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Psicologia delle organizzazioni

Si dedica allo studio delle influenze del contesto e dell'organizzazione lavorativa sul comportamento delle persone. Un sistema organizzato può essere visto come un gruppo di lavoro che condivide un obiettivo comune che non è raggiungibile singolarmente. Il focus è su:

  • Variabili collettive: Si riferisce ai fenomeni di gruppo come l'appartenenza ad esso, alla comunicazione al suo interno, alla differenza tra gruppi formali e informali e alle dinamiche interpersonali nel gruppo e tra gruppi.
  • Leadership: Si riferisce all'influenza del leader sulle persone, nel dettaglio da cosa deriva, le teorie, le sue funzioni e perché serve un leader.
  • Climi e culture organizzative: Si riferisce all'aria che si respira sul posto di lavoro. Questa ha ricadute sulla motivazione e soddisfazione sia in negativo che in positivo.
  • Culture: Si riferisce alla forma che un'azienda può assumere influenzando la gestione del personale. La cultura nasce dalla storia dell'azienda, dall'impronta lasciata dal suo ideatore e dai valori lasciati da tutte le persone che ci lavorano.
  • Sicurezza sul lavoro: La cultura di sicurezza aziendale, la pressione esercitata dalle dinamiche di gruppo e dalla sua adesione a norme di sicurezza, vanno ad influire sul comportamento sicuro del singolo lavoratore. Perciò, non basta la sola intenzione a volersi comportare in maniera sicura.
  • Cambiamento e sviluppo organizzativo: L'organizzazione lavorativa può essere considerata in ottica umanistica, perciò sottoposta al cambiamento. In questo senso, la componente umana può favorire o ostacolare tale cambiamento. Il compito delle organizzazioni è quello di riuscire ad anticipare e vivere il cambiamento per poter prosperare. Quando invece questo cambiamento viene ostacolato è facile osservare situazioni negative che potrebbero avere come esito la fine dell'azienda.

Sviluppo della disciplina

La psicologia del lavoro e delle organizzazioni ha una storia centenaria, essa nasce come studio del comportamento in ambito lavorativo, privilegiando le caratteristiche e le attitudini del singolo in modo da trovare quelle che lo potessero rendere più adattabile al lavoro. Questo approccio prende il nome di Industrial psychology o in italiano psicotecnica. Il termine "industrial" fa riferimento alla nascita delle grandi industrie e alla necessità di rendere il lavoro organizzato. Questo focus sull'individuo va di pari passo con l'implementazione e la costruzione di test psicoattitudinali che indagano caratteristiche intellettive, di apprendimento, motivazionali e di personalità.

Con il passare degli anni il focus si allarga, non è più solo sul singolo ma si estende ai macchinari, cercando di perfezionarli su misura delle persone. Questo approccio è chiamato ergonomia. In seguito, il focus si allarga maggiormente arrivando a comprendere anche la dimensione organizzativa e come essa influenza il comportamento individuale. Gli approcci che ne conseguono prendono il nome di occupational psychology, organizational psychology e in italiano psicologia delle organizzazioni. Negli stessi anni nascono le prime riviste di psicologia, ad esempio nella prima pubblicata dall'APA, chiamata "journal of applied psychology", la divisione 14 è dedicata alla psicologia del lavoro. Altre riviste sono l'ergonomics o la human relation, le quali si focalizzano su aspetti diversi della disciplina. Al giorno d'oggi, la più importante è la "european journal of applied psychology".

Contesto attuale delle organizzazioni

Il mondo del lavoro attuale è influenzato dai seguenti macro-fattori:

  • Fattori economici
  • Fattori tecnologici
  • Fattori sociali

L'influenza di questi fattori ha richiesto alle organizzazioni un adattamento, in caso contrario sono destinate a fallire.

Fattori economici

  • Globalizzazione dei mercati: L'apertura dei mercati all'estero ha permesso che i prodotti venissero prodotti e venduti in sedi differenti.
  • Scenario politico instabile: Con la caduta del muro di Berlino è caduta anche una separazione dei mercati, prima infatti i prodotti occidentali non venivano venduti nella parte orientale. Questo evento ha permesso la globalizzazione dei mercati.
  • Dislocazione del lavoro manifatturiero verso paesi in via di sviluppo: La produzione può essere spostata in posti in cui i costi produttivi sono più bassi. Tuttavia, le sedi di progettazione rimangono nel paese di origine in modo da poter mantenere persone con un alto livello di conoscenza. Vi sono alcuni fenomeni inversi per cui dopo una delocalizzazione avviene una riallocazione nel territorio d'origine per via dello standard qualitativo dei prodotti. Ad esempio le farmacie o il settore automobilistico in America.
  • Fusioni/acquisizioni/alleanze: Grazie alla globalizzazione si possono ridurre i costi effettuando delle fusioni, acquisizioni o alleanze. Queste offrono la possibilità di produrre in massa i prodotti, abbattendo sia i costi di produzione che quelli di acquisto di materiali necessari per la produzione. Questo fenomeno non si avverte solo nel privato ma anche nel settore pubblico, come negli ospedali o nelle scuole.

Fattori tecnologici

  • Diffusione tecnologie informatiche e salti tecnologici: Il lavoro è reso possibile da sistemi informatici, diffusi in tutte le realtà e accessibili a tutti. Questo fenomeno ha permesso ad alcuni paesi sottosviluppati di mettersi al pari di paesi già sviluppati, saltando fasi di sviluppo economico per le quali sono stati necessari secoli perché avvenissero. Un esempio è l'India, che è passata dalla fase dell'agricoltura a quella del terziario.
  • Adozione di sistemi automatizzati di controllo e produzione: Sono disponibili in ambiti diversi:
    • Scolastici: Attraverso pc e tablet
    • Amministrativi: Attraverso software
    • Produttivi: Attraverso automi

Questi sistemi hanno preso il posto dell'uomo sul lavoro, di conseguenza il lavoro umano necessita di un maggior livello di conoscenza rispetto al passato. Infatti, il lavoro è passato da proletario a cognitario. Più specificamente, il fatto che le aziende al giorno d'oggi si possano permettere le stesse tecnologie, le differenze vengono fatte dalle persone. In passato la competizione derivava dall'accaparrarsi una determinata tecnologia di cui altre aziende erano sprovviste, oggi invece la differenza la fa l'idea. Per questo, oggi il ruolo dell'uomo è diventato fondamentale.

Fattori sociali

  • Immigrazioni/emigrazioni: Il mondo è attraversato da flussi migratori, tipicamente da sud verso nord e da est verso ovest, prevedendo come meta posti in cui vi sono più possibilità di impiego. Di conseguenza, la composizione sociale dei luoghi di lavoro è cambiata rispetto al passato, ora ospita più etnie e culture. Oggi infatti si parla di diversity management, ambito nel quale lo psicologo è chiamato in causa per gestire al meglio le diversità. Essa può essere vista negativamente a causa della difficoltà nell'integrazione ma anche positivamente considerando i punti di vista differenti che possono portare le diverse culture. Dal punto di vista lavorativo questo flusso migratorio vede collocate etnie diverse in lavori che privilegiano la manodopera. Ad esempio:
    • Agricoltura
    • Edilizia
    • Assistenza ospedaliera
    • Meccanica
    • Ristorazione
    • Prostituzione
    • Assistenza alla persona

Per quanto riguarda invece i lavori altamente qualificati vengono coinvolti solitamente turchi per il settore ingegneristico e indiani per quello informatico. Questo aspetto, unito alla globalizzazione e al conseguente spostamento di sedi lavorative, permette di prolungare il tempo lavorativo alle 24h/24h.

  • Aumento del livello scolastico: Il mondo del lavoro oggi è costituito da un maggior numero di laureati, questo porterà ad un personale con un livello di istruzione più alto rispetto al passato. Di conseguenza, le persone entrano nel mondo del lavoro con aspettative più alte e valori diversi che comporteranno dei cambiamenti nelle strutture gerarchiche delle organizzazioni. In questo senso, un sistema troppo verticale porterebbe delle difficoltà nella gestione del personale, il quale non si sentirebbe abbastanza valorizzato.
  • Migliore qualificazione professionale: Grazie all'evoluzione tecnologica le persone hanno più possibilità di apprendere e formarsi anche al di fuori della scuola e dell'università.
  • Quote crescenti di lavoratrici: La presenza delle donne nel mondo del lavoro è aumentata. Questo non riguarda solo settori scolastici o assistenziali ma anche quelli informatici e manageriali (es. Amministratore delegato YouTube e Yahoo).
  • Struttura occupazionale a 2 velocità: Il mercato del lavoro attualmente può essere suddiviso in 2 tipi:
    • Lavori a basso livello di conoscenza (fermo): Questi lavori sono stati ricoperti dai flussi migratori e dall'avanzamento tecnologico. Non richiede particolari qualifiche per esser svolto, vi sono molti posti ma offre poco in termini retributivi. Generalmente è rivolto a persone che si accontentano.
    • Lavori ad alto livello di conoscenza (ascesa): Questi lavori richiedono preparazione, competenza e conoscenza. Si tratta di un mercato competitivo e selettivo, disposto a pagare molto.

Di conseguenza, le aziende investono per trovare persone con esperienza, attitudini e capacità che possono fare la differenza.

Innovazione tecnologica

L'innovazione tecnologica e informatica ha cambiato 2 settori lavorativi:

  • Settore industriale: Si riferisce all'implementazione di macchine digitali che rimpiazzano quelle manuali nei compiti di progettazione (CAD), produzione (CAM), movimentazione e immagazzinaggio.
  • Settore impiegatizio: Si riferisce all'utilizzo di software di archiviazione, recupero, elaborazione e presentazione delle informazioni.

Inoltre, si possono evidenziare i maggiori benefici portati dall'innovazione tecnologica:

  • Aumento della produttività
  • Aumento della flessibilità: Si intende la possibilità rispondere in tempi brevi alle esigenze mutevoli del mercato. Questo perché il tempo richiesto per la riprogrammazione di un sistema automatizzato è molto più ristretto rispetto a quello necessario ad un essere umano.
  • Riduzione del tempo intercorrente tra progettazione e realizzazione del prodotto
  • Miglioramento della consistenza del risultato: Si intende la standardizzazione del prodotto. Di conseguenza, nel settore industriale i prodotti sono uguali tra loro a differenza del settore artigianale.
  • Riduzione dei costi: Si intende la riduzione dei costi legati all'organico ridotto e alla diminuzione dei costi di accesso alle tecnologie. Perciò, è possibile investire sul personale (formazione, reclutamento, selezione, valutazione).

Mutamenti organizzativi

Le organizzazioni si sono dovute adattare alle innovazioni. I principali mutamenti che contraddistinguono il cambiamento delle organizzazioni negli ultimi 30/40 anni sono:

  • Internazionalizzazione: Si tratta di un effetto della globalizzazione e comporta la delocalizzazione delle attività produttive dove è più vantaggioso produrre. Le attività di alto livello, legate al core business, vengono mantenute nel paese d'origine. Gli effetti sul singolo riguardano la necessità di competenze in lingue estere e nella disponibilità alla mobilità.
  • Esternalizzazione: Si tratta della cessione dell'attività che prima era interna all'organizzazione ad un'organizzazione esterna.
  • Terziarizzazione: Le organizzazioni invece che produrre prodotti internamente, li acquistano da aziende esterne. I vantaggi di questa pratica sono:
    • Riduzione dei costi
    • Maggiore flessibilità
    • Maggior focus sul core business
  • Azienda rete: Concetti come internazionalizzazione, esternalizzazione e terziarizzazione, evidenziano come le aziende oggi siano dipendenti da altre aziende. Questo aspetto ha generato un nuovo modello organizzativo chiamato azienda rete. Il termine "rete" sta per sottolineare la cooperazione con le aziende esterne. A livello pratico non si parla più di appalti ma di partnership, ovvero contratti che garantiscono all'azienda di poter utilizzare servizi di qualità in modo da giovare al suo core business.
  • Azienda corta: Le aziende oggi devono essere rapide nelle decisioni, adeguandosi all'ambiente in modo da rispondere alle esigenze del mercato. In questo senso, meno livello gerarchici garantiscono la presa di decisioni in tempi brevi. Se si osserva graficamente il cambiamento dei modelli organizzativi, si può notare un appiattimento della piramide che da alta e stretta passa a piatta e larga.
  • Flessibilità organizzativa: Attraverso le nuove forme di contratto come co-co-co o co-co-pro, si possono creare delle collaborazioni professionali temporanee che garantiscono maggiore ricambio e flessibilità nella gestione del personale. Purtroppo, l'altra faccia della medaglia della flessibilità è la precarietà. Questa però spinge le persone a sviluppare competenze trasversali.
  • Diffusione dell'i.t.: L'evoluzione tecnologica ha permesso alle aziende di utilizzare strumenti che favoriscono la flessibilità, ovvero che rendono semplice rimanere aggiornati e comunicare.
  • Produzione just in time: Si tratta di un metodo che aiuta a ridurre i costi. In pratica consiste nell'utilizzare materie prime quando servono durante la fase di produzione. I vantaggi:
    • Assenza di capitale immobilizzato in magazzino
    • Abbattimento dei costi del magazzino
  • Gli svantaggi sono:
    • Difficoltà nel soddisfare dei picchi di vendita
    • Nel caso in cui la consegna delle materie prime fosse imprecisa si rischia di non soddisfare la richiesta della clientela
  • Passaggio da labour intensive a knowledge intensive: All'interno del panorama lavorativo si è passati da imprese ad alta intensità di lavoro che richiedono molte persone ad imprese che richiedono conoscenza. La conoscenza diventa l'elemento centrale e il patrimonio dell'azienda, di conseguenza le persone sono l'elemento distintivo di un'azienda. In questa nuova concezione, l'interesse delle aziende è che le conoscenze diventino patrimonio organizzativo che però si scontra con l'interesse individuale, che tipicamente cerca di mantenere proprie le conoscenze in modo da rendersi insostituibile. La conoscenza perciò è diventata la nuova forma di potere non più gerarchico ma basato sulla qualità delle conoscenze possedute.
  • Lavoratore da proletario a cognitario: Il lavoratore non associa più la ricchezza alla resistenza e alla forza fisica. La vera ricchezza ora è associata alle capacità cognitive, alla conoscenza, alla formazione e all'intelligenza.

Modelli organizzativi

  • Organizzazione tradizionale: Questa tipologia di organizzazione si ispira al modello ecclesiastico e a quello militare, nei quali in cima vi sono figure come l'arcivescovo, il cardinale, il papa, il sergente, il maresciallo, ecc. L'azienda si può definire come labour intensive e richiede molti dipendenti in fase di produzione. La comunicazione è verticale, principalmente dall'alto verso il basso.
  • Organizzazione rete: All'interno di questa tipologia di organizzazione sono cambiate le modalità di lavoro. Esse si muovono orizzontalmente all'interno di una struttura con meno livelli gerarchici. La comunicazione non è unicamente di tipo top-down o bottom-up ma si muove anche trasversalmente. Per favorire questi processi orizzontali sono necessarie capacità comunicative e decisionali che portano ai gruppi di lavoro maggiore responsabilità e autonomia, caratteristiche non più presenti unicamente al vertice dell'azienda.

Nuove modalità di lavoro

Le conseguenze dei mutamenti tecnologici e organizzativi sulle modalità di lavoro sono:

  • Lavori in team e processi orizzontali: La maggior parte dei lavori oggi vengono svolti in gruppo. I processi orizzontali che caratterizzano le organizzazioni moderne mettono in contatto le diverse figure professionali che la compongono.
  • Sburocratizzazione: Per raggiungere facilmente obiettivi organizzativi le aziende contemporanee rinunciano all'adesione a rigide regole di comportamento, oltrepassando formalismi e blocchi burocratici.
  • Coinvolgimento organizzato: Al contrario delle organizzazioni verticali, nelle quali si chiedeva alle persone di adattarsi al lavoro, nelle aziende orizzontali si chiede alle persone il coinvolgimento dando loro autonomia e responsabilità.
  • Sviluppo competenze: Fornire autonomia e responsabilità richiede alle persone maggiore conoscenza, non solo dal punto di vista tecnico ma anche dal punto di vista sociale e organizzativo. Ad esempio abilità di problem solving, comunicazione, leadership. In questo ambito la psicologia del lavoro può dare un notevole contributo nello sviluppo di competenze trasversali attraverso corsi di formazione.
  • Nuovi orari di lavoro: Al contrario delle organizzazioni verticali, nelle quali si chiedeva alle persone tempistiche prestabilite, oggi si guarda maggiormente il raggiungimento di obiettivi e i risultati ottenuti indipendentemente dagli orari e dal luogo di lavoro.
  • Telelavoro: La flessibilità lavorativa e il minor importanza agli orari lavorativi hanno dato alle persone la possibilità di lavorare da casa.
  • Interazione attraverso sistemi informativi: La comunicazione nelle organizzazioni è meno faccia a faccia ma principalmente attraverso internet e computer. Spesso infatti i cambiamenti... [Testo tronco]
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/06 Psicologia del lavoro e delle organizzazioni

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lavir di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia delle organizzazioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Argentero Piergiorgio.
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