Estratto del documento

Appunti storia contemporanea (prof. Tonelli)

Caratteri del Novecento

Il Novecento è stato spesso definito “secolo mondo”, poiché (anche a causa della globalizzazione) da esso derivano tutte le caratteristiche della fisionomia del mondo di oggi. La grande guerra ha infatti generato una nuova configurazione del mondo. Il “secolo dei dualismi” presenta diversi binomi, tra cui distruzione/memoria, con guerre distruttive combattute con nuove armi, ma anche la distruzione simbolica delle idee ad opera dei 3 fascismi (Franchismo, Nazismo e Fascismo, sebbene quest'ultimo fu “imperfetto”, poiché coesisteva con i poteri di Chiesa e monarchia, e nello scontro l'URSS si schiera con le democrazie), contrapposte al tentativo di ricostruzione e ristabilimento delle condizioni precedenti conservando la memoria degli orrori della guerra, in modo da evitare che essa possa ripetersi.

Il fascismo propose infatti un’unica mentalità, un’idea e un modello che non ammettevano opposizioni, ma che furono accettate a causa del crollo delle rappresentazioni dovuto alle grandi crisi economiche. Le democrazie, al contrario, si aprirono al confronto tra persone e partiti opposti, favorendo l’innovazione e l’esportazione della democrazia nelle colonie, opposte all’arretratezza economica e culturale. Nel Novecento vediamo anche l’opposizione tra capitalismo (con gli Stati Uniti che giocano un ruolo molto importante nell’aiuto ai paesi capitalistici, anche attraverso il Piano Marshall del '47) e comunismo (che propose, invece, una compenetrazione tra Stato e Partito nell’economia centralizzata).

Il proletariato di operai e contadini si contrappose alla borghesia, che sostituisce l’aristocrazia grazie a disponibilità economica e nuove professioni. Allo stesso modo, anche gli uomini, chiamati alla guerra, affidano alle donne i loro ruoli, soprattutto professionali.

Grande guerra

La Grande Guerra si distinse per durata (fu infatti una guerra di logoramento) e numero di morti (9 milioni, compresi civili afflitti da carestia e malattie) superiori rispetto alle aspettative e alle precedenti guerre, ma anche per il coinvolgimento di tanti paesi (sia attivamente i soldati, sia passivamente i lavoratori delle industrie pesanti, spesso anche minori), convinti che essa si potesse concludere solo con il totale annientamento dell’avversario.

Oltre alle motivazioni economiche, vi erano quelle politiche legate alla supremazia e strategiche (relative agli sbocchi sul Mediterraneo e alle risorse minerarie e di manodopera presenti nelle colonie), ma soprattutto ideologiche, con lo scontro tra gli imperialismi, secondo cui la superiorità di un paese sull’altro giustificava la missione civilizzatrice finalizzata all’istituzione di governi conservatori che assicurassero la stabilità.

I partiti liberali si schierarono a favore della guerra, ma quelli socialisti si opposero, salvaguardando gli interessi dei ceti popolari (motivo per cui Mussolini, dichiaratosi interventista, fu espulso dal partito, guadagnando tuttavia visibilità). Le trincee, proteggendo soldati e confini territoriali, permisero di comunicare a soldati di culture diverse, con l’italiano come lingua unificante, utilizzata anche per scrivere e per i canti (che ebbero la duplice funzione di mantenere un legame con le tradizioni e spronare i soldati).

Gli Stati Uniti entrarono nel conflitto solo nel '17 per motivazioni economiche (in quanto esportavano in tutti i paesi coinvolti, soprattutto prodotti bellici) e strategiche (non essendo interessati ai paesi contesi). Essi combatterono una guerra sottomarina, che colpì spesso anche imbarcazioni civili, e furono i veri protagonisti della guerra, sia perché il dollaro era la moneta più forte e sia per la supremazia della cultura occidentale sull’egemonia tedesca.

La guerra causò anche il ribaltamento dei ruoli uomo/donna e il definitivo crollo della civiltà ottocentesca. Le conseguenze principali furono l’egemonia dei vincitori (con il conseguente ridimensionamento degli sconfitti), la fine degli imperi (Austro-ungarico, Ottomano e Russo zarista) e la trasformazione dell’ordine europeo (che perse l’egemonia).

Nel dopoguerra emerse la necessità di riconversione dell’industria pesante (attuata grazie ai capitali forniti dagli Stati Uniti, la cui moneta mantenne inalterata il suo valore), nonché di fronteggiare il malcontento dovuto a inflazione, disoccupazione e crisi industriale e agricola, degenerato in occupazioni di fabbriche e terre e proteste per ottenere salari adeguati, mentre i soldati pretendevano un riconoscimento attraverso posti di lavoro.

Tali disagi resero gli anni '20 quelli della società di massa, in cui si cercarono governi stabili: in Italia il fascismo rispose al mito della vittoria mutilata, in Francia la maggioranza di centro-destra riuscì ad uscire dalla crisi in breve tempo, in Gran Bretagna i governi conservatori risolsero i problemi economici placando le spinte indipendentiste di India e Irlanda, e infine in Germania le riparazioni di guerra e l’incapacità del governo conservatore di affrontare la situazione politica e sociale portarono alla nascita di movimenti rivoluzionari di ogni fazione e all’affermazione di quello nazionalsocialista.

Rivoluzione bolscevica

Lo sviluppo industriale e la modernizzazione contraddittoria circoscritta a poche città, la dipendenza dai capitali esteri e soprattutto l’arretratezza degli armamenti avevano portato alla sconfitta dell’esercito zarista nella Grande Guerra, nella quale avevano combattuto un numero di contadini (analfabeti) tale da diminuire un terzo della produzione agricola.

Nello sciopero generale del '17 a Pietrogrado (causato anche dal terrorismo e dalle violenze etniche), i reparti incaricati di domarlo si unirono ai manifestanti, dando vita a un soviet di operai e soldati e costringendo lo zar Nicola II ad abdicare, lasciando il compito alla Duma, unica assemblea rappresentativa legale del paese, di costituire il debole governo provvisorio costituzional-democratico (o “cadetto”) guidato dal liberale L’vov, che instaurò una democrazia parlamentare e tuttavia proseguì l’impegno bellico con il paradossale appoggio dei soviet.

Questi erano divisi in: menscevichi (convinti che non esistessero ancora le condizioni per il socialismo), socialrivoluzionari (concentrati sull’obiettivo della terra) e bolscevichi, guidati da Lenin. Nelle Tesi di aprile egli aveva affermato che la fase democratico-borghese della rivoluzione si era conclusa col crollo dello zarismo ed era arrivato il momento di instaurare la dittatura del proletariato con la presa del potere da parte dei soviet, l’abolizione della repubblica parlamentare, la cessazione della guerra, il rifiuto dell’appoggio al governo, la distribuzione delle terre confiscate e l’autodeterminazione dei popoli.

Tuttavia, duramente repressi, i bolscevichi dovettero tornare alla clandestinità, fino a che l’aiuto nello sventare un colpo di stato controrivoluzionario valse loro la maggioranza all’interno del soviet. Grazie all’assalto del Palazzo d’Inverno del 24-25 ottobre, Lenin si autoproclamò capo del governo e venne proclamata la repubblica sovietica.

Il 26 ottobre, con il Decreto della Pace, fu avviato l’Armistizio con la Germania (a cui seguirà la pace di Brest-Litovsk firmata a marzo) e, con il Decreto della Terra, questa divenne “bene di tutto il popolo” gestito dai soviet. Il 2 novembre venne riconosciuta l’autodeterminazione dei popoli (concedendo indipendenza e rispetto delle minoranze, con diritto di intervento russo solo in difesa del proletariato) e l’assegnazione delle terre ai contadini, con Lenin autoproclamatosi capo del Governo.

Le elezioni di novembre per l’Assemblea costituente furono vinte dai socialrivoluzionari, che non riconobbero il potere sovietico, causandone lo scioglimento. Le forze reazionarie zariste delle armate Bianche furono sostenute dall’Intesa contro il “pericolo rosso”, che nel '19 ebbe la meglio nella guerra civile contro l’Armata rossa guidata da Trockij del Partito Comunista Russo e affiancata dalla CEKA, la polizia segreta sovietica. Dal conflitto con la Polonia ('19-'20), il cui esercito aveva invaso l’Ucraina, l’Armata rossa uscì sconfitta.

I bolscevichi imposero requisizioni forzate per sfamare il paese, nazionalizzando industrie e banche, militarizzando il lavoro nelle fabbriche, rendendo gratuiti i servizi fondamentali ed abolendo libero commercio e moneta. Tale sistema economico, definito “comunismo di guerra”, causò la carestia del '21 (dato che i contadini non producevano più del necessario) e la dei marinai di Kronstadt, baluardo del bolscevismo, che spinse i bolscevichi ad approvare una nuova politica economica, la NEP. Essa ripristinò l’economia di mercato e la moneta, abolendo il lavoro obbligatorio, sostituendo le requisizioni con imposte fisse, concedendo il salario accottimo e permettendo ai contadini di affittare appezzamenti e assumere manodopera salariata. Tale economia mista concedeva quindi il commercio privato all’interno e l’iniziativa statale per l’estero.

Totalitarismi

Un totalitarismo è una dottrina che impone un modello di Stato che controlla tutti gli aspetti della vita della popolazione, modellandone il modo di pensare e di vivere. I fascismi principali furono quello italiano (dalla marcia su Roma del '22 alla sfiducia a Mussolini del '43), il nazismo tedesco (dal '33 alla morte di Hitler nel '45) e il franchismo spagnolo (dal '39 alla morte di Franco nel '75). Tra i totalitarismi rientra, tuttavia, anche lo Stalinismo, durato dall’ascesa di Stalin nel '27, alla sua morte nel '53.

I caratteri comuni furono: la direzione di un’unica persona, il culto della personalità del dittatore che incarna valori e caratteristiche ideali dei cittadini, un’unica sede di “discussione politica” (con l’abolizione o il monopolio degli organi parlamentari che impedisse il confronto e l’opposizione), l’uso di una violenza legittimata, strutture organizzative generazionali e lavorative e monopolio dei mezzi di comunicazione. L’obiettivo era quello di penetrare la vita del cittadino “dalla culla alla tomba”, inculcando dalla nascita i valori di disciplina, forza fisica e nazionalismo, attraverso la propaganda (con mezzi di comunicazione che pubblicizzassero i momenti significativi del regime come comizi e inaugurazioni, attraverso documentari come quelli dell’Istituto Luce), ma soprattutto attraverso attività ricreative come lo sport (con una particolare predilezione per boxe, automobilismo e ginnastica, portatrice dei valori del totalitarismo).

Sbocchi rivoluzionari si avranno solo negli Stati economicamente più fragili, e non nei paesi dalla struttura più organica, che vedranno soltanto rafforzato il loro ideale di democrazia. I partigiani vivevano, tuttavia, la resistenza, come azione militare, malgrado esistesse anche una resistenza civile che manipolava il nemico reprimendo le rappresaglie attraverso azioni morali (con le donne che rischiavano la vita per seppellire gli uomini di entrambi gli schieramenti o rifornendo i partigiani di cibo e vestiti).

Caso particolare fu la Danimarca (considerata giusta tra le nazioni), che con poche azioni militari resistette interamente all’occupazione nazista, nella convinzione che la Germania sarebbe diventata un protettorato modello. Convinti dell’incapacità militare di affrontarla, essi dettero vita ad una resistenza non violenta mirata a far sentire il tedesco poco gradito (ad esempio, uscendo dal negozio in cui entrava un tedesco, ma anche reagendo con scioperi a qualunque tipo di violenza e nascondendo gli ebrei).

Nazismo

L’ascesa del nazismo si verificò in un clima di disagio economico-sociale dovuto alla crisi economica (causata da riparazioni di guerra troppo alte), all’occupazione francese della Ruhr (zona mineraria) dovuta al mancato pagamento delle riparazioni, all’inflazione del marco e alla disoccupazione di massa. Sul piano politico, dopo il fallimento della repubblica federale di Weimar (dovuto alla diversità dei Lander, ossia delle regioni), la divisione e la debolezza dei partiti democratici avevano portato ad una polarizzazione politica tra estrema destra comunista ed estrema sinistra nazionalsocialista, che istituì un governo di stampo militare con Von Hindenburg, che applicò l’articolo 48 della Costituzione (secondo cui il cancelliere può legiferare senza il controllo parlamentare).

Il nazismo conquistò il potere legalmente attraverso le elezioni, con l’appoggio di militari (riuniti in organizzazioni paramilitari violente quali le SA del '21 e le SS del '26), industriali, Junker e principali partiti di destra. Ma il consenso fu ottenuto anche grazie alla propaganda effettuata tramite i nuovi mezzi di comunicazione di massa e al leader carismatico, Hitler, imbianchino ossessionato dall’idea di Gloria della Germania. Arrestato dopo un tentativo di colpo di Stato a Monaco nel '23, scrive il “Mein Kampf” (“La mia battaglia”), in cui si propone di costruire uno stato forte (comprendente i territori persi durante il Pangermanesimo) per restituire al Volk uno spazio vitale, in cui preservare la Razza Ariana dominatrice dagli ebrei parassiti.

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 16
Appunti di Storia contemporanea (prof. Tonelli) Pag. 1 Appunti di Storia contemporanea (prof. Tonelli) Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 16.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia contemporanea (prof. Tonelli) Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 16.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia contemporanea (prof. Tonelli) Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 16.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia contemporanea (prof. Tonelli) Pag. 16
1 su 16
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiovannaUrb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Tonelli Anna.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community