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Appunti di Letteratura Tedesca I

Appunti di letteratura tedesca I - Dal Medioevo alle Affinità Elettive di Goethe basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Di Bella dell’università degli Studi di Palermo - Unipa, facoltà di Lettere e filosofia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Cultura e letteratura tedesca I docente Prof. A. Di Bella

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3) Schelmenroman = qui si raccontano delle storie, avventure che capitano alla gente povera. Lo

Hans Jakob Unristaffel von

Schelmenroman più famoso passato alla storia è quello di

Grimmelhausen Der Abenteuerliche Simplicissimus

- (1668), conosciuto come “Simplicissimo”.

I lettori di questo genere erano i cittadini (non proprio i borghesi. L’autore del Simplicissimo

conduce una vita molto avventurosa, perché egli vive nella guerra dei Trent’anni, si arruola

nell’esercito, e inizia a viaggiare molto. I suoi viaggi terminano alla fine della guerra. Dopo 20 anni

dalla fine della guerra, Grimnelhausen decide di scrivere questa opera, che ha molti tratti

autobiografici ed è molto conosciuta perché l’autore riesce magistralmente a inserire elementi

molto diversi: da un lato, sicuramente visto che ci sono elementi autobiografici, racconta gli orrori

della guerra; quindi non è solamente un romanzo storico o comunque di difficile lettura, ma riesce

a raccontare le due avventure in maniera molto umoristica, inserisce molta leggerezza, proprio

perché il romanzo doveva, da un lato sì, educare, informare ecc.., però dall’altro lato anche

intrattenere, e lui riesce nell’unione di questi due supporti della letteratura.

Semplicissimus è un trovatello. Anche lui vive gli orrori della guerra dei Trent’anni e conduce una

vita molto avventurosa: diventa un ladro, un mascalzone… Fino a quando diventa un eremita.

Decide di vivere in solitudine ed inizia a riflettere sulla propria vita, su quello che ha fatto, il

comportamento che ha tenuto… E finalmente in questo suo vivere isolato riesce a trovare la pace.

Diventato anziano (proprio come l’autore, che dopo 20 anni dalla fine della guerra decide si

scrivere una sorta di memorie della guerra —ci sono gli elementi autobiografici, ma non del tutto,

non è un’autobiografia—) anche il Semplicissimo decide di scrivere e raccontare la propria vita, le

proprie avventure (opera narrata, quindi, in prima persona).

Tränen in schwerer krankner; Tränen des Vaterlandes)]

[(Poesie Gryphius -

• L’Illuminismo

Aufklärung

1) (1700 - 1785)

Sturm und Drang

2) (1770 - 1785)

Klassik

3) (1785/86 - 1817)

Si è visto che è molto difficile stabilire quando inizia e finisce un determinato periodo/movimento,

soprattutto per quanto riguarda l’Illuminismo. Questo movimento, in generale (senza suddividere

Sturm und Drang,

le varie fasi) va dal 1700 al 1785. All’interno di questo periodo nasce anche lo

Klassik.

mentre poi c’è la Questi sono i tre grandi movimenti culturali che vivono

contemporaneamente nel ‘700. Un problema della critica è quello di stabilire dove finisce e dove

inizia un altro movimento, perché di fatto ci sono molti elementi che si ritrovano in questi tre

movimenti. Poi un’altra difficoltà fu quella di individuare il ruolo della religione all’interno

Sturm und Drang

dell’Aufklärung. Quindi…Come si riesce a distinguere l’Aufklärung dallo e dalla

Klassik? Sono state date diverse risposte ma il pensiero che è stato accettato un po’ da tutti

consiste nel concetto di razionalità e sentimenti. La differenza di fondo è stata definita così:

Sturm und Drang

l’Illuminismo è stato visto come l’espressione esagerata della razionalità; lo è

stato visto come reazione (alla vita e ai sentimenti) a questa ragione esasperata; invece per la

Klassik è stato stabilito che fosse un ritorno al passato, un ritorno alla tradizione antica (per

affinità elettive

esempio nelle di Goethe ci sono molti elementi classicheggianti).

Sturm und Drang

Lo nasce nella parte finale dell’Illuminismo perché durante quel periodo c’è la

crisi del movimento e ci si concentra sulla natura (!!), sui fenomeni naturali in quanto non si

prevedere, studiare e capire. Quindi nasce la crisi dell’Illuminismo che porta ad un’effettiva

consapevolezza che l’uomo ha i propri limiti, e che quindi forse i sentimenti sono la parte più

importante dell’uomo (anche durante il Romanticismo ci sarà un ritorno al passato).

Tutte e tre queste istanze diverse, però, confluiscono tutte nell’elemento unico che è l’uomo:

l’uomo è fatto di razionalità e sentimenti. Non si può parlare di uomo solo pensandolo come un

essere che utilizza la passione senza sentimenti, esso è entrambe le cose. Da un lato ragiona,

Cogito ergo sum,

infatti l’Illuminismo nasce dal principio cartersiano dall’altro ha delle emozioni,

dei sentimenti. L’essere umano, durante l’Illuminismo, è l’essere più importante in assoluto che

possa esistere nell’Universo, però l’uomo, se è solamente visto dal un punto di vista illuminista

non è completo. Infatti si capisce che l’uomo doveva sì, nella sfera pubblica, essere laborioso,

fare del bene, produttivo, migliorare la società, ma anche nella vita privata deve essere una

persona felice, soddisfatta. Durante questo periodo ci sono delle filosofie contrastanti che però

confluiscono tutte nel rendere l’uomo felice e, di conseguenza se lo è la società non può che

giovarne. Da fatto, questi tre movimenti confluiscono tutto nella completezza dell’essere umano.

Ruolo della religione: gli illuministi non erano molto d'accordo con la religione e con il clero perché

essi dicevano che l’uomo è al centro di tutto, e per questo tutto ciò che la chiesa aveva postulato

viene messo in discussione. Quello che si professa è infatti una religione naturale: si intende un

sentimento religioso che nasce nell’individuo e che nasce in base al contatto diretto che può

avere con Dio attraverso il proprio sentimento, le proprie conoscenze, le esperienze personali

(colleg. con la Mistica). Che cosa significa Illuminismo? Da un lato sicuramente illuminare il

popolo, e quindi con scopo pedagogico educare l’individuo; dall’altro lato il concetto di luce,

divina o superiore, che illumina l’animo del popolo, e quindi si va ad invadere una sfera religiosa

(luce=Dio..?) —per i religiosi era sicuramente una luce divina che illumina e rischiara l’animo dei

Pietismo.

fedeli—. Quando si parla di religione durante l’Illuminismo si pensa al

Il Pietismo in sè, come filosofia religiosa, ha all’interno anche degli elementi contrastanti che

convivono insieme: non c’è solamente la razionalità, ma c’è anche il sentimento, gli impulsi, le

passioni. Il Pietismo promuove anche i sentimenti dicendo che i fedeli hanno la libertà di leggere i

testi sacri e di interpretarli secondo il proprio pensiero, la propria personalità, le esperienze,

cultura. Quindi in questo senso, tutto ciò che era razionalità (prendere le cose per quelle che

sono), viene meno con il Pietismo. Anche la religione durante l’Illuminismo ha, appunto, questi

elementi diversi che convivono insieme.

L’Illuminismo si sviluppa in Inghilterra agli inizi del ‘600, ma arriva in Germania più tardi. I tedeschi

sono sempre un po’ lenti ad arrivare alle cose, in quanto hanno delle situazioni politiche diverse

rispetto alle altre nazioni (Inghilterra e Francia che sono i modelli per la Germania). In più vi fu la

guerra dei Trent’anni. Mentre, ad esempio, gli ideali illuministi in Francia si diffondono a tutti (si

arriverà, appunto, alla rivoluzione), in Germania non arrivano a penetrare nella mentalità di tutti,

infatti rimane più circoscritto alla borghesia intellettuale. Anche dal punto di vista economico

l’Inghilterra e la Francia sono più avanti rispetto alla Germania. La borghesia nasce proprio perché

cambia l’assetto finanziario, infatti dall’agricoltura, una fonte principale dell’economia tedesca,

passa al commercio (le città anseatiche diventano molto fiorenti). Con questa trasformazione

dell’economia cambia anche la struttura della società tedesca: nasce, appunto la borghesia, che

cerca detenere nelle proprie mani il dominio e l’amministrazione (che prima era in mano o del

clero o dell’aristocrazia/nobiltà). La borghesia, durante l’Illuminismo, cerca di creare dei nuovi

valori (i valori medioevali non rispecchiano più le caratteristiche della società tedesca e quindi

vuole dei nuovi scopi) e di abbattere il feudalesimo, quello che era rimasto della società feudale.

Lezione 5 (9/10/17)

Mentre in Inghilterra e in Francia, già nei primi anni del ‘600 si comincia a profilare questa filosofia

illuminista, in Germania arriva più tardi per diversi motivi: innanzitutto la guerra dei Trent’anni, a

ricostruzione dopo la devastazione che ha lasciato la guerra (carestia, peste), e la frammentarietà

della Germania, che porta di conseguenza un’arretratezza in quanto il processo di sviluppo è

molto più lento. In Inghilterra già nel ‘600 si parla di Massoneria. Essa è uno dei pilastri

dell’Illuminismo. I massoni, infatti, professavano l’uguaglianza degli uomini (il cosmopolitismo) —

molti autori tedeschi come Wieland e Goethe fanno parte di logge massoniche —.

Die Großeloge,

Come si è detto in Germania si arriva più tardi e ad Amburgo, nel 1740, nasce la

prima grande loggia massonica. Amburgo è una città importante anche per quanto riguarda

l’editoria, perché lì si stampa la prima rivista (seguendo il modello dell’Inghilterra). L’importanza

dello sviluppo delle riviste è che in esse venivano diffuse, pubblicizzati i pensieri illuministi. Quindi

stampare più riviste (che chiaramente avevano dei costi inferiori rispetto ad un romanzo o una

raccolta di liriche) faceva sì che la filosofia illuminista si diffondesse in modo capillare.

Attraverso l’uso della ragione e della razionalità ci sono moltissime scoperte scientifiche e anche

molti sviluppi e approfondimenti di alcune tecniche già esistenti, una di queste è appunto la

stampa. Nella stampa si iniziano a migliorare le tecniche, e questo fa sì che si velocizzasse la

produzione (infatti si parla proprio di un’importante produzione libraria), e aumentando la

produzione delle riviste stampate diminuiscono i costi, e questo fa sì che il lettore sia più

numeroso perché ha più possibilità di acquistare, appunto riviste e libri.

Lesekult,

Si parla di ovvero di ‘culto della lettura’, perché c’è proprio un grandissimo boom del

Buchprodutionen).

mercato librario (ed è anche conseguenza a questa grossa

Leibniz.

Importante, è nella fase iniziare dell’illuminismo, Egli getta le basi di quella che era

l’importanza che veniva data alla razionalità. Egli dice che l’uomo è portatore di perfezione. Dio è

un essere buono che crea l’uomo a sua immagine e somiglianza, e di conseguenza essendo

l’uomo una sua creazione, vuole per lui la felicità. Dona all’uomo della ragione ed egli, utilizzando

bene la ragione, diventa un essere perfettibile.

La teoria leibniziana pone le basi dell’importanza al razionalismo che poi arriverà al suo apice con

Kant. Di fatto questa teoria era una teoria ben fondata da tutti i punti di vista, ma il concetto di

razionalità non arriva al suo apice perché egli scrive i suoi trattati filosofici in latino e in francese:

ancora, sebbene la lingua tedesca si sia ormai quasi del tutto formata, nei ceti colti si scriveva in

latino, mentre nell’aristocrazia si parlava il francese. Quindi, il fatto che lui scrivesse queste teorie

in queste due lingue non potevano essere conosciute dal ceto basso. Con Kant, la parola ‘motto’

Kritik der reinen

dell’Illuminismo è “critica”, in quanto egli la estrapola dal suo saggio del 1791

Verkunft (Critica della ragion pura). Secondo Kant, l’Illuminismo è quell’uscita dell’uomo dallo

stato di inferiorità/minorità nel quale fino ad ora aveva vissuto. Uno strumento importante per

uscire da questo stato di inferiorità era usare la ragione, pensare, mettere in discussione tutto: per

questo “critica” intesa come messa in discussione, come riflessione su tutto. Infatti egli dice che

l’uomo deve avere il coraggio di utilizzare la ragione in tutti i campi, anche dal punto di vista

religioso — e quindi mettere in discussione gli insegnamenti assoluti che la chiesa aveva fino ad

ora professato —e mettere in discussione anche l’autorità statale.

Per quanto riguarda lo stato Leibniz ipotizza un universo (e su questo si rifà anche Kant) come

fosse uno stato assoluto, governato da un sovrano illuminato. E quindi egli mette a paragone dal

punto di vista religioso l’universo = stato, sovrano assoluto = Dio e i fedeli che sarebbero il

popolo, e quindi i fedeli che vengono “governati” da questo sovrano assoluto cioè Dio. Questo è

anche uno dei fondamenti di quello che sarà il sovrano illuminato, che abbiamo nelle figure di

Federico II di Prussia e gli Asburgo (Maria Teresa: inizia mettere in pratica i dettami

dell’Illuminismo). Uno dei principi dell’Illuminismo è che “tutti gli uomini sono uguali”, la tolleranza

(soprattutto quella religiosa: si intende l’accettazione incondizionata di fedeli che credono in altre

religioni e anche l’accettazione del fatto che ognuno di noi ha un’esperienza religiosa individuale

unica che bisogna accettare — Berlino apre le porte a credenti appartenenti ad altre religioni

come gli ebrei, i cattolici, e soprattutto agli ugonotti francesi —), la secolarizzazione (cioè la

separazione tra Stato e Chiesa: per gli illuministi la chiesa non doveva entrare nelle questioni

statali e viceversa e doveva solamente occuparsi delle questioni spirituali), l’organizzazione e

ristrutturazione dello Stato (si dovevano abbandonare quelle strutture feudali che fino ad ora

avevano avuto campo), l’obbligo scolastico (durante l’Illuminismo si costruiscono nuove scuole,

Schulereform

università; la porta all'alfabetizzazione delle persone e quindi anche a una possibilità

Lesenkult

più veloce di diffondere la letteratura, il sapere), la (che si sviluppa perché nascono tre

istituzioni molto importanti: nascono i primi circoli letterati sempre all’interno dell’aristocrazia e dei

ceti intellettuali nel quale si legge e si discute delle tesi illuministe, della filosofia illuminista; le

biblioteche, che permettono il servizio del prestito, la nascita dei caffè letterari, dove anche qui ci

si incontrava e si discuteva della filosofia illuminista e dei principi illuministi, ma anche di opere e

articoli di giornale); tutti gli uomini sono capaci di ragionare e devono usare la ragione al meglio.

Secondo gli Illuministi l’uomo, che fa parte della società illuminista (della nuova borghesia), deve

contribuire al miglioramento/sviluppo della società in cui vive, facendo quindi del bene alla società

(ovvero lavorando al meglio e dando il massimo per fare un buon lavoro e di conseguenza aiutare

la società a migliorarsi; ma dall’altro lato per fare ciò deve anche essere un uomo sereno, avere

una vita privata felice. Quindi tutti gli uomini dovevano essere felici e soddisfatti nella loro sfera

privata, e di conseguenza, utilizzando la ragione, erano capaci di fare sempre del bene alla

società). Lo scopo degli Illuministi era la società, l’uomo era visto come individuo membro della

società che doveva lavorare per la società. Un’ altra cosa importante è che l’Illuminismo lotta

contro i dogmi della chiesa presi così per come sono, e invece propone una religione naturale

religion,

(naturliche proviene dallo spirito di tutti noi), — concetto che porterà avanti Lessing con

Nathan il Saggio —, si intende che l’uomo può raggiungere e avere un contatto personale con Dio

attraverso l’introspezione, la meditazione, una libera lettura della Bibbia, le proprie esperienze

personali; e questa esperienza religiosa è unica e deve essere accettata da tutti: secondo gli

Illuministi non c’è una religione uguale. Il concetto di accettazione è molto importante durante

l’illuminismo: attraverso l’accettazione si arriva al concetto di cosmopolitismo.

Un altro culto importante è quello dell’amicizia. Sempre all’interno della sfera privata, che deve

essere appagata in tutti i sensi, l’uomo non deve solamente lavorare, ma deve anche coltivare

l’amicizia, rapporti amicali con le altre persone, e lo fa attraverso le lettere.

C’è un’importante scambio epistolare molto significativo durante quel periodo, perché attraverso

le lettere si tenevano rapporti di amicizia, di politica, amministrativi, commerciali. Questo scambio

di missive è anche molto importante per lo sviluppo della letteratura (si è inoltre fatto uno studio

sulle lettere che sono tate scritte in quel periodo). Un altro concetto importante è l’educazione e la

pedagogia. Quindi per prima cosa bisogna educare gli individui a diventare dei buoni cittadini,

buoni borghesi, attraverso due strumenti: diretti (le scuole) ed indiretti (sono 3: i giornali, il teatro e

la letteratura). L’uomo viene educato quindi a leggere, in quanto leggendo si immedesima nel

protagonista del romanzo e quindi capisce il messaggio dell’autore e in questo senso viene

educato.

In Germania durante l’illuminismo tutta l’attività economica si sposta dai piccoli centri agresti nelle

“città”, ovvero quei piccoli centri urbani che somigliano un po’ a Londra e Parigi, come Berlino,

Francoforte e Lipsia, che diventa importante durante la prima fase dell’illuminismo perché

vengono costruite le prime più importante università e vi si istituisce la prima fiera del libro.

Il Pietismo

Abbiamo detto che l’Illuminismo con la religione non aveva tanto d'accordo: il Pietismo proviene

dal protestantesimo ed esso si trova, in linea generale, in sintonia con l’Illuminismo, solo che ci

sono alcuni punti di disaccordo. Mentre l’Illuminismo cerca di conciliare la ragione con la

rivelazione, dice se proprio dobbiamo credere in un Dio, dobbiamo cercare di dargli delle

connotazioni, non possiamo pensare che Dio sia un essere sovrannaturale. Dio per loro è un

uomo, un maestro di morale che attraverso il suo esempio deve educare, insegnare ed essere da

modello per i fedeli. Quindi un uomo come noi, però più saggio, più buono, che deve trasmettere

una morale che deve essere seguita dai fedeli. I Pietisti chiaramente non potevano essere molto

d’accordo con questa figura del Dio come un essere umano (chiaramente si andava a sminuire

tutta quella rivelazione e il carattere un po’ fantastico). I Pietisti dicevano va bene la razionalità,

ma nelle questioni religiose e spirituali la razionalità non può spiegare certe cose.

L’Illuminismo e il Pietismo hanno due cose in comune: l’essere ubbidienti e laboriosi e la libera

interpretazione della Bibbia. Però, se il concetto generale può essere condiviso dagli illuministi e

dai pietisti, diciamo che nella sostanza c’è una grossa differenza, perché gli illuministi dicevano

che ogni uomo è in grado, attraverso la ragione, di leggere ed interpretare i testi sacri. I pietisti

dicevano che questa libera interpretazione non doveva avvenire attraverso la razionalità, ma

attraverso i sentimenti. Il Pietismo infatti lotta contro l’esagerazione dell'uso della ragione. I pietisti

consideravano questi centri borghesi come luoghi di perdizione, pericolosi. Essi si riunivano in

piccoli centri, soprattutto vivevano nelle campagne e per loro era molto importante l’esperienza

religiosa individuale, la spiritualità che gli individui trovavano nel proprio animo e una parola

importante per i pietisti è, infatti, la parola “sentimento” (da questa parola derivano poi diversi altri

termini del sentimento che poi vanno a costituire un vocabolario pietista, che si ritrova soprattutto

Spener, Francke Zinzendorf.

in Sophie von La Roche). Il Pietismo è stato fondato da e

Klopstock.

Uno dei più famosi autori pietisti è Egli è considerato il padre della moderna lirica

tedesca. Egli ripulisce la lirica da quelli che erano le regole classiche, è il primo ad utilizzare nella

Der

lirica un ritmo libero e a scrivere liriche senza rima (a differenza di Gryphius). Un esempio è

Messias (1748-73). È un’opera che scrive con diverso tempo e si rifà al Paradise Lost di Milton.

Klopstock è anche importante perché è considerato il predecessore e modello degli sturmeriani,

in quanto per Klopstock era molto importante in concetto di natura, di passione e sentimento

(appunto era un pietista). I pietisti professano la libertà religiosa che viene dal cuore, la vita nei

piccoli centri di campagna (tutto ciò che veniva da fuori non interessava i pietisti, perché essi

erano solo concentrati su se stessi, a condurre una vita modesta); i pietisti non dovevano avere

una volontà egoistica: si doveva accettare l’altro e si doveva essere una comunità dove si doveva

vivere e lavorare per il bene di essa. Inoltre la preghiera e il canto erano molto importanti,

quest’ultimo era come un sentiero per arrivare a Dio; l’introspezione religiosa, l’ubbidienza

Stille Gelassenheit

assoluta. Due culti erano molto importanti: la (la calma interiore) e la (la

remissività —bisognava essere accondiscendenti, ubbidienti, fare del bene a tutta la comunità dei

pietisti). È anche importante la “Chiesa del cuore” al posto della chiesa di pietra: per i pietisti c’era

la possibilità di riunirsi, per esempio, sotto un albero.. Non c’era il concetto della "chiesa di pietra”

dove tutti dovevano andare in un determinato orario ecc.. Per chiesa del cuore si intende,

appunto, la possibilità di riunirsi al di fuori della chiesa. La comunità di fedeli forma la chiesa.

Un altro concetto importante che si sviluppa durante questo periodo è, appunto, l’educazione che

avveniva in modi diversi (diretti ed indiretti) e comunque tutti gli strumenti che servivano ad

Flugblätter,

educare il futuro cittadino, dovevano intrattenerlo. I che già conosciamo nel ‘500, e

che soprattutto quando nascono avevano più che altro un intento di critica della chiesa, della

società ecc.. Adesso invece hanno più spesso dei temi che interessavano l’individuo nella sua

quotidianità: venivano quindi trattati problemi della quotidianità, venivano date informazioni attuali

che potevano spaziare ed essere anche interessanti per le donne; e anche la letteratura doveva

educare intrattenendo il lettore.

Joachim H. Campe: Robinson der Jüngere

- - (1779/80) (Lesenbuch für Kinder);

Die entdeckung von America

- (1781) (Jungenroman).

A proposito dell’importanza dell’educazione: l’Illuminismo viene anche chiamato il secolo dei

Kinderliteratur,

bambini, della pedagogia perché nasce un filone molto importante, la la letteratura

per bambini. L’educazione, per gli illuministi, a diventare dei buoni cittadini nasceva durante

l’infanzia. Infatti uno dei primissimi autori che scrive per educare i bambini è Campe. Quindi, per

dare degli insegnamenti morali ai bambini si leggevano questi racconti.

(Dalla Francia arriva anche la letteratura esotica, grazie anche a Cook.)

Johann Christoph Gottsched

• Kritische Dichtkunst

- (1729): raccolta di teorie dove Gottsched scrive per ogni genere letterario

esistente, quindi dal Barocco all’Illuminismo, illustrandone i fondamenti. Una maggiore

attenzione viene posta al dramma;

Der sterbende Cato

- (1732): viene considerato come primo dramma tedesco, anche perché i temi

che si trattano in questo dramma sono molto importanti, ovvero la libertà e la tirannia.;

Deutsche Schaubühne

- (1740/45): è una raccolta in 6 volumi di drammi che lui stesso scrive. I t

esti teatrali che lui raccoglie, secondo lui, dovevano valere come modello per i futuri autori di

drammi;

Grundlegungen eirer deutschen Sprachkunst

- (1748): qui Gottsched scrive quella che fu la prima

grammatica tedesca e quindi raccoglie tutte le regole grammaticali della lingua tedesca.

Gottsched è un autore che appartiene alla prima fase dell’Aufklärung ed è molto importante per

quanto riguarda lo sviluppo sia del teatro (prima riforma teatrale) sia anche per lo sviluppo della

lingua tedesca. Egli vive a Lipsia e domina il panorama letterario e culturale di Lipsia. Diventa

famoso per la prima riforma teatrale ed è un teorico: egli non solo scrive regole nuove per il teatro,

ma le mette in pratica proprio per vedere se effettivamente queste nuove teorie che lui postula,

messe in pratica nella drammaturgia, producono l’effetto che desidera avere proprio con quelle

nuove teorie. Egli si unisce alla prima più importante compagnia teatrale di Neuberg, e non solo

scrive per questa compagnia ma recita anche.

Durante il Barocco la figura dell’Hanswurst era molto importante, ovvero il nostro comico/clown.

Egli era quella figura che doveva far ridere in modo volgare —> Gottsched questa figura la

elimina. Elimina tutte le scene con litigi; ripulisce la lingua, che molto spesso era volgare e a voce

alta, e di conseguenza ripulisce il teatro da tutti quegli eccessi barocchi che si portavano avanti

Theaterstück)

da anni. Inoltre afferma che in un dramma (ein ci devono essere tutte e tre le unità

aristoteliche, ovvero tempo, spazio e azione in quanto quello che si deve rappresentare a teatro è

la realtà. Si deve rappresentare a teatro la realtà quotidiana per come effettivamente è: introduce il

concetto di verosimiglianza, ovvero l’imitazione della realtà. La natura doveva essere sia

rappresentata sul palcoscenico e considerata nella sua realtà, per questo non si dovevano

rappresentare eventi fantastici, tutto doveva essere razionalmente rappresentato perché lo

spettatore doveva immedesimarsi in quello che conosceva e che lui giornalmente viveva.

L’unità aristotelica più importante — che poi sarà ribaltata da Lessing con la seconda riforma

teatrale — per Gottsched è quella del tempo: tutte queste digressioni temporali tipiche del teatro

precedente, che lasciavano spiazzato lo spettatore, non riuscivano a far comprendere al meglio la

rappresentazione teatrale, quindi il tempo doveva essere lineare.

Assegna al teatro con forza una funzione educativa e didascalica; se si deve parlare di

educazione e di un mezzo educativo, il teatro è quello più efficace perché è rivolto a tutti, il

pubblico non è il singolo lettore ma il messaggio è condiviso e mandato a tante persone;

Per quanto riguarda gli eventi fantastici, vi fu un vero e proprio litigio chiamato Lipsia contro

Zurigo, quindi tra Gottsched e i zurighesi (i professori Bodmer e Breitinger). Essi discutono sul

tema del fantastico: Gottsched dice che il fantastico e tutto ciò che è sovrannaturale non deve

starci nella letteratura perché non è una cosa spiegabile razionalmente; invece i zurighesi

sostenevano la tesi che il poeta deve avere tutto il diritto di utilizzare anche il magnifico se ritiene

che, inserendo un elemento magnifico nella sua opera possa essere funzionale nell’educazione

del lettore, dello spettatore… Questa lite termina con i zurighesi, perché effettivamente si capisce

Wieland

che tutti i mezzi sono utili se si riesce ad arrivare allo scopo dell’educazione, infatti (che è

il più rigido illuminista) è colui che riesce a coniare i concetti di unione della vita sociale e vita

Beamter

privata — egli è un (pubblico impiegato), uno del rango più elevato dal punto di vista

della vita sociale, ma è anche uno che non solo è felice nella sua vita privata, ma è anche uno

scrittore, riesce a coniugare queste due cose. Uno dei temi più importanti della letteratura tedesca

è proprio la scissione dell’autore che non riescono a coniare le due sfere (sfera privata e sfera

sociale)—. Wiland, anche essendo un rigido illuminista, sposa la tesi dei zurighesi perché nel suo

primo romanzo utilizza il fantastico e in un secondo romanzo utilizza come espediente educativo

un inganno. Ma se la letteratura doveva educare, come mai c’è l’inganno? Proprio perché egli

riesce nell’obiettivo di educare attraverso l’inganno. Quindi, per lui va bene la razionalità, però per

educare non bisogna per forza raccontare sempre la realtà ma si può far anche uso della fantasia.

Adelgunde Gottschedin

- è la moglie di Gottsched. Ella svolge un ruolo importante sia nella

prima fase dell’illuminismo sia nella vita di Gottsched. Egli, infatti, era un tipo molto impegnato e

la moglie si occupava delle corrispondenze del marito, inoltre dirigeva e controllava il salotto

letterario del marito e scrive opere teatrali insieme al marito: questa è una grandissima novità per i

tempi, ed è infatti considerata come la prima autrice donna del primo Illuminismo (per la seconda

fase dell’Illuminismo ci sarà Sophie von la Roche).

La prima riforma teatrale venne ribaltata dalla seconda di Lessing perché Gottsched scrive opere

teatrali utilizzando il verso alessandrino. Egli si ispira al modello francese che però ormai era

tramontato. Il teatro di Shakespeare diventa il nuovo modello per la Germania in quanto è un

teatro più moderno, all’avanguardia che risponde di più agli interessi del nuovo pubblico. Quindi

egli scrive questi drammi con il verso alessandrino — che era inadatto alla lingua tedesca in

quanto risultano pesanti e ristretti (infatti la maggior parte delle sue opere teatrali sono

dimenticate)—. Gottsched fu anche un importante linguista (è ricordato soprattutto come tale)—>

vedi opera del 1748.

{Durante l’Illuminismo vengono scritti per lo più drammi e romanzi}.

Johann Elias Schlegel von Gottsched).

• (Schuler

Vergleichnung Shakespeares und Andreas Gryphius

- (1741): egli in questa opera mette a

paragone Shakespeare e Gryphius. Quest’ultimo si rifaceva al modello francese e anche

Gottsched. Quindi egli, anziché elogiare il modello francese (come fa Gottsched) che ormai viene

visto come decadente ormai per il nuovo pubblico tedesco, non più adatto, egli dice che gli

interessi del pubblico tedesco sono più simili a quelli del pubblico inglese. Quindi secondo lui

andava bene vedere Shakespeare e il teatro inglese come modello. Chiaramente con la

pubblicazione di questa opera, il rapporto maestro-allievo tra Gottsched e Schlegel si interrompe.

Lessing sarà poi uno che promuoverà il teatro inglese.

Lezione 6 (10/10/17)

• Schnabel

Insel Felsenburg

- (1731).

Schnabel è diventato famoso nella storia della letteratura tedesca perché con lui si diffonde in

Robinsonade,

Germania il genere letterario chiamato proprio perché prende il nome del Robinson

Insel Felsenburg

Crusoe di Defoe. è la prima opera della Robinsonada in Germania. Quest’opera

in realtà viene pubblicata con un altro titolo, ma non è conosciuta con il primo titolo. Poi essa

viene ribattezzata durante il Romanticismo da Tick (che era un esponente del Romanticismo

Insel

tedesco. Egli prende questo romanzo, lo rielabora riducendolo e dà il nuovo titolo di

Ferlsenburg).

K. P. Moritz

• Anton Reiser - Der psychologische Roman

- (1785/90).

Questo romanzo prende il titolo dal nome del protagonista ed è considerato come l’apice dello

psychologische Roman”

sviluppo del romanzo durante il ‘700. Come sottotitolo è stato dato “der

perché questo romanzo è un’unione tra autobiografia e romanzo: ci sono molti elementi

autobiografici. Questo tipo di sottotitolatura verrà anche dato ai “Dolori del giovane Werther”,

perché anche lì si parola molto di autobiografia e di introspezione psicologica che fa il

protagonista, come Anton Reiser. Il motivo centrale di questa opera è il processo educativo, di

formazione che il protagonista ha e che è tipico dell’intellettuale durante il ‘700, ovvero si inserirsi

in questa nuova società, di fare del bene ad essa e di essere felici in quanto individuo. Anton

Reiser rappresenta proprio la difficoltà dell’intellettuale a ricoprire queste due istanze (infatti egli è

un infelice, non riesce a vivere bene nella società e non riesce ad inserirsi). Un altro motivo

centrale dell’opera è infatti l’educazione, la formazione del protagonista attraverso metodi indiretti,

ovvero la letteratura e il teatro.

G. Forster

• Die Reise um die Welt

- (1772) {A. Galland: 1701; H. Voss: 1781).

Reisenberichte,

Con Forster nasce in Germania il genere dei che sono delle relazioni sul viaggio.

Infatti egli scrive quell’opera ed è proprio una testimonianza del nuove interesse che nasce in

Germania durante il ‘700 per la letteratura esotica, per tutta quella letteratura che proviene dai

paesi lontani. In quest’opera Forster scrive le sue impressioni durante il suo secondo viaggio con

James Cook (arriva in Nuova Zelanda). Qui appunto scrive cosa vede, quali sono le sue

impressioni di viaggio, le persone che incontra ecc… È una testimonianza storica di quel viaggio

che ha fatto. Un altra testimonianza che la letteratura esotica durante questo periodo è in

circolazione è data anche da Galland, che traduce i racconti delle “Mille e una notte” dall’arabo e

in francese. In Germania arriva poi in traduzione per opera di Voss. Essa è la prima opera che

viene dall’Oriente.

C. M. Wieland

• (scrive 42 opere).

Don Sylvio

- (1764): è il primo romanzo wielandiano. In quest’opera il protagonista, Don Sylvio,

Schwärmerei,

viene salvato dalla sua ovvero entusiasmo esagerato (termine tipico

dell’Illuminismo). Delinea qualcuno che è esageratamente entusiasta di tutto quello che lo

circonda. Questo temine è visto da due posizioni diverse: una in maniera positiva (qualcuno

appunto che si entusiasma della vita) e un’altra in maniera negativa, data dall’esagerazione; la

Schwärmerei viene anche vista come una sorta di malattia: siamo durante l’Illuminismo e la

Schwärmer

razionalità è il capo di tutto, quindi lo è una persona malata da guarire. Infatti Don

Schwärmer Schwärmerei

Sylvio è uno che viene educato, viene salvato dalla sua attraverso il

racconto di una favola (qui ritorna il discorso sul fatto di utilizzare il fantastico nelle opere al fine

educativo ecc…). Qui Wieland dimostra che effettivamente si può utilizzare il meraviglioso anche

per un’opera a fine educativo, infatti Don Sylvio guarisce.

Die Geschichte des Agathon Don Sylvio)

- (1766/67): (qui succede la stessa cosa nel “La storia di

Schwärmerei

Agatone”. Agatone, il protagonista, viene salvato sempre dalla sua attraverso un

inganno ordito dal prete;

Goldener Spiegel

- (1772), qui si ha l’intenzione di educare i sovrani: come si possono appunto

educare gli uomini a diventare dei sovrani illuminati. Quest’opera rientra in quella tradizione degli

Stadtromane, che sono appunto quei romanzi che riguardano la sfera dello Stato e dell’autorità

(quindi si discute su come deve essere educato un sovrano a diventare un sovrano illuminato);

Die Geschichte der abderiten

- (1774), in questo romanzo che è in realtà una raccolta di racconti

sugli abitanti di Abtera (città fittizia). Si raccontano le loro virtù, i loro pregi e difetti. Egli parla di

questo popolo fittizio ma in realtà parla dei tedeschi.;

Musarion

- (1768), raccolta di poesie;

Teutscher Merkur (Zeitschrift)

- (1773), è la prima rivista tedesca, quindi Wieland è il primo editore

di una rivista in Germania, ed è la più famosa di tutto il ‘700. In pochissimo tempo moltissimi si

abbonano (quasi 3000 abbonati). In questa rivista venivano pubblicati informazioni generali in tutti

i campi: quindi sulle scoperte scientifiche, sulla politica, documentari, informazioni di viaggio e

chiaramente anche testi letterari, che venivano pubblicati a puntate (ogni settimana usciva una

parte del racconto);

Peregrinus Proteus

- (1791);

Agathondämon

- (1779).

Wieland all’inizio scrive delle opere didascaliche che gli permettono di essere conosciuto

addirittura fino a Zurigo e di essere invitato da Bodmer, che poi sarà colui che lo inizia alla

letteratura. Wieland rappresenta uno dei più rigidi e severi intellettuali illuministi esistenti in

Germania, conduce una vita sempre molto ben strutturata e regolare; riesce anche a raggiungere i

due obiettivi dell’Illuminismo, ovvero quello di fare del bene nella società e nello stesso tempo

essere anche soddisfatto nella vita privata e lo fa attraverso i suoi due lavori: infatti da un lato era

un impiegato nell’amministrazione e dall’altro lato un vero e proprio scrittore, infatti egli viene

conosciuto proprio come scrittore; inoltre riesce a diventare immediatamente abbastanza ricco

Lehrerdramma e Lehrerbücher

attraverso la vendita delle sue opere. Inizia a scrivere e viene

invitato da Bodmer. Le grandi passioni di Wieland erano abbastanza differenti: da un lato

abbiamola sua grande conoscenza per il mondo antico, e dall’altro lato per la letteratura moderna.

Vi sono proprio delle testimonianze, infatti nel suo secondo romanzo e soprattutto nelle opere

Spätaufklärung,

dello la narrazione si svolge in Grecia (infatti ci sono moltissime descrizioni sulla

cultura greca, degli usi e costumi dei tempi, che vengono riprodotti fedelmente proprio a

dimostrazione del fatto che Wieland conoscesse molto bene la cultura antica). Dall’altro lato la

cultura moderna, in quanto egli è il primo traduttore ufficiale tedesco di Shakespeare. Egli è un

autodidatta (non va mai in Inghilterra), conosce molto bene il francese e, appunto, l’inglese. Il fatto

di tradurre Shakespeare comporta la diffusione dello stesso in Germania; ed è anche la

dimostrazione dell’eco che ha la letteratura inglese in Germania nel ‘700.

Spätaufklärung

Gli ultimi due romanzi fanno parte della e la loro azione si svolge in Grecia come

nell’Agathone del 1766 (ancora un’ulteriore dimostrazione della grande conoscenza che aveva

Wieland per la cultura antica). L’unica cosa che differisce da quest’ultimo è che negli ultimi due

romanzi i personaggi sono realmente esistiti: infatti sono il cinico peregrino Proteus e Apollonio

che sono i più famosissimi e importantissimi filosofi greci. Wieland quindi racconta la vita dia

questi due personaggi realmente esistiti (Agathondämon è lo pseudonimo che viene dato ad

Apollonio; vuol dire “buon demone”).

Sophie von La Roche

• Die Geschichte des Fräuleins von Sternheim Die Leiden d. j. W.

- (1711) = - Goethe (1774) e

Aristipp - Wieland (1802);

Sophie von La Roche scrive un romanzo epistolare, che nella letteratura tedesca è in assoluto il

primo romanzo epistolare. Non è quello di Goethe!! Se si guarda attentamente l’opera di Goethe,

che è anche esso un romanzo epistolare, è un romanzo però atipico perché non esiste un vero e

proprio scambio epistolare: Werther scrive al suo amico Wilhelm, ma non avrà mai risposta (infatti

questo è un romanzo psicologico, perché è un introspezione, un monologo che fa Werther che

però traspone in lettere). Wieland scrive anche un romanzo epistolare, ma il problema è che ci

sono tanti interlocutori, però ognuno sviluppa nella sua lettera un tema diverso da quello della

lettera precedente. Per questo motivo l’Aristipp è sì un romanzo epistolare perché ci sono degli

scambi di lettere (che non c’è nel giovane Werther) però non può essere considerato un vero e

Geschichte des Fräuleins von Sternheim

proprio romanzo epistolare. Nella tutto questo non c’è: ci

sono tante figure, tutte scrivono lettere e tutte stanno attenti a rispondere alla missiva che

ricevono. C’è proprio un’attenzione molto particolare e profonda nel proprio interlocutore. Infatti in

questo romanzo tutti gli “scrittori” fanno delle domande e chiedono consigli ai loro

gesprachspartner, e tutti danno una risposta in base alla domande della lettera precedente che

Geschichte des Fräuleins von Sternheim

ricevono. La nasce con un intento educativo: si racconta

dell’educazione che ha la Signorina von Sternheim e di come lei riesca, dopo tanti intrighi e

inganni che deve subire, a rimanere una donna di animo buono e virtuosa. La Roche decide di

scrivere questo romanzo per un problema personale che aveva: ella, come era solito

nell’aristocrazia, non aveva il diritto di educare i suoi figli. Sua figlia, infatti come era solito che

fosse, fu mandata in un collegio, e quindi non poté proprio educare. Di questo ne soffrì molto e

quindi decide di educare “una figlia di carta”: la Signorina von Sternheim. Immagina che questa

signorina sia sua figlia e scrive come lei educherebbe la sua vera figlia di cui purtroppo non se ne

Pamela

può prendere cura. Questo romanzo si suppone sia stato ispirato dalla di Richardson

(dimostrazione ulteriore dell’avvicinamento della cultura tedesca a quella inglese). Inoltre “si

suppone” che sia stato ispirato alla Pamela innanzitutto perché i temi sono simili e poi vi sono due

Briefroman:

elementi importanti in questo la nonna della Signorina è inglese, ed è molto legata alla

nonna materna (è una delle figure più positive di tutto il romanzo) e un altro elemento è che, dopo

tante peripezie, dispiaceri, sofferenza ed inganni finalmente la Signorina troverà la sua felicita in

Inghilterra con un lord. Per Sophie von La Roche questo romanzo significa “libertà” perché nel

‘700 le donne non avevano grande possibilità di decisione, se non quasi nulla. Von La Roche è

uno di questi esempi, innanzitutto perché la sua vita fu controllata dal padre, poi dai propri

fidanzati (prima da un intellettuale italiano, Bianconi, e poi Wieland fino a quando conobbe Franck

von La Roche, suo marito). Le figure maschili erano quelle che determinavano tutto nella vita di

una donna: come dovevano essere educate, che cosa dovevano leggere, dove dovevano vivere,

chi dovevano frequentare ecc.. Quindi il fatto che lei potesse diventare famosa come autrice e

non come “moglie di..” (come la Gottschedin) e quindi anche autonoma economicamente per lei

questo fu un traguardo molto importante da raggiungere. Se da un lato questo fu per lei fonte di

successo, felicità, appagamento e soddisfazione, dall’altro lato però fu anche al centro di accese

critiche perché ai tempi ancora non erano maturi nel vedere che una donna potesse diventare

economicamente indipendente dal marito (questo fu molto criticato da Goethe e dal Wieland).

Goethe e Wieland erano molto amici (lodano molto il suo talento ma ne criticano il suo stile,

soprattutto W.), soprattutto Wieland che oltre che essere il suo fidanzato ufficiale, fu anche il

primo editore di questo romanzo: si mise proprio a correggere il manoscritto di Sophie perché ella

era una bilingue, cioè sapeva parlare molto bene il francese e conosceva anche il tedesco, ma

nonostante ciò c’era un mescolamento nella fase iniziale tra le due lingue e questo era

inaccettabile. Nonostante questo però per molti l’influenza francese è evidente nel testo.

Reiseerzählungen,

Von La Roche viaggia molto, infatti ella lascia anche altre opere letterarie come

ovvero racconti di viaggio che nascono dalle esperienze che ha durante i suoi viaggi (ma non

riescono a colpire l’interesse dei lettori, infatti sono stati quasi del tutto dimenticati). Ella è stata

Geschichte

educata ad un Pietismo molto rigido, e nella vengono ritrovati proprio dei termini

ricollegabili al linguaggio pietista (soprattutto le parole che vengono dal sentimento e anche

l’attenzione verso il prossimo).

C. F. Gellert

• Fabeln und Erzählungen

- (1746/47);

Leben der schwedischen Gräfin von G***

- (1747/48)

Briefe

- (1751)

Il suo apporto nello sviluppo della letteratura tedesca è il fatto che egli si interessa alle favole. Nel

‘700 un’altra cosa che accade è che vengono riscoperte le favole. Originariamente esse vengono

scoperta da La Fontaine in Francia, e poi si diffondono in Germania attraverso l’opera di Gellert

Fabeln und Erzählungen (Favole e racconti). La favola diventa un filone letterario a tutti gli effetti, e

anche molto diffuso, sebbene il linguaggio delle favole sia molto facile e diretto perché nelle favole

Kinderbücher

c’è una morale, un insegnamento didattico, educativo (insieme alle e ai

Jungenromane). Le favole riuscivano ad arrivare all’obiettivo della letteratura: cioè educare ma

Leben der schwedischen

anche intrattenere. Gellert non scrive solo favole ma anche un romanzo:

Gräfin von G***. Pamela Clarissa

Esso si ispira anche alla e alla di Richardson. Viene raccontato

come le due protagoniste (che sono due donne) debbano affrontare le difficoltà per mantenere le

Briefe.

proprie virtù (rimanere pura, moralmente incorrotta ecc..). Infine scrive anche Qui egli

raccoglie tutte le teorie su come si devono scrivere delle buone lettere; seguendo questo trattato,

Briefroman.

von La Roche scrive il suo (inoltre in questo periodo si scrivono tante missive, e

Gellert diceva che nessuno sapeva scrivere una buona lettera in tedesco e le uniche persone che

sapevano scrivere delle buone lettere, secondo il principio dell’attenzione nei confronti degli altri,

della sensibilità, erano le donne perché esse sono più sensibili, hanno un animo più nobile, sono

più attente agli altri, altruiste e non egoiste, e per questo riescono a parlare di sentimenti e valori

utilizzando una lingua più libera e sciolta rispetto alle strutture rigide stilistiche di quel tempo).

Gellert, apporta il suo contributo anche nel teatro, infatti inizia a scrivere, seguendo il genere

Commedie Dalmoien(?), Uhren des Lustspiel(?).

francese delle Esso è un nuovo genere letterario

dove si incontrano due caratteri diversi: l’argomento viene trattato sia in modo serio sia in modo

divertente. Inoltre si inizierà a presentare un protagonista che non è un uomo o solo buono o solo

cattivo, ma si inizia a presentare l’uomo per quello che è, per i suoi lati positivi che negativi, com’è

poi di fatto l’essere umano. Gellert è stato definito come quell’autore che determina la fine di

un’epoca che era dominata da un razionalismo esagerato (quindi prima parte dell’Illuminismo).

Questo periodo viene però anche determinato dall’inizio della Guerra dei sette anni (1756/1763) e

un altro fenomeno che determina la scissione della prima fase dell’Illuminismo e l’inizio della

seconda fase è il terremoto di Lisbona (1 novembre 1755).

Nel ‘700, sebbene ci siano diversi filoni letterari, i tre generi letterari principali sono la lirica, il

romanzo e il dramma. Per ogni genere letterario è stato individuato un autore specifico, che con la

sua produzione ha determinato lo sviluppo di questi tre generi letterari. Quindi per la lirica c’è

Klopstock, per il romanzo Wieland e per il dramma Lessing. Tutti e tre, sebbene fossero

specializzati ad un genere letterario, scrivevano nei giornali ed erano attivi anche in altre attività.

F. G. Klopstock

• Der Messias

- (1748/73)

Egli è considerato il riformatore della lingua tedesca nella lirica. Egli libera la lingua tedesca dalle

rigide strutture del verso alessandrino, elimina le rime e il ritmo rigido francese. Tutte queste

Messias.

innovazioni linguistiche si ritrovano nel La storia del Messias è travagliata, come anche la

vita di Klopstock: egli proveniva da un ceto borghese basso; quando scrisse i primi versi del

Messias ebbero un grande successo e addirittura ricevette una borsa di studio da un re danese in

modo da poter finanziare il completamento di quest’opera. Egli quindi continua a scrivere ma alla

fine quest’opera non ebbe il successo desiderato e di conseguenza venne dimenticato. Il Messias

non ebbe successo perché, egli si rifà innanzitutto al Paradise Lost di Milton, parla della Passione

di Cristo —> rimane nuovo solamente il linguaggio e lo stile, mentre il tema è una cosa già

conosciuta. Klopstock, infine, venne molto lodato dagli sturmeriani perché utilizzava questa lingua

molto libera, spinto dalle passioni e dal sentimento. Questo suo modo di scrivere, questo suo

apporto con la natura e con il concetto dell’affetto e dell’amore, viene sposato bene dagli

sturmeriani, per questo viene considerato uno dei modelli preferiti da questi ultimi.

Lessing

• Juden

- (1754): il tema della tolleranza viene per la prima volta affrontato in quest’opera (è una commedia);

Miss Sara Sampson

- (1755): prima tragedia borghese, perché gli eroi vengono presi da adesso in

Pamela

poi dalla borghesia. Anche questo si ispira al modello della di Richardson; è scritto in

prosa ed è diviso in 5 atti (divisione tipica di Lessing). Viene rappresentato il conflitto morale tra la

sfera pubblica e la sfera privata (in particolare si traspone nella sfera familiare: conflitto padre-

figlia, che è uno dei temi centrali della letteratura tedesca);

Briefe

- (1759): qui anche lui parla dello stile delle epistole, critica molto lo stile gottschediano,

ribadisce che il modello francese del teatro ormai non corrisponde più ai gusti e agli interessi

nuove del pubblico tedesco; promuove ufficialmente come modello Shakespeare (secondo

Lessing il poeta non deve essere limitato e quindi avere regole: deve essere libero per esprimersi

come vuole e secondo i metodi che ritiene più opportuni);

Hamburgische Dramaturgie

- (1760/77): è ad Amburgo e qui lavora come drammaturgo. Scrive

quest’opera dove raccoglie tutte le teorie sulla riforma teatrale. Lessing è il fautore della seconda

riforma teatrale tedesca (la più importante) e in questa raccolta appunto egli scrive quali sono le

riforme e le teorie che devono riformare il teatro tedesco;

Emilia Galotti

- (1772): qui vi è un conflitto tra morale pubblica e privata. Questo conflitto si sposta

anche da quella familiare a quella sociale. Emilia Galotti deciderà di farsi uccidere per mano del

padre per non cadere nelle mani del principe sovrano. Si parla di un suicidio-omicidio.

Quest’opera verrà ritrovata sul tavolo nella stanza dove Werther si suiciderà;

Nathan der Weise

- (1779);

Minna von Barnehlm (1763):

- dramma; qui viene raccontato di una coppia di innamorati. I due si

amano tanto e a causa dello scoppia della Guerra dei Trent’anni sono costretti a separarsi. Però

attraverso un tranello ordito da Minna (ruolo della donna importante! esse non solo solamente

braccio destro dell’uomo ma prendono anche in mano la propria vita e decidono sulle proprie

sorti) riesce a ricongiungersi con il suo amato e finalmente a coronare il loro sogno d’amore;

Die Erziehung des Menschengeschlechts

- (1780): si è detto che bisognava educare fin dall’inizio,

essere razionali anche nella religione. In quest’opera Lessing afferma che è giusto essere

razionali, però nella fase infantile non si può far capire cosa è la razionalità: bisogna dare il tempo

all’individuo di maturare; quindi egli afferma che all’inizio, se l’uomo per crescere e per maturare

ha necessità di credere nei dogmi della religione (i miracoli, ad esempio fanno parte del

fantastico), poi sarà gli stesso che, crescendo ed educandosi, capirà, utilizzando la ragione, cosa

è vero e cosa è falso, a distinguere ciò che è reale e ciò che è solamente frutto

dell’immaginazione e della fantasia.

Lessing ebbe una vita abbastanza sregolata, infatti egli fece molte cose: fu un drammaturgo, un

redattore, un commesso e anche direttore di una biblioteca. Egli si ispirava molto alla vita di

blankvers

Shakespeare. In particolare egli utilizza una struttura diversa, il che viene dall’Inghilterra

ed era quella forma in versi però scritta in prosa, perché il ritmo era libero (infatti Nathan il Saggio

è un dramma scritto in versi ma che può essere letto come se fosse in prosa, come un romanzo).

{prima del blankvers c’erano i versi alessandrini, dove si dovevano seguire schemi stilistici molto rigidi}

Linguaggio del Nathan —> linguaggio colloquiale, quindi molto libero.

Lessing nasce in una piccola cittadina che si chiama Kamenz, in una zona al confine tra l’allora

Germania e l’allora Polonia. Questo sua sua origine fu molto importante per lo sviluppo del

concetto, che lo accompagnerà dall’infanzia fino alla morte, di tolleranza (infatti poi Nathan il

Saggio è stato definito il dramma dell’umanità e della tolleranza religiosa) .. Il fatto di nascere in un

territorio al confine ha fatto sì che già Lessing fosse a contatto con popolazioni, lingue, culture e

religioni diverse. Lessing scrive tante opere (vedi sopra!).

Lezione 7 (12/10/17)

Seconda riforma teatrale di Lessing

Si è detto che Lessing apporta delle modifiche al teatro. Quando si affronta la questione del teatro

tedesco egli si lamenta del fatto che non esistono delle belle opere tedesche e quindi di

conseguenza non esiste un teatro tedesco. Allora apporta delle riforme (mettendole anche in

Hamburgische Dramaturgie.

pratica) e le raccoglie nella

Innanzitutto egli dice che lo spettatore deve provare compassione, deve riuscire ad identificarsi

con l’attore che in quel momento rappresenta una figura (protagonista ecc..). Nello spettatore si

deve incutere il timore, la paura, perché attraverso questo sentimento egli si può rinsavire ed ad

orientarsi in quanto vedendo un modello negativo (di cui ha paura), ovviamente fa il contrario.

Lessing dice che adesso, nel teatro borghese, bisogna rappresentare un conflitto reale: con ciò

intende la rappresentazione di problemi quotidiani (come in conflitto padre-figlio/borghesia-

nobiltà) nella quale gli spettatori, vendendoli, riconoscono che potrebbero capitare ad ognuno di

loro. Quindi questi problemi devono essere verosimili nella sfera familiare e sociale/lavorativa.

Tempo:

Unità aristoteliche —> l’azione deve svolgersi in un arco temporale reale e non deve

essere ambientato 30.000 anni prima o in futuro.

Luogo: il luogo deve essere più o meno riconoscibile e nello stesso non si

devono rappresentare dei viaggi troppo lunghi o impossibili.

Azione: l’azione deve avere una struttura precisa, ovvero un inizio, un

centro (sviluppo dell’azione centrale) e una fine. (questo ricorda la piramide

di Freytag: lì ipotizza appunto la struttura del dramma)

Lessing predilige l’unità dell’azione. Se l’azione non è uniforme o plausibile, si pone il rischio che il

pubblico non si possa immedesimare, identificarsi.

Harmonie,

Egli poi mette l’accento sul concetto di di armonia: un pezzo teatrale delle essere

armonico in tutte le sue parti. Se una delle tre unità aristoteliche non c’è o non è espressa al

meglio non importa, l’importante è che tutta la narrazione sia armonica nel suo insieme.

personaggi

I non devono essere più presi dalla mitologia o dalla storia, ma devono essere degli

uomini, con delle caratteristiche da uomo: ovvero con pregi e difetti, lati positivi o negati ecc..

perché appunto ci si deve immedesimare per giungere allo scopo dell’educazione e del

miglioramento (ma questa teoria della caratterizzazione reale dei personaggi di fatto nel

protagonista di Nathan il Saggio non c’è…).

verosimiglianza.

È anche molto importante il concetto di Gottsched riteneva che questa fosse

l’imitazione della realtà; Lessing intende per verosimile tutto ciò che potrebbe esser reale.

Un altra cosa che egli sottolinea è che: va bene le fantasia, la forza creatrice, il genio dell’autore,

gusto,

ma bisogna stare attenti al agli interessi del pubblico. Per questo sottolinea con forza il

fatto che il gusto de teatro francese non corrisponde più a quello tedesco; mentre il modello

inglese è quello più moderno e all’avanguardia e quindi bisogna seguire quello.

Lessing inoltre si chiede di come si può educare il pubblico con il teatro. Prima c’erano i teatri di

Wanderer,

corte ma anche i ovvero i gruppi teatrali vaganti. Essi rappresentavano i loro pezzi

teatrali nelle piazze. Questo significava che loro erano sempre in viaggio da città a città. Quindi il

pubblico come si doveva educare? Allora Lessing promuove la costruzione dei teatri nazionali per

il semplice fatto che l’educazione doveva essere costante e il pubblico doveva avere la possibilità

di assistere a spettacoli teatrali spesso e non ogni tanto. Questa novità della costruzione di teatri

di pietra non fu vista positivamente dalle compagnie teatrali vaganti perché loro, proprio perché

viaggiavano e si spostavano, non avevano la necessità di avere un repertorio vasto in quanto il

pubblico era sempre diverso. Inoltre, questi attori non avevano dei testi scritti e sapevano tutto a

memoria e c’era anche molta improvvisazione nelle loro messe in scena. Quindi, dopo

l’affermazione di Lessing, dovevano iniziare a scrivere i testi e conoscere tanti altri drammi.

Konrad Erhof fu il primo attore professionista tedesco (viene citato molte volte da Lessing nell

Hamburgische Dramaturgie). Wanderer

I gruppi dei erano composti solamente da uomini ed essi

facevano tutti i ruoli, ma non tutti gli attori venivano impiegati in tutte le messe in scena perché

non essendo dei professionisti, non tutti sapevano recitare tutti i ruoli.

I primi teatri nazionali che sorgono nel XVIII secolo sono quello di Vienna, Mannheim, Berlino e

Monaco.

Nathan der Weise (1779)

Tutto inizia con una “disputa dei frammenti”, ciò significa che Lessing, nel 1778, decide di

pubblicare in modo anonimo dei frammenti di Reimarus, che era un professore di lingue orientali e

letterature di Amburgo. In queste opere di Reimarus, egli mette l’accento sulla possibilità

dell’individuo di leggere razionalmente e interpretare autonomamente la Bibbia. Egli afferma che

non si deve riflettere sulla verità per come ci viene trasmessa, ma ci si deve sforzare per la ricerca

della verità: si deve riflettere e capire se la rivelazione che la chiesa ha sempre imposto è

effettivamente la verità. Qui inizia una disputa con il vescovo Goetze perché con questa teoria

viene sminuito il potere della chiesa (la funzione di intermediazione che svolge il clero in questo

modo viene meno). Il vescovo quindi inizia questa disputa con Lessing e i due cominciano a

scriversi dei frammenti: per questo si chiama "disputa dei frammenti”, perché il8 problema nasce

dalla pubblicazione di questi frammenti, Lessing arriva a scrivere 11 frammenti e proprio l’ultimo

frammento viene censurato e messo al bando, inoltre viene messo al bando tutto il corpo

letterario di Lessing come quello di Reimarus. Però Lessing non si dà per vinto e vuole continuare

a dire la sua, ma non lo può fare perché c’è la censura.. quindi gli viene il mente il teatro: allora

scrive un dramma teatrale continuando a parlare di religione e a sottolineare le sue tesi. Siccome

il dramma ai tempi era rappresentato era più difficile che la censura arrivasse a capire che lui

Nathan der Weise,

stava continuando a parlare di religione. Allora scrive che non fu subito

censurato, e per questo esso viene chiamato il dodicesimo frammento antigoetze.

Nathan der Weise è un dramma diviso in 5 atti e la parabola dell’anello è inserita nel terzo atto

(ovvero al centro del dramma) ma anche al centro del terzo atto, quindi alla metà della metà.

Da molti critici è stato sottolineato il fatto che la scelta di mettere proprio al centro la parabola

dell’anello sta a simboleggiare il fulcro di tutta la narrazione; è stato detto inoltre che, proprio

perché questa parabola è centrale, tutto quello che viene prima e dopo di essa è da considerare

un contorno. Tutto il messaggio che vuole trasmettere Lessing consiste nella parabola. Il fatto che

egli la metta proprio nella metà della metà del dramma sta anche a significare l’importanza che

dava Lessing nell’equilibrio. Egli sottolineava che l’individuo deve essere una persona equilibrata

in tutto quello che fa e in tutte le sue manifestazioni/espressioni.

La parabola dell’anello potrebbe essere considerata una sorta di novità, ma di fatto essa non è

nuova perché si trova nel Decameron di Boccaccio; il nome Nathan non è nuovo in quanto esso è

anche ripreso da una novello di Boccaccio.

La novità della parabola dell’anello lessingiana consiste nel potere magico dell’anello: esso

appunto ha il potere di rendere la persona che lo porta buona e amata da Dio e dagli altri.

Elenco dei personaggi.

- Il nome del padre biologico di Recha si chiamava Assad, che era il fratello di Sittah e Saladino.

Egli si innamora di una cristiana, cambia il suo nome da Assad a von Flink, diventa cristiano e si

sposa con Stauffin e hanno Recha. Recha viene educata da Nathan come ebrea.

Il templare è il fratello di Recha (in realtà si chiamava Blanda). In lui si ritrovano origini del

cristianesimo e dell’Islam, perché essendo fratello di Recha anche lui ha la madre cristiana e il

padre convertito al cristianesimo.

Siamo durante le crociate.

L’unica figura negativa del dramma è il patriarca perché dice più volte “l’ebreo deve bruciare”:

Nathan ha educato una cristiana alla fede ebraica.

Nathan è l’unica figura positiva: questo può essere un controsenso in Lessing perché diceva che

l’uomo doveva essere rappresentato a teatro con i suoi lati sia negativi che positivi, ma Nathan ha

solamente il lato positivo.

Poi, a proposito della parte drammatica: il dramma inizia in maniera blanda .. Nathan ritorna da un

viaggio e si racconta che la casa stava prendendo fuoco, ma di fatto in tutto il dramma non c’è

nulla di tragico.. La cosa tragica è già successa: la famiglia di Nathan è stata uccisa durante le

Crociate da un templare, e quindi dai cristiani. Il fatto che lui abbia deciso di prendere Recha e di

educarla (è una cristiana) è chiaramente un segno di una grande nobiltà d’animo.

Aspetto che fa sorridere: l’amore tra il templare e Recha (è la prima volta che a teatro di parla di

una possibile relazione tra due persone appartenenti a due fedi diverse).

Questo dramma è stato considerato come il dramma della tolleranza, dell’umanità e della

comprensione. Tutti i personaggi sono pronti al confronto costruttivo ed educativo, infatti il

dialogo svolge la funzione socratica del dialogo: secondo Socrate, esso non era una presa di

posizione ma è un avvicinarsi all’opinione e alle idee dell’interlocutore. Il dialogo è anche un altro

dei temi centrali, infatti tutti parlano con tutti, non c’è nessuno che alza un muro (a parte il

patriarca).

La parabola dell’anello viene raccontata da Nathan in quanto il Saladino gli pone una domanda

per mettere alla prova la sua saggezza, ma soprattutto perché aveva bisogno di soldi. Una delle

virtù del Saladino è che è generoso, lui aiuta il suo popolo e chi ha più bisogno, ma egli non sa

amministrare il denaro. Lui rischia di aiutare la povera gente del suo popolo ma di mettere in

difficoltà tutta l’amministrazione del suo stato. La parabola dell’anello nasce in risposta a un

inganno che il Saladino e Sittah vogliono tramare alle spalle di Nathan: loro lo mettono in difficoltà

facendogli una domanda alla quale non può rispondere perché appunto non c’è risposta e quindi

per scusarsi del fatto di non trovare una risposta, gli darà il denaro.

Dopo che il Saladino gli pone la domanda, Nathan non è impulsivo, ma pensa alla risposta:

questo è un segno di grande saggezza. Nathan fa un riferimento alle favole per trasmettere

appunto un messaggio e quindi racconta la parabola.

Questi tre anelli rappresentano le tre grandi religioni monoteiste.

Nathan non solo usa la parabola per mettere a confronto i tre anelli con le religioni, ma vuole

anche porre il Saladino nel ruolo del giudice. Egli gli chiede: pensi tu di essere quella persona da

dire quale religione è quella vera? Ed il Sultano risponde che non è lui l’uomo che può decidere

quale delle religioni sia quella vera.

Quindi tutto ciò significa che la religione giusta non esiste: non è la religione che fa l’uomo giusto

ma il contrario. Lessing dice che questa molteplicità di religioni non deve essere vista come un

pot-pourri di cose, ma deve essere vista positivamente, perché l’unica cosa importante è il

rispetto reciproco delle religioni. Non si deve considerare la propria religione come quella giusta in

quanto non si può giudicare questa cosa.

Lezione 8 (16/10/17)

• Sturm und Drang (1770-1785)

Lo Sturm und Drang è un movimento tipico tedesco ed ha tantissimo successo sia in Germania

sia nei paesi di lingua tedesca come la Svizzera, però rimane circoscritto in Germania (non si

diffonde in altri paesi). Questo movimento dura 15, periodo relativamente breve, e nasce come

reazione alla generazione dei padri, come reazione all’assolutismo illuminista, alla razionalità

esagerata dell’Illuminismo. Come già il nome dice “tempesta e assalto”, si tratta di una lotta

contro tutto ciò che è vecchio, contro tutte quelle convenzioni sociali che fino ad allora vigevano,

contro la razionalità che non permetteva una visione globale del mondo e soprattutto della natura.

Sebbene lo Sturm und Drang e l’Illuminismo vadano di pari passo temporalmente, la caratteristica

principale che li divide sta proprio nella differenza che nell’Illuminismo c’è questa forte razionalità:

ad esempio la natura doveva essere semplicemente osservata dal punto di vista scientifico;

mentre con lo Sturm und Drang si ha questa forza, questo ruolo più importante che si dà

all’amore, alla natura, alla passione. La definizione di Sturm und Drang si avrà poi con i fratelli

Schlegel tra il 1802-1804. Questo nome, Sturm und Drang, deriva da un’opera di Maximilian

Wirwarr

Klinger (uno sturmeriano svizzero) che nel 1776 scrive che significa confusione,

guazzabuglio (termine in disuso ma molto utilizzato in quel periodo). Il titolo di questa opera viene

Sturm und Drang

poi cambiato qualche anno dopo da Christoph Kaufmann con (che poi appunto

verrà preso dai fratelli Schlegel per nominare il movimento).

Questo movimento è caratterizzato proprio per la giovane età di coloro che ne facevano parte

(avevano tutti intorno ai 20/30 anni). Questo giovane generazione leggeva molto Rousseau,

filosofo francese. Essi furono molto influenzati dalla sua filosofia, soprattutto dalle parole “zurück

zur Natur”, “ritorno alla natura”.

Come spesso succede nella letteratura tedesca da questo momento in poi, queste due date

caratterizzano due momenti principali nella vita di Goethe:

• 1770—> Goethe si reca a Strasburgo e incontra per caso Herder e Lenz; insieme discutono e

decidono di fondare dal punto di vista teorico (dettando anche le linee che dovevano avere i

generi letterari di questo periodo) questo movimento, sono proprio i fondatori;

• 1785 —> anno in cui finisce il movimento e anno in cui Goethe parte e inizia il suo viaggio in

Weimar Klassik,

Italia; da questo momento in poi inizierà la perché quando ritornerà a Weimar egli

sarà completamente trasformato. Egli parte all’inizio con tutti questi impulsi e passioni, in Italia

ritrova la classicità greca e latina, e quindi ritornando in Germania deciderà di dedicarsi solo ed

esclusivamente alla poesia e all’attività di scrittore.

Gli Sturmeriani erano dei borghesi disillusi, perché prima gli illuministi affermavano che l’uomo

poteva tutto, che poteva raggiungere tutte le conoscenze attraverso la razione e conoscere anche

la natura, per questo essa doveva essere osservata scientificamente perché c’era una

spiegazione a tutto; con la crisi dell’illuminismo si inizia a capire che effettivamente l’uomo non

può effettivamente raggiungere tutte le conoscenze e soprattutto la natura non può essere

prevista, e quindi non si possono capire tutti i fenomeni naturali (terrremoto). Una caratteristica

degli Sturmeriani è la ribellione: essi non sono quei tipi che usano le mezze misure. Essi si

ribellano non con le parole ma con le azioni, anche violente — infatti un tema è appunto quello

Kampft

della lotta, (ex: I Masnadieri…). Essi lottano quindi contro i padri (ovvero la vecchia

generazione illuminista).

Temi centrali del movimento

• (Hauptthemen):

Natur (Flucht und Rettung):

- la fuga nella natura = sono dei borghesi disillusi che non trovano il

loro posto nella società, e quindi non si sentono bene nella società in cui vivono (anche questo è

un tema del movimento). Goethe subisce anche questa crisi (infatti poi andrà in Italia). Allora essi

fuggono nella natura: solamente nella natura si salvano e si sentono bene, non cadono in quella

depressione che porterà Werther al suicidio;

Leidenschaft:

- i sentimenti e la passione sono gli unici due elementi che realmente valgono nella

vita. Non si deve rinunciare a questi sentimenti per seguire le convenzioni sociali;

Kampft:

- la lotta, il conflitto. Gli Sturmeriani ricorrono spesso alla lotta, soprattutto per la lotta per

la libertà, lotta contro la tradizione passata, contro la società. Però di fatto non propongono una

società alternativa.. un po’ perché dettato dalla giovane età, un po’ perché, presi dagli impulsi,

sono degli entusiasti esagerati, però di fatto quando si lotta contro qualcosa è perché comunque

si ha un’alternativa; essi lottano per una libertà nella vita personale, cioè l’amore. Lottano contro

l’amore legato alle convenzioni sociali. Quindi l’amore deve essere libero, non deve seguire delle

regole. Gli innamorati devono seguire i loro sentimenti e la società, le convenzioni non devono

essere assolutamente prese in considerazione.

Kunst:

- l’arte, durante l’Illuminismo doveva imitare la natura. L’artista doveva, attraverso la sua

arte, rappresentare la natura, la realtà, per quella che era. L’arte durante lo Sturm und Drang non

aveva nessuno scopo: l’arte nasce in quanto frutto dell’istinto dell’artista. Era il frutto delle sue

passioni, del suo sentimento, di quello che viveva quotidianamente. Egli aveva una forza

irrefrenabile e innata di creare. Per questo si dice che l’arte durante lo Sturm und Drang non

avesse nessuno scopo…Di fatto non c’era lo scopo educativo, l’educazione in questo momento

Genie,

non è centrale come tema. Molto spesso infatti l’artista si ricollega al termine del genio.

Lessing

Genie:

- • (Shakespeare) —> il concetto di Genie inizia con Lessing in quanto considera

Shakespeare un modello da seguire, un artista che non seguiva le regole. Per Lessing

Shakespeare è il primo genio (da intendere come genio sturmeriano):

Hamann

• (Dio) —> per Hamann il genio è colui che ignora le regole, e qua c’è il

passaggio dall’illuminismo allo Sturm und Drang. L’ignoranza del genio sta alla base

dell’essere genio. Per Hamann questo concetto però si collega anche alla voce di Dio.

Dio ha un ruolo importante nel concetto di genio, perché Dio sceglie chi deve essere il

genio.

Lavater

• (esprime l’inesprimibile) —> per Lavater (teorico svizzero) il concetto di genio

ha solamente caratteri religiosi. Infatti è la luce divina, colui che riesce ad esprimere

l’inesprimibile. Riesce ad esprimere quel concetto, quell’immagine, quella sensazione

che è difficile esprimere a parole e che egli esprime utilizzando l’arte.

Herder

• (Urkraft) —> per Herder il genio è colui che ha l’Urkraft, cioè quella forza

originaria, primordiale che l’artista ha quando crea.

La figura del genio nello Sturm und Drang ha una forte libertà individuale ed quindi non è

compreso dalla società in cui vive; e anche per questo è considerato un outsider della società.

Inoltre egli, proprio perché è prescelto da Dio e dotato di questa capacità di creare

incondizionatamente/liberamente, è considerato come Dio, il Dio che crea. Quindi, se il genio è

considerato Dio, la sua opera d’arte è considerata la creazione di Dio.

Questo concetto di genio si ricollega ad altri due concetti: la soggettività e l’egocentrismo. Il fatto

che il genio si senta creatore e quindi Dio, si sente sempre al centro dell’attenzione, e questo fa

nascere una forte soggettività ed egocentrismo (che può riversarsi su se stessi (Werther) o sulla

società (Karl dei Masnadieri).

{Sulla società: gli illuministi dicevano che l’individuo doveva essere educato per la società, perché

questa doveva migliorare; per gli sturmeriani, che lottano contro la società, è l’individuo che ha

valore assoluto}. Kraftkerl

Un altro concetto è il (Kraft=forza/Kerl=tipo). Per gli Sturmeriani l’azione e la ribellione era

Kerl Kraftkerl

molto importante; infatti il utilizza la forza fisica e non la ragione. Il è una persona di

fatto buona, però l’utilizzo della troppa forza può portare a fare del male.

Kraftkerl Selbsthelfer:

Questo si unisce al concetto di colui che è forte, che sa agire, che sa lottare

è anche colui che se la sa cavare da solo, senza chiedere aiuto a nessuno (egocentrismo).

Tatendrang: Tat Drang

- = l’azione / = assalto, istinto ad agire. Tutti gli Sturmeriani sono spinti da

Tatendrang,

questo da questo bisogno di agire con forza (Werther: forza per uccidersi/Masnadieri:

forza che si riversa nella società e nel protagonista).

{La Natura ha il potere di creare i suoi figli, li cura, ma li può pure uccidere. La forza creatrice sta

proprio in questo..La natura può sia salvare che distruggere. Di conseguenza l’artista può creare

ma può anche autodistruggersi con la propria arte. “Rivelazione” è la parola che viene utilizzata

nell’arte: mentre prima con “rivelazione” si intendeva l’opera creatrice di Dio, adesso l’arte

(proprio perché viene paragonata all’opera creatrice di Dio) assume questa parola di rivelazione}.

Lezione 9 (17/10/17)

Caratteri distintivi dell’Illuminismo e dello Sturm und Drang:

Illuminismo Sturm und Drang

- Natura da osservare • Rottura con la tradizione - Natura divina

razionalmente

- Uomo razionale • Libertà politica - Genio

- Ragione • Uguaglianza sociale - Cuore/sentimento/instinto

- Fede nel progresso - Disillusione

Se per l’Illuminismo la natura doveva essere solamente oggetto di studio e analisi ragionata, per

gli sturmeriani è una natura divinizzata. L’uomo razione iluminista si contrappone al genio

sturmeriano (artista creatore, per il quale l’arte non deve avere uno scopo specifico ma è

solamente frutto dell’immaginazione, delle esperienze, degli istinti e delle passioni dell’artista). La

ragione si contrappone al cuore, al sentimento e all’istinto; la fede nel progresso illuminista,

nell’uomo che avrebbe potuto e dovuto raggiungere tutte le conoscenze, per gli sturmeriani c’è

una disillusione, perché ci si è reso conto che l’uomo non può arrivare a tutte le conoscenze.

I tre punti in comune sono: la rottura con la tradizione. L’illuminismo rompeva con la tradizione

barocca e del medioevo; gli illuministi volevano riformulare la società, eliminando tutti quei retaggi

medievali e feudali. Gli sturmeriani vogliono rompere con la tradizione illuminista. La libertà

politica: gli sturmeriani lottano per la libertà sociale, politica, d’amare; in particolare lottano contro

i sovrani illuminati, che erano considerati come i padri del popolo. Un altro punto in comune è

l’uguaglianza sociale: gli illuministi decantavano il cosmopolitismo, la fratellanza e anche per gli

sturmeriani non ci dovrebbero essere delle convenzioni sociali che vincolano soprattuto nelle

questioni d’amore (nello Sturm und Drang ci sono molti drammi borghesi e liriche dove viene

denunciato con forza l’impossibilità di una coppia di amarsi se appartengono a due ceti sociali

diversi). dramma,

Genere letterario prediletto per gli sturmeriani è il perché attraverso il dramma — quindi

assistendo a una presentazione teatrale — lo spettatore riesce a capire meglio, ad immedesimarsi

nell’azione, nei gesti degli attori (quindi la ricezione è più efficace ed immediato). Il dramma può

liriche,

rappresentare al meglio l’azione, il conflitto. Però ci sono anche le perché data la brevità

del testo, erano quelle che permettevano un’immedesimazione immediata nella lettura della

romanzo,

liriche; invece la prosa, e quindi il è il genere letterario che non è prettamente

sturmeriano, perché per leggere un romanzo ci vuole tempo e anche la ricezione del messaggio

non è immediato. Quindi, siccome gli sturmeriani dovevano lottare, farsi vedere, mettersi in

mostra (egocentrismo/soggettività), la prosa non era così efficace. L’unica opera in prosa che

ebbe subito successo (e quindi venne tradotto in tantissime lingue) e che rese Goethe famoso è

Die Leiden des jungen Werther (questo è l’unica eccezione).

Herder

• Fragmente über die neuere deutsche Literatur

- (1767)

Über den Ursprung der Sprache

- (1770)

Volkslieder

- (1779): canti popolari in 6 libri. Raccoglie più di 180 canti popolari (Germania e paesi

europei) e li traduce (come anche alcuni passaggi della Bibbia e alcuni versi di Dante). Egli

rimette in voga la tradizione orale.

Ideen zur Philosophie der Geschichte der Menschheit

- (1784/91)

Stimme der Völker in Liedern

- (1807)

Herder aveva un problema agli occhi quando nel 1770 si trovava a Strasburgo proprio per farsi

curare. Qui per caso incontra Goethe, che era lì per finire i suoi studi di giurisprudenza. (Lo Sturm

und Drang nasce per caso). Per questo Herder fu visto insieme a Goethe, colui che prepara il

cammino a questo nuovo movimento, ed è anche il suo fondatore teoretico (insieme appunto a

Goethe e a Lenz). Herder è un teoretico, i suoi testi sono prettamente filosofici e teoretici, quindi

anche di difficile comprensione. Quindi egli è circoscritto alla cerchia degli intellettuali.

Per lui è molto importante la lingua; egli è anche una sorta di linguistica moderno, un teoretico

della lingua tedesca. I principi di base del pensiero filosofico herderiano sono:

- Shakespeare come genio assoluto, perché egli fa poesia liberamente e non ha bisogno di

regole, infatti le rifiuta;

- il concetto di popolo: con lui inizia a prendere campo l’idea del popolo come unità nazionale e

come esseri individui che appartengono ad una stessa identità nazionale; per identità si intende

una stessa lingua, storia, ideali, usi e costumi, cultura, ad avere le stesse radici. Questo concetto

verrà strumentalizzato con il nazionalsocialismo che vedrà già in questi anni l’inizio di quello che

loro poi professeranno, l’identità nazionale, infatti Herder è considerato uno dei fondatori del

nazionalsocialismo. Herder è il primo che legittimizza la guerra perché era importante la guerra

vista come difesa del popolo, nazionale, dell’identità. Il popolo, per Herder, aveva una stessa

anima e una sua parte era costituita dalla lingua (per questo scrive tanti testi teorici sulla lingua

tedesca). Per lui era importante che il popolo riuscisse a comunicare attraverso una stessa

lingua. Quindi la lingua è l’anima del popolo tedesco.

kunstpoesie naturpoesie: kunstpoesie

- differenza tra e la la era quella scritta a tavolino, la

naturpoesie è la poesia che viene da questa forza creatrice naturale, dall’ispirazione e dall’istinto.

Questo si rifà al concetto dell’opera d’arte in sé che non doveva avere alcuno scopo; era proprio

un istinto preso dal raptus dell’artista. Quindi non bisognava per forza trovare il perché

dell’opera.

• Lenz

Der Hofmeister

- (1774): “Il precettore”. Il protagonista è un borghese, un intellettuale che non se

la passa abbastanza bene. È sempre in cerca di piccoli lavoretti per campare. Si innamora di una

donna che appartiene alla nobiltà e i due chiaramente non si possono sposare perché non

appartengono allo stesso ceto sociale. Qui Lenz vuole criticare questo stato delle cose;

- Die Soldaten (1774): qui si ritrova un’altra critica molto accesa sul divieto assoluto dei soldati a

sposarsi ed egli riflette sugli effetti di questo divieto, ovvero su come spesso, durante le guerre ci

siano casi di violenza sulle donne e anche sul fatto che ci sono molte nascite dopo questa

violenza subita. Egli egli dice che si potrebbe evitare questo problema perché i soldati devono

anche soddisfare i loro bisogni ed impulsi sessuali.

Lenz già a 15 anni era molto conosciuto. Studia teologia, lavora come traduttore, anche lui si

incontra per caso a Strasburgo; egli scrive tantissimo, ma le uniche due opere che sono rimaste

vive nella memoria sono quelle sopra. Egli fu inoltre colpito da una malattia mentale che paralizzò

la sua forza creatrice. Egli morirà a Mosca da solo e abbandonato. La biografia di Lenz nell’800

verrà poi riportata in vita da Georg Büchner, infatti dedica appunto un’opera a Lenz.

• F. Schiller

Die Räuber

- (1781): “I masnadieri”. Qui viene raccontato del conflitto tra fratelli. Vi sono due

fratelli, Karl e Franz. Essi sono opposti: Karl è il primogenito ed è quello più amato, il più bello;

Franz è tutto il contrario: è bassino, ha la gobba, è cattivo ed odia suo fratello. Vorrebbe avere

l’amore del padre, della fidanzata del fratello, vorrebbe essere il primogenito ecc..Quindi spinto

da questo odio profondo per suo fratello organizza un tranello: fa credere al padre che Karl sia

un ladro, un assassino. Lui, senza chiedere alcuna spiegazione arma i bagagli e se ne và

arrabbiato, così fonda un gruppo di delinquenti, i masnadieri. Essi nascono con un principio di

aiutare le persone che hanno bisogno (rubare ai ricchi per sfamare i poveri), però di fatto con la

violenza: molto spesso mettono delle città a ferro e fuoco per saccheggiarle ma così muoiono

molti innocenti. Quindi lui, verso la fine del dramma, prende consapevolezza che per fare del

bene in questo modo sta usando violenza e che molte persone innocenti per colpa sua muoiono.

Capisce che la violenza porta solo altra violenza, che queste guerre e lotte in questo modo

portano altri gesti violenti. Infatti alla fine del dramma c’è una taglia sulla sua testa e deciderà di

andare da un povero contadino che ha tanti figli da sfamare e si consegna a lui;

Kabale und Liebe

- (1784): “Amore e Intrigo”. Questa tragedia borghese è una critica che Schiller

fa alle regole dell’aristocrazia che di fatto esistono ancora. Infatti una coppia non può rimanere

unita perché appartengono a due ceti sociali diversi;

Don Carlos Sturm und Drang

- (1787): quest’opera si pone al centro del passaggio dallo alla

Weimar Klassik perché essa è divisa in due parti: nella prima l’opera inizia trattando un tema

tipico sturmeriano, ovvero il conflitto padre-figlio; poi il tema si sposta ad un tipico dramma

Weimar Klassik:

storico-politico, e quindi della ovvero narra del conflitto Spagna-Paesi Bassi

(1568-1648). La differenza da Goethe e Schiller sta proprio nella differenza della narrazione di

questo conflitto storico: Schiller dimostra l’interesse che ha verso la storia, nello studio intensivo

della storia. Tutto quello che egli racconta sono fatti reali. Invece in Goethe c’è molta più

Weimarer Klassik.

fantasia. Dal Don Carlos in poi scriverà opere classiche, della

Egli muore nel 1805 e questa data viene associata ad una delle possibili date di fine della

Weimar Klassik.

Schiller a 21 anni era molto conosciuto in Germania, a questa età comincia la sua produzione

letteraria. Egli e Goethe sono proprio come dei ponti che stanno tra un movimento e l’altro, ovvero

Sturm und Drang Weimar Klassik.

lo e la Essi iniziano come sturmeriani.. Goethe dopo il viaggio in

Italia diventa un classico mentre Schiller si lascia molto influenzare da Goethe: i due hanno un

rapporto molto conflittuale, di amore ed odio, ma si influenzano a vicenda, infatti nel Don Carlos

Schiller prende spunto da un avvenimento storico ed altrettanto fa Goethe in un altra opera (qui si

vedono anche le differenze tra i due autori)..Poi entrambi diventeranno contemporaneamente

classici.

• Goethe

Goethe nasce da un famiglia benestante a Francoforte sul Meno. La sua identità è scissa: ha un

padre molto severo e rigido, legato alle convenzioni, e una madre molto più giovane del padre

che, invece è spensierata, le piace molto la natura, la poesia, la letteratura.

Egli studia tante cose: conosce il latino, il greco, l’italiano, il francese, l’inglese, ma non è solo

un’umanista: egli è anche uno scienziato (ad esempio è sua la teoria dei colori), studia scienze

naturali, la pittura e la scultura (è molto bravo a disegnare). Questa sua indole così artistica viene

frenata dal padre, il quale lo vorrebbe vedere giurista, infatti egli inizia a studiare giurisprudenza

anche se a malincuore. Si distrae molto spesso dagli studi e il padre lo riporta sempre sulla retta

via. Poi viene mandato a Strasburgo per finire i suoi studi e successivamente a Wetzlar, che

ricorda molto Walheim (il luogo dove si trasferirà Werther). Si trasferisce a Wetzlar perché il padre

sperava di vederlo appunto un giurista (lì inizia a lavorare alla corte di giustizia). Anche lì si distrae,

conosce una certa Charlotte Buff (ha molti caratteri in comuni con Lotte) e se ne innamora,

chiaramente questa fanciulla non poteva essere libera in quanto sposata ad un amico di Goethe

(personaggio di Albert). Nel 1774 scrive I dolori del giovane Werther e viene invitato dal principe

August a Weimer e lì trascorrerà molti anni. Si impegnerà molto nella politica e nella pubblica

amministrazione fino a che sentirò forte la sua crisi di identità e partirà poi per il viaggio in Italia

per ritrovare sé stesso: egli non può fare entrambe le cose in quanto è un artista e quindi non

deve dedicarsi ad altro se non alla scrittura (infatti poi quando ritornerà dal viaggio in Italia, nel

1788, a Weimer egli da qual momento in poi si dedicherà solo ed esclusivamente alla scrittura).

Die Leiden des jungen Werther

- (1774).

È un romanzo epistolare atipico perché le lettere che scrive non trovano risposta. La soggettività è

così tanto presente in questo romanzo, proprio perché Werther scrive su se stesso e solo ed

esclusivamente di quello che lui vive, che è stato definito psicologico. L’autore prende molto le

distanza, egli osserva il protagonista oggettivamente e lo lascia parlare, infatti non prende mai

parola. Qui c’è una forte critica. Chiaramente la critica alla società, che è cos’ radicata nella

tradizione e nelle convenzioni da non accettare ciò che è diverso. Dall’altro lato però anche

Werther è talmente nel suo mondo che per lui anche è inconcepibile accettare questa società.

Il divieto di amare Lotte viene travisato da Werther, che non è tanto stabile mentalmente, in un

divieto a vivere. Goethe scrive quest’opera in pochissime settimane a Wetzlar, dove appunto

conosce Charlotte Buff e dove conosce anche la storia di Jerusalem e preso da questa grande

Briefroman

ispirazione scrive questo che avrà una conclusione drammatica.

Inizia nel maggio del 1771 e finisce nel dicembre 1772. L’inizio e la fine non sono scelte

casualmente. Inoltre, si parla di un “effetto Werther” nella psicologia, quando un suicidio viene

preso come modello e provoca tanti altri suicidi a catena. Si racconta dai giornali dei tempi che

dopo la pubblicazione del Werther ci furono quasi 2000 suicidi di giovani che ispirati e indotti dalla

vita di Werther, appunto, si suicidarono. L’opera rischiava di essere tolta dal mercato perché si

racconta che una ragazza, con il libro in mano, si sia suicidata nel fiume vicino casa di Goethe.

Goetze dice che questo romanzo non doveva essere assolutamente letto perché induce al

suicidio. Da qui si capisce che l’immedesimazione e soprattutto in quei tempi un po’ si viveva

Sturm und Drang,

l’aria dello c’erano molti che sentivano forte questi aspetti e caratteristiche

sturmeriane che si lasciavano molto condizionare da quello che leggevano; e la forte soggettività

Briedroman

che è presente in questo riusciva a catturare molti lettori, soprattutto i giovani (in

Schwärmer,

questo periodo si ritorna anche al concetto di delle persone non hanno più quel

legame a quel senso di avere i piedi per terra, si lasciano prendere da questi impulsi).

La natura e le condizione atmosferiche sembrano seguire sia la narrazione sia i sentimenti di

Briefroman

Werther, perché questo inizia a maggio e c’è la primavera, quindi è tutto rigoglioso, è il

risveglio della natura; infatti Werther arriva a Walheim felice ed il suo stato d’animo è

completamente appagato e felice. Finisce l’anno successivo a dicembre, quando c’è molto

freddo, c’è la neve ed è tutto grigio.. Infatti Werther muore il 6 dicembre (quando in Germania

arriva Nikolaus), e chiaramente il tempo segue l’andamento. A giugno, quando incontra per la

prima volta Lotte c’è un temporale, come segno che da questo momento in poi inizierà la tragedia

del Werther. Quando Lotte così ingenuamente gli dirà di essere fidanzata ufficialmente, quindi è

promessa sposa, vi è un’altro temporale. Verso la fine arriverà un fiume che inonderà il paese

proprio per segnalare che da questo momento in poi non c’è più salvezza per Werther.

Goethe sceglie la forma epistolare perché è un genere letterario più diretto, arriva in maniera più

diretta al lettore che si può immedesimare. L’opera si divide in tre parti fondamentali:

Primo Libro:

1. dal 4 Maggio al 10 Settembre 1771. Qui viene descritto che arriva a Walheim. In

questo paesino si trova subito a suo agio perché lì vive della gente semplice, infatti fa subito

amicizia con i contadini e con i bambini, i quali sembrano che siano gli unici che riescono a

cogliere la sensibilità di Werther. Egli in questo momento riesce veramente ad avere dei rapporti

di amicizia profondi con le persone che incontra. Conosce Lotte: la vede mentre stava dando

del pane ai fratellini. Essa non ha più la madre ma solo il padre e quindi lei si prende cura dei

suoi fratellini. Questa immagine colpisce e rapisce l’animo di Werther, infatti se ne innamora

subito. Conosce anche Albert, e ne diventa anche molto amico. In tutta l’opera non si evince mai

un sentimento di odio ed invidia nei suoi confronti. Questo fa capire che, nonostante la sua

psiche che è molto fragile, anche se sono due persone completamente diverse c'è un momento

nel romanzo hanno un’accesa discussione sul ruolo del suicidio: per Albert il suicidio è un segno

di debolezza dell’uomo che non riesce con le proprie forze a reagire e superare i problemi; per

Werther il suicidio è un gesto estremo e di assoluta disperazione perché questa persona che si

uccide ha la forza di farlo in quanto è talmente disperato che non riesce a continuare a vivere.

Un altro significato che dà Werther al suicidio è che per lui è un gesto estremo d’amore (per

Lotte, perché è come se la lasciasse finalmente libera di vivere il suo amore) e anche di libertà, la

sua libertà individuale: egli non è libero di amare in terra Lotte e attraverso il suicidio si libera dal

suo destino, che è stato quello di innamorarsi di una donna che non lo può corrispondere.;

Secondo Libro:

2. dal 6 Ottobre 1771 al 6 Dicembre 1772. A cavallo del primo e del secondo

libro Werther è già molto triste e vuole allontanarsi. Lui prova a prendere in mano le redini della

sua vita e a cambiare la sua sorte, e quindi se ne va in città. Egli è un borghese ed è

appassionato di arte (disegna molto bene), e quindi si considera un’artista, anche se di fatto è

un dilettante. Va in città nella speranza di dimenticare Lotte e di rifarsi una nuova vita, però le

esperienze che lo aspettano non solo delle più felici, perché non viene accettato dalla borghesia

Schwärmerei

in quanto è un’arista. Il suo istinto, la sua forte passionalità, la sua forte sono

caratteristiche che nell’ambito borghese non vengono ancora accettate e quindi non riesce ad

inserirsi ed a sentirsi a suo agio tra i suoi stessi simili. Grazie ad un amico principe comincia a

frequentare l’aristocrazia, ma da questa viene allontanato perché egli è un borghese. Allora

ritorna a Walheim e viene a sapere del matrimonio tra Lotte e Albert, ricomincia comunque a

rifrequentare i due, però vedendo che non può proprio sopportare questo peso, decide,

appunto, di suicidarsi.;

L’Editore al lettore:

3. qui si racconta che Werther ha deciso di farla finita. Tramite il suo

servitore manda una lettera, ad Albert dicendo che si sta preparando a compiere un viaggio e

ha bisogno di avere delle armi. Il servitore allora va da Albert, gli fa leggere il biglietto e, siccome

in quel momento era affaccendato a fare altro, il caso volle che Lotte prende le pistole e le da al

servitore di Werther. Lei un po’ immagina che queste pistole non dovevano servire proprio a

questo viaggio (perché verso la fine si baciano). Comunque dà queste pistole al servitore.

Quando egli ritorna da Werther gli racconta che gliele ha date Lotte. Allora Werther legge in

questo gesto l’invito di Lotte a farla finita. Quindi si uccide e viene poi ritrovato dal suo servitore.

Galotti

Sul tavolo inoltre viene ritrovato l’Emilia di Lessing, dove si racconta della volontà della

protagonista di farsi uccidere dal padre per non cadere nelle mani del tiranno e per conservare

la sua virtù di vergine. Non è un caso che ci sia questo dramma sul tavolo di Werther, infatti

Briefroman

molti elementi del corrispondono a fatti reali: a Wetzlar, Goethe viene a sapere del

suicidio di un certo Jerusalem. Egli era un impiegato della corte che si innamora perdutamente


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature moderne
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher hardrockmetallover97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cultura e letteratura tedesca I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Di Bella Arianna.

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