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Sintesi realizzate da Sara Licciardi

IL SISTEMA FINANZIARIO

1. COS’È? È l’insieme organizzato di una pluralità di elementi:

▪ Intermediari; imprese che esercitano attività finanziarie, basate sulla produzione e sulla negoziazione di

strumenti finanziari e sull’offerta di servizi connessi alla loro circolazione;

▪ Strumenti finanziari; particolari contratti che hanno ad oggetto diritti e prestazioni di natura

finanziaria;

▪ Mercati; luogo ove gli strumenti finanziari vengono negoziati;

▪ Autorità di vigilanza; l’intero contesto si svolge sotto il suo controllo e sotto regole prestabilite.

reale,

2. PERCHÉ? È importante per lo sviluppo dell’economia in quanto assolve importanti funzioni,

fondamentali per il buon funzionamento dell’economia:

▪ Regolamento degli scambi;

▪ Accumulazione del risparmio e finanziamento di investimenti;

▪ Gestione dei rischi.

Le attività di natura finanziaria sono infatti connesse ai processi tipici dell’economia reale (scambi

commerciali, investimenti, produzione), in modo che i progetti imprenditoriali possano svilupparsi in una

dimensione più ampia e più efficiente, favorendoli.

GLI INTERMEDIARI FINANZIARI

Si differenziano in base all’attività svolta:

▪ Creditizi; l’attività prevalente è quella di credito verso soggetti con fabbisogno di fondi; in particolare,

banche;

si fa riferimento alle

▪ Mobiliari; l’attività è specializzata in emissione, negoziazione e gestione di strumenti finanziari

SIM (società di intermediazione mobiliare)

mobiliari; ad esempio, le esercitano attività di

negoziazione, collocamento e vendita di strumenti mobiliari, facendo incontrare sul mercato domanda

e offerta; al contempo, può offrire servizi di consulenza finanziaria e di gestione patrimoniale (GP);

▪ Assicurativi; l’attività consiste nella gestione dei rischi puri nei rami vita e/o danni e ha natura

previdenziale.

Bisogna però anche considerare ulteriori attività solte da:

▪ SGR (società di gestione del risparmio), che emette fondi comuni di investimento ed effettua GP;

▪ Società di credito al consumo;

▪ Società di leasing;

▪ Società di factoring.

È importante saper distinguere l’attività di produzione dall’attività di distribuzione di un servizio/strumento

finanziario: le polizze assicurative sono prodotte da imprese assicurative ma la banca può diffonderle;

ancora, il fondo comune di investimento può essere emesso esclusivamente da società di gestione del

risparmio, ma la banca può incentivare i suoi clienti a domandarlo.

In generale esiste molta competitività nel mondo finanziario: la concorrenza, infatti, alimenta l’efficienza

del sistema. Sintesi realizzate da Sara Licciardi

I PRODOTTI FINANZIARI

Sono contratti che incorporano diritti patrimoniali (di credito, di debito, di proprietà, …) o non patrimoniali

(amministrativi), le cui produzione e offerta possono essere svolte solo da intermediari: sono infatti

richieste competenze, informazioni e specifiche strutture operative. Tali strumenti sono rappresentativi di

quote di ricchezza reale di imprese pubbliche e private e questo fa sì che assolvano diverse funzioni:

▪ Denominazione della ricchezza; capacità di frazionamento del valore complessivo di un bene reale e

adeguamento alle esigenze dell'investitore, in modo che l’acquisto del bene sia accessibile anche

all’investitore più modesto (es.: capitale sociale frazionato in azioni; prestito frazionato in obbligazioni);

▪ Trasferimento della ricchezza; la circolazione avviene in modo rapido rispetto a beni reali; quindi, gli

investitori godono di un maggiore grado di liquidità*, in quanto possono rivedere continuamente le

loro scelte, in base all’andamento del mercato e alle proprie esigenze, smobilizzando prima della

scadenza del contratto i titoli acquistati;

▪ Diversificazione del rischio; l’investimento può essere diversificato acquistando più titoli sul mercato,

in modo che l’esposizione al rischio sia minore; gli strumenti finanziari sono infatti degli impieghi

rischiosi, che generano un profitto solo se le aspettative vengono rispettate;

▪ Separazione del rischio; gli strumenti, in base al contratto, possono essere più o meno rischiosi, poiché

incorporano un rischio, all’aumentare del quale aumenterà il profitto (curva dei rendimenti). Il rischio

non è altro che la dispersione intorno alla media di possibili risultati futuri dello strumento, il quale è

caratterizzato, quindi, da aleatorietà e incertezza. Pertanto, il contenuto del contratto può essere

riassunto in due dimensioni: rendimento e rischio.

*Riguardo alla liquidità, questa deriva dalla durata residua del titolo (è

maggiore in corrispondenza di scadenze più brevi). Inoltre, non è uniforme,

bensì è influenzata dal rischio stesso, nonché dalla negozialità e dalla

standardizzazione del contratto (↓). È importante, quindi, che il mercato

sia organizzato, nel quale i prezzi sono trasparenti e i costi di transazione

bassi.

Esiste una vasta gamma di prodotti, le cui caratteristiche variano in base agli interessi dell’emittente e del

sottoscrittore. In particolare:

▪ raccolta al risparmio

Vengono usati per la (deposito in c/c, deposito di risparmio, operazioni di pronti

contro termine, obbligazioni);

▪ impiego

Vengono usati come strumenti di (apertura di credito in c/c, mutuo, anticipo su fattura s.b.f.,

leasing, factoring, crediti di consumo);

▪ gestione del rischio

Vi sono gli strumenti mobiliari, legati alla (azioni, obbligazioni, derivati, cambi,

polizze).

LE FUNZIONI DEL SISTEMA FINANZIARIO

➢ Accumulazione del risparmio e finanziamento degli investimenti

➢ Regolamento degli scambi

Nel sistema economico, variano gli investimenti finanziabili in base a quanta parte delle risorse disponibili

viene risparmiata e, successivamente, allocata in mercati finanziari (≠strategie di autofinanziamento).

unità in surplus

Individuiamo, quindi, due differenti unità economiche. Vi sono le (generalmente, famiglie)

che consumano meno di quanto posseggano, presentando un risparmio positivo (S>0). Il sistema finanziario

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è ben più efficiente vi sono condizioni favorevoli alla propensione all’accumulazione e alle decisioni di

investimento del risparmio, cioè se le famiglie sono spinte a scambiare potere d’acquisto per potere

d’acquisto futuro. Parallelamente, per l’incontro di domanda e offerta del risparmio, dovranno essere

unità in deficit

favorite mediante incentivi anche le decisioni di finanziamento delle (generalmente, P.A. e

imprese private), per le quali il risparmio non è sufficiente a coprire gli investimenti (S<0). Grazie al sistema

finanziario, quindi è possibile disporre di risorse finanziarie provenienti da unità in surplus, che per la loro

disponibilità dovranno essere remunerate riconoscendo loro un rendimento.

Le unità economiche descritte vengono classificate in base ad omogeneità di comportamento per

semplificare il quadro economico da analizzare. Tali aggregati manifestano autonomia e capacità di

decisione in campo economico-finanziario:

▪ famiglie e istituzioni senza scopo di lucro a servizio delle famiglie (F), cioè i consumatori;

strutturalmente è in surplus;

▪ società non finanziarie, cioè società semplici, di fatto e minori (non più di cinque addetti);

▪ pubblica amministrazione (PA); strutturalmente è in deficit;

▪ società finanziarie (IF), intermediari e autorità di controllo;

▪ resto del mondo (RdM).

Il sistema finanziario permette di agevolare lo scambio tra le unità. Infatti, anziché optare per un circuito

diretto che presenta svariate criticità (mancanza di fiducia, elevati costi e tempo per informarsi sulla

condizione economica del debitore, matching, condizioni squilibrate …), è preferibile il circuito indiretto. In

questo caso, lo scambio viene mediato da un soggetto affidabile, l’intermediario, che fa incontrare le due

esigenze contrapposte. Vi è la credenza che le banche, infatti, non possano fallire: i bilanci non vengono

esaminati dai depositanti, bensì ci si fida del controllo delle autorità competenti, che periodicamente

verificano che le operazioni vengano eseguite in condizioni di stabilità. Inoltre, il ruolo degli intermediari è

fondamentale per l’efficienza del mercato finanziario, nel quale:

▪ asimmetria informativa,

gli scambi sono caratterizzati dalla condizione fisiologica di uno squilibrio

contrattuale che va a svantaggio del creditore, soggetto esterno al debitore e destinatario di un

rendimento futuro e incerto (essendo stabilito da contratto differito);

▪ selezione

se prevalgono scambi diretti, vi è una probabilità maggiore che si verifichi il fenomeno della

avversa (ex ante) la quale comporta che il creditore, data la situazione di incertezza e di incapacità di

selezionare un debitore, decida di posticipare l’investimento di risparmio;

▪ ancora, nel circuito diretto, trattandosi di accordi tra le parti, è più probabile che il debitore ponga in

essere comportamenti opportunistici (ex post o ex ante) data la mancanza d’informazioni, l’incertezza,

morale,

nonché la sua condizione di superiorità informativa; si tratta dell’azzardo che sussiste quando il

debitore compie azioni esclusivamente nel suo interesse, rallentando l’adempimento – incerto – o

stabilendo prezzi non equi. diretto

Unità in surplus Unità in deficit

IF

indiretto

CONSOB

BCE Sintesi realizzate da Sara Licciardi

Uno dei ruoli delle Autorità è proprio quello di verificare che venga garantito il giusto grado di informazione

nei confronti dei depositanti da parte degli intermediari. Infatti, le carenze informative determinano il

fallimento del mercato, in quanto lo scambio dei beni non può raggiungere un equilibrio se lasciato alle

libere forze del mercato. Gli intermediari devono ridurre il gap informativo, rendendo più efficienti i

trasferimenti delle risorse nel tempo e nello spazio. Ecco perché, mediante la consulenza, il ruolo degli

intermediari diventa fondamentale anche nel circuito diretto.

circuito diretto e autonomo circuito diretto ma assistito circuito indiretto (o intermediato)

ruolo IF: effettua intermediazione mobiliare ruolo IF : effettua

(selezione scambisti, collocamento, gestione) intermediazione creditizia

Quindi, come il creditore, anche gli intermediari si assumono dei rischi. Uno è tipico delle attività

trasformazione del rischio,

produttive: quella svolta dalla banca, ad esempio, consiste nella mediante la

quale l’input-denaro raccolto (c/c /depositi; a breve termine/ tasso fisso) combinato con l’input-

informazione diventa output-denaro da concedere (mutuo; a lungo termine/ tasso variabile). In questo

modo, si favorisce l’incontro tra domanda e offerta, poiché il trasferimento delle risorse tra risparmiatore e

debitore avverrà anche se il primo è avverso al rischio, dato che la controparte del primo diventa la banca,

considerata più affidabile, e che l’investimento può essere diversificato in un portafoglio di titoli. Un altro

rischio viene assunto nel circuito indiretto: la banca interpone il suo stato patrimoniale tra i due soggetti,

poiché agisce in nome e per conto proprio (≠scambio assistito), divenendo il c.d. scambista intermedio:

debitore del sottoscrittore primario del titolo e creditore verso l’emittente. Tale rischio dovrà

opportunamente essere gestito sia per il creditore (delegated monitoring) sia per sé stesso.

Inoltre, per quanto riguarda la trasformazione delle risorse, questa avviene anche al fine di copertura del

gap di scadenze, in presenza di incompatibilità tra preferenze delle unità. Infatti, le famiglie spesso

aspirano ad ottenere un rendimento a breve, mentre le imprese necessitano fondi a lungo termine. La

capacità dell’IF di trasformare le scadenze deriva dal fatto che negozi un gran numero di contratti di credito

e debito, sincronizzando attività e passività, anche se rinnovate.

➢ Gestione dei rischi

Il sistema finanziario mette a disposizione strumenti che permettono di attutire effetti negativi attesi. Il

rischio viene, così, gestito mediante:

▪ Polizze assicurative, alle quali si ricorre in presenza di rischi puri, ovvero la possibilità che si verifichino

degli eventi, il cui manifestarsi produce solo effetti negativi (perdite, danni) ma incerti nella frequenza e

nella gravità; pagando un premio, il danno futuro viene traferito in un costo sostenuto oggi e, in questo

modo, il rischio viene trasferito ad un intermediario finanziario. Tale soggetto investirà i premi ricevuti

in riserve che in futuro potrebbero essere utilizzate al fine di compensare gli assicurati;

▪ Strumenti derivati, ai quali si ricorre per rischi speculativi, vale a dire attività finanziarie che possono

generare in futuro sia effetti positivi (profitti), sia effetti negativi (perdite); il mercato permette di

speculare, di scommettere, in quanto nel gestire il rischio, per guadagnare, vi è la possibilità di perdere.

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LO SVILUPPO DEL SISTEMA FINANZIARIO

COME SI È FORMATO? Il sistema finanziario nasce grazie all’utilizzo della moneta (prima merce, poi segno e

infine cartacea), segnando il termine di un’economia fondata sul baratto. L’intero processo è stato

influenzato da diversi fattori. Primo fra tutti i costi da sostenere per produzione, trasferimento, sicurezza e

mantenimento della moneta. Inoltre, bisogna considerare il rischio perdita di valore del bene, furti o frodi.

Infine, con la moneta vengono favoriti l’affidabilità e l’informazione degli scambi.

Distinguiamo quattro fasi del sistema economico:

1. Assenza del sistema finanziario baratto

2. Sorgere del sistema finanziario primitivo moneta (merce, segno

(chartula), legale)

3. Sorgere del sistema finanziario evoluto titoli primari

4. Sorgere del sistema finanziario completo titoli indiretti

MA PERCHÉ LA MONETA? Assolve diverse funzioni, che presentano un diverso grado di restrizione:

▪ riserva di valore;

È una il suo valore rimane analogo nel tempo (≠valore reale della moneta);

▪ intermediaria degli scambi;

È viene accettata da una pluralità di soggetti come mezzo di pagamento

della transazione;

▪ unità di conto;

È rappresenta l’unità di misura di attività economiche reali e finanziarie e di scambi;

inoltre, invece di considerare n(n-1) prezzi, come nel baratto, vi saranno n prezzi.

Gli emittenti di moneta sono due: la Banca Centrale, che stampa moneta legale, e l’insieme delle banche

commerciali che emettono moneta bancaria in via sostitutiva di quella legale e di pari valore, mediante

diversi strumenti tecnici (assegno, bonifico, ricevuta bancaria, carte di pagamento). L’accettazione della

moneta bancaria come mezzo di pagamento dipende dalla fiducia del debitore o del creditore e dalla

capacità della banca di convertire la moneta bancaria in moneta legale. La moneta bancaria viene

solitamente preferita perché comporta minori costi e rischi di impiego: oggi, sono diversi i generi monetari

costituiscono la moneta, in quanto ciò che si considera è il potere d’acquisto, sia disponibile sia liquido, del

pubblico, che si vede di fronte ad un trade-off tra liquidità e rendimento.

In particolare, gli aggregati monetari riconosciuti dalla BCE sono:

▪ M , somma tra circolante e depositi in c/c;

1

▪ M , M + strumenti indiretti, ovvero quei beni che non possono essere usati direttamente come mezzo

2 1

di pagamento ma che rapidamente vengono convertiti in moneta (depositi con scadenza fino a 2 anni o

rimborsabili con preavviso fino a 3 mesi);

▪ M , M + M + titoli di mercato (pronti contro termine), le quote di fondi, le obbligazioni (>2 anni); la

3 1 2

BCE fa sempre riferimento a questo aggregato.

L’utilizzo della moneta ha comportato uno sdoppiamento del sistema economico, caratterizzato da due

flussi opposti, uno reale e l’altro monetario, capaci di generare gli stessi valori. Il primo riguarda quei

fenomeni legati a domanda e offerta di beni, servizi e fattori produttivi, Il secondo riguarda il circuito dei

prezzi (ricavi) e delle remunerazioni del lavoro (salari o rendite). Sintesi realizzate da Sara Licciardi

beni e servizi

ricavi

Unità utilizzatrici Unità produttrici

salari

lavoro e capitale

IL SALDO FINANZIARIO

Ogni singola unità economica, distribuisce il proprio reddito in consumi e risparmi (Y – C). Questi ultimi

variabili di flusso:

sono esempi di misurano la dimensione di un fenomeno in un intervallo di tempo e lo si

rileva nel conto economico. Invece, il patrimonio, che sintetizza attività, passività e netto (S), è una

variabile di stock, poiché fa riferimento ad un fenomeno in un dato momento.

Nel sistema finanziario, tuttavia, per valutare il comportamento di un agente economico non è sufficiente

considerare il suo risparmio, che deve essere confrontato con gli investimenti reali: dalla differenza tra le

saldo finanziario reale SF

due variabili otteniamo il ; se è positivo l’unità sarà in surplus o viceversa.

R

Dovendo considerare anche il circuito monetario e, quindi, le scelte finanziarie possibili, facciamo

saldo finanziario da un punto di vista finanziario SF

riferimento al , dato dalla differenza tra la

F

variazione delle attività finanziarie AF e la variazione delle passività finanziarie PF. Dalla struttura del SF F

valut

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sara_licciardi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università del Salento o del prof Cucurachi Paolo.
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