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Morfologia

La morfologia studia la forma, o meglio la struttura interna delle parole. È di due tipi:

  • Flessiva: variazioni all’interno della parola che abbiano un carattere funzionale;
  • Derivativa: variazione tra parole etimologicamente connesse.

Principi legati alla morfologia

Ci sono due principi legati alla morfologia:

  1. Principio di economia: attraverso la modificabilità morfologica possiamo utilizzare gli stessi elementi per un numero illimitato di volte per esprimere le stesse funzioni, per esempio le desinenze riguardanti genere e numero;
  2. Principio di coesione: la morfologia, oltre a garantire la modificabilità morfologica, garantisce la coesione testuale, per indicare la relazione tra elementi diversi dello stesso enunciato, attraverso l’accordo grammaticale.

Anche la morfologia si basa su scomposizione e sostituzione delle unità. Possiamo sezionare una parola fino ad ottenere le unità minime di articolazione, cioè le unità dotate di significato autonomo. Per esempio, la parola “dentale”:

  • Dent-: base lessicale
  • Al-: suffisso
  • E-: suffisso che indica genere e numero

Attraverso la prova di commutazione, possiamo confrontare una parola con altre simili per individuare tutti i morfemi. Per esempio: alz-are – alz-a, ess-ere – è. “Alza” ed “è” contengono gli stessi morfemi, che in alza sono trasparenti, ma non lo sono in è. Giungiamo quindi alla differenza tra morfo e morfema.

Definizioni di morfo e morfema

Morfo: unità che si ottiene con la scomposizione lineare.

Morfema: la funzione che svolge l’unità ottenuta.

È: 1 morfo – 5 morfemi:

  • 1 base lessicale
  • 2 essere indicativo
  • 3 presente
  • 4 singolare
  • 5 terza persona

L’allomorfo è una variante formale del morfema, corrisponde a tutte le forme in cui si può trovare lo stesso morfema, senza provocare differenze di significato. Esempio: mangiabile, leggibile, solubile.

Classificazione dei morfemi

I morfemi possono classificarsi:

  • In base alla funzione che svolgono
  • In base alla posizione in cui si trovano.

Tipi di morfemi in base alla posizione: possono essere lessicali e grammaticali; quelli grammaticali possono essere flessionali (danno luogo alle diverse forme di una parola) e derivazionali (derivano parole da altre parole). L’ordine in italiano è sempre lo stesso:

  • m. lessicale + m. grammaticale

Per esempio: bell-o/i, bianc-o/a. In alcune lingue l’ordine dei morfemi è meno lineare e meno trasparente. Per esempio, in arabo esistono radici triconsonantiche che indicano il morfema lessicale, mentre il morfema grammaticale è caratterizzato da determinate vocali in posizione fissa.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martina.schifone di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Perta Carmela.
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