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Storia contemporanea

Introduzione

Concetti ed eventi alludono ad eventi a lungo periodo che cambiano significato nel corso del tempo; rivoluzione- liberalismo, democrazia, socialismo- cittadinanza, suffragio- classi sociali- colonialismo e imperialismo- guerre- democrazie e totalitarismi- comunismi- il riassetto internazionale dopo Norimberga- guerra fredda e decolonizzazione (focus su America Latina)- Medio Oriente- Italia repubblicana- concetti ed eventi che spesso alludono a fenomeni di lunga durata.

La storia è tutta storia contemporanea- “solo un interesse della vita presente ci può muovere ad indagare un fatto- teoria e storia della storiografia, passato” (B. Croce, 1916) “Il bisogno pratico, che è nel fondo di ogni giudizio storico, conferisce a- ogni storia il carattere di storia contemporanea, perché, per remoti e remotissimi che sembrino cronologicamente i fatti che vi entrano, essa è, in realtà, storia sempre riferita al bisogno e alla situazione presente, nella quale quei fatti propagano le loro vibrazioni” (B. Croce, come azione, 1938) Croce scriveva durante la guerra e durante il fascismo.

La storia contemporanea

“La storia della civiltà è la ricerca, fra le coordinate del passato, di quelle che rimangono ancora valide” (Fernand Braudel, 1963: lezione delle Annales). Libro rivoluzionario: supera l’eurocentrismo, ricercando nei secoli passati le costanti utili a comprendere il mondo attuale appartiene alla corrente storica di Annales (rivalutare la storia degli eventi inserendo un aspetto economico-politico).

Alcuni concetti, come democrazia, suffragio ecc, sono coordinate che ancora oggi le riteniamo avere una loro validità. Libro rivoluzionario perché parla del mondo contemporaneo ma uscendo da una visione eurocentrica (cerca le costanti per capire il mondo attuale) “L'incomprensione del presente cresce fatalmente dall’ignoranza del passato” (Marc Bloch, Apologia della storia o mestiere di storico, 1941, postumo 1949) “è vano affaticarsi a comprendere il passato, ove nulla si sappia del presente”.

Oggetto della storia sono “gli uomini che la Storia vuol cogliere. Chi non vi riesce non sarà mai altro, nel migliore dei casi, che un manovale dell’erudizione. Il buon storico, lui, somiglia all’orco della fiaba. Là dove fiuta la carne umana, là sa che è la sua preda”. Riflessione sul mestiere dello storico: l’incomprensione del presente nasca dall’ignoranza del passato, ma è inutile fare ricerche nel passato se non abbiamo piedi nel presente.

Fonte: qualsiasi cosa che permetta di ricostruire un determinato momento storico e deriva da un certo periodo storico. Il problema sta nel riconoscimento delle fonti in storia contemporanea: le fonti esplodono.

Periodizzazione

Sta venendo meno la distinzione tra antichità, medioevo, modernità e contemporaneità. La nozione di Medioevo è stata elaborata durante il Rinascimento per evidenziare la transazione da antico e moderno (giudizio politico-morale). Lo schema a 3 fasi (antico, moderno, medievale) si afferma a fine 600 ma si vanno gradualmente ad aggiungere altri periodi.

Rivoluzione americana (17769 dove la collochiamo? Nel testo di Turi non c’è perché appartiene all’età moderna ma prelude alla nascita del primo stato democratico. Periodizzare è un esercizio convenzionale (le date che usiamo per periodizzare sono date simboliche), arbitrario (lo storico ci mette della propria soggettività) e schematico (molto difficile individuare sul calendario un periodo).

Turi usa una periodizzazione tipica del mondo europeo occidentale (mondo che si incontra e si scontra con altri mondi). La cosiddetta world history studia il confronto e interrelazioni tra mondi e società nel corso della storia. Il mondo europeo si estende nell’800 ed esporta anche un modello occidentale che ha come baluardo il capitalismo e liberismo (no modello vincente).

Periodizzazione: esercizio convenzionale, schematico, arbitrario.

  • Convenzionale: le date individuate come periodizzanti hanno un valore simbolico.
  • Schematico: inizio/fine di un fenomeno raramente determinabile nel calendario.
  • Arbitrario: lo storico compie un’operazione soggettiva, scegliendo determinati eventi, scartandone altri.

Periodizzazione di Turi relativa al mondo europeo occidentale, che si incontra/scontra con altri mondi e che nell’800 estende il proprio raggio di influenza, esportando un modello imperniato sui principi originari del capitalismo e del liberalismo. Questo modello non è divenuto egemone.

La periodizzazione serve a dare ordine al passato, rendendolo intellegibile: rende i fatti “pensabili” (K. Pomiam, 1984). La storia è scienza del contesto: coordinate di spazio e tempo nel fluire degli eventi si individuano le cesure che segnano il passaggio da una fase storica all’altra, dotate di alcuni “caratteri originali” diversi da quella precedente.

Ogni periodizzazione è legittima, ma riflette una interpretazione, un’attribuzione di significato.

Voltaire è stato anche uno storico e ha dato una critica alla periodizzazione fondata su “Il secolo di Luigi XIV”: criteri dinastici, scrivendo nel 1752 vuole fare la storia di una epoca, quindi deve distinguerla da altre epoche. Il secolo di Luigi XVI non è proprio un secolo ma piuttosto l’età felice del Re Sole (La quarta età felice: Alessandro Magno, Cesare e Augusto, Rinascimento).

Al centro della storia non c’è più la storia delle battaglie o diplomatica (oltre gli eventi politici), ma anche una storia della cultura, economica e sociale. Nel corso dell’ottocento si affermano gli stati nazionali, lo studio della storia quindi va di pari passo con il potere (storia e politica si avvicinano mentre nell’Illuminismo c’era una idea di cosmopolitismo).

800: riprende vigore la storia politica e diplomatica, in coincidenza dell’affermazione degli Stati-nazione (storiografie nazionali legittimano potere). Affermazione del positivismo e del metodo storico: ruolo della scienza storica tedesca; Croce nel 1917 porta in Italia le principali nozioni della scienza storica tedesca.

Periodizzazioni nei tornanti dei secoli: molte proposte alla fine del ‘900, quando con la caduta del muro di Berlino e la dissoluzione dell’Urss pare davvero chiudersi un’epoca. Oggi è normale guardare oltre gli eventi politici, a fenomeni di più lunga durata - economici, sociali, demografici, culturali o religiosi - “misurati” con i concetti di “età” o di “era”.

Oggi si tende a guardare al di là degli eventi politici, questo fa sì che si possa periodizzare attraverso delle etichette (età = periodo delimitato; era = qualcosa che è più difficile da individuare l’inizio e la fine).

Gli storici non contemporanei danno definizioni per differenza rispetto alle epoche e precedenti e alla luce delle successive: gli storici dell’antichità sanno ciò che è accaduto dopo, gli storici del tempo presente no (J. Le Goff). Velocità del cambiamento tipico del mondo contemporaneo e rende difficile riconoscerne i tratti peculiari, moltiplica i punti di vista, stimola nuove periodizzazione, ne smentisce altre.

La storia contemporanea inizia quando i problemi attuali assumono per la prima volta una loro chiara fisionomia (Barraclough): partire dai tratti di fondo del presente, risalendo indietro nel tempo per capire quando sono iniziati i loro processi di formazione, che appaiono in continuità con il mondo attuale più che con le epoche precedenti.

Periodizzazione a lungo dominante a scuola (R. Villari, Storia Contemporanea, 1970) e all’università: l’età contemporanea inizia nel 1815 col Congresso di Vienna.

Punti deboli:

  • Dimensione europea
  • Predomina la storia politico-istituzionale e diplomatica
  • Colloca all’origine degli stati-nazione europei la fine/repressione della Rivoluzione Francese

Congresso di Vienna: porta nuovamente a privilegiare gli stati-nazione, i criteri di legittimità e di equilibrio (restaurazione). Partire dalla sconfessione dei principi rivoluzionari, parte con un’impronta che dà importanza alla politica, alle istituzioni ecc. Questi criteri di legittimità di equilibrio si rivelarono incapaci nel corso dell’800 di contenere le rivendicazioni liberali e col tempo democratiche, quindi dovrebbe iniziare col 1848 rivoluzione che rivela che questi criteri non possono essere perseguibili (moti rivoluzionari).

Periodizzazioni mai neutre se facciamo iniziare i secoli con:

  • 700: col 1715 (morte di Luigi XIV) enfatizziamo la fine dell’assolutismo, l’avvio di una crisi di sistemi politici che poi sfoceranno nella Rivoluzione francese
  • 800: col 1815 (Congresso di Vienna) fine esperienza
  • 900 con il 1900: non cogliamo la cesura della Grande Guerra

La storia contemporanea trae origine e fondamento nei principi democratici proclamati nel 1789 (RF) e nel modo di produzione industriale capitalistico affermatosi in Inghilterra nello stesso periodo. RI e RF sono eventi che si sono sviluppati indipendentemente ma sommano i loro effetti. Rivoluzioni perché così furono percepite dai contemporanei. Fine ancien régime. Basi di una nuova società. Lo Stato è sempre identificato col sovrano, ma questo riceve legittimazione dalla volontà popolare (nazione: Rousseau), non più da Dio.

Age of revolutions 1789-1848

HOBSBAWM, (1962) ge of Concetto della duplice rivoluzione è stata sistematizzata da Hobsbawm (A revolution 1789-1848). Duplice rivoluzione: unico processo di rivoluzione, come un vulcano con due crateri. Cratere della rivoluzione industriale: sistema di fabbrica, classe operaia. Cratere della rivoluzione francese: opinione pubblica; partito; nazione; cittadinanza; liberalismo; democrazia.

Il concetto di duplice rivoluzione comunque non è di HOBSBAWM ma lo troviamo anche in: “1. Come in Francia fu Egels, La situazione della classe operaia in Inghilterra, 1845 la politica, in Inghilterra fu la rivoluzione industriale e il movimento della società borghese in generale a trascinare nel vortice della storia le ultime classi ancora sprofondate nell’indifferenza verso gli interessi generali dell’umanità”.

2. Da un secolo all’altro: “Non possiamo dare dei secoli Antonio Labriola, un’accezione sol cronologica: l’età liberale non inizia nel 1801 ma è inaugurata da alcune “catastrofi”: Rivoluzione americana, Rivoluzione industriale, Rivoluzione francese”

Trilogia di Hobsbawm sul lungo ‘800:

  • Age of revolutions 1789-1848 (1962)
  • Age of capital 1848-1875 (1975: trad. it. “trionfo della borghesia”)
  • Age of empire 1875-1914 (1986)

“Pace dei cento anni” (1814-1914) ma varie guerre. Le due forze egemoni del lungo ‘800: capitalismo e società borghese. Capitalismo: capacità di crescita economica e di penetrazione globale. Società borghese: forma in cui si concretizzano i principi liberali. Protagonisti del lungo ‘800:

  • Borghesia
  • Stati-nazione
  • Progresso economico e tecnologico in apparenza illimitato
  • Egemonia dell’Europa: economia capitalistica a scala planetaria conferisce alla storia una dimensione mondiale (Occidente conquista il globo)

Proposta di periodizzazione di Hobsbawm: guerra franco prussiana (DA SAPERE! È l’esemplificazione del conflitto che tra 800 e 900 abbiamo tra visioni diverse e tra concetto di ius sanguinis e ius soli) Hobsbaw “Age of extremes”.

Scritto nel 1994 quindi a caldo, subito dopo degli eventi che portano gli storici a fare nuove analisi. Giudizio morale perché esamina le caratteristiche di capitalismo e comunismo. Canone di interpretazione il marxismo: ascesa, consolidamento, crisi e dissoluzione del socialismo/comunismo e suo confronto col capitalismo extremes. Sono alcuni binomi: es. sviluppo ed emancipazione vs brutalità/efferatezza.

La periodizzazione di HOBSBAWM:

  • Età della catastrofe (31 anni di guerra mondiale, dalla I alla II) alcuni storici la chiamano la guerra civile europea ma Hobsbawm fa una storia contemporanea
  • Età dell’oro (1947-73) fine di un periodo, energie non sono illimitate
  • Età della frana (1973-1991)

Limite del libro di Hobsbawm: sottovaluta il ruolo del fascismo italiano come modello politico a cui si sono ispirati altri governi; a lui interessa il confronto tra capitalismo e comunismo, il fascismo lo mette in campo capitalistico ma dovrebbe essere un triangolo del confronto tra sistemi politici. Polarizza troppo lo scontro capitalismo – comunismo. Quadro fosco della frana (fine degli anni 70 in cui in realtà ci sono stati molti progressi). Dissoluzione dei grandi imperi multietnici (Jugoslavia- Urss): la dissoluzione per lui rivelano che il fattore nazionale sarà sempre meno importante e si arriverà a un periodo che consentirà uno sviluppo pacifico della nazione; la crisi dei Balcani, come nel 1914, è il luogo dove scoppiano i nazionalismi e comprimono le varie realtà multietniche; crisi internazionale (Croazia1991, Bosnia 1992 ecc.).

Guida alla storia contemporanea

G. Barraclough, 1964 (lettura anglo-centrica). Proposta di periodizzazione: fase di transizione e contemporaneità e lui fa coincidere col tempo presente (anni 60). Transizione alla contemporaneità: 1890-1960.

Elementi che permettono la differenza tra moderno e contemporaneo:

  • Rivoluzione industriale: c’è uno sviluppo tecnologico, ruolo dello stato
  • Grandi rivoluzioni sociali (riv. Russa e Cina) e società di massa
  • Nuovo imperialismo (avvio dicotomia sviluppo e sottosviluppo)

Storia contemporanea: dagli anni 60 del 900 ha come caratteristiche ridimensionamento dell’Europa, dualismo tra superpotenze USA e URSS, decolonizzazione, rivoluzione “termonucleare”.

Arno J. Mayer: Il potere dell’ancièn regime fino alla prima guerra mondiale

Arno J. Mayer, 1981 rovescia l’immagine di un mondo moderno che domina un vecchio mondo in ritirata: il vecchio ordine europeo è nell’800 ancora preindustriale e pre-borghese. Categoria della “persistenza”. La Grande Guerra è prodotta dalla resistenza delle forze dell’antico regime, indebolite dallo sviluppo del capitalismo ma ancora consistenti. La guerra e la Rivoluzione d’Ottobre minano le fondamenta del vecchio ordine: che seppe riprendersi, aggravando la crisi generale dell’Europa, patrocinando i fascismi, contribuendo al riemergere della guerra totale. 1914-1945: guerra dei trent’anni del ‘900.

Secolo breve o epoca lunga?

Novecento. I tempi della storia, a cura di Claudio Pavone, 2008. Epoca lunga: anni ‘50-’60 dell’800-anni ‘60-’80 del ‘900.

  • 1860-1895 – età industriale, ascesa del capitalismo (fordismo, movimento di persone e merci, produzione in serie, tripolarità banca-Stato-trust), organizzazione territoriale centrata sullo Stato-nazione.
  • 1895-1933 - guerre tra Stati-nazione (imperialismo, guerre in Asia e America Latina, Grande Guerra).
  • 1933-1973 – declino dell’Europa.

Il ‘900 finisce con la crisi petrolifera del 1973: internazionalizzazione e decentramento delle forze economiche e finanziarie (fine del fordismo e III Rivoluzione industriale; beni immateriali e telecomunicazioni), globalizzazione. Il secolo-mondo.

Marcello Flores: Storia del Novecento

Marcello Flores, Il Mulino 2002. 11.9.2001, tra identità e globalismo Epilogo (2005): al centro le dinamiche e le tensioni tra centri e periferie del globo, largo spazio all’extraeuropeo. Nuova “gerarchia” delle vicende, perdita di centralità dell’Europa: 11.9.2001 esemplifica la drammaticità del confronto/scontro tra Occidente e Oriente.

Occidentalismo: mutuato, per opposizione, da quello di orientalismo (Edward Said, Orientalismo. L’immagine europea dell’Oriente, 1978): “conquista” da parte di una civiltà, militare economica e “morale”, che muta nel corso del tempo i propri valori: il sistema di vita occidentale non è “universabile”.

È valida una periodizzazione che parta dalla civiltà industriale e dall’affermazione della democrazia alla fine del ‘700? È un’epoca aperta o può considerarsi conclusa o in via di conclusione a partire dagli anni ‘70 del ‘900? ‘800: supremazia dell’Europa - ‘900: supremazia dell’Occidente. A lungo la civiltà europea considerata un’eccezione nella storia del mondo, valutando le altre “per differenza” rispetto al modello occidentale.

World history e global history

World history: pone al centro le connessioni e gli scambi tra i popoli, adottando un approccio comparativo. Global history: parte dal presente (globalizzazione) per esaminare gli elementi di interconnessione. La parola globalizzazione: la globalizzazione è un fenomeno che si inizia a rivelare in linea di massima negli anni 80 del 900, che dal punto di vista della periodizzazione coincide con la crisi petrolifera- crisi del sistema mondo. La parola globalizzazione nasce più o meno come categorie di interpretazione del mondo negli anni 80, quando le scienze sociali si interrogano su...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher milona94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Tacchi Francesca.
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