Che materia stai cercando?

Appunti di letteratura italiana II semestre

Appunti di letteratura italiana basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Lupo dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt, dell'Interfacoltà, Corso di laurea in linguaggi dei media. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Letteratura italiana docente Prof. G. Lupo

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

LETTERATURA ITALIANA

Prof. Giuseppe Lupo “La letteratura industriale”

27/02

Il mondo del lavoro è sempre stato, e lo è ancora, un tema che affascina molto. Questo spiega

perché molti autori hanno scritto e scrivono ancora oggi libri che hanno per oggetto il mondo

industriale.

Le industrie misero piede in Italia per la prima volta intorno alla fine dell’800. Allora però non si

poteva ancora parlare dell’Italia come di un paese industriale, ma piuttosto come di una realtà

contadina con un’industrializzazione diffusa a macchie di leopardo, e in particolare nel cosiddetto

triangolo industriale costituito da Torino, Milano e Genova. È negli anni ’40 che possiamo parlare

per la prima volta del nostro paese come di un paese industrializzato, poiché è in questi anni che

l’Italia diventa un paese con reddito a maggioranza industriale e non più con reddito contadino.

Gas di Edward Hopper, 1940

Si tratta di un dipinto ad olio realizzato nel 1940 dal pittore statunitense Edward Hopper. Nel dipinto

compare una pompa di benzina, simbolo della automobile e quindi della modernità, che Hopper

inserisce in un contesto particolare, un contesto ancora legato alla campagna. Il bosco qui

rappresenta la natura selvaggia, quel qualcosa che appartiene alle forze primordiali della terra.

Osservando il quadro vediamo poi un uomo ritratto nel momento in cui sta chiudendo le pompe.

Questo quadro ci trasmette una sensazione di infinita solitudine. Notiamo poi un contrasto tra gli

elementi di destra, i quali rappresentano i segni della nuova civiltà industriale (pompa, insegne,

colori non naturali, pubblicità) e gli elementi di sinistra, che invece appartengono al mondo della

terra, al mondo contadino. Questo quadro vuole quindi rappresentare l’incontro tra due civiltà, la

civiltà della terra, antica e arcaica, e la civiltà industriale; due mondi desolati che si guardano, che

1

si specchiano. Se è vero che la modernità conduce verso la felicità o comunque nasce per rendere

l’uomo più felice, il momento qui rappresentato, e cioè il momento in cui le due civiltà sono in

equilibrio, è il momento di pura felicità. Questo momento rappresenta il punto di massima capacità

dialogante tra i due mondi. Di lì a qualche anno si avrà il punto di non ritorno, e cioè il momento in

cui le macchine prevarranno sull’uomo.

Pensando alla letteratura industriale normalmente ci si aspetta che questa esalti il mondo del

lavoro, delle fabbriche, delle industrie, e che in essa sia insita l’idea che il domani sia meglio

dell’oggi, ma non è così. Paradossalmente leggendo la letteratura industriale ci rendiamo conto di

quanto essa sia antimoderna. Si tratta di una letteratura del dissenso che parla delle macchine

come di strumenti che disumanizzano l’uomo. Ma perché questo? La letteratura, come sappiamo,

è figlia delle muse, le quali, a loro volta, sono figlie di Mnemosine e cioè della memoria. La

letteratura è quindi qualcosa che ha a che fare con la memoria. La letteratura che ha raccontato il

moderno è quindi una letteratura che avanza nel tempo, ma con lo sguardo rivolto al passato,

perché questa letteratura, come tutta la letteratura, è figlia della memoria e dunque non può

avanzare se non guardandosi indietro. Il nuovo, in questa letteratura, viene percepito come

qualcosa che mette nostalgia del vecchio. Gli scrittori appartenenti a questo genere non hanno

compreso una grande verità, e cioè che ieri non si stava bene. Nella civiltà della terra si moriva per

un ascesso al dente; l’uomo era falsamente felice. Potremmo addirittura dire che l’uomo all’epoca

soffriva molto più che nella fabbrica. “Ieri stavamo bene” è quindi una mitologia falsa. Con questo

non vuol dire che il mondo delle fabbriche sia stato migliore, anche quello è stato un mondo di

sofferenza, però gli sforzi che l’operaio patisce a contatto con le macchine sono sforzi diversi

rispetto a quelli del contadino, sono sforzi che portano ad un cambiamento. La civiltà della terra è

una civiltà statica dove il contadino non può sperare in un futuro migliore per il figlio. La civiltà

industriale, invece, è dinamica, essa accelera il corso degli avvenimenti, mette in movimento la

storia. Le macchine, certamente, hanno portato dolore, però hanno fatto sì che il figlio di quel

contadino diventato operaio potesse studiare.

La letteratura industriale si può così suddividere:

- letteratura preindustriale dall’Unità d’Italia fino agli anni ’30;

- letteratura industriale vera e propria dalla 2GM agli anni ‘80/90. Tale letteratura si chiude

con due opere: Mammut di Antonio Pennacchi, che racconta la morte della classe operaia,

e la Dismissione di Ermanno Rea, che racconta la fine di una fabbrica. Quest’ultimo libro

segna l’inizio di una nuova stagione e cioè quella della letteratura post industriale, chiamata

anche letteratura della dismissione.

- letteratura post industriale dagli anni ’90 fino ad oggi.

Tema di fondo di questa letteratura è la modernità, la cui epifania è la macchina.

Letteratura preindustriale

Siamo in un’Italia contadina con industrializzazione diffusa a macchie di leopardo. In questa

stagione l’industria viene rappresentata secondo queste categorie: prigione, inferno e cattedrale.

Opere di riferimento per questa stagione sono:

- Cesare Cantù, Portafoglio di un operaio (1871)

- De Amicis, Il primo maggio (1889) e La maestrina degli operai (1891)

La figura degli operai è quella che ha catalizzato di più l’interesse degli scrittori. La macchina in

questa letteratura viene percepita come un mostro che irrompe nella realtà contadina, come un

ostacolo che si oppone alla felicità dell’uomo. Nelle opere di questo periodo si riflette molto sulla

condizione operaia, discorso che ha a che fare con il socialismo. Altro tema di questa letteratura

2

preindustriale è il riflettere sulla natura e sull’idea di progresso. Due esempi di scrittori preindustriali

sono Manzoni e Verga.

Manzoni può essere considerato uno scrittore preindustriale perché nei suoi Promessi Sposi ci

racconta che Renzo da operaio diventa piccolo patroncino. Manzoni molto più che Verga aveva

capito e aderito all’idea di progresso, all’idea che la storia degli uomini sia uno strumento

attraverso cui gli uomini si riscattano. Manzoni non ha raccontato la storia così come è, ma come

secondo lui dovrebbe essere. Nel mondo di Manzoni Renzo vince e don Rodrigo perde. Manzoni

comprende il dinamismo della storia; egli ha ridisegnato un percorso: Renzo, borghese, scavalca il

nobile, Don Rodrigo. Manzoni quindi è molto più moderno di un Verga. Verga nel suo Mastro don

Gesualdo ci racconta di un muratore che diventa più ricco dei nobili. I nobili in Verga sono nobili

che hanno fallito. Verga però fa commettere al suo personaggio un errore clamoroso, e cioè quello

di volersi imparentare con i nobili. Il protagonista di Verga insegue la possibilità di essere

accreditato dai nobili che però lo schifano. Manzoni a differenza di Verga ha capito che il futuro è

nel mondo borghese. Egli inoltre ci ha dato l’unico esempio di romanzo borghese in Italia.

Nella letteratura preindustriale è diffusa l’idea che non si abbiano gli strumenti per raccontare di

questi argomenti.

Manifesto del Futurismo di Marinetti (1909)

Questo manifesto è tutto un inneggiare agli strumenti della modernità. L‘approccio di Marinetti qui

è un approccio estetico. Egli afferma che la magnificenza del mondo consiste nella bellezza della

velocità. La macchina viene qui giudicata essere più bella della Nike di Samotracia, considerata un

tempo il prototipo del bello. Da questo manifesto notiamo come sia cambiata non solo l’idea del

bello, ma anche la dimensione del tempo, il quale diventa una categoria che si modifica.

Percepiamo poi l’esaltazione della città. È nella città che avviene l’incontro con il moderno. Nella

città secondo Baudelaire il poeta perde l’aureola, la sacralità dell’intellettuale e mette in gioco se

stesso. Altro discorso che qui viene affrontata è la bellezza delle macchine.

Mario Sironi, Periferia (1922)

Si tratta di un dipinto di Mario Sironi, un pittore futurista, che qui ci declina la sua idea di moderno.

Il moderno, secondo Sironi, si vede nelle periferie, là dove si addensano le nuove fabbriche. Ciò

che ci colpisce di questa immagine è la desolazione. Siamo ancora in un momento in cui le due

3

civiltà, quella della terra e quella industriale, si stanno incontrando. Nel moderno l’uomo non c’è,

non esiste. Da questo dipinto comprendiamo come per Sironi il moderno sia un paesaggio

periferico desolante dove l’uomo non compare.

La letteratura industriale possiamo dire che nasca in un frammento del canto XXI dell’Inferno di

Dante. Qui l’autore fiorentino afferma che il girone dei barattieri somiglia all’arsenale dei Veneziani.

Notiamo qui la capacità che Dante ha nell’indicare con precisione i ruoli. Dante ci racconta una

scena dove ciascuno si occupa di un settore preciso. Quello che ci sta descrivendo è una sorta di

catena di montaggio. Ma se nella bottega dell’artigiano è quest’ultimo a compiere tutte le

operazioni, nell’industria ciascuno si occupa di una del progetto. Dante, poeta medievale, conosce

le azioni, si è informato, è competente. Un poeta del 900 non trova le parole per descrivere il

mondo delle fabbriche.

Corretto fin qui

01/03

Nella letteratura industriale uno dei passaggi epocali è il cambiamento del paesaggio urbano in

virtù delle aziende. L’uomo moderno deve modificare se stesso transitando dalla condizione di

contadino alla condizione di cittadino urbano. Il grande conflitto che esiste è tra modernità e anti-

modernità. La città è la modernità. Lungo tutto il 900 spesso gli scrittori hanno guardato con

rimpianto alla campagna. Uno dei pochissimi autori del 900 Vittorini ha capito che il destino

dell’uomo non è in campagna, ma in città. Ma il grande passaggio che comporta

l’industrializzazione è il cambiamento geografico della città e cioè l’aggiunta delle periferie. Queste

cinture che stanno tra la città vera e propria e la campagna esterna.

Leonardo Sinisgalli, Lambrate, 1934

La periferia è un mondo di mezzo, un mondo nel quale convivono ancora le due civiltà, quella della

terra e quella industriale. La periferia è il segno della civiltà che erode e toglie spazio alla

campagna.

Ottiero Ottieri, La linea Gotica, 1963

È un diario che scrive tra il 48-58. Si tratta di un diario quotidiano. La linea gotica prende il nome

dalla storica linea gotica, quella linea che attraversava l’appenino tosco emiliano e presso la quale

i tedeschi respingevano l’avanzata degli alleati. Questa linea divideva l’Italia in due. La sensazione

che dà Ottieri. Sinisgalli rimane colpito dalla periferia di lambrate, è qualcosa che affascina perché

è fatta di novità. Ci sono le insegne pubblicitaie, i palazzi. Ottieri è uno scrittore che si trova a

lavorare nell’industria, ma non per sua volontà. Egli non sposa l’industria, come Sinisgalli. Ottieri

lavora per grandi industrie (Olivetti, Alfa Romeo). Egli rimane scettico. Sinisgallli è invece attratto

dal nuovo, da questa novità che viene dal mondo delle fabbriche.

Sinisgalli, Narni-Amelia scalo, 1937

Sinisgalli è una figura molta anomala. È un poeta-ingegnere. Viene dal sud, si sposta a roma dove

entra in contatto con i poeti e pittori della scuola romana. Nel 32 si trasferisce a Milano, dove

avviene il cosiddetto matrimonio con l’industria. Il primo lavoro è presso una fabbrica di linolum

(Pirelli). Lavorerà anche per l’Olivetti, l’Alfa romeo. Lavora da pubblicitario, non da ingegnere.

Lavorerà come esperto di comunicazione aziendale. Scrive questa poesia perché si trova a napoli

perché lavorando per questa società del linolium viaggia spesso per Napoli. È un presagio

industriale. Ci sono in questo testo molti termini che alludono al paesaggio industriale (stridula

cisterna, oscura fuliggine, nastri trasportatoi). Questa poesia trasmette un senso di solitudine, la

solitudine dell’uomo all’interno di un mondo desolato. L’industria qui apare come un luogo di

solitudine e di silenzio. Sinisgalli si trova improvvisamente da solo a contemplare questo

paesaggio che non è più della natura, di quel tipo di letteatura che appartiene ad una certa

4

tradizione. Qui si parla di guerra, di esilio, di solitudine. È un mondo che ha perduto la bellezza e la

poesia del moondo antico, che è stato contaminato da questa industria. Tuttavia questo mondo

industriale ci porta ad una poesia. Sinisgalli ha visto le muse, ma sono degli uccelli o esseri

uccelliformi che gracchiano e mangiano piante. Le muse dovrebbero avere una voce soave. Il

poeta non può sentire voci gracchianti. Sinisgalli rimane meravigliato da questi esseri sgradevoli.

Qui s. sta citando ovidio che nelle metamorfosi racconnta di queste ragazze che avevano osato

sfidare Apollo nella poesia. Per punizione Apollo le aveva mutate in gazze ladre, uccelli con voce

sgraziate. Sono muse che appartengono ad un altro linguaggio poetico. È il linguaggio di una

poesia prodotta e immaginata da un poeta che diventa ingegnere. S. da uomo che ama la

matematica la geometria si sente trascinato verso le virtù poetiche. È una poesia guastata. L poeta

ha abbanonato le vecchie muse, perché ha visto alttre muse altrettanto affascinante. Il moderno

sono le muse sporcate, è la musa non bella, non leggiadra non dalla voce soave. I nastri

trasportatori, la cisterna, i treni, tutte queste sono le muse del moderno chhe ha visto S.

Nel 37 s. scrive una cronaca: come si fabbrica il linoleum.

Sinisgalli, Come si fabbrica il linoleum, 1937

Troviamo qui gli stessi termini che risuonano nella precedente poesia. Ciò testimonia che sinisgalli

quando è arrivato a Napoli è rimasto abbagliato da questo paesaggio industriale. Ed è rimasto

abbagliato fino al punto che ci ha lasciato alcuni designi. Sotto ogni disegno s. scrive cosa sono

queste macchine. Sono tutti quanti congegni che servono a produrre il linoleum. Dà titolo a questi

testi di ritratti. Perché non scrive “disegni” essendo ingegnere? Il termine ritratto appartiene più alla

figura umana. Qui sta usando il termine con cui si identificano, si denominano i ritratti delle figure

umane per indicare i disegni di macchine che lui ha fatto a mano libera. lunedì 6 marzo 2017

sinisgalli produce un testo che accompagnera queste immagini di macchine.

sinisgalli ricorda le atmosfere degli anni 30 “Quasi imodiano”-> questa poesia era piena di un

corredo, parla della poesia narnia- amelia. elementi di un paesaggio industriale dove l’impurità fa

lega con la purezza, la scrittura si è irrobustita per fare il salto dall’idillio all’ego. sinisgalli parla di

due termini, discorso legato ai contenuti della poesia che essendo nata in un contesto poco

letterario ma legato alla fabbrica S produce una letteratura impura, la letteratura di fabbrica è

impura non perche sia sporca ma perche abbandona i contenuti tradizionali.

poesia pura e poesia impura (galilei, leopardi, leonardo da vinci).

la bellezza dell’idillio, qualcosa che si contempla che ci da sensazione di quiete e pace, l’epos

invece è il guerreggiare.

Narnia melascalo è epica non idillio, non è contemplazione idillica, è una battaglia, è un racconto

epico di qualcosa di grandioso e importante. epica trasmette qualcosa di grandioso e importante.

la calandra: macchina buffa e panciuta (disegno n2). ritratto n5, immagini iconiche di sinisgalli che

ha disegnato pensando a quello che ha visto

Ritratti di macchine -> disegni di macchine fatti con squadre e compassi, ritratti irreali, conoscenza

molto limitata. termini: membratura, digestione-> termini di linguaggio biologico del corpo umano

per riferirsi alle macchine, le macchine sono come il corpo umano che contengono qualcosa di

simile al corpo umano. certi poeti si sono fatti commuovere, i poeti hanno bisogno di credere nei

mostri. il testo parte da quando lui studiava a roma e disegnava macchine: ha capito che le

macchine sono come luoomo, interpretazione umanizzante dell machine. anche loro subiscono il

tempo, invecchiano, sono sottoposte a queste regole della vita come gli uomini, sono costruite a

nostra imagine e somiglianza, noi siamo come dio che ha creato l’uomo a suo immagine e

somiglianza. le macchine sono come gli uomini, si stancano, soffrono, si ammalano-> questo è

quello he S ha colto quando ha visto le macchine facendo una visita in macchina che ha portato a

questi disegni e ha prodotto a questa concezione. i poeti hanno avuto paura delle machine come 5

mostri, come nemiche dell’uomo in realtà le macchine non sono contrapposte allumo ma sono la

nostra proceaizone, facciamo fare all macchine quello che vorremmo fare noi ma nn possiamo,

affidiamo ad esse quello che non possiamo far enoi. aver guardato le macchine a riposo significa

che sinisgalli visitaquesta fabbrica nelle ore di riposo e coglie le macchine non quando lavorano

ma quando stanno ferme, mostrano l’umanizzazione delle macchine, sono le nostre stesse figlie,

figlie della nostra intelligenza, le macchine sono la copia di noi. discorso molto leonardesco

(leonardo da vinci, milanese) concezione-> l’uomo è un movimento di machine e le macchine sono

il trasferire in attributi meccanici elementi umani ( non possiamo volare e allora costruiamo

macchine che possano volare o nuotare)-> intelligenza umana che raggiunge il massimo livello

fabbricando qualcosa che è prolungamento della nostra intelligenza, inc questo modo le macchine

non sono più nemico dell’uomo.

macchine stupide: ripetono gesti

machine intelligenti: sono macchine pensanti (pc)

chiave di lettura di S molto originale perche rovescia una concezione secolare sul qual si pensa

che le macchine sono in antitesi con l’uomo.

macchine inutili: non servono a niente, non hanno nessuna praticità, macchina funzionante ma

inutile ex leonardo da vinci che ha costruito macchine che nn potevano funzionare senza motore->

sono macchine nate in tempi in cui non cera ancora il motore. la mente umana ha bisogno di

essere creativa e di intentare.

leonardo per creare macchine inutili ha dovuto oltrepassare il Po, prima invece si divertiva a

fabbricare macchine inutili ma affascinanti (sotto il po è mediterraneo dove la machine utili non

servono, non ci sono fabbrice)-> non per forza deve funzionare ma è arte, creatività. perche uomo

scrive, disegan, compone musica? serve perche aggiungequalcosa alla bellezza del mondo.

le machine fanno male, vanno abolite, sono nemiche delluomo infatti il marxismo ha teorizzato non

la distruzione delle macchine ma he luom che ha vissuto a contatto con le macchine è infelice ma

cera questa distinzione, la natura e l’artificialità delle macchine. la visione di S è discontinu,a tutto

l’uomo fatica, le macchine sono il frutto dell’intelligenza-> visione originale.

S abbandonerà la società dell’linoleum.

uno dei più famosi manifesti pubblicitari dell’olivetti si chiama la ROSA NEL CALAMAIO-> (video

LUPO su internet che spiega la rosa nel calamaio: rappresenta continuità, rosa è come donna,

donna e macchina da scrivere sono elementi che andranno sempre insieme, macchina da scrivere

diventa elemento sognato come la donna, non tutto quello che appartiene al vecchio mondo va

perduto, la fabbrica è un luogo di poesia e di bellezza)

1939 manifesto che è rivoluzionario, qualcosa di interessante perche pubblicizza una macchina da

scrivere ma è anomalo da altri manifesti, il prodotto da vendere non è posto in primo piano, qui se

non scrivesse olivetti non si capirebbe il vero senso della pubb, qui si suggerisce un linguaggio

poetico: l mondo dell penne stilografiche è un mondo che sta finendo,perche la scrittura a mano

viene sostituita con la scrittura meccanica-> ti suggerisco questo passaggio con la figura delle

penne stilografiche che sono messe a riposo perche non sono più importanti, il calamaio non serve

più a niente ma noi non li buttiamo, li utilizziamo mettendoci una rosa dentro per conservarlo->

vecchio mondo che non viene eliminato e i calamai diventano porta fiori, e i fiori (rosa) entra dentro

l’immaginario di una fabbrica meccanica, dentro l fabbrica c’è posto per i porta fiori-> non è vero

che la fabbrica è solo abbrutimento ma si conserva il vecchio mondo che va conservato e

mantenuto in un mondo di ricordi e poetico. pubblicità NON GRIDATA= la pub gridata è osessiva,

sbattere il prodotto davanti agli occhi, quella NON GRIDATA è suggerita, p sussurrata= vendo

macchine da scrivere ma il mio interesse non è quello di fartele vedere ma voglio farti un discorso

allusivo, allegorico-> tema rapporto fabbrica e fiori che cntnuera sempre, carattere distintivo di

olivetti.

STUDIO 42: pub macchine da scrivere. MANI, PENSARE CON LE MANI, discorso di un mondo

artigianale mondo che usa le mani e attraverso le mani fabbrica oggetti (artigiano, sarto,

falegname, pensano con le mani) il pensare con le mani è l0icona del mondo artigianale. dilemma

della fabbrica, organizzazione scientifica del lavoro è conservare un artigianalità. dobbiamo far min

modo tale che il prodotto che esca della fabbrica deve conservare una certa artigianlità, deve

essere un prodotto in serie ma conservare una certa artigianalità, ma la standardizzaizone

abbassa la qualità. allora come creare un prodotto industriale ma che non abbia perduto 6

l’artigianlati? allora si scrive questo pensare con le mani per conservare l’artigianalità-> si produce

con l’idea di far eun prodotto che abbia delle qualità artigianali.

MACCHINE DA CALCOLO: mette un pallotoliere, abaco, con dentro i fiori.

NUMBERS: macchina da calcolo

OLIVETTI LETTERA 22: farfalle e uccelli

LEXIKON: FORTINI utilizza linguaggio uccelli legato alla macchina da scrivere, comunica la

leggerezza delle mani, i fiori (la gentilezza della fabbrica)-> macchina che cinguetta, emette un

cinguettio. manifesto che anticipa TWITTER-> una macchina da scrivere può cinguettare, ha un

che di leggero, poetico, veloce come un uccello.

OLIVETTI ha riempito la fabbrica di poetica e artisti piuttosto che di tecnici, ingegneri e tecnici->

ma se ho bisogno di risolvere un problema che nasce sul momento ho bisogno del tecnico ma

siccome io sono un industriale e devo capire dove andrà il mondo, l’ingegnere non me lo sa dire

perche lui è applicativo, un poeta è in grado di intuire dove andrà il mondo e come sarà.

l’ingegnere ha una visione tecnica, il poeta è visionario, è artista. fortini ha intuito che il mondo

sarebbe andata verso il cinguettio.

VETRINE OLIVETTI A MILANO: si racconta che goni lunedì le persone si fermavano a guardare

queste vetrine per ammirare la novità, in tute queste vetrine c’erano macchine da scrivere ma non

erano poste sotto l’attenzione del visitatore erano messe in secondo piano, più importante p il

linguaggio poetico che c’è dietro. erano come degli atelier. attratti non da macchine da scrivere ma

da oggetti volanti. in alto si riproduce una macchina da scrivere e anziché metter ere bacchette

delle lettere hanno messo i pennini, torna idea di mettere in dialogo mondo ella vecchia scrittura

con nuova scrittura, non c’è frattura o cesura invalicabile ma dialogo, trasfondersi di immagini

nozioni e poesia che dalla vecchia scrittura arriva la nuova scrittura. 08/03/17

SINISGALLI “CALCOLATRICI”: le macchine sarebbero stupide perche ripetono e la loro stupidita

sta nell essere inferiore agli uomini. Testo prima della guerra legato alla stagione in cu sinisgalli

definisce matrimonio con l industria. Le macchine calcolatrici sono macchine intelligente.

Immagine: MACCHINE DA CALCOLO(1947). Esistono macchine stupide e macchine intalligenti

che pensano, le macchine pero non possono e non devono pensare ma perche? Noi abbiamo

costruito le macchine per obbedire ai nostri bisogni, abbiamo trasgredito alle macchine ciò che l

uomo non sa fare. Le macchine pensanti sono capaci di eseguire calcoli e rispetto al cervello

umano fanno le cose di fretta, fanno prima le cose, piu veloce e piu preciso ma non è detto che

pensino. Ma quando le macchine pensano? Quando si rompono, quando non funzionano piu

quando si rifiutano si fare quello che devono fare. Questo è paradossale: una macchine esegue i

calcoli piu veloci dell uomo ma non ha la liberta di pensare. Pensa quando si rifiuta di pensare

come vuole l uomo. Se le macchine pensano saremmo circondati da un mondo che non funziona

piu. la mente umana via via che passano gli anni non sa piu calcolare. Affidiamo le nostre virtu alle

macchine. Ci liberiamo della capacita di remembrare e la affidiamo alle macchine. Le macchine

pensaono e ci scordiamo di cosa si pensa e come si pensa. La matematica procede per sintesi e

per quetso la macchina che fa i calcoli è veloce perche è sintetica. Le cose piu compelsse si

riducono a combinazioni di cose sempllici. La macchina è costretta a non sbagliare, non si perde

dietro le ipotesi. La macchinaè costretta a non sbagliare fabbrica risultati. le ipotesi appartengonio

al linguaggio del cervello della fantasia, mentre la macchiana non devev fare altro che dare

risultati. Quando scriviamo salviamo dalla dimenticanza. Accumuliamo dati e li salviamo dalla

dimenticanza dal pericolo di dimenticare cio che abbiamo fatto. La lotta dell uomo è una guerra dall

oblio. Noi stessi doabbiamo essere salvati attraverso cio che abbiamo a intasellare in queste

macchine. Prima ricordavamo tutto. Anche le macchine pensanti sono stupide. Sinisgalli eredita

questo discorso da leonardo da vinci cheb è uno di quelli che rifleteva sulla memoria, cercava di

memoriczzare gesti degli uccelli. Le macchine di leonardo non nascono soltanto dall intelligenza

ma anche dalla memoria, memorizzava i movimenti degli uccelli dei pesci. Nel 53 sinidgalli da

origine a una rivista “Civilta delle macchine”: la civilta delle amcchine è nuova rispetto a quella

della terra.

PIRELLI (1951); la rivista nasce dall indomani della guerra, quando sinisgalli torna a milano

chiamato da un capitano dell’industria Luraghi. Nel 48nasce Pirelli con l’ obiettivo di pubblicizzare i

7

prodotti, cioe far capire quale fosse la pirelli e quale fosse lo spirito della Pirelli,la pirelli investe in

questa rivista perche vuole dar eun immagine di se. Alla guida della rivista sinisgalli pensa di

realizzare un progetto. La riviera ligura fondata da due fratelli poeti che avevno uno zio che

produceva olio e chiedono soldi per creare una rivista, di poesia, questa non è una rivista

aziendale ma è la prima rivista a sponsorizzare. La finalita della rivista Pirelli è fare pubblicita,

quindi si raccontano all esterno ma in modo tale che queste pagine diventino un luogo del dibattito

tra il mondo delle macchine e il mondo estreno della cultura; poeti, scrittori, giornalisti. Pirelli

poteva diventare una rivista dove ci scrivono sia i tecnici che i pittori, un luogo che accoglie le arti

discipline. Le due culture: quella umanistica e la scienza, in quegli anni si ragiona se le due culture

fossero concigliabili, pirelli voleva diventare una rivista delle due culture cheaccoglieva le voci del

dialogo di una parlare attraverso la poesia e la scienza. Una rivista si aziendale ma anche letterale.

Prima le riviste erano monotone ci scrivivenoi tecnici. Accanto alla fima degli scineziati abbiamo la

firma degli scrittori. lunedì 13 marzo 2017

LURAGHI capitano d’azienda che ha lavorato con sinisgalli che ha sviluppato il tema della

rivoluzione industriale.

per sinisgalli essere legato alla fabbrica significa

rivista PIRELLI, fotografia di alberto pirelli, produzione degli pneumatici.

pirelli è una rivista aziendale, nato con l’idea di fare pubblciita, cioè di far conoscere all’esterno i

prodotti pirelli: pneumatici e tutto quello che si ha a che fare con la gomma.

pirelli segna una certa discontinuità con il modo i fare di riviste aziendali fino a quel momento che

erano delle riviste pubblicitarie. lìorignilaità di pirelli sta nel fatto che sinisgalli chiama a collaborare

per questa rivista persone insolite, che non avrebbero mai lavorato per una rivista del genere.

diventa un campo su cui si esercitano altre penne, altri autori. sinisgalli è consapevole di questa

cosa portando avanti il progetto abbandonando pero 5 anni dopo.

ARTICOLO: DI SINISGALLI DOVE parla degli operai-> la fabbrica è chiesa per molte ragioni,

perche innanzitutto è enorme, la grandezza della fabbrica evoca la grandezza di una cattedrae. la

fabbrica è la chiesa della nuova religione, la religione del nostro tempo che è il capitalismo, la

produzione industriale. la fabbrica è il luogo dove si svolgono le funzioni di questa nuova religione,

la religione del lavoro che ha una sua dignità e delle sue regole. in questo tema della fabbrica

chiesa ci vediamo la religiosità del capitalismo, sentire il capitalismo come la religione del nuovo

tempo, maniera di interpretare il lavoro in termini sacrali, anche il lavoro ha una sua sacralità. c’è

linea di unepoca che va sempre più assimilandosi lungo le traiettorie del mondo protestante, nord

europa (INGHILTERRA, germania, olanda dove il lavoro assume un importanza strategica) c’è

differenza nella visione.

sinisgalli non appartiene al nord europa, è nato in basilicata. il problema di sinisgalli non è il

capitalismo ma è una visione d una civiltà artigianale. la fabbrica è un luogo rituale perche è un

luogo dove si realizzano le aspirazioni del nuovo artigiano, la fabbrica è una chiesa, si entra senza

il cappello, si guardano i movimenti come se si guardassero i riti. si parte da bruco e si arriva alla

farfalla, il caos iniziale del mondo attraverso il lavoro in fabbrica viene a maturare l’ordine

attraverso il disordine, tutto assume l’aspetto di una ordinata.

la fabbrica prolifica, la macchina moltiplica oggetti, è una donna che fa molti figli.

la macchina non può sbagliare, non si deve fermare, non può riflettere.

le macchine non pensano e non devono pensare, obbediscono a movimenti chiudendo gli occhi. le

macchine lavorano a memoria, non devono aprire gli occhi e non devono vedere che chi le sta

comandando ha gli occhi chiusi perche si è addormentato.

le macchine hanno bisogno di un padrone.

la macchina partorisce l’uomo deve assisterlo.

l’uomo non si annulla davanti alle macchine, non perde la sua riconoscibilità, sente di fare un

lavoro necessario.

il pentimento: la macchina trova pentimento quando il pentirsi è un’espressione, un segno, del

pensare. la macchina che si pente prova rimorso e senimento, ha una sua funzione umana.

sinisgalli ci mostra un lato umanizzato delle macchine (le assimila alle donne, metter al mondo figli,

respirano)+ processo di assimilazione della macchine alle virtù e ai difetti umani (macchin che

respire, riflette, soffrono). 8

1948-52-> ARTICOLO dove sinisgalli se ne va.

nomi di intellettuali legali al mondo della scienza

la nostra letteratura è impastata di oratoria e di storia: è un cultura che non ha mai tenuto conto

della scienz, della cultura, della tecnica. ha sempre guardato con sospetto l’universo tecnologico e

scientifico, tutte le persone che appartenevano al mondo dellascienza. non ha mai fatto rporpio le

suggestioni che arrivavano dal mondo della scienza. per cui il tempo degli intellettuali contaminati

che son stati a metà tra scienza e cultura umanistica, è un tempo assolutamente lontano.

se gli scienziati pensassero che scrivere non era un’operazione secondaria e se dalla’ltra parte gli

scrittori si aprissero alle abilità della scienza potrebbe sorgere una nuova concordia tra le

inquietudini e le stanchezze-> tempo stanco e inquieto.

se i letterati si aprissero lla scienza e gli scienziati pensassero che scrivere non è inutile si

potrebbe aprire una nuova allenza, una cultura che nasca dall’incontro delle cosiddette due culture

da sempre contrapposte tra di loro: scienza e umanesimo. entrambi si guardano con sospetto. non

si sono mai parlati, ma se cominciassero a parlare e cominciassero a scoprire l’utilità dell’altro

nascerebbe una nuova stagione. la stagione di sinisgalli si chiama il PROBLEMA DELLE

CULTURE, come è possibile far dialogare le due culture?

VIDEO LUPO: sinisgalli è poeta e ingegnere, ha creduto nelle chance che industria poteva dare.

rivista opera più importante perche non è solo rivista aziendale ma contiene un idea che va al di la

delle riviste pubblicitarie. città delle macchine si prefigge di realizzare una commistione, innesto->

innestare la cultura aziendale sopra una cultura legata alla terra.

sinsigalli invia i poeti nelle fabbriche, non c’è nulla di più semplice per realizzare questo innesto se

non avvicinare i poeti alle macchine. questa idea è l’asse portante id questa rivista.

che cosa rimane dellì’esperienza delle civiltà delle macchine? rimane un’immensa esperienza

positiva, gli scrittori visitano le macchine e tornano a casa con un’aria svagata, si sono divertiti ma

hanno anche mancato l’appuntamento, non hanno compreso fino in fondo lo spirito di queste

macchine, hanno solo avuto un’emozione ingenua.

la civiltà dell’uomo ha replicato se stessa fino alla meta del ‘900,il mondo è stato immobile, non si è

modificato, si è replicato. ciò che è accaduto in italia tra gli anni 40 e 60 è successo qualcosa di

spettacolare: tutto si è modificato. come dobbiamo considerare il progresso?come dobbiamo

vedere l’arrivo delle macchine? le macchine rappresentano un elemento di disturbo che rovinano il

paesaggio, prima reazione negativa, ci si pone in contrapposizione. quando le macchine sono

entrate nella vita dell’uomo sono state rifiutate ecco perche la cultura dei poeti e scrittori non si

sono mai fidati della tecnologia. questo spiega perche Leonardo è passato alla storia come genio

imìncompreso perche apparteneva ad entrambi i mondi, era artista ma anche ingegnere, botanico

e chimico. posizione anomala, da che parte stai? era un po nel mondo umanistico e un po in quello

scientifico uguale a Galilei.

Dante è un poeta completo, si occupa di tutto, dante è un poeta contaminato, petrarca si occupa

solo di poesia e ella cultura italiana vince Petrarca e non dante_> quindi la nostra tradizione

letteraria non è scientifica._

Primo Levi è_ scienziato e chimico. la sua letteratura passa attraverso la chimica, esegue un

linguaggio che è delle formule chimiche.

Calvino si è illuso di pensare alla scienza come un magazzino di argomenti nuovi-> calvino è

antimoderno.

civiltà delle macchine nasce da questo progetto di discontinuità, siamo impregnati di un altro

linguaggio e di un’altra cultura. ma il progresso ci circonda, è intorno a noi, come è possibile che i

letterati lo ignori? testi fondati su un immaginario vecchio.

civiltà delle macchine nasce per spalancare le porte che ci immettono in quei luoghi dove esistono

e nuove realta, spalancare queste porte ai letterati e poeti e far capire loro che la loro poesia non si

contamina anzi diventa più forte. creare commistione= su un albero di mele innesti un albero di

mele: innestare una nuova cultura tecnologica e scientifica sopra la vecchia cultura lirica.

apriamo l porte delle industrie e delle officine a persone che non hanno mai voluto conoscere

questo mondo 9

ogni un mese sinisgalli prende in carica un poeta o pittore di andare a visitare una fabbrica per

riportargli quello che ha visto, facendo una cronaca per poi essere pubblicata in questa rivista->

servono a creare un genere letterario delle visite in fabbrica.

COPERTINA PRIMO NUMERO: nasce con immagini dei disegni sul volo di leonardo da vinci.

perche sceglie queste immagini? 1953, cinque centenario della nascita di leonardo + mostra

dedicata a leonardo+ la rivista in questo modo elegge il padre, esce da qua, ci ha battezzati

leonardo, proprio lui perche è un uomo delle due culture dove convivono tante curiosità

enciclopediche. si occupa e si interessa di tutto. transita da scienza a umanesimo con libert.

modello a cui si ispira questa rivista.

civiltà delle macchine 2,3-> disegni di canali e circuiti

visite in fabbrica-> cronaca del letterato mandato nelle fabbriche, immagini che accompagnano le

diverse visite in fabbrica che riproducono il clima delle aziende

UNGARETTI LETTERA: sinisgalli incarica ungaretti di scrivere l’articolo che inaugura la rivista.

le macchine, la memoria e il ritmo-> cose che U elenca in questo inizio di lettera.

la macchina lavora secondo un certo ritmo, ha una sua cadenza. qualsiasi macchina quando

lavora bene ha un ritmo, un suo cuore, conserva nel suo funzionare un ritmo.

perch run poeta sottolinea questo aspetto? perche la poesia è ritmo, endecasillabo, settenario,

novenario. le macchine ricordano il ritmo poetico, ricordano il ritmo e la poesia.

abbiamo cercato di ricordare i nostri attributi con le macchine (aerei come il ricordo di quello che

sapevamo fare o proiezione di quello che volevamo fare memorizzando le azioni degli uccelli),

eravamo pesci perche sapevamo registrare nel liquido ma ci siamo scordati come fare cosi

abbiamo creato macchine che ci ricordassero queste caratteristiche, macchine= frutto di qualcosa

che ci è appartenuto o avremmo voluto che ci appartenesee. abbiamo memorizzato ciò che c’è

stato intorno. macchina riproduce la memoria che noi abbiamo catturato osservando la natur. le

macchine sono figlie della nostra memoria ma sono anche in antinomia con essa perche noi

quando abbiamo creato le macchine dimentichiamo quello che vorremmo far e affidiamo la nostra

memoria alle macchine (ex telefoni che sono enormi magazzini di memoria, ci dimentichiamo

quello che andiamo ad immagazzinare li dentro, non riusciamo a tenere a mente tutti questi dati

che scarichiamo nei pc, noi ci scordiamo e riempiamo la memoria di queste macchine, deleghiamo

la nostra memoria a quelle macchine). la macchina ha eroso la nostra memoria togliendoci quello

che ci apparteneva e abbiamo volontariamente dimenticato. la macchina ci sottrae virtù e

moemroia. uomo si è impoverito affidandosi alle macchine. mercoledì 15 marzo 2017

facciamo in modo tale che i poeti hanno dimestichezza con le fabbirche-> mandiamoli in fabbrica

L’ANIMA MECCANICA: le macchine hanno un’anima, va ad imitare l’anima delle macchine che

sarebbe dovuto essere l’aspetto più facilmente colto dai poeti che sono umanisti e guardano

lanima. le macchine hanno un’anima. queste visite sono state un FALLIMENTO, UN’OCCASIONE

MANCATA perche cosa farebbe una persona che vuole cogliere l’occasione? cercherebbe di

capire le macchine e non rimanere alla superficie del rapporto.

i poeti sono come dei bambini incantati come bambini che hanno al lunapark, il termine incanto è

una maniera per continuare a credere nel miracolo della vita. le macchine sono una proiezione

della nostra intelligenza e quindi esaltazione di quelle qualità che uomo ha cercato di manifestare

nella civiltà della terra. le macchine sono proiezioni tipiche della mente. costruiamo macchine che

ci permettano di fare quello che non potremmo fare che la natura ci impedisce. le macchine

aggiungono all’uomo che l’uomo non ha. soddisfano i desideri degli uomini e concorrono alle

nostre qualità.

prima cronaca GIORGIO CAPRONI: poeta e pittore -> colpisce il fatto che caproni si sente

un’estraneo, il luogo che sta visitando cioè i cantieri dell’ansaldo, ha gli occhi sgranati di

meraviglia, tutto per lui è immenso. ad un certo punto poi afferma: che non conosce i nomi degli

oggetti e quindi di ciò che gli sta attorno. per un poeta è un fallimento, si sente ad uno stato

primitivo, è un nuovo adamo. il poeta dichiara di essere incapace di sapere, di capir,e non conosce

i termini e gli oggetti. quando è uscito da questa visita ha preso il suo vocabolario e l’ha gettato nel

mare= igine simbolica= io conosco quel bacino di parole che mi hanno permesso di diventare 10

poeta ma non mi è stato utile qui dentro e non mi ha consentito di comprendere e decodificare i

termini e gli oggetti di questo nuovo mondo, qui non ha vocabolario che gli permette di capirlo.

sensazione che giorgio caproni ricava_> capisce i limiti di essere poeta e di essere in ritardo

enorme nei confronti di questo nuovo mondo e del suo essere poeta.

si è frantumata l’unita dei saperi e la specificità della letteratura, della poesia che comincia con

petrarca ha creato un solco con il mondo delle macchine e della tecnologia, e questo è grave.

il 900 avrebbe potuto colmare questo solco, sarebbe potuto essere il grande secolo in cui il solco si

sarebbe risanato invece il dilemma delle due culture continua a perseguitare il poeta.

cornaca di DOMENICA CANTATORE: pittore pugliese. quasimodo era poeta siciliano vincitore del

premio nobel della letteratura del 68.

pittore che scrive un testo dove nulla è casuale. lettura irreale di un luogo che è fatto di oggetti

pesanti e rumorosi, gravi e invece diventano fantastici giocattoli.

il mondo ludico e infantile, lo sguardo infantile-> giocare con la fantasia.

le macchine possono diventare assurde figurazioni. ho guardato le macchine come se avessi

guardato un oggetto come se lo dovessi inserire in una natura morta, come se guardassi altri

elementi naturali come un tavolo, una brocca.

non mi interessava il funzionamento, l’utilità ma li ho guardati come oggetti, non è un tipo di

sguardo come leonardo da vinci ma alla marinetti.

cantatore guarda le macchine sotto un aspetto estetico, è marinettiano, non guarda il

funzionamento.

le sagome dei grandi macchinari sembravano dei mostri. continua a guardare ciò che vede

assimilandolo ai quadri. luce e colore non può mancare in un pittore.

il pittore emerge, questo mondo gli sembra caravaggio che ama il mondo oscuro e torbido con

qualche luce. aspetto che un pittore come C restituisce in questa fonderia è un ambiente cupo,

infernale, scena caravaggesca che h a che fare con un mondo più oscurale che chiaro.

ma C non ha colto e capito l’anima di quel luogo se non in modo superficiale.

poteva essere veramente il momento in cui i pittori e poeti potevano pacificarsi con la scienza e

invece rimane solo una lettura superficiale fanciullesca e fantasisoa.

quindi se una rivista coem civiltà delle macchine carica di queste ambizioni non riesce a realizzare

questo innesto davvero il tema delle due culture rimane fallito e le due culture continueranno a non

parlarsi mai.

la letteratura nata dal racconto della fabbrica è una letteratura fallimentare perche non è riuscita a

cogliere l’obiettivo.

IL GATTO SELVATICO: rivista dell’eni fondata nel 55 e chiusa nel 64-> azienda degli idrocarburi

guidata da enrico mattei, uomo anche avventuroso. eni guidata da enrico mattei.

mattei era un esempio in cui il capitalismo investe in cultura e anche in altre cose.

tra gatto selvatico e città di machina il lavoro è diverso.

bertolucci pur essendo poeta si limita a cogliere nella sua rivista le impressioni dei poeti.

fa una rivista più letteraria che tecnica quindi rispetto a città di macchine e pirelli ha un tasso

minore di lemeneit legati alla tecnica perche tende di organizzare le pagine di questa rivista per

farne sempre di più una rivista letteraria e meno tecnica.

la maggioranza degli articoli raccolti verte sulle macchine e sul tema del viaggio. ha molto a che

vedere con i prodotti pubblicizzati.

forse il gatto selvatico ha intercettato il boom economico più di città delle macchine perche questa

era una rivista delle due culture mentre l’altra ha lmabizione di raccontare l’Italia che nasce e che è

nuova, segno di una democrazia. 20/03/2017

Carlo Emilio Gadda, La centrale di Cornigliano. Gadda è l'ingegnere del 900, che con sinisgalli, ha

reagito all'industria in maniera diametralmente opposta. Mentre sinisgalli non ha mai dimenticato di

essere ingegnere, per lui le due vocazioni sono continuate ad essere vive, sinisgalli è un

intellettuale anfibio poeta e ingegnere e quando svolge funzioni dell'uno e dell'altro non dimentica

di essere l'una e l'altra cosa. Gadda è ingegnere, quadrato, che ha avuto un fratello morto in 11

guerra, ha fatto anche lui guerra mondiale ma ha continuato a sentire senso di colpa. Gadda

lavora nell'industria, lavora in sud america e da questa esperienza nasce la fascinazione

americana . Gadda lavora per l'industria ma odia tutto ciò che è tecnologico e fugge da ciò

buttandosi nel mondo della letteratura, interpretandolo come mondo di grande libertà. Fabbrica =

prigione. Scrivere un libro è come costruire una cattedrale. Si sbizzarrisce inventando dei testi

particolarissimi, ma ha un difetto: avrebbe potuto costruire cattedrali, perché ha forza di gareggiare

con grande narrativa europea. Lui costruisce cattedrale completa, ma arrivato al momento finale di

metterci la tegola sul tetto, si ferma. Lui è uno strepitoso scrittore di libri non finiti. Quando gadda

non finisce opera: dichiara fallimento di mettere ordine nel disordine. Lui percepisce il caos. Tipo

la Cognizione del dolore non è finito. Il Pasticciaccio è un giallo e non finisce neanche questo. Lui

si prende gioco di questo meccanismo narratologico, soprattutto il giallo. Siccome lui crede che la

realtà sia un grande labirinto, è una matassa i cui fili non si possono sciogliere e quando si trova di

fronte al groviglio, non lo risolve. Lui si arrende al labirinto. Calvino in un saggio del 62 " La resa al

labirinto", Gadda si arrende al labirinto, io invece lo sfido. Le storie di Gadda sono forti, corali,

grande sinfonie. Quando scrive di fabbrica, diventa il più monotono scrittore. La centrale di

Cornigliano è il testo più grigio, monotono testo. È preciso, acuminato, pedante. Le altre visite in

fabbrica sono più leggere, divertenti, ludiche. Questa di Gadda è l'unica noiosa, tecnicamente

adeguata ma è noiosa perché lui quando torna dalla fabbrica odia ciò che vede.

Perché nessuno scrittore ha parlato di una borghesia (imprenditoriale) in italia? A noi è mancato il

grande romanzo sulla borghesia come quello di Thomas Mann. Un motivo potrebbe essere che dal

45 in poi scrittori italiani ideologici, schierati con il marxismo, odiano la borghesia à classe sociale

antitetica ai presupposti ideologici del marxismo. Esso ha guardato o contadini o operai, classi dei

conflitti. Loro si ribellano alla nobiltà agraria . chi ha detto che la fabbrica è luogo di conflitto?

Conveniva guardarla così. Gli scrittori schierati con il marxismo si sono ribellati a questa borghesia.

Non hanno raccontato storie di famiglie che comunque hanno fatto la storia d'italia i borghesi non

ci sono. Non siamo popolo capace di raccontare le grandi narrazioni. Manzoni poteva farlo, ma

non lha fatto. Verga lo fa e sbaglia.

(video sulla comunità) Comunità termine francese.

Olivetti pensava di crere un mondo dove fabbrica al centro e tutta la vita degli uomini intorno per

questo si parla di fabbrica comunità. Fabbrica come motore culturale. Le due grandi anime della

nazione si instaurano nella comunità. Gli studiosi parlando di una terza via : mondo di comunità sta

a metà tra i due grandi sistemi politic ( guerra fredda) e due pensieri economici ( cristianesimo e il

liberismo ) . olivetti pensa di dare questo nome a una rivista, a un partito politico. immagine

comunità rappresentata da campana, che è scoperta negli annni 30 e diventata luogo di comunità

aveva cartiglio, in cui c'era scritto civiltà umana. La campana che suona sveglia dal torpore di

quel momento e andare verso progetto di vita a portata di mano.

Campana con "Humana civilitas" insegna di tutto ciò che attiene all'olivettismo. Comunità nome

della rivista (46-92), nome del movimento politico che olivetti fonda nel 48. Azienda finanzia una

rivista, un partito politico e una casa editrice. Fabbrica è grande motore che costruire civiltà

umana, contribuisce ad edificare una civiltà umana. Civiltà con particolari caratteristiche . il

padrone e operaio con distanza enorme. Tutta la produzione sulla condizione operaia ha a che

fare con questa distanza. Con olivetti parliamo di un'altra fabbrica, una delle più impo per quanto

riguarda discorsi culturali, infatti esiste lo stile Olivetti. Stile ben riconoscibile, tipo manifesto della

rosa nel calamaio. C'è gentilizza, discorso, programma. Olivetti fotografato davanti ad un corpo di

fabbrica ad Ivrea, una piccolissima cittadina a nord del piemonte. Antitetica a torino, dove c'era fiat

con modello paternalista, ti do da mangiare e tu devi esserne grato. Non esiste letteratura legata

alla Fiat. Non esiste rivista Fiat perché modello d'azienda fiat non ha creduto nella cultura.

Olivetti negli anni in cui diventa presidente dell'azienda negli anni 30, che viene fondata dal padre,

non appena prende in mano redini dell'azienda, chiama i poeti a lavoare sinisgalli primo degli

intellettuali convocati nella sua azienda . lui chiama a collaborare con la sua azienda Franco

Fortini, Volponi, Giancarlo Buzzi, il vice presidente dell'azienda Geno Pampaloni; le redini

dell'azienda quindi in mano ai poeti , scrittori e artisti. Una volta ad Olivetti chiedono perché

circondato da poeti? Il poeta, ll'artista ha capacità in più rispetto al tecnico, di capire dove andrà il

mondo. Mentre il tecnico guarda la realtà e il presente, non si chiede dove andrà il mondo. Il

tecnico serve per risolvere problemi applicativi, non ha capacità visionaria. Nel 55 inaugura un 12

corpo di fabbrica a Pozzuoli vicino Napoli, nasce Donnarumma all'assalto. Pronuncia discorso

famoso "Ai lavoratori di Pozzuoli" e Olivetti si chiede " qual è la vocazione di una fabbrica?

Possiamo pensare che la vocazione di una fabbrica sia semplicemente il profitto? Non è solo il

denaro. Questa domanda che olivetti fa agli operai. Chi imprenditore sognerebbe di dire oggi c'è

una vocazione diversa rispetto al profitto.

Fabbrica Olivetti ( fine anni Trenta) di vetro. Moderno. Fabbriche in quell'epoca considerate scatole

di mattone, grigie, con i tetti a sega . con la fabbrica di vetro si cambia concezione fabbrica, non

più luogo grigio ma luminoso. Trasparente con due qualità:: 1 luminosità, 2 trasparenza. La

fabbrica è misteriosa perché inaccessibile. Olivetti parlava di fabbrica come comunità e questa è

una maniera per creare dialogo tra interno esterno, deve essere corpo non estraneo al territori,il

cuore del territorio, intorno alla fabbrica deve costruire un tessuto di relazioni personali. Il problema

delle fabbriche moderne è quello della personalizzazione.

si presenta con altre caratteristiche dunque, fabbrica moderna che fa scalpore perché applica le

virtù teologali di cui parlava Courbusier (vetro, ferro, cemento).

(Fabbrica di Pozzuoli che sembra un villaggio, in armonia con il paesaggio, golfo di napoli).

Tornando all'Humana Civilitas , Olivetti non crede nella fabbrica come motore produttore di profitto,

i prodotti Olivetti erano venduti in tutto il mondo ma l'obiettivo non era far soldi. Costruiamo la

civiltà umana. Ci siamo accorti che la civiltà della terra è una civiltà ingiusta, infelice, perché non ci

ha appagato, volevamo essere felici ma lavoro nei campi porta fatica, invece la città è luogo dove

possiamo dare segno di discontinuità rispetto alla natura, dove possiamo realizzarci . Ma in città

dove? Soffitte, scantinati, periferie. Quindi infelice l'uomo nella campagna e infelice nella città,

come raccontano la gran parte della letteratura europea, tipo oliver twist. Vita in città non è così

felice come pensavamo che fosse, restiamo delusi perché condizioni di salute e di vita non sono

così belle come speravamo. Allora condanna dell'uomo, uomo continua a sentirsi infelice. Tipo

Baudelaire . olivetti si pone problema, come possiamo rendere uomo felice? Sappiamo che

fabbriche causano infelicità. Vita delle fabbriche causa di infelicità, allora sforziamoci di pensare a

come risolvere problemi dell'infelicità dell'uomo. Cerchiamo di costruire civiltà industriale che renda

gli uomini felici. Utopia allo stato puro, sono due cose che non possono funzionare insieme. Civiltà

delle macchine è risaputo non crea felicità.

Non c'è rifiuto del moderno, non c'è atteggiamento dell'antimoderno, lui crede nelle macchine e

nella fabbrica ma bisognerebbe correggere errori del moderno. Il moderno ha creato degli errori.

Quindi costruiamo un'idea di civiltà industriale che non sia contro la modernità ma che sia contro

modernaà modernità è una cosa, antimodernità è contrario. Contro modernità invece è un'altra

cosa, èè dire io non rifiuto il moderno, ma propongo idea alternativa di moderno. La mia idea

alternativa è una contro modernità . siamo negli anni del secondo dopo guerra in cui il mondo è

spaccato da due logiche politiche, america e URSS, à guerra fredda. Economia liberista vs

pianificazione sovietica con economia statalizzata. Poi altra conflittualità: evangelismo cristiano vs

liberismo spinto. Conflitto europa del nord e sud. L'italia viaggia su in cristianesimo evangelico che

rifiuta la ricchezza. La nostra civiltà è sul modello di francesco d'assisi. Nel nord europa invece se

sono ricco dio mi ama. Quest è la logica che appartiene a DNA delle nazioni europee. Dentro

questa logica si inserisce la fabbrica/comunità. La comunità: termine che ha a che fare con mondo

religioso , cristianesimo . la logica da cui viene fuori questo termine è una lgica che ha a che fare

con la francia,con una rivista Esprìt Jack Maritain e Mounier, con questi filosofi nasce il discorso

della comunità, del personalismo comunitario tipico del linguaggio dei filosofi francesi. Idea

comunità è un'idea che viene da loro. Comunitarismo oliviettiano deriva da quello francese, da

Mulier e Mariten che fondano Esprìt. mercoledì 22 marzo 2017

Martin dialogo con mondo marxista. olivetti gli chiede di poter pubblicare i suoi libri. accade che

quant tutto sembrava che dovesse andare nella direzione di una comunità. interviene la società

cattolica e padre messine lo attacca duramente accusandolo di ateismo.

fra edizioni comunità e mocelliana, casa editrice schierata molto cattolica, c’era una forte

differenza.

se pubblica in edizioni comunità che era casa editrice laica mariten rischia di essere accusato

ancora di più di ateismo. pubblicare per mocelliana significava dare una immagine di se editoriale

13

diversa rispetto a edizione comunità. martin si vuole accasare a casa editrice che gli dia un titolo

cattolico. la grande figura che ha riabilitato marine per sempre è stato papa Paolo VI (è moderno

perche si pone dall’altro lato, non dai credenti ma dai non credenti, la chiesa ha bisogno di quelli

che non credono).

chiama marinet per essere unico filosofo del concilio come una voce laica.

la modernita sta nella dimensione umana da cui si guarda il cristianesimo, dimensione molto laica.

il libro di martin viene considerato socio comunista. terza via: tra comunismo e cristianesimo

grande progetto politico e nobile che è quello di trovare una soluzione alternativa legata alla cultura

-> marinet.

progetto di olivetti: realizzare attraverso la fabbrica il regno di dio.

passaggio di “citta dell’uomo” nel 60 ultimo libro di olivetti -> la città degli uomini non raggiungerà

mai la città di dio dove c’è dialogo quando si muore. olivetti dice “il lavoro è spirituale, la fabbrica ->

onde la città degli uomini possa avvicinarsi alla città di dio. la città degli uomini deve tendere ad

assomigliare con la città di dio. la fabbrica serve a questo .

abbiamo parlato della fabbrica e delle macchine come mostri, che gli uomini diventassero malati

con le macchine che crea infelici. progetto di cristianesimo utopico. viene scambiato per persona

utopica.

olivetti: “c’è differenza tra i maestri a cui mi sono ispirato e me”, mentre tra munire il personalismo

comunitario è un utopia, io dolio realizzare una utopia concreta (ossimoro), contraddizione.

olivetti vuole concretizzare questo progetto economico che si basa su due temrini: comunità e

persona. quando si parla in termini economici si parla di individui. diff con individuo e perosna.

l’opera non individuo ma peronsa, e fabbrica non è luogo di lavoro ma comunita. quando olivetti

redige il testamento il 25% va a famiglia, la’lto a università, l’altro quarto va alla fabbrica reinvestito

per nuove macchine, e altro agli operai.

FOTO: fabbrica di vetro è l’icona del modello di fabbrica olivetti.

volponi, scrittore di urbino, solo importante in olivetti perche era il responsabile del personale. e

dall’esperienza di volponi esce il memoria 62, quando olivetti è gia morto ed è la storia di una

fabbrica meccanica del canavese ed è storia di un ex contadino che ha fatto la guerra e quando

torna viene assunto in questa fabbrica meccanica che lui continua a dichiarare bellissima. l’operaio

entra a lavorare lo stesso giorno in cui in italia si vota per repubblica o monarchia.

2 giugno 46 italia cessa di essere monarchia e diventa repubblica, democratica. si elegge la

costituente con il parlamento.

lui etra nella realtà della fabbrica nello stesso giorno in cui lui vota per il referendum.

dalla civiltà della terra entra nella civiltà delle macchine.

parallelo tra individuo e civiltà a cui appartiene.

entra nell’avventura dell’industria nel momento in cui cambia stato, tipologia di nazione.

perche un titolo come memoriale? ha un significato religioso: ci fa venire in mente MEMORIa,

qualcosa che deve essere ricordato.

memoriale ci dice che è qualcosa che deve essere ricordato ma secondo una certa liturgia, un

certo rituale. la memoria che si deve ripetere. non una sola volta ma che deve diventare liturgica.

come ricordare la pasqua che ricordiamo sistematicamente e non una sola volta-> memoriale della

passione.

l’italia non è un paese orizzontale, volponi è scrittore appenninico perche si sradica e trova utopia.

volponi si sradica da urbino e trova la sua utopia ad ivrea.

volponi esordisce come poeta e la prima raccolta di volponi è “l’appennino contadino”. nel 60.

racconta l’antropologia dell’Appennino che è un luogo di antropologie, di ritualità, è sacrale.

Volponi è scrittore appenninico, obbedisce a due regole sradicarsi e trovare utopia. Lui è di urbino,

si sradica da urbino e trova utopia ad ivrea. Esordisce come poeta con " L'Appennino contadino",

raccolta in cui racconta antropologia dell'appennino. Luogo di antropologie, ritualità, sacrale . i

mestieri sono raccontati da volponi in termini sacrali. Ci racconta appennino contadino secondo

una ritualità, sacralizzazione della civiltà dell'appennnino. Civiltà da cui proviene è legata alla terra,

e lavoro dei campi. Uomo nella civiltà della terra lavora secondo ritmi che natura gli da. Questa vita

contrasta con vita artificiale. Non c'è più vita scandita secondo regole naturali. Ma secondo regole

artificiali. L'uomo rientra e si affaccia in questa vita artificiale abbandonando quella naturaale , 14


PAGINE

32

PESO

888.42 KB

PUBBLICATO

9 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in linguaggi dei media (Facoltà di Lettere e Filosofia e di Sociologia) (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia96gallo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Lupo Giuseppe.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Letteratura italiana

Letteratura Italiana - Tutto su Dante, Boccaccio, Petrarca, Machiavelli, Ariosto, Tasso
Appunto
Appunti Completi esame Letteratura Italiana LIMED - Roberta Ferro
Appunto
Appunti letteratura italiana
Appunto
Letteratura italiana
Appunto