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1) Definizione disturbo mentale

Caratteristiche disturbo: -è proprio dell individuo; causa distress o disfunzionalità; non è reazione

 culturalmente Attesa ad un evento; non è risultato primario di devianza sociale o

conflitto.

Il distress personale: -disturbi mentali accompagnati spesso da sofferenza emotiva, che può

 costituire parte del disturbo

O il disturbo ha conseguenze che procurano sofferenze al paziente. Non

tutti disturbi procurano Sofferenza e non tutte sofferenze emotive sono riconducibili a disturbi

mentali (es.sofferenza lavoro)

La disabilità: -è compromissione di qualche area importante della vita individuo (es. relazioni

 interpersonali, lavorative),

ma non sempre disturbi causano disabilità (es. sordità o agorafobia).

La disfunzione: -disturbo mentale è disfunzione che produce danno, come sostiene Wakefield, (es.

 l’ansia che svolge Funzione di protezione dai pericoli, diventa disfunzionale se si attiva anche

quando cè sicurezza);

-Wakefield definisce patologia mentale secondo criterio oggettivo di buon

funzionamento, data da

Meccanismo che non svolge funzione scelta da evoluzione.

Irrazionalità: -processi di pensiero si allontanano dalla logica; es. ipocondriaco che crede che

 dolore addominale sia

Sintomo di cancro, nonostante ripetute rassicurazioni mediche che dicano il

contrario; secondo alcuni

Ipocondriaco mantiene sua idea di avere cancro, perché commette errore di logica,

il bias confirmatorio.

Non caratterizza psicopatologia e neanche stati attivazione emotiva, però pazienti

possono essere irrazionali

In senso pratico.

Realismo e psicopatologia: -diffusa idea che psicopatologia è caratterizzata da scarsa aderenza ai

 fatti, da rappresentazioni False e non reali (es. depressi); invece i depressi sono più realistici

dei non depressi nel Valutare ostacoli, capacità… i non depressi sono affetti da illusioni

ottimistiche.

Stigma: -insieme convinzioni e atteggiamenti che gruppi sociali hanno nei confronti di altri gruppi

 sociali considerati

Diversi e negativi. A gruppo persone viene data etichetta che le distingue da altre (malati

mentali), etichetta

Associata a caratteristiche che società ritiene negative, persone così etichettate sono

ingiustamente

Discriminate ed escluse, stigma implica sofferenza e altri danni psicologici.

2) Paradigma genetico

Genetica: -zigote umano contiene 46 cromosomi; ogni cromosoma formato da geni che veicolano

 codice genetico(DNA);

geni producono proteine che regolano funzione cerebrale e corporeo; proteine

determinano espressione

genica.

Interazione gene-ambiente: -i geni sono flessibili e si attivano o inattivano grazie a interazione

 ambiente; -disturbi mentali sono in parte ereditari, ma ambiente plasma

espressione nostri geni

Poligenetica: -origine psicopatologia è poligenetica, cioè vulnerabilità risiede in più geni.

 Ereditabilità: -indica misura in cui variabilità comportamento o disturbo in una popolazione può

 essere spiegata da

Fattori genetici, non fa riferimento al singolo individuo.

Fattori ambientali: -condivisi: fattori condivisi da tutti membri famiglia (reddito, educazione…)

 -non condivisi: elementi che possono differenziare in una famiglia (relazioni,

eventi personali)

Genetica comportamento: -genotipo: insieme geni ereditati dai genitori corrisponde a sequenza

 DNA; si attivano e Disattivano in momenti specifici dello sviluppo e in

conseguenza di eventi -fenotipo: insieme caratteristiche manifeste individuo (intelligenza);

si modifica nel tempo È prodotto interazione tra genotipo e ambiente (QI).

Endofenotipo: -disturbi mentali sono manifestazioni complesse e articolate; es. schizofrenia ha

 sintomi molto diversi

Tra loro; i geni interagendo con fattori ambientali possono produrre quadro

clinico;

Genetica molecolare: -cerca individuare particolari geni e loro funzione;

 -23 coppie cromosomi

-DNA gene trascritto in RNA e questo tradotto in amminoacidi che

costituiscono proteine e a loro

Volta costituiscono cellule.

-differenze individuali a livello genetico possono riguardare gli alleli,

nucleotidi, variazione del

Numero delle copie.

Interazione geni/ambiente: -implica che sensibilità persona a evento ambientale è influenzata dai

 suoi geni. -epigenetica: studia come ambiente modifica espressione genica

3) Il paradigma delle neuroscienze

Le neuroscienze: -Indagano relazione tra funzionamento cervello e psicopatologia; i disturbi

 mentali si associano a processi cerebrali anomali.

Funzionamento di base: -i neuroni sono cellule del sistema nervoso centrale e sono composti da:

 corpo cellulare, dendriti, assoni, bottoni terminali.

Principali neurotrasmettitori: -dopamina (depressione, mania, schizofrenia); serotonina

 (depressione, mania, schizofrenia) Noradrenalina (ansia); acido gamma (ansia).

Neurotrasmettitori e psicopatologia: -prime ricerche dicevano che certo disturbo poteva esser

 causato da eccesso o Carenza di un particolare neurotrasmettitore;

-ricerche dopo sostenevano che disturbi possono derivare

da processo inattivazione Da sostanze rilasciate da sinapsi.

Struttura e funzioni cervello: -visione: lobo occipitale

 -suoni: lobo temporale

-ragionamento, problem solving… lobo frontale

-regolazione amigdala: corteccia prefrontale ( soggetti depressi

che guardano immagini Di volti che esprimono emozioni,

mostrano attività amigdala più Intensa dei non depressi).

Sviluppo cerebrale: -dal primo trimestre gravidanza fino a prima età adulta;

 Approccio neuroscienze al trattamento: -incremento uso psicofarmaci: -antidepressivi (inibiscono

 ricaptazione serotonina)

-benzodiazepine(stimolano neuroni per cura ansia) -antipsicotici

(riducono attività neuroni) -stabilizzatori

dell’umore, litio e farmaci antiepilettici (riducono

eccitabilità neuroni). -neuroscienze valutano rapporto tra funzionamento

cerebrale e psicopatologia; studiato rispetto a trasmissione impulso, funzione

singole aree cerebrali, funzioni sistema neuroendocrino.

Mente e cervello: -dualismo: mente e cervello sono due entità distinte e separate che possono

 interagire tra loro -monismo: eliminitavista: esiste una sola entità quella neurale;

funzionalista: non esiste alcun evento mentale senza un cervello

Mente cervello e psicopatologia: -neuroscienze dicono che cervello di pazienti con disturbi mentali

 è diverso da quello Senza disturbi sia anatomico che funzionale; possibilità:

siamo in presenza di neuroni Rotti oppure sani ed il loro assetto funzionale e anatomico

causa patologie psicologiche.. In molti casi è la seconda possibilità (Disturbo ossessivo)

dove le anomalie del disturbo Scompaiono grazie a psicoterapia di successo.

4) Diagnosi e valutazione psicologica

Diagnosi descrittiva: -si riconduce a insieme di sintomi paziente che dovrebbero essere affidabili e

 veri; -i criteri possono essere: categoriali: definiscono sintomi osservati in una

categoria sola; dimensionali: sono dimensioni lungo le quali i

sintomi osservati possono essere distribuiti;

-si basa su criteri del DSM 5 o ICD 10;

-è utile per: impostare ricerca di esito trattamenti, impostare ricerca su

cause e processi psicopatologici Indirizzare paziente ai trattamenti più efficaci, conoscere

prognosi, comunicare con altri Clinici.

Diagnosi esplicativa: -su base di modelli psicopatologici comprovati, si cerca di comprendere

 natura e causa dei sintomi

Paziente e processi psicologici che li mantengono e aggravano;

-ci si arriva grazie a procedura detta Formulazione del caso.

Fondamenti diagnosi: -criteri diagnosi dovrebbero avere: -affidabilità: si riferisce a coerenza

 misurazioni (es. metro di legno Darà sempre stessa

misura, mentre metro elastico Da sempre misure

diverse, come stabilire se il metro Che abbiamo da

misure affidabili o no?) -affidabilità tra valutatori: si riferisce

a grado concordanza

Misurazione fatta da due osservatori Diversi

(es. criteri diagnosi schizofrenia Danno

stessi risultati anche se fatti da

Osservatori diversi?) -affidabilità test retest: si riferisce a

grado in cui soggetto osservato Più volte e

in tempi diversi tende a presentare Punteggi

simili (es. test intelligenza dovrebbe Dare stessi

risultati anche se ripetuto dopo Diverso

tempo) -affidabilità da coerenza interna: si

riferisce a correlazione tra item

Preposti a misurare stessa cosa - Validità: -si riferisce a grado in cui

strumento riesce a misurare ciò che Si vuole misurare (es. test

su aggressività psicologica deve Misurare solo aggressività);

-è collegata a affidabilità;

affidabilità test è necessaria per sua Validità, ma non è

sufficiente; -validità di contenuto: si riferisce a

qualità contenuto strumento per Rispecchiare

misurazione variabile interessata; indica se

domande test sono pertinenti per misur -validità criterio concorrente/descrittiva: si

valuta considerando se misura

È associata in modo costante e

Prevedibile ad altra misura; -validità di costrutto: esprime grado con cui

test riesce a misurare ciò che Deve misurare, con

correlazione con altre unità misu (es. questionario

autosomministrato, che misura Propensione ad

ansia ha alta validità di costrutto Convergente se

correlato perfettamente con altri test Che misurano ansia.

Diagnosi la valutazione psicologica: -due valutazioni psicologiche:

 -diagnosi esplicativa: obiettivo arrivare a formulazione

caso per intervento psicoterapie -formulazione caso: scopo descrivere problemi presentati

da paziente e fare inferenze; è peculiare del lavoro

psicoterapeuta; consente buona pianificazione di trattamento strategicamente

orientato; contribuisce a efficacia trattamento; migliora empatia con

paziente e la sua fiducia nella capacità terapeutica; migliora gli esiti;

facilita trattamento casi difficili favorisce stabilità cambiamento;

migliora trattamento depressione; -descrizione problema/i

-profilo interno disturbo (stati mentali,

credenze) -fattori mantenimento (che mantengono

e aggravano disturbo) -esordio e scompenso (condizioni vita

che favoriscono esordio problema -vulnerabilità storica: elementi stori vita

paziente che hanno favorito Insorgere

problema; -vulnerabilità attuale: elementi presenti

oggi nel paziente -diagnosi descrittiva:

5) Diagnosi e valutazione psicologica

Il colloquio clinico: -psicologo parte da sintomi presentati da paziente

 -ipotizza diagnosi

-cerca prove

-ipotizza diagnosi alternative

-ne cerca le prove

-pone attenzione a dati derivanti tra diverse ipotesi diagnosi

-esplora eventuali coesistenze

-raccoglie anamnesi familiare, personale e psicicopatologica

-inga aspetti vita privata paziente

-formula e restituisce a paziente e familiari la diagnosi, prognosi e indica

trattamenti da seguire

-difficoltà paziente nel colloquio: perplesso, avvilito, imbarazzato, in colpa, disorientato, oppositivo,

apatico

Strumenti valutazione: -interviste semi-strutturate (SCID I e SCID II)

 -Test: questionari finalizzati a misurare dimensioni sintomi (STAI, BDI,

OCI) e questionari finalizzati A valutare personalità (MMPI 2)

-scoring: sommare punteggi item (ogni item Ha punteggio da 0 a 3)

Test proiettivi: -presentano a soggetto stimoli ambigui o poco strutturati, cui si chiede un’

 interpretazione con risposta

Libera;

-proiezione è operazione con cui soggetto attribuisce ad altro delle ca

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

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