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MARTINA PITTALIS UNIBO
LETTERATURA ITALIANA
Ariosto, Orlando furioso, canti I, XIX, XXIII, XXIV;
G. Basile, Lo cunto de li cunti, a cura di M. Rak, Milano, Garzanti, 1998 (fiaba I, 5 I, 9; I, 10);
L. Capuana, Profumo, Milano, Mondadori, 1996;
E. Ferrante, L'amore molesto, Roma, Ed. e/o, 1992 e il primo volume dell'Amica geniale, Roma, Ed.
e/o, 2011
M. Mazzucco, Io sono con te. Storia di Brigitte, Torino, Einaudi, 2016;
L. Wadia, Amiche per la pelle, Roma, e/o, 2007 .
L. Michelacci, Il microscopio e l’allucinazione. Luigi Capuana fra letteratura, scienza e anomalia,
Bologna, Pendragon, 2015, pp. 79-115.
E. Comoy Fusaro, La nevrosi tra medicina e letteratura : approccio epistemologico alle malattie
nervose nella narrativa italiana, 1865-1922, Firenze, Polistampa, cap. 1 (disponibile on line tramite il
proxy).
R. Mazzanti, Madri e figlie in Elena Ferrante, in Crispino A. M., Vitale M. (a cura di),
Dell’ambivalenza. Dinamiche di narrazione in Elena Ferrante, Julie Otsuka e Goliarda Sapienza,
Roma, Iacobelli editore, 2016, pp. 88-104
A. Pirri, Elena Ferrante: nomi e corpi ambivalenti, in in Crispino A. M., Vitale M. (a cura di),
Dell’ambivalenza. Dinamiche di narrazione cit., pp. 56-73.
N. Marchais, Dalla difficoltà all'impossibilità di diventare madre nella letteratura femminile
contemporanea, in Madri: figure e figurazioni nella letteratura italiana contemporanea, Avellino,
Sinestesie, 2014, pp. 285-329;
T. De Rogatis, L’amore molesto di Elena Ferrante. Mito classico, riti di iniziazione e identità
femminile, «Allegoria», 69-70, XXVI, 2014, pp. 273-308.
T. de Rogatis, Elena Ferrante. Parole chiave, Roma, E/O, ©2018, pp. 27-54;
U. Fracassa, Nuove frontiere della letteratura italiana della migrazione, in "Scritture migranti", 11
(2017), pp. 231-236;
Leggere il testo e il mondo: vent'anni di scritture della migrazione in Italia, a cura di F. Pezzarossa
Fulvio, I. Rossini, Cueb, 2011, Bologna (pagine scelte).
1
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MARTINA PITTALIS UNIBO 30/09/2019
DONNE CORAGGIOSE, SCRITTURA DI E SU DONNE: ci occuperemo di scrittrici e di
scrittori, ma di scrittori che si occupano di parlare di donne. →
Scrittrici inserite nella Letteratura italiana Zanichelli dalle origini fino alla fine dell’800 7 e di
queste 3 non avevano neanche nome. Le altre quattro erano scrittrici del Rinascimento, epoca in cui
la scrittura viene portata al centro dell’attenzione.
Noi abbiamo in realtà molte scritture a firme femminile anche fino alla fine dell’800 ma abbiamo
ancora molte carte da studiare. → ne L’amore molesto.
Il dialogo sul materno: RAPPORTO MADRE-FIGLIA
Misureremo tutti i problemi legati al materno e al femminile leggendo il primo volume dell’amica
geniale: il materno viene sostituito da un’altra relazione: la SORELLANZA (tra Lila e Lenù) che
discorso sul materno degli anni ‘90. Le madri vengono completamente rifiutate. Le due
sostituisce il
protagoniste vogliono non essere come le madri e uscire dal rione.
Il canone occidentale, Harold Bloom, 1994: in questo libro si definisce il canone occidentale e nel
canone inseriamo quella che è la cultura di un paese.
IL CANONE definisce il nostro bagaglio di conoscenze, che noi apprendiamo durante la scuola
superiore. Quello che è inserito nei programmi scolastici (in prevalenza ministeriali).
Noi con questo corso usciremo dal canone. Non ha senso stabilire oggi una linea di confine così
netta e marcata, non ha più senso parlare di canone. Noi esploreremo quegli elementi di confine che
ci portano a trovare una chiave di lettura inedita (anche in Ariosto).
Ferrante: viene tradotta ed è stata tradotta in tutto il mondo. La si trova in tutte le librerie del mondo.
IL LINGUAGGIO
Quando pariamo di scritture femminili diciamo “letteratura questo è un problema. Anche
femminile”:
nelle istituzioni si sta lavorando molto sul linguaggio di genere. Il linguaggio ha il potere di entrare
nei concetti e modificarli.
Nel 2011 la “Società italiana delle letterate” ha pubblicato gli atti del convegno di Genova che hanno
→
creato un volume che si intitola “L’invenzione delle personagge” hanno creato un neologismo.
Il personaggio indica il personaggio in forma neutra (maschile e femminile). Ma la società italiana
delle letterate ha deciso di coniare questo neologismo per fare una provocazione e aprire il dibattitto
del femminile (lo stesso vale per “letteratura” e “letteratura
critico sulla funzione al femminile”).
→
Maria Rosa Cutrufelli scrittrice contemporanea femminista, interviene nel dibattito prima
esprimendo perplessità e dicendo che “personagge” è un brutto neologismo, ma poi appoggia fino in
fondo quella scelta perché all’interno della letteratura abbiamo queste figure femminili che hanno un
identità talmente forte da stabilire un dialogo con il lettore e quindi sono identità che chiamano
→
direttamente chi legge ha senso quindi stabilire questa altra categoria perché significa andare a
vedere nello specifico l’impegno politico delle scrittrici. L’ultimo suo saggio si intitola “Scritto con
l’inchiostro bianco” (gli scritti delle scrittrici che sono invisibili e hanno meno risonanza rispetto alle
scritture maschili).
Il modo in cui la produzione culturale si manifesta determina anche le nostre scelte.
→
L’ipotesi di Ferrante donne strategia della casa editrice per vendere di più? Perché ora c’è una
maggiore attenzione alle scritture femminili. 2
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MARTINA PITTALIS UNIBO
1. Quali sono i valori universali di moralità e di virtù che sono metastorici ed eterni? Su questo
potremmo discutere all’infinito perché 10 persone hanno una visione diversa del valore universale di
moralità e di virtù sul piano metastorico.
→
2. Cultural production la casa editrice e/o ha messo in piedi un impero enorme. Hanno fondato
anche la e/o Europa. Elena Ferrante ha un sito web che però è solo in inglese, anche se parla di Napoli.
La produzione culturale di questo romanzo è straordinaria.
→
3. I più alti momenti estetici come facciamo a definirlo? In base a quali principi e parametri? Per
oi oggi, dove abbiamo dibattiti che ci portano a confrontarci su esperienze diverse che senso ha
definire dei canoni estetici? Le voci che ascoltiamo oggi sono voci che vengono da situazioni
completamente diverse, è impossibile definire un canone, spezziamo le linee di confine e andiamo a
vedere come funzionano questi testi.
Ci portiamo dietro domande che vengono da tradizioni diverse.
Nel 2000 un gruppo di 50 docenti del mondo accademico statunitense si chiedevano che cosa vuol
dire insegnare. →
“The Madwoman in the Attic” è un lavoro dove si legge la letteratura da una prospettiva diversa.
Possiamo leggere le tradizioni anche andando a vedere che cosa succede da un punto di vista inedito?
Quello che faremo noi sarò proprio guardare la letteratura da una prospettiva diversa, quella
FEMMINILE, sia di chi scrive ma anche delle personagge all’interno dei romanzi.
→
L’IDENTITÀ insisteremo sulla linea di confine che è stabilita a livello storico ma anche a livello
individuale.
Potremmo quindi leggere i testi anche su più livelli. Raccoglieremo con L’amore molesto tuti gli
stimoli (superati) che vengono dal femminismo degli anni 70, il discorso sul materno, e il dibattito
sulla sorellanza (fondamentale perché su questo di gioca anche l’impegni politico di molte scrittrici).
Terremo una linea di lettura obliqua che ci darà una prospettiva diversa.
→
“L’invenzione delle personagge” pubblicato nel 2016 ha un po' cambiato la prospettiva (anche
quella di studi sulla scrittura al femminile) perché ha imposto una nuova definizione.
→
Lo stesso vale per “Oltre canone” una cartografia fella scrittura femminile. Dare una geografia
diversa che ci permette di guardare una tradizione diversa (cosa sarebbe successo se Shakespeare
avesse avuto una sorella?). La prospettiva è quella di guardare a qualcosa di completamente diverso.
3
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MARTINA PITTALIS UNIBO
L’intento non è quello di scrivere un contro-canone ma stabilire una cartografia, che possono anche
porsi come casi unici e quindi non costituire una tradizione. Il nostro obiettivo è quello di lavorare
nelle soglie di vedere in esse.
→ Ritroviamo un’ulteriore segni della
Spivak I SUBALTERNI possono parlare, hanno voce?
scomparsa. La storia delle subalterne viene ancora di più cancellata rispetto a quella dei subalterni.
→
Riferimento alle TRACCE/SEGNI Quello che facciamo è la necessità di ritrovare le tracce. La
storia ufficiale la possono raccontare tutti (documenti) ma se io voglio raccontare la storia di un
mugnaio del 500 come faccio a trovare i documenti? La storia si basa su questo, sulle tracce, sui
documenti. Noi come esseri umani ci raccontiamo come storie, raccontiamo la storia della nostra vita
che solitamente è sistemata in ordine cronologico, la storia ufficiale, che spesso è fatta di eventi
pubblici. Ma quello che forma in realtà la nostra identità è dato anche da tutti quegli elementi che non
vengono verbalizzati, è la nostra sottotraccia che noi non riveliamo. I dati che contano costituiscono
la traccia della nostra identità che si forma su condizioni che sono emozionali e che quindi non
vengono quasi mai verbalizzati.
Questo corso percorre da una parte la traccia della storia della letteratura, abbattendo i canoni.
01/10/2019
IL CANONE: per noi non ha più senso, è molto in movimento. Noi andremo a vedere gli elementi
che stanno fuori dal canone, che stanno oltre-canone. Noi andremo a vedere le donne che hanno uno
sguardo diverso sulla letteratura. Qui determiniamo la struttura del racconto. Noi leggeremo i romanzi
delle scrittrici anche i romanzi di scrittori che parlano di donne che si impongono sulla scena con
coraggio.
ELENA FERRANTE: il suo sito è esclusivamente in inglese. La voce ufficiale di Elena Ferrante è
in inglese. Lei tiene una rubrica sul The Guardian, che ogni settimana ha pubblicato gli articoli della
Ferrante (ora non più). Elena Ferrante è sicuramente la scrittrice italiana contemporanea più letta nel
mondo, quella che in questo momento riscuote maggiore successo in tutto il mondo.
Di lei non sappiamo nulla, non conosciamo il suo volto perché si è sempre rifiutata di ritirare premi
in televisione, ritirare premi letteratura, fare interviste pubbliche (passano tutte per la casa editrice
E/O, ha messo su un impero).
Il sito riporta il titolo in inglese e tutti gli elementi caratteristici di quello che sappiamo della Ferrante.
Lo sfondo ci fa vedere l’immagine della e una citazione del “The
città di Napoli (il Vesuvio)
Economist” su Elena Ferrante: inserto che maggiormente si occupa di economia.
che ha avuto uno scarso successo “L’amore molesto”. Nel
Lei ha pubblicato un romanzo nel 1992,
1995 ne è stato fatto il film che è stato un insuccesso sul mercato americano.
fu pubblicato “L’amica geniale” 7 novembre di quest’anno ci sarà l’uscita
Nel 2011 (4 volumi). Il
di un nuovo romanzo e non si sa se sarà il continuo dell’amica geniale (strategia editoriale).
Nel 2016 è stata inserita fra le 100 persone più influenti del mondo, ma allo stesso è una persona che
potrebbe non esistere: un invenzione della casa editrice, un collettivo, un uomo, ecc.
“The prima di lei furono stati
Nel 2015 è stata la prima scrittrice intervistata dal Paris review”
intervistati Umberto Eco, Alberto Moravia, Calvino e Primo Levi. È la prima donna intervistata.
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MARTINA PITTALIS UNIBO
La sua traduttrice inglese ANN GOLDSTEIN è diventata una star (non ci sono precedenti). I
traduttori compaiono nella copertina, sotto il titolo, scritto molto in piccolo (di solito non vengono
l’alter ego della
ricordati, hanno un ruolo secondario). Lei è diventata quasi Ferrante visto che lei
ha l’esclusiva della traduzione
non vuole apparire da nessuna parte, ne è quasi la voce. Lei di tutti
gli interventi della Ferrante in inglese. Vengono tradotti tutti i nomi e i cognomi dei personaggi.
#Ferrantefever: raccoglie tutto quello che riguarda la Ferrante nei social media.
È un fenomeno su più livelli: letterario, comunicazione (hashtag).
Perché tanto successo?
Lei è una donna che ambienta i suoi romanzi a Napoli.
Il fatto di non conoscerne il volto è talmente in controtendenza che causa un effetto di curiosità
generalizzato. Ha deciso di rinunciare al riconoscimento pubblico, non è andata a ritirare nessun
premio. Le comunicazioni passano tutte attraverso la casa editrice.
Anche nei romanzi ci troviamo di fronte a questa condizione: ci sono dei personaggi che spariscono.
All’inizio del romanzo dell’amica geniale Elena è adulta e riceve la telefonata del figlio di Lila il
scomparsa della figura della donna si ritrova anche all’inizio del
quale gli dice che è sparita. La
romanzo “L’amica geniale” (Lila).
Lei parla di vicende legate all’ambiente familiare, ma comunque questo non è sufficiente per
giustificarne il successo.
Il suo successo si deve al fatto che Elena Ferrante rappresenta una figura femminile alternativa:
l’arcaico C’è una dimensione che tutti riconosciamo,
rappresenta insieme e il contemporaneo. ma
nell’arcaico, primigenia che è alla base dell’umanità
che ha anche basi in quella sostanza (lotta per la
sopravvivenza, per l’affermazione, i tentativi di uscire dal meccanismo della violenza).
Nell’amica geniale le due vogliono costruire un’alternativa e lo
ragazze vogliono uscire dal rione,
vogliono fare attraverso il modella della scrittura e della cultura.
Dà voce non solo a donne subalterne ma anche a realtà subalterne. Nel rione di Napoli riconosciamo
il dibattito sul centro e periferia (i conflitti li ritroviamo nelle periferie di tutto il mondo). È
riconoscibile anche dalle élite che riconoscono quegli stessi conflitti.
in sé. In inglese vengono tradotte come “The
Importante è anche la città di Napoli napoletans
Si presenta
stories”. Napoli come realtà esotica. Nell’amore molesto
Napoli ha una dimensione molto carnale. Napoli diventa quasi un personaggio.
Napoli viene quasi rifiutata, le parole in dialetto costituiscono la rappresentazione della violenza
eppure il romanzo è intriso di Napoli. Elena esce dal rione ma Lila no, che rimane la rappresentazione
di Napoli (donna geniale, subisce violenza, risponde alla violenza, tenta di emanciparsi dalla
l’emblema della diversità italiana,
violenza). Napoli è è una città eccentrica rispetto a tutto il resto,
ha una sua identità (proprio per questa difformità). Come eccezione Napoli può rappresentare
quell’eccezionalità che noi ritroviamo in tutte le parti del mondo perché rappresenta il conflitto fra
centro e periferia che è un conflitto che ritroviamo dappertutto.
Il fatto che sia una narrazione lunga che corrisponde alla creazione di una serie, alla serialità, uguale
ad una serie televisiva. La struttura narrativa non è una novità: la rapidità della narrazione che porta
il lettore ad un immediata identificazione (anche se è difficile identificarsi).
Il genere autobiografico: strettamente legato al mercato americano: il discorso Elena Ferrante (di
cui non sappiamo nulla) e il discorso della protagonista che si chiama lo stesso Elena. Proprio per i
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MARTINA PITTALIS UNIBO
fatto che della Ferrante non sappiamo nulla il lettore tende ad identificare la storia della Ferrante
con quella del personaggio del libro. Questo romanzo quindi è una sorta di autobiografia, che è
molto di mode negli Stati Uniti.
Ferrante rientra in quella che chiamiamo World Literature, una letteratura che parla a tutto il mondo
con Gomorra di cui c’è anche la serie).
(lo stesso è stato fatto da Saviano
Sembra che la traduzione cambi un po' il romanzo.
Dialogo fra arcaico e contemporaneo: è vero anche per Saviano, per Gomorra (universo arcaico che
è in dialogo con quello tecnologico che è alla base della strategia malavitosa).
Ci troviamo difronte ad una dimensione acronica, fuori dal tempo: possiamo dire che è ambientata
in un determinato momento storico per alcuni particolari che vengono raccontati, ma la dimensione
principale è quella della atemporalità (amicizia fra due ragazze che va fuori dal tempo), che tiene
insieme la dimensione arcaica e contemporanea.
(L’amica geniale è costruita sulla dimensione del fiabesco).
Ferrante descrive una nuova figura di donna: quando parliamo di Ferrante parliamo di
SMARGINATURA (assenza di margine, perdita di confini). La protagonista ha questi episodi di
femminile
smarginatura e quindi di perdita di confini. L’identità che ritroviamo è un modello
l’essenza stessa dell’io. È un personaggio
femminile frantumato, che non ha confini, che perde
femminile che è anche in crisi. Tutto questo però viene sorretto da questa dimensione atemporale. La
perdita dell’identità però viene tenuta insieme da questa struttura temporale che si pone però fuori dal
tempo stesso. Se avesse scritto la storia di un quartiere napoletano ambientato in un determinato
tempo storico tutto questo non sarebbe successo. Tutto ha una dimensione contemporanea perché la
spazialità non è legata a un evento storico e quindi può parlare a tutt
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