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Psicologia della narrazione

Che cos'è una narrazione

Esempio: annuncio immobiliare (oggettivo) vs racconto del G8 di Genova (soggettivo). Intuitivamente sappiamo cos’è una narrazione, ma è difficile definirla. È una sostanza malleabile, che assume forme molto diverse ed ha il dono di essere ovunque. Si possono raccontare piccoli eventi quotidiani così come le gesta eroiche di un individuo ma anche di un intero popolo, abbracciare dei singoli momenti o secoli interi. Può dare forma alla vita delle persone. Citazione di Marquez: “La vita di ognuno di noi non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e si racconta”.

Narrazione o narrazioni?

Si tratta di un genere multiforme:

  • Autobiografie
  • Romanzi
  • Curriculum vitae
  • Testimonianze in tribunale
  • Cartelle cliniche dei pazienti

Un genere ibrido

Se definiamo la narrazione come l’organizzazione sequenziale di almeno due eventi (Labov e Waletzky, 1967), non esiste la narrazione come genere puro (il solo susseguirsi di eventi). La narrazione comprende anche altri generi: la descrizione, la valutazione, ecc.

L'interazione con il mondo che ci circonda genera narrazioni

Le narrazioni possono essere generate:

  • A partire da ciò che vediamo (es: osservando le persone che transitano di fronte a noi immaginiamo e costruiamo narrativamente le loro vite)
  • O dagli oggetti (es: in paleontologia, la mummia di Oetzi)

Siamo quindi creature narranti, perché organizziamo narrativamente il mondo. A partire da certi elementi, facciamo inferenze per ricostruire gli elementi mancanti. Se abbiamo A, B, …, D, E formuleremo ipotesi circa C in modo da colmare la lacuna e completare la narrazione.

Alcuni concetti di base

  • Atto di narrare
  • Prodotto dell’atto di narrare = testo o racconto
  • Fabula = ordine cronologico degli avvenimenti (ricostruzione storica logico-causale)
  • Intreccio = modo in cui gli avvenimenti della fabula sono introdotti, organizzati, presentati

Anni '80: la svolta narrativa

Nel 1981 Mitchell pubblica On Narrative, una raccolta di saggi di storici, psicoanalisti, filosofi e critici letterari. Si tratta di un turning point epistemologico: lo studio della narrativa diventa un campo di studi a sé stante, trasversale a molte discipline (storia, antropologia, psicologia).

La centralità della narrazione

La narrazione è centrale nella vita umana:

  • Organizza il pensiero
  • Mette in ordine nell’esperienza
  • Dà forma alle intenzioni
  • Organizza la memoria
  • È una forma della comunicazione

Gli antecedenti

  • Propp (1968), Morphology of the Folk Tale: studio di narrazioni e folklore
  • Anni ‘60 e ‘70: lo studio delle narrazioni si diffonde nelle scienze sociali (etnolinguistica, analisi della conversazione, sociolinguistica)
  • Studio degli ambienti narrativi, cioè delle storie nei luoghi e contesti in cui sono prodotte (es: storie di immigrazione)

La svolta narrativa in psicologia

Bruner: psicologia culturale e narrativa.

  • L’individuo è in interazione continua con gli altri e con la propria cultura
  • La narrazione mette in relazione l’esperienza e la mente individuale con la cultura
  • Attraverso la narrazione diamo forma all’esperienza e costruiamo la realtà che ci circonda

Psicologia culturale e narrativa

Brockmeier: Narrazione e cultura.

  • Performance narrativa (atto di narrare)
  • Funzioni della narrazione

Le funzioni della narrazione

  • Comunicativa = permette forme complesse di condivisione sociale, coordinazione di azioni e interpretazioni condivise della realtà (es: gossip).
  • Retorica = mezzo potente per sostenere il proprio punto di vista, spiegarlo e difenderlo rispetto a quello degli altri.
  • Empatica / emotiva = permette di condividere stati d’animo e di comprendere quelli degli altri.
  • Cognitiva = aiuta la comprensione, la rappresentazione, la soluzione di problemi, a dare forma ai pensieri, ecc.

In ambito storico

La categoria “narrazione” è usata per descrivere il passaggio dall’epoca moderna all’epoca post-moderna.

  • Epoca moderna: grandi narrazioni, masse protagoniste di un percorso inteso come progresso e perseguimento di mete condivise.
  • Epoca post-moderna: narrazioni locali, particolari, individuali, dal senso e dalla direzione più incerti.

Narrazione e potere (Foucault)

Da sempre, esistono narrazioni più potenti di altre. Non tutte hanno la stessa diffusione. I deboli, i colonizzati, le minoranze, i perdenti, non hanno gli stessi diritti alla narrazione dei forti, dei colonizzatori, della maggioranza e dei vincitori. La storia ufficiale è una delle possibili storie e vive grazie all’assenza delle altre, possibili storie.

La storia di Alessandro Magno: inventore della propaganda

Alessandro Baricco, Mantova Lectures (2017): racconto della folle impresa di Alessandro Magno, la conquista dell’impero persiano. Si mette insieme storia, narrazione, leggenda, propaganda e storytelling.

Lo storytelling, un concetto contemporaneo

  • Atto di narrare: si mette l’accento sulla performance narrativa
  • È la versione più attuale della svolta narrativa, di ambito anglosassone
  • Privilegia l’efficacia comunicativa di cui la narrazione diventa strumento e facilita così la comprensione (si tratta di un concetto abusato, l’efficacia non è l’unico scopo della conversazione)
  • È applicato a testi e contesti molto vari (spot, politica aziendale, costruzione di un personaggio pubblico, ecc)

“Sfila i fatti dalla realtà e quel che resta è storytelling” (Baricco).

Realtà (fatti) vs storytelling

Realtà = fatti + storytelling

L'esempio della moneta

  • Fatto = dischetto di metallo
  • Storytelling = incisione sul dischetto di metallo
  • La moneta è dischetto + incisione (senza l’incisione la moneta non esiste)

Usi dello storytelling

  • Es di Renzi: “dobbiamo abbandonare la narrazione in cui l’Italia è il paese in cui niente funziona e tutto è da rifare a favore di una narrazione in cui il paese di risolleva e si prende in mano convinto di potercela fare”.
  • La persecuzione del capo = parte del paese o classi specifiche (magistrati, giornalisti) attaccano il capo per impedirgli di portare avanti il suo programma.
  • Vantaggi: la struttura narrativa facilita la comprensione e la memorizzazione, schematizza le posizioni in eroe vs antieroe.
  • È storytelling anche la costruzione di un personaggio

Esempio di Draghi e Obama

  • Draghi: “sottrazione” di storytelling per costruire il personaggio del tecnico, non si fa conoscere nel privato.
  • Obama: si è costruito un personaggio mettendo in scena il suo privato e prediligendo una narrazione in cui pubblico e privato si intrecciano.
Fatti Storytelling
Materiale Immateriale
Razionale Irrazionale
Impersonale Soggettivo
Convincente Emozionante
Sapere Immaginare

Conclusioni

  • Anni ’80, svolta narrativa: la narrazione assume la legittimità di un oggetto di indagine transdisciplinare
  • La narrazione è concepita come modalità di costruzione del senso della nostra esperienza del mondo e degli altri
  • Storytelling = evoluzione contemporanea, di ambito anglosassone, del concetto di narrazione
  • Realtà = fatti + storytelling
  • La realtà / i fatti sono inattingibili di per sé, esistono solo nell’interazione che noi abbiamo con essi. Quest’interazione si avvale necessariamente di una prospettiva che, inquadrando i fatti in una narrazione dà loro un senso.

Principali approcci allo studio della narrazione

  • Narrazione come testo (studi narratologici e linguistici di Propp, Labov, Waletsky)
  • Narrazione come modalità del pensiero e del discorso (Bruner)
  • Narrazione come attività/performance (Ochs e Capps, Sacks)

Jerome Bruner: massimo esponente della psicologia culturale e narrativa

Il progetto della psicologia culturale e narrativa

  • Mettere al centro il significato e la cultura
  • La mente non elabora informazioni, ma attribuisce significati
  • La mente è un prodotto sociale e culturale

Citazione di Bruner (vedi slide) Nel momento in cui veniamo al mondo siamo da subito immersi nel “brodo culturale” trasmesso dalla comunità di appartenenza. La mente non si limita a raccogliere informazioni, ma attribuisce significati secondo la cultura di appartenenza.

Mettere al centro la cultura

  • Non esiste una natura umana indipendente dalla cultura
  • Il nostro è un mondo di significati (vs fenomeni)
  • Tramite la partecipazione alla cultura rendiamo il significato pubblico e condiviso (quindi meno soggettivo)
  • La nostra vita è pubblica perché basata su significati condivisi e negoziazione; procedure condivise di interpretazione e negoziazione del senso

Funzioni della narrazione

Organizzare l’esperienza attraverso:

  • La strutturazione (o riduzione in schemi)
  • La regolazione dell’affetto

Strutturazione = costruzione di un mondo e dei flussi al suo interno, suddivisione del flusso in eventi (organizza il caos che deriverebbe dall’aver solo esperienze a sé stanti). Un esempio di tale funzionamento è la memoria, che ha una struttura narrativa. Se non possiamo ricondurre il ricordo a ciò che conosciamo e appartiene al nostro mondo sociale, l’esperienza è dimenticata.

Regolazione dell’affetto = la narrazione, così come la memoria, cade sotto il controllo di un atteggiamento emotivo che permea la narrazione e/o il ricordo.

  • La narrazione ha una funzione retorica in quanto tende a giustificare l’atteggiamento emotivo.
  • La funzione retorica è anche rivolta all’altro, oltre che a noi stessi, per cui tendiamo ad adeguarci alle concezioni condivise proprie della psicologia culturale.

Bruner e il pensiero narrativo

“La capacità di narrare (talento narrativo) contraddistingue il genere umano tanto quanto la posizione eretta o il pollice opponibile”. Da Bruner, La fabbrica delle storie. Strutturare narrativamente la realtà consente di sviluppare un controllo sulla realtà.

Saper narrare vs sapere come si fa

  • Noi viviamo immersi nelle storie, nostre e altrui, ma abbiamo difficoltà a capire e a spiegare come funzionano
  • Fondamentale asimmetria tra il saper narrare e il sapere come si fa

Pensiero logico-scientifico e pensiero narrativo

L’essere umano si avvale di due forme di pensiero (“la mente a più dimensioni”):

  • Il pensiero logico-scientifico
  • Il pensiero narrativo

Si tratta di due forme di conoscenza del mondo e di due modi di relazionarsi col mondo.

Il pensiero logico-scientifico

  • È finalizzato alla categorizzazione della realtà con lo scopo di semplificare le variabili e la quantità dei dati
  • È tipico del ragionamento scientifico
  • Si serve dei processi logici e categoriali, di procedure formali e argomenti dimostrativi
  • Produce teorie e analisi

Il pensiero narrativo

  • Si occupa dell’esperienza umana del mondo (azioni e intenzioni)
  • È proprio del discorso e del ragionamento quotidiano
  • Crea storie basate sull’intenzionalità e sulla soggettività
Pensiero logico-scientifico Pensiero narrativo
Tipico del ragionamento scientifico Tipico del ragionamento quotidiano
Libero dal contesto Sensibile al contesto
Costruisce leggi Costruisce storie
È estensionale (descrive il mondo) È intenzionale (si occupa della relazione tra esseri umani e mondo)
  • Pensiero logico-scientifico e narrativo coesistono
  • È possibile che uno stile cognitivo sia dominante sull’altro
  • Ricerche sui bambini: distinti in organizzatori (patterners) e narratori (dramatists)
  • Studi condotti sui bambini italiani hanno dimostrato che i bambini narrativi manifestano strategie cognitive più flessibili e nelle situazioni sociali sono più capaci di relazionarsi con i coetanei e di assumere il punto di vista altrui

Narrazione come artefatto

L’artefatto è uno strumento di mediazione tra noi e il mondo. Gli artefatti possono essere materiali.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alidst di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione interpersonale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Galatolo Renata.
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