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Appunti di Storia Contemporanea Appunti scolastici Premium

Appunti presi in classe durante il corso della professoressa Tacchi.

gli appunti sono l'integrazione basata sulle slides con un approfondimento sull'America Latina, Rivoluzione Russa e Guerra Fredda ( queste due trattate dal Prof. Borelli).

voto finale: 30/30

Esame di Storia contemporanea docente Prof. F. Tacchi

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ESTRATTO DOCUMENTO

Il diffondere nel pubblico per via di giornali, che si succedano a

brevi intervalli, la sociale filosofia de’ costumi, e gli studj del

bello, è opera sommamente ardua in se stessa, né abbastanza

pregiata per lusingar sempre i buoni scrittori ad assumerne la

fatica. […] Di qui finalmente nato il sospetto presso non pochi, che

i giornali sieno speculazioni mercantili calcolate su l’ignoranza

di chi scrive e su quella di chi legge […].

Non è d’uopo di lungo discorso per dimostrare, come siffatta

avversione ai giornalisti ed ai giornali sia spinta al di là d’ogni

giusto confine. Quando Addisson e Steele, quando Verri e

Beccaria… fecero dono di ottimi giornali all’Inghilterra, all’Italia, …

noi stimiamo che ben meritassero non solo della repubblica

letteraria, ma della sociale pur anco. […]

Già tempo il vero sapere era proprietà riservata ad alcuni pochi, i

quali di tanto in tanto degnavano farne parte ai meno dotti di loro.

Antologia di Vieusseux (Firenze 1821-1833)

Mensile, gode della relativa mitezza della censura granducale

- Programma: formazione civile degli italiani, riforme, circolazione delle conoscenze.

- Vi collabora la “collezione italiana dei bei frutti dell’ingegno”.

Idea dell’utilità morale della letteratura (funzione pedagogica).

-

Il Politecnico Carlo Cattaneo, mensile Milano, 1839-44; 1859-69

Io sono giornalista; il che vuol dire uomo che sta lì al giorno

al giorno. Le cose della settimana scorsa per me sono cose

morte, stramorte, antiche come le mummie (C. Cattaneo)

Sotto un titolo che ad alcuno sembrerà per avventura ambizioso,

noi divisiamo annunciare la più modesta delle intenzioni, quella

cioè di appianare ai nostri concittadini con una raccolta periodica la

più pronta cognizione di quella parte di vero che dalle ardue

regioni della Scienza può facilmente condursi a fecondare il

campo della Pratica, e crescere sussidio e conforto alla

prosperità comune ed alla convivenza civile.

[…] obbedienti alla voce del secolo che preferisce allo splendore

delle teorie i pazienti servigi dell’Arte […] noi intendiamo farci

quasi interpreti e mediatori fra le contemplazioni dei pochi e le

abitudini dei molti […]

Figlie delle scienze matematiche e fisiche si schierano qui tutte le

Arti produttive e salutari, ad alcune delle quali soltanto il costume

invalso restrinse il nome di Politecniche, quantunque

indebitamente.

Società segrete: modello della massoneria di origine illuministica; organizzazioni a

compartimenti stagni, obiettivi ultimi conosciuti solo dai vertici (reclutamento sp. nei ceti

medio-alti, ufficiali delle armate napoleoniche, liberi professionisti, studenti)

Carboneria: una delle sette più diffuse in Italia e in altri paesi dell’Europa

- meridionale: richiesta della Costituzione, organizza i moti del 1820-21

Oltre alla Costituzione: obiettivo politico diretto (indipendenza nazionale)

- Egemonia degli ufficiali dell’esercito (es. Russia decabristi nel 1825, Grecia 1830

- indipendenza da Impero ottomano).

Moti rivoluzionari del 1830-31

Francia: 1824 Carlo X, colpo di stato 1830 con le 4 ordinanze

Reazione liberale, egemonia borghese (banchiere Jacques Laffitte, poi pres.

- Consiglio 1830-31): alta borghesia degli affari, intellettuali e aristocratici liberali:

liberalismo moderato contro la reazione monarchica e contro il popolo parigino

les trois glorieuses:

tre giornate di luglio – cacciata di Carlo X.

Luigi Filippo d’Orléans proclamato dal Parlamento «re dei francesi per volontà della

nazione»: compromesso tra i principi monarchici, del 1789 e gli interessi dei ceti medi

«monarchia di luglio» durò fino al 1848 ed ebbe grande influenza in Europa

- Legge elettorale abbassa il censo, Costituzione “concessa” ma riconosce libertà di

- stampa e religiosa, obbligo della scuola elementare maschile

- Fine della Restaurazione, affermazione del principio di nazionalità

Una società di notabili

Fra i notabili troviamo i più influenti in città per censo o per status sociale e cultura, cui si

unirono borghesi e aristocratici che traevano la loro ricchezza dall’agricoltura e

dall’industria, in un periodo di sviluppo economico

Due storici, Adolphe Thiers e François Guizot (ministro e pres. del Consiglio)

- attuano una politica moderata a difesa del mondo degli affari e delle classi medie:

juste-milieu

Rivoluzione di Luglio sollecita moti rivoluzionari in Europa

Crisi della Carboneria: per Mazzini un errore non aver propagandato l’ideale nazionale

unitario fra il popolo;

Giovane Italia (1831): obiettivi resi pubblici per fare proselitismo

- 6 numeri. Sulla “condizione politica, morale e letteraria dell’Italia, per la sua

 rigenerazione”.

“Ma voi, che solitari, o perseguitati sulle antiche sciagure della nostra patria

 fremente, perché non raccontate alla posterità i nostri mali? Alzate la voce

in nome di tutti, e dite al mondo, che siamo sfortunati, ma né ciechi, né

vili.Scrivete. Perseguitate con la verità i vostri persecutori” (U.

Le ultime lettere di Jacopo Ortis,

Foscolo, 1802)

Popolo: non una categoria sociale, insieme di quanti condividono il progetto nazionale e

democratico, es. artigiani. Binomio «pensiero e azione» lega educazione del popolo e

iniziativa insurrezionale, per realizzare una repubblica unitaria.

America Latina

Declino della Spagna: rivolte dei creoli (bianchi discendenti dai coloni), élite sociale

(proprietari terrieri) esclusa dalle maggiori cariche politiche.

Rivolta delle truppe spagnole a Cadice nel 1820

1810-1828: indipendenza Paraguay, Argentina, Cile, Repubblica degli Stati Uniti di

Colombia (Venezuela, Colombia ed Ecuador, pres. Bolivar 1819, poi si scinde), Perù e

Bolivia (Simón Bolìvar) Messico, Guatemala, Salvador, Honduras, Nicaragua e Costarica

Unico possedimento spagnolo resta Cuba (fino a guerra con Usa 1900)

-

Colonie portoghesi: indipendenza del Brasile 1822 è una concessione

Tentativo fallito di Bolivar di creare confederazione (modello Usa): America Latina

produce per esportazione (metalli preziosi, rame, cacao, zucchero), di cui Inghilterra

vuole controllare il commercio

Stati Uniti

Egemonia in America Latina: dottrina Monroe (1823): Usa non interferiranno in affari

europei a condizione di nessun intervento armato e ingerenza nella creazione di colonie

nel continente americano: premesse della politica statunitense di espansione

commerciale e territoriale nella zona

USA come “nazione” ed entità territoriale/politica: post guerra civile (1865), secondo

un processo di aggregazione:

1776 13 Stati della costa atlantica

- metà ‘800 31 Stati (Lousiana acquistata da Francia 1803, Florida dalla Spagna

- squatters

1819, colonizzazione del Far West; agli riconosciute nel 1841 le

proprietà occupate a danno degli indiani): spirito dei pionieri, ideologia della

frontiera, sostegno dei missionari protestanti

1845 annessione Texas, guerra con Messico 1845-48 (New Mexico e California:

- oro), acquisto nel 1867 Alaska dalla Russia

Rapida espansione urbanistica al nord (crescita demografica), attività commerciali e

industriali: libero mercato del lavoro, protezionista

Nel Sud agricolo piantagioni di cotone e di tabacco; manodopera schiavistica, liberista

(per collocare in Europa il cotone greggio)

Al nord egemonia dei federalisti, membri della borghesia industriale che voleva un forte

potere centrale federale per controllare lo sviluppo economico; i repubblicani chiedono

autonomia statale

- Dal federalismo al partito democratico, nel 1854 partito repubblicano

- Carattere mutevole e spesso intercambiabile dei due partiti

L’Inghilterra delle «due nazioni»

Combinazione tra repressione e aperture liberali per controllare gli effetti

sconvolgenti della RI

Corn Laws 1815 proteggono la produzione interna dalla concorrenza estera,

- salvaguardando gli interessi dei proprietari terrieri

Combination Acts:

Abolizione dei nascita di associazioni operaie e sindacati di

- mestiere (Trade Unions)

1829: riconosciuti ai cattolici gli stessi diritti politici dei protestanti (Irlanda)

- 1833: abolizione della schiavitù nelle colonie

- 1834 Poor Law: sussidi subordinati a internamento dei disoccupati nelle

- workhouses

Due nazioni o due popoli, vivono “su due pianeti diversi” (deputato conservatore e futuro

primo ministro, Benjamin Disraeli, 1845).

Movimento del CARTISMO,1838

Suffragio universale maschile, voto segreto, rinnovo annuale della Camera

- elettiva, abolizione dei limiti di censo per essere eletti, retribuzione dei deputati

per renderli più indipendenti, circoscrizioni elettorali che permettano una

rappresentanza equilibrata tra città e campagna

Petizioni per far approvare la People’s Charter respinte, ma governo incoraggia

- accordo imprenditori-trade unions

Inghilterra non coinvolta nei moti del 1848: i liberisti spingono il governo conservatore ad

Corn Laws

abolire le nel 1846 (carestia in Irlanda mette in dubbio l’efficacia del

protezionismo)

giornata lavorativa di 10 ore (1847), prima che la rivoluzione del 1848 la introduca

- in Francia

nel movimento operaio prevalgono le rivendicazioni economiche: le ricchezze

- derivanti dalle colonie e dal commercio mondiale favoriscono lo strato privilegiato

di lavoratori specializzati, un’aristocrazia operaia: politica moderata, rinunciando a

contestare il sistema capitalistico e facendo propri i valori delle classi medie

Età della Restaurazione: anche età del liberalismo

Moti del 1820-21 e rivoluzione del 1830 in Francia: visione generale dei diritti degli

individui e dei cittadini nata nel 1789

La libertà degli antichi paragonata a quella dei moderni

B. Constant, , 1819: Per gli

- antichi la libertà consisteva nella partecipazione diretta agli affari pubblici; nella

società più complessa dei moderni consiste nella libertà del singolo di esprimere

idee, associarsi, avere proprietà, farsi rappresentare, secondo i principi dell’89:

libertà da libertà di

un potere esterno, agire in modo autonomo

Sulla libertà,

John Stuart Mill, 1859: Davanti alla tendenza della società moderna a

- “diminuire il potere dell’individuo”, la libertà è il principio motore delle differenze

di opinione e della loro possibilità di espressione, trovando un limite solo nella

libertà degli altri. Ciò vale anche per la donna, anche nei rapporti familiari. Unica

eccezione (Mill esponente della potenza imperiale, funzionario della Compagnia

delle Indie) è il rapporto coloniale.

Limiti del liberalismo: il principio universale di liberazione dell’individuo vale solo per i

proprietari: tutta la società si arricchirebbe nel libero confronto delle opinioni e delle

iniziative individuali

Liberismo: parte integrante dell’idea liberale

Liberalismo: affermazione dello Stato di diritto, soggetto a una legge che esso stesso si

è data, retto da una Costituzione e da un parlamento. In nome di questi principi si

afferma la separazione dei poteri e la riduzione delle funzioni dello Stato al minimo

indispensabile

Battaglia per la libertà di stampa: i liberali si rivolgono all’opinione pubblica, che a sua

volta si fa sentire attraverso i giornali

I principi della RF restano nelle costituzioni ottocentesche nonostante la censura

- (preventiva e repressiva): la molla della rivoluzione di luglio in Francia è

l’ordinanza sulla stampa…

Statuto albertino - 4 marzo 1848: da considerare insieme al I editto sulla

- stampa (30.10.1847: abolita la censura ecclesiastica) e al II editto

(26.3.1848: elenco dei reati a mezzo stampa in base al cp sardo 1839)

gerente responsabile (al posto del direttore)

 possibilità di rettifiche (e ne determina gli spazi)

 (Sillabo Errori riguardanti il

Rapporto liberalismo-Chiesa: chiusura 1864, par.

liberalismo odierno, Pio IX)

I nemici del liberalismo:

1. Movimento democratico, emerso nel 1848

2. Socialismo, che identifica liberalismo e borghesia

l liberalismo si batte per un’uguaglianza di diritto ma non di fatto, per libertà formali

che non tengono conto delle disuguaglianze sociali

principio di libertà confligge con quello di uguaglianza

- Il borghese afferma i suoi diritti fondati sulla ricchezza e sull’istruzione: censo e

- capacità culturali sono requisiti indispensabili per votare, e li avevano in pochi.

anche nella patria del liberalismo e della democrazia, gli USA, la libertà di alcuni

- conviveva con la schiavitù di altri

Liberalismo da rivoluzionario (quando aveva lottato contro il vecchio ordine) a

- moderato (difende le conquiste e diventa conservatore rispetto alle forze nuove)

1848 e oltre

Le aporie del liberalismo emergono nel 1848 e, con l’emergere della società di massa,

negli anni 70: paura di una rivoluzione socialista suscitata dalla Comune di Parigi

Le borghesie europee assumono posizioni conservatrici

- Il processo di industrializzazione accresce l’intervento dello Stato in economia, e il

- peso dei gruppi di interesse e delle concentrazioni economiche e le conquiste

coloniali favoriscono la diffusione di tendenze nazionalistiche e poi imperialistiche:

Età degli imperi

Per molti storici l’epoca liberale tramonta con la prima guerra mondiale e la

- Rivoluzione d’Ottobre: ma nella seconda metà dell’800 in molti paesi europei

compromesso tra principi conservatori e liberali.

Il conflitto sociale

Abbiamo quindi un CONFLITTO SOCIALE

Il mutamento delle strutture produttive e i profondi cambiamenti nella società

- (sistema di fabbrica, urbanizzazione) producono cambiamenti nei rapporti sociali:

"questione sociale”

La società è segnata da quella che Marx nel 1848 definisce una semplificazione

- degli antagonismi di classe: contrapposizione tra borghesia e proletariato

alcune interpretazioni successive (revisionisti della II Internazionale, sp. Bernstein)

- smentiscono lo schema marxiano dicotomico: estrema complessità e articolazione

della società capitalistica

Conflitto sociale: legato alle città, ma fenomeno eterogeneo

In Francia i conflitti sociali hanno radici ideologico-politiche: moti 1830, 1848,

- Comune di Parigi

Conflitto sociale nelle campagne: Inghilterra anni ‘30 (braccianti), obiettivi non

rivoluzionari, ripristino dei diritti consuetudinari dei poveri di campagna.

I ribelli. Forme primitive di

Conflitto sociale nelle società preindustriali (Hobsbawm,

- rivolta sociale, I banditi,

1966; 1974): per H. i ribelli sono protagonisti di forme di

agitazione sociale arcaiche, incapaci di proporre un'alternativa alla società

esistente: proteste che scoppiano periodicamente secondo il ciclo

dell'approvvigionamento annonario, dei mercati. Situazioni di acuta tensione

tipiche di società dove entra in crisi l'equilibrio esistente

Contrapporre spontaneismo e organizzazione non favorisce comprensione del luddismo,

che non fu un fenomeno irrazionale

Conflitto sociale nella seconda metà dell’800

nascita di sindacati e partiti, ampio ventaglio sociale

- “paura” delle classi dominanti: le classes laborieuses percepite come dangereuses

- (timore delle élite dirigenti per la perdita, da parte dei lavoratori, della loro

presunta etica dell'obbedienza)

povertà di massa delle nuove città colpisce segmenti sociali sradicati dalle proprie

- culture d'origine: disoccupati, immigrati, contadini inurbati, minoranze etniche,

artigiani che perdono lavoro

delinquenza e criminalità si confondono con la povertà e diventano un fenomeno

- di massa, le città teatro di violenza e di malattia; delitto oggetto di studio

scientifico e sociale Misteri di Parigi, Commedia umana

romanzi popolari e di appendice (Sue, 1843), di

- I miserabili

Balzac, 1842; di Hugo, 1862, ecc.)

Risposta del potere: nella Parigi del II Impero (1852-1870) l’architetto Hausmann

- sventra i quartieri della vecchia città per costruire i boulevards: controllo della

polizia in caso di rivolte

il disagio delle classi subalterne è frutto anche di estraneità nei confronti della

- cultura delle classi dirigenti, di un mondo che non conoscono

le lotte operaie in Inghilterra coincidono con periodi di occupazione crescente

- (maggior potere contrattuale) e di sviluppo economico

Diffusione di termini "folla” e "massa", e di teorie sociologiche irrazionalistiche

- La psicologia della folla,

(Gustave Le Bon, 1895)

Il conflitto sociale esprime spesso la protesta di categorie timorose di perdere, più

- che il proprio livello salariale, la propria professionalità

Le basi sociali dell’obbedienza e della rivolta

J. Barrington Moore, , 1983: vi sono

- sistemi complessivi di valori di riferimento: la protesta è strettamente connessa al

quadro culturale e politico-istituzionale

Connessa alla categoria di "conflitto” "stabilizzazione" sociale, tipica della società

capitalistica

Conflitto sociale spesso risolto a spese dei paesi extraeuropei, tramite meccanismi di

dominio politico ed economico: colonialismo/imperialismo

conflitto sociale attenuato da scarsa unificazione organizzativa dei movimenti

- sociali e da mobilità sociale: opportunità di migliorare la propria condizione offerte

alle aree sociali intermedie/ceti di frontiera

instabilità, insicurezza, timore di perdere status: potenziali cause di ulteriore

- conflitto sociale (origini fascismo)

Elemento che attenua la conflittualità sociale: “nazionalizzazione delle masse”

(Mosse): la diffusione dei diritti civili e politici, la scolarizzazione di massa, ecc.

Conflitto sociale in Italia

condizioni di sviluppo economico: la struttura capitalistica si impianta su realtà

- preesistenti; grande industria, artigianato, manifattura: agricoltura capitalistica al

Nord e prevalenza latifondo al Sud

mondo agricolo prevalente nella struttura economica: ritardo nella formazione di

- un proletariato industriale, complessa articolazione sociale delle masse popolari

(nelle campagne movimento sociale cattolico)

movimento socialista italiano con forte componente agraria, influenza

- dell'anarchismo, tendenza al sovversivismo (eredità sinistra risorgimentale)

come studiare il socialismo italiano? Non solo storia dei partiti e dei sindacati, dei

- movimenti organizzati, ma condizioni di vita delle masse popolari (A. Gramsci,

Appunti sulla storia delle classi subalterne , 1949) la Borghesia

Trentennio post 1848: trionfo della borghesia (Hobsbawm)

segmento di “mezzo” tra contadini/operai e aristocrazia, con molte differenziazioni

-

La borghesia da “ceto” diventa “classe” (par. Turi)

concetto ambiguo, borghesie al plurale: difficile riunire gruppi sociali diversi,

- appartenenti a fasi storiche diverse

età medievale e moderna e ancora nella prima metà dell’800: per borghesia si

- intende una classe economica, che si afferma socialmente grazie al capitale:

commerciante, artigiano, mercante, piccolo imprenditore

metà ‘800 declino della classe mercantile che non è riuscita ad adeguarsi alle

- trasformazioni economiche

I Buddenbrook

Thomas Mann, (1901)

Parabola della borghesia mercantile (Lubecca), fono alla caduta (sottotitolo), seguita per

quattro generazioni.

La borghesia economica nell’Europa dell’800 manda i propri figli a far esperienza di vita

commerciale oltremare, li fa sposare con membri dello stesso gruppo sociale

(endogamia) e li avvia a impieghi diversi, es. credito e banche

II metà dell’800: egemonia della borghesia affaristica e finanziaria, capace di inserirsi nei

centri di decisione politica locale (consigli comunali) e nazionale (Parlamento), in virtù

dell’allargamento del suffragio.

Il borghese. Lo sviluppo e le fonti dello sviluppo capitalistico

Werner Sombart, , 1913

“idealtipo” borghese, generale, metastorico: un imprenditore, calato in una società

- dominata dal sistema capitalistico

Borghesia intesa come Bourgeoisie (inglese), borghesia economica e commerciale

soppiantata, nella II metà dell’800, da quella industriale e finanziaria. Segmenti che

formano la borghesia capitalistica

industriali sono pochi, i costi di impianto di infrastrutture e macchinari alti:

- possono permetterseli gli industriali cotonieri inglesi a cavallo tra 700 e 800. Per

impiantare grandi fabbriche ricorso a cordate di capitali, raccolti attraverso il

credito:

intreccio tra borghesia industriale e finanziaria, contesto economico più che

- politico

800 “secolo della borghesia”? Secondo Arno Mayer no, persiste fino alla Grande guerra il

ruolo dell’aristocrazia almeno a livello di comportamenti, ecc.

Age of capital: capitalismo, ottimismo, progresso, positivismo, termini

associati all’aggettivo “borghese”

secolo della borghesia, ma è al massimo il 10% della popolazione….

Hobsbawm: età vittoriana (1837-1901)

Passaggio da ceto a classe: acquisizione del potere politico: anche se non detiene

formalmente il potere, borghesia esercita un controllo formale sulle istituzioni e influenza

la politica economica degli Stati (governati da notabili borghesi).

L’età degli imperi (Hobsbawm): anche la borghesia agraria chiede misure

protezionistiche (Corn law inglesi).

TERRA: investimento in termini economici e di status symbol; depurata dai poteri

feudali e orientata verso il mercato, rappresenta per il borghese (e per l’aristocratico che

sa adattarsi alla modernità) un ottimo investimento

categoria mentale della rendita in Italia: borghesia è non produttiva; pochi imprenditori e

industriali in un paese povero di materie prime

Sostantivo borghese quasi intraducibile nelle varie lingue europee: in Inghilterra

middle class (imprenditori); in Italia classe media e borghesia quasi interscambiabili:

L’Italia vivente, Aristocrazia di nascita e del denaro. Borghesia-

Leone Carpi, sottot.

Clero-Burocrazia. Studi sociali, 1878

la classe media è il “cuore della nazione” e cambia di contenuto col succedersi delle

generazioni

Di un equivoco concetto storico. La “borghesia”,

B. Croce, 1931 (rec. Sombart)

“ceto medio”: gruppo che ha a cuore il bene pubblico e si riconosce nei valori etici e

politici del liberalismo: borghesia umanistica e intellettuale.

bürger,

Germania: membro del borgo medievale e della città; mercante che ha acquisito

il diritto di cittadinanza

bourgeois

Francia: è colui che mantiene in città determinati privilegi (prima della RF)

Concetto si stacca dalla sua componente cetuale per indicare tutti gli abitanti della città:

chi sa affermare i propri diritti, il cittadino, ricco e/o istruito (terzo stato), che con la RF

usufruisce dell’abolizione di privilegi (abolizione titoli nobiliari 1848)

Borghese=cittadino, RF è una “rivoluzione borghese”.

Classe mobile: vi si appartiene non per via ereditaria ma per status sociale, che può

mutare

classe dinamica e aperta, ciascuno può acquisire o perdere ricchezza e/o cultura

- (M. Weber: classe “acquisitiva” – Etica protestante, 1922). La borghesia acquista

coscienza di classe nella lotta contro la nobiltà per conquistare il potere politico

La classe borghese fino al 1848 è “rivoluzionaria”; quando diventa capitalista, fronteggia

la “questione sociale” e l’avvicinarsi delle condizioni di vita dell’aristocrazia operaia a

quelle della piccola borghesia

Risorgimento: rivoluzione borghese? Con la repressione delle rivoluzioni del 1848

ripiegamento della borghesia in senso conservatore: classe di governo, o comunque forza

moderata (II Impero in Francia; Germania, Italia, Inghilterra).

Frattura tra movimenti liberali-nazionali e correnti radicali-democratiche e poi socialiste:

la borghesia si sente “minacciata” dall’avanzata della classe operaia.

Comune di Parigi (1871): la rivolta contro il governo “borghese” viene repressa, ma

resta in eredità alla borghesia europea la paura.

Italia: i tentativi reazionari di fine ‘800 (crisi di fine secolo) sono stati definiti “colpo di

stato” della borghesia: mancata accettazione, da parte delle classi dominanti, delle

rivendicazioni popolari e operaie. Secondo questa visione, è la “paura borghese” di un

rivolgimento sociale a favorire scelte politiche autoritarie (sostegno al fascismo 1919 da

parte dei ceti medi)

La rifondazione dell’Europa borghese,

Charles Maier, 1979

Inquietudine della borghesia davanti alla polarizzazione della società, ormai di

- massa, nella quale si muovono partiti politici organizzati capaci di attirare milioni

di lavoratori e di organizzare proteste sempre più organizzate

lo schema dicotomico marxiano non rende conto della complessa articolazione della

società capitalistica: abisso materiale, sociale, culturale tra la borghesia della

finanza e del commercio (di antiche origini, radicata tra le élites, urbana) e i pochi

industriali.

Romanzo borghese, sociale:

Comèdie humaine Eugenia Grandet

Balzac, : laboratorio umano (1833) e i

- parvenu , nuovi ricchi

Bel-Ami

Maupassant, (1885): critica all’universo borghese (protagonista simbolo

- delle conseguenze di una ricerca esasperata del successo).

La borghesia va scomposta: acquisizione della storia sociale (da anni ‘70 del 900),

quando si mettono da parte i tradizionali oggetti di studio della storia sociale - operai e

contadini

Si può mettere in dubbio l’equazione tra borghesia e liberalismo, es. in Germania

deutscher sonderweg, il “percorso particolare” che avrebbe seguito la borghesia

prussiana e tedesca, favorendo l’accentuarsi dei tratti autoritari della vita politica

tedesca e l’avvento del nazismo (Blackbourn-Eley); tesi ridimensionata dagli studi sociali

sulle borghesie (Bielefeld, Kocka 1988) che hanno insistito sul ruolo dello Stato in questo

processo.

Borghesie europee o nazionali? Entrambe le cose…

Altre borghesie: gruppi che solitamente vivono in città, parte preponderante

dell’opinione pubblica (giornali), che vota: istruiti e percettori di censo

Emergere di nuove figure sociali e nuove professioni, legate alle funzioni svolte in città:

giornalisti, avvocati e deputati (le due figure spesso coincidono), banchieri, architetti

(Hausmann), insegnanti, agronomi e ingegneri, medici, impiegati: borghesia

umanistica o intellettuale, dotata di istruzione, bene immateriale protagonista dei

romanzi sociali:

Ambiente determina i caratteri e le azioni dei protagonisti: Zola sulla famiglia

- La fortuna dei R.M.,

Rougon-Macquart nella Francia del II Impero ( 1871):

determinismo sociale

riconoscimenti esteriori: modello di vita aristocratico (costumi, luoghi di ritrovo,

- abitazione): sociabilità: consuetudine ad agire attraverso corporazioni informali,

in luoghi di identificazione sociale - caffè, salotti, circoli, ecc.

l’assenza di un vero e proprio associazionismo politico è considerato la causa del

- ritardo con cui la borghesia si riconosce come classe.

spazi urbani sono simili in varie parti d’Europa, non obbediscono a confini nazionali

(concerti di musica classica, operette, spettacoli teatrali, stazioni termali, esposizioni

artistiche e scientifiche, congressi, ecc.).

In base al reddito (e allo status) possiamo distinguere tra alta, media e piccola borghesia.

Egemonia borghese: ambizione a rappresentare la società nei suoi valori più

- moderni, laici, razionali, dagli stili di vita ai consumi, ecc.

Critica alla società borghese a partire dagli anni ’70 dell’800: conformismo, perbenismo

ottuso, ipocrisia, grettezza culturale

(L’educazione sentimentale)

Flaubert

- Casa di bambola,

Ibsen, 1879: Nora si ribella alla dimensione familiare medio-

- borghese in cui ha vissuto, preoccupata di arricchirsi, delle convezioni, della

reputazione

Oscar Wilde

-

La famiglia e il ruolo della borghesia nella società

FAMIGLIA: uno dei gangli della società borghese fin da RF e Code civil 1804.

Romanzo borghese: famiglie spregiudicate nel lavoro e insicure sul piano dei valori;

modello patriarcale e individualista, escludono le donne dai circuiti della cittadinanza

politica, sessualità, istruzione, strategie matrimoniali

Elementi unificanti: istruzione e/o cultura, patrimonio economico. Borghesia crede nella

riuscita individuale e nell’individualismo, nel self-help (best seller 1859 di Samuel Smiles,

galleria di vite esemplari), nell’etica del lavoro, nella salvaguardia delle opere

dell’ingegno (diritto d’autore), nella razionalità negli stili di vita (galatei, come si sta a

tavola, ci si veste, la casa in cui si abita, ecc.)

Borghesi condividono la capacità di ricoprire funzioni di tipo specializzato, di cerniera tra

le classi sociali, svolgere attività di rappresentanza sociale: ascesa in politica. I

parlamenti della II metà dell’800 e dei primi del 900 –base allargata - si riempiono di

professionisti (clientelismo)

Volontà di differenziarsi dall’aristocrazia e dal proletariato. Nel primo caso, differenza non

marcata: medio-alta borghesia emula comportamenti e stili di vita aristocratici

(domestici, salotto buono, la seconda casa in campagna, le scuole e le università private)

Verso il basso ci si vorrebbe distinguere in modo più netto: ci si allontana dallo stile di

vita del proletariato per difendersene, ma non troppo dove i confini social e di reddito

sono assai labili: piccola borghesia, “ceto di frontiera”

Borghesi detengono potere intellettuale, determinante in una società di massa

Ruolo delle professioni, che ottengono il riconoscimento giuridico: in Italia avvocati

(1874), medici (1910) e ingegneri (1923); professioni moderne: allentarsi dei legami con

l’aristocrazia, acquisizione di uno status sociale borghese, sempre maggiore

specializzazione

Origini di molte professioni risalgono a un passato remoto: nel Medioevo e in età

moderna, il giureconsulto e il chirurgo (antenati di avvocati e medici) facevano parte

delle “arti” maggiori, liberali. Le professioni moderne sono un prodotto della RF e

dell’800; Istruzione è lo strumento di formazione delle élites nazionali.

Professioni: élites, ancora abbastanza ristrette, che condividono lo stesso skill e

origine sociale (borghesia colta e professionale, a volte anche la piccola borghesia),

spirito di corpo che nasceva dalla frequentazione delle associazioni (es. massoniche),

degli ordini: élite che si autolegittima come “disinteressata”: autorappresentazione

(presentarsi come indispensabili e “distanti” dal mondo del commercio e degli

affari: galatei professionali, che raccomandavano decoro, disinteresse, onestà: forza

d’attrazione del mondo aristocratico.

equazione professioni-borghesia meno forte nel ‘900: si amplia lo spettro e le professioni

si burocratizzano.

In Italia (età giolittiana) l’impiegato dipende dall’allargamento dello Stato burocratico e

amministrativo: settore sociale “anfibio”, ma sempre parte dell’universo borghese delle

professioni, almeno per quanto riguarda aspirazioni, mentalità, comportamenti.

Successivamente, élites dei funzionari pubblici e governativi, che ricoprono i gradini

più elevati della piramide sociale, e appartengono alla media o medio-alta borghesia:

tecnocrati, burocrati, manager, funzionari, ben lontani dal travet di fine 800/primi

900 di cui si “teme” la proletarizzazione

La seconda metà dell’800: la modernizzazione degli

Stati

(Europa, Usa, Giappone)

Ruolo dello Stato: suo consolidamento conseguenza di sviluppo industriale, conflitto

sociale (nascita movimenti socialisti), allargamento dell’opinione pubblica

(alfabetizzazione, diritto di voto: esigenza di ricerca del consenso)

Sistema amministrativo, istruzione (formazione della classe dirigente), interventi in

campo sociale come risposta alla paura della Comune di Parigi: ampliato il diritto di voto

(ma rafforzamento del potere esecutivo), liberalizzazione del mercato del lavoro (Russia

e Giappone: fine del sistema feudale; Usa: abolizione della schiavitù nel 1865 al culmine

della campagna abolizionista e della guerra civile: XIII emendamento), potenziamento

degli apparati militari (relazione con imperialismo)

1873 crisi economica internazionale: emergono le contraddizioni della crescita

incontrollata (prime legislazioni antitrust)

Inghilterra - età vittoriana (1837-1901): periodo di relativa armonia sociale (1876

Vittoria imperatrice d’India); riforme dei governi whigs (Palmerston e Gladstone) e tories

(Disraeli): allargamento del suffragio (1867: 2 mil. Elettori, tra cui anche operai

qualificati: trade unions riconosciute legalmente nel 1871; 1872 voto segreto)

Francia

Bonapartismo (impero di Napoleone III 1852-1870; già presidente Repubblica 1848-

1852): Costituzione 1852 (divisione dei poteri imperfetta: Camera non può proporre leggi

ma solo votarle; esclusa sua competenza in politica estera, esercito, lavori pubblici;

potere esecutivo nelle mani del capo dello stato; grande potere dei prefetti): governo

autoritario in ricerca di legittimazione popolare (plebisciti, con suffragio universale

maschile – eredità del 1848): II Impero (il I quello di Bonaparte) si fonda su esercito,

borghesia degli affari, burocrazia statale, industriali (canale Suez 1869); paternalismo:

diritto di associazione e di sciopero

Terza Repubblica, dopo Sedan (leva obbligatoria 1872); istruzione elementare gratuita

e obbligatoria (1882); 1880: 14 luglio e Marsigliese; sistema bicamerale ma potere

esecutivo del presidente della Repubblica; scontro repubblicani e repubblicani vs

monarchici e reazionari (tentato colpo d stato 1889 generale Boulanger)

Germania – età guglielmina (Reich 1871-1918: 1871-88 Guglielmo I; 1888-1918

Guglielmo II)

Deutscher sonderweg? Patto borghesia industriale-Junker (grande proprietà terriera):

modernizzazione economica senza sviluppo democratico; Stato federale (Reichstag a

suffragio universale + Bundesrat dei 25 stati; Parlamento non influisce sulle scelte del

governo)

Età di Bismarck (Costituzione 1871: non parla dei diritti dei cittadini, a parte quello di

voto): forte ruolo dello Stato e della burocrazia; protezionismo (1879) di sostegno

all’industrializzazione: miniere di carbone e ferro (acciaierie Krupp)

Difesa del laicismo (Kulturkampf) ma alleanza con il partito cattolico (Zentrum) e

repressione della SPD

leggi eccezionali 1878-1890 ma anche legislazione sociale, assicurazione

- obbligatoria contro malattie e vecchiaia a carico dello stato: welfare

Italia

Frammentazione economica, sociale, culturale, politica; inchieste conoscitive (Sonnino-

Franchetti 1876; agraria 1881); analfabetismo (1861: 78%); unificazione monetaria,

doganale, codici: piemontesizzazione (Vittorio Emanuele II)

Statuto albertino 1848: monarca persona sacra e inviolabile, governo responsabile

verso il re e non verso il Parlamento: Senato solo di nomina regia (unico in Europa)

modello centralizzato (prefetti, sindaci di nomina regia): sconfitta del federalismo

- di Cattaneo come risposta a spinte antiunitarie del sud: reazioni filoborboniche,

brigantaggio, questione meridionale

(Il gattopardo,

saldatura tra nobiltà e borghesia 1958)

-

Giappone

Era Meiji (1868): rivoluzione dall’alto, modernizzazione conservatrice: Stato combina

tradizione (sistema feudale, shintoismo, ruolo del governatore/shogun, guerrieri/samurai,

signori feudali/daimyo) e modelli occidentali

1853 apertura dei porti (trattato ineguale imposto dagli Usa), riforme (istruzione, leva,

moneta, tasse)

Mire espansionistiche in Corea (guerra contro la Cina 1894-95) e in Manciuria (guerra

contro la Russia 1905): predominio in Asia orientale

Lo stato moderno

Stato moderno: Stato di diritto, costituzionale (monarchico o repubblicano), con diritti e

doveri nei cfr. dei cittadini e della società civile: difesa, ordine, istruzione.

società civile: insieme dei rapporti sociali ed economici tra i cittadini e le associazioni

non controllato dallo stato

Stato-nazione: coincide con una comunità che è (o si sente) omogenea dal punto di

vista etnico, linguistico, storico, religioso

principio della discendenza (ius sanguinis) e/o del territorio in cui si nasce (ius

- soli): rispettivamente Germania e Francia; Alsazia e Lorena, regioni di frontiera:

SRI germanico, francesi sotto Luigi XIV. Popolazioni di lingua prevalentemente

tedesca, post 1860 molti francesi emigrano

Guerra franco-prussiana origine da un contrasto diplomatico (abilità di Bismarck):

Francia si sente minacciata dall’offerta della corona spagnola a un principe Hohenzollern

(Ems), si conclude dopo Sedan con cessione alla Germania di Alsazia e Lorena: condizioni

di pace molto dure (indennità 5 miliardi e nel frattempo occupazione a proprie spese di

truppe tedesche, sfilata truppe a Parigi).

Che cos’è una nazione?,

Ernest Renan, 1882: «plebiscito di tutti i giorni», un dato

- dinamico, fondato sul consenso e non sulla tradizione; li senso di appartenenza si

fonda sull’oblio: «ogni cittadino francese deve dimenticare la notte di San

Bartolomeo» (strage dei protestanti del 1572, culmine sanguinoso delle guerre di

religione in Francia).

Età degli imperi

Occidente “conquista il mondo” (imperialismo): fase della globalizzazione

Simboli del progresso e della “superiorità occidentale” che “domina” il mondo:

esposizioni universali (Londra 1851, Parigi 1889: torre Eiffel; Parigi 1900)

Idea di PROGRESSO - influenza del positivismo (da concezione filosofica a ideologia

(Darwin, Origine della

legittimante la supremazia occidentale); determinismo sociale

specie, 1859) applicato da marxismo (determinismo), socialismo riformista

(gradualismo), nazionalismo (supremazia popoli forti)

periodo della maggiore espansione coloniale della storia: Africa e Asia

-

Progresso e tecnologia trasformano la vita quotidiana (lampada elettrica di Edison

1879: illuminazione a gas; telefono Meucci-Bell 1876; pneumatico Dunlop 1888:

automobile, Daimler 1885, Fiat 1899; volo f.lli Wright 1903) e non (dinamite Nobel, dal

1901 premio; 1874 cavo transatlantico Siemens)

II RI: stessi rapporti di produzione della I RI, ma cambiano le tipologie di sviluppo.

Diffusione a macchia di leopardo: Nord Francia, Belgio, Germania, Russia, Nord

- Italia, Usa, Giappone

Grande Depressione 1873: crisi di sovrapproduzione agricola (grano USA e America

Latina arriva in Europa a prezzi concorrenziali) e industriale (mercato non assorbe

offerta): intervento dello Stato, abbandono del liberismo, tariffe protezionistiche

(Germania 1879, Italia 1887).

infrastrutture: ferrovia volano dell’economia per domanda di ferro e acciaio, di

competenze (ingegneri); ruolo dell’industria pesante (armamenti), classe operaia

specializzata.

Taylorismo: organizzazione scientifica del lavoro, ingegnere F.W. Taylor razionalizzazione

della produzione (ottimizzazione: scomposizione delle fasi lavorative in tempi standard)

Tempi

1913 catena di montaggio alla Ford: alienazione uomo/macchina (Chaplin,

- moderni, 1936)

Concentrazioni industriali, trust/cartelli (Standard Oil, J. Rockfeller) impongono prezzi

vendita: monopolio; rapporto industria/banca: Borsa e banca mista che raccoglie risparmi

e finanzia l’industria

II RI: aumento del proletariato e sua coscienza di classe (non reciso legame con le

campagne) Capitale

anni ’60: sms, sindacati: rivendicazioni economiche + lotta politica: I vol.

(1867) capitalismo genera i germi della propria distruzione (contraddizioni inevitabili):

socialismo scientifico

I Internazionale Londra 1864 (appoggia rivoluzione polacca contro Russia) collega

associazioni e/o individui: trade unions; Mazzini, Marx e Bakunin: primo favorevole a

coop e sms, secondo alla lotta politica, terzo alla rivoluzione anarchica che abbatta lo

Stato (base nei contadini senza terra). Egemonia di Marx (congresso Aja 1872): rottura

con anarchici e fine I Internazionale

Comune Parigi 1871

governo rivoluzionario (socialisti, anarchici, repubblicani), richiamo a municipalità

giacobina; esperimento di democrazia diretta (deputati eleggibili, separazione Stato-

Chiesa, istruzione obbligatoria, milizia di popolo, gestione operaia delle aziende: opifici

nazionali).

Repressione: fucilazioni e deportazioni (Nuova Caledonia). Grande eco (Marx, Lenin)

nuove strategie politiche: nascita di partiti socialisti di ispirazione marxista

-

Archibald Foster, avventuroso free lance ante litteram (anche guerra del 1870), descrive

Morning advertiser

per il il bombardamento di St. Denis.

II Internazionale Parigi 1889 (cent. RF): federazione di partiti nazionali con

programma comune: giornata lavoro di 8 ore, festa I maggio (1886 a Chicago). Dissolta

1914: Grande guerra

SPD (Gotha 1875): Associazione operaia (Lassalle) + partito socialdemocratico

- (Liebneckt e Bebel); successo elettorale 1890 (malgrado repressione di Bismarck,

costretto alle dimissioni)

Francia: partito operaio marxista e Federazione lavoratori socialisti, fusione 1905 nella

Sfio

Italia: 1881 Partito socialista rivoluzionario di Romagna (primo deputato Andrea Costa),

1882 Partito operaio (Nord), 1892 Partito lavoratori italiani (1895 Psi)

Inghilterra: partito laburista 1906

Russia: partito operario socialdemocratico 1898 (Plechanov), scontro tra menscevichi

(minoranza: partito di massa) e bolscevichi (maggioritari di Lenin: partito di pochi

rivoluzionari di professione)

fine ‘800: sindacalismo rivoluzionario (Georges Sorel), fautore dello sciopero generale

caso Millerand, socialista che partecipa al governo borghese in Francia nel 1899

- (Waldeck-Rousseau): quali strategie e quali alleanze?

Dibattito SPD (Bernstein, revisionismo: capitalismo si fortifica, aumento di piccola

- proprietà e impiegati: riforme graduali in accordo con forze progressiste: contrari

Kautsky, R. Luxemburg).

Colonialismo/imperialismo

Cuore di tenebra

Cit. di Turi da (Conrad, 1902): “spazio vuoto” dell’Africa che

progressivamente si riempie di nomi (fiume Congo solcato dai battelli a vapore: risalita

controcorrente nell’interno): colonizzazione del mondo, in parte sconosciuto: esplorazioni

(Livingstone/Stanley in Africa Nera; compagnie commerciali, società geografiche,

missioni di evangelizzazione.

Inaugurazione Canale Suez 1869

unisce Mediterraneo e Mar Rosso, cerimonia fastosa di alto valore simbolico, vecchio

progetto di Napoleone, capitali francesi ma vantaggio sp. per Inghilterra (governatore di

Egitto, dipendente da Impero ottomano, vende le azioni della Compagnia del canale a

Inghilterra, che nel 1882 lo pone sotto proprio controllo)

Circumnavigazione Africa, rotta per Bombay, rivitalizzazione del Mediterraneo (mire

russe), linee navigazione, cavi telegrafici sottomarini

espansione senza precedenti: conquista delle Americhe era stata lenta (oltre 3

- secoli); solo post guerra civile USA accelerano corsa verso il West (sterminio

indiani)

1875-1915: ¼ della terra colonizzato da Inghilterra, Francia, Germania, Olanda,

- Belgio, Usa, Giappone, Italia, a danno di Spagna e Portogallo.

1914 Impero inglese con 450 milioni di popolazione (1/4 di quella mondiale)

-

Africa spartizione a tavolino a Conferenza di Berlino 1885, che riconosce le conquiste: 5

- anni prima “terra di nessuno” tranne fascia costiera (Francia in Algeria; colonia

olandese Città del Capo, dominio inglese).

Finita la tratta degli schiavi, Africa fonte di ricchezze materiali (e scali commerciali)

- Inghilterra: Egitto (1882), Sudan, Nigeria, Costa Avorio, Sierra Leone, Somalia,

- Uganda, Kenia, Rhodesia (Cecil Rhodes): guerra con i boeri (coloni olandesi nelle

Repubbliche di Orange e Transvaal) nel 1899: divisione dell’opinione pubblica

europea. 1910 Unione sudafricana (Orange, Transvaal, Capo) come dominion

inglese (come Canada, Nuova Zelanda, Australia)

Francia: Gibuti, Tunisia 1881, Africa occidentale ed equatoriale (confine fiume

- Congo), Madagascar

Portogallo: Angola e Mozambico

- Belgio: Congo (proprietà di Leopoldo II, colonia 1909)

- Germania: Togo, Camerun, Tanganica, sud-ovest

- Italia: baia Assab 1882 (acquisto) e intorno colonia Eritrea, Libia 1912

- Spagna: spartizione con la Francia del Marocco 1912

- Indipendenti solo Liberia ed Eitopia (fino al 1936)

-

Asia: colonizzazione di civiltà con (spesso) antica organizzazione statuale

Inghilterra: Australia, Nuova Zelanda, Singapore. Guerre contro Cina (impero

- indebolito da contrasti sociali: ricolta contadina dei Taiping), guerra dell’oppio

(importazione clandestina da India) 1839-42 e 1856-60: Cina sconfitta cede Hong

Kong e apre porti a occidentali. Da 1858 controllo diretto di India (liquidata

Compagnia IO) e di Ceylon, Birmania

Francia: Indocina (post guerra contro Cina)

- Olanda: Indonesia

- Russia: Manciuria; Vladivostok (mar Giappone), Turkestan

- Germania: Nuova Guinea (spartita con Olanda e Inghilterra)

- Usa: esportazione di modello politico e sociale (Manifest Destiny), abbandono

- dottrina Monroe post guerra con Spagna: protettorato su Cuba (zucchero); Panama

indipendente da Colombia cede nel 1903 controllo zona: canale (1914) collega

Atlantico-Pacifico.

Asia: Filippine (post guerra Spagna), Hawaii (da 1887 Pearl Harbor); porti

- giapponesi aperti per commercio con Cina

Giappone: Taiwan, Corea (post guerra Russia 1905). Rivolta boxer Cina 1900

- (società segreta Pugno di giustizia e concordia) contro missioni cristiane,

repressione di Giappone, Usa ed Europa

Analogie/differenze tra colonialismo del ‘500 e imperialismo dell’800

analogie: uso della violenza, armi, lavori forzati, distruzione delle culture indigene (es.

Algeria: vietato parlare arabo a scuola (ma inglese e francese lingue di trasmissione dei

valori occidentali di libertà)

differenze: rapidità, dimensioni, tecnologia, ideologia (Dio, oro e gloria:

evangelizzazione), supremazia/fardello dell’uomo bianco (Kipling); da supremazia

occidentale a superiorità razziale fondata su caratteri naturali (pelle); idea della selezione

naturale dei popoli (darwinismo sociale); iniziativa non di compagnie private ma di Stati:

colonie non più di popolamento ma di sfruttamento economico: imperialismo (così

definito già allora), visto anche come crisi di sovrapproduzione del capitalismo (Lenin,

Imperialismo, fase suprema del capitalismo , 1916: guerra in atto è scontro inevitabile tra

potenze imperialistiche che hanno esaurito l’occupazione coloniale)

Impero formale/informale: occupazione militare e dominio diretto/condizionamento

economico e controllo indiretto senza occupazione

molla economica: materie prime: petrolio, stagno, caucciù (pneumatici), rame;

collocazione delle eccedenze post Grande depressione

scelte strategiche: Inghilterra controlla vie commerciali per Oriente; opzioni

diplomatiche (pedine di scambio; annessioni preventive); no scontri armati tra potenze

europee (tranne 1850-70: Crimea, 1866 Prussia/Italia vs Austria, franco-prussiana)

La diplomazia

Alleanza dei tre imperatori 1873 (Germania, Austria-Ungheria e Russia) in chiave

antifrancese; zona nevralgica di scontro tra Austria, Russia e Impero ottomano sono i

Balcani: guerra russo-turca 1877 (indipendenza Montenegro, Serbia, Romania,

protettorato austro-russo su Bosnia ed Erzegovina); area su cui si concentrano le mire

dell’impero zarista

Ruolo di Bismarck: Congresso di Berlino 1878, ridimensionata egemonia della Russia

(impedito accesso al Mediterraneo: tolti alla Bulgaria, protetta da Russia, territori su

Egeo; Cipro amministrata da Inghilterra e via libera alla Francia in Tunisia; Austria

amministra Bosnia ed Erzegovina: premessa delle tensioni successive; chiusura stretto

Dardanelli)

Obiettivo Bismarck: contrapporre tra loro le potenze europee lontano dall’Europa,

- alleanza con Austria cattolica in funzione antirussa

1882 Triplice Alleanza (Italia; nel rinnovo 1887 promesse di vantaggi in Balcani e

- Africa settentrionale in caso di espansione degli altri due contraenti)

Triplice Intesa: sistema di accordi (Francia-Russia per tensioni nei Balcani tra

- Austria e Russia e per riarmo della Germania; accordo Inghilterra-Russia 1907)

Il processo di secolarizzazione

Statuto Albertino 1848, art. 1: religione cattolica è religione di Stato ma sono tollerati

altri culti, in condizione di minorità; ruolo preminente della Chiesa di Roma (istruzione;

contrasti e futura questione romana)

Costituzione 1948, art. 7: rinvio ai Patti Lateranensi 1929 (conferma art. 1 Statuto;

effetti civili del matrimonio religioso; insegnamento obbligatorio della religione); art. 8:

libertà (non tolleranza) per tutte le confessioni religiose; art. 33 scuole private

Concordato 1984: preambolo: tenuto conto delle trasformazioni politico-sociali e degli

sviluppi del Concilio Vaticano II: revisione 1929 (religione cattolica non più sola di Stato e

non più obbligatoria nelle scuole, pur sempre insegnata da docenti scelti dalla Chiesa;

sostegno alle scuole private; obbligo registrazione civile del matrimonio religioso;

divorzio, da 1970, anche per chi aveva contratto matrimonio religioso)

Tappe del processo di secolarizzazione

RF: liberazione dal controllo religioso in nome del saeculum (mondo terreno) e della

ragione (Illuminismo):

Costituzione civile del clero 1790: Chiesa modellata sullo Stato (giurisdizionalismo)

- scristianizzazione (Dea Ragione)

- separazione e controllo su istituzione

-

Concordati (da Napoleone 1801): il contraente politico cerca nella religione una sanzione

del suo potere; Chiesa riconosce un potere non legittimista

Restaurazione: Chiesa riacquista ruolo privilegiato negli Stati: alleanza trono-altare;

incontro con la modernità (neoguelfismo Gioberti); separatismo (Belgio 1830); prevale

risposta intransigente e antiliberale post 1848-49

Unità d’Italia e Porta Pia: fine del potere temporale, interruzione della riconquista

cattolica della società (liquidazione asse ecclesiastico, insegnamento religioso alle

elementari facoltativo, soppressione Facoltà di teologia, anticlericalismo liberale e

socialista: festa 20 settembre)

Kulturkampf in Germania 1871-78 (vietati discorsi politici in Chiesa, esclusione dal

controllo scolastico, matrimonio civile)

Sillabo

Risposte della Chiesa: 1864 (eresie ed errori che eccitano rivoluzioni:

razionalismo, liberalismo, socialismo, comunismo, distinzione Stato/Chiesa, matrimonio

civile e divorzio, istruzione pubblica senza Chiesa, tolleranza di altri culti) ma anche

distinzione tra tesi (ordine cattolico ideale) e ipotesi (realtà cui adeguarsi): attenuata

critica al capitalismo, accettazione del sistema rappresentativo (partiti cattolici in Belgio,

Germania, Austria)

Scontro con Francia 1905 (chiuse scuole religiose e abolte congrue, rottura diplomatica)

Italia: rifiuto legge guarentigie 1871 (placet ed exequatur civile per insediamento

non expedit

vescovi), 1874 (divieto di partecipare alle elezioni politiche di uno Stato

usurpatore); riorganizzazione delle gerarchie: Concilio Vaticano I 1870 (dogma

infallibilità del papa, primato vescovo di Roma) e della rete diplomatica: concordati e

intervento indiretto (associazionismo, es. in Germania; Opera dei congressi 1874)

Rerum novarum

nuova fase con Leone XIII: 1891 sulla questione sociale e operaia,

base della dottrina sociale cattolica; condanna del socialismo (diritto naturale di

proprietà), concordia tra le classi sociali, giustizia distributiva, ritorno alle corporazioni

per evitare scioperi: avvicinamento ai liberali contro il pericolo socialista

(associazionismo cattolico concorrenziale, alleanza politiche in età giolittiana)

Grande guerra: appello di Benedetto XV 1917 contro inutile strage, consensi opinione

pubblica, organizzazioni assistenziali

Concordati e accordi (17 sotto Pio XI), soprattutto con Stati che avrebbero “protetto”

dal comunismo realizzato in Russia nel 1917 e con regimi fascisti e autoritari: spazi di

autonomia e diffidenza nei cfr. dei totalitarismi (sacrificio dei partiti cattolici), ma

Quadragesimo anno),

garanzia di consenso (1931 scontri su educazione (1931 Azione

cattolica)

Secondo dopoguerra: controllo di gran parte dei mezzi di comunicazione di massa

(Italia DC in Rai da 1944; governi)

Concilio Vaticano II (1962-65), Giovanni XXIII e Paolo VI: rifiuto dello Stato

confessionale, cauta apertura verso libertà religiosa

Pacem in terris Populorum progressio

1963 (crisi Usa-Urss e timore conflitto nucleare);

1967: problemi del sottosviluppo

Attività diplomatica di Giovanni Paolo II e di Francesco La Rivoluzione russa

La rivoluzione russa è stata fortemente discussa nel panorama intellettuale. Comunque

tutti quanti nel XX secolo hanno dovuto confrontarsi con la rivoluzione Bolscevica perché

rappresenta un evento anche se a noi sembra molto lontano.

Evento profondamente legato alla Prima Guerra mondiale: banalmente diciamo che la

questione della guerra per la Russia, favorirono un accrescimento della situazione di

disagio della popolazione russa.

L’impero Russo era un territorio che andava dal cuore della Polonia fino all’oceano

Pacifico, che per le sue capacità militari era una delle grandi potenze di inizio XX secolo

(anche se aveva perso nel 1905 la guerra vs. Giappone)

L’inizio della prima guerra mondiale coinvolge la Russia in una guerra che nessun

quartier generale si immaginava che fosse durata così a lungo. > considerando quindi la

Russia retta dallo Zar (ha molto potere: no concessioni democratiche che hanno lasciato

invece molti sovrani europei) e affiancato da un parlamento.

L’entrata in guerra della Russia inizialmente non è negativa: scontro vs. Turchi e

austriaci, ma colpo brutto vs. tedeschi.

Lo scoppio rivoluzionario che avvenne nel 1917 fu una certa sorpresa per la popolazione

(Rivoluzione di febbraio)

Il proseguo del conflitto portò la Russia allo scoppio di una serie di problematiche che lo

zar non riuscì ad affrontare:

approvigionamento delle truppe al fronte: legato a due fattori> 1. Difficoltà di

- produrre abbastanza cibo per TUTTA la popolazione russa (sia quella al fronte che

quella non) 2. Trasporto delle truppe, armi e munizioni (non riesce a mantenere le

grandi distanze che caratterizzano l’Impero Russo).

Perché scoppiano i primi moti rivoluzionari nel 1917 a San Pietroburgo (denominata

Pietrogrado per l’occasione perché il primo nome richiamava alla Germania)?

San Pietroburgo è la capitale della Russia, costruita da Pietro il Grande come se fosse la

finestra della Russia sull’Europa.

Il motivo per cui scoppiò la guerra fu essenzialmente la mancanza del pane nella città.

La crisi che si crea al fronte è legata in qualche modo alla crisi della città

- Quindi quello che succede a Pietrogrado non è altro che la richiesta di cibo.

-

La Rivoluzione di febbraio si muove subito contro il potere zarista (abbattimento delle

statue): Zar visto come causa del malcontento.

Per la prima volta si forma un movimento di massa in Russia; esercito si rifiuta

- addirittura di sparare sui rivoltanti e si unisce a loro.

Lo zar ha perso non solo l’appoggio del popolo ma anche di quelle categorie sociali che di

solito appoggiavano la monarchia assoluta (nobiltà, esercito)

Nicola II Romanov era riuscito a rimanere isolato con scelte sbagliate, come per esempio:

1. affiancarsi alla figura di Rasputin.

Il primo figlio dello zar, Alessio, soffriva di emofilia e Rasputin lo aiutò a salvarsi >

- quindi riconoscenza dello zar verso questo santone.

Questo tipo di scelta non poteva che turbare la corte russa, che si sentiva

- osteggiata da Rasputin che sembrava prendere sempre più potere.

La figura dello zar è sempre stata una figura mistica e santa ma se ti fai

- accompagnare da uno stregone come Rasputin allora entra in crisi l’autorità

2. Nicola II va al fronte e lascia il palazzo reale (perdita del potere).

Nel febbraio 1917 lo zar abdica, senza che nessuno si sia alzato a difenderlo

-

Dopo la rivoluzione due poteri fondamentali:

1. Governo provvisorio guidato dal conte L’vov: governo con tendenze democratiche-

liberali – moderate.

Governo moderato che si pone la questione della Guerra, risoluzione del problema

- dell’assegnazione delle terre ai contadini.

2. Potere dei Soviet (consiglio): è una organizzazione spontanea che nasce a

Pietrogrado dopo il 1917; assemblee spontanee degli operai e dell’esercito.

Eleggono un governo parallelo

- Le forze più importanti sono quelli dei: social- rivoluzionari e social- democratici

- (diviso in bolscevichi e menscevichi)

Sono composti da uomini che vivono in clandestinità dal 1903 o vivono

 all’estero.

Divisione tra bolscevichi e menscevichi a partire da Lenin nel 1903: partito

 social democratico deve essere formato da poche persone capaci di

prendere il potere nel nome della classe operaia (vedi Robespierre); una

parte dice che invece deve essere un movimento di massa.

Governo provvisorio e soviet fanno un placito accordo in cui si riconoscono a vicenda

(accordo che va bene a tutti, anche dai bolscevichi rappresentati da Stalin)

Nell’Aprile del 1917, dopo più di 12 anni Lenin torna in Russia attraverso la Finlandia e

con l’aiuto dei tedeschi.

I tedeschi pensavano che Lenin fosse uno strumento per creare maggiore caos in

- patria e facesse quindi uscire la Russia dall’alleanza (aveva sempre detto che la

Guerra era ingiusta ecc.) Tesi di Aprile:

Pronuncia a Pietrogrado le tutto il potere ai soviet e non più

- condivisione del governo provvisorio, la rivoluzione di Febbraio era la fase

borghese e adesso doveva entrare in gioco il proletariato. Dobbiamo uscire dalla

G.M. e ridistribuire le terre (affronta i tre problemi principali del governo

provvisorio: terra, guerra e potere) il piccolo gruppo di bolscevichi da Aprile a

Ottobre divenne un partito enorme.

I bolscevichi ebbero successo grazie a:

1. Fallimento del governo provvisorio (guidato da Kerenskij): si ostinava a guidare la

Russia in Guerra ma subiva solo sconfitte/ fenomeno della diserzione nell’esercito

russo.

Nell’ Agosto del 1917 tentativo di colpo di stato da parte del generale Kornilov

- (l’élite dell’esercito tenta di prendere in mano la situazione) > il colpo di stato

fallisce perché a difesa di Pietrogrado si schierano le milizie popolari bolsceviche (i

bolscevichi quindi sono la parte politica che maggiormente traina il popolo e

appaiono come alternativa)

2. Carisma di Lenin e intelligenza politica nello sfruttare la situazione.

Nella notte tra il 25 e il 26 ottobre 1917 secondo il calendario russo le guardie rosse

bolsceviche assaltano il Palazzo d’Inverno a Pietrogrado, arrestano il governo provvisorio

e Lenin crea un nuovo governo (tra cui troviamo Trozckj e Stalin).

Lenin si presenta al congresso panrusso dei soviet a Novembre e i bolscevichi e

- dichiarano i due primi grandi decreti: 1. Decreto della terra (terra appartiene al

popolo russo e deve essere distribuito paramente; tuttavia non era sua l’idea) 2.

Decreto sulla Pace: per la Russia la G.M. era finita.

I bolscevichi prendono il potere e allontanano qualsiasi altro partito ma tutto

- questo non viene percepito come un colpo di stato perché i bolscevichi erano

riusciti a tenersi stretto la massa e accontentarla.

Eliminazione dell’Assemblea Costituente: i bolscevichi non avevano raggiunto la

posizione quindi decisero di scioglierla.

Da una parte vediamo quindi un partito deciso a governare e da una parte un paese che

è stanco ed è lieto che ci sia un buon partito pronto a guidarlo.

La rivoluzione di febbraio fu quindi un movimento spontaneo mentre quella di Ottobre un

movimento organizzato. La Grande Guerra

L’inizio del “secolo breve”: la Grande Guerra

Lettura odierna (centenario): quadro nazionale/internazionale, celebrazioni

ottica politica prevalente, Germania come unico responsabile (es. F. Fischer,

- Assalto al potere mondiale. La Germania nella guerra 1914-1918 , 1965)

anni ’70 cambia il modo di studiare le guerre: della GG analizzati gli aspetti sociali

- e culturali, mentali e psicologici

In Italia (e in particolare in occasione del centenario unitario del 1961): visione

- celebrativa e patriottica, Vittorio Veneto pagina “gloriosa”: saldatura delle diverse

stagioni del patriottismo nazionale, per evitare una visione finalistica, appiattita

sull’esito (fascismo)

Alcune letture cinematografiche della GG

La grande illusione,

Jean Renoir, 1937: punto di vista dall’alto (aristocratico) e

- dal basso (proletario), entrambi prigionieri.

La Grande Guerra

Mario Monicelli, di Monicelli, 1959: ritratto del conflitto

- dal punto di vista dei soldati, che devono affrontare eventi per molti aspetti

inesplicabili. Uomini contro, Un anno

Francesco Rosi, 1970 (ispirato a E. Lussu,

- sull’altipiano, Parigi 1938): riflesso del clima storiografico che indaga le forme di

dissenso alla guerra e l’estraneità delle classi popolari alle motivazioni ideologiche

della guerra (nota al governo Salandra)

anni ‘70: studi sul “consenso” (forzato o meno) alla guerra, la propaganda, il

- tempo libero e la cultura dei soldati

La grande guerra e la memoria moderna

P. Fussell, , 1975 (it. 1984) ed.

- Terra di nessuno,

E.J. Leed, 1979 (it. 1985): nuovo modo di parlare della GG,

uso delle fonti letterarie per indagare aspetti antropologici e sociologici, dinamiche

oppositive noi/loro, amico/nemico in una società massificata

L’officina della guerra. La GG e le trasformazioni del mondo

A. Gibelli,

- mentale, 1991: GG come “laboratorio della modernità”, analisi dei traumi, di

episodi di diserzione mascherata (follia e manicomi), dei modi di raccontare la

guerra (diari, canzoni, ecc.)

moltiplicarsi dei punti di vista (Janz) e difficoltà a parlare, a guerra finita, della

- propria esperienza: natura frammentata e disintegrata del paesaggio della trincea

e di quello interiore

la lettura della GG negli anni 90: Il lutto e la memoria

narrazione del post-guerra; tema del lutto (J. Winter, 1995):

- analisi delle celebrazioni, ancorate alla tradizione e “rassicuranti”, integrate in un

sistema simbolico riconoscibile

La seduzione totalitaria,

A. Ventrone, 2003: mentalità totalitaria fin dal periodo

- interventista, quando crolla illusione internazionalista della II Internazionale

GG incunabolo delle esperienze successive: Stato interventista, pianificatore,

- arbitro delle contrattazioni nelle fabbriche che si militarizzano; controllo sociale ed

estensione del potere militare: in Germania (industriale Rathenau al Ministero

Guerra) e in Italia (gen. Dallolio gestisce la mobilitazione)

il modello di organizzazione dello Stato e delle società anticipa quello affermatosi

- La rifondazione dell’Europa

in Europa nelle nazioni uscite dal conflitto (C. Maier,

borghese 1982): anche nelle società politiche democratiche si afferma la struttura

della società militare

Studi sul nation-building e identità nazionale: arricchiscono prospettive di analisi della GG

il mondo contadino: la sua (presunta) mentalità paziente messa a dura prova dalla

- vita di trincea, che appiattisce l’orizzonte esistenziale, facendo emergere il

conflitto tra aspettative e realtà

corrispondenza tra militari e civili: volontà dei primi di preservare la propria

- identità; flusso di corrispondenza, lettere e cartoline, spesso censurate alla fonte o

dai comandi militari, con stereotipi ricorrenti e frasi standard (acculturazione per

contadini semianalfabeti)

ASP Trento e ADN Pieve S. Stefano

-

Tornante Caporetto:

insubordinazioni, ammutinamenti, “tradimenti”; trauma della disfatta e della resa

- induce i comandi militari a preoccuparsi del “morale delle truppe” abbandonando i

tradizionali metodi di coercizione e di repressione: da Cadorna a Diaz)

PROPAGANDA

Ufficio P mobilita variegata compagine intellettuale: Jahier, G. Lombardo Radice, G.

- Volpe;

ruolo dei media: radio, stampa e corrispondenti di guerra; L. Barzini jr (addetto

- Ufficio stampa dei comandi superiori militari) “fabbrica” notizie per mistificare la

realtà della guerra, ma col suo direttore (Luigi Albertini) si rammarica di non poter

pubblicare o dire ciò che vede

“menzogna” di guerra, informazione negata, centralizzazione dei messaggi: già

- durante la guerra di Libia, poi nel ventennio (guerre Etiopia e Spagna) e oltre:

“eufemismo pubblico”: spaventose carneficine diventano “robuste resistenze”, le

migliaia di morti in “niente di nuovo” ecc.

Riflessioni di uno storico sulle false notizie della guerra

Marc Bloch, (1921), in

La guerra e le false notizie,

Id., Roma 1994, pp. 98-104

[…] Le false notizie si formarono fra i soldati stessi, sotto il fuoco […] Ovviamente,

passando dagli uni agli altri, non mancarono di ampliarsi e di abbellirsi; soprattutto gli

ambienti delle retrovie, più riflessivi, spesso più istruiti, le elaborarono in modo da

coordinarle meglio tra loro e conferire loro una specie di carattere razionale.

[…] Una falsa notizia nasce sempre da rappresentazioni collettive che preesistono alla

sua nascita; questa, solo apparentemente è fortuita, o, più precisamente, tutto ciò che in

essa vi è di fortuito è l’incidente iniziale, assolutamente insignificante, che fa scattare il

lavoro dell’immaginazione […] la falsa notizia è lo specchio in cui la “coscienza

collettiva” contempla i propri lineamenti.

[…] Il ruolo della censura è stato considerevole. Durante tutti gli anni di guerra essa non

solo ha imbavagliato e paralizzato la stampa, ma addirittura il suo intervento, sempre

ipotizzato, anche quando non si verificava affatto, non ha cessato di rendere non credibili

agli occhi del pubblico persino le notizie veritiere che lasciava filtrare.

****

A lungo considerata totale solo la II guerra mondiale, ma già durante la I progressiva

eliminazione del confine tra belligeranti e civili (peculiarità delle guerre contemporanee)

GG incide sul quotidiano dei civili: in Italia soprattutto post Caporetto: diffusione di

fantasie, false credenze, illusioni; aspettative di pace degli operai in sciopero a

Torino contro la fame e la guerra è “fare come in Russia” e toni analoghi

riecheggiano nel 1918 nelle campagne infestate dalla “spagnola” (donne)

Mix di pulsioni irrazionali e “isteria patriottica”, ricerca di sicurezza e di ordine,

aggressioni contro i sospetti di disfattismo e atteggiamenti filo-tedeschi, ma anche

patriottismo dei ceti medi, poi base dell’ideologia fascista

nemico “interno” ed esterno, brutalizzazione; stereotipi razziali già usati per i

- popoli extraeuropei colonizzati vengono assunti per i nemici

La I guerra mondiale diventa “Grande” nel periodo di pace: mito e strumento ideologico,

strumento di “educazione nazionale della masse”.

I “luoghi della memoria” rimodellano l’esperienza del conflitto:

monumenti ai caduti, milite ignoto, cimiteri

- anniversari e manifestazioni trasferiscono l’esperienza del conflitto nella coscienza

- collettiva della nazione

musei, mostre, parchi della rimembranza, scuola

-

“Consenso postumo alla guerra” di cui si appropria il fascismo (E. Gentile) per rinsaldare i

valori di patria e nazione

Donne e GG

Inserimento nel mondo del lavoro, nelle fabbriche (spec. belliche, meno specializzate),

negli uffici, nei servizi pubblici: elemento di emancipazione femminile (strappando la

donna alla vita dei campi e/o al proprio ruolo domestico e familiare), ma il fascismo

chiuse questa parentesi

GG modifica i rapporti tra i sessi

- ruolo attivo nella guerra (crocerossine), ma il ruolo di combattente è riconosciuto

- nella II guerra mondiale (partigiane)

i giornali

L’Avanti! (Roma 1896, dir. L. Bissolati, dal 1912 Benito Mussolini).

La guerra sarà “un nuovo macello di popoli”. Neutralismo: né aderire né sabotare

-

Il popolo d’Italia - “quotidiano socialista” (Milano 1914)

Finanziato da gruppi industriali (Fiat, Ansaldo, Edison) e dal governo francese.

- Avanti!

Dir. Benito Mussolini, espulso dal PSI e per il suo interventismo; 23

- novembre 1916 (es. brutalizzazione del linguaggio)

Corriere della sera

6 maggio 1915: la mobilitazione patriottica

- Il 24 maggio Italia dichiara guerra all’Austria-Ungheria

-

La stampa interventista

1. Gazzetta del popolo (Torino, 21 maggio 1915): l’onore ce lo impone

2. Resto del Carlino (Bologna, 24 maggio 1915): avanti Savoia.. La Stampa:

Con l’ingresso dell’Italia in guerra, la stampa neutralista si adegua il

conflitto è “per la difesa del buon diritto d’Italia” (24.5.15) La Stampa

L’eufemismo della guerra: minimizzare l’accaduto: Il trauma di Caporetto su

(21 ottobre 1917) Democrazie, fascismi, totalitarismi

Hobsbawm: età tra le due guerre è della catastrofe (termine ripreso da Turi): una nuova

guerra dei trenta anni: come nel 1618-1648, coinvolse molte potenze assumendo anche

una dimensione ideologica (allora religiosa). Per Hobsbawm il conflitto è tra comunismo e

capitalismo, Turi (e altri) lo intendono come confronto tra democrazie e totalitarismi:

cambiano gli attori.

- Non è un periodo di pace effettiva, né in Europa né in Asia: Hobsbawm parla di

“guerra permanente”, altri di “guerra civile europea”: concetto molto utilizzato

specialmente a partire dagli anni ‘80, e che si lega al dibattito sul totalitarismo

(cfr. dopo)

La guerra civile europea. Nazionalbolscevismo e fascismo,

E. Nolte, 1987: tesi della

precedenza “logica e fattuale” del GULag rispetto ad Auschwitz, del comunismo rispetto

al nazismo

Il passato di un’illusione

F. Furet, (1995): ovvero il comunismo nella sua versione

bolscevica, accomunata al fascismo come “categoria politica a se stante” (totalitarismo):

entrambi hanno distrutto la vita civile e la democrazia. Problema: democrazia non è

sinonimo di liberalismo A ferro e

ambiguità della categoria di “guerra civile europea”: Enzo Traverso,

- fuoco. La guerra civile europea 1914-1945 , 2007: “ciclo” di eventi, di cui rintraccia

le premesse nella fine dell’800 (società di massa, capitalismo), che si condensano

e precipitano nel 1914 e che arrivano fino al 1945.

GG, nata come conflitto “tradizionale” tra Stati, con il crollo degli imperi multinazionali

(russo, austro-ungarico, ottomano) produce una serie di rivoluzioni e guerre civili:

guerra civile russa 1918-20; guerra di Spagna, che vede in campo franchismo/fascismi vs

democrazia/comunismo. La II guerra mondiale, segnata da un forte conflitto ideologico

tra alternative visioni del mondo, non vedrà contrapposti fascismi e comunismo: alleanza

democrazie/comunismo vs fascismi

così come l’attentato di Sarajevo del 28.6.1914 era stato solo l’occasione dello

- scoppio della GG (le cui premesse risalivano almeno all’inizio del 900), anche la II

ha un prologo lungo e cause profonde, che affondano le radici nel modo in cui si

conclude la prima

assetto territoriale uscito dai trattati di pace (disfacimento Imperi centrali,

- Germania responsabile del conflitto, revisionismo dei trattati, 14 punti di Wilson,

Sdn), l’ascesa e il consolidamento dei 3 “totalitarismi” e alcuni conflitti (guerra

di Spagna; Manciuria; Etiopia) preparano il terreno a uno scontro, imperialistico e

ideologico

conflitti in nuce dalla fine degli anni 20, per quanto l’equilibrio post Versailles sia

- ribadito nel trattato di Locarno 1925, e il Patto Briand-Kellog 1928 (poi esteso a 15

paesi) dichiari solennemente il rifiuto della guerra, senza indicare gli strumenti per

prevenirla (non prevede sanzioni: ovvio, è un patto tra Stati): è una illusione in un

periodo di ripresa economica, ma la crisi del ’29 cambierà gli scenari.

La rifondazione

Primo dopoguerra: processo di trasformazione conservatrice (C. Maier,

dell’Europa borghese): da un lato democrazie rappresentative (potenze vincitrici e

Germania: liberalismo democratico), dall’altro regimi di massa di tipo nuovo

entrambe sono risposte ai problemi dell’industrializzazione e dell’ordine sociale,

- della società di massa sconvolta dalla GG: la mobilitazione industriale, e la

conseguente militarizzazione della produzione, resta come modello organizzativo

per il dopoguerra

Movimenti sul modello fascista e nazista, in paesi usciti sconfitti dalla GG (Ungheria,

Polonia, Austria e Spagna, Portogallo): le forze conservatrici tradizionali non sembrano in

grado di fronteggiare le emergenze sociali e politiche indotte dalla guerra e dalla paura

per la Rivoluzione d’Ottobre

late comers

nesso tra paesi all’unificazione (Italia, Germania, Giappone: caso

- diverso per le molte continuità col passato) e regimi dittatoriali: mancata

modernizzazione della proprietà terriera

elementi in comune: avversione per liberalismo, democrazia e parlamentarismo,

- socialismo e comunismo, un deciso nazionalismo accompagnato da pulsioni

imperialiste, politica estera di violenza, il principio di un ordine gerarchico retto da

un dittatore (duce e führer), disprezzo per i diversi, mito della virilità, partito unico

in grado di irreggimentare le masse (che si combina in modi diversi con lo Stato).

Repubblica di Weimar

Capitale di un ducato della Germania centro-orientale, Weimar centro culturale (Goethe):

scelta come sede dell’Assemblea costituente del 1919:

Costituzione fonda una Repubblica federale di Stati con larga autonomia (Reichsrat):

democrazia parlamentare e presidenzialismo (tutti eletti a suffragio universale, anche

femminile): governo ottiene la fiducia in Parlamento ma presidente è comandante

supremo dell’esercito e dirige la politica estera, può sospendere le libertà civili in caso di

minacce alla sicurezza pubblica (art. 48), cui fece ricorso Hindenburg dal 1925.

Costituzione con diritti sociali: assistenza e assicurazione, collaborazione di operai e

impiegati con gli imprenditori nella gestione delle aziende. Sostenuta da SPD, cattolici e

liberali.

Condizioni di pace pesanti e crisi economica, inflazione, disoccupazione, conflitto sociale,

assassinio nel 1922 del ministro Esteri Rathenau, occupazione francese della Ruhr (1923)

per garantirsi le riparazioni (giacimenti minerari): revanscismo, NSDAP (da 1920) e

tentato putsch Monaco 1925.

Governo del popolare Stresemann riconosce Locarno: Germania entra nel 1926 nella Sdn,

Francia si ritira da Ruhr e Saar. Piani di aiuto USA Dawes e Young per pagare debiti di

guerra e ripresa industriale rapidissima.

Weimar centro culturale: Mann, Brecht, Schönberg, Fritz Lang, Bauhaus di Gropius

(Kandinskij, Klee), soppresso nel 1933 dal nazismo, Institut für Sozialforschung (scuola di

Francoforte 1923: Adorno, Horkheimer, Marcuse, Benjamin, Neumann).

SPD torna al governo nel 1928, ma la crisi del ’29 contribuisce al crollo di Weimar

Mein Kampf,

Hitler, 1926 (carcere): presenti i temi della sua politica: lotta al bolscevismo,

antisemitismo, espansione a est per lo «spazio vitale» ai popoli di nazionalità tedesca.

NSDAP 2,6% 1928, 18,2% 1930, 37,4% 1932: crescita imponente per effetti crisi del ‘29:

disoccupati e piccola borghesia attratte dalla propaganda, industriali vedono garanzia

per ordine sociale: incarico di governo da parte del presidente Hindenburg 30.1.33

NSDAP arriva al potere per vie legali (ma con violenza delle SA)

Pretesto incendio Reichstag (accusato KPD) per far scattare art. 48

- Nuovo Reichstag (NSDAP 44%) dichiara decaduto KPD e conferisce pieni poteri a Hitler;

sciolti SPD e Zentrum. Morto Hindenburg nel 1934, Hitler diviene anche presidente della

repubblica, dopo aver eliminato SA, formazione paramilitare estremista, ottenendo

appoggio delle forze armate e dei gruppi economici che ne avevano favorito l’ascesa

Fascismi

Nei due paesi in cui si afferma il fascismo (Italia anni 20, Germania anni 30), il concetto

che bene esprime la situazione è quello di “nazionalizzazione delle masse” (G. Mosse,

(La nazionalizzazione delle masse. Simbolismo politico e movimento di massa in

Germania 1812-1933, L’uomo e le masse nelle ideologie nazionaliste

1974; , 1982): uno

dei macrofenomeni che caratterizzano la società contemporanea e che trova nelle

dittature novecentesche (fasciste e comuniste) un’accelerazione.

In regimi come quelli fascisti, dove è forte l’esigenza di socializzazione politica e di

consenso e in cui la legittimazione del potere non poggia più sulle basi consuete (le

elezioni: sia in Italia che nella Repubblica di Weimar universali), le tradizionali “agenzie

formative” (scuola, esercito, chiese) e i nuovi mezzi di comunicazione (radio, cinema:

raggiungono anche analfabeti e campagne) sono accentrati nelle mani dei nuovi regimi e

piegati alle loro esigenze: acquisizione di consenso e esercizio del controllo.

fascismo e nazismo: comuni origini dei due Stati e processi di unificazione (ruolo

egemone Piemonte e Prussia), entrambi con una fragile tradizione democratica (Weimar

negli anni ’20), con una base sociale comune (ceti medi) e un analogo metodo di

conquista del potere (solo il nazismo è legalitario: Hitler vince le elezioni) e un avanzato

processo di politicizzazione.

una volta al potere, fascismo e nazismo prestano grande attenzione alla

- mobilitazione delle masse: chiave del loro “successo”, insieme all’uso sistematico

della violenza (squadrismo), la capacità mediatica di presentarsi come “uomini

nuovi”, leader carismatici

Hobsbawm riconduce il “secolo breve” alla lotta tra comunismo e capitalismo:

- svaluta il confronto tra democrazie e regimi fascisti: il fascismo italiano non si può

considerare solo come uno dei volti del capitalismo (tesi marxista).

contrapposizione fascismi/comunismo soprattutto negli anni ’30 (guerra di

- Spagna).

Fascismo e nazismo nascono non solo e non tanto come risposta al comunismo o

- alle aspirazioni della classe operaia, ma anche e soprattutto come reazione al

sistema politico liberale e democratico: traendo linfa vitale dal nazionalismo

respirato e coltivato nelle trincee della GG

I “segreti” del successo di fascismo e nazismo:

- nuova violenza dello squadrismo e dell’apparato paramilitare della Milizia e della

(Sturmabteilungen,

Nsdap e i reparti d’assalto SA) contro esponenti del movimento

operaio e democratico;

- capacità di mobilitare le masse

- debolezza degli avversari.

Elementi non sufficienti senza il sostegno di settori consistenti della classe dirigente

(agrari e industriali, gerarchie militari, forze di polizia e dei prefetti).

Fascismo/nazismo: periodi diversi e diversa tempistica

Fascismo: intenzioni di Mussolini subito chiare: 3 anni per conquistare il potere, altri 3

anni per la trasformazione in regime (disciplinando lo Stato e la società):

organismi paralleli a quelli statali (MVSN, Gran consiglio del fascismo)

- Leggi fascistissime novembre 1926 (decaduti deputati aventiniani, sciolti partiti,

- ONF partito unico, polizia segreta, TSDS)

Stato di polizia e organizzazioni di massa

-

Nazismo: intenzioni di Hitler chiare fin dal 1924; 13 anni per conquistare il potere, ma

immediata costruzione del regime:

incendio del Reichstag (febbraio 1933), sciolti tutti i partiti tranne Nsdap

- notte dei lunghi coltelli (1934): eliminati SA ed esponenti del primo nazismo

- SS: da squadre di protezione a polizia di partito inserita nello Stato (Himmler, nel

- 1936 anche capo della polizia segreta: Gestapo)

legge 7.4.1933: epurazione della PA, anche dei non ariani

- campi di concentramento per avversari politici

-

Società fondate sul potere gerarchico, con vertice duce e führer; istituzioni di partito

parallele a quelle dello Stato (doppio Stato): in Germania (e nell’Urss staliniana) è il

partito a dominare lo Stato, in Italia no (limite posto dalla monarchia)

Fascismi: fenomeno in gran parte nuovo, diverso dalle vecchie forme di

governo autoritario

Confronto con società di massa, organizzazioni politiche e sindacali, opinione

- pubblica e stampa, Stato liberale (Italia) o democratico (Germania), sviluppo

tecnico ed economico

come altri regimi autoritari: “esigenza” di colpire la libertà di opinione e di stampa:

- rogo dei libri “sovversivi” (Berlino, maggio 1933)

peso delle strutture politiche e civili preesistenti: da distruggere per

- sostituirle con altre, “atomizzando” i singoli individui: inquadramento delle masse

dall’alto e ricerca del consenso

eclettismo dei programmi PNF e NSDAP (richiami al nazionalismo e al socialismo):

- mix di populismo, nazionalismo e retorica anticapitalistica

novità: violenza come strumento di lotta politica

- NON dissolvere il fascismo in continuità con il prima e il dopo: crisi del

- dopoguerra, smobilitazione bellica e mito della vittoria mutilata, nazionalismo

(Fiume), conflitto sociale (ma nel 1922 ormai il “pericolo rivoluzionario” è finito)

Germania: molla economica (post crisi ’29); 1936 programma della “piena

- occupazione”, fondato su riarmo (nel 1938 1/3 della spesa pubblica complessiva).

Rapporto con le masse: da “educare”, perché il consenso è fondamentale:

modernizzazione autoritaria

- accordo con parte delle Chiese protestanti e della Chiesa cattolica: i Concordati (1929 e

1933)

Italia: controllo sul paese totalitario ma presenza di monarchia e Chiesa, autonomia

lasciata ai settori forti della classe dominante, sp. industriali.

Fascismo come “terza via” tra capitalismo e socialismo: ideologia corporativa, di forte

impatto propagandistico: creazione per ogni settore produttivo di corporazioni che

avrebbero dovuto dare pari rappresentanza ai datori di lavoro e ai lavoratori

NAZIONALISMO

Impatto del nazionalismo da fine’800 (età degli Imperi), determinante per la crisi dello

Stato liberale in Italia e Germania, sottoposti a un intenso processo di nazionalizzazione e

con tradizione democratica più fragile rispetto a Inghilterra e Francia

Nazionalismo: “sistema di valori” che nelle società di massa media il senso di

appartenenza, utilizzando la storia per legittimare il presente (UPS)

Il rapporto con il passato

sostituzione dei valori tradizionali fondati sulla religione con altri miti e culti:

- “religione civile”

legittimazione nel passato: antica Roma (fascismo), Medioevo (nazismo)

- propaganda e ritualità: intreccio di temi moderni e antimoderni

- Italia: unità di una storia italiana incentrata su Roma antica, Risorgimento e GG

- Germania: III Reich continuatore dei fasti del SRI: concetto di Volk (popolo) cuore

- della cultura politica nazista: le gesta dell’Ordine teutonico, la tradizione anseatica

e la lotta tra civiltà germanica e cultura romanza “legittimano” le rivendicazioni

egemoniche

alla parcellizzazione della società (individualismo liberale) contrapposizione della

- nazione (non quella della RF ma una nuova dove manca la conflittualità sociale:

lotta di classe “riassorbita” nello stato)

CULTURA: militante; in parte rielaborata, in parte nuova, promossa con vari

- strument: adunate oceaniche, coreografia, monumentalità, simbologia, feste civili:

azioni rituali ripetitive che legano il presente al passato e al futuro conferendo

un’identità comune: novità rispetto alla storia occidentale: politica “venduta”

con le regole di un prodotto commerciale

Fascismo

Continuità liturgica e simbolica con il passato: tricolore, saluto romano (subito nella

scuola), riti sui martiri della GB, passo romano, giuramenti, ONB, calendario fascista,

Natale di Roma, culto del Duce (maiuscolo), Palazzo Venezia e il Vittoriano e nei pressi le

antiche vestigia romane

Fulcro del rituale fascista: identificazione tra regime e PATRIA: uomo nuovo affida la

propria esistenza al trinomio Patria, famiglia e Dio: militarizzazione della società

Strumenti della propaganda : organizzazioni di massa, scuola, mass media

Settore della cultura molto curato perché l’unico in cui potevano manifestarsi dei dissensi

Nazismo

Subito (1933) il Ministero per la Cultura popolare e della propaganda (Goebbels):

monopolio stampa e radio, controllo delle manifestazioni culturali, diffusione ideologia

antisemita, coreografie e grandi adunate (Leni Riefenstahl)

Fascismo

Dal basso verso l’alto, dalle istituzioni pubbliche a quelle private: prima settori

politicamente più delicati (giornali e scuola), poi alta cultura (università, accademie,

editoria)

Fascistizzazione delle istituzioni esistenti e nuovi istituti: Istituto fascista di cultura e poi

di cultura fascista, Accademia d’Italia (affianca e poi sostituisce l’Accademia dei Lincei),

Studi storici, Enciclopedia italiana: ruolo di Giovanni Gentile.

STAMPA

Decreti 1923 e 1925 (post crisi Matteotti: slide): normalizzazione (nuove proprietà,

stampa fascista militante a livello locale – ras)

Anni ‘30: influenza del modello tedesco: trasformazione dell’Ufficio stampa della PCM

(Galeazzo Ciano) in Sottosegretariato per la Stampa e propaganda e poi ministero (1937

Minculpop: centralizzazione del controllo e della censura: veline)

8.7.1924: riesumato decreto del 1923 (non applicato per proteste stampa liberale e

FNSI): direttore responsabile dei reati a mezzo stampa (turbativa’ordine pubblico,

istigazione all’odio di classe e alla disobbedienza alle leggi, favoreggiamento di interessi

stranieri, vilipendio di patria, re, papa, istituzioni), il prefetto può chiudere un giornale

dopo un rapido parere del giudice. La soppressione della

9.7.24: editoriale su LA STAMPA del direttore Alfredo Frassati

libertà di stampa:

«Proprio in un momento in cui tutti toccano con mano i tristissimi effetti di un regime

compressore di libertà, proprio oggi il governo si decide a colpire una libertà così

essenziale come quella della stampa, con un colpo mortale».

1.1.1926 - legge sulla stampa: perfezionamento del decreto 1924 (il direttore deve

essere persona non sgradita al governo). Obbligo per i giornalisti di iscrizione all’albo

(certificato di buona condotta politica e morale).

Le voci dell’opposizione già messe a tacere:

La Voce Repubblicana,

La pagina del 7 aprile 1925 de coi pezzi sequestrati, tra cui il

Imponenti manifestazioni in tutta Italia per la libertà della stampa

lead:

ARTE E ARCHITETTURA

MRF 1932, futurismo e romanità reinventata; Case del fascio, Eur, E42

Cinema (Istituto luce): divertimento e propaganda, ma preminenza hollywoodiana

Dopolavoro: anello di congiunzione tra regime e popolo, tra centro e periferia,

modello sia per nazismo che per Italia repubblicana: attività ricreative che si

rifanno a tradizioni esistenti (bocciofila, feste folcloristiche, filodrammatica,

escursionismo) prese in carico dal partito e poi dallo stato

La riflessione sul totalitarismo

analisi di politologi, filosofi, politici, prima che di storici

categoria associata a determinati eventi (regimi autoritari tra le due guerre mondiali) e a

una forma di potere

Totalitarismo: mai esistito come realtà istituzionale in senso stretto: idealtipo,

- spesso utilizzato a fini ideologici nel dibattito sui fascismo e il comunismo sovietico

Diffidenza degli storici: è uno strumento analitico per classificare i regimi, ma non ha

valore euristico

fortuna del termine (anche nei manuali scolastici): evoca la natura minacciosa,

“oscura”, del ‘900, divenuta parte dell’immaginario collettivo:

Il mondo nuovo,

scrittori distopici: Aldous Huxley, 1932 (eugenetica in una società

governata da 10 coordinatori mondiali; motto “comunità, identità, stabilità”); George

La fattoria degli animali 1984

Orwell, 1945 (denuncia dello stalinismo) e del 1948 (3

regimi totalitari che governano il mondo)

Metropolis Brazil

Film: di Lang 1927, di Terry Gilliam 1985 (ispirato a 1984)

Le 5 tappe della fortuna/sfortuna del termine totalitarismo (Traverso 2001)

1) 1922-1933

prime definizioni del totalitarismo, in contemporanea con l’ascesa del fascismo in

- Italia: prima dell’avvento del nazismo, cui comunemente il termine è associato

termine coniato dall’opposizione antifascista per indicare un sistema politico

- che solo più tardi avrebbe rivelato la sua natura totalitaria

Giorgio Amendola, “Il Mondo”, 1923: carattere tendenzialmente “totalitario” del

- programma fascista (elezioni amministrative 1922: PNF con liste di maggioranza e

minoranza, impedisce con la forza liste di opposizioni: disprezzo per i diritti della

minoranza=germini azione totalitaria)

Lelio Basso, “Rivoluzione liberale” di Gobetti, 2.1.1925, alla vigilia del discorso di

- Mussolini: PNF è l’espressione di un “totalitarismo indistinto”: pretende di

rappresentare tutti

Luigi Sturzo (Parigi 1926)

- Quaderno

Antonio Gramsci, 6 (Congresso Lione 1926): identificazione tra

- società, Stato e partito, subordinazione della prima agli altri due (1937 PNF e Stato

tutt’uno dal punto di vista istituzionale)

fascismo si appropria del termine e si presenta (unico a farlo) come totalitario

- E. Gentile: totalitarismo imperfetto, “via italiana”: Stato controlla ogni aspetto

- della vita dei cittadini/sudditi: “rivoluzione permanente”. Contro la modernità

razionalistica e liberale (Stato di diritto 800esco) propone una modernità

antagonista: militarizzazione dell’individuo, subordinato allo Stato nella vita

pubblica e privata

Mussolini, IV congresso PNF 1925: il fascismo ha una “feroce volontà totalitaria”

- Fascismo, Enciclopedia italiana, Idee

Mussolini, vol. XIV 1932 (G. Gentile,

- fondamentali Dottrina politica e sociale La dottrina del fascismo

+ (coll. Gentile):

(premessa al nuovo statuto del PNF 1938):

per il fascista tutto è nello Stato, e nulla di umano, o spirituale esiste, e tanto

- meno ha valore, fuori dello Stato. In tale senso il fascismo è totalitario, e lo

Stato fascista, sintesi e unità di ogni valore, interpreta, potenzia e sviluppa, tutta

la vita del popolo

Un partito che governa totalitariamente una nazione è un fatto nuovo

punto 9:

- nella storia. Non sono possibili riferimenti e confronti

La storiografia

L’organizzazione dello Stato totalitario,

A. Aquarone, 1965

Mussolini il duce: gli anni del consenso (1929-34

R. De Felice, ), 1974: il fascismo è un

“totalitarismo di sinistra”, il nazismo “di destra” (fortemente connotato dal punto

di vista biologico e razziale) e resta fuori dal “cono d’ombra” dell’olocausto

Limiti del totalitarismo fascista: ostacolo della Chiesa, “unico regime totalitario” (Pio

XI): conflitto nel 1931 per educazione dei giovani e nel 1938 per le leggi razziali

(vulnus al Concordato)

- Totalitarismi al plurale: fascismo è un fenomeno europeo: tante varianti

(albero con tanti rami) o tanti aspetti (vari alberi della foresta con caratteristiche in

comune)?

Diritto di paternità: fascismo, ma modello vincente è quello nazista

- 2) 1933-1945

termine totalitarismo “lascia” il fascismo: fin da subito nazismo ha programmi

- totalitari, realizzati rapidamente (soppressione libertà, irreggimentazione società,

regime, leggi Norimberga ecc.)

Carl Scmitt: Stato autoritario; Goebbels 1933: avvento del nazionalsocialismo è

- “rivoluzione totale”: lo “Stato totalitario abbraccia ogni sfera della vita

pubblica e la trasforma alla base”

definizione dei nemici: Francia centro opposizione antifascista, intellettuali liberali,

- fuoriusciti dall’Urss

Elie Halévy 1938: con la GG si apre “era delle tirannie” dominata da tre “fratelli

- nemici”: bolscevismo, fascismo e nazismo

categoria di totalitarismo elaborata dagli scienziati sociali tedeschi (ebrei e non) in

- esilio in USA: i regimi totalitari segnano una rottura nella tradizione occidentale

(Stato di diritto), non sono semplici versioni, moderne, dell’autoritarismo e della

tirannide La lotta contro il liberalismo nella concezione totalitaria dello

Herbert Marcuse,

- stato, 1934 (filosofo ebreo marxista): totalitarismo è uno dei prodotti (l’altro è il

liberalismo) delle trasformazioni del moderno capitalismo, che nella GG aveva

teso ad annullare l’individuo

GG inaugura l’era dei massacri, delle morti di massa: laboratorio del

- totalitarismo (violenza): culla della comunità nazionale rigenerata (Volk),

momento fondante di un ethos guerriero (Ventrone 2003: la GG esercita una

“seduzione totalitaria”)

Regimi totalitari: solo dove c’è una società di massa, urbana e industrializzata:

- non in Spagna

Mazower, 2000: totalitarismo è una delle risposte all’emergere della società di

- massa: l’altra è la democrazia (un elemento della coppia oppositiva del periodo

dello scontro capitalismo/comunismo)

seconda guerra mondiale: spartiacque per la riflessione sul totalitarismo

- dopo il patto Molotov-von Ribentropp (agosto ‘39) ma prima dell’attacco

 hitleriano all’Urss del giugno 1941: parola chiave del vocabolario politico

Ex comunisti delusi dalla repressione staliniana (G. Orwell, A. Koestler)

Scuola di Francoforte in esilio:

- Lo Stato delle masse. La minaccia della società senza classi

Emil Lederer, ,

 1940 (economista e sociologo marxista): lo Stato delle masse distrugge la

struttura sociale preesistente e trasforma il popolo in massa amorfa: società

non più divisa in classi Dialettica dell’illuminismo,

Max Horkheimer-Theodor W. Adorno, 1942:

 anche lo stalinismo è un regime tendenzialmente totalitario

Behemoth,

Franz Neumann, 1942 (giurista SPD): non parla di totalitarismo

 ma di regime “tendenzialmente onnipotente e onnicomprensivo”, regno del

caos (contrapposizione polemica a Schmitt che, citando Hobbes, aveva

presentato la dittatura nazista come Leviathan); concetto di policrazia:

vari centri del potere oltre al capo e conflitti di competenza, frutto di

rivalità interne ma non di divergenze politiche

Il doppio stato,

Ernst Fraenkel, 1941 (scienziato politico e consulente

 giuridico SPD): una dittatura ha una duplice fonte del potere

3) 1947-1960

“età dell’oro” del dibattito sul totalitarismo, coincidente con la fase calda della

- guerra fredda

contrapposizione del mondo in due blocchi antagonisti favorisce l’inserimento del

- comunismo (non solo staliniano) tra i totalitarismi

Da analisi del passato a studio del presente: comunismo staliniano, non

- sconfitto, a differenza degli altri regimi totalitari, con la guerra, al potere, di cui

non si conoscono ancora tutti i crimini

Lentezza nell’inserimento del comunismo nel club dei totalitarismi è il ruolo

- dell’Urss nella sconfitta del nazismo: “pregiudizio favorevole” perché il

comunismo, ben più delle democrazie, ha contrastato il nazifascismo negli anni 30

(fronti popolari, guerra di Spagna).

“riserva mentale” anche negli intellettuali non comunisti, restii all’idea di

- mettere a confronto comunismo e nazismo

il venir meno di uno dei due poli del confronto e la Germania come avamposto

- europeo del “mondo libero” (non comunista), favoriscono la politicizzazione del

dibattito

1947: guerra fredda (Italia e Francia: estromissione delle sinistre dai governi,

- piano Marshall ecc.): pres. USA Harry Truman - nell’ambito della dottrina del

containment – equipara nella condanna i 3 regimi totalitari (comprende anche il

fascismo italiano)

1950 Congresso per la Libertà della Cultura (USA: ass. culturale finanziata da

- Fondazione Ford e Cia): antitotalitarismo=anticomunismo; chiusura delle

frontiere ai comunisti (totalitarians)

Il fardello del nostro tempo Le origini

1951 Hannah Arendt, (it. 1967), poi

- del totalitarismo

Filosofa ebrea tedesca emigrata negli USA; voleva fare non un’analisi del

 totalitarismo ma del “fardello” del nostro tempo, ovvero razzismo e

antisemitismo, presenti nel nazismo. Influenzata anche dal clima

ideologico USA (film von Trotta), propone un’analisi del totalitarismo, di cui

individua le origini nell’800: totalitarismo non “cade dal cielo”, affonda le

radici nell’industrializzazione e nell’urbanizzazione, nell’imperialismo e

nell’antisemitismo (affaire Dreyfus).

Confronto tra nazismo (dopo il 1938) e stalinismo (post 1928), di cui

 evidenzia le affinità strutturali: i campi di concentramento (non distingue

tra Auschwitz e Gulag, tra il genocidio razziale sistematico e il lavoro

schiavistico, tra lo sterminio fine a se stesso e il terrore come strumento

irrazionale di un obiettivo teoricamente razionale).

Silenzio sul fascismo italiano, scarsa distinzione tra movimento e regime;

 manifesto dell’anticomunismo (anche suo malgrado), a lungo non diffuso in

Italia e Francia (partiti comunisti) Le caratteristiche generali della dittatura

Carl Friedrich-Zbigniew Brzezinski,

- totalitaria, 1956 politologo austriaco/Usa e polacco):

“fenomenologia del totalitarismo”, avulsa dal contesto storico,

 impregnata di “antisovieticità”.

Individua 6 elementi del sistema totalitario:

 a. ideologia ufficiale

b. partito unico di massa

c. controllo di polizia e terrore

d. controllo dei mass media

e. monopolio delle armi

f. controllo centrale dell’economia

annullate le differenze tra Stati fascisti e comunisti in cerca delle

 “identicità”: si guarda ai sistemi e alle tecniche di dominio ma non alle

peculiarità socio-politico-economiche

analisi schematica di larga presa (cfr. manuali scolastici).

4) 1960-1989/91

anni ‘60: studi sul nazismo ignorano il dibattito sul totalitarismo (Hans Mommsen

- e Martin Broszat): eclissi del termine, considerato un residuo ideologico della

guerra fredda, e sottolineatura della unicità del nazismo, per il “male” che aveva

prodotto

un male che nel 1951 Arendt aveva definito “assoluto” ma che nel 1961 diventa

- “banale” quando commenta il processo celebrato a Gerusalemme ad Adolf

(La banalità del male:

Eichmann un “uomo comune”, non un “mostro”)

L’uomo a una dimensione,

H. Marcuse, 1964: anche nelle società

- neocapitalistiche vi sono elementi totalitari (ossimoro del “totalitarismo

democratico”) Una giornata di Ivan Denisovic

1962: Solzenicyn, (gulag siberiani; autobiografico)

- Arcipelago GuLag

1973, Id., (clandestino, grande eco in Francia, dove si sta

- discutendo della “sindrome di Vichy, collaborazionismo)

anni ’70: analisi sociale del nazismo e della sua particolarità (deutscher

- sonderweg): persistenza del paradigma dell’eccezionalismo scoraggia il

confronto con altri regimi


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milona94

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere moderne
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher milona94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Tacchi Francesca.

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