Che materia stai cercando?

Appunti di Psicologia dell'apprendimento e della memoria (Memoria), Docente Paola palladino Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Psicologia dell'apprendimento e della memoria, basato su appunti personali e studio autonomo dei testi consigliato dalla docente Paola Palladino:
"Papagno C. (2010) Neuropsicologia della memoria, Il Mulino, Bologna".
Gli argomenti trattati sono:
Storia studi sulla memoria, Teorie memoria breve termine, Memoria di lavoro, Misure di memoria a breve... Vedi di più

Esame di Psicologia dell'apprendimento e della memoria docente Prof. P. Palladino

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Per quanto riguarda la misura visuo-spaziale viene utilizzato il test di Corsi. Esso prevede la

disposizione casuale di cubetti di legno su un piano che hanno dei numeri disegnati nella parte

rivolta allo sperimentatore. Il compito del soggetto è indicare la sequenza nell'ordine indicato

dallo sperimentatore oppure in maniera inversa. In questa prova risulta più semplice ricordare

la sequenza inversa rispetto a quella normale dal momento che richiede una minor elaborazione.

Misure di memoria a breve termine attiva

Il limite di tutte queste prove risiede nel fatto che fanno tutte riferimento ad una concezione

passiva di memoria a breve termine legata al semplice mantenimento di informazioni

presentate. In risposta a questa problematica, negli anni '80 le autrici Daneman & Carpenter

pubblicano un articolo in cui mostrano una correlazione significativa tra abilità di comprensione

di un testo e abilità di memoria. Sulla base di questa correlazione viene proposta una prova

chiamata reading/listening span test. Reading o listening dipende dalla modalità di

presentazione degli item. Il compito del soggetto è doppio ovvero:

Comprensione verbale: Rispondere se una frase è Vera o Falsa

• Mantenimento in memoria: Ricordare l'ultima parola di ogni frase

Difficoltà in questo compiti sono indici di intrusioni. Le persone che le commettono non riescono

a focalizzare l'attenzione sull'ultima parola della frase a causa dell'interferenza causata dalle

altre frasi che prevale sulla capacità di controllo della memoria. Di conseguenza ricorderanno

altre parole ma non quelle target.

Per quanto riguarda la misura visuo-spaziale, il soggetto deve osservare una matrice vuota in cui

compaiono dei pattern di stimoli visivi. Al termine della presentazione dei diversi pattern viene

presentata una matrice bianca e il soggetto deve indicare gli ultimi item di ogni sequenza. La

condizione di doppio compito consiste nel definire se gli item sono disposti in linea retta

all'interno di ogni pattern.

Memoria breve termine verbale/semantica/visuospaziale

In letteratura vi sono diverse evidenze che portano a separare queste 3 componenti. Infatti vi sono

diversi pazienti che a seguito di un danno circoscritto presentano un deficit circoscritto. Ad

esempio Randy Martin grazie ai suoi studi ha trovato una dissociazione tra memoria semantica e

memoria verbale, infatti aveva pazienti che nonostante comprendessero le caratteristiche

fonologiche delle parole non presentavano il vantaggio legato alla familiarità. Questo può essere

possibile solo se la memoria a breve termine verbale e quella semantica sono separate.

Approfondimento: Misure di memoria semantica

In letteratura sembra esservi una carenza di prove specifiche che mettano in relazioni gli aspetti

semantici delle parole con le capacità di memoria di lavoro verbale. Nel modello di Baddeley e

Hitch, si fa riferimento al ruolo del Buffer episodico.

Un esempio di strumento che indaga questa relazione prevede la presentazione di sequenze di 4

parole, esse possono essere strutturate casualmente, oppure secondo criteri categoriali o

associativi. Inoltre all'interno delle sequenze sono presenti dei numeri, che vanno a caratterizzare

la situazione di doppio compito:

Mantenimento in memoria: Ricordare l'ultima parola di ogni sequenza

• Doppio compito: Battere con la mano quando viene presentato un numero

I risultati hanno dimostrato che gli item ordinati sulla base di un criterio categoriale sono quelli più

semplici da ricordare ma anche quelli da introdurre in maniera erronea in caso di decadimento.

Di conseguenza, la struttura mentale è organizzata in categorie semantiche le quali influenzano

le modalità di memorizzazione.

Approfondimento: Disturbi memoria di lavoro

Disturbi che coinvolgono la memoria di lavoro sfociano in:

Difficoltà di lettura

• Difficoltà nella risoluzione di problemi

• ADHD

Questi disturbi non vanno a coinvolgere la codifica ed il calcolo dal momento che queste funzioni

si apprendono diventando automatiche, coinvolgendo di più la memoria a lungo termine. Si tratta

invece di attività complesse come la comprensione di un testo o di un problema, ovvero compiti

che richiedono un grado di controllo maggiore e variabile sulle informazioni presenti in memoria.

Correlati neurali memoria

La definizione dei correlati neurali delle diverse funzioni mnemoniche è un compito complesso che

in letteratura è da sempre oggetto di discussione. Nella pratica ci si serve di:

Studi su pazienti con lesioni

• Esami di neuroimmagine

• Tecniche di stimolazione

Da questi studi sono nate diverse teorie, una delle più famose è quella di Brodmann, la quale sulla

base della frenologia suddivide il cervello in aree diverse a cui vengono attribuite funzioni

diverse. Quelle di memoria sono:

Magazzino fonologico: Aree 40 e 39 → Giro sovramarginale e giro angolare

• Loop fonologico: Aree 44 e 6 → Area di Broca e corteccia motoria

• Taccuino visuo-spaziale: Regioni temporo-parieto-occipitali destre

• Esecutivo centrale: Aree frontali, corteccia prefrontale dorso-laterale (area 9) e

• cervelletto (aspetti motori)

Memoria prospettica

La memoria prospettica permette di ricordare intenzioni che devono essere realizzate nel futuro.

Si tratta di una tipologia di memoria complessa e multifattoriale, inoltre può esser suddivisa in 2

sottocomponenti:

Componente prospettica: Si interfaccia con le abilità di pianificazione, monitoraggio,

• attenzione, funzioni esecutive e memoria di lavoro.

Componente retrospettiva: Si interfaccia con la memoria a lungo termine (episodica e

• semantica)

Fasi memoria prospettica

La memoria prospettica si compone di 5 fasi:

1. Formazione dell'intenzione: In questa fase viene deciso:

Cosa fare

• Quando farlo (contesto di esecuzione)

Meccanismi cognitivi impiegati: Pianificazione, memoria di lavoro, memoria episodica e

• memoria semantica

2. Intervallo di ritenzione: In questa fase viene deciso:

La durata: Quanti minuti, ore o giorni

• Contenuto: Se l'attività è più o meno impegnativa

Meccanismi cognitivi impiegati: Memoria di lavoro e mantenimento intenzione in

• memoria a lungo termine

3. Recupero dell'intenzione: In questa fase avviene:

Riconoscimento: Si riconosce la situazione o la persona legate all'intenzione

• Ricordo: Si ricorda il contenuto dell'intenzione

• Spostamento attenzione: Si sposta l'attenzione dall'attività in corso

• all'intenzione prospettica

Meccanismi cognitivi impiegati: Monitoraggio, attenzione, memoria di lavoro, shifting,

• inibizione e memoria a lungo termine

4. Esecuzione dell'intenzione: In questa fase si realizza effettivamente l'intenzione

Meccanismi cognitivi impiegati: Monitoraggio, attenzione, memoria di lavoro, shifting,

• inibizione e memoria a lungo termine

5. Valutazione: In questa fase si valuta il successo. Nei casi di insuccesso si può rivalutare

l'accaduto e pianificare una nuova soluzione.

Tipologie di compito

Analizzando in maniera specifica la memoria prospettica si possono suddividere 3 tipi di compito:

Time based: Esso è legato ad un momento temporale specifico (es. alle 5 faccio la torta)

• Event based: Esso è legato ad un determinato evento esterno (es. se incontro Mario con

• una ragazza chiamo Giulia)

Activity based: Esso è legato ad un'attività specifica (es. finita la lezione faccio una

• telefonata)

Metodi di indagine

Data l'importanza della memoria prospettica sono stati sviluppati diversi metodi di indagine. Nel

dettaglio:

Questionari: Essi misurano la frequenza con cui si dimentica, la lunghezza degli

• intervalli di ritenzione e la qualità delle strategie utilizzate

Diari: In essi si richiede di annotare tutti i successi e i fallimenti legati alla memoria

• prospettica, le strategie utilizzate e la lunghezza degli intervalli di ritenzione

Approccio ecologico: Metodi che coinvolgono il soggetto in situazioni vicine al normale

• contesto di vita. Lo svantaggio di questi metodo è causato dal poco controllo sulle

variabili, di conseguenza risulta difficoltoso formare dei fondamenti teorici (es. restituire

una cartolina allo sperimentatore uno specifico giorno)

Approccio sperimentale: Metodi che coinvolgono il soggetto in esperimenti i quali

• possono isolare le variabile oggetto di studio e fornire dati oggettivi. Un esempio è il

paradigma di Einstein & Mc Daniel (1990). Esso è suddiviso in 5 fasi:

1. Compito ongoing + Compito memoria prospettica: In questa fase i partecipanti

dovranno svolgere un compito ongoing (es. test sulla piacevolezza) e un compito

aggiuntivo legato alla memoria prospettica (es. premere spazio ogni volta che leggete

la parola “rastrello”)

2. Compito di copertura: In questa fase i partecipanti svolgono un altro tipo di compito

3. Compito ongoing + Compito memoria prospettica: In questa fase i partecipanti

dovranno risvolgere il compito ongoing ma non verrà loro ricordato il compito di

memoria prospettica.

In questo modo sarà possibile misurare la prestazione di memoria prospettica in base a

quante volte viene premuto spazio al comparire della parola “rastrello” nell'ultima fase.

Modelli memoria prospettica

I principali modelli della memoria prospettica sono i seguenti:

Teoria dei processi di monitoraggio e di attenzione: Secondo questi modelli l'attenzione

• e la memoria di lavoro (SAS – Sistema Attentivo Superiore) vengono utilizzate per

monitorare l'ambiente circostante al fine di recuperare l'intenzione al momento giusto.

Teoria dei processi automatici: Secondo questi modelli il recupero dell'intenzione avviene

• in maniera automatica e spontanea. Nel dettaglio, quando si crea un'intenzione si associa il

target ad essa. Di conseguenza, quando si vedrà il target l'intenzione si attiverà

automaticamente nella nostra memoria.

Teoria dei processi multipli: Questi modelli integrano le 2 teorie precedenti affermando

• che la memoria prospettica coinvolge sia processi attentivi che processi automatici.

Questa integrazione è legittima dal momento che le teorie precedenti non tenevano conto

dei limiti della memoria e del sistema attentivo. Infatti, non sempre un target evoca

un'intenzione e non sempre l'attenzione monitora l'ambiente circostante. Questi modelli

tengono in considerazione:

Coinvolgimento: Durante un compito ongoing è più semplice ricordare

• un'intenzione prospettica

Emozioni: Se il compito è importante è più difficile dimenticarsi di

• un'intenzione prospettica

Correlati neurali

Le basi neurali che coinvolgono la memoria prospettica si differenziano sulla base delle sue

sottocomponenti:

Componente prospettica: Corteccia prefrontale anteriore

• Pazienti con lesioni: Mostrano difficoltà in compiti di memoria prospettica ma non

◦ episodica

Neuro-imaging: Mostrano attivazione nei compiti di memoria prospettica specialmente

◦ in quelli che coinvolgono maggiormente le funzioni esecutive.

Componente retrospettiva: Lobo temporale mediale

• Pazienti con lesioni: Mostrano difficoltà sia in compiti di memoria prospettica che in

◦ quelli di memoria episodica

Neuro-imaging: Mostrano attivazione durante le fasi di recupero e di formazione delle

◦ intenzioni

Di conseguenza la memoria prospettica dipende da queste 2 aree e dalla loro interazione anche

se il loro funzionamento avviene in maniera separata.

Sviluppo e declino memoria prospettica

La corteccia prefrontale si sviluppa nell'infanzia per poi deteriorarsi nell'età avanzata. Di

conseguenza le abilità di memoria prospettica seguiranno un pattern di sviluppo e declino

analogo. Nel dettaglio:

3-5 anni: Le prime abilità di memoria prospettica compaiono a questa età e migliorano

• verso i 5 anni grazie allo sviluppo delle funzioni esecutive.

5-7 anni: Miglioramento grazie allo sviluppo delle abilità di inibizione

• 7-14 anni: Miglioramento dovuto allo sviluppo delle abilità esecutive come shifting,

• monitoraggio, pianificazione, inibizione, memoria di lavoro e attenzione.

Adolescenza: Le abilità di memoria prospettica cominciano a stabilizzarsi.

• 60-65 anni: Il deterioramento è maggiore per i processi di inibizione e shifting. Inoltre

• in questi anni emergono le demenze.

Clinica e memoria prospettica

I maggiori ambiti clinici studiati sono:

Demenza e Alzheimer: Si riscontrano

• Difficoltà nei ricordi time based

▪ Difficoltà nei ricordi event based

▪ Difficoltà nella sottocomponente prospettica

▪ Difficoltà nella sottocomponente retrospettiva

Schizofrenia: Si riscontrano

• Difficoltà nei ricordi time based: Non riescono a monitorare il tempo

▪ Problemi a livello esecutivo: Non riescono a pianificare l'intenzione

Disturbi affettivi: Vi sono pochi studi a riguardo. Tuttavia, nella depressione maggiore si

• riscontrano

Difficoltà nei ricordi time based

▪ Problemi a livello esecutivo

Uso e abuso di sostanze: Alcool, ecstasy e cannabis compromettono le funzioni

• esecutive, di conseguenza avranno delle ricadute anche sulle abilità di memoria

prospettica.

Disturbi sviluppo: Si riscontrano

• ADHD → Difficoltà pianificazione e ricordi time based

▪ Autistmo → Problemi a livello esecutivo e nei ricordi sia time based che event

▪ based

Interventi per migliorare la MP

In letteratura vi sono pochi studi che attestano i benefici di questi trattamenti. Tra i principali vi

sono: Trattamento funzionale memoria prospettica: Prevede esercitazioni per aumentare

• l'intervallo di ritenzione

Training cognitivo: Potenziamento funzioni esecutive e memoria di lavoro

• Strategie meta-cognitive: Prevede la formulazione di giudizi sulle proprie capacità di

• memoria e sulle strategie che è possibile mettere in atto per fronteggiare i compiti di

memoria prospettica

Strategie compensative: Prevede l'insegnamento di

• Strategie esterne: Ricorrere ad aiuti esterni come smartphone, agenda,

▪ calendario, timer ecc.

Strategie interne: Ricorrere a processi interni come reiterazione, pianificazione,

▪ proiezione futura ecc.

Strategie combinate: Ricorrere a strategie che integrano processi interni con aiuti

▪ esterni come pianificare e riorganizzare l'ordine del giorno, creare delle

associazioni tra gli eventi e le intenzioni ecc.

Sindrome frontale

Il funzionamento della corteccia frontale può essere suddiviso in 3 livelli:

Primo livello: Legato all'organizzazione e rappresentazione delle informazioni,

• all'iniziativa motoria e cognitiva

Secondo livello: Legato alle funzioni esecutive consapevoli

• Terzo livello: Legato alle capacità di metacognizione. Richiede capacità di introspezione e

• di una particolare sensibilità al proprio funzionamento cognitivo.

Chi ha un deficit a uno di questi livelli ha un deficit esecutivo. Nel caso della memoria il deficit

coinvolge il secondo e il terzo livello interessando maggiormente l'utilizzo di strategie e i processi

di controllo come ad esempio il monitoraggio (rendersi conto di quanto si sta memorizzando)

Eziologia

Alcune cause si legano più facilmente ad alcune patologie. Ad esempio, le sindromi frontali sono

spesso generate da:

Trauma cranico coinvolgente la parte frontale o laterale del cranio (maggiore incidenza

• nei giovani)

Malattie degenerative (maggiore incidenza negli anziani)

• Patologie vascolari coinvolgenti l'arteria cerebrale anteriore (infarto) o l'arteria

• comunicante anteriore (aneurisma)

Patologie neoplastiche sia primitive che secondarie (estensione di tumori originati in altri

• punti)

Effetti sindrome frontale

Chi è affetto questa sindrome commette diversi errori durante le rievocazione, ad esempio:

Scarsa consapevolezza del deficit

• Intrusioni

• Difficoltà nella selezione delle informazioni

• Source amnesia: Difficoltà a ricordare il contesto di acquisizione di un'informazione

• nonostante essa sia ricordata

Confabulazioni: Produzioni ideative false di cui il paziente è convinto sentendosi

• protagonista. Spesso le confabulazioni vengono confuse con i sintomi della schizofrenia.

Ciò che però le differenzia dai deliri psicotici e dai deliri è la vicinanza all'esperienza e al

vissuto del soggetto che nelle confabulazioni causate da lesioni frontali è maggiore.

Meta-memoria

La meta-memoria comprende la capacità di utilizzare consapevolmente la memoria nel miglior

modo possibile. Ovvero, stimolandola, organizzandola, ricorrendo a una rievocazione e

ritenzione attiva in riferimenti a quali sono gli obiettivi di memoria. Dal momento che le aree

frontali sono correlate alla meta-memoria, individui affetti da sindrome frontale utilizzeranno la

propria memoria meno strategicamente, risultando più sensibili alle interferenze che provocano

perdite di memoria.

Nell'indagine delle abilità di meta-memoria sono stati definiti diversi aspetti legati alle abilità di

controllo, monitoraggio e valutazione legati alla memoria. Nel dettaglio:

Ease of Learning (EOL): Esso è un giudizio emesso dal soggetto sulla facilità con cui può

• imparare un dato materiale. Avviene prima di svolgere un compito.

Feeling of Knowing (FOK): Esso è una stima fatta dal soggetto su quanto può

• recuperare un'informazione in memoria. Avviene durante i compiti di riconoscimento

prima di emettere una risposta.

Judgement of Learning (JOL): Consiste nel giudicare il grado di mantenimento di ciò

• che è stato appreso. Avviene immediatamente dopo l'apprendimento, oppure a distanza

di tempo.

Recall Readiness (RR): Esso richiede al soggetto quanto è pronto per recuperare il

• materiale presente in memoria.

Retrospective confidence (RC): Consistono in giudizi sull'item appena recuperato.

• L'accorgersi di aver commesso un errore permette di appoggiarsi ad altre fonti, in caso

contrario può essere un problema, nei casi peggiori è sintomo delle confabulazioni.

Tip of the Tongue (TOT): Simile al FOK, tuttavia il soggetto è consapevole di avere la

• informazione in memoria ma non riesce a recuperarla.

Predizioni globali: Riferiti a quanto tempo serve per apprendere, quanto posso ricordare,

• quali strategie posso utilizzare, ecc.

I pazienti affetti da sindrome frontale faticano maggiormente negli aspetti prospettici (EOL).

Confabulazioni e falsi ricordi

Si può parlare di confabulazioni quando manca il controllo sulla memoria tale da

Non definire la presenza dell'informazione in memoria

• Non attribuire un contesto all'informazione in memoria

• Non percepire la familiarità

Chi le produce passa in maniera inconsapevole da lievi alterazioni dei fatti (es. non ricordarsi di

essere stato in fila per ore) arrivando a produrre racconti bizzarri (fatti pesantemente inesistenti).

La ricerca attribuisce questo fenomeno ad un effetto di compensazione per cui in mancanza di

struttura chi ne è affetto cerca di trovare una forma adatta. Queste confabulazioni sono

spontanee, ovvero non sono indotte dal contesto esterno. Il paziente infatti è inconsapevole di

stare confabulando e spesso è inconsapevole di avere un disturbo di memoria (anosognosia).

Inoltre, nel caso della sindrome frontale le confabulazioni sono persistenti. Un caso lieve di

confabulazione è definito come confabulazione momentanea. Essa si manifesta come pensiero

intrusivo o distorsione del ricordo e ha un carattere transitorio, infatti il paziente dopo poco

tempo torna ad analizzare correttamente il ricordo. Tuttavia, a differenza dei casi marcati,

l'eziologia di queste forme lievi è poco chiara.

Teorie interpretative

In letteratura sono state definite 2 ipotesi differenti:

Ipotesi temporale: In questo caso le confabulazioni nascono a causa di un disorientamento

• temporale, il quale provoca una difficoltà nel marcare temporalmente gli eventi della

propria vita.

Ipotesi strategica: Questa ipotesi si basa sulla natura costruttiva della memoria, secondo

• la quale i ricordi si basano su una ricostruzione degli eventi accaduti e non su una

perfetta rievocazione. Questa costruzione a volte può essere mal fatta, generando perciò

confabulazioni che allontanano dal ricordo effettivo dell'evento.

Modello Schacter et al. (1998)

Esso fa riferimento all'ipotesi strategica, inoltre prende in considerazione i correlati neurali.

L'indizio che arriva dalle aree della memoria a lungo termine (neo corteccia posteriore), può

essere: Diretto: Questo indizio raramente è causa di confabulazioni, gli errori spesso sono falsi

• riconoscimenti indipendenti dalle confabulazioni.

Indiretto: Questo indizio richiede un'elaborazione di strategie per recuperare il ricordo,

• chiamando in casa le aree di controllo della corteccia prefrontale. Quando esse sono

malfunzionanti generano confusione temporale, perseverazioni e errori nella fonte che a

loro volta creano rumore e difficoltà nel recuperare la traccia causando perciò le

confabulazioni.

Memoria semantica

La memoria semantica assieme a quella episodica e procedurale forma la memoria a lungo

termine. In letteratura vi sono teorie che attribuiscono la formazione della memoria semantica da

quella episodica, in seguito la memoria semantica si staccherebbe diventando uno schema

attraverso cui si legge la realtà. Più specificamente viene definita come la conoscenza

concettuale che possediamo, ovvero l'insieme dei fatti e dei concetti che nel corso della nostra vita

abbiamo appreso da fonti diverse. All'interno della memoria semantica sono contenuti:

Concetti nozionistici: Comprende la conoscenza di fatti importanti e delle informazioni

• ad essi associati. (es. anno di scoperta dell'America, 7 re di Roma)

Concetti semantici: Comprende il significato delle parole (lessico e semantica) e

• l'insieme delle caratteristiche strutturali degli oggetti (forma, particolari, sagoma)

grazie alle quali si riconduce l'effettivo utilizzo. Essi hanno una maggiore profondità dato

che sono costruiti attraverso l'esperienza di vita.

Patologie memoria semantica

La memoria semantica è stata studiata anche dal punto di vista patologico. Ad esempio, un articolo

di Mickael Laisney chiamato “se la zebra perde le strisce e la giraffa non ha il collo lungo”

descrive le difficoltà dei malati di Alzheimer nel recuperare informazioni semantiche legate ai

mammiferi a 4 zampe. Questa difficoltà porta a non rievocare le caratteristiche distintive degli

animali accedendo solo all'informazione generale “animali che vivono in Africa”, di

conseguenza vengono rievocate solo caratteristiche generiche. Le patologie più studiate sono:

Disturbo selettivo memoria semantica: Vi sono dei casi di disturbo selettivo, che colpisce

• solamente la memoria semantica. Questi soggetti conducono una vita normale dal

momento che le altre funzioni, come il linguaggio e i processi cognitivi, rimangono intatte


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

16

PESO

141.14 KB

AUTORE

Lavir

PUBBLICATO

10 mesi fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Psicologia dell'apprendimento e della memoria, basato su appunti personali e studio autonomo dei testi consigliato dalla docente Paola Palladino:
"Papagno C. (2010) Neuropsicologia della memoria, Il Mulino, Bologna".
Gli argomenti trattati sono:
Storia studi sulla memoria, Teorie memoria breve termine, Memoria di lavoro, Misure di memoria a breve termine passiva, Misure di memoria a breve termine attiva, Correlati neurali memoria, Memoria prospettica, Sindrome frontale, Meta-memoria, Confabulazioni e falsi ricordi, Memoria semantica, Memoria episodica, Amnesia globale


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia
SSD:
Università: Pavia - Unipv
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lavir di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'apprendimento e della memoria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pavia - Unipv o del prof Palladino Paola.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Psicologia dell'apprendimento e della memoria

Appunti di Psicologia dell'apprendimento e della memoria (apprendimento), Docente Paola Palladino
Appunto
Psicologia dell'apprendimento - Docente Palladino
Appunto
Dislessia: Appunti di Apprendimento e memoria
Appunto
Disabilità: Appunti di Psicologia dell'handicap
Appunto