presi con l’Intesa

(Gran Bretagna e Francia) deve entrare in guerra.

La guerra produce da subito un tracollo della società, la Russia non regge lo sforzo bellico e

il suo fronte è debole. Cresce il disagio della popolazione che vive in condizioni sempre più

terribili a causa del caro vita dovuto all’aumento dell’inflazione.

L’aumento dell’inflazione è dovuto al fatto che lo Stato non riusciva a reperire risorse

attraverso la vendita di titoli di stato,come di solito si fa in guerra, e quindi per far fronte alle

spese lo Stato produce più moneta che perde valore.→ da questo nascono le

manifestazioni operaie del 1917, sciopero che inizia dalle fabbriche tessili nel Febbraio

russo (marzo occidentale).

Si ripresentano le due sfere di protesta:

I popolari coi soviet, di cui fanno parte ora anche i soldati.

I borghesi che si ripresentano col partito “Cadetto” con le stesse richieste

Sotto le pressioni del paese lo Zar abdica nel Marzo russo (aprile occidentale).

Viene istituito un governo provvisorio che è il frutto delle prime elezioni organizzate dai

Cadetti ma in cui non rientrano le forze di sinistra cioè i socialdemocratici (divisi in

bolscevichi e menscevichi) e il nuovo partito dei socialrivoluzionari nato dalle campagne.

Rivoluzione dell’Ottobre 1917

Lenin, leader dei Bolscevichi che era esule a causa delle accuse di dissidenza nei confronti

del regime; rientra in patria dopo la rivoluzione di Febbraio grazie all’aiuto della Germania

che spinge per un cambiamento in Russia in modo che questa abbandoni la guerra.

Lenin dà una definizione chiara della situazione parlando di un dualismo dei poteri:

- Poteri dei soviet, in cui i bolscevichi sono in minoranza, che spingono per un governo dei

soviet.

- Governo dei “cadetti” nominato dal parlamento che cerca di tirare a sé le altre forze.

Ed uno dei due poteri deve sparire, dato il dissenso delle masse nei confronti della guerra

che è portata avanti solo dal governo dei cadetti.

I cadetti riescono a portare al governo alcuni tra i menschevichi e i socialrivoluzionari più

moderati che sono disposti a portare avanti la guerra. Nell’estate del 1917 la Russia

lancia un tentativo di offensiva che fallisce, la situazione della Russia era disastrosa e

scoppiano rivolte e scioperi dovunque ed anche due tentativi di rovesceciare il governo: uno

da parte dei bolscevichi nel Luglio del 1917 che tentano di prendere il potere per risolvere la

situazione di dualismo dei poteri ma questo tentativo parte già male; in risposta a questo i

militari più reazionari provano a loro volta a fare un colpo di stato.

Il governo chiede aiuto a tutti contro il colpo di stato da parte della destra militare e

provocano un sollevamento popolare contro i militari.

Lenin decide di tentare di risolvere la situazione con un azione forte perché la Russia a

questi punti era di fatto priva di governo: la Duma aveva ormai poco potere e aveva perso la

fiducia del paese dopo i colpi di stato; nessuno aveva proposta per risolvere la situazione

finanziaria.

I Bolscevichi invece si fanno avanti con una proposta che accoglie i consensi tra la

popolazione urbana, contenuta nelle Tesi d’Aprile formulate Lenin in 3 punti principali:

- il potere doveva essere in mano dei soviet (per risolvere il dualismo)

- la Russia doveva ritirarsi dalla guerra

- una riforma agraria che prevedeva la confisca delle terre private per darle ai soviet locali;

premessa per la futura nazionalizzazione

L’idea è quella di presentarsi al “Congresso panrusso dei soviet”, in cui si riunivano le

forze di sinistra, con la situazione in mano.

Il 25 Ottobre, il giorno prima dell’inizio del Congresso, Lenin decide di occupare la sede

del governo dei cadetti: il Palazzo d’Inverno. Questa volta ha successo perché, a

differenza del 1905, l’azione è appoggiata anche dai militari.

I menscevichi e socialrivoluzionari protestano ed accusano i bolscevichi di aver fatto un

colpo di mano e decidono di abbandonare per protesta il Congresso. I bolscevichi sono gli

unici rimasti e votano la nascita di una repubblica fondata sul potere dei soviet. Viene

nominato un governo provvisorio con dei ministri detti “commissari del popolo” e subito

vengono prese delle decisioni:

uscita dalla guerra

redistribuzione delle terre ai contadini

riduzione dell’orario di lavoro e altre riforme con la previsione di collettivizzare le fabbriche

Il governo indice le prime elezioni libere a suffragio universale per la nomina di

un’Assemblea Costituente. Le elezioni richiedono quasi due mesi e producono una

costituente che si convoca per la prima volta nel Gennaio del 1918 a S. Pietroburgo, poi

Leningrado. (Il primo esperimento di assemblea costituente fu fatto in america nel 1780 durante la guerra

di indipendenza ma valeva solo x lo stato del Massachusets, nel 1787 a fine guerra ci fu la prima vera a.c.)

La maggioranza era composta dai socialrivoluzionari (37%) dato che la maggioranza della

popolazione stava nelle campagne.

Bolscevichi erano in minoranza col 25% e quindi sciolgono con la forza l’assemblea ed

impongono il loro potere militare appoggiati però dal consenso nelle città.

La vicenda si conclude in 11 mesi; la filosofa politica Anna Harendt pur essendo liberale

ammette la capacità del popolo di prendere le sue sorti nelle proprie mani e per la prima

volta di partecipare alla vita politica russo che fino ad allora si svolgeva all’estero. Questa

vicenda però si conclude con la presa del potere da parte dei bolscevichi e l’installazione di

un nuovo regime.

I bolscevichi fanno questa forzatura per andare al potere per vari motivi: intanto già alla fine

del 17 i militari di destra si stavano organizzando per rovesciare la nuova repubblica russa

con l’aiuto delle potenze occidentali, poi questo tipo d’azione era nel carattere cospiratorio

delle società segrete dei “populisti” che credevano nell’insurrezione anche a costo di essere

antidemocratici. A questo si unisce la situazione quasi di isolamento della Russia e la paura

da parte dei bolscevichi di un ritorno dell’autocrazia che li porta nel Luglio del 1918 ad

uccidere la famiglia degli zar. .

Il dopoguerra

Le idee di fondo che hanno portato i bolscevichi al successo in Russia si diffondono nel

mondo: l’idea che si possono creare governi popolari suscita entusiasmi nella masse

popolari nel mondo ma questi movimenti popolari si scontrano con l’idea di un nuovo

ordine liberaldemocratico lanciata da Wilson nel Gennaio del 1919 negli stati uniti.

L’idea di Wilson è elaborata nelle 14 Tesi che esprimono quattro principi di fondo:

Favorire gli interscambi economici tra i paesi, abbattere le dogane; cioè creare

l’interdipendenza economica.

Creare una struttura di sicurezza collettiva, una Società delle Nazioni in modo che le

dispute dei paese siano risolte pacificamente. Si avvicina all’idea della Confederazione

delle nazioni ideata da Mazzini.

Riconoscimento del diritto all’autodeterminazione dei popoli: tutti i popoli hanno diritto

all’indipendenza. E’ però il punto più ambiguo perché è difficile definire chi è un

popolo.

Centralità dell’opinione pubblica: la politica estera deve fondarsi sulla discussione di cui

la gente deve essere a conoscenza.

Altri punti riguardano l’organizzazione futura del mondo.

Comincia a crearsi una divisione del mondo in due parti che si scontrano seguendo il

bolscevismo o le parole di Wilson.

Gennaio 1919 Wilson passa da Genova nel suo viaggio da Roma a Parigi, dove doveva

aprire la prima conferenza di pace. A Genova tiene 4 discorsi, uno lo tiene di fronte al

monumento di Mazzini perché nella sua idea di società delle nazioni si ispirò a Mazzini e

alla Confederazione degli Stati. In questo periodo Wilson gode di grande popolarità.

1922, a Genova, prima conferenza tra le grandi potenze vincitrici dopo il trattato di Versaille

ma non ci sono gli Stati Uniti. Questo perché il progetto delle 14 tesi di Wilson viene

bocciato dal Congresso che ha in mano la politica estera e gli USA tornano

all’isolazionismo.

Dopo Versaille gli Stati europei vogliono far valere le loro richieste e incolpano della guerra

unicamente la Germania. Di fronte a questi atteggiamenti negli

(art 231 del trattato di Versaille).

USA nasce un senso di disillusione, torna l’idea di staccarsi dell’Europa ed il Congresso

vota contro l’entrata nella società delle Nazioni. Intanto nell’Autunno 1919 Wilson, durante

un viaggio per gli USA, ha un ictus e rimane invalido, non può più sostenere le sue idee.

La Società delle Nazioni viene comunque fatta ma nasce con dei problemi:

La mancanza di una delle 2 grandi potenze: gli Stati Uniti, principale potenza industriale ed

economica, non aderiscono per isolazionismo. La Russia non aderisce perché era stata

tenuta a distanza dagli stati occidentali.

Non si riesce a definire un regolamento che preveda delle sanzioni ed un intervento nei

confronti di chi viola il principio di non aggressione. Tra l’altro manca anche una forza

militare che possa intervenire per regolare le situazioni.

Il sistema di relazioni internazionali è fragile e ci sono gravi squilibri. La grande potenza

della Germania non c’è + e si è creato un vuoto di potere al centro dell’Europa, ci sono

problemi sul come rapportarsi con la nuova Russia bolscevica e poi ci sono tensioni in

Asia nei rapporti tra Giappone e Cina.

Dopoguerra in Italia

1922, all’epoca della Conferenza di Genova, anche in Italia la situazione era cambiata. Tra il

1919-1922 si sviluppano tre grandi processi:

Biennio rosso: Tra il 19 e il 20 ci sono molte manifestazioni dovute alla crescente

disoccupazione fabbriche devono riconvertire la produzione al civile e molti operai

vengono mandati a casa. All’inflazione i governi stampano tanta carta moneta per

sostenere le spese di guerra ma la moneta perde valore, con un conseguente caro vita →

torna a farsi sentire la questione sociale.

Crescono quindi le adesioni sindacali, in particolare alla CGL (socialisti) e CIL (cattolici,

molto diffusi nelle campagne).

Questo periodo è il cosiddetto biennio rosso, un periodo di agitazioni sociali che portano a

dei risultati parziali e che durano poco soprattutto a causa della mancanza di un

organizzazione unica tra le varie forze.

Vittoria dei partiti di massa: 1919 si tengono le prime elezioni a suffragio universale

maschile, senza più limiti di censo.

Alle elezioni vincono i partiti di massa: la maggioranza relativa al PSI (partita socialista

italiano), il secondo posto al PPI (partito popolare italiano, cattolici).

Il risultato delle elezioni mostra un cambiamento nel modo di fare politica, con dei partiti di

massa che cercano l’appoggio su grandi aree di popolazione.

Partiti di massa: strutture di organizzazione politica con un regolamento, una strategia

esplicita, dei funzionari pagati per organizzare il partito e dei simpatizzanti che lo

sostengono.

Però i partiti vincitori sono in contrapposizione tra loro e non riescono a creare un governo;

il governo viene quindi di nuovo affidato al vecchio ceto politico pre-guerra mondiale che

però non sono in grado di gestire una politica di massa. Francesco Saverio Nitti,

grandissimo economista e giurista, viene chiamato a formare il governo ma crea un governo

di minoranza all’interno del quale non trovano riscontro i nuovi avvenimenti politici: le

forze che manifestano nel paese non sono rappresentate.

Nasce il movimento fascista: Nel Marzo 1919 vengono fondati i “Fasci di

combattimento” che si fanno sentire a partire dal 1920 manifestando contro tutto ciò che era

la vita politica di allora.

Mussolini era un socialista fino al 1914 quando viene cacciato dal partito perché dopo la

scoppio della guerra dà vita ad un giornale per diffondere le sue idee nazionaliste. Partecipa

alla guerra, ferito, decorato e diventa una figura di riferimento per i reduci, crescono quindi i

lettori del suo giornale finanziato da alcuni imprenditori che traevano profitti dalla guerra.

Mussolini è un uomo capace di relazionarsi con le masse, con un forte senso della nazione

ed abituato all’azione xké reduce di guerra. Grazie a questo carattere fonda i fasci di

combattimento. Il nome rimanda a due diverse idee politiche, in modo da avere consensi da

ambo le parti:

- i fasci siciliani: organizzazioni socialiste siciliane nate negli anni ’90 dell’800

- il fascio usato dai romani come simbolo di unità della nazione. Utilizza questo simbolo per

richiamare l’idea della grandezza di Roma che vuole ricostruire.

Il programma dei fasci mescola cose molto diverse: delle rivendicazioni dei diritti simili a

quelli socialisti del CGL e PSI (riduzione del lavoro, espropriazione della terra x darle ai

contadini) ma anche un forte nazionalismo puntando sul mito della vittoria mutilata, cioè il

mancato ottenimento dopo i trattati di pace della città di Fiume ed altre terre. Ma la

caratteristica principale è il fatto che il fascismo si pone come una forza antiparlamentare,

l’idea è quella che la società non debba essere retta dal sistema parlamentare ma da un’altra

forma di governo non ancora chiara a quei tempi.

La dimensione più socialista del programma viene presto abbandonata perché Mussolini è

finanziato dai grandi latifondisti. Il movimento assume le caratteristiche di un movimento ad

ideologia fortemente nazionalista sostenuto da:

- reduci (delusi xkè dopo la guerra si erano trovati invalidi, disoccupati e senza

riconoscimenti); - studenti e ceti medi (piccoli e medi borghesi le cui rendite sono state

polverizzate dall’inflazione; - intellettuali (tra cui il più famoso è Benetto Croce che

appoggia temporaneamente il fascismo perché crede che possa mettere ordine nella società,

come credevano le forze conservatrici)

Facendo leva su questi strati il movimento fascista cresce moltissimo nel giro di un anno,

anche per via delle grandi violenze durante le elezioni. La violenza è una delle componenti

principali del movimento, c’è quasi una “religione della violenza”

Nel frattempo i socialisti si dividono ed alcuni danno luogo al PCI. Quindi le forze di

sinistra si indeboliscono e i fascisti acquistano l’appoggio delle élite: corona, militari,

liberali conservatori; perché questi strati pensano che i fascisti possano servire per risolvere

la questione sociale soffocando le rivolte e poi pensano di potersene liberare dato che in

parlamento contavano poco.

E’ con questa logica che nel Novembre 1922 dopo la Marcia su Roma (28/10/1922 ), il re

affida il compito di formare il governo a Mussolini.

Comincia così la “fase legalitaria” in cui in modo più o meno legale ed aggirando alcune

leggi neutralizza progressivamente le altre forze in processo a 3 stadi:

- Dicembre 1922: costituzione del Gran Consiglio del fascismo= organo consultivo che si

affianca al governo ma con membri nominati direttamente da Mussolini.

- Gennaio 1923: le squadre fasciste diventano Milizia di stato, in questo modo Mussolini

può contare su una forza militare che gli è fedele.

- 1923 Legge Acerbo: legge elettorale che prevedeva un premio di maggioranza di 2/3 dei

seggi per chi avesse ottenuto il 25% dei voti.

Alle elezioni del 1924 i fascisti vincono in modo clamoroso perché l’opposizione è debole e

divisa ma soprattutto a causa delle intimidazioni e violenze durante la campagna elettorale e

le elezioni da parte degli squadristi; grazie alla legge Acerbo ottengono la maggioranza in

Parlamento.

Il 10 giugno Matteotti viene rapito e ucciso per due motivi: 1) in un discorso alla camera

denunciò i crmini e i brogli dei fascisti. 2) era un avvocato ed aveva dei documenti che

dimostravano la corruzione da parte di una delle più importanti industrie produttrici di

petrolio inglese, questo avrebbe portato uno scandalo dato il carattere fortemente

nazionalista del partito.

L’opposizione protesta ma inutilmente, come nel caso della “Secessione dell’Aventino”.

A questo punto c’erano due stati: il governo e il Consiglio del fascismo. I fascisti

approfittano di ogni occasione, di ogni segnalazione di brogli amministrativi in un qualsiasi

comune per sciogliere in via preventiva quell’amministrazione e sostituire i dirigenti con

gente mandata dal partito.

Gennaio 1925: Mussolini fa una dichiarazione di intenti, si prende tutte le responsabilità

per le azioni compiute dal partito e chiede carta bianca per il suo governo. L’opposizione è

troppo debole per reagire e nel giro di un anno Mussolini fa passare una serie di leggi, le

cosiddette “leggi fascistissime” che predevano: che l’unico partito politico riconosciuto era

quello fascista (nel 1926 vennero sciolti tutti i partiti dell’opposizioni); il capo del governo

aveva il potere esecutivo, venivano limitate le libertà di stampa, associazione,ecc

Questa fase illegale sfocia nel 1928 nell’approvazione di una Costituzione nazionale

fascista che si sostituisce allo Statuto Albertino.

Febbraio 1929: Patti lateranensi che chiudono il contenzioso tra Stato e Chiesa dopo la

breccia di porta pia il 20 settembre 1870; in questo modo i fascisti hanno anche l’appoggio

della chiesa.

Fino agli anni ’30 il regime fascista tenta di convivere con le altre potenze occidentali,

cercando di tenersi vicino alla GB ma poi si avvicina al regime nazista e alle sue posizioni

antisemite, meno esplicite che nel caso nazista.

Analisi dei regimi autoritari

Negli ultimi 30 gli studiosi dei regimi autoritari si interrogano su 3 questioni:

Cosa sono i fascismi.

Il rapporto tra i grandi regimi autoritari (nazismo e fascismo) e le piccole dittature, circa 15

presenti in Europa alla fine degli anni 30. E quali sono le caratteristiche dei regimi

considerati “fascismi”

Prima bisogna vedere cosa succede in Germania

Nel 1933 attraverso la via legale va al potere il movimento nazionalsocialista, ispirato al

fascismo, nato nei primi anni 20 e cresciuto durante la repubblica di Weimar

Repubblica di Weimar a maggioranza socialdemocratica nei primi anni 20, a metà degli anni

si formano governi più moderati

Intanto cresce il successo del partito nazista, soprattutto dopo la crisi del 1929 quando si

sfascia la repubblica di Weimar perché la Germania è legata economicamente agli USA e il

crollo economico americano provoca quello tedesco.

Il successo che è andato crescendo durante le elezioni del ’28-’30-’32 (dal 2,5% al 37%) è

dovuto in primo luogo al fatto che alcuni ceti sociali, soprattutto ceto medio e operai, dopo il

disastro del dopoguerra e la crisi economica ritenevano il nazismo una soluzione. In

secondo luogo è dovuto anche alle intimidazioni e pestaggi degli altri avversari.

Primavera 1933: Indeburg, ex generale presidente della repubblica, affida l’incarico di

formare il governo a Hitler che in 6 mesi fa approvare una serie di leggi che eliminano tutte

le libertà invocando la situazione di emergenza del paese ed avendo dalla sua i vertici

militari e i funzionari pubblici, ex funzionari dell’impero che non credevano nella

repubblica.

La milizia di partito diventa, come nel fascismo, organo dello stato.

A differenza del fascismo la componente di discriminazione razziale è accentuata.

Si può parlare di fascismi quando siamo in presenza di regimi politici che tendono al

controllo autoritario assoluto della società e dell’individuo attraverso un’ideologia ultra

nazionalista ed aggressiva con venature più o meno esplicite di razzismo mediante un partito

unico di massa e mediante l’incorporazione di milizie di partito nel governo!

Il caso spagnolo non è considerato un fascismo perché l’ideologia è tradizionalista con una

forte influenza della morale cattolica e non c’è la presenza di un partito di massa.

Consenso:

Quanto del regime fascista si deve al consenso, cioè l’accettazione consapevole da parte

della popolazione dell’affermarsi del regime.

Renzo de Felice fa un’approfondita biografia di Mussolini in cui sostiene che il consenso

da parte della popolazione era molto alto. Altri studiosi, come Paul Corner, sostengono

come nella presa e mantenimento del potere la coercizione sia stata forte.

La coercizione può essere diretta o indiretta: da una parte l’azione violenta persuade chi è

colpito direttamente, dall’altra crea un effetto di deterrenza nei confronto di chi la osserva.

Secondo Corner esistevano elementi di consenso ma è più decisiva la coercizione perchè

esercita un effetto a catena di coercizione indiretta ed elimina gli spazi dell’opposizione. Il

consenso che viene dato è collegato all’effetto di deterrenza e al fatto che non ci sono

alternative, non c’è opposizione sono eliminate tutte le forme di libertà.

Per capire l’elemento coercitivo del fascismo è utile vedere l’opera di Gramsci.

Antonio Gramsci: comunista, non crede nel parlamentarismo; viene arrestato sulla base di

reati di opinione,non per degli atti che ha commesso ma perché è un dissidente. Muore in

prigione nel 1937

Durante la detenzione Gramsci scrive un opera che è stata utilizzata da tutti gli studiosi, al di

là della visione politica di ognuno. In quest’opera fa una distinzione base tra dominio ed

egemonia che gli studiosi oggi hanno accettato e che viene in parte applicata al fascismo. (si

ispira a Weber)

- Dominio: forma di controllo affidata a strumenti diretti ed indiretti di coercizione e che si

richiama al ruolo di chi emette un comando e chiede obbedienza al comando

indipendemente dal contenuto comando stesso. Chiede obbedienza al comando in nome del

ruolo di chi lo emette.

Per Gramsci il fascismo è un dominio, vengono imposte regole senza che si possa

discuterle.

- Egemonia: un soggetto riesce a persuadere un altro a fare qualcosa con un livello basso

di coercizione. Il secondo soggetto può interagire col primo e sottrarsi alla richiesta.

L’egemonia si basa sul consenso; le cose dette hanno un contenuto che viene accettato.

Per gli studiosi oggi il fascismo è più un dominio che un egemonia anche se non mancano

alcuni elementi che provocano il consenso: 1) per la 1° volta vengono elargite pensioni, che

però non vanno a tutti ma solo agli iscritti al partito, anche perché per poter lavorare

bisognava avere la tessera. La pensione quindi non è garantita in modo universale e c’è un

minimo di coercizione anche qui. 2) Vengono dati sostegni alla maternità in ambito del

progetto di crescita demografica, delle assistenti sociali e dei contributi aiutano le madri

indigenti.

3 tema vale per il fascismo, nazismo, comunismo.

Totalitarismo:

La parola totalitarismo viene coniata da alcuni antifascisti nel 1923, periodo della legge

Acerbo e della trasformazione dei Fasci come Milizie di Stato, per definire il governo

Mussolini: un governo che tende al controllo di ogni spazio.

Espressione ripresa da Mussolini stesso quando scrive la voce “fascismo” dell’enciclopedia

treccani grazie a Giovanni Gentile, filosofo dell’epoca responsabile della riforma

dell’educazione. Lui usa il termine in senso positivo sostenendo come un merito il costruire

una società in cui lo stato si impone sulla società senza dialettica tra le parti.

L’espressione è stata riutilizzata riferita al caso sovietico da alcuni dissidenti che non

condividono la strada che ha assunto dal 1922 l’URSS; questi sono seguaci di Troskji

(bolscevico, capo della rivolta dell’esercito, dopo la morte di Lenin si scontra con Stalin x la

successione) che usano la parola totalitarismo riferendosi al governo di Stalin.

In Russia scioglimento del governo, vince l’armata rossa contro l’armata bianca

(conservatori)

Il governo è guidato dai “commissari del popolo” (ministri) e dal partito bolscevico che fino

al 1922 è stato guidato da Lenin.

Tra il ’20 e il ’22 Lenin aveva provato a rilanciare l’economia con una parziale apertura nei

confronti dei contadini, concedendogli di poter vendere il raccolto sul mercato, provando a

reintrodurre un po’ di concorrenza nel mercato per favorire lo sviluppo. Questo processo

viene bloccato dalla morte di Lenin.

Nel 1922 Lenin ha un ictus e muore dopo due anni nel 1924 e in URSS si apre la battaglia

per la sua successione. Gli succede Stalin che ha dalla sua 2 risorse: 1) la buona capacità

organizzativa e trasforma il partito in un partito di massa. 2) l’assoluta spregiudicatezza ed

abitudine alla violenza, elimina fisicamente i suoi rivali e si fa nominare segretario del

partito (la carica politica che conta). Il principale dei suoi rivali è Troskji che è mandato in

Siberia e poi esiliato, nel 1940 eliminato. Troskji voleva esportare la rivoluzione nel mondo

secondo l’idea della “rivoluzione permanente” secondo cui la Russia avrebbe potuto

continuare a sopravvivere solo se altri stati avessero seguito la via del comunismo.

Stalin era per la teoria del “socialismo in un solo paese”, voleva creare una potenza

industriale solida in grado da sola di fronteggiare i paesi capitalisti.

Una volta andato al potere Stalin adotta una politica dirigista di stretto controllo dall’alto per

lo sviluppo del paese. L’obbiettivo primario è industrializzare il paese nel modo + rapido

possibile, per far questo vara dei piani quinquennali fissando gli obbiettivi da raggiungere

anno per anno e finanzia lo sviluppo industriale estorcendo risorse ai contadini attraverso la

collettivizzazione forzata delle terre. Il territorio agricolo viene controllato burocraticamente

dalle strutture di Mosca.

Sul piano economico cresce la produzione agraria ed industriale, l’occidente durante la crisi

del ’29 guarda con attenzione all’URSS senza però vedere gli effetti negativi di questo

sviluppo, il prezzo spaventoso sul piano umano e sociale: i dissidenti sono condannati ai

lavori forzati nei Gulag, campi di lavoro che già esistevano ai tempi della Russia zarista e

che sono stati ripristinati dal 1926 e si impedisce ai contadini che si rifiutano di aderire alla

collettivizzazione di ricevere i beni primari di cui hanno bisogno per sopravvivere; è infatti

nelle campagne che colpisce maggioramente la crisi del ’29 che porta anche a molte morti di

fame.

Al contrario si ha un miglioramento delle condizioni degli operai che diventano il simbolo

ed il centro della società. Si realizza la quasi piena occupazione, c’è la possibilità di far

studiare i figli che diventeranno i futuri quadri delle industrie, c’è la possibilità di

formazione, benessere e cultura a patto che non si dissenta.

Negli anni ’30 si intensificano questi strumenti di controllo, aumentano anche le

manifestazione dei dissidenti ma nel 1935 vengono adottate le cosiddette “purghe” cioè una

serie di condanne a morte che colpirono oppositori politici, vertici dell’armata rossa e vari

dissidenti.

A gestire la situazione è la milizia di partito che è diventata un organo dello stato e risponde

al Segretario di partito Stalin.

Tutto questo giustifica l’uso del termine totalitarismo che Anna Harendt nel 1951 usa in

modo scientifico per la prima volta riferendosi a Nazismo e Comunismo, dandone la

definizione: “regimi di controllo dall’alto in base ad una ideologia assoluta che si affidano

ad un partito unico di massa e ad una milizia di partito incorporato nello stato”. Definizione

in parte accettata ancora oggi.

Gli studiosi oggi mettono in dubbio il termine totalitarismo perché in realtà in queste società

non tutto è controllato da un unico elemento, ci sono ancora aspetti della società non

controllati e altri poteri, anche se influenzati pesantemente dal Partito ; il totalitarismo è

quindi + una tendenza.

Oggi viene considerato un regime totalitario anche il Fascismo nonostante sia sceso a patti

con la chiesa e abbia lasciato in piedi la corona.

Analisi comparata dei regimi: (differenza tra naz/fasc e comunismo)

Diverse ideologie: nel caso dei fascismi al centro di tutto c’è la nazione ma l’ideologia è

si rifà a diverse tendenze e non ha un grande spessore intellettuale; nel caso dell’URSS

c’è una forte modificazione di un’ideologia politica di per sé valida, quella di Marx.

Diverso ruolo del partito: più forte ed oppressivo nell’esperienza sovietica.

Diverso ruolo del leader: in naz/fasc sono fondamentali per sostenere il regime ed

ottenere l’obbedienza della popolazione; in com. è + importante il partito.

Grado di persuasività: cioè quanto i regimi sono riusciti ad entrare nella società. Più in

Germania ed Italia che in Russia. A causa della vastità del territorio russo e

dell’eterogeneità culturale ed etnica il controllo è meno persuasivo, tanto che il

comunismo crolla pian piano da sé perché non è riuscito a creare delle fondamenta in

tutta la società; per il nazismo e fascismo è stato necessario un intervento dall’esterno.

Mentre in Europa ed URSS (che comprende anche territori dell’Asia) emergono in quel

periodo una serie di regimi di tipo totalitario, circa 15, reggono ancora 3 liberldeocrazie:

GB, USA, FRA.

La Germania nazista mantiene formalmente la repubblica, non scioglie la repubblica di

Weimar ma ne controlla gli organi di governo affiancando al governo ormai virtuale della

repubblica, un governo di partito.

Liberaldemocrazie

Gran Bretagna= la più solida

USA= quella che cambia di più

Francia= quella più in difficoltà

Gran Bretagna

E’ la più solida nonostante sia attraversata ad tensioni, scioperi (il primo nel 1926),

manifestazioni sociali e la creazione di gruppi organizzati parafascisti. Nel corso del tempo

si affida a governi via via più conservatori e regge per 2 motivi:

- Ha una lunga tradizione liberale e costituzionale. Oltre 2 secoli di monarchia costituzionale

che ha sempre garantito la liberalità, tradizione di politica fondata sul dialogo con la

popolazione.

- L’impero. Anche se ha conosciuto difficoltà l’impero britannico contribuisce a sostenere

la madrepatria perché fornisce risorse economiche e opportunità di carriera per i ceti medi,

quelli che trovandosi in difficoltà dopo la guerra e la crisi del ’29 avevano aderito ai

fascismi in Ger e Ita.

Nonostante l’unità dell’impero c’è una contraddizione: in India cresce l’impulso

all’autonomia e all’indipendenza che è in un certo senso il frutto della grande guerra dato i

sottoposti all’impero avevano lottato per la madrepatria e quindi sperano di ottenerne

qualcosa. Dalla 1°guerra mondiale l’India esce insoddisfatta: ha subito una disfatta militare,

sacrifici e difficoltà economiche causate dal blocco dei commerci. In più su un paese così

fiaccato dalla guerra si abbatte l’epidemia della Spagnola che si espande in tutto il mondo a

partire dal 1918.

L’India quindi esce dalla guerra distrutta e con un forte impulso all’indipendenza che

proviene anche dalle élite. Queste spinte all’indipendenza trovano espressione nel “Partito

del Congresso” all’interno del quale, negli anni 20 e 30, emergono 2 figure che portano

all’indipendenza dell’India:

Gandhi: avvocato, aveva studiato in GB, comincia a mobilitarsi per l’autonomia del paese

fin dal 1906 e poi emerge come figura decisiva tra gli anni ’20 e ’30. Al pensiero di Gandhi

si rimandano in seguito altri movimenti come Martin Luther King, i pacifisti italiani ed

europei nel dopoguerra.

3 elementi del suo pensiero:

Forte componente spirituale di tipo indù (la maggioranza religiosa in India). Tollerante

verso le altre religioni, è per la coesistenza.

Impulso alla rigenerazione individuale che deriva dalla spinta spirituale: prima bisogna

essere liberarsi la testa ed essere capaci di pensare con la propria testa e poi agire.

Uso di strumenti economici di boicottaggio, rifiuto del consumo come base della battaglia

politica. Bisogna partire dal rifiuto dei beni britannici.

Tutto questo secondo la logica di resistenza non violenta. Si organizzano manifestazioni per

rifiutarsi di pagare le tasse e di fronte alla repressione della polizia si reagisce passivamente,

Gandhi e i suoi si fanno + volte arrestare per smuovere l’opinione pubblica.

La risposta da parte del governo britannico è affidata alla repressione violenta.

Complice la crisi dopo la IIGM che mette in crisi la Gran Bretagna che esce dalla guerra in

ginocchio, viene concessa nel 1946 l’indipendenza all’India

Nehru: politico più tradizionale, laico e meno impegnato religiosamente perché è convinto

che ci sono alcuni componenti della religione indù (le caste) che bloccano la società.

Politicamente è socialisteggiante, è per l’aiuto dello Stato alle parti sociali.

Grazie alla mobilitazione di questi 2 personaggi cresce il movimento che porta l’India

all’indipendenza.

La Gran Bretagna è un paese dinamico e nonostante gli anni ’30 sono stati caratterizzati

dalla crisi economica, regge e ci sono segnali di innovazioni: nasce il libro tascabile (Alan

White), segnale di dinamismo della società che è capace di immaginare la cultura per le

masse.

USA

La crisi del ’29 è una crisi di sottoconsumo.

Sovrapproduzione = un settore più sviluppato degli altri.

Sottoproduzione = i consumatori hanno un basso potere d’acquisto. I beni prodotti non

sono più assorbiti dal mercato.

Quando in borsa si avverte un minimo di incertezza per il futuro del mercato comincia una

vendita precipitosa delle azioni senza che ci sia un organo che controlli la borsa; la gente

corre a ritirare i depositi nelle banche che non hanno più soldi per finanziare le imprese; le

imprese si trovano in difficoltà per il crollo delle azioni, mancano i finanziatori, le banche

non concedono e non hanno uno sbocco della produzione per cui licenziano un gran

numero di operai; in questo modo la popolazione non ha più soldi per comprare i beni

prodotti dalle industrie.

Si inceppa l’intero sistema economico che già aveva 2 seri problemi:

- sottoconsumo. Il calo delle retribuzioni, la gente quindi non aveva abbastanza soldi per

acquistare i prodotti delle industrie.

- crisi delle campagne. Le campagne sono un settore che fa fatica a seguire lo sviluppo, c’è

un tentativo di meccanizzazione ma questo vuol dire un aumento dei debiti per i contadini

che non riescono a vendere però il loro surplus di produzione.

Queste sono le cause che danno via alla crisi che dura fino al 35, quando si ha un periodo di

ripresa ma ritorna la crisi nel 1937 e gli USA ne escono solo dopo la IIGM con le grandi

commesse legate alla guerra ed il passaggio definitivo ad un sistema produttivo basato sui

beni di consumo.

In questi anni c’è un passaggio da un sistema basato sulla produzione dei beni di

produzione stessi (metalli, macchinari) ad uno che tende a produrre beni di consumo

soprattutto durevoli come gli elettrodomestici; anche queste trasformazioni contribuiscono

ad aumentare la crisi. (sottoconsumo = produzione di massa ma la massa non assorbe la

produzione per via degli stipendi bassi).

25/30% dei lavoratori industriali in USA sono disoccupati; Hoover, presidente in carica in

quel periodo, diventa simbolo di questi disoccupati, vengono coniati alcuni termini dal suo

nome: Hooverblankets = i fogli di giornale in cui si avvolgevano i senzatetto/lavoro x

dormire

Gli USA escono da questa crisi solo con il progetto lanciato da Roosevelt (figlio di

proprietari terrieri, democratico, muore ancora in carica nel 1935), cioè il New Deal: è

necessario modificare un paese in cui la società è il centro ed ha diffidenza verso le strutture

stati e far in modo che il centro diventi lo Stato.

Roosevelt avvia un programma di riforme che partono dal potere centrale federale:

Più potere al presidente e al governo

Viene abbandonato il liberismo e la politica si basa sull’ Intervento dello stato

nell’economia: attraverso il rilancio del consumo secondo le teoria di Keynes: economista

che sostiene l’intervento dello Stato nell’economia per rimettere in moto il sistema

economico attraverso il consumo, ridando ai cittadini potere d’acquisto.

Vengono fatte 3 leggi principali : 1) Realizzazione di lavori pubblici temporanei che

investono lavoro manuale ed intellettuale (per Keynes bisogna fare qualunque cosa

purchè la gente lavori). 2) Introduzione di un sistema pensionistico e un sistema di

sicurezza sociale 3) Approvazioni di leggi che prevedono al possibilità di una

contrattazione collettiva.

Queste misure sono frutto di un’intensa mobilitazione sociale e dalla capacità di Roosevelt

di ascoltare la società e parlargli direttamente, instaura un rapporto familiare con i cittadini

attraverso i “discorsi del caminetto” e la figura di sua moglie, la prima “first lady” della

storia.

Le donne vengono tenute sempre più in considerazione, avevano ottenuto il diritto di voto

agli inizi degli anni ’20; ma non viene dato alcun appoggio ai neri.

Francia

Alcune delle riforme del New Deal ispirano anche il governo riformatore di sinistra

(maggioranza socialista appoggiata da radicali e comunisti) in Francia. La Francia è il paese

che si trova in maggiore difficoltà, la crisi arriva più tardi ma aveva già 2 problemi:

1) Deficit demografico dovuto soprattutto al fatto che è stato il paese con più caduti durante

la 1GM, un intera generazione falcidiata, la generazione “produttiva”.

Per rimediare alla mancanza di lavoratori vengono chiamati gli immigrati, soprattutto dalle

colonie e dall’Italia, ma nascono dei problemi di integrazione per i nuovi arrivati.

2) fine ‘800/inizi ‘900 si accelerano i processi di urbanizzazione che creano squilibri

nell’assetto sociale e territoriale.

Da questi problemi e dalle difficoltà economiche del dopoguerra nascono le tensioni sociali

e gli scontri che portano al governo i partiti di sinistra: biennio rosso.

Anche in Francia nascono organizzazioni parafasciste che non vincono le elezioni perché i

ceti medi e contadini restano fedeli alla repubblica.

Nel 1936 vince le elezioni il “Fronte popolare” che introduce 2 misure ispirate al new deal:

- Riduzione dell’orario di lavoro e più salari in modo da creare tempo libero e maggior

disponibilità di denaro per rilanciare i consumi.

- Vacanze pagate x tutti (fenomeno presente solo in certe imprese negli USA e solo per i

manager o impiegati) sempre nell’ottica del rilancio dei consumi.

Questo non è sufficiente a far uscire la Francia dalla crisi economica; il governo va in crisi

ed escono dal governo i comunisti.

La crisi nella politica interna ha ripercussione anche sulla politica estera francese, la Francia

segue la politica della Gran Bretagna; una politica di isolazionismo nei confronti

dell’URSS, stabilizzazione dei rapporti e mantenimento dei rapporti pacifici con la

Germania con cui si potevano avere importanti rapporti commerciali e poteva essere un

alleato contro l’URSS; questo spiega il mancato intervento della Francia e della Gran

Bretagna in Spagna nel 1936 nella guerra civile che contrappone il governo repubblicano e

le forze militare capeggiate da Franco che organizza un golpe militare. In appoggio a Franco

ci sono infatti la Germania e l’Italia.

Guerra civile spagnola

La guerra civile spagnola del 1936 è un insubordinazione militare nei confronti del legittimo

governo repubblicano.

Ci sono 3 caratteri che spingono gli studiosi a considerarla un anticipazione della 2°GM:

Tecniche militari: uso intenso dell’aviazione. E’ decisivo l’aiuto che Franco, capo degli

insorti, riceva dall’aviazione italiana e tedesca.

Schieramenti internazionali: per la prima volta si vede unito il fronte nazi-fascista e contro di

loro, a fianco della repubblica, interviene in maniera più ridotta l’URSS. GB e Fra non

intervengono perché il governo conservatore inglese vede come un nemico l’Urss e vuole

mantenere dei rapporti commerciali con la Germania.

Appoggio di volontari: da tutto il mondo arrivano volontari antifascisti senza che si crei una

colazione tra le nazioni.

La guerra finisce con la vittoria di Franco ed il regime dura fino alla sua morte nel 1975.

Il suo successo fu determinato da:

- La rivolta era mossa dalla maggioranza dell’esercito e dai suoi vertici.

- Appoggio che Franco ottiene da Ger/Ita. Aiuti maggiori rispetto a quelli che la repubblica

ottiene dall’Urss.

- Debolezza del fronte repubblicano e divisioni interne a questo fronte, soprattutto nelle

forze di sinistra (i comunisti reprimono e poi eliminano gli anarchici).

2° Guerra Mondiale

La guerra è lanciata esplicitamente dalla Germina che poco prima dell’invasione della

Polonia firma un patto di non aggressione con l’URSS, il patto Ribbentrop-Molotov. Stalin

firma l’accordo per far uscire l’URSS dalla posizione d’isolazionismo e per coprirsi

dall’offensiva di Hitler, pensava di potersi alleare con lui ma Hitler nel giugno del ’41

rompe comunque l’alleanza ed invade l’URSS.

Sulle prime le potenze dell’asse (Urss, Germania e Italia→ legata alla Ger dal Patto

d’Acciaio) hanno successo, per tutto il 40/41.

Nel frattempo il 7dicembre 1941 i Giapponesi attaccano gli USA a Pearl Harbor.

Hitler aveva fatto un accordo col giappone e quindi interviene attaccando gli USA nel

Gennaio 1942 ed è l’inizio della fine anche se i tedeschi continuano ad avanzare ancora per

un po’ di tempo in Africa e in Russia.

1943 è un anno decisivo in cui si ha un inversione di tendenza e la guerra comincia ad

andare a favore degli alleati.

La guerra in Italia


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luca d.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in studi storico-artistici
SSD:
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze Storiche Prof.

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