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Il responsabile: nominato dal CDA. Nelle quotate il CDA nomina e revoca il responsabile della

funzione di internal audit su proposta del amministratore del SCIGR e sul parere del comitato

controllo e rischi, assicura che lo stesso sia dotato delle risorse adeguate, ne definisce la

remunerazione.

Compiti: verifica l’operatività e l’idoneità del sistema di controllo interno e di gestione dei

rischi, non è responsabile di alcuna area operativa, ha accesso diretto a tutte le informazioni,

predispone relazioni periodiche e tempestive in caso di eventi particolari, verifica l’affidabilità

dei sistemi informativi.

Requisiti: professionalità, indipendenza e organizzazione. Può essere interno o esterno.

Fasi del processo di audit:

Pianificazione: di solito è pluriennale. Il rischio può definirsi come la probabilità che si

- verifichi qualsiasi evento che possa impattare negativamente sul raggiungimento degli

obiettivi fissati nel piano societario e l’impatto che ne può derivare. Il piano pluriennale

di audit è ripartito in programmi annuali.

- Programmazione: contiene per ciascun progetto previsto il responsabile, i tempi

presumibili da dedicare, avendo di mira le priorità in rapporto alla significatività dei

rischi e dell’accadimento probabile di questi.

Esecuzione dei controlli: l’area più esposta ai rischi di vario genere e su cui occorre porre

- più attenzione è sicuramente l’area finanziaria.

- Reporting periodico e finale: contiene lo stato di avanzamento del programma, i

principali rilievi in corso, le azioni correttive di intervento previste.

Follow up sulle anomalie riscontrate in precedenza.

-

Il reporting finale può emettere un giudizio di rischio di grado elevato, medio, basso.

6.il dirigente preposto alla redazione dei

documenti contabili

In italia coincideva con il CFO. Il dirigente preposto è un dipendente della società e non un

manager. È un funzionario al quale è richiesta la predisposizione di documenti contabili che

successivamente verranno esaminati dagli amministratori delegati e dal CDA. Si esclude la

cumulabilità di tale figura con la posizione di amministratore delegato o generale.

Società interessate: italiane con azioni quotate in mercati regolamentati.

Requisiti soggettivi: deve trattarsi di un dirigente, dunque un dipendente.

Compiti: di natura organizzativa (predisposizione di adeguate procedure amministrativo –

contabili per la formazione del bilancio) ; di natura certificativa (attestazioni di attendibilità

relative ai bilanci e attestazioni di corrispondenza di natura contabile diffuse al mercato).

Quest’ultima non si qualifica come un’attività di controllo su documenti predisposti da altri. Si

tratta di forme di autocertificazione, la cui importanza risiede nella formale assunzione di

responsabilità che comporta per il suo stesso autore. Il dirigente preposto deve rilasciare 2 tipi

di attestazione: corrispondenza alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture; relazione da

allegare al bilancio contenente da dichiarazione dell’adeguatezza e dell’effettiva applicazione

delle procedure amministrative e contabili predisposte.

Nomina: dal CDA col parere favorevole del CS. Il CDA deve vigilare che il dirigente preposto

disponga di adeguati poteri e mezzi; e anche sul rispetto effettivo delle procedure

amministrative e contabili. L’obbligo di vigilanza dei sindaci impone un costante monitoraggio

dell’attività del dirigente preposto. Nel caso in cui i flussi informativi non siano sufficiente =>

poteri ispettivi. Nel caso in cui il collegio rilevi carenze negli assetti o comportamenti non

corretti del dirigente preposto, esso sarà tenuto ad informare il consiglio.

Il revisore legale verifica principalmente l’attività del dirigente preposto.

7. il bilancio come strumento di governance

Le informazioni finanziarie sono usate perché sono possibili contratti più efficienti quando le

parti contraenti si impegnano a creare un ambiente più trasparente.

8. revisione, obiettivi e principi

PR 200 : l’obiettivo della revisione contabile è quello di permettere al revisore di esprimere un

giudizio sul modo in cui è stato redatto il bilancio. Principi generali: indipendenza, integrità,

oggettività, competenza professionale, confidenzialità, comportamento professionale, standard

tecnici.

Il revisore deve pianificare e svolgere il lavoro con scetticismo professionale, ovvero il revisore

svolge un’analisi critica della validità dell’evidenza di audit ottenuta. Le procedure devono

essere svolte e pianificate in accordo con i principi di revisione, le norme e i principi contabili di

riferimento.

Le attestazioni sul bilancio: completezza, esistenza, accuratezza, valutazione, proprietà e

presentazione.

PR 220: il controllo della qualità del lavoro di revisione contabile. Il revisore/società di revisione

deve adottare direttive di controllo della qualità che abbiano i seguenti obiettivi: requisiti

professionali (indipendenza, integrità, obiettività, riservatezza, professionalità), preparazione e

competenza (tutti devono essere aggiornati professionalmente. Il revisore deve assumere

collaboratori con competenze tecniche adeguate, prevedere corsi di aggiornamento, incentivare

l’iscrizione all’esame di abilitazione), assegnazione degli incarichi (deve tener conto di

esperienza nel settore, dimensione e complessità dell’incarico), direzione supervisione (seguire

l’avanzamento del lavoro degli assistenti, monitorare problemi contabili e di revisione al fine di

discuterli anticipatamente con la direzione; valutare la necessità di coinvolgere un esperto) e

riesame del lavoro, consultazione (di esperti interni o esterni), accettazione e mantenimento

della clientela, monitoraggio.

9. il rischio di revisione

AMBIENTE DI CONTROLLO:

Integrity and ethical values: verificare l’esistenza e l’implementazione del codice di

- condotta etico, comprendere in che modo il management stabilisce politiche e guide

appropriate relativamente ai controlli interni, comprendere come il management

affronta l’incentivazione dei dipendenti;

Commitment to competence: rappresenta il modo in cui il management determina le

- competenze aziendali necessarie per particolari responsabilità e traduce le proprie

necessità in conoscenza e abilità. Obiettivi di audit: determinare come il management

analizza le conoscenze e le competenze necessarie per particolari funzioni;

- Board of directors and audit committee: determinare come sono nominati e selezionati i

membri del CS e del CDA, verificare le interazioni tra gli organi aziendali, l’indipendenza

del CS dal management;

Struttura organizzativa: comprendere come il management ha definito le posizioni chiave

- e le responsabilità; quali controlli svolge il management al fine di gestire il turnover dei

dipendenti nelle funzioni chiave;

Filosofia e stile operativo: determinare come il management promuove e incoraggia un

- appropriato livello di accettazione dei rischi aziendali, in che modo ha comunicato le

politiche relative alla predisposizione del reporting finanziario;

- Politiche e pratiche relative alle risorse umane;

- Assegnazione di autorità e responsabilità;

PROCESSO DI DEFINIZIONE DEI RISCHI AZIENDALI: ogni azienda affronta una varietà di rischi

derivanti da fonti interne ed esterne. La definizione dei rischi aziendali è il processo di

identificazione e di analisi dei rischi rilevanti per il perseguimento degli obiettivi, nonché il

modo in cui gli stessi sono gestiti.

Obiettivi di audit: verificare l’esistenza di un processo attraverso il quale il management

identifica e valuta il rischio di frode che potrebbe risultare in bilancio, se il management

comunica efficacemente a tutti i livelli obiettivi e strategie, se è dotato di un processo di

identificazione e gestione dei rischi, assicuri il rispetto delle leggi.

Come il management controlla l’ottenimento di informazioni complete circa eventi esterni ed

interni.

MONITORAGGIO: è un processo che definisce la qualità del sistema delle performance nel tempo,

sia a livello di azienda che di singola attività. Il monitoraggio dei risultati delle operazioni

consiste in processo di budgeting con sistema di analisi periodica dei risultati consuntivi,

monitoraggio degli indicatori chiave.

GENERAL CONTROLS: access to programs and data (gestione della sicurezza, test database e

sistema operativo, meccanismi di autorizzazione) ; program changes (controllare che eventuali

cambiamenti ai sistemi siano appropriamente autorizzati, testati e documentati); program

development (nuovo programma di contabilità => tutto il periodo di formazione dei dati di

bilancio); computer operations (backup,

TRANSAZIONI: routinarie, non routinarie, voci soggette a stima.

Walkthrough: descrizione di un intero processo sottostante la formazione di uno o più dati di

bilancio.

Categorie di controllo: autorizzazione, key performance indicator, management review,

riconciliazione, exception (deviazione da un set standard).

Rischio di revisione: è il rischio che il revisore esprima un giudizio non corretto nel caso in cui il

bilancio sia significativamente inesatto. Componenti del rischio: intrinseco (saldi di conto

inesatti che generano inesattezze significative in bilancio), di controllo (inesattezza

individualmente considerata non sia pervenuta e tempestivamente corretta dal sistema

contabile e di controllo interno); di individuazione (le procedure di revisione non evidenzino

un’inesattezza significativa).

10. revisione: inquadramento normativo

Legge 1966/39 revisione come attività di consulenza esterna

Legge 216/74 obbligo dell’attività di revisione per le società quotate. Istituzione CONSOB.

D.lgs. 88/92 istituzione registro dei revisori contabili presso il ministero della giustizia.

D.lgs. 39/2010 introduzione disciplina organica della revisione applicabile a tutte le società.

Prevede che il revisore legale e la società di revisione legale incaricati di effettuare la revisione

legale dei conti: esprimono con apposita relazione un giudizio sul bilancio di esercizio e sul

bilancio consolidato ove redatto; verificano nel corso dell’esercizio la regolare tenuta della

contabilità sociale e la corretta rilevazione dei fattti di gestione nelle scritture contabili.

SOGGETTI ABILITATI: nomina del revisore obbligatoria per le SPA, e le SRL che hanno una delle

condizioni (bilancio consolidato, controllo di una società obbligata alla revisione legale dei

conti, superamento per 2 esercizi di 2 dei seguenti limiti: attivo 4.400.000, ricavi 8.800.000,

dipendeni più di 50).

Nomina: società non quotate: l’assemblea nomina su proposta motivata del CS e lo revoca per

giusta causa.

: società quotate: l’assemblea nomina su raccomandazione del comitato per il controllo

interno.

Durata dell’incarico: non quotate 3 anni, rinnovabile per non più di 2 volte consecutive; enti di

interesse pubblico: 7 anni persona fisica non rinnovabile se non decorsi almeno 3 anni, 9 anni

società di revisione non rinnovabile se non decorsi almeno 4 anni.

Obbligo alla redazione del bilancio consolidato: gruppo che per 2 anni ha superato 2 dei seguenti

limiti: attivo 20 milioni, ricavi 40 milioni, 250 dipendenti.

L’esercizio della revisione legale dei conti è subordinato all’iscrizione del soggetto nel registro

dei revisori levali istituito presso il MEF. Persone fisiche: onorabilità, laurea triennale,

svolgimento del tirocinio e conseguimento dell’esame di idoneità professionale. Società: i

componenti dell’organo amministrativo devo possedere l’onorabilità, la maggioranza iscritti nel

registro, i responsabili iscritti.

Disciplina di riferimento => d.lgs.135 del 17/7/2016. I soggetti iscritti nel registro sono tenuti al

rispetto degli obblighi di formazione continua (3 anni 20 crediti ogni anno). Sanzioni per

mancata formazione: avvertimento, dichiarazione di non conformità della relazione di revisione,

censura, sanzione amministrativa, sospensione dal registro per massimo 3 anni, revoca di uno o

più incarichi, divieto di accettare nuovi incarichi, cancellazione dal registro.

Il revisore o la società devono essere indipendenti dalla società sottoposta a revisione e non

devono essere in alcun modo coinvolti nel suo processo decisionale => indipendenza e

obiettività. Valutazione del rischio di indipendenza: interesse personale, auto- riesame, attività

di patrocinio, eccessiva familiarità o confidenzialità, intimidazione. Deve essere indipendente

durante il periodo cui si riferiscono i bilanci da sottoporre a revisione, e in cui viene eseguita la

revisione. Non possono detenere strumenti finanziari emessi, garantiti da un ente sottoposto alla

loro revisione. Non possono rivestire cariche sociali negli organi di amministrazione, né prestare

lavoro autonomo o subordinato, se non sia decorso almeno un anno dal momento in cui abbia

cessato la loro attività.

L’espletamento dell’attività di revisione comporta l’assunzione di una obbligazione di mezzi: il

corrispettivo non può essere subordinato ad alcuna condizione, ma deve essere tale da garantire

la qualità e l’affidabilità dei lavori.

Valutazione preventiva del revisore: indipendenza ed obiettività; eventuale presenza di rischi di

indipendenza, disponibilità di personale professionale competente, tempo e risorse necessari;

abilitazione del responsabile dell’incarico nel caso di società di revisione.

Organizzazione del lavoro della società di revisione: nomina del responsabile e assegnazione

delle risorse; conservazione della documentazione relativa alle violazioni riscontrate e alle

misure adottate per porvi rimedio; tracciabilità del cliente; conservazione della documentazione

per 10 anni. Il fascicolo si chiude dopo 60 giorni dalla sottoscrizione della relazione.

Negli entidi pubblico interesse: comitato per il controllo interno e revisione contabile: informa

organo amministrativo, monitora il processo di informativa finanziaria, la revisione legale del

bilancio, l’indipendenza dei revisori, è responsabile della proceduta volta alla selezione dei

revisori. Presentano una relazione aggiuntiva al comitato per il controllo interno. Questa spiega i

risultati della revisione legale effettuata.

Svolgimento dell’attività di revisione: verifica contabile, relazione di revisione e giudizio sul

bilancio. La relazione deve essere depositata presso la società almeno 15 giorni prima

dell’assemblea (quotate 21 gg). Struttura della relazione: introduzione, descrizione portata

revisione, giudizio sulla conformità del bilancio, eventuali richiami di informativa, giudizio sulla

coerenza della relazione sulla gestione.

Giudizio della relazione: senza rilievi (bilancio conforme alle norme, ai principi), con rilievi

(rileva deviazioni significative rispetto alle norme di legge e dei principi), negativo (la

deviazione rende inattendibile il bilancio nel suo complesso), impossibilità di esprimere un

giudizio (particolari e significative limitazioni).

La revisione è svolta in conformità ai principi di revisione internazionali adottati dalla

commissione europea

Principi di revisione internazionali (ISA italia) e principi predisposti al fine di adempiere a

disposizioni normative e regolamentari dell’ordinamento italiano.

Poteri dei revisori: ottenimento di documenti e informazioni utili all’attività di revisione dagli

amministratori; accertamenti, controlli ed esami di atti e documentazione della società e delle

controllate; scambio tempestivo di informazioni con l’organo di controllo della società.

11. principi di revisione legale

Principi di revisione nel tempo: art.162 TUF, direttiva 2006/43/CE, D.lgs. 30/2010,determina del

MEF 2014, D.lgs. 135/2016.

Obiettivi: diffondere misure volte a rafforzare l’indipendenza dei revisori legali, migliorare la

valenza informativa della relazione di revisione, rafforzare la supervisione sull’attività di

revisione nei paesi UE.

ART. 162 TUF: originariamente attribuiva alla CONSOB il potere di raccomandare principi e

criteri per la revisione contabile. Nel 2005 diventa un obbligo della CONSOB.

PRINCIPI DI REVISIONE: nel contesto nazionale non sono stati oggetto di elaborazione i principi di

revisione in materia di accordi relativi agli incarichi di revisione (isa 210) e in materia di

formazione del giudizio e predisposizione della relazione di revisione (isa 700, 705, 706, 710,

720).

Nel 2014 con la determina del MEF sono stati oggetto di pubblicazione i principi di revisione

elaborati dalle associazioni, denominati ISA ITALIA.

Struttura degli ISA italia: introduzione (oggetto, data entrata in vigore), obiettivo, definizioni,

regole, linee guida ed altro materiale esplicativo, appendici (eventuali).

PRINCIPI GENERALI: 200, 210, 220, 230, 240, 250, 250b, 260, 265;

VALUTAZIONE DEI RISCHI E RISPOSTE AI RISCHI: 300, 315, 320, 330, 402, 450;

ELEMENTI PROBATIVI: 500, 501, 505, 510, 520, 530, 540, 550, 560, 570, 580;

UTILIZZO DEL LAVORO DI ALTI SOGGETTI: 600, 610, 620;

CONCLUSIONI E RELAZIONE DI REVISIONE SUL BILANCIO: 700, 705, 706, 710, 720, 720B;

SA ITALIA: integrano gli ISA ITALIA allo scopo di adempiere a disposizioni normative e

regolamentari previste dall’ordinamento italiano. SA 250b disciplina in merito alle verifiche

periodiche in materia di regolare tenuta della contabilità sociale. SA 720b espressione del

giudizio sulla coerenza delle informazioni contenute nella relazione sulla gestione.

ISQC1 Italia fornisce una disciplina in merito al controllo della qualità per i soggetti abilitati che

svolgono revisioni contabili complete e limitate del bilancio.

12.responsabilità del revisore

I revisori legali e le società di revisione rispondono in solito tra loro e con gli amministratori nei

confronti della società che ha conferito l’incarico di revisione legale, dei suoi soci e dei terzi per

i danni derivanti dall’inadempimento ai loro doveri. Il responsabile ed i dipendenti sono

responsabili nei limiti del proprio contributo effettivo al danno cagionato nei rapporti tra

debitori e verso i terzi. L’azione di risarcimento si prescrive in 5 anni dalla data della relazione

di revisione. I responsabili della revisione legale che attestano il falso sono puniti con l’arresto

fino a un anno, se la condotta non ha cagionato loro un danno patrimoniale.

Se la condotta ha cagionato un danno ai destinatari delle comunicazioni la reclusione è da uno a

4 anni. Se è un ente di interesse pubblico 1-5 anni. La corruzione del responsabile della revisione

la pena fino a 3 anni (5 ente di interesse pubblico) si estende anche a chi dà o promette utilità.

Chi percepisce compensi in denaro o altra forma oltre a quelli legittimamente pattuiti viene

punito con la reclusione 1-3 anni e multa 1.000-100.000 euro.

13. analisi dei cicli operativi aziendali

PROCESSO STRATEGICO: definisce obiettivi e strategie, identifica le opportunità e i rischi di

business, gestisce i rischi di business definendo e comunicando le responsabilità, definisce

l’allocazione delle risorse, monitorizza l’effettivo raggiungimento degli obiettivi.

PROCESSO OPERATIVO: insieme strutturato di attività, disegnato per produrre uno specifico

risultato (obiettivo), connesso a questioni di tempo costo e qualità, trasversale alle funzioni

aziendali.

Un processo si articola in attività e task (il più basso livello di dettaglio in cui è scomposto un

processo), rappresentate mediante dei workflow (mostra l’interazione e la sequenza fra i task,

le attività o i processi).

PROCESSO ACQUISTI: insieme di tutte le attività che vanno dalla definizione delle prospettive di

acquisto di beni e servizi al reperimento effettivo di tali beni, fino alla regolazione del rapporto

amministrativo e finanziario con i fornitori.

Attività: decisione di acquisto (test of design, test of control), analisi e selezione dei fornitori

(TOD,TOC), emissione e sollecito dell’ordine di acquisto, ricevimento dei beni/servizi,

ricevimento della fattura, pagamento del fornitore. Obiettivi della revisione: garantire

sufficienti ed appropriate evidenze di audit relativamente alla completezza e alla corretta

rappresentazione dei costi e dei debiti originatesi nel processo acquisti.

PROCESSO VENDITE: insieme di tutte le attività che vanno dal momento del ricevimento

dell’ordine dal cliente a quello dell’incasso del credito, rappresentando, dunque, una delle aree

di bilancio più critiche in tema di revisione contabile di imprese industriali e commerciali, in

quanto tale area è l’espressione della gestione caratteristica dell’impresa ed è tra le più

consistenti in bilancio, sia in termini di rilevanza di importi che per numero di operazioni.

Attività: acquisizione e registrazione dell’ordine dal cliente, verifica dei limiti di fido accordati

al cliente, controllo della disponibilità di prodotti, emissione della conferma dell’ordine,

evasione dell’ordine, fatturazione, rilevazioni contabili (dal credito v/cliente, delle eventuali

poste rettificative e delle poste fiscali).

PROCESSO DI GESTIONE MAGAZZINO: le rimanenze rappresentano valori economici comuni a due

o più esercizi e sono costituite dalle acquisizioni di fattori produttivi che, a fine periodo non

sono ancora stati alienati. Il processo di gestione del magazzino è l’insieme di tutte le attività di

gestione del ciclo produttivo aziendale, dal momento dell’approvvigionamento al momento della

trasformazione delle scorte in prodotto finito e della successiva vendita al cliente finale.

Attività: ricevimento, caricamento del sistema, utilizzo, inventario fisico, valorizzazione,

rilevazioni contabili.

PROCESSO DI GESTIONE DELLE RISORSE UMANE: insieme di tutte le attività relative

all’acquisizione del fattore produttivo lavoro e ai correlativi pagamenti, nel rispetto delle leggi

che disciplinano il rapporto di lavoro dipendente. Il processo include tutte le operazioni che

vanno dall’assunzione fino al licenziamento o alle dimissioni del dipendente.

Attività: assunzione del personale, controllo delle presenze e delle ore lavorate, preparazione

dei cedolini, pagamento delle retribuzioni, dei contributi e delle imposte, rilevazioni contabili.

14. principio SA ITALIA 250B

Verifiche della regolare tenuta della contabilità sociale e della corretta rilevazione dei fatti di

gestione nelle scritture contabili. La regolare tenuta della contabilità sociale comporta il

rispetto delle disposizioni normative in materia civilistica e fiscale con riferimento a modalità e

tempi di rilevazione, redazione, vidimazione e conservazione dei libri contabili e sociali;

rilevazione dell’esecuzione degli adempimenti discali e previdenziali. Le società devono

adottare uno dei seguenti quadri di regole di redazione del bilancio: norme italiane (codice

civile) integrate e interpretate dagli OIC, oppure, principi contabili internazionali. Ambito di

applicazione: tutti. Nel pianificare le verifiche si deve tener conto della complessità e delle

dimensioni aziendali (settore, natura operazioni, numerosità e frammentazione operazioni).

Decorrenza delle verifiche: la data di conferimento dell’incarico di solito è la data

dell’assemblea.

Contenuto delle verifiche: acquisire informazioni ovvero aggiornare le info già acquisite, in

merito alle procedure adottate dall’impresa al fine di individuare i libri obbligatori da tenere,

assicurare la tempestiva e regolare vidimazione e bollatura dei libri obbligatori, assicurare

l’osservanza degli adempimenti fiscali e previdenziali. Verificare la sistemazione da parte della

direzione di carenze nelle procedure adottate dall’impresa per la regolare tenuta della

contabilità. Verificare la presenza di errori nelle scritture.

Nello svolgimento del suo incarico il revisore può svolgere indagini, effettuare ispezioni,

procedure di analisi comparative.

Il revisore deve valutare i risultati di ciascuna verifica periodica considerando tutti i possibili

effetti degli elementi informativi acquisiti sullo svolgimento dell’attività di revisione contabile

finalizzata all’espressione del giudizio sul bilancio.

Il revisore deve documentare: la frequenza pianificata delle verifiche periodiche, le procedure

svolte, i risultati di ciascuna verifica.

15. ISA italia 610 utilizzo del lavoro di revisori interni

Il revisore può ritenere rilevante ai fini della revisione contabile, il lavoro svolto dagli internal

auditors.

Il revisore esterno ha l’esclusiva responsabilità del giudizio di revisione espresso e tale

responsabilità non è attenuata dall’utilizzo del lavoro dei revisori interni. Se decide di servirsene

deve decidere in quale misura utilizzare il loro lavoro, e se utilizzato un lavoro se lo stesso sia

adeguato ai fini della revisione (deve valutare l’obiettività, la competenza, diligenza e efficacia

della comunicazione).

Attività della funzione di internal audit: monitoraggio del controllo interno, esame delle info

finanziarie e operative, riesame delle attività operative, riesame della conformità a leggi e

regolamenti, gestione del rischio, governance.

Il revisore in sede di pianificazione deve stabilire l’effetto del lavoro degli internal auditors sulla

natura, sulla tempistica e sull’estensione delle proprie procedure di revisione. Se utilizza uno

specifico lavoro deve includere nella documentazione della revisione le conclusioni cui è giunto

con riferimento all’adeguatezza del lavoro degli internal auditors.

16. -

ISA Italia 620 del revisore

utilizzo del lavoro dell’esperto

Responsabilità del revisore relativamente al lavoro di una persona o di un’organizzazione in un

settore di competenza diverso da quello della contabilità o della revisione, nel caso in cui tale

lavoro sia utilizzato per assistere il revisore nell’acquisire elementi probativi, con esclusione

delle situazioni in cui il team consulta una persona con competenze in un area specifica della

contabilità, e nell’utilizzo di una persona con competenze diverse dalla contabilità o revisione

che assiste il revisore nella redazione del bilancio.

Il revisore ha l’esclusiva responsabilità del giudizio di revisore espresso.

Gli obiettivi del revisore sono: stabilire se utilizzare il lavoro di un proprio esperto, stabilire

qualora utilizzi il lavoro di un esperto se tale lavoro sia adeguato rispetto ai propri scopi. Attività

in cui l’esperto può assistere il revisore: comprensione dell’impresa, identificare e valutare i

rischi di errori significativi, come fronteggiare i rischi.

Il revisore è tenuto a stabilire la natura, la tempistica e l’estensione delle risorse necessarie per

svolgere l’incarico.

Considerazioni utili a stabilire se ricorrere ad un esperto: se la direzione si sia avvalsa di un

esperto della direzione nella redazione del bilancio, la natura e la rilevanza dell’aspetto, rischi

ed errori significativi rispetto all’aspetto, la natura prevista delle procedure in risposta ai rischi

identificati.

Il revisore deve valutare se il proprio esperto abbia la competenza, le capacità e l’obiettività

necessarie rispetto ai propri scopi. Gli aspetti rilevanti ai fini della valutazione dell’esperto del

revisore sono: osservanza di principi tecnici di altre disposizioni professionali, possesso di

requisiti legati all’appartenenza a un organismo professionale, regole di accreditamento di

organismi abilitati. Altre competenze: specializzazione nell’ambito del proprio settore,

competenza in materia di contabilità e di revisione.

Valutazione dell’obiettività: minacce quali l’interesse personale, prestazione di attività di

patrocinatore legale e di consulente tecnico di parte, familiarità, autoriesame e intimidazione.

Il revisore deve concordare con il proprio esperto i seguenti aspetti: la natura, la portata e gli

obiettivi del lavoro dell’esperto; i rispettivi ruoli e le responsabilità del revisore e dell’esperto;

la natura, la tempistica e l’estensione della comunicazione tra il revisore e l’esperto; la

necessità che l’esperto del revisore rispetti le disposizioni in materia di riservatezza. L’accordo

viene spesso formalizzato con una lettera di incarico. In assenza può essere inclusa nei

memoranda di pianificazione o nelle carte di lavoro correlate.

Le procedure specifiche volte a valutare l’adeguatezza del lavoro dell’esperto rispetto agli scopi

del revisore possono includere: indagini presso l’esperto, il riesame delle carte di lavoro,

procedure ulteriori di supporto, discussione con un altro esperto, discussione della relazione

dell’esperto con la direzione.

Valutazione delle conclusioni: se presentati in modo coerente con i principi professionali,

chiaramente espressi, basati su un periodo amministrativo appropriato e tengano conto degli

eventi successivi, soggetti a qualunque riserva, basati su un’appropriata considerazione degli

errori o delle deviazioni riscontrati dall’esperto del revisore.

Se l’esperto usa base di dati significativi deve verificare l’origine dei dati, e riesaminare la

completezza e la coerenza interna dei dati.

Se il revisore stabilisce che il lavoro dell’esperto non è adeguato rispetto ai propri scopi e di non

poter risolvere la questione mediante le procedure di revisione, il revisore può esprimere un

giudizio con modifica nella relazione di revisione (con rilievi, giudizio negativo, impossibilità di

esprimere un giudizio).

In caso di giudizio positivo non deve menzionare il lavoro dell’esperto, e se lo fa per maggiore

comprensione non attenua la responsabilità del revisore.

17. significatività

Principio internazionale ISA Italia 320: significatività nella pianificazione e nello svolgimento

della revisione contabile. La revisione contabile comporta lo svolgimento di procedure svolte ad

acquisire elementi probativi a supporto degli importi e delle informazioni contenuti nel bilancio

d’esercizio. Le procedure scelte dipendono dal giudizio professionale del revisore, inclusa la

valutazione dei rischi di errori significativi nel bilancio dovuti a frodi o a comportamenti o eventi

non intenzionati. Nell’effettuare tali valutazioni del rischio il revisore considera il controllo

interno relativo alla redazione del bilancio d’esercizio dell’impresa che fornisca una

rappresentazione veritiera e corretta al fine di definire procedure di revisione appropriate alle

circostanze e non per esprimere un giudizio sull’efficacia del controllo interno.

Il rischio di revisione è il rischio che il revisore esprima un giudizio non appropriato nel caso in

cui il bilancio sia significativamente errato. Il rischio di revisione dipende dai rischi di errori

significativi e dal rischio di individuazione. La significatività ed il rischio di revisione sono tenuti

in considerazione per tutta la durata della revisione contabile. L’obiettivo del revisore è di

applicare appropriatamente il concetto di significatività nella pianificazione e nello svolgimento

della revisione contabile.

Gli errori, comprese le omissioni, sono significativi se ci si possa ragionevolmente attendere che

essi, considerati singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni

economiche prese dagli utilizzatori sulla base del bilancio. I giudizi su aspetti che sono

significativi sono basati sulla considerazione delle esigenze comuni di informativa finanziaria

degli utilizzatori come gruppo.

La determinazione della significatività implica l’esercizio del giudizio professionale. Come punto

di partenza nella determinazione della significatività per il bilancio nel suo complesso, viene

spesso applicata una percentuale ad un valore di riferimento prescelto. Fattori di influenza:

elementi del bilancio, se ci sono voci su cui tendenzialmente si concentra l’attenzione degli

utilizzatori, la natura dell’impresa, la fase del ciclo di vita aziendale, l’assetto proprietario

dell’impresa e le modalità di finanziamento, la volatilità del valore di riferimento. L.’utile pre

imposte è spesso utilizzato per le imprese con fini di lucro.

Il concetto di significatività si applica sia nella pianificazione e nello svolgimento, sia nella

valutazione dell’effetto degli errori identificati sullo svolgimento della revisione contabile e

dell’effetto degli errori non corretti, nonché nella formazione del giudizio nella relazione di

revisione.

A cosa serve: a stabilire la natura, la tempistica e l’estensione delle procedure di valutazione

del rischio e delle procedure di revisione conseguenti, identificare e valutare rischi di errori

significativi.

La significatività non è solo quantitativa: le circostanze relative ad alcuni errori possono indurre

il revisore a valutarli come significativi sebbene essi siano al di sotto della significatività.

SIGNIFICATIVITA’ OPERATIVA: si riferisce all’importo o agli importi stabiliti dal revisore in misura

inferiore alla significatività per il bilancio nel suo complesso, al fine di ridurre ad un livello

appropriatamente basso la probabilità che l’insieme degli errori non corretti e non individuati

superi la significatività.

Può modificare la significatività se nel corso della revisione viene a conoscenza di informazioni

che lo avrebbero indotto a stabilire sin dall’inizio un importo diverso.

18. qualità del processo di revisione

Il giudizio del revisore sull’attendibilità di ogni classe di valori si caratterizza per la presenza di

2 parametri:

Grado di convincimento:esprime il giudizio di attendibilità o non di una classe di valori ed

- il connesso rischio di revisione;

Livello di significatività: è associato al giudizio formulato, considerando che la

- valutazione di attendibilità non è espressa in termini puntuali ma approssimati.

Classe attendibile: anche se presenta errori questi sono ritenuti non significativi dal revisore

sotto il profilo quantitativo e qualitativo.

I revisori determinano un livello preliminare di materialità riferito ad aggregati di sintesi del CE

e dello SP (di solito soglia di tollerabilità 5%). Poiché le verifiche di revisione hanno ad oggetto le

singole classi di valori e non gli aggregati l’errore massimo tollerabile definito per ciascun

aggregato deve essere suddiviso tra le classi al fine di allocare errori massimi tollerabili ai singoli

conti di bilancio. La definizione dei limiti di significatività considera 3 criteri operativi:

1. L’ammontare dell’errore massimo allocato ai conti appartenenti a un aggregato di

bilancio deve essere coerente con l’ammontare della materialità allocata a tale

aggregato;

L’allocazione dell’errore massimo tollerabile ai singoli conti deve tener conto delle

2. caratteristiche dei medesimi;

3. Sussiste un limite massimo ragionevole di errore che può essere allocato ai singoli conti.

La significatività dipende da: dimensione relativa della voce rispetto al totale di bilancio,

dall’aspettativa o previsione di errore. Esiste una relazione inversa: maggiore è l’errore minore

è l’estensione delle verifiche da effettuare e viceversa.

Situazioni di errori sul piano qualitativo: illeciti, obbligazioni contrattuali che richiamano la

necessità di rispettare taluni limiti minimi di bilancio; valori che provocano in alcuni valori di

bilancio inversione nel trend.

Tipologie di errori: accertati, proiettati, stimati, non aggiustati di esercizi precedenti.

L’unità minima di aggregazione degli errori deve essere costituita dalle singole classi di valori dei

prospetti.

Devono essere aggregati errori di tipologia differente. Gli errori accertati dal revisore al termine

delle verifiche costituiscono l’errore probabile complessivo, che viene confrontato con il limite

di significatività preliminare definito in sede di pianificazione.

Frode: intenzionalità dell’atto per conseguire vantaggi ingiusti o illeciti. Errore: di calcolo,

interpretazione dei fatti, involontaria errata applicazione dei principi contabili.

La responsabilità per la prevenzione e l’individuazione delle frodi compete alla direzione e ai

responsabili delle attività di governance. La revisione non ha lo scopo di individuare le frodi ma

di acquisire una ragionevole sicurezza che il bilancio nel suo complesso non contenga errori

significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

Fattori di rischio delle frodi: incentivi e pressioni, opportunità (è in posizione di fiducia o è a

conoscenza di specifiche carenze nel controllo interno), inclinazioni/giustificazioni.

Secondo lo ISA 240 il revisore deve seguire nello svolgimento dell’incarico le seguenti regole:

mantenere un atteggiamento professionale scettico, discutere tra i membri del team la

possibilità di errori dovuti a frodi, identificare i rischi e valutare la struttura dei controlli interni

della società, definire procedure di revisione adeguate ai rischi identificati.

19. SA 250 considerazioni di legge e regolamenti nella revisione

Oggetto: responsabilità del revisore nel considerare leggi e regolamenti durante lo svolgimento

della revisione legale di bilancio. La non conformità alle leggi e ai regolamenti può portare a

sanzioni, controversie legali o altre conseguenze per l’impresa, che possono avere un effetto

significativo sul bilancio. Effetto diretto sul bilancio di leggi e regolamenti: determinano gli

importi e l’informativa riportati nel bilancio. Effetto indiretto: disciplinano lo svolgimento

dell’attività da parte dell’impresa.

Responsabilità del revisore: acquisire una ragionevole sicurezza che il bilancio nel suo complesso

non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali. La

non conformità dell’impresa a leggi e regolamenti può causare un errore significativo in bilancio.

Il revisore non è responsabile della prevenzione della non conformità, né può essere tenuto ad

individuare la non conformità a tutte le leggi e a tutti i regolamenti. Nel contesto legislativo e

regolamentare, gli effetti potenziali dei limiti intrinseci sulla capacità di revisione di individuare

errori significativi sono maggiori per le ragioni: esistono molte leggi e regolamenti per gli aspetti

operativi, la non conformità può derivare da atti volti ad occultarla, la non conformità in ultima

analisi spetta all’autorità giudiziaria.

L’effetto diretto di leggi e regolamenti sul bilancio riguarda: forma e contenuto del bilancio,

problematiche relative all’informativa finanziaria specifica del settore, contabilizzazione di

operazioni connesse ad appalti pubblici, accantonamento o rilevazione degli oneri per imposte

sul reddito ovvero degli oneri previdenziali.

La non conformità a leggi e regolamento che hanno effetto sulla gestione può determinare

l’interruzione dell’attività imprenditoriale o mettere in dubbio la possibilità di continuarla.

Se il revisore viene a conoscenza di info su un caso di non conformità, o di sospetta non

conformità a leggi e regolamenti, egli deve acquisire una comprensione della natura dell’atto e

delle circostanze in cui il caso si è verificato, e ulteriori info per valutare il possibile effetto sul

bilancio.

Sospetto di sussistenza di non conformità: il revisore deve discutere la questione con la

direzione, e con i responsabili delle attività di governance. Se questi non forniscono info

sufficienti a comprovare che l’impresa sia conforme alle leggi e regolamenti e se, secondo il

giudizio del revisore, l’effetto della sospetta non conformità può essere significativo sul

bilancio, egli deve considerare la necessità di acquisire un parere legale.

Comunicazione delle non conformità: ai responsabili delle attività di governance, nella relazione

di revisione sul bilancio, alle autorità di vigilanza (attenzione all’obbligo di riservatezza).

20. principio 570

La valutazione della continuità aziendale nell’ambito della revisione legale dei conti.

Il bilancio secondo il CC:finalità => principi generali di redazione => criteri particolari di

valutazione => modalità di rappresentazione => disclosure.

Art. 2423bis Redazione del bilancio: prudenza, prospettiva continuazione, prevalenza della

sostanza sulla forma, utili realizzati, competenza, rischi e perdite conosciute dopo la chiusura,

elementi valutati separatamente, costanza criteri.=> postulati del bilancio

Se c’è funzionamento ha senso distinguere: beni a realizzo diretto (minore tra costo o valore di

presunto realizzo) e beni a indiretto realizzo (valutazione a valore d’uso => capacità di

ammortamento è uguale a ricavi- costi fattori produttivi – costo capitale proprio).

PRINCIPI CONTABILI NAZIONALI OIC:

OIC 1 => funzionalità economica

- OIC 11 finalità del bilancio

- OIC 5 going concerne

-

PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI

IAS 1 presentazione del bilancio => going concerne: la direzione aziendale tiene conto di tutte le

info disponibili sul futuro, che è relativo ad almeno 12 mesi dopo la data di riferimento del

bilancio.

PRINCIPIO DI REVISIONE 570 –LA CONTINUITA’ aziendale

Responsabilità del revisore: riguarda il valutare l’appropriato utilizzo da parte della direzione

del presupposto di continuità aziendale nella redazione del bilancio, e considerare se vi siano

delle incertezze significative sulla continuità aziendale dell’impresa tali da doverne dare

informativa in bilancio.

Il revisore non è in grado di predire eventi o circostanze future che potrebbero comportare il

venir meno della continuità aziendale dell’impresa => non è una garanzia della continuazione.

Obiettivi del revisore in presenza di problematiche connesse al going concerne:

1. Analizzare la capacità della società di assicurare il presupposto di continuità aziendale;

2. Individuare i fattori che possono far sorgere problematiche di going concerne;

Svolgere procedure di revisione specifiche e aggiuntive nel caso in cui esistano dubbi ;

3. Esaminare l’informativa di bilancio ed identificare il tipo di relazione da emettere.

4.

Fattori indicativi di problemi: bilancio (di tipo reddituale, finanziari, altri tipo rimanenze

incrementate), fattori gestionali (inadempienze contrattuali, dimissioni, perdite quote di

mercato, problemi con le forniture), esterni (leggi, mancanza concessioni e autorizzazioni,

minacce di espropriazioni a seguito di inadempienze), altri (passività derivanti da cause in corso,

eventi catastrofici, normativa ambientale).

Fattori che limitano il rischio di continuità aziendale: fattori finanziari (aumento capitale

sociale, finanziamenti, cessione assets non strategici, ristrutturazione debiti o dilazionare

rimborso di finanziamenti in essere); fattori gestionali (costi fissi bassi, capacità di innovazione,

entrare in mercati alternativi).

LA VALUTAZIONE DELLA CONTINUITA’ DA PARTE DEL REVISORE

1. procedure di valutazione del rischio di continuità aziendale: comprensione dell’impresa e del

contesto; individuazione delle procedure per la valutazione del rischio di continuità aziendale;

svolgimento di procedure di revisione su rischi specifici.

2. apprezzamento della valutazione di continuità aziendale svolta dagli amministratori: il

revisore deve tener conto del processo svolto dagli amministratori, le assunzioni sulle quali si

poggia la loro valutazione, i piani d’azione disposti, il periodo di riferimento.

3. attivazione di procedure di revisione aggiuntive: il revisore deve esaminare i piani di azione

futuri, ottenere elementi probativi sufficienti ed appropriati che confermano la fattibilità dei

piani o confermano l’esistenza di incertezza significativa, stabilire se sono venuti fuori ulteriori

fatti o info dopo la valutazione della direzione.

Il revisore può concludere che non è in grado di esprimere il proprio giudizio sul bilancio nel suo

complesso a causa dell’incertezza solo in presenza di molteplici significative incertezze. Deve

emettere una relazione senza rilievi se il presupposto della continuità aziendale utilizzato dalla

direzione è appropriato e il bilancio descrive adeguatamente eventi o circostanze, ed evidenzia

chiaramente che esiste un’incertezza significativa => in nota integrativa.

Se il bilancio non contiene un’adeguata informativa il revisore deve esprimere un giudizio con

rilievi. Giudizio avverso se il bilancio è stato predisposto sulla base della continuità aziendale ma

a suo giudizio non sarà in grado di continuare ad operare come entità in funzionamento.

Se la direzione rifiuta di effettuare la valutazione del presupposto di continuità o di estenderla a

12 mesi, non è responsabilità del revisore correggere la mancanza di tale analisi.

21. principio 550

LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE NELL’AMBITO DELLA REVISIONE LEGALE DEI CONTI

Perché c’è molta attenzione? Perché sono operazioni nelle quali esiste un conflitto di interessi.

Rapporti di tipo giuridico, economico o personale/familiare. Da cui la legge a tutela degli

azionisti di minoranza.

Gli amministratori devono indicare le operazioni con parti correlate non concluse a normali

condizioni di mercato in nota integrativa e relazione sulla gestione.

⇨ Amministratore in conflitto d’interessi;

“normali condizioni di mercato” il d.lgs. 173/2008 ha precisati che devono intendersi non solo le

condizioni attinenti al prezzo dell’operazione ma anche quelle attinenti alle motivazioni che


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e gestione aziendale
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher maddalena_s di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Revisione aziendale esterna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Romano Mauro.

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