I moti del 20 e 21 in Italia ed Europa
Dopo la Rivoluzione Francese c'è la Restaurazione che riporta i regimi precedenti, causando scontento tra le popolazioni in tutta Europa. Così nascono in ogni paese società segrete con lo scopo di rivoluzione e di avere un governo democratico.
I moti nascono in Spagna il 1 gennaio 1820, con il rifiuto delle truppe spagnole di partire per l’America a soffocare i governi indipendenti delle colonie spagnole, ritenendo giusta la volontà delle colonie di liberarsi dal dominio del Re di Spagna, e con la richiesta di dare Costituzione e diritti per il popolo. Il Re concesse la Costituzione dopo disordini interni, la situazione degenera e il Re viene preso in ostaggio dai rivoluzionari. Nel 1822, durante un congresso a cui parteciparono la Santa Alleanza e altri governi, si decide di porre fine al Governo Costituzionale in Spagna, e fu dato ordine alla Francia di porre fine alla rivolta spagnola. I francesi vinsero a Trocadero e nell'aprile 1823 liberarono il Re, che revoca la Costituzione, scioglie il Governo e riprende i suoi poteri.
In Italia
In Italia, l’onda di rivoluzione arriva e mette a dura prova i governi, grazie alla massoneria e alla carboneria (società segrete composte da intellettuali, studenti, borghesi) con l'obiettivo di avere indipendenza dai governi stranieri in Italia e formare governi democratici con costituzioni giuste.
Regno delle Due Sicilie
- Napoli: 1820 - la carboneria pianifica una rivolta per chiedere la Costituzione sul modello spagnolo, senza destituire il Re. I rivoluzionari marciano verso Avellino per ottenere la Costituzione, coinvolgendo anche Napoli. Il 6 luglio 1820, Ferdinando I di Borbone concede la Costituzione; pochi mesi dopo però, chiede l'intervento della Santa Alleanza per soffocare i liberali. Nel 1821, le truppe austriache sconfiggono le truppe rivoluzionarie e il Re revoca la Costituzione.
- Palermo: 1820 - il popolo siciliano accolse male l'annessione al Regno delle Due Sicilie, contestando il Re e insorgendo per rivendicare l'indipendenza dal Regno e reclamare Palermo come centro di governo. Nasce così un governo indipendente che ripristina la costituzione del 1812. Pochi mesi dopo, il Re Ferdinando distrugge l'indipendenza siciliana.
Piemonte
La Carboneria, vedendo i cambiamenti che avvenivano al Sud, decide di scacciare il dominio austriaco cercando l'appoggio di un potere forte per la rivolta (Carlo Alberto di Savoia). Nel marzo 1820, vengono issate bandiere italiane a Torino, Vercelli, Alessandria per affermare simbolicamente l'indipendenza; viene emesso un pronunciamento per richiedere una Costituzione su modello spagnolo. Il re Vittorio Emanuele I abdica e la reggenza è temporaneamente affidata a Carlo Alberto, che concede la Costituzione; il re legittimo, rientrato in Piemonte, scioglie il Governo e mandò Carlo Alberto a Novara. Nell'aprile 1820, l'esercito del Re e le truppe austriache sconfiggono i ribelli; Torino è presidiata da truppe austriache per controllare e sopprimere eventuali rivolte. Questi moti di rivolta sono la base per moti e rivolte più forti e organizzati in Europa.
I moti del 30-31
Dove la lotta si chiude in modo positivo per i rivoluzionari, si ha il trionfo della borghesia con il modello liberal-borghese (Francia, Belgio, Inghilterra). La borghesia favorisce una politica liberale. Dove la lotta fallisce (Russia e Germania), si rafforzano le monarchie. I moti segnano il fallimento delle società segrete.
Francia
In Francia, l'opposizione si ribella alla restaurazione della monarchia aristocratica, costringendo il re alla fuga e instaurando Luigi Filippo come re dei francesi per volontà del popolo, nell'agosto 1830.
Belgio
La rivoluzione in Belgio parte dal predominio olandese nel regno Paesi Bassi; scoppia una rivolta nell'agosto 1830; nel 1831 si forma il regno del Belgio.
Inghilterra
In Inghilterra si verificano forti scontri tra conservatori e liberali che si risolvono allargando il numero di elettori, consentendo alla piccola borghesia di partecipare alla vita politica e spazzando via la supremazia elettorale dell'aristocrazia e dei proprietari fondiari.
Italia
In Italia, i moti si sviluppano nella parte centrale del paese ma falliscono; emerge la figura di Giuseppe Mazzini, importante rivoluzionario e cospiratore europeo. Mazzini basa la sua idea sul ruolo civile e religioso del popolo italiano, liberandosi dall'oppressione straniera con una rivoluzione dal basso. Con Giovane Italia e poi Giovane Europa, porta il dibattito sulla situazione italiana in Europa. I tentativi rivoluzionari dal 1831 al 1848 fallirono, poiché l'Europa non favoriva la rivoluzione in Italia. Il popolo italiano non era pronto a supportare Mazzini nella creazione di uno stato unitario.
1848 europeo
I moti del 1848, alla base della crisi economica del 1846-47 in Europa, portano a miseria, disoccupazione e sommosse in tutti i paesi. La risposta dei governi fu la repressione violenta e misure anti-speculative.
Francia
In Francia si verifica uno scontro tra borghesia e proletariato, e appare il socialismo. Scoppia una rivoluzione a Parigi nell'aprile 1848, invocando la repubblica, proclamata il 24 febbraio. A novembre 1848, c'è la repressione del movimento rivoluzionario e l'assemblea vota una costituzione che dava mandato a un presidente della repubblica per quattro anni consecutivi con ampi poteri, scegliendo Luigi Napoleone Bonaparte.
Italia
In Italia, i moti del 1848 portano alla prima guerra d'indipendenza del Risorgimento italiano con rivolte a Venezia e poi a Milano; il re Carlo Alberto concede lo Statuto Albertino al Regno di Sardegna e interviene nella lotta contro l'Austria, per mettersi a capo del movimento nazionale italiano, generando però conflitto con altri stati italiani. Il progetto di Carlo Alberto fallisce e si rinnova il progetto repubblicano dei democratici, che però fallisce per scarso sostegno e divisioni interne.
Risorgimento italiano
Il Risorgimento italiano risente della Rivoluzione Francese. Si afferma l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e vengono fatte serie riforme giudiziarie e amministrative. Si riafferma il potere centrale, l'abolizione del feudalesimo e l'eliminazione di molti poteri delle passate monarchie. Nel 1831 sale al trono del Regno di Sardegna Carlo Alberto, che apre a idee liberali introducendo varie riforme. Nel 1848, Carlo Alberto concede, dopo atti rivoluzionari del 1848, la carta costituzionale (Statuto Albertino), costretto dai liberali. La destabilizzazione delle corti europee e la conversione degli Stati italiani a una forma liberale accelera il processo politico, portando alla formazione di una coalizione di Stati e alla prima guerra d'indipendenza italiana.
La prima guerra d'indipendenza – Unificazione Italia
La prima guerra d'indipendenza indica le linee guida per l'unificazione dell'Italia. La sconfitta della democrazia rilancia il partito moderato con D'Azeglio e poi con Cavour, che guidano il processo del Risorgimento. Vittorio Emanuele II mantiene lo Statuto Albertino, mantenendo ideali liberali. Torino diventa un punto di ritrovo per l'intelligenza liberale italiana, dove si forma un laboratorio politico per il progetto del Risorgimento.
- Il partito moderato
- L'abilità politica e diplomatica di Cavour è fondamentale per l'unificazione dell'Italia: la decisione di prendere parte alla guerra di Crimea, la partecipazione al Congresso di Parigi e la stipula degli accordi di Plombières, portano alla seconda guerra d'indipendenza e all'unità d'Italia.
- La spedizione dei Mille guidata da Garibaldi porta successo tra il 1860 e il 1861 nel processo del Risorgimento, consacrando la dinastia Sabauda come casa regnante nazionale.
- Il Risorgimento è portato a successo da una classe dirigente di rilievo nazionale e una monarchia che accetta i principi liberali.
Unificazione in Germania
Il movimento liberale non ha un ruolo diretto nell'unificazione del paese. Il processo di unificazione è guidato da Ottone von Bismark, che guarda a forze conservatrici e tradizionali.
La destra storica
La destra storica è composta da una classe politica che ha portato all'Unità d'Italia. In realtà, era un centro moderato con lo scopo di rafforzare la costruzione dello Stato e completare l'unificazione del paese. Il 20 marzo 1865, il governo Ricasoli approva una legge di unificazione amministrativa, favorendo la costruzione dello Stato su un modello francese, dovuto anche allo scoppio del brigantaggio al sud.
Brigantaggio
- Bande di briganti nelle province meridionali
- Disagio delle popolazioni meridionali
- Tasse elevate da pagare
- Soppresso dalla Destra storica tra il 1865-66 in modo duro con forte repressione
Completamento dell'Unità d'Italia: i due territori rimasti fuori (Veneto e Venezia Giulia e territori controllati dallo Stato pontificio).
La Sinistra storica
Completata l'Unità d'Italia e ottenuto il pareggio di bilancio nel 1875, la destra storica mostra segni di cedimento. Nel 1876, il governo Minghetti viene messo in minoranza e la destra cede il passo alla sinistra con leader Agostino Depretis.
Programma Sinistra
- Decentramento amministrativo
- Allargamento del suffragio
- Politica fiscale adeguata alle esigenze del paese
- Istruzione obbligatoria e gratuita (1876 Legge Coppino)
Appare in parlamento Andrea Costa, primo esponente del socialismo, nell'ottobre 1882. Depretis vara la formula del Trasformismo, puntando alla costruzione di una coalizione di centro, includendo membri di destra; guidando il paese con accordi su singoli punti, arrestando le riforme dei successivi governi Depretis.
Nel maggio 1881, la Francia instaura un protettorato in Tunisia, isolando l'Italia a livello diplomatico. Nel maggio 1882, l'Italia firma il trattato della Triplice Alleanza, programma ideato dal cancelliere tedesco Otto Von Bismark, con Germania e Austria-Ungheria; trattato difensivo, gli alleati sarebbero intervenuti a fianco dell'Italia in caso di attacco francese.
La politica estera della Sinistra ha un'ostilità antifrancese, culmina nel 1887 con la Tariffa doganale, proteggendo i prodotti della nascente industria italiana, colpendo le merci di importazione. Nel 1885, l'Italia si espande in Etiopia, portando a tensione con il governo etiopico e nel gennaio 1887 alla sconfitta di Dogali dell'esercito italiano. Muore Depretis, e il nuovo presidente del consiglio è Francesco Crispi, nell'agosto 1887.
Francesco Crispi
- Azione verso un forte sentimento antifrancese e ammirazione per lo stato tedesco
- Politica ispirata a Bismark
- Accentua l'autorità dello Stato italiano, favorisce riforme amministrative per sviluppare il paese
- 30 dicembre 1888: legge comunale e provinciale, concedeva il voto ai cittadini maschi di 21 anni
- Legge su igiene e sanità pubblica
- 17 luglio 1890: legge opere Pie
Approvato il codice penale, che aboliva la pena di morte, riprende l'impegno coloniale in Africa, nel 1889-1890: trattato Ucciali, tra Italia ed Etiopia, che riconosceva le conquiste italiane in Eritrea proclamandola come colonia. Crispi affronta la crisi economica interna, la Camera rifiuta la politica di inasprimento fiscale, portando alla caduta di Crispi nel gennaio 1891, va al potere Giolitti, che si deve dimettere poi per lo scandalo della Banca Romana. Nel 1893 torna Crispi, che accentua ancor più l'autorità del suo governo; reprime il movimento dei fasci siciliani e vara leggi antianarchiche molto restrittive; rilancia una politica coloniale aggressiva. Nel 1895, l'Italia riprende l'opera di penetrazione in Eritrea; dopo due sconfitte pesanti dell’esercito italiano, scoppiano tumulti in Italia, portando alle dimissioni di Crispi.
Sistema alleanze bismarkiano
Dal 1871 al 1890, il periodo del sistema bismarkiano vede il cancelliere prussiano Ottone von Bismark cercare di realizzare un ramificato sistema di alleanze, che serviva per isolare la Francia e mantenere la pace in Europa permettendo alla Germania di diventare una potenza industriale.
Ottobre 1872: il primo Dreikaiserbund (patto dei tre imperatori) tra Germania, Russia e Austria-Ungheria; patto ideologico per regolare le rivalità tra i tre paesi nei Balcani. Nel 1875: rivolta in Bosnia, guerra tra l'impero Ottomano e la Serbia. Nel 1877: sconfitta della Serbia, porta all'intervento russo contro l'impero Ottomano. Nel 1878: Pace di Santo Stefano, la Russia vince; si crea lo stato bulgaro, l'indipendenza della Serbia e della Romania. Nel 1878: interviene l'Inghilterra chiedendo la convocazione di un congresso per sistemare l'area balcanica e ostacolare l'espansione russa (Congresso di Berlino). Nel 1879: Trattato di alleanza tra Germania e Austria-Ungheria, stabilisce un'alleanza difensiva per un eventuale attacco russo; il trattato serve a Bismark per moderare l'aggressività russa e dell'Austria-Ungheria nei Balcani. Nel 1881: il secondo Dreikaiserbund, tra Germania, Austria-Ungheria e Russia, divideva l'influenza sui Balcani e la neutralità dei due paesi alleati in caso il terzo intervenisse in guerra. Nel 1882: Bismark si occupa poi delle tensioni tra Italia e Austria-Ungheria; i rapporti sono tesi; cerca di attrarre l’Italia nel sistema di alleanze, portando alla stipula del contratto della Triplice alleanza, fino allo scoppio della prima guerra mondiale. Nel 1884: rinnovo del Dreikaiserbund, ma senza successo. Tra il 1885-1886: guerra tra Bulgaria e Serbia per territori. Nel 1887: rinnovo del trattato della Triplice alleanza, obiettivo mantenere la pace e proseguire l'isolamento francese, trattato di controassicurazione tra Russia e Germania, per evitare un riavvicinamento della Russia con la Francia. Nel 1888: anno di svolta per Bismark, il nuovo imperatore tedesco Guglielmo II vuole una politica estera più aggressiva e in prima persona, andando contro Bismark. Nel 1890: dimissioni di Bismark da cancelliere.
Italia da crisi fine secolo a Giolitti
L'uscita di scena di Crispi porta a instabilità politica, un ritorno a un'interpretazione restrittiva dello Statuto Albertino e una politica repressiva verso le proteste sociali, che culmina con tumulti a seguito dell'aumento del prezzo del pane, fermati con violenza. Il marchese Di Rudinì abbandona la guida del paese e gli succede il generale Pelloux, che mantiene il controllo ancora con misure repressive, limitando il diritto a sciopero, stampa e associazione; porta a reazione dei gruppi di estrema sinistra con ostruzione parlamentare per più di un anno; Pelloux in difficoltà, indice votazioni per giugno 1900, sfavorevoli per lui e il suo governo, e si dimette.
Il governo è affidato al senatore Saracco, che però non rassicura gli animi, anzi a luglio 1900 il re Umberto I cade vittima di un attentato, organizzato dall’anarchico Gaetano Bresci. Nel 1901, il governo Saracco cade e sale il governo Zanardelli con Giolitti ministro dell'interno, per far fronte alle proteste popolari. Il governo vara molte riforme sociali: ufficio del lavoro, tutela del lavoro femminile e minorile, consiglio superiore del lavoro. Zanardelli, malato, lascia il governo a Giolitti, che guida il paese fino al 1914 (Italia Giolittiana).
Giolitti
- Non usò mai la forza per manifestazioni e scioperi, cerca di favorire migliori condizioni lavorative e progresso industriale del paese.
- Aumenta i salari, abbassando il conflitto sociale.
- Cerca sempre il dialogo con il Psi e con i cattolici che volevano partecipare alla vita politica del paese.
- Liberazione di Roma dopo la guerra franco-prussiana, con la Francia sconfitta, il Papa non aveva più protezione.
- Perfeziona il trasformismo, riuscendo a controllare il parlamento per molto tempo.
- Quando sentiva avere meno consenso, preferiva uscire di scena per un po’ lasciando il posto a luogotenenti.
- Vuole un ruolo maggiore dello Stato nell’economia, per favorire anche l’industria nazionale e risollevare il meridione.
- Cambia politica estera, favorita da Vittorio Emanuele III, che voleva rilanciare i rapporti con la Francia.
Entente cordiale e Triplice intesa
Tra il 1891 e il 1894, la Francia e la Russia si riavvicinano, arrivando ad un'alleanza militare ed economica. Trovano accordo nella decisione dei francesi di accettare la richiesta russa per investimenti verso l'Impero zarista, che servivano per avviare lo sviluppo industriale e completare l'opera gigantesca della Transiberiana. Trovano un accordo militare per contrastare il pericolo Germania.
Intesa Francia-Gran Bretagna
- Firma dell'Entente cordiale
- Dopo essere state nemiche soprattutto nella corsa al dominio coloniale
- Nel 1901, la salita al trono inglese di Edoardo VII riavvicina correnti francesi nella politica inglese, dopo tentativi falliti di accordi anglo-tedeschi.
- Nel 1904, viene raggiunta un'intesa cordiale che risolveva i contrasti sulle colonie in Africa; l'Inghilterra aveva riconosciuta influenza su Egitto e la Francia riconosciuta influenza su Marocco.
La Francia esce dall'isolamento diplomatico, costretta di fronte a un contesto internazionale mutevole.
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