Che materia stai cercando?

Appunti di Storia contemporanea (prof. Tonelli)

Appunti del corso di Storia contemporanea, tenuto dalla professoressa Anna Tonelli al'Università degli studi di Urbino Carlo Bo nell'anno accademico 2013/2014, corso di laurea IMP. Facoltà di Scienze della comunicazione, Corso di laurea in Informazione, media e pubblicità. Scarica il file in PDF!

Esame di Storia contemporanea docente Prof. A. Tonelli

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

fa sciogliere il parlamento e, dopo l’attribuzione dell’incendio del Reichstag (sede

del parlamento) ai comunisti, dà il via agli arresti dei principali oppositori politici

(rendendo illegittimo il partito comunista) e alla soppressione dei diritti

fondamentali dell’uomo (stampa, opinione, associazione).

Nel marzo vengono aperti il primo campo di concentramento (a Dachau, ad

opera del capo delle SS, Himmer) e il nuovo parlamento, che con una legge

attribuisce pieni poteri al cancelliere, permettendogli di sovrastare Parlamento,

Presidente e Costituzione. Si procederà quindi all’”allineamento” della Germania

al partito nazista, attraverso il controllo di istituzioni, Lander e sindacati da

parte di uomini scelti dal governo centrale. A maggio saranno bruciati i libri di

autori antinazionali, ebrei e dell’opposizione. La rivoluzione nazista si conclude a

luglio con la legge che vieta la ricostituzione dei partiti ed identifica quello

Nazista con la nazione.

Stalinismo

6.

In Russia, dopo la morte di Lenin nel 24, l’assunzione di potere da parte del

Commissario delle Nazionalità Stalin, espressione di un partito autoritario ed

unito (anche grazie al decreto segreto che rese illegali tutti i partiti che

esistevano prima del 17), fu agevolata dal suo seguito di violenti sottufficiali del

sud, nello scontro con Trockij, che proponeva di sostituire la NEP con una

struttura simile al Comunismo di Guerra, per industrializzare il Paese.

Eliminate politicamente le figure di rilievo del partito, nel 28 egli conquistò il

potere, avviando una politica di distruzione della cultura contadina attraverso

collettivizzazione forzata (obbligandoli ad entrare in cooperative dette kolchoz),

dekulakizzazione (esecuzione e deportazione dei Kulaki, fino al 32 accusati di

essere capitalisti sabotatori) e requisizione dei prodotti (per comprare

macchinari e far sopravvivere le città, compromettendo però i contadini).

La crisi alimentare ungherese sarà affrontata da Stalin con una politica

genocidiale che nega l’esistenza della crisi, condannando così il paese

all’Holodomor. Nel 28 la GPU (polizia politica stalinista) sostituirà la CEKA, ed

inizierà la politica economica dell’industrializzazione forzata, caratterizzata da

gigantismo, investimenti nelle industrie pesanti, pianificazione quinquennali (che

spinsero le fabbriche a falsare i bilanci), militarizzazione del lavoro,

stacanovismo, inurbamento e lavoro forzato nei GULAG. In Ucraina, Paese più

nazionalista che comunista, ai contadini fu vietato di comprare il pane e migrare

in città, mentre dopo il Decreto delle Spighe, chi fosse sorpreso a rubare nei

kolchoz veniva ucciso all’istante.

La fase di stabilità tra 34 e 36 portò alla redazione di una Costituzione,

contemporanea alla propaganda di miti come Stakanov, del capo infallibile

Stalin e della stessa Grande Russia all’estero, in un clima di timore e

repressione. Attraverso le “Grandi purghe”, Stalin si liberò della classe dirigente

sovietica, fino all’arresto, nel 38, del capo della NKDV (il commissariato agli

affari interni) e al conseguente inizio del totalitarismo staliniano.

Guerra civile spagnola e franchismo

7.

Negli anni 20, la Spagna era retta da una monarchia costituzionale dalla

struttura arcaica, che rendeva lo stato arretrato non permettendo lo sviluppo

della borghesia, anche a causa della dissoluzione dell’impero coloniale e del

conseguente sperpero delle ricchezze, ma soprattutto del fatto che la guerra,

produttrice della modernizzazione, non tocca la Spagna. Nelle forze reazionarie

confluirono la grande proprietà terriera (che temeva una rivoluzione di stampo

bolscevico), la Chiesa cattolica, l’esercito e l’aristocrazia cadetta (i secondi figli

dell’aristocrazia).

Con il colpo di Stato di Miguel Primo de Rivera, la monarchia viene mantenuta in

un regime autoritario, compromesso dalla crisi del 29 e dalle spinte

indipendentiste di Paesi Baschi e Cataluña, in cui era avvenuta una parziale

industrializzazione. La mobilitazione delle zone rurali anticlericali ricevettero una

risposta repressiva da de Rivera che, tuttavia, sotto consiglio del re, rinuncerà al

potere. Le elezioni municipali del 31 vengono vinte dai repubblicani, così che il

Partito Socialista Spagnolo costringe il re a dimettersi.

Nata la Repubblica, Azaña attuerà diverse riforme, riducendo le spese militari,

introducendo il suffragio universale maschile (successivamente esteso alle

donne), laicizzando lo Stato (intervenendo nelle scuole ed introducendo

divorzio, matrimonio civile e tasse sulla proprietà ecclesiastica), nazionalizzando

i servizi pubblici e ridistribuendo le terre attraverso la riforma agraria. Gli

antirepubblicani organizzarono un’insurrezione dell’esercito, che nel 32 divise il

partito repubblicano in progressisti di sinistra e conservatori di destra. Questi

ultimi, votando la sfiducia ad Azaña, innescarono una crisi di governo che,

assieme allo spostamento dei capitali all’estero seguito alla crisi del 29,

portarono alle nuove elezioni del 33, in cui ebbe la meglio la destra di

repubblicani, clericali e monarchici, contrari alle riforme. Nel Biennio nero (33-

35), alle insurrezioni represse dal governo si affiancarono le rivolte nazionaliste

spagnole in Cataluña.

La Falange Española riunì allora la destra di ispirazione fascista, andando poi a

stringere con Mussolini il Patto segreto del 34, secondo cui, qualora le

insurrezioni fossero proseguite, l’Italia sarebbe intervenuta. Nel 36 il

rafforzamento dei rapporti internazionali tra i partiti comunisti portò alla

stagione dei Fronti popolari, ossia ad un dialogo tra le forze democratiche volto

ad isolare i fascismi e concordare le decisioni in materia di politica estera: in

Spagna nascerà, quindi, il Fronte popolare spagnolo, che unisce l’eterogenea

sinistra e batte i partiti centrali nelle elezioni.

Il governo socialista di Caballero, con Azaña capo dello Stato, dichiara illegale la

Falange, ma l’esercito si rivoltò in Marocco (sotto la guida di Franco) per poi

sbarcare in Spagna. Nel 36 il governo fornisce le armi ai civili dando inizio alla

guerra civile (che se inizialmente si rivelò fallimentare, durò in realtà fino al 39,

finanziata dai latifondisti. Essa fu la prima guerra ideologica, combattuta tra il

nord del generale Mola (uomo politico) e il sud di Franco (capo supremo), che

firma il Patto di Roma per l’invio delle camicie nere e blocca i porti spagnoli,

mentre brigate internazionali di volontari di tutto il mondo cercavano di

sostenere il Fronte popolare spagnolo.

Nel 37, tuttavia, un’enciclica del Vaticano condanna Spagna, Messico e Russia in

quanto “governi demoniaci”, e l’URSS si schiera con il Partito comunista

spagnolo, sciogliendo le brigate internazionali. Nel 39, al termine della guerra, il

governo democratico cadde e le fucilazioni furono legalizzate, spingendo molti

spagnoli a rifugiarsi in Francia, dove saranno spesso chiusi in campi di

concentramento. La dittatura di Franco (che aderì all’Asse tra Italia, Germania e

Giappone, pur mantenendo la neutralità, limitandosi ad inviare “volontari”)

proseguirà fino al 75, anno in cui sale al potere Juan Carlos de Borbòn.

Seconda guerra mondiale

8.

Nel 22, con il trattato di Rapallo, la Russia aveva avviato una segreta

collaborazione con la Germania, concedendo territori per l’addestramento dei

militari, che, in cambio, non avrebbero concesso il passaggio di crociate

anticomuniste. Nel 25, invece, la Germania firmò il trattato di Locarno, con il

quale accettava i confini occidentali. Dopo l’invasione della Manciuria da parte

del Giappone nel 31, e l’incapacità di intervento della Società delle nazioni, nel

34 la Germania firmò il Trattato di non aggressione con la Polonia, avviando un

primo tentativo di riunire il Volk acquisendo l’Austria (difesa da Mussolini), con

l’appoggio del governo filonazista.

Nel 35 venne annessa tramite plebiscito la regione SAR, che violò così i trattati

di pace, proprio mentre il Fascismo veniva sanzionato dalla Società delle nazioni

per la Campagna d’Etiopia. Un successivo plebiscito (i non ariani erano esclusi

dal voto) del 38 portò all’annessione dell’Austria, grazie a una campagna

propagandistica e al fatto che Francia e Gran Bretagna sottovalutarono il

pericolo hitleriano al punto che, nella conferenza di Monaco, concessero ad

Hitler i Sudeti (Cecoslovacchia) in nome della politica pacifica. Dopo l’invasione

italiana dell’Albania, nel 39 fu stretto tra le 2 potenze il Patto d’acciaio, a cui

seguirono l’occupazione della Polonia e il Patto di non belligeranza con la Russia

(che prevedeva anche una clausola segreta sulla spartizione della Polonia). Il 3

settembre Francia e Gran Bretagna dichiararono guerra alla Germania, con

l’intento di sottomettere la popolazione attraverso una guerra lampo. Nel 40

Parigi viene occupata aggirando la linea difensiva Maginot e la Francia viene

divisa in una zona occupata e la Repubblica di Vichy, filonazista.

L’Italia entra in guerra attaccando la Francia, riscuotendo numerosi insuccessi,

mentre la Gran Bretagna di Churchill, simbolo della democrazia, viene

bombardata. Dopo i falliti interventi in Libia, Albania e Grecia, nel 41 Hitler

infrange il Patto di non belligeranza per conquistare l’Ucraina attraverso

l’Operazione Barbarossa. L’URSS attuerà quindi la strategia della “terra

bruciata” per non lasciare impianti e lavoratori in mano tedesca, mentre il

Giappone, alleatosi con Hitler e Mussolini nel Patto tripartito, bombarda Pearl

Harbor senza dichiarare guerra, coinvolgendo gli Stati Uniti nel conflitto. Nel 42,

il mal equipaggiato contingente italiano in Russia si arrende, disubbidendo agli

ordini di Hitler.

Nel 43, con lo sbarco degli Stati Uniti in Italia, viene programmata la resa

incondizionata per Hitler, che, nel frattempo, grazie ai prigionieri nei campi,

aveva visto crescere l’economia. Nel 44, lo sbarco in Normandia permise la

liberazione di Parigi e l’istituzione del governo provvisorio di De Gaulle e nel 45,

quando gli angloamericani varcarono il Reno, Hitler si suicidò e la Germania si

arrese, mentre le bombe atomiche lanciate da Truman in Giappone provocarono

51 milioni di vittime, 40 milioni di profughi e la resa incondizionata.

Shoah

9.

Nel 33, eletto cancelliere, Hitler avviò la sua politica antisemita boicottando, ad

aprile, i negozi ebrei, sebbene l’indifferenza della popolazione portò al fallimento

dell’operazione. Vengono allora pubblicizzati i campi di concentramento, seguiti

a luglio dalla legge per la sterilizzazione forzata degli affetti da malattie

ereditarie. Le leggi di Norimberga di settembre vieteranno i matrimoni misti e

priveranno gli Ebrei (come etnia, non come religione) dei diritti civili e politici.

Nel luglio 38, la conferenza di Evian, promossa da Roosevelt per risolvere il

problema dei profughi ebrei, non porta a risultati concreti, tanto che tra il 9 e il

10 novembre, nella Notte dei cristalli, negozi ebrei e sinagoghe vengono

distrutte.

Ad ottobre, con l’Operazione T4, vengono avviati gli studi sull’eutanasia. Nel 41,

durante l’Operazione Barbarossa, dei volontari fucilavano gli ebrei che

incontravano, utilizzando anche Centri di messa a morte. Nel 43, ad Auschwitz

(aperto nel 40 e occupato dai russi nel 45), Ebrei da tutta Europa verranno

selezionati in base alla loro possibilità di lavorare: una volta sfruttati (o subito

se anziani o bambini) essi venivano bruciati nei crematori, composti da camera

di vestizione, camera a gas (in cui veniva utilizzato lo Zicron B, usato

solitamente per i parassiti e presente in forma solida in cristalli, attivabili con

calore e umidità dei corpi) e forni crematori. Dopo la rivolta del ghetto di

Varsavia, i nazisti circondano quello di Roma e deportano gli ebrei.

Guerra fredda

10.

Il processo di Norimberga del Tribunale Militare Internazionale punirà i nazisti

per crimini contro la pace (ossia contro i civili), contro l’umanità (l’olocausto) e

di guerra (la responsabilità personale di chi ha compiuto i crimini). Qui

emergeranno le differenze ideologiche tra le democrazie e la Russia (non

particolarmente collaborativa), rese più evidenti dalla caduta del nemico

comune. Nella conferenza di Yalta del 45, Stalin, Churchill e Roosevelt decisero

che i paesi liberati dai totalitarismi avrebbero dovuto scegliere autonomamente

a quale sfera d’influenza appartenere, sebbene essi fossero condizionati dagli

aiuti economici che ricevevano da USA ed URSS (rispettivamente superpotenze

del blocco occidentale ed orientale, divisi da quella Churchill definirà una

“cortina di ferro”).

Il blocco occidentale era formato da democrazie liberali, in cui il capitalismo

aveva favorito lo sviluppo delle multinazionali, poiché gli aiuti economici

americani previsti dal piano Marshall avevano posto come condizione l’abolizione

del partito comunista, in linea con la politica di contenimento di Truman. Nel

blocco orientale, invece, la direzione comunista aveva preferito un’economia

socialista centralizzata, agevolata dagli aiuti della Russia in termini di denaro e

risorse (anche umane e tecniche), a condizione che permanessero governi

comunisti.

La guerra fredda fu quindi una guerra non dichiarata, ma in cui la corsa agli

armamenti (per organizzare la difensiva/offensiva) portò alla creazione di armi

di distruzione di massa, accanto alla competizione per la conquista dello spazio

e alla spartizione dei territori, con la divisione (fino all’89) della Germania in

Repubblica federale (USA) e Repubblica democratica tedesca (URSS) tramite il

muro di Berlino, la cui creazione, nel 61, fu preceduta da migrazioni da una

parte all’altra. Nel 47 fu istituito il Cominform (al fine di proteggere i paesi

filosovietici), al quale gli USA risposero nel 49 con la NATO, organizzazione

militare che rese evidente il rischio di una nuova guerra mondiale. La guerra

fredda si svolse in 2 fasi: durante la prima, nel 44, si ebbe la guerra civile greca

tra partigiani comunisti e governo democratico, a cui seguì la crisi di Berlino del

48, che portò alla divisione della città in 4 settori (3 occidentali e uno orientale,

il cui blocco rese necessario un ponte aereo americano fino al 49). Nel 54, la

Repubblica federale tedesca entra nella NATO, generando tensioni poi risolte

nella Conferenza di Ginevra.

Anni 50-60: Vietnam, Cuba, Corea

11.

La decolonizzazione, ossia la dissoluzione del regime coloniale e la fine della

subordinazione del popolo, ebbe inizio con la Gran Bretagna, che trasferì il suo

modello organizzativo istituendo delle amministrazioni indirette, in cui la

maggior parte della burocrazia era affidata ad indigeni formati in università

europee, mentre la Francia conservava un’amministrazione diretta in mano a

cittadini della madrepatria.

Il controllo economico e politico influenzava ovviamente il peso degli stati nella

politica estera, sia a causa dello sfruttamento delle materie prime, sia per la

rivendita di prodotti industriali nelle colonie stesse, a seconda del livello di

protezionismo e delle caratteristiche del modello interno (la Francia insisteva

ancora nell’imporre il lavoro forzato). La crisi fu infatti dovuta allo sfruttamento

economico, ma anche alla conoscenza dei valori di democrazia,

autodeterminazione e identità nazionale importati dall’élite culturale indigena

formatasi in Europa, la quale viveva spesso un senso di frustrazione per la

superiorità dell’uomo bianco.

La rivoluzione sanitaria aveva inoltre contribuito, causando la crescita

demografica, l’urbanizzazione, ma anche la disoccupazione. Nella 1 guerra

a

mondiale, inoltre, i coloni avevano partecipato alla guerra, incoraggiati dalla

promessa di indipendenza contenuta nei “14 punti”. Dopo l’aumento della

ribellione dovuto alla crisi del 29, nella 2 guerra mondiale si combatté nelle

a

colonie stesse, tanto che nella Carta Atlantica (che avrebbe dovuto definire

l’ordine mondiale del dopoguerra) di Churchill e Roosevelt, l’articolo 3 ribadiva il

principio di autodeterminazione dei popoli ed il 4 assicurava libero commercio.

L’indipendenza delle colonie (non più vantaggiose economicamente) viene

concessa in contesti internazionali, come le Nazioni Unite. 3 furono le fasi: tra il

45 e il 54, la politica di containment (contenimento del comunismo) americana

porterà alle concessioni nel sud est asiatico e nel mediterraneo.

Tra il 54 (anno della sconfitta francese in Vietnam, diviso in due nella

conferenza di Ginevra) e il 63, gli stati dell’ONU raddoppiano con l’ingresso di

quelli coloniali: nel 55, infatti, alla conferenza di Bandung, stati anticolonialisti e

neutralisti si incontrarono, coniando il termine “Terzo mondo” per designare i

non allineati; nel 56, invece, con la crisi di Suez, gli USA approvarono il cessate

il fuoco e Gran Bretagna e Francia si ritirarono. La guerra d’Algeria (54-62)

generò un conflitto nell’opinione pubblica e nel 60 molte colonie africane

(popolate da etnie diverse) ottennero l’indipendenza.

Nell’ultima fase (63-75), infine, si ha la guerra di liberazione delle colonie

portoghesi. Se in Magreb e Medio oriente la componente religiosa-islamica fu

determinante, il sud est asiatico importò invece i modelli di sinistra (filocinese) e

Ghandiano (non violento), mentre l’invasione giapponese risveglierà i

nazionalismi. Ad aumentare il rischio dello scoppio della Terza guerra mondiale

fu anche la guerra di Corea (50-53), in cui il nord appoggiato dall’URSS cerca di

invadere la democrazia liberale del sud, che chiede aiuto all’occidente, rendendo

evidente il pericolo di bombardamenti americani in seguito all’intervento della

Repubblica popolare cinese filosovietica (nata nel 49) e all’insistenza del

generale McArhtur affinché Truman utilizzasse la bomba atomica.

Nel 59 era iniziata anche la crisi di Cuba (grande produttrice di zucchero), retta

dal 1889 da governi fantoccio americani, fino all’istituzione della dittatura

militare del generale Batista. La ribellione dei socialisti Castro e Guevara portò

alla conquista dell’isola. Il sostegno di Eisenhower agli esuli spinse Castro a

cercare la protezione dell’URSS, finché nel 61, il tentativo di riconquista degli

anticastristi fu bloccato dal presidente cattolico Kennedy. Nel 62 furono

installate basi missilistiche, ma gli USA impedirono l’avvicinamento di navi russe

grazie ad un blocco navale intorno all’isola.

Dal 64 al 73, il Vietnam (ex colonia francese invasa dal Giappone, ma restituito

dopo il 45 alla Francia) fu travagliato dalla guerra tra nord comunista (con lo

scontro tra URSS e Cina) ed il sud democratico. L’intervento aereo degli USA di

Nixon non riuscì ad impedire la vittoria del nord, rendendo tale guerra la prima

persa dagli Stati Uniti. Dopo il riconoscimento del governo del sud e il ritiro delle

truppe americane, il Vietnam fu riunito sotto la sfera d’influenza dell’URSS.

Distensione

12.

Se fino al 42 le uniche democrazie erano state quelle anglosassoni, dopo la

guerra, dal 45 al 70, gli Stati sociali avevano garantito diritti, mobilità sociale,

risoluzione delle disuguaglianze e il libero commercio della golden age che

aveva tuttavia reso il mercato saturo. La globalizzazione, lo sviluppo del

terziario e la contestazione dei giovani alla ricerca di libertà avevano

pregiudicato, inoltre, il senso di comunità.

A causa della sua incapacità di coltivare un gruppo di fedelissimi, alla morte di

Stalin iniziò una guerra per la successione tra le fazioni del partito, in cui

emerse Krusciov, capo dell’ufficio del partito sovietico e commissario politico a

Stalingrado. Riuscito a farsi eleggere come segretario del partito (e, quindi,

capo di Stato), si distanziò da Stalin liberando i prigionieri dei Gulag, riabilitando

i medici accusati di aver fatto ammalare Stalin (la cui invincibilità doveva essere

difesa) e dando importanza agli apparati di sicurezza di stato (KGB) che lo

proteggevano dalle opposizioni.

Ci sarà quindi un distacco dalla politica staliniana, di cui Krusciov denunciò gli

eccessi nel congresso di partito del 56, anno delle rivolte di Polonia e Ungheria

(in cui si sviluppano movimenti comunisti distaccati dal partito, ma la cui

repressione viene ignorata dalle democrazie occidentali). Egli avvia quindi la

destalinizzazione, raffigurando Stalin come un mostro, elencando i nomi dei

membri epurati (ma non di tutti gli altri), il tradimento delle teorie marxiste di

Lenin e il volersi rappresentare come un dio, ed evidenziando anche gli errori

compiuti nella guerra contro la Germania (capovolgendo la realtà).

L’obiettivo era quello di legittimarsi a livello internazionale, perseguendo una

strategia interna di rottura con il passato, presentandosi come colui che cambia

la storia del proprio partito e nascondendo così gli interessi personali. Lanciato il

programma di coesistenza pacifica tra Urss e USA, si reca a New York per

inaugurare una mostra sull’Unione Sovietica (era la prima volta che un capo

russo si dirigeva in America), aprendosi al dialogo. Nel 70 inizia la presidenza

del democratico Kennedy (eletto grazie alla vicinanza al popolo emersa nel

dibattito televisivo con l’anziano e rigido Nixon), che dopo aver raggiunto (nel

63) l’accordo con l’URSS sulla sospensione degli esperimenti nucleari,

perseguirà la politica della Nuova frontiera mirante alla democratizzazione (con

la legittimazione dei diritti etici delle varie culture e il rinnovamento politico e

sociale derivante dalla partecipazione politica di più gruppi sociali) fino al 73,

anno del suo assassinio.

Momenti di distensione ci furono anche durante il pontificato di Papa Giovanni

XXIII (scelto nel 58 e detto “Il papa buono”), papa di transizione che aprì la

chiesa al mondo moderno grazie a una forte partecipazione popolare dovuta alle

sue apparizioni, all’accoglienza nel il Concilio Vaticano II dei rappresentanti di

altre religioni e al riconoscimento dei movimenti cattolici dissonanti. La fase di

“Grande distensione” degli anni 70-75 ha tuttavia come protagonista Nixon, che

vince le elezioni americane nel 68, in un periodo in cui l’egemonia statunitense

viene messa in dubbio dalla guerra in Vietnam e dalla ripresa dell’Unione

Europea.

Nel 70, infatti, la Germania del socialdemocratico Brandt avviò l’Ostpolitik, una

politica autonoma, finché nel 72 le due parti si riconobbero reciprocamente

come stati, mentre le contestazioni del modello americano avvantaggiavano

l’URSS. Kissinger, figura dominante nell’ambito della politica estera durante la

presidenza di Nixon, propose allora la Realpolitik, aprendosi al dialogo con

l’URSS al fine di mantenere l’egemonia, risparmiando sugli armamenti,

stabilendo negli accordi SALT (1 e 2) del 72 un tetto massimo per gli

armamenti, e definendo (nella conferenza di Helsinki del 75) i confini intangibili

dei due blocchi e il riconoscimento e la garanzia dei diritti umani.

Stati Uniti dalla guerra agli anni 60

13.

Negli anni 20, l’USA era una potenza mondiale, ma i governi repubblicani, non

regolando il mercato, causarono una crisi di sovrapproduzione ed una forte

speculazione finanziaria, tanto che la circolazione di azioni divenne maggiore di

quella dei prodotti. Il circolo virtuoso del commercio diventerà vizioso con la

disoccupazione, finché il democratico Roosevelt propose in New deal, una

politica economica che permise di riassorbire la disoccupazione con opere

pubbliche, causando tuttavia l’indebitamento dello Stato per pagare gli stipendi

statali, riassorbiti dalle tasse sull’occupazione.

Eletto nel 32 e poi confermato nel 36, nel 40 e nel 44, nel 45 Roosevelt fu

succeduto da Truman, con il quale la guerra finisce e gli Stati Uniti tornano ad

essere una potenza mondiale. Negli anni 50, gli anni della paura e della guerra

fredda, dopo l’elezione del repubblicano Eisenhower, il conformismo portò ad un

pericoloso isolazionismo mentale. Dopo l’esecuzione dei coniugi Rosemberg,

accusati di essere spie sovietiche, iniziarono gli anni del Maccartismo, con la

caccia alle streghe di McCarthy.

Il puritanesimo si oppose alla baby boom generation che negli anni 60 diede vita

alla stagione dei cambiamenti, in cui i giovani assunsero un atteggiamento


PAGINE

16

PESO

265.41 KB

PUBBLICATO

10 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Informazione, media e pubblicità
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiovannaUrb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Tonelli Anna.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Storia contemporanea

Riassunto esame Storia contemporanea, prof. Tonelli, libro consigliato Il novecento, Detti, Gozzini
Appunto
Riassunto esame Storia contemporanea, prof. Tonelli, libro consigliato Fascismo: storia e interpretazione, Gentile
Appunto
Riassunto esame Storia contemporanea, prof. Tonelli, libro consigliato Falce e Tortello, Tonelli
Appunto
Riassunto esame Logica ed epistemologia della comunicazione, prof. Di Caro, libro consigliato La singolarità è vicina, Kurzveil
Appunto