Teoria della narrazione
Prof. Guido Ferraro
Appunti lezioni AA 2015.2016
Teoria della narrazione, 27.04.16
Storia minima di Prince: situazione iniziale, evento trasformatore, situazione finale.
Modello di Bremond (condizione di eventualità): l’inizio del racconto non presenta una situazione statica ma ci fa subito sentire un’eventualità (passaggio all’atto / o non passaggio all’atto).
Unione dei due modelli (Prince + Bremond).
Propp: struttura della fiaba (livello manifesto/livello profondo).
Intreccio: materiale concreto esempio personaggi con nomi, caratteri, ambientazioni, oggetti, eventi ecc.
Composizione o schema compositivo: sottostante schema astratto che dà l’ossatura logica a tale materiale.
Concetto di funzione (potrebbe avvicinarsi al modello di Prince).
Schema sintagmatico delle funzioni - schema compositivo unitario: cambiano personaggi, oggetti, anche le azioni compiute ma la funzione che questi eventi hanno della storia resta la stessa. È astratto e generale.
Funzione principale: mancanza = originale / causata (danneggiamento).
Teorie della narrazione, 2.05.16
31 funzioni.
7 sfere d’azione per Propp e quelle di Greimas:
- Eroe – soggetto
- Antagonista - opponente
- Falso eroe – opponente
- Donatore - aiutante
- Aiutante – aiutante
- Mandante – destinante
- Re (e principessa?) – oggetto di valore/entità desiderata.
Schema attanziale di Greimas: centrale il rapporto tra Soggetto e Oggetto.
Attanti = ruoli, Attori = personaggi.
È il soggetto che definisce l’oggetto di valore dunque vi sono due oggetti di valore: quello che andrà al soggetto e quello che andrà al destinante. (Protagonista / Re) la storia non finisce alla rimozione della mancanza proprio perché le mancanze sono due.
Teorie della narrazione, 03.05.16
I 3 grandi autori a cui facciamo riferimento:
1. Vladimir Propp: 1895-1970
Russo, famiglia tedesca, insegnante di tedesco all’università. Formalista influenzato dagli studi tedeschi sul folklore, interessato anche al senso delle forme (spirito semiotico).
Scopre che dietro l’apparente libertà della fantasia esiste un ordine forte di regola, una rigida grammatica.
Il concetto di funzione: le funzioni pongono in relazione stati differenti, la differenza è un valore fondamentale della semiotica. (La funzione: rapporto tra due stati, la differenza tra due condizioni delle cose).
Lo schema compositivo non è solo uno schema formale di natura sintattica ma ha valore semantico: i sistemi semiotici non sono neutrali ma portano le persone a pensare la realtà in un certo modo. Il sistema narrativo è un modello modellizzante (costruisce dei modelli) tradurre dei dati di fatto in un racconto significa legarli insieme. (valore costruttivo dei racconti).
I racconti sono una costruzione interpretativa, le strutture narrative sono strutture interpretative e quindi soggettive (idea di soggettività condivisa).
La struttura narrativa collega insieme, i dati collegati acquisiscono senso. (COLLEGARE-ORDINARE-DARE SENSO).
Filosofia empirista 700: David Hume
Il rapporto causa effetto è un’ipotesi soggettiva, la relazione causa effetto non è osservabile non esiste “nelle cose” ma è un’ipotesi interpretativa. Questo è divenuto un fondamento della conoscenza scientifica, le teorie scientifiche interpretano i fatti osservati, non sono oggettive.
Nella stessa prospettiva:
Cronaca: registrazione dei dati.
Storia: interpretazione che collega.
Heyden White storico e filosofo della storia statunitense “The content of the form” 1987: la forma in cui voi mettete gli eventi sembra una forma ma in realtà è un significato. La storia attribuisce ai fatti un senso e impone ai dati fattuali un ordine e una completezza, tuttavia anche qui la struttura narrativa non appartiene agli eventi ma è imposta dallo storico come scelta interpretativa produttrice di significato.
Limiti di Propp: tende a sottolineare troppo le analogie tra i racconti e non tiene conto delle differenze di struttura compositiva tra i racconti.
2. Algirdas Julien Greimas (1917-1992)
Lituano, lascia il suo paese e diventa un esponente della cultura francese, anni '70 fonda un centro di ricerche semiotiche a Parigi dando vita alla scuola “Ecole de Paris”: gruppo molto attivo, un esempio di scuola organizzata, diffondevano nel mondo le teorie Greimasiane, tra molti entusiasmi e molte critiche. (Forte limite: impossibilità di critica). La scuola assunse un carattere settario, l’insegnamento di Greimas può solo essere ripetuto e applicato, ma non criticato, neppure completato, ampliato o perfezionato. I modelli teorici sono rimasti rigidi, diventando con il passare del tempo inattuali e superati.
Il merito di Greimas fu quello di presentare una visione tendenzialmente unificata e coerente degli studi semiotici, proponendo strumenti che superavano la frammentazione in aree diverse. Questo spiega il perché egli sia spesso ricorso a forti schematizzazioni, semplificazioni e generalizzazioni che oggi appaiono l’aspetto più debole del suo insegnamento.
La sua visione è orientata al senso, ed è all’opposto delle posizioni formaliste (a differenza di Propp). Uno dei grandi limiti di Greimas fu quello di non aver studiato attentamente Saussure.
Teoria della narrazione di Greimas:
Egli parte molto vicino a Propp ma riformula tutti i concetti nel suo quadro teorico. Mentre Propp aveva una visione del racconto in prospettiva oggettiva (registra ciò che i personaggi fanno); Greimas sviluppa una visione soggettiva considerando i personaggi dall’interno (ciò che provano, ciò che desiderano ecc.).
Propp: Passato, presente, presente.
Greimas: Futuro.
Dipende da ciò che è accaduto / accadrà nel:
Per Propp ogni evento è spiegato da ciò che lo precede (principio di causa/effetto), per Greimas è il futuro o la dimensione del possibile che spiega il presente: si agisce in un certo modo in relazione a dei progetti e a dei fini.
3. Claude Levi-Strauss (1908-2009)
Semiologo e antropologo francese, uno dei padri dello strutturalismo e uno degli intellettuali più importanti del '900. È l'unico ad essere riuscito ad applicare e sviluppare il modello teorico del segno di Saussure nell’ambito della narrazione. Egli studiò i racconti delle mitologie indigene americane, egli si avvale del fatto di essere sia semiologo che antropologo sociale: le sue ricerche mostrano il rapporto tra la dimensione simbolica e l’agire sociale. Le sue teorie restano ancora oggi tra le più raffinate ed avanzate, anche se per la loro difficoltà di applicazione non hanno avuto finora molto seguito tra i semiotici.
Teoria della narrazione oggi a Torino:
Semiotica neoclassica: si cerca di tener conto anche delle prospettive differenti da quella semiotica come quella psicologica, della sociologia, delle correnti applicative anglosassoni ecc. (storytelling).
Teoria della narrazione, 04.05.16
“L’ultimo bacio” di Muccino:
Film classicamente costruito, incipit totalmente classico che ricorda molto il teatro. La presentazione del TOPIC ci viene fornita prima dei titoli di testa. La storia ha un ordine argomentativo non semplicemente narrativo, il tema pone l’individuo a confronto con delle regole e dei modelli. Viene messo in rapporto tra il desiderio dell’individuo e i modelli sociali (ricorda molto la fiaba).
Ci sono tuttavia anche film che hanno un prologo che però non ha una costruzione TOPIC-FOCUS, non hanno uno sviluppo.
“Melancholia” di Lars von Trier:
Prologo esteticamente notevole e sufficientemente deprimente, immagine oniriche da stato depressivo, blocca le persone in uno stato patemico che investe l’intero universo. Riflessione tra il tempo e l’individuo, la dimensione è più cosmica che individuale (ricorda i miti studiati da Levi Strauss).
“Il sesto senso” di Shyamalan:
Lampadina iniziale = la luce nel buio (topic del film). Topic come tema. Questo inizio di film ci dice non solo il tema ma ci chiede “come fai ad interpretare questa lampadina?”. Per poi contraddire la tua risposta (poiché non vanno applicate le categorie che abbiamo sulla realtà).
Propp ci parla di due livelli:
- Intreccio: materiale concreto, personaggi, caratteri, aspetto, ambientazioni specifiche, impiego di specifici oggetti, eventi diversi da racconto a racconto.
- Composizione: sottoschema astratto delle funzioni, non direttamente visibile, lega tutto in un racconto, la forma narrativa che fa di eventi slegati una “storia”; questo è lo schema compositivo.
Noi vediamo l’intreccio e non percepiamo lo schema compositivo se non attraverso il ragionamento e l’analisi, la composizione è come l’ossatura che tiene insieme il racconto e gli dà la sua forma e una parte rilevante del suo senso. Lo schema compositivo consiste in una sequenza di “funzioni” legate a dei ruoli (o sfere d’azione). Questa è in senso stretto la struttura narrativa.
Anche per Greimas ci sono due livelli:
- Livello figurativo: elementi concreti, relativo ai personaggi, livello della costruzione discorsiva dal racconto, tali elementi sono detti “figure” del racconto.
- Livello della struttura narrativa: non direttamente visibile, sottostante e astratto dove troviamo funzioni e ruoli attanziali, dove si colloca cioè la struttura narrativa. Gli attanti: sono i ruoli astratti paragonabili alle categorie sintattiche del discorso verbale (soggetto, complemento oggetto ecc.).
Hanno un ruolo fondamentale nel formare la struttura narrativa astratta. Gli attori: corrispondono ai personaggi specifici, con le loro concrete caratteristiche (nome, aspetto, carattere ecc.). Può trattarsi anche di oggetti o entità astratte (per questo motivo Greimas evita il termine “personaggio”).
Rapporto sfere d’azione/personaggi
Per entrambi la corrispondenza tra i due livelli non è una corrispondenza 1:1. Greimas aggiunge però altri due livelli:
- Livello di manifestazione: momento in cui la storia è tradotta in qualche cosa che è capibile dagli altri (traduzione in altri codici) fase in cui si arriva ad un prodotto completo.
- Livello figurativo: elementi concreti.
- Livello della strutture narrative.
- Livello profondo: livello dei significati ultimi, i valori di cui la storia parla e quale posizione il testo prende (valori euforizzati).
Tale modello teorico ci pone il problema della relazione tra significante e significato. Al punto 4 troviamo infatti il significato, al punto 1 il significante. Un concetto fondamentale introdotto da Greimas è il concetto di programma narrativo; Propp non aveva considerato questo punto di vista. Greimas punta l’attenzione su questa dimensione progettuale il che lo avvicina al concetto di eventualità.
Per Propp la funzione più importante è la MANCANZA. Per Greimas la funzione più importante è il DESIDERIO.
Il nocciolo della costruzione è in: S volere (S↔O) il soggetto che vuole congiungersi con il suo oggetto di valore. La nostalgia ad esempio è un’irregolarità poiché non attiva un programma d’azione, nonostante sia un desiderio).
Secondo Greimas l’opponente non esiste poiché se lo guardiamo da dentro anche lui è un soggetto desiderante, anche il personaggio negativo ha la sua interiorità. L’antisoggetto è un soggetto con un suo sistema di valori differente. Soggetto e antisoggetto competono per lo stesso oggetto di valore, nelle storie banali; in quelle meno banali invece si scontrano perché hanno sistemi di valori differenti. I sistemi di valore: sistemi di assegnazione di significato. Il racconto: spazio discontinuo di sistemi di valore.
La tragedia classica ad esempio si fonda su un’opposizione gerarchica tra valori collettivi vs valori individuali. Molte storie non hanno un unico punto di vista ma una visione multiprospettica (anche se la maggior parte della teoria di Greimas è monoprospettica).
Teorie della narrazione, 09.05.16
Greimas prende lo schema di Propp e lo semplifica dividendolo in quattro fasi, per Greimas dunque qualunque architettura narrativa è composta da quattro grandi fasi:
- Manipolazione: attivazione ad agire: il rapporto tra destinante e soggetto, il destinante mette in moto il soggetto; “far fare” (in realtà è un “far volere” = attiva un desiderio) = fare in modo che qualcuno pensi di voler fare qualche cosa (costruzione di un oggetto di valore). Assume tipicamente la forma di un contratto:
- C’è un problema da risolvere.
- Dunque un’azione da compiere.
- E un premio che ripaga chi la esegue.
La manipolazione e i contratti attivano il soggetto ma sono molto differenti tra loro. La MANIPOLAZIONE: è un processo che muta lo stato di volere (si può anche essere destinante di sé stessi) può anche succedere di avere un soggetto che desidera e che non ha bisogno di alcun destinante es. Due Amici del racconto di Maupassant. Il destinante tuttavia è il personaggio che attua la manipolazione e che gode di autorevolezza, la manipolazione può anche essere un’azione positiva e amichevole.
- Competenze: il soggetto deve acquisire delle competenze (conoscenze, strumenti ecc.) che gli serviranno per compiere l’azione decisiva. Il soggetto cresce, diventa più saggio e più forte, cambia il suo “modo di essere” in relazione alle cose che “deve fare”.
Competenza = essere dal fare.
- Saper fare: conoscenze necessarie (COMPETENZE COGNITIVE) sul PIANO DELLE CONOSCENZE.
- Poter fare: possono essere capacità acquisite (es. interiori) (COMPETENZE PRAGMATICHE) SUL PIANO DELLE CAPACITÀ D’AZIONE.
CONCETTO DI MODALIZZAZIONE* DEI PERSONAGGI: le modalità caratterizzano il cambiamento del modo di essere del Soggetto (corrispondenti ai verbi modali) sono il suo:
- Volere: desideri, progetti d’azione, obiettivi da raggiungere (si acquisisce nella manipolazione).
- Sapere: conoscenze, modi di pensare il mondo, valorizzazioni degli oggetti).
- Potere: forza, capacità dotazione di strumenti per fare, autorevolezza ecc.
- Dovere: che di fatto si traduce in “volere” coartato.
*Si modalizza una persona quando si influisce sul suo modo di pensare, lo si spinge a desiderare qualcosa, gli si forniscono i mezzi per raggiungere un obiettivo ecc. i destinanti modalizzano i soggetti: cambiano il loro modo di essere.
- Performanza: è la fase attiva principale, è un “far essere” corrisponde al superamento della prova decisiva. Spesso avviene nel contesto di “un confronto polemico” con un opponente che persegue fini opposti.
- Sanzione: non c’è solo il dare il premio ma vi è il problema dell’identità dei protagonisti. Anche la sanzione è attribuita dal destinante che ha quindi due ruoli:
- Destinante manipolatore.
- Destinante sanzionatore.
La sanzione riguarda soprattutto il “chi è chi” detta “essere dell’essere.”
Il modello narrativo canonico
- MANIPOLAZIONE
- Acquisizione delle COMPETENZE
- PERFORMANZA
- SANZIONE
(2-3) Fasi importanti ma secondarie:
- Acquisizione delle competenze: valori strumentali o d’uso.
- Performanza: valori esistenziali o di base.
La distinzione tra questi due momenti è fondamentale quando si ragiona sui meccanismi della pubblicità e in generale su tutto l’universo del consumo.
La struttura narrativa è intesa soggettivamente perché orientata sulla base delle nostre emozioni, dei nostri desideri, delle nostre speranze o timori (dunque collega il reale al virtuale), fondamentalmente è orientata sui nostri obiettivi:
Stato attuale obiettivo prefisso.
Di conseguenza stati e comportamenti attuali hanno significato in relazione a qualche cosa che è immaginato nel futuro (virtuale).
Questo attribuisce alla nostra esperienza un indirizzo dinamico: le cose non hanno significato di per sé ma per la loro capacità di valere all’interno di un più ampio processo di trasformazione.
Il percorso verso il punto finale deve essere pragmaticamente scomposto in una serie di sotto-programmi: passi successivi che consentono di raggiungere obiettivi strumentali utili per proseguire verso gli obiettivi finali:
Punto finale Stato attuale ottenere strumento A ottenere strumento B.
La semiotica dunque distingue tra due tipi di valorizzazioni:
- Valorizzazione strumentale (valori d’uso).
- Valorizzazione di base (valori esistenziali).
Il quadrato semiotico (forma della struttura profonda)
Costruito su di una opposizione tra elementi a cui si aggiungono i contraddittori:
Nero, Bianco, Non bianco, Non nero = contrari = implicazione = contraddittori.
Il quadrato fondamentale di Floch (costruzione dell’ipermercato)
- UTOPICO
- PRATICO: Valori esistenziali, Valori utilitari
- CRITICO
- LUDICO: Valori non-esistenziali, Valori non-utilitari
I quadrati semiotici sono strumenti creativi ma non vi è una struttura logica che vale per tutti i casi.
Percorso di generazione del testo (ragionamento generativo)
Livello profondo: i valori in gioco (quadrati semiotici)
Livello delle strutture narrative: (superficiale): attanti, funzioni ecc..
Livello figurativo: personaggi che Greimas chiama attori, ambientazioni ecc..
Livello di manifestazione: i linguaggi specifici in cui il racconto è esposto
La teoria di Greimas sposta il centro dell’attenzione (nei racconti) dagli eventi ai valori: più che la semplice sintassi narrativa conta il senso attribuito alle cose, ai personaggi, ai luoghi ecc. L’idea è che dietro ad ogni testo ci sia un nucleo fondamentale corrispondente a una configurazione di valori.
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