1. Elementi di corporate governance
SISTEMA IMPRESA: aperto e dinamico, sociale, teleologico, complesso.
L’articolazione del processo decisionale nel governo aziendale: obiettivi, decisione, azione,
controllo.
Funzioni: manageriali (programmazione, organizzazione, controllo leadership) e esecutive
(produzione, finanza, marketing, sicurezza)
Funzioni di controllo: controllo dominanza e controllo vigilanza. Significato di controllo: guida,
governo, gestione, riservando quello di riscontro o di verifica alle modalità con cui questa
attività viene a svolgersi. È così una funzione essenziale del management. => separazione tra
proprietà e management.
L’incidenza dei fattori ambientali: di I grado (situazione geopolitica, sistema di valori socio-
culturali, sistema economico, ordinamento giuridico) e di II grado (imprese più diffuse,
situazione del credito e del risparmio, ruolo di portatori di interesse).
Modelli di impresa in Italia e Europa: public company, impresa padronale, impresa consociativa.
Priorità negli standard di corporate governance: prima variabili aziendali poi variabili di mercato
e del sistema paese; informativa aziendale più frequente poi CDA più indipendente, azioni
manageriali più efficaci e poi forme di retribuzione dei manager legate alla performance.
Armonizzazione dei sistemi di corporate governance: alla base del processo di armonizzazione
non vi è la volontà di uniformare le regole di governance, ma vi è l’opportunità di creare
un’architettura minimale di regole generali e flessibili. I principi OCSE si sviluppano attorno a 5
aree tematiche: diritti degli azionisti, equilibrato trattamento degli azionisti, ruolo degli
stakeholder nella corporate governance, trasparenza e disclosure, responsabilità dei Board. D.lgs
6/2003 separa nettamente la funzione del controllo sull’amministrazione da quella del controllo
contabile.
Sistema latino tradizionale: assemblea soci (approva il bilancio) elegge il CDA (funzione di
gestione e amministrazione), il CS (sorveglianza, funzione di controllo di legittimità sostanziale
ma non di merito, può svolgere anche il controllo contabile se SPA non devono redigere il
bilancio consolidato, in questo caso il collegio sindacale è costituito da revisori legali) e il
revisore (controllo contabile, funzione di financial auditin).
L’organo amministrativo: cause di incompatibilità e ineleggibilità previste dalla legge. Ulteriori
requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza. Valuta l’adeguatezza dell’assetto
organizzativo, amm. E contabile.
L’organo di controllo: vigila sull’osservanza della legge e dello statuto di corretta
amministrazione. Almeno un membro e un supplente devono essere iscritti nel registro dei
revisori contabili.
Controllo contabile: dal collegio sindacale nel caso la società non fa ricorso a capitale di rischio
e non sia tenuta al bilancio consolidato. Revisori iscritti, società iscritta presso l’albo.
Sistema dualistico: assemblea soci elegge il revisore (funzione di financial auditin,
controllo contabile) e consiglio di sorveglianza (approva bilancio e sorveglia
sull’osservanza delle leggi, ha la funzione di controllo di legittimità e di merito, nomina e
revoca il CdG) che a sua volta nomina il consiglio di gestione (funzione di amministrazione
e gestione).
L’organo amministrativo: consiglio di gestione, cause di incompatibilità e ineleggibilità previste
dalla legge. Composto da almeno 2 membri. Valuta l’adeguatezza dell’assetto organizzativo,
amm. E contabile.
L’organo di controllo: nomina e revoca i componenti del consiglio di gestione. Approva il
bilancio di esercizio, promuove l’azione di responsabilità nei confronti dei consiglieri.
Composto da almeno 3 membri di cui ameno uno deve essere iscritto al reg. dei revisori
contabili. Non possono essere eletti componenti del consiglio di gestione.
Controllo contabile: società di revisione o revisori iscritti nel registro.
Sistema monistico: assemblea soci elegge il revisore (funzione di financial auditin, controllo
contabile) e il CDA (amministrazione e controllo) che al suo interno nomina il comitato per il
controllo sulla gestione (funzione di controllo di legittimità sostanziale ma non di merito,
sorveglianza).
L’organo amministrativo: consiglio di amm., no amm. Unico. 1/3 deve possedere i requisiti di
indipendenza richiesti per i sindaci. Valuta l’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amm. E
contabile. Nomina i componenti del comitato per il controllo sulla gestione.
L’organo di controllo: composto da amm. Non esecutivi che hanno requisiti di onorabilità,
professionalità. Almeno uno iscritto nel registro dei revisori contabili.
Controllo contabile: società di revisione o revisori iscritti nel registro.
Audit Committee: la sua funzione è di garantire l’indipendenza dei revisori interni ed esterni e
assicurare una adeguata comunicazione tra l’alta direzione e i soggetti preposti alla revisione.
Compiti: definizione di un piano di audit aziendale con l’alta direzione, monitoraggio
dell’affidabilità del reporting esterno, discussione con gli Internal auditors in ordine all’efficacia
dei controlli interni, raccordo tra le risultanze delle attività di auditing e le istanze informative
dell’alta direzione aziendale, vigilanza sullo status di indipendenza dei soggetti preposti alla
revisione interna ed esterna, avvio di inchieste in caso di sospette attività illegali o contrarie
all’etica aziendale.
2. Elementi di corporate governante
SCIGR E AUDIT ESTERNO CDA
COLLEGIO SINDACALE
COMITATO CONTROLLO E RISCHI
Primo livello: responsabili aree operative
Secondo livello: relazioni dai modelli di compliance/governance; reporting da parte delle
funzioni aziendali con funzioni di controllo.
Terzo livello: valutazione complessiva del SCIGR da parte della funzione di internal audit.
AUDIT ESTERNO
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Ruoli: strategico, controllo (monitoring), gestione della relazione tra impresa e stakeholder
(soggetti esterni all’impresa).
Composizione:
Presidente: scelto dall’assemblea dei soci o dal consiglio di amministrazione alla prima
- riunione. Convoca il consiglio, fissa l’ordine del giorno, coordina i lavori. Separazione dei
ruoli di presidente e di CEO che è inteso come il principale responsabile della gestione
della società. Caratteristica di imparzialità.
Amministratori Esecutivi: delegati dall’emittente o di una società controllata
- con rilevanza strategica, ricoprono incarichi direttivi nella società, da essi
dipendono le scelte sulla gestione corrente della società, esistenza di deleghe di
gestione affidate solo ad alcuni amministratori.
Amministratori Non esecutivi: Arricchiscono la discussione consiliare con competenze
- formate all’esterno dell’impresa, possono farsi portavoce anche degli interessi degli
azionisti, gli utili su remunerazione degli amministratori esecutivi o sul sistema di
controllo interno.
Indipendenti (autonomia del giudizio) garantisce la composizione degli interessi di
- tutti gli azionisti sia di maggioranza che di minoranza. Prevalenza della sostanza sulla
forma => la qualificazione di amministratore non esecutivo indipendente non esprime
di fatto. Quando il consiglio ritenga
in giudizio di valore bensì una situazione
sussistere anche in presenza di situazioni riconducibili ad ipotesi considerate di
non indipendenza, sarà sufficiente comunicare al mercato l’esito della
valutazione. Il collegio sindacale verifica la corretta applicazione dei criteri
adottati dal consiglio e le procedure di accertamento da esso utilizzate. La
nomina degli amministratori possono essere proposti dagli azionisti di controllo o
dalle minoranze. L’indipendenza di giudizio è un atteggiamento richiesto a tutti
gli amministratori esecutivi e non
Non indipendenti: consiglieri non esecutivi, che non possono essere definiti
o indipendenti poiché intrattengono rapporti con la società o con soggetti ad
essa legati. È considerato non indipendente se ad esempio controlla in
qualunque modo la società, o è stato nei 3 ex precedenti un esponente di
rilievo come presidente o amministratore esecutivo, o è stato lavoratore
dipendente.
Compiti: valuta l’adeguatezza dell’assetto amministrativo, organizzativo e contabile; esamina i
piani strategici, industriali e finanziari; valuta il generale andamento della gestione.
Gli organi delegati: curano che l’assetto organizzativo, amministrativo e contabile sia adeguato
alla natura e alla dimensione dell’impresa; riferiscono al CDA e al CS sul generale andamento
della gestione e sulla prevedibile evoluzione; sulle operazioni di maggior rilievo effettuate dalla
società e dalle controllate.
Il Collegio Sindacale verifica la corretta applicazione dei criteri adottati dal consiglio e verifica
le procedure di accertamento da esso utilizzate.
Il CdA determina il contenuto, i limiti e le eventuali modalità di esercizio della delega. Gli
organi delegati curano che l’assetto organizzativo, amministrativo e contabile sia adeguato alla
natura e alle dimensioni dell’impresa, inoltre riferiscono al CdA e CS sull’andamento della
gestione, sulle operazioni di maggior rilievo effettuate dalla società e dalle sue controllate.
SOGGETTI DELEGATI => hanno la responsabilità dell’assetto amministrativo e organizzativo della
società affinché risulti uniforme e conforme. Operano sulla base di uno specifico mandato, la
delega. Progettazione e costruzione del sistema
COMPONENTI NON DELEGATI => sono responsabili della prima valutazione, dell’adeguatezza e
dell’assetto org., amm., e contabile. Svolgono funzioni di Vigilanza permanente
COLLEGIO SINDACALE => svolge controllo di vigilanza successivo al rispetto a quello dei soggetti
non delegati. Verifica successiva.
Obbligo di agire in modo informato => ciascun amministratore può chiedere agli organi delegati
che in consiglio siano fornite informazioni relative alla gestione della società.
Operazioni in conflitto d’interesse: gli amm. Che hanno un interesse personale in una
determinata operazione della società devono informare in sede consigliare.
Operazioni con parti correlate: gli amministratori devono operare con particolare prudenza,
anche richiedendo l’assistenza di esperti indipendenti, al fine di assicurare la trasparenza e la
correttezza sostanziale e procedurale (sostanza e forma) delle operazioni. L’organo di
controlla vigila sull’osservanza delle regole adottate e ne riferisce nella relazione
all’assemblea.
COMITATI INDOCONSILIARI: hanno funzioni propositive e consultive e accrescono l’efficienza
dell’azione del consiglio di amm attraverso un ruolo istruttorio che si esplica nella
formulazione di proposte, raccomandazioni e pareri al fine di consentire al CDA di adottare le
proprie decisioni con maggiore conoscenza e approfondimento. Composizione di almeno 3
membri.
Comitato per la revisione dei conti: controlla lo svolgimento delle attività di revisione.
Comitato per le nomine: composto in maggioranza da amministratori indipendenti. Funzioni:
presenta al CDA proposte in merito alla dimensione e alla composizione dello stesso; esprime
raccomandazioni in merito alle figure professionali la cui presenza è ritenuta opportuna
all’interno del consiglio; esprime l’orientamento al numero massimo di incarichi di
amministratore e sindaco; propone al CDA candidati; valuta l’indipendenza degli amministratori
prima della nomina.
Comitato per la remunerazione: composto da amm indipendenti e almeno un componente deve
possedere una adeguata conoscenza ed esperienza in materia finanziaria o di politiche
retributive.
Funzioni: presenta al CdA proposte sulla remunerazione degli amministratori delegati, propone
l’adozione di criteri generali per la remunerazione dei dirigenti con responsabilità strategiche;
assicura l’allineamento della remunerazione agli interessi a medio - lungo termine degli azionisti
e con gli obiettivi fissati dal CDA.
Comitato controllo e rischi: supporta il controllo interno, l’identificazione, la valutazione e il
monitoraggio dei rischi aziendali, l’approvazione dei bilanci e delle relazioni semestrali, i
rapporti tra società e revisore esterno. Almeno un componente deve possedere un’adeguata
esperienza in materia contabile e finanziaria. Funzioni: Svolge una necessaria e preliminare
funzione di selezione ed ordinamento delle informazioni per il consiglio. Strumenti: ha diritto di
richiedere in ogni momento e a chiunque dell’organizzazione aziendale dati e informazioni
inerenti per il funzionamento. Ha la responsabilità diretta di riportare le informazioni raccolte
al CdA che dopo aver assunto le opportune decisione, assume i conseguenti provvedimenti.
Ruoli: propositivo (indirizzare la funzione aziendale di controllo interno verso il controllo più
efficiente ed efficacie possibile) e consultivo (fornisce suggerimenti e consigli verso la funzione
di internal audit e verso il CDA fornendo le necessarie informazioni e garantendo un’adeguata
valutazione dei rischi aziendali). Compiti: valuta il corretto utilizzo dei principi contabili,
esprime pareri su l’identificazione dei principali rischi aziendali, esamina le relazioni
periodiche, monitora l’autonomia, l’adeguatezza, l’efficienza e l’efficacia della funzione di
internal audit, riferisce al consiglio almeno ogni 6 mesi sull’attività svolta nonché
sull’adeguatezza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi. Svolge un ruolo
istruttorio preventivo. È costituito all’interno del CdA, composto da amm indipendenti.
3. Teorie della corporate governante
La corporate governante si occupa dei modi in cui gli investitori delle imprese si assicurano di
ottenere un ritorno sul loro investimento. Un fattore produttivo oltre al capitale apportato
tipicamente dagli shareholders è la capacità manageriale. Tale risorsa immateriale era
apportata da soggetti diversi dai soci, ovvero dai managers: soggetti con una specifica
competenza ma senza il fattore capitale. Viene introdotto il concetto di separazione tra
proprietà e controllo che determina la relazione di agenzia. Funzione obiettivo differente =>
genera una divergenza di interessi. Principal: potere volitivo e diritti di proprietà sugli assets
aziendali. Agent: colui o coloro il quale è chiamato a gestire le risorse per conto del principal.
La gestione tra principal e agent dovrebbe essere assicurata dal CDA.
Ruolo delle asimmetrie informative: l’oggetto fondante dell’agency relationship è il risultato di
azioni e comportamenti non prevedibili ex-ante e non osservabili direttamente dall’agent.
Esistono problemi di asimmetrie informative tra cui adverse selection e moral hazard.
Costi di agenzia: costi di sorveglianza e di incentivazione strumentali ad incanalare il
comportamento dell’agent verso la massimizzazione dello shareholder value; i costi di
obbligazione che vengono sostenuti dall’agent per il principal; costi di opportunità misurabile
come differenza tra il comportamento teorico e quello pratico dedll’agent.
Meccanismo di controllo: decision managementi (initiation, ratification) e decision control
(implementation, monitoring)
La funzione di controllo dipende strettamente dalla struttura e dalla composizione del Board of
directors.
Rimedi al problema di agenzia: BoD, meccanismi interni, esterni, legali.
Rapporto tra saggio di partecipazione e saggio di controllo = 1 non esiste separazione tra
proprietà e controllo. Se < 1 allora c’è.
Altre teorie: il manager è visto come uno stward che cerca la cooperazione e l’interazione con i
principal, ed è orientato a creare ricchezza per gli azionisti.
Stakeholder theory: viene introdotto il finalismo allargato.
4. Collegio sindacale
Composto da 3 membri nelle SPA eletta dall’assemblea dei soci e dura in carica 3 anni. È composto
da soggetti del tutto esterni dall’organizzazione e con requisiti di onorabilità e indipendenza.
L’assemblea elegge un presidente due o più sindaci effettivi e alcuni sindaci supplenti che
subentrano automaticamente in caso di cessazione dall’incarico di uno dei sindaci effettivi. Non ci
sono limiti al rinnovo del mandato. L’assemblea non è libera di revocare unilateralmente l’incarico
ad un sindaco prima della fine del suo mandato senza aver ottenuto un parere favorevole dal
tribunale. Il CS rappresenta nel sistema dei controlli un organo molto particolare, che appartiene
all’azienda ma per natura e funzioni si presenta come un soggetto esterno. Si fa portatore all’interno
azionisti, come la tutela dell’affidamento dei
dell’azienda anche di interessi diversi da quelli degli
terzi e il rispetto delle leggi. I tre pilastri su cui deve svilupparsi il suo funzionamento sono:
indipendenza, competenza e efficienza.
Compiti: vigila su l’osservanza dello statuto, l’osservanza della legge, il rispetto dei principi di
corretta amministrazione, adeguatezza della struttura organizzativa, sistema amministrativo-
contabile, sistema di controllo interno.
Il controllo di legalità riguarda il controllo che le scelte gestionali siano state prese
seguendo modalità procedimentali conformi ai canoni di una gestione diligente, quindi
controlla nel metodo delle scelte gestionali.
L’attività di vigilanza consiste nel verificare la rispondenza della struttura organizzativa a
standard congrui, in ragione dell’attività svolta e delle dimensioni dell’impresa e, comunque,
limitatamente agli aspetti di competenza, quindi controlla il metodo di singoli fatti gestionali o
delle specifiche risultanze contabili. Il CS svolge attività legale (osse
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