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Appunti di Revisione aziendale esterna Appunti scolastici Premium

Appunti di Revisione aziendale esterna basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Romano dell’università degli Studi di Roma Tre - Uniroma3, Facoltà di economia. Scarica il file in formato PDF! Essenziale per passare l esame anche senza slide.

Esame di Revisione aziendale esterna docente Prof. M. Romano

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Amministratore Delegato: può avere maggiore contezza sulle aree di rischio;

- Comitato Controllo e Rischi e CS: possono richiedere alla funzione IA di svolgere controlli

- mirati in merito a particolari aree di rischio;

Sogg. Che esercita il Controllo Contabile: può fare affidamento sulla funzione IA

- efficiente ed efficace riduce il rischio di revisione e l’impiego in termini di ore di lavoro

del revisore;

- OdV 231: si interfaccia con la funzione IA per quanto riguarda l’attività di monitoraggio

delle aree di rischio commissione reati.

6.il dirigente preposto alla redazione dei

documenti contabili

In Italia coincideva con il CFO (Cheif Financial Officer). Il dirigente preposto è un

dipendente della società e non un manager. È un funzionario al quale è richiesta la

predisposizione di documenti contabili che successivamente verranno esaminati dagli

amministratori delegati e dal CDA. Si esclude la cumulabilità di tale figura con la posizione

di amministratore delegato o generale. Società interessate: italiane con azioni quotate in

mercati regolamentati (società con azioni quotate).

Requisiti soggettivi: deve trattarsi di un dirigente, dunque un dipendente della società, non può

trattarsi di un sindaco o di un professionista esterno o da un organo collegiale.

Compiti: di natura organizzativa (predisposizione di adeguate procedure amministrativo –

contabili per la formazione del bilancio d’esercizio e del bilancio consolidato); di natura

certificativa (attestazioni di attendibilità relative ai bilanci e attestazioni di corrispondenza di

natura contabile diffuse al mercato). Quest’ultima non si qualifica come un’attività di controllo

su documenti predisposti da altri, quindi il DP non esercita un’attività di controllo sul bilancio,

ma è chiamato a partecipare alla sua elaborazione. Si tratta di forme di autocertificazione, la

cui importanza risiede nella formale assunzione di responsabilità che comporta per il suo stesso

autore. Il dirigente preposto deve rilasciare 2 tipi di attestazione: corrispondenza alle risultanze

documentali, ai libri e alle scritture; relazione da allegare al bilancio contenente la

dichiarazione dell’adeguatezza e dell’effettiva applicazione delle procedure amministrative e

contabili predisposte.

Nomina: dal CDA col parere favorevole del CS. Il CDA deve vigilare che il dirigente preposto

disponga di adeguati poteri e mezzi; e sul rispetto effettivo delle procedure amministrative e

contabili. Quindi il CdA ha il compito di definire di quali poteri e mezzi debba essere dotato il DP.

La responsabilità del DP è la stessa civile e penale degli Amministratori. L’obbligo di vigilanza dei

sindaci impone un costante monitoraggio dell’attività del dirigente preposto. Il monitoraggio può

essere realizzato attraverso la creazione di un flusso informativo tra DP e CS. Nel caso in cui i

flussi informativi non siano sufficiente => poteri ispettivi. Nel caso in cui il collegio rilevi carenze

negli assetti o comportamenti non corretti del dirigente preposto, esso sarà tenuto ad informare il

CdA.

Il revisore legale verifica principalmente l’attività del dirigente preposto esempio il controllo

contabile il quale prevede la verifica regolare tenuta della contabilità e della corretta

rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili.

7. il bilancio come strumento di governance

Le informazioni finanziarie sono usate perché sono possibili contratti più efficienti quando le

parti contraenti si impegnano a creare un ambiente più trasparente.

8. Revisione: obiettivi e principi generali

PR 200: l’obiettivo della revisione contabile è quello di permettere al revisore di esprimere un

giudizio sul modo in cui è stato redatto un bilancio.

Principi generali: indipendenza, integrità, oggettività, competenza professionale,

confidenzialità, comportamento professionale, standard tecnici.

Il revisore deve pianificare e svolgere il lavoro con scetticismo professionale, ovvero il revisore

svolge un’analisi critica della validità dell’evidenza di audit ottenuta, riconoscendo quelle

circostanze che potrebbero comportare degli errori di bilancio. Le procedure devono essere

svolte e pianificate in accordo con i principi di revisione, le norme e i principi contabili di

riferimento.

Le attestazioni sul bilancio (CEAVOP): completezza (tutte le registrazioni, attività e

passività sono registrate), esistenza (tutte le trans, att e pass registrate esistono),

accuratezza (tutte le trans, att e pass sono accuratamente registraste), valutazione (le

att e pass sono valutate correttamente), proprietà (le att e pass hanno titolo per essere

iscritte in bilancio) e presentazione (tutte le poste di bilancio sono correttamente

classificate e le note esplicative sono complete).

PR 220: il controllo della qualità del lavoro di revisione contabile. Lo scopo del PR 220 è di

stabilire le regole di comportamento e di fornire una guida al revisore per il controllo della

qualità del lavoro (definire le direttive e le procedure del revisore con l’attività di revisione

contabile e le procedure relative al lavoro assegnato agli assistenti in un determinato incarico di

revisione). Il revisore/società di revisione deve adottare direttive di controllo della qualità che

abbiano i seguenti obiettivi:

Requisiti professionali: indipendenza, integrità, obiettività, riservatezza, professionalità;

- Preparazione e competenza: tutti devono essere aggiornati professionalmente. Il revisore

- deve assumere collaboratori con competenze tecniche adeguate, prevedere corsi di

aggiornamento, incentivare l’iscrizione all’esame di abilitazione;

Assegnazione degli incarichi: deve tener conto di esperienza nel settore, dimensione e

- complessità dell’incarico;

Direzione, supervisione e riesame del lavoro: devono essere tali da garantire che il lavoro

- viene eseguito secondo quanto stabilito dai principi di revisione. Supervisione deve

seguire l’avanzamento del lavoro degli assistenti, monitorare problemi contabili e di

revisione al fine di discuterli anticipatamente con la direzione e definire una soluzione

inoltre valutare la necessità di coinvolgere un esperto. Riesame del lavoro serve per

accertare che sia stato eseguito secondo il programma di revisione, lavoro e conclusioni

siano adeguata<mente documentati, obiettivi delle procedure di revisione siano stati

raggiunti;

Consultazione di esperti interni o esterni all’ufficio i quali hanno competenze/esperienze

- necessarie per affrontare determinate tematiche tecniche. Nel caso di esperto esterno

bisogna visionare la competenza, l’indipendenza, obiettivi e il lavoro svolto;

Accettazione e mantenimento della clientela. Per fare ciò deve prima valutare ogni

- potenziale cliente. Deve tenere presente gli aspetti di indipendenza, competenza e

integrità di direzione;

Monitoraggio: deve accertare con controlli periodici l’adeguatezza e l’efficienza delle

- proprio procedure al fine di monitorare il livello di qualità del proprio gruppo di lavoro.

Le verifiche possono essere svolte sia da professionisti interni sia esterni e anche organi

di controllo esterni.

9. Il rischio di revisione

Tipologie di controllo:

Company – level control

➢ IT general controls

➢ Activity/transaction level control

COMPANY – LEVEL CONTROL

Ambiente di controllo:

Integrity and ethical values: verificare l’esistenza e l’implementazione del codice di

- condotta etico, comprendere in che modo il management stabilisce politiche e guide

appropriate relativamente ai controlli interni, comprendere come il management

affronta l’incentivazione dei dipendenti e definisce aspettative di performance;

Commitment to competence: rappresenta il modo in cui il management determina le

- competenze aziendali necessarie per particolari responsabilità e traduce le proprie

necessità in conoscenza e abilità. Obiettivi di audit: determinare come il management

analizza le conoscenze e le competenze necessarie per particolari funzioni;

Board of directors and Audit Committee: determinare come sono nominati e selezionati i

- membri del CS e del CDA, verificare le interazioni tra gli organi aziendali, l’indipendenza

del CS dal management, verificare se il CS sia informato e se esercita effettivamente i

propri compiti;

Struttura organizzativa: comprendere come il management ha definito le posizioni

- chiave e le responsabilità, quali controlli svolge il management al fine di gestire il

turnover dei dipendenti nelle funzioni chiave;

Filosofia e stile operativo: determinare come il management promuove e incoraggia un

- appropriato livello di accettazione dei rischi aziendali, in che modo ha comunicato le

politiche relative alla predisposizione del reporting finanziario;

Politiche e pratiche relative alle risorse umane: determinare come il management

- definisce le politiche e le pratiche relative aziendali, determinare come si svolge il

recruting aziendale, il training, la promozione;

Assegnazione di autorità e responsabilità: l’ambiente di controllo interno è influenzato dl

- modo in cui sono state attribuite autorità e responsabilità. Quindi bisogna determinare

come il management assegni le responsabilità al personale che occupa le posizioni.

Processo di definizione dei rischi aziendali: ogni azienda affronta una varietà di rischi

derivanti da fonti interne ed esterne che possono essere individuati e circoscritti. La

definizione dei rischi aziendali è il processo di identificazione e di analisi dei rischi

rilevanti per il perseguimento degli obiettivi, nonché il modo in cui gli stessi sono gestiti.

Obiettivi di audit: verificare l’esistenza di un processo attraverso il quale il management

identifica e valuta il rischio di frode che potrebbe risultare da errori di bilancio,

comprendere se il management svolge dei controlli atti a stabilire e comunicare

efficacemente a tutti i livelli obiettivi e strategie, comprendere se il M è dotato di un

processo di identificazione e gestione dei rischi, M assicuri il rispetto delle leggi.

Informazioni e comunicazioni: le informazioni devono essere identificate e comunicate in

modi e tempi che permettono a tutti di svolgere le proprie funzioni di responsabilità. I report

contengono informazioni tali da garantire il controllo del business aziendale. Le informazioni

consistono sia a eventi interni che eventi esterni.

Obiettivi di Audit: comprendere come il management controlla l’ottenimento delle

informazioni; verificare se il M abbia sviluppato un sistema informativo, legato alla strategia

aziendale; comprendere come il M controlli la comunicazione dei compiti ai dipendenti.

Monitoraggio: è un processo che definisce la qualità del sistema delle performance nel tempo,

sia a livello di azienda che di singola attività. Il monitoraggio dei risultati delle operazioni

consiste in processo di budgeting con sistema di analisi periodica dei risultati consuntivi;

monitoraggio degli indicatori chiave. Il monitoraggio dei controlli consiste in elaborazione dei

report; comparazione dei dati registrati nel sistema informativo con i dati effettivi. Obiettivi di

Audit: determinare come il M gestisca il monitoraggio dei risultati delle operazioni; comprendere

come svolge comparazioni periodiche di dati contabili; capire come assicuri l’efficacia delle

attività di I.A.

IT GENERAL CONTROLS

Access to programs and data: attuazione delle pratiche di sicurezza (rappresenta il modo in

cui è gestita la sicurezza delle informazioni); test di sicurezza (consiste nel test del database,

del sistema operativo e della sicurezza); accesso logico e fisico alle risorse informatiche IT

(verificare se i diversi tipi di accesso sono ristretti attraverso procedure di identificazione,

autentificazione e meccanismi di autorizzazione); separazione dei compiti (il revisore deve

comprendere quali sono usati per garantire un’appropriata separazione dei compiti all’interno

dei processi); scansione dei server (il M dovrebbe avere attività standardizzate e controlli

specifici per configurare il proprio server).

Program changes: le modifiche sono state autorizzate, documentate e testate (il revisore deve

individuare e valutare che i controlli posti in essere per assicurare eventuali cambiamenti ai

sistemi siano autorizzati e documentati dal M.); modifiche alla configurazione del sistema e

dell’applicazione (il R deve comprendere quali controlli sono posti in essere per assicurare che

il sistema e i cambiamenti di configurazione siano testati validi e approvati); migrazione delle

modifiche in produzione (il R deve comprendere quali controlli sono posti in essere per

restringere l’accesso alla migrazione di cambiamenti nel sistema di produzione dei dati

contabili).

Program development: portata ad estensione del test (il M potrebbe aver deciso di

implementare un nuovo sistema contabile che influisce sulla proceduralizzazione delle

transazioni di contabilità); tempi di valutazione delle implementazioni di nuovi sistemi

(implementazione di un nuovo sistema comporta del tempo).

Computer operations: procedure di backup e rispristino (il R deve comprendere in che modo il

M ha posto in essere procedure di backup e di disaster recovery); procedure di gestione dei

problemi (il R deve comprendere se il M ha definito procedure per registrare, analizzare e

risolvere incidenti, problemi ed errori per sistemi e applicazioni); computer dell’utente finale

(sono tutte le operazioni svolte dalla società attraverso l’utilizzo di fogli di calcolo

elettronici).

ACTIVITY/TRANSACTION LEVEL CONTROLS

Classi di transazioni: transazioni routinarie (es. fatturazione e incassi); transazioni non

routinarie (es. vendita di un cespite); voci soggette a stima (es. valutazione del presunto

valore di realizzo o di un fair value).

Walkthrough: descrizione di un intero processo sottostante la formazione di uno o più dati di

bilancio.

Selezione dei controlli da testare e documentare: il R deve documentare i controlli che il m

ha disegnato per gestire ogni rischio, includendo i controlli sulle registrazioni. Disegno dei

controlli significa fornire una descrizione del modo in cui si opera un controllo tenendo

conto di alcuni aspetti (come è svolto, la frequenza, la conoscenza…); test di controllo è la

procedura applicata per ottenere evidenze dell’esistenza e dell’efficacia dei controlli

interni aziendali.

Categorie di controllo: autorizzazione (approvazione di transazioni eseguite in accordo

con le politiche aziendali di accesso a beni e dati in accordo alle stesse politiche

aziendali); key performance indicator (sono indicatori di tipo sia finanziario che non

utilizzati dal M per comprendere il perseguimento degli obiettivi aziendali);

management review (è l’attività svolta da una persona differente da chi ha preparato

un’analisi); riconciliazione (è un controllo disegnato per controllare se due valori sono

consistenti), segregation of duties ( la separazione dei compiti e delle responsabilità

nell’ambito dell’autorizzazione e registrazione delle transazioni serve ad evitare che

un errore o una frode di si ripetano); exception (è una deviazione da un ser standard

es. scostamento delle vendite eccedente il 3%); system access(è la possibilità di

accedere al contenuto e/o alla modifica dei sistemi informativi); Interface (si tratta di

controlli basati sulla possibilità di trasferire tutte o una parte delle informazioni tra

due sistemi informativi, garantendo accuratezza, completezza e integrità dei dati

trasferiti).

RISCHIO DI REVISIONE: è il rischio che il revisore esprima un giudizio non corretto nel caso in cui

il bilancio sia significativamente inesatto.

Componenti del rischio:

Rischio intrinseco: saldo di un conto o di una classe di operazioni di essere inesatti e

- quindi di generare inesattezze significative in bilancio, può essere riferito anche al

bilancio nel suo insieme indipendentemente dalle singole voci;

Rischio di controllo: inesattezza che potrebbe verificarsi in un conto o di una classe di

- operazioni e che potrebbe essere significativa, individualmente considerata o sommata

ad altre inesattezze, non sia pervenuta o comunque tempestivamente individuata e

corretta dal sistema contabile e di controllo interno;

Rischio di individuazione: le procedure di revisione non evidenzino un’inesattezza

- significativa.

10. Revisione: inquadramento normativo

Legge 1966/39 disciplina delle società fiduciarie e di revisione: attività di consulenza esterna

Legge 216/74 obbligo dell’attività di revisione per le società quotate. Istituzione CONSOB.

D.lgs. 88/92 istituzione registro dei revisori contabili presso il ministero della giustizia.

D.lgs. 39/2010 introduzione disciplina organica della revisione applicabile a tutte le società.

Inquadra e definisce l’attività di revisione legale dei conti prevedendo che il revisore legale e

la società di revisione legale incaricati di effettuare la revisione legale dei conti: esprimono con

apposita relazione un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato ove redatto;

verificano nel corso dell’esercizio la regolare tenuta della contabilità sociale e la corretta

rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili.

Soggetti abilitati: nomina del revisore obbligatoria per le SPA, e le SRL che hanno una delle

condizioni => bilancio consolidato, controllo di una società obbligata alla revisione legale dei

conti, superamento per 2 esercizi di 2 dei seguenti limiti: attivo 4.400.000, ricavi 8.800.000,

dipendenti più di 50.

Nomina: società non quotate: l’assemblea nomina su proposta motivata del CS e lo revoca per

giusta causa.

Società quotate: l’assemblea nomina su raccomandazione del comitato per il controllo

Interno al CdA. Revoca qualora ci sia giusta causa.

Durata dell’incarico: società non quotate => 3 anni, rinnovabile per non più di 2 volte

consecutive;

Enti di interesse pubblico (società quotate): 7 anni se l’incarico è affidato ad una persona fisica

non rinnovabile se non decorsi almeno 3 anni, 9 anni società di revisione se l’incarico è affidato

ad una Società di Revisione non rinnovabile se non decorsi almeno 4 anni.

Casi particolari: le società che non siano tenute alla redazione del bilancio consolidato, può

prevedere che la revisione legale dei conti sia esercitata dal CS. Nelle società quotate no.

Enti di interesse pubblico: società che emettono valori immobiliari, le banche, imprese di

assicurazione, imprese di rassicurazione.

Enti sottoposti a regime intermediario: società emittenti strumenti finanziari non quotati sul

mercato, società di gestione, società di gestione del risparmio, società di investimento a

capitale variabile, …

Obbligo alla redazione del bilancio consolidato: gruppo che per 2 anni ha superato 2 dei seguenti

limiti: attivo 20 milioni, ricavi 40 milioni, 250 dipendenti.

L’esercizio della revisione legale dei conti è subordinato all’iscrizione del soggetto nel registro

dei revisori levali istituito presso il MEF.

Persone fisiche: possesso dei requisiti di onorabilità, possesso di una laurea triennale,

svolgimento del tirocinio e conseguimento dell’esame di idoneità professionale.

Persone giuridiche: i componenti dell’organo amministrativo devo possedere l’onorabilità, la

maggioranza dei componenti devono essere iscritti nel registro dei revisori legali, i responsabili

sono persone fisiche iscritte.

Disciplina di riferimento => d.lgs.135 del 17/7/2016. I soggetti iscritti nel registro sono tenuti al

rispetto degli obblighi di formazione continua (3 anni 20 crediti ogni anno).

Sanzioni per mancata formazione: avvertimento, dichiarazione di non conformità della relazione

di revisione, censura, sanzione amministrativa, sospensione dal registro per massimo 3 anni,

revoca di uno o più incarichi, divieto di accettare nuovi incarichi, cancellazione dal registro.

Il revisore o la società devono essere indipendenti dalla società sottoposta a revisione e non

devono essere in alcun modo coinvolti nel suo processo decisionale => indipendenza e

obiettività.

Valutazione del rischio di dipendenza: interesse personale, auto- riesame, attività di patrocinio,

eccessiva familiarità o confidenzialità, intimidazione. Deve essere indipendente durante il

periodo cui si riferiscono i bilanci da sottoporre a revisione, e in cui viene eseguita la revisione.

Non possono detenere strumenti finanziari emessi, garantiti da un ente sottoposto alla loro

revisione. Non possono rivestire cariche sociali negli organi di amministrazione, né prestare

lavoro autonomo o subordinato, se non sia decorso almeno un anno dal momento in cui abbia

cessato la loro attività.

L’espletamento dell’attività di revisione comporta l’assunzione di una obbligazione di mezzi: il

corrispettivo non può essere subordinato ad alcuna condizione, ma deve essere tale da garantire

la qualità e l’affidabilità dei lavori.

Valutazione preventiva del revisore: possesso dei requisiti di indipendenza ed obiettività;

eventuale presenza di rischi per la sua indipendenza, disponibilità di personale professionale

competente, tempo e risorse necessari; abilitazione del responsabile dell’incarico nel caso di

società di revisione.

Organizzazione del lavoro della società di revisione: nomina del responsabile e assegnazione di

risorse adeguate allo svolgimento dell’incarico; conservazione della documentazione relativa alle

violazioni riscontrate e alle misure adottate per porvi rimedio; tracciabilità del cliente;

conservazione della documentazione per 10 anni. Il fascicolo si chiude dopo 60 giorni dalla

sottoscrizione della relazione.

Compiti del revisore nello svolgimento della revisione legale del bilancio consolidato: assume la

piena responsabilità per la relazione di revisione; valuta il lavoro svolto da eventuali altri revisori

legali; fornire all’autorità competente la documentazione sul lavoro di revisore svolto dai revisori.

Il comitato per il controllo interno e la revisione contabile si identifica con: Collegio Sindacale

(modello tradizionale), Consiglio di sorveglianza (dualistico), Comitato per il controllo sulla gestione

(monistico).

Funzioni del comitato per il controllo interno e la revisione contabile: informare l’organo

amministrativo dell’ente sottoposto a revisione dell’esito della revisione legale; monitorare il

processo di informativa finanziaria, la revisione legale del bilancio d’ex e del bilancio consolidato,

ecc.…

Negli enti di pubblico interesse: comitato per il controllo interno e revisione contabile: informa

organo amministrativo, monitora il processo di informativa finanziaria, la revisione legale del

bilancio, l’indipendenza dei revisori, è responsabile della proceduta volta alla selezione dei

revisori. Presentano una relazione aggiuntiva al comitato per il controllo interno. Questa spiega

i risultati della revisione legale effettuata.

Svolgimento dell’attività di revisione: verifica contabile (controllo della regolare tenuta della

contabilità e della corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili), relazione

di revisione e giudizio sul bilancio (relazione che indichi chiaramente se il bilancio p conforme

alle norme che lo disciplinano e se rappresenta in modo corretto e veritiero la situazione

economico, patrimoniale e finanziaria della società). La relazione deve essere depositata

presso la società almeno 15 giorni prima dell’assemblea (quotate 21gg).

Struttura della relazione: introduzione, descrizione portata revisione, giudizio sulla conformità

del bilancio, eventuali richiami di informativa, giudizio sulla coerenza della relazione sulla

gestione.

Giudizio della relazione: senza rilievi (se il bilancio è un bilancio conforme alle norme e ai

principi contabili di riferimento), con rilievi (se si rilevano deviazioni significative rispetto

alle norme di legge e dei principi), negativo (quando la deviazione rende inattendibile il

bilancio nel suo complesso), impossibilità di esprimere un giudizio (particolari e

significative limitazioni).

La revisione è svolta in conformità ai principi di revisione internazionali adottati dalla

commissione europea.

Principi di revisione ISA Italia comprendono: principi di revisione internazionali (ISA) e

principi predisposti al fine di adempiere a disposizioni normative e regolamentari

dell’ordinamento italiano. I principi di revisione e il principio sul controllo della qualità

ISQC1 Italia identificano gli obiettivi del revisore e definiscono le regole di

comportamento.

Poteri dei revisori: ottenimento di documenti e informazioni utili all’attività di revisione

dagli amministratori; accertamenti, controlli ed esami di atti e documentazione della

società e delle controllate; scambio tempestivo di informazioni con l’organo di controllo

della società.

11. Principi di revisione legale

Principi di revisione nel tempo: art.162 TUF, direttiva 2006/43/CE, D.lgs. 30/2010, determina

del MEF 2014, D.lgs. 135/2016.

Obiettivi: diffondere misure volte a rafforzare l’indipendenza dei revisori legali, migliorare la

valenza informativa della relazione di revisione, rafforzare la supervisione sull’attività di

revisione nei paesi UE.

ART. 162 TUF: originariamente attribuiva alla CONSOB il potere di raccomandare principi

e criteri per la revisione contabile. Nel 2005 diventa un obbligo della CONSOB.

PRINCIPI DI REVISIONE: nel contesto nazionale non sono stati oggetto di elaborazione i principi di

revisione in materia di accordi relativi agli incarichi di revisione (isa 210) e in materia di

formazione del giudizio e predisposizione della relazione di revisione (isa 700, 705, 706, 710,

720).

Nel 2014 con la determina del MEF sono stati oggetto di pubblicazione i principi di revisione

elaborati dalle associazioni, denominati ISA ITALIA.

Struttura degli ISA Italia: introduzione (oggetto, data entrata in vigore), obiettivo, definizioni,

regole, linee guida ed altro materiale esplicativo, appendici (eventuali).

PRINCIPI GENERALI: 200, 210, 220, 230, 240, 250, 250b, 260, 265;

VALUTAZIONE DEI RISCHI E RISPOSTE AI RISCHI: 300, 315, 320, 330, 402, 450;

ELEMENTI PROBATIVI: 500, 501, 505, 510, 520, 530, 540, 550, 560, 570, 580;

UTILIZZO DEL LAVORO DI ALTI SOGGETTI: 600, 610, 620;

CONCLUSIONI E RELAZIONE DI REVISIONE SUL BILANCIO: 700, 705, 706, 710, 720, 720B; SA

ITALIA: integrano gli ISA ITALIA allo scopo di adempiere a disposizioni normative e

regolamentari previste dall’ordinamento italiano. SA 250b disciplina in merito alle verifiche

periodiche in materia di regolare tenuta della contabilità sociale. SA 720b espressione del

giudizio sulla coerenza delle informazioni contenute nella relazione sulla gestione.

ISQC1 Italia fornisce una disciplina in merito al controllo della qualità per i soggetti abilitati che

svolgono revisioni contabili complete e limitate del bilancio.

12. Responsabilità del revisore

I revisori legali e le società di revisione rispondono in solito tra loro e con gli amministratori nei

confronti della società che ha conferito l’incarico di revisione legale, dei suoi soci e dei terzi per

i danni derivanti dall’inadempimento ai loro doveri. Il responsabile ed i dipendenti sono

responsabili nei limiti del proprio contributo effettivo al danno cagionato nei rapporti tra

debitori e verso i terzi. L’azione di risarcimento si prescrive in 5 anni dalla data della relazione

di revisione. I responsabili della revisione legale che attestano il falso sono puniti con l’arresto

fino a un anno, se la condotta non ha cagionato loro un danno patrimoniale.

Se la condotta ha cagionato un danno ai destinatari delle comunicazioni la reclusione è da uno a 4

anni. Se è un ente di interesse pubblico 1-5 anni. La corruzione del responsabile della revisione la

pena fino a 3 anni (5 ente di interesse pubblico) si estende anche a chi dà o promette utilità.

Chi percepisce compensi in denaro o altra forma oltre a quelli legittimamente pattuiti viene

punito con la reclusione 1-3 anni e multa 1.000-100.000 euro.

Responsabilità attinente l’espressione del giudizio sul bilancio d’esercizio e sul bilancio

consolidato.

13. Analisi dei cicli operativi aziendali

PROCESSO STRATEGICO: definisce obiettivi e strategie della società, identifica le

opportunità e i rischi di business, gestisce i rischi di business definendo e comunicando le

responsabilità, definisce l’allocazione delle risorse, monitorizza l’effettivo raggiungimento

degli obiettivi.

PROCESSO OPERATIVO: insieme strutturato di attività, disegnato per produrre uno specifico

risultato (obiettivo), connesso a questioni di tempo costo e qualità, trasversale alle funzioni

aziendali.

Un processo si articola in attività (ex inventario, sviluppo strategie per i clienti) e task (il più

basso livello di dettaglio in cui è scomposto un processo ex registrazione dei dati del cliente,

verifica del credito, approvazione degli ordini), rappresentate mediante dei workflow (mostra

l’interazione e la sequenza fra i task, le attività o i processi).

PROCESSO ACQUISTI: (operazioni di approvvigionamento della gestione tipica: costi per

acquisto materie prime, semilavorati, costi per servizi, costi per godimento, debiti vero

fornitori; non strettamente connesse alla gestione tipica: oneri diversi di gestione, debiti verso

consociate, debiti diversi) insieme di tutte le attività che vanno dalla definizione delle

prospettive di acquisto di beni e servizi al reperimento effettivo di tali beni, fino alla

regolazione del rapporto amministrativo e finanziario con i fornitori.

Attività: decisione di acquisto (test of design: incontrare il responsabile acquisti e acquisire

sufficienti evidenze di revisione circa il modo in cui si determina il fabbisogno e si analizzano

gli scostamenti, test of control: sulla base della frequenza delle verifiche selezionare n ordini

di acquisto e verificare mediante osservazioni o/e analisi documentale, ottenere e analizzare

i report di verifica degli scostamenti tra fabbisogno pianificato e consuntivo), analisi e

selezione dei fornitori (TOD: incontrare il responsabile acquisti e acquisire sufficienti

evidenze di revisione circa il modo in cui si selezionano i fornitori, si ottengono le migliori

condizioni contrattuali ,TOC: sulla base della frequenza delle verifiche selezionare n ordini di

acquisto e verificare mediante osservazioni o/e analisi documentale che gli stessi siano stati

emessi a fornitori autorizzati), emissione e sollecito dell’ordine di acquisto, ricevimento dei

beni/servizi, ricevimento della fattura, pagamento del fornitore.

Obiettivi della revisione: garantire sufficienti ed appropriate evidenze di audit relativamente

alla completezza e alla corretta rappresentazione dei costi e dei debiti originatesi nel

processo acquisti.

PROCESSO VENDITE: (operazioni di vendita della gestione tipica dell’azienda: crediti verso

clienti, risconti passivi per interessi attivi, ricavi di vendita, svalutazione crediti; non

strettamente connesse alla gestione tipica: crediti diversi, crediti commerciali, ricavi diversi)

insieme di tutte le attività che vanno dal momento del ricevimento dell’ordine dal cliente a

quello dell’incasso del credito, rappresentando, dunque, una delle aree di bilancio più critiche

in tema di revisione contabile di imprese industriali e commerciali, in quanto tale area è

l’espressione della gestione caratteristica dell’impresa ed è tra le più consistenti in bilancio, sia

in termini di rilevanza di importi che per numero di operazioni.

Attività: acquisizione e registrazione dell’ordine dal cliente (Test of design: incontrare il

responsabile vendite e acquisire il modo in cui si riceve l’ordine da un nuovo cliente, circa le

fasi della sua registrazione a sistema; Test of control: sulla base della frequenza delle verifiche

selezionare n ordini ricevuti da clienti e verificare mediante osservazioni e/o analisi

documentale che gli stessi siano registrati secondo quanto previsto dalle procedure interne),

verifica dei limiti di fido accordati al cliente, controllo della disponibilità di prodotti, emissione

della conferma dell’ordine, evasione dell’ordine, fatturazione, rilevazioni contabili (dal credito

v/cliente, delle eventuali poste rettificative e delle poste fiscali).

Obiettivi della revisione: garantire sufficienti ed appropriate evidenze di audit relativamente

alla completezza, all’esistenza, alla valutazione e alla corretta rappresentazione dei crediti

originatesi dal processo delle vendite; e dei ricavi originatesi dal processo delle vendite.

PROCESSO DI GESTIONE MAGAZZINO: (rimanenze, valore della produzione, costi della

produzione) le rimanenze rappresentano valori economici comuni a due o più esercizi e sono

costituite dalle acquisizioni di fattori produttivi che, a fine periodo non sono ancora stati

alienati. Il processo di gestione del magazzino è l’insieme di tutte le attività di gestione del

ciclo produttivo aziendale, dal momento dell’approvvigionamento al momento della

trasformazione delle scorte in prodotto finito e della successiva vendita al cliente finale.

Attività: ricevimento (TOD: incontrare il responsabile magazzino e acquisire il modo in cui si

riceve la merce ordinata in magazzino, i controlli svolti; TOE: sulla base della frequenza delle

verifiche selezionare n carichi di magazzino e verificarne la corrispondenza con i relativi ordini

di acquisto), caricamento del sistema, utilizzo, inventario fisico, valorizzazione, rilevazioni

contabili.

Obiettivi di revisione: accertamento dell’esistenza fisica e del titolo di proprietà o possesso

delle giacenze finali; accertamento della corretta valutazione, accertamento della corretta

classificazione dei costi e ricavi.

PROCESSO DI GESTIONE DELLE RISORSE UMANE: (fondi per rischi e oneri, trattamento di fine

rapporto, debiti tributari, costi della produzione per il personale) insieme di tutte le attività

relative all’acquisizione del fattore produttivo lavoro e ai correlativi pagamenti, nel rispetto

delle leggi che disciplinano il rapporto di lavoro dipendente. Il processo include tutte le

operazioni che vanno dall’assunzione fino al licenziamento o alle dimissioni del dipendente.

Attività: assunzione del personale (TOD: incontrare il responsabile del personale e acquisire il

modo in cui si seleziona e assume il personale dipendente, i controlli svolti, le competenze dei

soggetti preposti al loro svolgimento; TOE: sulla base della frequenza delle assunzioni

selezionare n assunzioni e verificare che le stesse siano autorizzate e che esista un

corrispondente processo di selezione formalizzato), controllo delle presenze e delle ore

lavorate, preparazione dei cedolini, pagamento delle retribuzioni, dei contributi e delle

imposte, rilevazioni contabili.

Obiettivi di revisione: accertamento alla completezza, all’esistenza, all’accuratezza e alla

presentazione dei debiti verso dipendenti; del TFR; del fondo rischi per cause di lavoro.

14. Principio SA ITALIA 250B

Oggetto del principio:

La regolare tenuta della contabilità sociale che comporta il rispetto delle disposizioni

- normative in materia civilistica e discale con riferimento a modalità e tempi di

rilevazione delle scritture contabili, redazione, vidimazione e conservazione dei libri

contabili e sociali; rilevazione dell’esecuzione degli adempimenti discali e previdenziali.

Quindi il revisore deve svolgere specifiche procedure individuate dal principio stesso ai

fini della verifica della regolare tenuta della contabilità sociale.

La corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili implica che

- l’accadimento del fatto di gestione sia rilevato nelle scritture contabili in conformità al

quadro normativo sull’informazione finanziaria applicabile. In riferimento a ciò, le

società devono adottare uno dei seguenti quadri di regole di redazione del bilancio:

norme italiane (codice civile) integrate e interpretate dagli OIC, oppure, principi

contabili internazionali. In questo caso il revisore verifica la corretta rilevazione dei

fatti di gestione nelle scritture contabili attraverso lo svolgimento delle procedure di

revisione finalizzate all’espressione del giudizio sul bilancio.

Ambito di applicazione: indifferenziata con riferimento sia all’entità oggetto di revisione, sia ai

soggetti che svolgono la revisione. Nel pianificare le verifiche si deve tener conto della

complessità e delle dimensioni aziendali (settore, natura operazioni, numerosità e

frammentazione operazioni). Decorrenza delle verifiche: la data di conferimento dell’incarico

di solito è la data dell’assemblea.

Decorrenza delle verifiche: data di conferimento è periodica.

Contenuto delle verifiche:

Compiti del revisore nello svolgimento delle verifiche: acquisire informazioni ovvero

- aggiornare le info già acquisite, in merito alle procedure adottate dall’impresa al fine

di individuare i libri obbligatori da tenere, assicurare la tempestiva e regolare

vidimazione e bollatura dei libri obbligatori, assicurare l’osservanza degli adempimenti

fiscali e previdenziali; verificare la sistemazione da parte della direzione di carenze

nelle procedure adottate dall’impresa per la regolare tenuta della contabilità;

verificare la presenza di errori nelle scritture.

Nello svolgimento del suo incarico il revisore può svolgere indagini presso le

- persone; effettuare ispezioni; effettuare procedure di analisi comparative.

Risultati delle verifiche: Il revisore deve valutare i risultati di ciascuna verifica periodica

considerando tutti i possibili effetti degli elementi informativi acquisiti sullo svolgimento

dell’attività di revisione contabile finalizzata all’espressione del giudizio sul bilancio.

Il revisore deve documentare: la frequenza pianificata delle verifiche periodiche, le procedure

svolte, i risultati di ciascuna verifica.

15. ISA Italia 610 utilizzo del lavoro di revisori interni

Il revisore può ritenere rilevante ai fini della revisione contabile, il lavoro svolto dagli Internal

Auditors.

Il revisore esterno ha l’esclusiva responsabilità del giudizio di revisione espresso e tale

responsabilità non è attenuata dall’utilizzo del lavoro dei revisori interni. Se decide di servirsene

deve decidere in quale misura utilizzare il loro lavoro, e se utilizzato un lavoro se lo stesso sia

adeguato ai fini della revisione (deve valutare l’obiettività, la competenza, diligenza e efficacia

della comunicazione tra il revisore e gli internal auditors).

Attività della funzione di Internal Audit sono: monitoraggio del controllo interno

(riesaminare i controlli, monitorare l’operatività e raccomandare il loro miglioramento),

esame delle info finanziarie e operative (riesame degli strumenti utilizzati per identificare,

quantificare, classificare e rappresentare le informazioni finanziarie), riesame delle attività

operative (riesame dell’economia, dell’efficacia e dell’efficienza delle attività operative),

riesame della conformità a leggi e regolamenti, gestione del rischio, governance (valutare i

processi di governance con riferimento al conseguimento degli obiettivi inerenti all’etica e i

valori).

Qualora il revisore esterno abbia stabilito che la funzione di revisione interna possa essere

rilevante ai fini della revisione contabile, gli obiettivi del revisore sono: stabilire se e in

quale misura utilizzare il lavoro degli Internal Auditors; stabilire se in caso di utilizzo di un

lavoro degli Internal Auditors, lo stesso sia adeguato ai fini della revisione contabile.

Il revisore in sede di pianificazione deve stabilire l’effetto del lavoro degli internal auditors sulla

natura, sulla tempistica e sull’estensione delle proprie procedure di revisione, considerando la

natura e la portata dello specifico lavoro svolto da parte degli IA. Il revisore al fine di stabilire

l’adeguatezza di uno specifico lavoro degli IA rispetto ai propri scopi deve valutare se il lavoro

svolto dagli IA con formazione e competenze tecniche adeguate, il lavoro è stato supervisionato

riesaminato e documentato in modo appropriato, sono stati acquistati elementi probativi

adeguati a consentire ai revisori di prevenire a ragionevoli conclusioni. Se utilizza uno specifico

lavoro deve includere nella documentazione della revisione le conclusioni cui è giunto con

riferimento all’adeguatezza del lavoro degli internal auditors, nonché alle procedure di

revisione svolte su tale lavoro, in conformità a quanto previsto nel principio ISA 230 (la

documentazione della revisione contabile

16. -

ISA Italia 620 utilizzo del lavoro dell’esperto del revisore

Responsabilità del revisore relativamente al lavoro di una persona o di un’organizzazione in un

settore di competenza diverso da quello della contabilità o della revisione, nel caso in cui tale

lavoro sia utilizzato per assistere il revisore nell’acquisire elementi probativi sufficienti ed

appropriati, con esclusione:

Delle situazioni in cui il team consulta una persona con competenze in un area specifica

✓ della contabilità, e nell’utilizzo di una persona con competenze diverse dalla contabilità

o revisione che sono trattate nel principio Isa 220; e il cui lavoro in tale settore sua

utilizza<to dall’impresa per assisterla nella redazione del bilancio (ISA 500).

Il revisore ha l’esclusiva responsabilità del giudizio di revisore espresso e tale responsabilità non

è attenuata dall’utilizzo del lavoro di un proprio esperto (se il revisore utilizzando il lavoro di un

esperto come previsto nel principio di revisione conclude che il lavoro di tale esperto è adeguato

rispetto ai propri scopi, il revisore può accertare i risultati o le conclusioni cui l’esperto è giunto

nel proprio settore di competenza quali elementi probativi appropriati).

Gli obiettivi del revisore sono: stabilire se utilizzare il lavoro di un proprio esperto, stabilire

qualora utilizzi il lavoro di un esperto se tale lavoro sia adeguato rispetto ai propri scopi.

Attività in cui l’esperto può assistere il revisore: comprensione dell’impresa, identificare e

valutare i rischi di errori significativi, come fronteggiare i rischi.

Il revisore è tenuto a stabilire la natura, la tempistica e l’estensione delle risorse necessarie per

svolgere l’incarico.

Considerazioni utili a stabilire se ricorrere ad un esperto: se la direzione si sia avvalsa di un

esperto della direzione nella redazione del bilancio, la natura e la rilevanza dell’aspetto, rischi

ed errori significativi rispetto all’aspetto, la natura prevista delle procedure in risposta ai rischi

identificati.

Il revisore deve valutare se il proprio esperto abbia la competenza (natura e livello delle

competenze dell’esperto del revisore), le capacità (abilità dell’esperto del revisore

nell’applicare tale competenza alle circostanze dell’incarico) e l’obiettività (possibili effetti

che l’ingerenza, il conflitto di interessi ovvero l’influenza degli altri soggetti possono avere sul

giudizio professionale dell’esperto del revisore) necessarie rispetto ai propri scopi.

Gli aspetti rilevanti ai fini della valutazione dell’esperto del revisore sono: osservanza di

principi tecnici di altre disposizioni professionali, possesso di requisiti legati all’appartenenza

a un organismo professionale, regole di accreditamento di organismi abilitati.

Altre competenze: specializzazione nell’ambito del proprio settore, competenza in materia di

contabilità e di revisione.

Valutazione dell’obiettività: minacce quali l’interesse personale, prestazione di attività di

patrocinatore legale e di consulente tecnico di parte, familiarità, auto riesame e

intimidazione. Il revisore deve concordare con il proprio esperto i seguenti aspetti: la natura,

la portata e gli obiettivi del lavoro dell’esperto; i rispettivi ruoli e le responsabilità del

revisore e dell’esperto; la natura, la tempistica e l’estensione della comunicazione tra il

revisore e l’esperto; la necessità che l’esperto del revisore rispetti le disposizioni in materia di

riservatezza. L’accordo viene spesso formalizzato con una lettera di incarico. In assenza può

essere inclusa nei memoranda di pianificazione o nelle carte di lavoro correlate.

Le procedure specifiche volte a valutare l’adeguatezza del lavoro dell’esperto rispetto agli scopi

del revisore possono includere: indagini presso l’esperto, il riesame delle carte di lavoro,

procedure ulteriori di supporto, discussione con un altro esperto, discussione della relazione

dell’esperto con la direzione.

Valutazione delle conclusioni: se presentati in modo coerente con i principi professionali,

chiaramente espressi, basati su un periodo amministrativo appropriato e tengano conto degli

eventi successivi, soggetti a qualunque riserva, basati su un’appropriata considerazione degli

errori o delle deviazioni riscontrati dall’esperto del revisore.

Se l’esperto usa base di dati significativi deve verificare l’origine dei dati, e riesaminare la

completezza e la coerenza interna dei dati.

Se il revisore stabilisce che il lavoro dell’esperto non è adeguato rispetto ai propri scopi e di non

poter risolvere la questione mediante le procedure di revisione, il revisore può esprimere un

giudizio con modifica nella relazione di revisione (con rilievi, giudizio negativo, impossibilità di

esprimere un giudizio).

In caso di giudizio positivo non deve menzionare il lavoro dell’esperto, e se lo fa per maggiore

comprensione non attenua la responsabilità del revisore.

17. Significatività

Principio internazionale ISA Italia 320: significatività nella pianificazione e nello svolgimento

della revisione contabile. La revisione contabile comporta lo svolgimento di procedure svolte ad

acquisire elementi probativi a supporto degli importi e delle informazioni contenuti nel bilancio

d’esercizio. Le procedure scelte dipendono dal giudizio professionale del revisore, inclusa la

valutazione dei rischi di errori significativi nel bilancio dovuti a frodi o a comportamenti o

eventi non intenzionati. Nell’effettuare tali valutazioni del rischio il revisore considera il

controllo interno relativo alla redazione del bilancio d’esercizio dell’impresa che fornisca una

rappresentazione veritiera e corretta al fine di definire procedure di revisione appropriate alle

circostanze e non per esprimere un giudizio sull’efficacia del controllo interno.

Il rischio di revisione è il rischio che il revisore esprima un giudizio non appropriato nel caso in

cui il bilancio sia significativamente errato. Il rischio di revisione dipende dai rischi di errori

significativi e dal rischio di individuazione. La significatività ed il rischio di revisione sono tenuti

in considerazione per tutta la durata della revisione contabile.

L’obiettivo del revisore è di applicare appropriatamente il concetto di significatività nella

pianificazione e nello svolgimento della revisione contabile.

Cosa si intende per significatività? (ISA 320.2)

• Gli errori, comprese le omissioni, sono significativi se ci si possa ragionevolmente

attendere che essi, considerati singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di

influenzare le decisioni economiche prese dagli utilizzatori sulla base del bilancio.

• I giudizi su aspetti che sono significativi sono basati sulla considerazione delle esigenze

comuni di informativa finanziaria degli utilizzatori come gruppo.

Come si determina la significatività?

La determinazione della significatività implica l’esercizio del giudizio professionale. Come punto

di partenza nella determinazione della significatività per il bilancio nel suo complesso, viene

spesso applicata una percentuale ad un valore di riferimento prescelto.

Fattori di influenza: elementi del bilancio (attività, passività, patrimonio netto, ricavi, costi), se

ci sono voci su cui tendenzialmente si concentra l’attenzione degli utilizzatori (ex ai fini della

valutazione della performance economico – finanziaria, gli utilizzatori possono tendere a

focalizzarsi su profitti, ricavi o attivo netto), la natura dell’impresa, la fase del ciclo di vita

aziendale, l’assetto proprietario dell’impresa e le modalità di finanziamento, la volatilità del

valore di riferimento. L’utile prima delle imposte è spesso utilizzato per le imprese con fini di

lucro.

Come si determina la significatività

La determinazione di una percentuale da applicare ad un valore di riferimento prescelto implica

l’esercizio del giudizio personale. Esiste una relazione tra la percentuale applicata dal revisore

ed il valore di riferimento prescelto.

Quando si applica la significatività?

Il concetto di significatività si applica sia nella pianificazione e nello svolgimento, sia nella

valutazione dell’effetto degli errori identificati sullo svolgimento della revisione contabile e

dell’effetto degli errori non corretti, nonché nella formazione del giudizio nella relazione di

revisione.

A cosa serve la significatività?

Serve a stabilire la natura, la tempistica e l’estensione delle procedure di valutazione del

rischio e delle procedure di revisione conseguenti, identificare e valutare rischi di errori

significativi.

La significatività non è solo quantitativa: le circostanze relative ad alcuni errori possono

indurre il revisore a valutarli come significativi sebbene essi siano al di sotto della

significatività. Significatività operativa: si riferisce all’importo o agli importi stabiliti dal

revisore in misura inferiore alla significatività per il bilancio nel suo complesso, al fine di

ridurre ad un livello appropriatamente basso la probabilità che l’insieme degli errori non

corretti e non individuati superi la significatività per il bilancio nel suo complesso.

Può modificare la significatività se nel corso della revisione viene a conoscenza di informazioni

che lo avrebbero indotto a stabilire sin dall’inizio un importo diverso.

18. Qualità del processo di revisione: errori e

frodi

Il giudizio del revisore sull’attendibilità di ogni classe di valori si caratterizza per la presenza di

2 parametri:

Grado di convincimento: esprime il giudizio di attendibilità o non di una classe di valori

- ed il connesso rischio di revisione;

Livello di significatività: è associato al giudizio formulato, considerando che la

- valutazione di attendibilità non è espressa in termini puntuali ma

approssimati.

Classe attendibile di valori è quando anche se presenta errori questi sono ritenuti non

significativi dal revisore sotto il profilo quantitativo e qualitativo.

ISA 320: significatività di errori e/o omissioni è la capacità di influenzare le decisioni dei

destinatari del bilancio societario. Profilo quantitativo: dimensione; profilo qualitativo:

natura. La significatività può essere riferita ai singoli aggregati dei bilanci riclassificati

attraverso la definizione dell’errore massimo che può essere tollerato su ciascuno di essi,

ovvero soglia monetaria (assoluta e percentuale) che trasforma un errore in significativo

quando viene superata.

Overall materiality (significatività globale): determinazione di un livello preliminare di

materialità riferito ad aggregati di sintesi del conto economico e dello stato patrimoniale.

I revisori determinano un livello preliminare di materialità riferito ad aggregati di sintesi del CE

e dello SP (di solito soglia di tollerabilità 5%).

Account Level Materiality: allocazione delle singole classi di valori dei limiti di significatività

definiti a livello di bilancio nel suo complesso.

Poiché le verifiche di revisione hanno ad oggetto le singole classi di valori e non gli aggregati di

bilancio riclassificati, l’errore massimo tollerabile definito per ciascun aggregato deve essere

suddiviso tra le classi al fine di allocare errori massimi tollerabili ai singoli conti di bilancio. La

definizione dei limiti di significatività per le singole classi di valori considera 3 criteri operativi:

1. L’ammontare dell’errore massimo allocato ai conti appartenenti a un aggregato

di bilancio deve essere coerente con l’ammontare della materialità allocata a

tale aggregato;

2. L’allocazione dell’errore massimo tollerabile ai singoli conti deve tener conto

delle caratteristiche dei medesimi;

3. Sussiste un limite massimo ragionevole di errore che può essere allocato ai singoli

conti. La significatività che può essere attribuita dipende: dalla dimensione relativa della voce

rispetto al totale di bilancio (dimensione dei conti cioè più grande è una voce, maggiore è la

significatività), dall’aspettativa o previsione di errore (più alto è il rischio inerente di una

voce, minore è la significatività).

Esiste una relazione inversa: maggiore è l’errore, minore è l’estensione delle verifiche da

effettuare e viceversa.

Significatività qualitativa: non è possibili ragionare in termini di soglie percentuali o monetarie

di errore massimo tollerabile.

Situazioni di errori sul piano qualitativo sono raggruppati in 3: illeciti (non conformi a

normative); obbligazioni contrattuali (contratti di finanziamento o per contributi a fondo

perduto) che richiamano la necessità di rispettare taluni limiti minimi di bilancio

(indebitamento, patrimonio netto); errori non rilevanti dal punto di vista quantitativo, ma tali

da provocare in alcuni valori di bilancio inversione nel trend.

Tipologie di errori: accertati (individuato mediante un test su base campionaria), proiettati

(errori quantificati proiettando sull’intera popolazione l’effetto degli errori emersi dalle

verifiche svolte su base campionaria), stimati (frutto di valutazioni soggettive), non aggiustati di

esercizi precedenti.

L’unità minima di aggregazione degli errori deve essere costituita dalle singole classi di valori

dei prospetti.

Devono essere aggregati errori di tipologia differente. Gli errori accertati dal revisore al

termine delle verifiche costituiscono l’errore probabile complessivo, che viene confrontato con

il limite di significatività preliminare definito in sede di pianificazione.

Frode: (atto di intenzione compiuto) intenzionalità dell’atto per conseguire vantaggi

ingiusti o illeciti.

Errore può essere: di calcolo, interpretazione dei fatti, involontaria errata applicazione

dei principi contabili. Gli errori in bilancio possono derivare sia da frodi sia da

comportamenti o eventi non intenzionali. Il fattore di distinzione tra le due categorie di

errori è l’intenzionalità o meno dell’atto (ISA 240).

Obiettivi del revisore: identificare e valutare i rischi di errore significativi in bilancio

dovuti a frodi; acquisire elementi probativi sufficienti ed appropriati riguardanti i rischi

identificati e valutati di errori dovuti a frodi; fronteggiare adeguamente frodi o sospette

frodi individuate durante la revisione.

La responsabilità per la prevenzione e l’individuazione delle frodi compete alla direzione e ai

responsabili delle attività di governance. La revisione non ha lo scopo di individuare le frodi

ma di acquisire una ragionevole sicurezza che il bilancio nel suo complesso non contenga errori

significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

Fattori di rischio delle frodi: incentivi e pressioni (possono sussistere quando la direzione è

sottoposta a pressioni interne o esterne all’impresa per arrivare alla redditività o un risultato

finanziario atteso), opportunità (è in posizione di fiducia o è a conoscenza di specifiche carenze

nel controllo interno), inclinazioni/giustificazioni (i singoli soggetti possono essere in grado di

giustificare le azioni fraudolente commesse).

Secondo l’ISA 240 il revisore deve seguire nello svolgimento dell’incarico le seguenti regole:

mantenere un atteggiamento professionale scettico, discutere tra i membri del team la

possibilità di errori dovuti a frodi, identificare i rischi e valutare la struttura dei controlli

interni della società, definire procedure di revisione adeguate ai rischi identificati.

19. ISA 250 considerazioni di legge e regolamenti nella revisione

Oggetto: responsabilità del revisore nel considerare leggi e regolamenti durante lo

svolgimento della revisione legale di bilancio. La non conformità alle leggi e ai regolamenti

può portare a sanzioni, controversie legali o altre conseguenze per l’impresa, che possono

avere un effetto significativo sul bilancio.

Effetto diretto sul bilancio di leggi e regolamenti: determinano gli importi e l’informativa

riportati nel bilancio.

Effetto indiretto: disciplinano lo svolgimento dell’attività da parte dell’impresa.

Responsabilità del revisore: acquisire una ragionevole sicurezza che il bilancio nel suo

complesso non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non

intenzionali. La non conformità dell’impresa a leggi e regolamenti può causare un errore

significativo in bilancio. Il revisore non è responsabile della prevenzione della non conformità,

né può essere tenuto ad individuare la non conformità a tutte le leggi e a tutti i regolamenti.

Nel contesto legislativo e regolamentare, gli effetti potenziali dei limiti intrinseci sulla capacità

di revisione di individuare errori significativi sono maggiori per le ragioni: esistono molte leggi e

regolamenti per gli aspetti operativi, la non conformità può derivare da atti volti ad occultarla,

la non conformità in ultima analisi spetta all’autorità giudiziaria.

L’effetto diretto di leggi e regolamenti sul bilancio riguarda: forma e contenuto del bilancio,

problematiche relative all’informativa finanziaria specifica del settore, contabilizzazione di

operazioni connesse ad appalti pubblici, accantonamento o rilevazione degli oneri per imposte

sul reddito ovvero degli oneri previdenziali.

La non conformità a leggi e regolamento che hanno effetto sulla gestione può determinare

l’interruzione dell’attività imprenditoriale o mettere in dubbio la possibilità di continuarla. Se

il revisore viene a conoscenza di info su un caso di non conformità, o di sospetta non

conformità a leggi e regolamenti, egli deve acquisire una comprensione della natura dell’atto e

delle circostanze in cui il caso si è verificato, e ulteriori info per valutare il possibile effetto sul

bilancio.

Sospetto di sussistenza di non conformità: il revisore deve discutere la questione con la

direzione, e con i responsabili delle attività di governance. Se questi non forniscono info

sufficienti a comprovare che l’impresa sia conforme alle leggi e regolamenti e se, secondo il

giudizio del revisore, l’effetto della sospetta non conformità può essere significativo sul

bilancio, egli deve considerare la necessità di acquisire un parere legale.

Comunicazione delle non conformità: ai responsabili delle attività di governance, nella relazione

di revisione sul bilancio, alle autorità di vigilanza (attenzione all’obbligo di riservatezza).

20. Principio 570: continuità aziendale

La valutazione della continuità aziendale nell’ambito della revisione legale dei conti.

Il bilancio secondo il CC: finalità => principi generali di redazione => criteri particolari di

valutazioni => modalità di rappresentazione => disclosure.

Art. 2423bis

Redazione del bilancio devono essere osservati i principi di: prudenza, prospettiva

continuazione dell’attività, prevalenza della sostanza sulla forma, indicare solo gli utili

realizzati, tener conto dei proventi e oneri di competenza dell’ex, tener conto dei rischi e

perdite conosciute dopo la chiusura, elementi eterogenei devono essere valutati

separatamente, costanza criteri.

Postulati del bilancio: principio di funzionamento o della continuità aziendale (GOING

CONCERT PRINCIPLE), principio della competenza economica, principio della prudenza,

principio della prevalenza della sostanza sulla forma, principio della costanza dei criteri di

valutazione, principio della valutazione separata.

Going concern principle => fasi nella vita dell’impresa: costituzione, funzionamento,

liquidazione. È detta impresa in funzionamento, l’impresa che riesce a mantenere condizioni

di equilibrio economico e finanziario tali da assicurare la continuazione dell’attività almeno

per i 12 mesi successivi rispetto alla data in ci il progetto di bilancio è approvato dal CdA. Se

non sussiste la condizione di GC, viene meno la nozione di sistema aziendale. Se c’è continuità

si può redigere il bilancio utilizzando i criteri di funzionamento.

Se c’è funzionamento ha senso distinguere: beni a realizzo diretto (minore tra costo o valore

di presunto realizzo) e beni a realizzo indiretto (valutazione a valore d’uso => capacità di

ammortamento è uguale a ricavi- costi fattori produttivi – costo capitale proprio).

La capacità di ammortamento è il valore d’uso, cioè il valore che il bene dà all’economia

dell’impresa nel suo complesso attraverso la partecipazione al processo di produzione di beni

e servizio.

Principi contabili nazionali OIC:

OIC 1: funzionalità economica (un postulato della stessarilevanza gerarchica del

- postulato della prudenza e della continuità aziendale)

OIC 11: finalità del bilancio (richiama la finalità primaria del bilancio che è quella di

- essere redatto con chiarezza, veridicità e correttezza la SP e SE)

OIC 5: going concerne (azienda come complesso funzionale e destinato a continuare a

- funzionare)

Principi contabili internazionali:

IAS 1 presentazione del bilancio => i bilanci devono presentare attendibilmente la situazione

patrimoniale e finanziaria, il risultato d’ex e i flussi finanziari di una impresa; la direzione

aziendale deve effettuare una valutazione della capacità dell’entità di continuare ad operare

come un’entità in funzionamento, il bilancio deve essere redatto nella prospettiva della

continuazione dell’attività. Going concerne: la direzione aziendale tiene conto di tutte le info

disponibili sul futuro, che è relativo ad almeno 12 mesi dopo la data di riferimento del bilancio.

Principio di revisione 570: La continuità aziendale

Gli amministratori sono chiamati ad effettuare una valutazione dell’appropriatezza del

presupposto della continuità aziendale e devono fornire le opportune informazioni nelle note di

bilancio.

Responsabilità del revisore: riguarda il valutare l’appropriato utilizzo da parte della

direzione del presupposto di continuità aziendale nella redazione del bilancio; e considerare

se vi siano delle incertezze significative sulla continuità aziendale dell’impresa tali da

doverne dare informativa in bilancio. Il revisore non è in grado di predire eventi o

circostanze future che potrebbero comportare il venir meno della continuità aziendale

dell’impresa => non è una garanzia della continuazione.

Obiettivi del revisore in presenza di problematiche connesse al Going Concerne:

1. Analizzare la capacità della società di assicurare il presupposto di continuità aziendale;

2. Individuare i fattori che possono far sorgere problematiche di Going Concerne (continuità

aziendale);

3. Svolgere procedure di revisione specifiche ed aggiuntive nel caso in cui esistano dubbi

sulla continuità aziendale;

4. Esaminare l’informativa di bilancio ed identificare il tipo di relazione da emettere.

Fattori indicativi di problemi:

• Fattori desumibili dall’esame analitico del bilancio: di tipo reddituale (consistenti

perdite dell’esercizio, specie se gestionali, che comportano anche diminuzione del

patrimonio, perdita di valori di attività), finanziari (andamento negativo degli indici

economico – finanziario, valutazione negativa del capitale circolante netto, flusso di

cassa negativo), altri tipo rimanenze incrementate (incremento anomalo delle

rimanenze, rivalutazione di attività),

• Fattori gestionali (inadempienze contrattuali, dimissioni, perdite quote di mercato,

problemi con le forniture),

• Fattori esterni (leggi, mancanza concessioni e autorizzazioni, minacce di

espropriazioni a seguito di inadempienze),

• Altri fattori (passività derivanti da cause in corso, eventi catastrofici, normativa

ambientale).

Fattori che limitano il rischio di continuità aziendale: fattori finanziari (aumento capitale

sociale, finanziamenti, cessione assets non strategici, ristrutturazione debiti o dilazionare

rimborso di finanziamenti in essere); fattori gestionali (costi fissi bassi, capacità di innovazione,

entrare in mercati alternativi).

LA VALUTAZIONE DELLA CONTINUITA’ DA PARTE DEL REVISORE:

1. Procedure di valutazione del rischio di continuità aziendale: Fase preliminare (comprensione

dell’impresa e del contesto in cui opera); Fase centrale (individuazione delle procedure per la


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Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Vatican di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Revisione aziendale esterna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Romano Mauro.

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