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Appunti di letteratura italiana

La storia della letteratura italiana dalle origini al verismo.
Dei più importanti autori sono presenti la biografia e le opere (date, titoli e breve analisi). Sono 61 pagine di appunti. Università degli Studi Ecampus - Uniecampus. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Letteratura italiana docente Prof. F. Della Corte

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Letteratura Italiana

- tradusse opere latine di Xenofonte, Polibio, Procopio e Aristotele;

Leonardo Bruni:

- scoprì antichi manoscritti come il poema

Gianfrancesco Poggio Bracciolini:

De rerum natura

scientifico di ( );

Lucrezio

- professore di eloquenza latina fondò una scuola basata sul suo libro

Lorenzo Valla:

Elegantiarum latinae linguae libri De voluptate De vero falsaque

; le sue opere e

bono difendono la filosofia epicurea in contrapposizione a quella ascetica;

- aggiunse nuove conquiste nello studio della storia di Roma;

Flavio Biondo:

- restaurò la grammatica la metrica latina;

Niccolò Perotti:

- Guarino Guarini da Verona;

- fondatore della pedagogia moderna;

Vittorino Rambaldoni da Feltre:

- Gasparino Barzizza;

- scrisse il primo trattato scolastico di retorica in senso

Antonio Dè Loschi:

umanista;

- raccolse monete, pietre e preziosi, tracciò piantine dei resti

Ciriaco Dè Pizzicolli:

monumenti antichi e contribuì allo sviluppo dell'archeologia;

conoscitore del greco;

- Francesco Barbaro:

- inventore delle giustiniane (canzonette);

Leonardo Giustiniani:

- ottimo esperto di greco.

Francesco Filelfo da Tolentino:

E comunque, dallo sviluppo della letteratura umanista, seppur in latino, si può parlare

di una letteratura moderna nazionale. Ci furono anche umanisti che difendevano la

lingua e la letteratura volgare. Si ricordano ad esempio e

Cino Rinuccini Domenico da

così come che creò una poesia

Prato; Domenico Di Giovanni detto il Burchiello

festosa e burlesca in una nuova forma chiamata sonetto caudato (sonetto con una o

più terzine aggiunte alla normale struttura).

Inoltre, la poesia lirica amorosa popolare si sviluppò in varie regioni con diverse

modalità:

rispetto: elogio amoroso di carattere popolare;

-

- strambotto: ha uno sviluppo più epigrammatico.

Entrambi sono costituiti da strofe corte di versi endecasillabi rimati.

* * * * * * * *

LA LETTERATURA UMANISTA DEL 400

Il movimento umanista si sviluppò lungo tutta l'Italia; in particolare a Firenze gli

umanisti si interessarono alla lingua volgare. Si ricordano: Grammatichetta

- scrisse la prima grammatica del volgare ( );

Leon Battista Alberti:

educò il suo stile a quelli classici e li applicò anche alla vita di famiglia e

all'istruzione. Sotto Lorenzo dè Medici bandì una gara di poesia dove parteciparono

cittadini di Firenze, intellettuali e non (certame coronario) nella quale apparvero le

prime prove di applicazione della metrica quantitativa classica al volgare;

- Matteo Palmieri: Letteratura Italiana

Della vita civile : trattato sulla vita civile per sviluppare l'ideale del cittadino

(base della prosa fiorentina del XV secolo);

Città di vita

: la cornice è dantesca (viaggio nei Campi Elisi) ma vengono esposte

le idee neoplatoniche delle origini;

- scrisse 40 novelle nella lingua semplice nel popolo;

Gentile Sermini: Il Novellino 1460

- ( ): lo stile è tipicamente boccaccesco

Masuccio Salernitano:

mentre gli argomenti sono ripresi dal folklore; è ricordato per la sua abilità di

rappresentare le scene e lo sviluppo delle azioni;

Le porretane 1478

( ): formato da 61 novelle,

- Giovanni Sabbadino Degli Arienti:

raccontate in 5 giorni ai bagni Porretta da alcuni gentiluomini e gentildonne;

Hypherotomachia poliphili

- (lotta dell'amore nel sogno di

Frate Francesco Colonna:

Polifilo); è una novella divisa in due parti: nella prima si parla di un sogno allegorico

pieno di fastose allegorie e immagini, nella seconda si racconta una disgraziata

storia d'amore forse autobiografica;

Libro del peregrino

- : novella di imitazione boccaccesca;

Jacopo Caviceo: Bella mano

- : è un canzoniere sulla falsariga dello

Giusto de' Conti da Valmontone:

stile petrarchesco;

- Lorenzo il Magnifico:

Canzoniere , dedicato a Lucrezia Donati al quale aggiunse un commento alla Vita

Nova di Dante;

Selve d'amore

, descrive il concetto platonico dell'amore in armoniose ottave e

narrazioni brevi, graziose e soprannaturali;

Corinto : egloga amorosa in terzine;

Ambra : racconto in ottave con lo stile ovidiano ed imitazione del Ninfale di

Boccaccio;

La caccia al falcone . descrive con mezzi rozzi la realtà del piacere venatorio del

tempo, con utilizzo della ballata in ottava epica;

I beoni : fa la parodia alle poesie metafisiche dei poeti del XIV secolo;

Nencia da Barberino : poemetto lirico satirico che mette in bocca ad un

contadino una serie di galanterie ora rozze ora sentimentali dedicate alla sua

innamorata;

ballate, frottole e canti carnascialeschi, laudi e opere drammatiche religiose.

- fu poeta ed erudito favorito alla corte di

Angelo Ambrogini detto Poliziano:

Lorenzo dè Medici. Le sue opere principali sono:

Miscellanea : centuria di osservazione dissertazione su errori trovati nelle opere

classiche;

Silvae (Manto, Rusticus, Ambra, Nitricia ): sono quattro poemi didattici di

introduzione alla lettura delle opere classiche di Virgilio, Ovidio, ecc.;

Fabula di Orfeo 1480

( ): è un poema drammatico che tratta la leggenda di Orfeo

ed Euridice ma intramezza anche elementi trecenteschi e popolari;

Stanze per la giostra in volgare : racconta la storia degli amori di Giuliano per

una ninfa, complice Cupido che lo vuole punire per essersi dedicato solo alla

Letteratura Italiana

caccia; Venere appare in sogno a Giuliano per ridestare in lui lo spirito guerriero

e con esso conquistare la ninfa. Giuliano allora prega Pallade, Gloria e Amore ma

poi il poema si interrompe perché muore in vita la sua musa ispiratrice (Giuliano

fratello di Lorenzo de' Medici). E’ scritto in ottave in chiave armonica e

perfetta;

- Giovanni Pontano:

Amororum libri : poesie amorose dalla spiccata fantasia sensuale colorita del

Meridione;

Lepidina : scritto in esametri, narra la leggenda popolare napoletana delle nozze

del dio Sebeto con la Ninfa Partenope;

Hendecasyllabarum sur Boiarum : in forma mitologica descrive la vita sensuale

licenziosa nei bagni di Baia;

De amore conjugali : raccolta di elegie che raccontano la felicità della famiglia;

Neniae : canti di culla per bambini;

Eridani

: dedica a Stella;

Tumuli

: epitaffi alle sue donne amate morte prima di lui;

Urania : poema didattico sugli astri e sul loro influsso sulla natura e sugli uomini;

De Bello napoletano : storia della guerra di Napoli fra Fernando d'Aragona e

Giovanni d'Angiò;

- Jacopo Sannazzaro:

Eclogae piscatoriae : è un nuovo genere inventato da lui nella poesia latina;

De partu virginis : poema classico religioso in latino sulla nascita del Salvatore;

Arcadia 1481 – 1485

( ): è un racconto pastorale in prosa volgare intramezzato

da poesie liriche; ogni capitolo è un quadro idillico a sé stante e poco collegato

con gli altri. E’ ambientato nella regione greca di Arcadia dove Sincero arriva per

cercare conforto al suo amore segreto incompreso, Carmosina Bonifacio.

Partecipa a feste, giochi, gare di poesia, funerali per affievolire la sua tristezza

ma non vi riesce. Scosso da un sogno premonitore di sventure si rimette in

viaggio accompagnato da una ninfa e arriva al fiume Sebeto dove apprende della

morte di lei. La chiusura è rappresentata da un addio alla zampogna (=> poesia,

canto); Delle sei età della vita umana Pastorale

- ; ;

Pietro Jacopo de Gennaro: Endymione

- (Cariteo : canzoniere amoroso sullo

Benedetto Gareth di Barcellona)

stile petrarchesco. * * * * * * * *

LA LETTERATURA CAVALLERESCA

Esistono due filoni:

- carolingio: ciclo di poemi attorno alle gesta di Carlo Magno e della sua corte;

bretone: ciclo di romanzi e poemi attorno agli eroi della Tavola Rotonda

- capeggiati da Artù. Letteratura Italiana

Si ricordano:

- Luigi Pulci:

Beca da Dicomano : muta la Nencia di Lorenzo de' Medici con un tono più

grossolano;

Rispetti d'amore ;

Ciuffo calvaneo : scritta con il fratello Luca;

Morgante 1466 - 1480)

( : è la più importante e segue il ciclo carolingio. La storia

è sempre la stessa: l'inimicizia tra le case di Chiaramonte e Maganza e gli intrighi

di Gano; per colpa sua e delle sue consorti, Orlando, Rinaldo, Ricciardetto e altri

eroi sono costretti a lasciare la corte carolingia e viaggiare in Oriente dove

combattono, si innamorano e compiono imprese eroiche pericolose (23 canti); il

tradimento di Gano, la morte di Orlando e la morte di Carlo Magno (5 canti). Il

tono è dimesso, i canti cominciano con un’invocazione religiosa e terminano con

l'annuncio del seguito e con il pio augurio, utilizza il verso in ottave. La

rappresentazione è comunque comica: Carlo Magno visto come un tontolone,

Rinaldo ciarliero, Orlando pazzo. Ma la figura che prevale in questa versione è

quella del gigante Morgante: rispetto all'originale ne ingigantisce forma e storia

e lo differenzia da Margutte, mezzo gigante furfante matricolato. Altra figura

descritta in una maniera accurata è il diavolo Astarotte nella cui figura Pulci vuol

far risaltare la propria posizione personale in materia di Fede (era stato infatti

denunciato per eresia e ateismo);

nato a Reggio nel 1411 visse a Ferrara e poi nella sua

- Matteo Mattia Boiardo:

tenuta fino al 1469; dopodiché visse alla corte estense fino alla sua morte nel 1494.

Amorum libri tres

Le sue prime opere furono in latino (esempio : tre libri nel quale

annuncia il suo amore per Antonia Caprara, la sua infedeltà e le meditazioni

moralizzanti rivolte al cielo a mò del Petrarca); seguì poi la traduzione in volgare del

Timone Orlando

di ma la sua opera più importante fu sicuramente l'

Luciano

innamorato : è un mix tra il ciclo carolingio (devozione nazionale e religiosa) e il ciclo

bretone (eroismo generato dall'amore). Angelica viene mandata dal padre a Parigi

per far perdere la testa ai cavalieri di Carlo Magno; infatti Orlando e Ranaldo

lasciano la corte per seguirla in Oriente e alla rocca di Albraccà si scatena una

lunga guerra per lei. Ranaldo odia Angelica per colpa della fonte del disonore

mentre Angelica lo ama per aver bevuto alla fonte dell'amore. I tre poi ritornano in

Mancia ma sulla strada del ritorno Angelica e Ranaldo bevono nelle fonti contrarie e

scoppia un litigio tra Orlando e Ranaldo proprio nel momento in cui la città ha

bisogno del loro aiuto. In quest'opera le vicende storiche sono messe in secondo

piano rispetto alle vicende amorose dei cavalieri protagonisti.

* * * * * * * *

IL RINASCIMENTO Letteratura Italiana

Ricopre il periodo che va dalla prima metà del XVI secolo alla chiusura della

Controriforma (1563).

In questo periodo la letteratura italiana non è più divisa nei vari centri culturali sparsi

per l'Italia e con vari dialetti ma diventa una letteratura nazionale con una sola lingua.

Ci fu infatti un lungo dibattito sulla lingua da utilizzare sia nelle opere frivole sia su

Regole grammaticali

quelle più auliche; si ricorda l'opera di Gian Francesco Fortunio

della volgar lingua , che dimostrava la regolarità grammaticale della lingua scritta

volgare. che venne sviluppata la riforma linguistica; scrisse infatti un

Ma fu con Pietro Bembo Prose della volgar lingua 1525

trattato in forma di dialogo sulla lingua volgare, ( )

suddiviso in tre libri: nel primo libro vi traccia una storia sommaria dell'origine

dell'italiano e dei suoi fasti letterari, dimostra l'eccellenza del fiorentino su tutti gli

altri volgari e che doveva essere utilizzato dagli scrittori; nel secondo libro si parla

dello stile della metrica, della scelta e della collocazione delle parole, del ritmo della

varietà; nel terzo libro si descrivono le regole elementari della grammatica. Per lui

quindi l'ideale per la lirica era lo stile petrarchesco, mentre per la prosa lo stile

boccaccesco.

Un altro dibattito linguistico fu la scelta del nome da dare alla lingua italiana o

fiorentina. Da un lato c'era che difendeva la dottrina di Dante

Gian Giorgio Trissino

per la nascita di una lingua sovraregionale da utilizzare in ogni regione senza riportare

e del

sfumature di ogni sorta (l’appoggiavano Baldassarre Castiglione Girolamo Muzio

Battaglia per la difesa dell'italica lingua

quale si ricorda l'opera ); dall'altro lato

Dialogo intorno alla lingua

c'era con il suo che affermava che

Niccolò Machiavelli

Dante non aveva utilizzato una lingua ideale italiana bensì l'idioma fiorentino

Ercolano

autore del dialogo , una eccellente difesa

(l’appoggiava Benedetto Varchi

della lingua fiorentina). * * * * * * * *

NICCOLÒ MACHIAVELLI

Biografia

Nasce a Firenze il 3 maggio 1469, da una famiglia facoltosa che gli potè concedere

un’educazione umanistica (studiò classici latini e greci). Tra il 1498 è 1512 diventò

segretario e presidente della cancelleria di Firenze, con mansioni di questioni militari

e affari esteri; gli vennero affidate anche missioni importanti e delicate:

1500

- : fu inviato in Francia per negoziare con re Luigi XII;

1502

- : fu inviato da Cesare Borgia per carpirne intenzioni e mosse;

1503 : partecipa all'elezione di Papa Giulio II;

- 1504 – 1506

- : viaggiò a Firenze e Roma e lavorò nell'esercito e reclutò una milizia

fiorentina; Letteratura Italiana

1507

- : è ambasciatore alla corte dell'imperatore Massimiliano che lo inviò spesso in

Francia;

1512

- : i Medici vengono deposti e Machiavelli perde il suo lavoro istituzionale anzi

addirittura accusato di congiura lo arrestano ma esce subito.

Si trasferisce allora a San Casciano dove può studiare e scrivere le sue opere. Nel

1519 ritornano i Medici ma gli danno incarichi modesti. Nel 1527 viene restaurata la

Repubblica ma non gli fu dato alcun incarico per diffidenza del suo precedente

incarico. Muore il 22 giugno 1527.

Opere politiche:

1502 Del modo di trattare i popoli della Valdichiana ribellati

- : : dall'osservazione

dei fatti enuncia delle regole generali per consigliare provvedimenti risoluti che

vincolino i popoli con indulgenza o benefici oppure li annientino per non nuocere in

futuro;

1503 Descrizione del modo tenuto dal Duca Valentino nell’ammazzare Vitellozzo

- :

Vitelli, Oliverotto da Fermo, ecc.

: episodio descritto per mettere in risalto i

pregi politici di Cesare Borgia (Valentino), la sua limpida coscienza dei fini, la

saggezza delle deliberazioni e la risolutezza nell'arrivare ai fini;

1508 Rapporto delle cose della Magna Ritratti delle

: : sui suoi viaggi in Francia;

- cose dell'Alemagna Ritratti delle cose della Francia

; ;

1504 Decennali

- : : si narrano le vicende dell'Italia dal 1494 con fare sarcastico e

pungente ma con un lieve dolore;

- Discorso dell’ordinare lo stato di Firenze alle armi

: : descrive le sue difficoltà

- nel formare un esercito fiorentino;

1513 Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio

- : : “la prima Deca” sono i primi 10

anni di storia romana sono dissertazioni su alcuni luoghi dell'opera originaria per

dimostrare le sue dottrine politiche. E’ diviso in tre libri: il primo tratta del

reggimento interno dello stato, il secondo tratta delle cose pertinenti all'aumento

del dominio per via di prosperi successi all'estero, il terzo tratta considerazioni

sulle condizioni necessarie alla stabilità, sul tramutarsi sul crescere, sulla forza, sul

decadere degli Stati. La sua preferenza non è per lo Stato assoluto ma per la

Repubblica o meglio per una monarchia costituzionale, più stabile e duratura. Fine

supremo della scienza politica è il bene dello Stato al quale tutto deve subordinarsi

e la religione può essere uno strumento necessario per governare;

1513 Il principe De Principatibus

: ( = sui Principati): in origine doveva essere

- dedicato a Giuliano dè Medici ma morto prematuramente lo dedicò al fratello

Lorenzo. Prese a modello come principe nuovo Cesare Borgia: il principe doveva aver

cura del suo esercito e di avere armi proprie, avere il culto della virtù ma la

sacrifichi per il bene dello Stato, non deve tenere di apparire avaro, deve essere

clemente ma anche temuto e a volte deve essere crudele, può mancare alla parola

Letteratura Italiana

data nell'interesse politico, deve salvare l'apparenza della moralità, deve

mantenere lo Stato con tutti i mezzi che si rendessero necessari;

1516 Dell'arte della guerra

- : : dimostra la necessità di armare tutto il popolo per

difendere la libertà e l'indipendenza di uno Stato, ne delinea l'organizzazione

militare e riconosce l'importanza della fanteria;

1521 – 1525 Istorie fiorentine

- : : il libro copre la storia di Firenze dalla fondazione

alla morte di Lorenzo de' Medici (1492), in 8 libri: il primo libro descrive la storia

medievale d'Italia fino al 1440; nel secondo, terzo e quarto libro si raccontano i

rivolgimenti di Firenze e l'affermarsi dei Medici nel Comune; nel quinto, sesto,

settimo e ottavo libro trattano delle guerre che funestarono Firenze tra il 1434 e il

1492 oltre che delle congiure. Non è una cronistoria in ordine cronologico bensì i

fatti sono ordinati secondo un disegno preciso per evidenziarne eventuali cause

scatenanti e collegamenti.

Opere (commedie):

1518 La Mandragola

- : : è la storia di un inganno sotto forma di novella;

1518 – 1527 Belfagor arcidiavolo

- : : rifacimento di una favola orientale;

1527 L'asino d'oro

: : poemetto allegorico in terza rima;

- 1525 Clizia

- : : fonte la Casina di Plauto in chiave moderna su Firenze.

* * * * * * * *

FRANCESCO GUICCIARDINI

Biografia

Nasce a Firenze il 6 marzo 1483. Nel 1505 ottenne la cattedra di Istituzioni nello

studio fiorentino. Dopo la laurea divenne un valido e noto avvocato. Grazie al suo

ingegno negli studi potè applicarsi all'osservazione dei fatti politici. Nel 1512 fu

ambasciatore presso Ferdinando il Cattolico. Tornò a Firenze nel 1514 e si mise al

servizio dei Medici e da lì ricoprì moltissime cariche politiche negli anni a seguire. Nel

1526 fu a capo della Lega di Cognac per allontanare dall'Italia Carlo V e il predominio

spagnolo. Purtroppo vinsero le truppe imperiali e Guicciardini si ritirò nella sua villa

vicino a Firenze. Nel 1529 offre i suoi servigi a Clemente VII; nel 1534 ritornò a

Firenze dal duca Alessandro, poi questi morì e Guicciardini non fu ben visto per le sue

idee riformatorie sul potere assoluto. Muore il 22 maggio 1540.

Opere Letteratura Italiana

1500 – 1509 Storie fiorentine

- : : ricopre il periodo tra il tumulto dei Ciompi (1378)

e la battaglia di Ghiaradadda (1509): i fatti sono descritti in ordine cronologico ma

connessi tra di loro;

1527 – 1529 Considerazioni sui discorsi del Machiavelli

- : : esamina pochi capitoli e

li paragona alla realtà del presente. L'osservazione di quei fatti deve essere da

guida alle azioni e non utilizzati come precetti generali;

1500 – 1530 in poi Ricordi politici e civili

- : : sono circa 400 sentenze raccolte in

due serie, che esprimono il pensiero dell'autore: l'uomo saggio deve desiderare il

bene comune ma non mai sacrificare ciò che è vantaggioso;

1537 – 1540 Storia d'Italia

- : : è formato da 20 libri e ricopre il periodo dalla

morte di Lorenzo (1492), dove finiscono le Storie di Machiavelli, alla morte di

Clemente VII (1534). Non si basa sulla storia di una singola città ma sulla storia

d'Italia generale; i fatti sono descritti anno per anno utilizzando ogni fonte di

informazione, oltre ai propri ricordi. È oggettivo, sereno, imparziale, critica o

approva con fredda impassibilità. La particolarità di quest'opera sta nell'avere

indagato nella genesi dei grandi avvenimenti storici, scrutando l'anima umana,

tenendo conto di qualsiasi particolare utile a promuovere uno sconvolgimento e

valutando l'importanza degli interessi delle ambizioni insieme discordanti.

* * * * * * * *

LUDOVICO ARIOSTO

Biografia

Nasce l’8 settembre 1474 a Reggio Emilia da una famiglia servizio degli Estensi.

All'inizio fu destinato agli studi giuridici ma ben presto si lascia attrarre dagli studi

dei classici latini. Alla morte del padre (1500), per mantenere se stesso e i suoi

fratelli, prese servizio sotto il cardinale Ippolito d'Este, uomo sgradevole e incolto

che mal ripagava i suoi servizi e non valorizzava le sue opere oltrechè costringerlo a

vari uffici antipatici (corriere, messaggi, servizi di guerra, ecc.). Nel 1517, il cardinale

lo voleva accanto a sè in un viaggio in Ungheria ma Ludovico si oppose adducendo la

scusa del suo dedicato stato di salute e così fu licenziato (per la gioia di Ariosto). Così

andò al servizio del duca Alfonso d'Este che gli affidò l'amministrazione della

Garfagnana dove dovette gestire i banditi e ribelli per almeno tre anni. Nel 1525

ritornò a Ferrara dove potè tornare dalla sua amata Alessandra Benucci e nella sua

modesta casetta a coltivare il suo giardino a studiare a verseggiare. Morì il 6 luglio

1532.

Opere

- prime poesie latine

- : : odi, epigrammi, endecasillabi, elegie; Letteratura Italiana

1503 De sua upsius mobilitate

- : : qui esprime la mutevolezza della sua indole e dei

suoi desideri;

1508 La Cassaria

- : : commedia in prosa che narra gli intrighi arditi da due schiavi

per procurare i padroncini due schiave (cassaria = casa piena di ori filati); (*)

1500 – 1509 I suppositi

- : : commedia in prosa che narra le mariolerie (sostituzione

di persone a persone) di uno studente aiutato dal suo servo per ottenere la mano di

una fanciulla; (*)

1520 Il negromante

- : : commedia in versi che racconta la superstiziosa credenza

nelle arti magiche; (*)

1528 La lena

- : : commedia in versi che rappresenta le turpitudini della vita familiare;

(*)

1518 – 1519 Gli studenti

- : : commedia in versi incompiuta ma terminata dal fratello

La scolastica

Gabriele con il titolo ; (*)

(*) in queste commedie si predilige l'azione e alcuni personaggi sono molto marcati; il

metro utilizzato è un endecasillabo sdrucciolo, è un po' incerto;

1500 – 1524 Satire

- : : sono 7 lettere politiche a parenti e amici in tono di

chiacchiera o conversazione in terza rima;

1532 Orlando Furioso

- : : iniziato nel 1502 – 1503, rimaneggiato poi nel 1516 e negli

anni successivi (anche a sua insaputa). È una libera continuazione dell'Orlando

Innamorato di Boiardo. E’ composto da 46 canti e l'unità d'azione è scissa in un

labirinto di avventure. Alle guerre di Carlo Magno contro gli infedeli si intersecano

le storie d'amore e di valore cavalleresco. La storia finiva con Parigi assediata dai

Saraceni; Ariosto invece ritorna un po' più indietro: Agramante, sconfitto da Carlo

Magno, si ritira ad Arli per riordinare l'esercito, ma viene nuovamente sconfitto e

rientra in Africa perché i cristiani minacciavano il suo regno. In mare la sua flotta

si disperde e lotta con Orlando sull'isola di Lipadusa, perdendo la vita (la Cristianità

prevale sulla Paganità). Le altre due storie che Ariosto interseca sono:

• la pazzia di Orlando: Angelica lascia il campo dove era protetta e si innamora di

Medoro, un saraceno ferito a Parigi; lo cura, lo sposa e vanno nel Catai dove

sarà re. Orlando, che aveva lasciato Parigi per cercare Angelica, si imbatte in

diverse avventure fino ad arrivare all'albero dove sono incisi i nomi di Angelica

e Medoro e conosce il pastore che li aveva ospitati. Orlando impazzisce per il

dolore e inizia a vagare nudo e con un randello tra Francia e Spagna, nuota da

Gibilterra all'Africa e continua a vagare. Così Dio si muove a pietà per il suo

prode fedele e manda Astolfo sul Paradiso terrestre e da lì con San Giovanni

arrivano sulla Luna e riportano sulla Terra il senno di Orlando chiuso in una

fiala. Dopo averlo aspirato, Orlando ritorna in sé e sconfiggerà poi Agramante

e Gradasso ponendo fine alla guerra;

• le imprese di Ruggiero: racconta l'amore del saraceno Ruggiero con

Bradamante, sorella di Rinaldo e degli ostacoli che entrambi incontrano nel loro

destino (maga Melissa e Atlante); alla fine Ruggiero si converte al

Cristianesimo e sposa Bradamante: da questa unione discenderà la dinastia

Letteratura Italiana

degli Estensi. Al matrimonio si presenta il saraceno Rodomante che sfida

Ruggiero ma morirà nel duello e anche in questo caso la Cristianità prevarrà

sulla Paganità. * * * * * * * *

LA PROSA NEL XVI SECOLO

La prosa di questo periodo ha carattere prettamente storiografico. Si ricordano:

Istoria veneta

- , scritta prima in latino e poi in italiano molto

Pietro Bembo:

elegante, descrive la storia della Repubblica dal 1487 al 1513;

Storia della città di Firenze

- , composta da 10 libri raccontano la

Jacopo Nardi:

storia dal 1375 al 1538;

Storia

- : composto da 16 libri, narra la storia dal 1527 fino al

Benedetto varchi:

1538. Galateo

Tra la prosa dottrinale si ricorda il di scritto in un

Giovanni Della Casa,

italiano elegante e schietto, è un manuale di consigli di buon senso e utili sulle buone

maniere in società. Gli Asolani

Di già trattato in precedenza, si ricorda , dedicata a

Pietro Bembo,

Lucrezia Borgia, che tratta le teorie dell'amore petrarchesco e neoplatonico. Il

e la sua opera

Nel genere novellistico, si ricorda Baldassarre Castiglione

cortigiano : lo stile utilizzato era aggraziato perché la sua intenzione era quella di

costruire un modello di lingua cortigiana.

* * * * * * * *

LA POESIA DEL XVI SECOLO

Si elencano alcuni poeti minori di questo periodo che hanno comunque lasciato un

segno:

- G.A. Petrucci; Il candelaio 1582

- ( ): commedia tratta dall'osservazione della

Giordano Bruno:

realtà scritta in una lingua copiosa, indisciplinata, multicolore;

La città del Sole 1602

- ( ): sogna una utopistica teocrazia che

Tommaso Campanella:

grazie alla religione governava tutti i popoli uniti in una sola famiglia;

Amor mi impenna d’ale Poi che spiegate ho l’ale Stanze

- , , ,

Luigi tansillo di Verona:

Bernardino Martirano : sente la poesia della natura e arricchisce tali opere con

descrizioni leggiadre e rilevando una certa simpatia tra il mondo esterno e le

condizioni della sua anima;

Rime

- : sobria e impersonale.

Pietro Bembo: Letteratura Italiana

Ma ci fu anche chi volle riformare la scuola classica e andare in particolare contro lo

stile petrarchesco: Versi e regole della nuova poesia 1539

- ( ): ruppe con la sonorità

Claudio Tolomei:

della rima e predicò un ritorno all'antica metrica quantitativa;

Sofonisba 1515

- ( ): utilizza endecasillabo sciolto al posto

Gian Giorgio Trissino:

dell'esametro; è una tragedia che dovrebbe imitare quella greca; riesce ad

l'Italia liberata dai Goti 1547

applicare le regole aristoteliche moderne; ( );

Rosmunda Oreste Le api

- , : due tragedie; : poema didattico;

Giovanni Rucellai: Dialogo sulla tragedia e sulla commedia

- : difesa del teatro

Giambattista Giraldi:

Orbecche

di Seneca; :pieno di assassini e atrocità, fu il pioniere delle opere

tragiche moderne;

Girone il cortese

- : persegue l'unità di persona ed è scritto con uno

Luigi Alamanni: Avarchide La coltivazione

stile di alto rigore morale; : è un'imitazione dell'Iliade; :

poema didattico.

Il vero simbolo dell'Anticlassicismo fu Nato in una famiglia popolare,

Pietro Aretino.

visse prima a Perugia e poi a Roma al servizio di Papa Leone X. Per aver descritto in

sonetto i disegni pornografici di Marcantonio Raimondi, dovette lasciare Roma perché

fu colpito con alcune coltellate e vi ritornò con Papa Clemente VII. Nel 1527 si

trasferì a Venezia dove si sentì al sicuro e lontano dai suoi nemici. Qui continuò a

spedire le sue lettere minatorie e adulatorie a tutti i potenti del mondo e per questo

visse negli anni e nei piaceri. E’ il primo scrittore che visse della sua genialità di

scrittore senza dipendere da qualcuno. Le sue principali opere sono:

Lettere 1537 - 1557

- ( ): raccolta in 6 tomi, piena di complimenti, critiche sulla

letteratura, sulle arti plastiche e dotate di fresca vivacità;

La cortigiana 1527

- ( ): è la parodia del provinciale presuntuoso che va a Roma per

diventare cardinale e la presa in giro del cortigiano tipo che viene indotto ad

innamorarsi di una fornaia;

Ragionamento e dialogo

- : Nanna racconta la propria vita di monaca, di moglie, di

prostituta per convincere la figlia Pippa che la scelta migliore è la prostituzione;

Pronostico

- : parodia dei pronostici in voga nel 1400.

* * * * * * * *

LETTERATURA COMICA E REALISTA DEL XVII SECOLO

Accanto alla letteratura classica nasce la letteratura comica e realista molto prolifica.

commedia, sui modelli di Plauto e

Si sviluppa in particolar modo il genere della

Terenzio, nella quale imitare gli antichi con un tocco realistico moderno. Oltre ad

Ariosto, Machiavelli ed Aretino si ricordano:

Calandria 1514

- ( ): la favola si fonda sulla somiglianza

Bernardo Dovizi di Bibbiena:

dei due gemelli Lidio e Santilla e sugli equivoci, sui garbugli, sulle facezie e sulla

Letteratura Italiana

stupidità di Calandro il dialogo e lo stile sono vivi, ma la rappresentazione scenica è

grossolana e volgare; Ragionamenti d'amore

- : sulla falsariga del Decamerone

Agnolo Firenzuola: Prima veste dei discorsi degli

(giornate, racconti d'amore sotto forma di novelle);

animali : traduzione di un libro spagnolo a sua volta rifacimento di un libro di favole

Asino d'oro

indiane; : traduzione del romanzo di Apuleio;

La gelosia La spiritata La strega La Pinzochera La

- , , , ,

Anton Francesco Grazzini:

Sibilla Due parentadi L’arzigogolo

, , ;

- scrive 21 commedie parte in prosa e parte in versi;

Giovanni Maria Cecchi:

- compose commedie campestri nel dialetto padovano

Angelo Beolco detto Ruzzante: Fiorina La

avente ad oggetto rielaborazioni di commedie di Plauto (esempio ,

venexiana ).

Una particolare commedia che si creò nel nord Italia che poi si propagò in tutta Italia

ed in Europa fu la commedia dell'arte, ovvero la commedia improvvisata dove era

conosciuto solo il plot e la divisione delle scene e per il resto si improvvisava

(Arlecchino, Pantalone e Pulcinella sono i tipi comici più famosi).

novellistica avuto i suoi autori più importanti:

Anche la

- scrisse 214 novelle senza arte ma con avventure allegre, crimini

Matteo Bandello:

passionali, altri temi lontani dalla realtà contemporanea e copiati da altri libri;

Hecatommiti (cento novelle): base il Decamerone;

- Giovan Battista Giraldi: Cene

- , in parte perduta;

Anton Francesco Grazzini:

Piacevoli notti

- : prima raccolta di racconti dell'occidente;

Francesco Straparola:

- la sua autobiografia è una dimostrazione di letteratura realistica

Benvenuto Cellini:

con uno stile vivo e originale, con aggiunta di forme dialettali e idiomi fiorentini;

Vite dei più eccellenti pittori, scultori ed architetti

- : raccolta di

Giorgio Vasari:

biografie di artisti.

La poesia realistica e comica si trasformò poi in parodia e il suo più grande maestro fu

Nato vicino a Mantova nel 1496, abbandona gli abiti ecclesiastici

Teofilo Foleng.

(monaco benedettino) nel 1524 per ritornarvi dopo 10 anni di stravizi. Morirà nel 1544

in un monastero del sud Italia. Le sue opere principali sono:

1517 Baldus

- : : la sua opera principale, scritta sotto lo pseudonimo di Merlin Cocai,

utilizza lo stile latino maccheronico (mescolanza grottesca di latino classico di

forme italiane e dialettali); Baldus, cresciuto tra i contadini e amante dei libri di

cavalleria, è circondato da malandrini, giganti e mostri comici con il quale realizza

imprese ridicole e poi scende negli inferi e qui il poeta lo abbandona;

1526 Orlandino

- : : poemetto in ottave, scritto sotto lo pseudonimo di Liverno Pitocco

(Merlino il mendico), narra la nascita e la giovinezza di Orlando ma in veste comica e

burlesca; Letteratura Italiana

1526 Chaos del Triperuno

- : : mix di prosa e versi, italiano e latino e gergo

maccheronico, nel quale descrive le lotte interiori che aveva subìto nel periodo di

spoglio dei vestiti.

Nella poesia parodica ricordiamo anche Il suo stile

Francesco Berni di Lamporecchio.

è quello di descrivere l'opposto dei valori classici (osceno contro platonico, brutto

contro bello). Utilizza il sonetto caudato e lo esagera fino a giungere a 20 code

(terzine di un settenario due endecasillabi). Utilizzò il capitolo in terzine per la satira

dialogo

politica e per elogi verbosi delle cose comuni. La sua opera principale è il

contra i poeti

, dove si burla della vanità e dell'ambizione dei poeti che vivono solo del

loro lavoro di poeta. Suoi seguaci sono Niccolò Campani, Niccolò Franco, Bronzino.

* * * * * * * *

TORQUATO TASSO

Biografia

Nasce l’11 marzo 1544 a Sorrento. I suoi studi seguono di pari passo gli spostamenti

del Padre Bernardo in giro per l'Italia: Napoli, Urbino, Padova e Bologna. Nel 1561/62

si iscrive al corso di filosofia ed eloquenza all’università di Padova. Nel 1565 va a

servizio del Cardinale Luigi d'Este. All'età di 30 anni compaiono i primi segni di pazzia

(manie persecutorie). Tra il 1572 e il 1574 fu alla corte del Duca Alfonso II e fu il più

felice; nel 1576 però ci fu un serio attacco di follia ed allora iniziò a vagare di città in

città, di corte in corte, dal carcere all'ospedale e infine al chiostro. Morì nel 1595 con

la speranza vana di essere incoronato poeta a Roma.

Opere

1562 Rinaldo

- : : un'epopea in 12 canti in ottave sullo stile dell'Eneide e della

Tebaide; in cerca di gloria Rinaldo da Montalbano va in cerca di avventure nelle quali

incontra Clerice e se ne innamora; per un periodo si ferma alla Reggia di Floriana

che gli fa dimenticare la sua amata. Tuttavia, gli apparirà in sogno e dopo altri mille

pericoli corona con le nozze al suo amore;

1573 Aminta

- : ;

1574 Galealto re di Norvegia

- : : incompiuto perché fermo alla seconda scena del

secondo atto;

1579 La Gerusalemme Liberata

: : è la realizzazione ideale del mix tra epica classica

- e epica romanza. Si narrano le imprese e le avventure dell' esercito crociato nel

sesto anno della guerra, più precisamente, nei 3-4 mesi precedenti l’espugnazione di

Gerusalemme nonchè la presa della città e la vittoria nella battaglia di Ascalona.

Letteratura Italiana

Riassunto: Goffredo di Buglione, capo dei Crociati, marcia verso Gerusalemme dove

re Aladino li attende. La guerriera musulmana Clorinda si scontra con Tancredi,

principe normanno ma di origini italiane: lui, però, è innamoratosi di lei un dì, le

dichiara il suo amore in quel mentre. Nel frattempo nella rissa Dudon di Causa

muore per mano di Argante. Goffredo prepara le macchine per l'assedio ma gli

inferi congiurano contro di lui: il mago Idraote (re di Damasco) su comando del

demonio, manda al campo la nipote Armida che convince Goffredo a concederle 10

campioni per difenderla da simulati pericoli. Anche Rinaldo d'Este lascia il campo

perché non vuole sottostare a Goffredo. Argante freme nell'attesa dello scontro

finale e allora esce e affronta Tancredi ma la notte interrompe questo duello; così

Erminia, ex prigioniera di Tancredi e di lui innamorata, si traveste da Clorinda per

curarlo: egli però credendola Clorinda la rincorre nel bosco e cade tra le insidie di

Armida. A continuare il duello al posto di Rinaldo va Raimondo di Tolosa che morirà

per un dardo lanciato da un musulmano istigato dal demonio. La battaglia va avanti e,

spinti da Clorinda, Argante e con l'aiuto degli Inferi, i cristiani devono ripiegare

negli alloggiamenti. Qui arrivano tristi notizie (l’esercito danese è morto per strada

le armi di Rinaldo trovate distrutte) e la discordia si monta tra cristiani che

Goffredo a stento seda. Nella notte i cristiani vengono assaliti nel campo e ridotti

allo stremo. Ma Dio manda l'Arcangelo Michele per cacciare gli inferi e così la

situazione si riequilibria tant'è che i cristiani vincono grazie a Goffredo e a

Tancredi con i campioni di Armida, liberati da Rinaldo, creduto morto. Carico della

vittoria Goffredo prova l'assalto alla città ma perde; la notte successiva Argante e

Clorinda distruggono le macchine da assedio di cristiani. Clorinda poi incontra

Tancredi che involontariamente la uccide, ricevendo il battesimo da lui. I cristiani

provano a ricostruire le macchine ma il bosco dove far legna è stato incantato dal

mago Ismeno; poi vengono tormentati da una lunga siccità interrotta dalla pioggia

mandata da Dio. Sembra che non ci siano più speranza per i Crociati senonchè una

visione annuncia a Goffredo che solo Rinaldo può vincere le magie del bosco: così

manda Carlo il Danese e Ubaldo a prenderlo, accompagnati da Pietro l'Eremita e un

altro veggente. Arrivano alle isole fortunate dove Rinaldo vive il suo amore con

Armida. Convinto da questi, parte alla volta della guerra e così anche Armida che

giura vendetta per l'abbandono. Rinaldo, confessato e con armi nuove, rompe gli

incantesimi, vengono fatte nuove macchine ed è il primo che sale sulle mura durante

l'assalto. Gerusalemme è caduta ma Aladino e Salimano sono rinchiusi nella torre di

David: Tancredi uccide finalmente Argante ma ferito viene soccorso di nuovo da

Erminia. Due giorni dopo l'esercito egiziano affronta di nuovo i crociati nell'ultima

battaglia: Rinaldo uccide Salimano uscito fuori dalla torre per combattere e placa

Armida e i suoi campioni; Goffredo sventa un piano contro di lui abbatte Emireno;

Raimondo, aiutato da Tancredi, uccide Aladino e viene presa così anche la torre di

David. Gerusalemme è presa!!! Letteratura Italiana

Analisi: elemento epico: le Crociate; elemento romanzo: la storia di Rinaldo e

Armida. Lo stile manca di spontaneità e la lingua di freschezza, troppi latinismi e

lessico povero;

1580 Torrismondo

- : : si descrivono gli strani casi di come si compiano le profezie di

certe ninfe; l’azione è lenta, verbosità ampollosa e ricercata che la raffredda; il

verso ha una varietà di suoni e andatura nobile ma non basta a ravvivarla;

1593 Gerusalemme conquistata

- : : è la revisione della sua opera principale dotata di

maggiore unità e religiosità ma non raggiunge la stessa fama della prima;

1594 Mondo creato

: : canta la creazione dell'universo dividendo la materia in 7

- parti o giorni corrispondenti alle sette giornate della Creazione, compreso il giorno

di riposo. Segue la Bibbia ma inserisce disquisizioni teologiche, filosofiche,

astronomiche e fisiche. * * * * * * * *

L’ETÀ MODERNA - XVII SECOLO PRIMA METÀ

GIAMBATTISTA MARINO

Biografia

Nasce nel 1569 a Napoli. Per sfuggire alla prigione scappò a Roma nel 1600 e fu ospite

di Carlo Emanuele I, trasferitosi poi nel 1608 a Torino. Nel 1615 andò a Parigi alla

corte di Maria Dé Medici. Nel 1623 ritornerà in patria ricco e celebre delle sue opere.

Morirà a Napoli nel 1625.

Opere

1602 – 1614 Cira

- : (*);

1620 Galleria

- : (*)

(*) raccolte di poesie religiose, morali, d'amore piene di realismo

1620 la Sampogna

- : : idilli mitologico-pastorali;

1623 Adone

- : : poema di oltre 5000 ottave diviso in 20 canti. Narra la storia di

Venere che si innamora di Adone, capitato sulla spiaggia di Cipro, grazie a Cupido, e

che ricambia il suo amore. Però il Dio Marte è geloso e costringe Adone a fuggire e

questi morirà in una caccia al cinghiale, innamoratosi di lui per volere di Marte;

morirà tra le braccia di Venere. Nonostante la varietà di racconti, la sua lettura è

faticosa e stucchevole perché è monotona, senza intrecci e il filo conduttore è

flebile. I personaggi non hanno anima e senza significato però qualche volta prevale

una parvenza di poesia e un'anima sensuale che si inebria degli spettacoli di bellezza

visiva e musicale che vince la freddezza di questo stile artificioso, della lingua ricca

dell'ottava e del verso. Letteratura Italiana

Imitatori della poesia di Marino sono:

- cercò di indirizzare la poesia verso la semplicità arricchendo

Gabriello Chiabrera:

comunque il lessico con parole composte secondo il cliché greco;

- cercò di dare un tono patetico al sentimento nazionale italiano nello

Fulvio Testi: Pianto d'Italia

stile oraziano; sua opera è .

commedia dell'arte si affermava sempre più, così come le imitazioni del

Nel teatro la

dramma pastorale (esempio Aminta). Autori di questo genere sono:

- Francesco Contamini;

- Gabriello Chiabrera; Tancia Fiera

- e hanno un linguaggio vivo è pieno di arguzie

Michelangelo Buonarroti:

popolari del contado fiorentino;

Il candelaio

- ;

Giordano Bruno: Dafne 1599

- ( ): azione drammatica semplice scritta con un mix di

Ottavio Rinuccini:

endecasillabi sciolti e settenari canzonette liriche, divisa in un prologo e quattro

Euridice Arianna Favola di Narciso

episodi; altre opere poetico-musicali sono , , .

Così come Folengo imitò l'Ariosto così anche Tasso fu oggetto d'imitazioni letterarie.

Secchia rapita 1622

che scrisse l'opera ( ),

Autore di spicco fu Alessandro Tassoni

poema in ottave di 12 canti. Narra la guerra tra la Modena ghibellina e la Bologna

guelfa per una secchia rubata. Sono presenti comunque elementi storici messi alla

rinfusa e scene ed elementi tratti da Omero, Virgilio, Ariosto, Tasso. L'intento

dell'autore era quello di prendere in giro i suoi nemici e quelli della sua città Modena,

di motteggiare le debolezze e i difetti altrui oltre che sbeffeggiare qualche amico, in

buona fede.

Altri autori di questo filone parodico sono:

Il Malmantile riacquistato

- : è un canto che narra la conquista del

Lorenzo Lippi:

castello di Malmantile ad opera di un plotone di ubriachi, storpi e mendici;

Ricciardetto

- : è una caricatura del poema eroico-romanzo.

Niccolò Forteguerri: Lo

Per quanto riguarda la prosa, salvo la figura di e la sua opera

Giambattista Basile

cunto de li cunti o il Pentamerone (mix di prosa e verso, sofisticherie italiane e

dialetto napoletano, profondità e frivolezze caratterizzano quest'opera, la produzione

di questo periodo è prettamente scientifica.

Autori di questa produzione sono:

- descrisse la sua storia antipapista del Concilio Tridentino che fu

Paolo Sarpi:

combattuta da Sforza Pallavicino, grazie alle sue investigazioni;

- e inveirono contro il dominio spagnolo;

Alessandro Tassoni Traiano Boccalini:

dialoghi metafisici e morali;

- Giordano Bruno:

- Tommaso Campanella; Letteratura Italiana

- autore delle più importanti prose scientifiche sulle sue scoperte

Galileo Galilei: Dialoghi dei massimi

scientifiche e fisiche (per le quali fu accusato di eresia):

sistemi 1630 Dialoghi delle nuove scienze 1638 Il saggiatore 1623

( ), ( ), ( ). Suoi

allievi saranno Benedetto Castelli, Evangelista Torricelli, Vincenzo Viviani.

* * * * * * * *

L’ETÀ MODERNA - XVII SECOLO SECONDA METÀ

Questo periodo è caratterizzato da vari tentativi di riforma, seguiti all'opera di

Galileo di eliminare l’artificiosità della prosa.

In poesia ci furono i cosiddetti satirici:

- nelle sue terzine praticò contro il cattivo gusto nella musica, nella

Salvator Rosa:

poesia, nella pittura;

- utilizzò forme vivaci e pulite;

Benedetto Manzini:

- scrisse satire a carattere personale e a volte cariche di odio;

Ludovico Sergardi:

- e classicismo moderato e di buon gusto.

Vincenzo di Filicaia Francesco Redi:

Ci furono anche poeti che vollero agire nelle Accademie (i cosidetti accademici).

1690 nacque l'Accademia dell'Arcadia: la sua finalità era quella di

Infatti nel

combattere il cattivo gusto e promuovere il ritorno alla semplicità di forma e

contenuto. Il primo che lavorò attivamente nell'Accademia fu Giovanni Maria

Istoria e commentari alla vulgar poesia

che scrisse l'opera in sei tomi ,

Crescimbeni,

seguito poi da critico famoso dell'epoca, con la sua opera

Giovan Vincenzo Gravina,

Ragion poetica . Nell'età dell'Arcadia si possono distinguere tre fasi, con i suoi

esponenti di spicco:

- Francesco De Lemene e Giambattista Zappi;

- Tommaso Crudeli;

- Paolo Rolli.

Il teatro di questo periodo fu influenzato dalla tragedia francese e dall'utilizzo del

verso alessandrino. Autori importanti di questo periodo sono:

- Jacopo Martelli; Merope

- non seguì il francese ma ritornò ai modelli greci; esempio

Scipione Maffei:

1713

( );

- si ispirò invece a Shakespeare; scrisse quindi tragedie politiche di

Antonio Conti:

argomento romano, rimanendo fedele alla regola delle tre unità aristoteliche (luogo,

spazio, azione).

Nella prosa, vengono coltivate anche le scienze storiche, il cui autore di maggior

Principi di una scienza nuova intorno alla

con l'opera

spicco fu Giambattista Vico Letteratura Italiana

natura delle nazioni cercò di scoprire le leggi della Storia Universale e diede valore al

pensiero intuitivo e alla conoscenza storica. Altri autori furono:

- dà la prima dimostrazione di critica letteraria attenta e acuta;

Apostolo Zieno:

- scrisse la prima raccolta di biografie di scrittori italiani

Giovanni Mazzucchelli:

Scrittori d'Italia

( ); Rerum italicarum scriptores Antiquitates italicae

- ,

Ludovico Antonio Muratori:

medii aevii Annali d'Italia Perfetta poesia

, , .

* * * * * * * *

L’ETÀ MODERNA - XVIII SECOLO

GIUSEPPE PARINI

Biografia

Figlio di poveri lavoratori, nasce nel maggio del 1729 a Bosisio. Nel 1738 va a Milano

ospite di una zia che, pochi anni dopo, muore, lasciando un vitalizio al nipote affinché

fosse avviato al sacerdozio. Nel 1754 fu ordinato, infine, sacerdote, contro la sua

volontà ma per autorità paterna e necessità economica. Fu così che diventa precettore

dei figli del duca Serbelloni e vi rimase fino al 1762 quando venne licenziato per

incompatibilità con la duchessa. Nel 1768, il conte di Firmian gli affida la direzione

della Gazzetta di Milano e nel 1769 la cattedra di eloquenza nelle scuole palatine. Nel

1773 la cattedra cambiò il nome in Principi generali delle Belle Arti e la tenne fino alla

morte, avvenuta il 15 agosto 1799.

Opere Giorno

La sua opera più importante è il , poema in endecasillabi sciolti, nel quale si finge

precettore nelle varie occupazioni della giornata. Nell'idea originaria doveva essere

diviso in tre parti:

Mattino 1763

- , pubblicata nel ;

Mezzogiorno 1765

- , pubblicata nel ;

Sera

- , mai pubblicata. Vespro Notte

Successivamente quest'ultima fu scissa in e , pubblicati post mortem e

rimasti solo pochi frammenti.

Protagonista del poema è l'alunno, il giovin signore e la descrizione della sua vita

inutile, dimentico dei suoi doveri e senza aspirazioni, dalle prime ore del mattino fino a

notte. La satira di Parini ha un ruolo doppio:

- satira letteraria: le forme classico-retoriche del Rinascimento sono ridicoleggiate

dal basso contenuto dell'opera;

- satira morale: si mette in rilievo il contrasto della vuotenza e la falsità del mondo

elegante con la natura e con la seria realtà della vita.

Odi 1757 1795

, composte dal al .

Un'altra opera del Parini è la raccolta Letteratura Italiana

CARLO GOLDONI

Biografia

Nasce a Venezia nel 1707. A 4 anni utilizzava i burattini del padre, a 8 anni leggeva i

libri degli autori classici presenti nella biblioteca del padre. Dopo una scappatella con

una compagnia di comici, il padre lo mandò a Venezia per farne un avvocato e poi

all'Università di Pavia da dove fu cacciato per aver scritto una satira contro le donne

pavesi. Si laurerà nel 1731 a Padova ma ciò non lo fermerà nei suoi intenti teatrali e lo

porterà a viaggiare per tutta Italia. Nel 1748 entrò in una compagnia di comici a

Venezia e lì iniziò la sua battaglia contro la commedia dell'arte. Tuttavia, dovette

cedere ai suoi nemici e si trasferì a Parigi dove visse di privazioni e miserie fino alla

sua morte nel febbraio del 1793.

L'intenzione di Goldoni era quello di riformare il teatro, in particolare la commedia, un

genere che avesse suo fondamento nel carattere dei personaggi mettesse in scena la

natura senza guastarla. Egli scrisse circa 250 composizioni di ogni genere (tragedie,

commedie, melodrammi, intermezzi, scenari) per assecondare i gusti del pubblico o i

puntigli degli impresari. In molti casi egli prendeva spunto da altre opere ma la

maggior parte i suoi spunti erano presi da persone e aneddoti veri, in particolare la

La

vita dei borghesi nella sua amata Venezia, in versione satirica. Esempi di sue opere:

locandiera La bottega del caffè I Rusteghi

, , .

VITTORIO ALFIERI

Biografia

Nasce il 16 gennaio 1749 ad Asti. Nel 1758 dovette seguire gli studi nell'accademia di

Torino, dove per 8 anni studiò poco e male. Quando uscì, ebbe l'autorizzazione del re a

partire perché ad Asti si sentiva come in gabbia: visitò Italia, Francia, Inghilterra,

Paesi Bassi, Germania, Russia, Spagna, Portogallo. Torna a Torino nel 1772 e qui inizia a

scrivere tragedie, come era di moda all'epoca. Ma i suoi studi passati non la aiutavano

molto: così dovette reinventarsi e istruirsi di nuovo con il latino e l’italiano, partendo

dalle basi ovvero la grammatica per poi passare all'analisi di testi (Dante, Petrarca,

Tasso, Ariosto). Le sue opere furono scritte nel periodo 1776 – 1789. Nel 1796 iniziò a

studiare greco per conto suo e riuscì anche a tradurre opere di Terenzio e Virgilio.

Muore a Firenze l’8 ottobre 1803.

Opere (prosa) Letteratura Italiana

1777 Della tirannide

- : : composto da due libri dedicato alla divina libertà: esamina la

costituzione di un governo assoluto, ne svela invalidi contrappone i rimedi;

1778 Del principe e delle lettere

- : : secondo lui la protezione principesca è dannosa

alla produzione letteraria perché comunque vincolata;

1785 – 1803 Vita

- : : narrazione rapida e vivace delle vicende dell'uomo e dello

scrittore.

Opere (teatro)

Scrisse in tutto 19 tragedie; il suo stile compositivo è detto a tre sospiri: ideatura,

stesura, verseggiatura. Infatti prima ideava il soggetto dell'opera e fissava scene,

personaggi e ambiente in prosa e poi a mente lucida e riposata verseggiava i pensieri

migliori. Due furono i temi principali trattati:

Polinice Antigone Virginia Agamennone Oreste Ottavia

- soggetti greci o romani: , , , , , ,

Timoleone Merope Agide Sofonisba Bruto primo Mirra Bruto secondo

, , , , , , ;

Filippo Rosamunda Maria Stuarda Congiura dei

- personaggi regali o principeschi: , ,

Pazzi Don Garcia Saul

, , .

In queste opere Alfieri vuole suscitare nel pubblico il suo terrore o pietà che

scaturisce dal fatto raccontato: l'azione è energica e continua che porta rapidamente

verso la catastrofe finale e i personaggi sono ridotti al minimo essenziale.

Opere (poesia)

1778 – 1786 l'Etruria vendicata

- : : poemetto in ottave che narra l'uccisione del

duca Alessandro per mano di Lorenzino De’ Medici. L’intento è quello di scuotere il

popolo italiano dalle tirannie;

- Rime Vita

- : : sono i commenti alla , pensieri e giudizi sulle condizioni sociali e

politiche del tempo, meditazione autobiografiche; si denota l'influenza

petrarchesca;

1790 Satire

- : : sono 17 dal contenuto sarcastico e invettivo a volte con locuzioni

energiche e volgari; esprimono tutto lo spregio verso la società del suo tempo;

Cavalier servente Re Grandi Plebe Leggi Educazione

esempi , , , , , ;

- Epigrammi

- : ;

1793 – 1799 Risogallo

- : : raccoglie tutte le sue opere scritte nel tempo nelle quali

traspare un odio irrefrenabile verso i francesi.

VINCENZO MONTI Letteratura Italiana

Biografia

Nasce presso Alfonsine il 19 febbraio 1754 da proprietari terrieri. Dapprincipio

studiò al seminario di Faenza con l'intenzione di prendere i voti. Poi cambiò idea e il

padre lo mandò a Ferrara per studiare legge. Qui inizia ad assaporare i classici e

comporre sonetti arcadici. Nel 1778 ottenne il permesso dal padre di andare a Roma. E

qui maggiormente respira lo stile classicista grazie anche ai numerosi reperti storici.

A Roma era protetto dal Cardinale Borghese e poi anche dal Papa, potè vivere nel

lusso. Nel 1797 parte per Firenze; seguiranno poi Bologna e Venezia per arrivare a

Milano dove divenne direttore Affari Esteri della Cisalpina. Fu poi perseguitato per le

sue idee antirivoluzionarie e dovette rifugiarsi a Parigi dove però non ebbe vita facile.

Ritornò in Italia nel 1801 quando fu ristabilita la Repubblica; qui assistette alla

vittoria ed insediamento di Napoleone come re d'Italia e la sua successiva sconfitta

per mano degli austriaci. Di tutti questi cambiamenti egli trasse beneficio perché ora

l'uno ora l'altro erano oggetto delle sue opere; tuttavia dopo la Restaurazione la sua

carriera finì. Anche l'assegno periodico di cui godeva come poeta fu notevolmente

ridotto e dovette vivere in miseria negli ultimi anni di vita. Morì il 13 ottobre 1828 a

Milano.

Opere

1779 Prosopopea di Pericle

- : : ispirata dalla dissotterramento del busto di Pericle,

voleva far esaltare lo splendore del nuovo Rinascimento romano;

1781 La bellezza dell'universo

- : : fonti utilizzate e divinamente mixate sono la

Genesi biblica, il Paradiso perduto di Milton, il Mondo creato di Tasso;

1782 Il pellegrino apostolico

- : (romanzo storico): poemetto in terza rima nel quale

si narra il viaggio di Papa Pio VI per distogliere Giuseppe II dalle sue idee

riformiste laiciste il quale appare in sogno San Silvestro che gli presagisce,

mentendo, reverenti accoglienze e prospero successo;

1783 Sciolti al principe Sigismondo Chigi Pensieri d'Amore

: e : ispirati dalla

- lettura del Werther di Goethe;

1784 Al signor di Montgolfier

- : : scritta in occasione del primo volo in aerostato, qui

il poeta riesce a comunicare il suo entusiasmo per questa nuova impresa dell'uomo;

1786 Aristodemo

- : (*);

1788 Galeotto Manfredi

- : (*);

(*) sono due tragedie mix tra Alfieri e Shakespeare; drammi poco aulici e aristocratici

1793 Musogonia

- : (romanzo storico): poemetto mitologico in ottave che narra infatti

la nascita di tutti i miti greci ma doveva raccontare la storia ideale della poesia ma

rimase un solo canto come elogio a Bonaparte e all’Italia;

1793 Bossvilliana

- : (romanzo storico): cantica che racconta la storia del segretario

Hugon de Bossville venuto a Roma per divulgare le idee francesi rivoluzionarie che

fu ucciso dalla plebaglia fanatica. Riprende lo schema delle visioni di Dante: prima di

Letteratura Italiana

comparire davanti a Dio per il perdono, l'anima di Bossville viene condotta da un

angelo sui cieli di Francia per fargli vedere gli orrori della rivoluzione come la

decapitazione di Luigi XVI;

1700 Prometeo

- : : dedicato a Napoleone;

1797 Il fanatismo, La superstizione, Il pericolo

- : : tre cantiche in terzine che

attaccano il Vaticano e la coalizione dei re;

1797 Per il congresso di Udine

- : ;

1799 Per l'anniversario della caduta dell'ultimo re di Francia

- : ;

1801 Mascheroniana

- : : poema in terza rima, il poeta immagina che la sua anima

incontrasse in cielo altri grandi scrittori lombardi e conversare con loro di

Napoleone e delle condizioni dell'Italia nella prima e nella seconda Cisalpina. Anche

qui si nota l'influsso dantesco;

1802 Caio Gracco

- : (tragedia): caratterizzato da azione movimentata, larga

rappresentazione di sentimenti, stile vigoroso e sobrio ma scarso nella descrizione

dei personaggi;

1805 Il beneficio

- : : poemetto in terza rima dove descrive l'Italia oppressa e poi

liberata (da Napoleone);

1806 Il bardo della Selva Nera

- : : dedicata alle vittorie napoleoniche sulla Prussia;

1806 Spada di Federico II

- : : dedicata alle vittorie napoleoniche sulla Prussia;

1809 Palingenesi politica

: : dedicata alle vittorie in Spagna, scritto in endecasillabi

- sciolti, nel quale Napoleone è raffigurato come lo spirito riordinatore di tutto il

mondo morale e civile;

1810 La ferogamia di Oreta

- : : dedicata alle nozze di Napoleone con Maria Luisa

d'Austria;

1811 Le api panacridi in Alvisopoli

: : per la nascita del re di Roma;

- 1815 Rustico omaggio

- : (*);

1816 Ritorno di Astrea

- : (*);

1819 Invito a Pallade

- : (*);

(*) inni ai nuovi signori austriaci dove denigra Napoleone fino a quel momento adulato

nelle sue opere precedenti

1825 Feroniade

- : : poema in versi sciolti nel quale si narrano gli amori di Giove per la

ninfa di Terracina, Feronia e dell'ira di Giunone che fa inondare i suoi campi e li

rende paludosi e malsani ma Giove la consola predicendo che un giorno i suoi campi

ritorneranno fecondi (Pio VI infatti inizia il prosciugamento delle paludi pontine);

1825 Sermone sulla mitologia

- : : rievocazione nostalgica di una felice stagione

poetica;

1826 Per il giorno onomastico della mia donna Teresa Pikler

- : .

* * * * * * * *

L’ETÀ MODERNA - XIX SECOLO Letteratura Italiana

UGO FOSCOLO

Biografia

Nasce a Zante il 6 febbraio 1778 da una famiglia veneziana. Nel 1792 ritornò a

Venezia con la famiglia, orfano di padre e in povertà. Qui studiò l'arte dei classici

latini e greci nonché i classici moderni come Alfieri, pregni di amore per la libertà e la

patria. Nel 1797 dovette lasciare Venezia per le sue idee democratiche e andò a

Bologna dove si arruolò volontario nella cavalleria cispadana. Ma in occasione di una

missione conosce Bonaparte, il suo eroe, da vicino e ne rimane deluso tanto che nel

Trattato di Campoformio Napoleone cede Venezia agli austriaci. A Milano conobbe

Parini e Monti; scrive articoli di politica e invettive contro i francesi e difendeva

l’indipendenza italiana. Nel 1799 si ritrova a combattere contro gli austro-russi e

fatto prigioniero. Caduta Genova e poi risollevata, Foscolo fu mandato in giro per

l'Italia per varie commissioni; a Firenze si innamora di Isabella Roncioni già promessa

ad altro (seguiranno innumerevoli avventure amorose ma mai a tale livello spirituale).

Ritornato a Milano nel 1802, le sue occupazioni principali erano quelli di ufficio, gli

amori, le brigate e gli studi. Nel 1806 dimorò a Brescia; poi ottenne la cattedra di

eloquenza a Pavia. Nel 1810 interrompe l'amicizia con Monti per colpa di un articolo di

questi su dei versi di Cesare Arici. Nel 1815 decise di lasciare l'Italia e si diresse in

Svizzera per sfuggire al giuramento degli odiati austriaci. Patì la povertà ma non per

questo smise le sue abitudini disordinate che sovvenzionava il fratello Giulio e

un'amica senese. Nel 1816, minacciato di sfratto, partì per Londra dove fu accolto

come scrittore illustre; anche qui però si indebitò fortemente e dovette ben presto

rivendere quanto acquistato. Ma la storia si ripeteva ogni qualvolta avesse un po' di

soldi (scriveva infatti per alcune riviste); anche con l'eredità di sua figlia che, sotto

forma di villa che aveva comprato in campagna, fu sequestrata dai creditori e lui fu

arrestato nel 1824. Dopo la liberazione visse di stenti nei quartieri poveri di Londra

fino a che la figlia non lo prese con sé e lo accudì fino alla morte il 10 agosto 1827.

Opere

1802 Le ultime lettere di Jacopo Ortis

- : : fonte è il Werther di Goethe.

Trama: Jacopo Ortis, giovane liberale, si ritira sui Colli Euganei dopo la cessione di

Venezia all'Austria. La realtà gli ha dimostrato che i principi di patria e libertà sono

pure illusioni e si rinchiude in se stesso e nel suo dolore. La comparsa nella sua vita

di Teresa, della quale si innamora sembra ridestarlo: ma questa è già promessa ad

un amico di suo padre Questa duplice angoscia lo porterà al suicidio.

Analisi: è scritto in forma epistolare: Ortis riflette gli ideali di Foscolo che

sosteneva che non c'è patria nè libertà se questa arriva da un intervento straniero

invece che dal sacrificio del proprio popolo; Letteratura Italiana

1802 – 1803 Sonetti Odi

- : e : nella prima raccolta sono presenti 8 sonetti mentre

nella seconda sono 12 sonetti e due odi. Secondo Foscolo la poesia doveva tendere a

superare il reale per attingere alla sfera dei perenni valori ideali; la sua poetica

delinea una drammatica concezione della vita nella quale le premesse sensistiche e

materialistiche di fondo finivano per negare autentico valore conoscitivo alla

ragione, esaltando invece quella dell'arte, fondata sul forte sentire sul significato

positivo dell'illusione e quindi intesa come momento di consolazione, creatrice di

valori e strumento per una più alta forma di conoscenza. I quattro sonetti aggiunti

nella seconda versione sono i cosiddetti sonetti maggiori: Foscolo riduce in poesia le

vicende interne ed esterne alla sua vita:

• Alla sera : l'elemento soggettivo si trasforma in universale e medita sul nulla

eterno;

• A Zacinto : sono presenti echi della poesia classica; vi è un attacco diretto

come se uscisse da una lunga meditazione sul proprio destino; le immagini sono

libere e senza schemi e seguono la logica dei sentimenti; si evidenzia

similitudine Ulisse – Foscolo, entrambi in esilio ed erranti ma il primo torna a

casa, il secondo no;

• In morte del fratello Giovanni

: il tema è la tomba e gli affetti familiari

dispersi sul sepolcro;

• Alla Musa . A Luigia Pallavicini caduta da cavallo All'amica

Le due odi sono (stile greco) e

risanata ;

1807 I sepolcri

- : : è un carme di endecasillabi sciolti; è la risposta a Ippolito

Pindemonte sull' Editto di Saint-Claud che imponeva la sepoltura dei morti fuori

dalla città e le lapidi dovevano essere uguali per tutti. Mentre in Francia volevano

rivalorizzare i riti e le tradizioni funerarie, a Foscolo interessava il significato e la

funzione che la tomba viene ad assumere per i vivi. Sul piano razionale le tombe

sono inutili perché l'uomo non vive dopo la morte del suo corpo e la materia di cui è

composto si ricongiunge alla materia universale per riprendere l’eterno processo

della vita e della morte; se anche la vita individuale si annulla nella materia, le

illusioni vanno oltre la morte perché rimangono nella memoria dei vivi consentendo

una sopravvivenza dopo la morte a chi ha lasciato eredità di affetti. Non è concessa

a tutti ma è faticosa conquista dell'uomo e del suo impegno per mantenere il suo

ricordo;

1813 Didimo Chierico Viaggio sentimentale

- : : è la traduzione del di segna la

Sterne;

maturazione di Foscolo e il suo cambiamento morale nei confronti dei sentimenti e

della politica. E’ l'anti Ortis che si tiene per sé i sentimenti e non li lascia

trasparire, non si interessa più di politica, considerata una lotta vana. Aiace

Si ricordano anche le tragedie di stampo classico e medievale fantastico ,

Tieste Ricciarda Grazie

, . Altre opere sono le e le prose critiche. Letteratura Italiana

Altri autori che seguiranno il classicismo dopo Foscolo furono:

- per la lirica: Francesco Cassoli, Luigi Lamberti, Ippolito Pindemonte;

- per la poesia didattica: Cesare Arici, Giuseppe Zanoja;

- per il dramma: Francesco Benedetti, Ippolito Pindemonte, Giovan Battista

Niccolini.

ALESSANDRO MANZONI

Biografia

Nasce il 7 marzo 1785 a Milano. All'età di 6 anni fu avviato agli studi in collegi

religiosi dove riceve una buona istruzione classica, unita alle sue personali letture

(Parini, Alfieri, Monti) e alla cultura illuminista che aleggiava in Lombardia. Nel 1805 si

trasferisce a Parigi con la moglie dove risiederà per tre anni; nel 1808 si sposa con

Enrichetta Blondel di fede calvinista e con la quale si convertirà al cattolicesimo nel

1810, fede che sarà seguita nella redazione di tutte le opere. Dal 1810 dimorò a Milano

e condusse vita ritirata e modesta insieme alla sua numerosa famiglia; di rado si

allontanò se non per brevi periodi. Tra il 1833 e il 1861 la sua vita fu funestata da

molti lutti ma lui si consolò grazie alla fede. Era uomo modesto nonostante la sua fama

sparsa in ogni paese d'Europa: rifiutò varie onorificenze ad eccezione di quella

offerta da Vittorio Emanuele II (una pensione annua). Partecipò alla seduta del

costituendo Regno d'Italia nel 1861 e 3 anni dopo votò il trasferimento della capitale

da Torino a Firenze. Morì il 22 maggio 1873.

Opere

1801 Il trionfo della libertà

- : : poema di quattro canti in terza rima dove trasmette

la sua passione della libertà e l'indignazione per i ministri corrotti della Chiesa;

1803 Adda

- : : idillio classico in versi sciolti dedicato a Monti;

1805 Carme in morte di Carlo Imbonati

- : : dedicato al secondo compagno della

madre, morto; egli immagina un colloquio tra lui e Carlo: utilizza uno stile fluido e

disinvolto;

1807 Urania

- : : ricalca le forme classiche del Monti e del Foscolo e ha come oggetto

il mito delle Muse, educatrici degli uomini all'amore della virtù;

1812 – 1822 Inni Sacri La Resurrezione 1812 Il nome di Maria

- : : essi sono ( ),

1812 – 1813 Il Natale 1813 La passione 1815 La Pentecoste 1817-

( ), ( ), ( ), (

1822 ). Decide di analizzare una materia vera come quella in cui può riconoscersi la

fede di tutto il popolo cristiano, perché è la sola cosa che possa essere davvero

interessante e utile. Questi inni rompono con la tradizione lirica italiana,

concentrata e raffinata espressione di una meditazione solitaria e tendono alla

Letteratura Italiana

creazione di una lirica oggettiva e corale che vuole dar voce all’epos cristiano e alla

speranza di tutti i credenti. Scrive versi più brutti ma popolari. Non gli interessava

mettere in luce gli aspetti teologici e dogmatici del cattolicesimo ma sottolineare

l'importanza e gli effetti della fede nella vita degli uomini e il suo messaggio di

speranza. Nei primi 4 segue uno schema rigido (tema, episodio, conseguenza)

mentre nell'ultimo rifiuta la descrizione del rito e il procedimento narrativo ed è

centrato su un discorso di ampi orizzonti sul significato non solo remoto ma attuale

della discesa dello Spirito per la chiesa e per gli uomini;

1816 – 1824 Il Conte di Carmagnola

- : (dramma storico): è la storia del famoso

avventuriero cui fu conferito mandato dal Senato Veneziano di andare in guerra

contro il Visconti, che fu poi accusato di tradimento. L’azione dura circa 7 anni. Si

basa quindi sul vero storico: solo in questo modo le opere drammatiche trovano la

loro giustificazione. Per mantenere questa posizione è necessario abolire le unità

aristoteliche di tempo e luogo che impediscono di ricostruire i fatti nella loro

realtà. Invece l'unità di azione non è legata ad un'unica vicenda ma ad una serie di

vicende ridotte a unità e quindi gli avvenimenti vengono razionalizzati per dare loro

un senso logico. Fra tutti gli avvenimenti è necessario trovarne uno, la catastrofe,

che sta al centro di tutti affinché tutti partano da questo;

1820 – 1822 Adelchi

- : (dramma storico): narra la guerra tra Carlo Magno e i

Longobardi, la cui vittoria finale sarà dei Franchi e Adelchi, figlio del re dei

Longobardi (Desiderio) muore. L'azione dura circa 3 anni. E’ una tragedia più

popolare rispetto al primo dramma, su un piano storico più profondo e nuovo che

nasconde il problema delle condizioni dei popoli sottomessi. Il fine di Manzoni è

quello di ispirare patriottismo: i popoli possono conquistare la libertà solo con la

propria iniziativa, con la propria forza, con i propri sacrifici;

1821 Marzo 1821

- : : è la più importante lirica patriottica nella quale definisce il

nuovo concetto di Nazione: essa non è solo un fatto geografico o politico ma è

costituita da un popolo che si riconosce accomunato dalla coscienza di un patrimonio

culturale, religioso, linguistico, militare, etnico. Accanto vi è il concetto di Libertà:

essa è sacrificio e conquista e deve nascere dalla volontà concorde del popolo e non

da interventi esterni;

1821 Il 5 maggio

- : : dedicato a Napoleone Bonaparte morto in esilio a Sant'Elena. La

storia di Napoleone non viene descritta come terrena ma nella dimensione

dell'eternità: cerca di cogliere il punto di incontro tra la storia umana e il disegno

provvidenziale segnato per lui dal destino;

1821 – 1823 Fermo e Lucia

- : : è la prima versione del suo romanzo storico più

famoso alla quale seguì una revisione consistente e nel 1827 fu pubblicato in tre

I Promessi Sposi 1840 –

(ulteriore revisione si ebbe negli anni

tomi con il titolo

1842 ). Il racconto ha due filoni:

• elemento fantastico: è la storia inventata di due giovani, Lucia Mondella e

Lorenzo Tramaglino, promessi sposi che devono scappare e separarsi per

Letteratura Italiana

sfuggire a don Rodrigo che vuole rapire Lucia. Alla fine dopo mille peripezie

riusciranno a ricongiungersi e a sposarsi;

• elemento storico: l'ambientazione storica è reale va dal novembre 1628 agli

ultimi mesi del 1630; storici sono alcuni personaggi (Innominato = Bernardino

Visconti, il cardinale Ferdinando Borromeo, Suor Gertrude = Virginia de Leyva)

e storici gli avvenimenti (la sommossa milanese del novembre 1628, la

conversione dell'Innominato, il passaggio alle esercito imperiale, la peste) e

sono fusi in una trama liscia, fluida e armonica; populismo: con

Un concetto fondamentale che emerge dal romanzo è quello di

questo termine si è soliti designare un certo atteggiamento ideologico della classe

dominante nei confronti le classi inferiori, le cui principali caratteristiche sono:

• il popolo è visto come depositario di tutti i valori positivi e autentici;

• il popolo è proposto come modello o come antidoto alla corruzione della classe

dominante;

• popolo = tutto ciò che non è aristocrazia e borghesia.

Il populismo di Manzoni è liberal-moderato e cattolico. Analizza i suoi personaggi

popolari portatori di una serie di valori positivi: onestà, ottimismo, fede cristiana

spontanea; mentre nelle classi superiori vi è corruzione, violenza, meschinità. Non

tutto il popolo è visto benevolmente ma solo quello contadino. Per poter risolvere i

beneficenza: chi possiede di

problemi sociali, secondo Manzoni, il mezzo ideale è la

più deve volontariamente dare a chi non ha nulla;

1828 Del romanzo storico

- : : pubblicato nel 1845, rinnega se stesso e il suo

capolavoro affermando che è impossibile scrivere romanzi misti di storia e fantasia

perché mal si conciliano per dare una vera unità organica;

1842 Storia della Colonna Infame

- : : è un romanzo storico puro senza fantasia:

narra il famoso processo contro gli untori nel periodo della peste milanese nel quale

vennero condannati a morte i due ipotetici capi della congiura. Con un'analisi

dettagliata dei fatti e degli atti del processo, Manzoni vuole provare l'innocenza

dei due imputati, vittime della superstizione e della collera popolare.

LA SCUOLA ROMANTICA MANZONIANA

Gli autori che seguirono il Romanticismo di Manzoni erano accomunati dalla rivista Il

conciliatore, in pubblicazione a Milano dal 1818. Autori di questa scuola sono:

- analizza l'esperto aspetto patriottico del movimento;

Giovanni Berchet: Le mie prigioni

analizza l'aspetto religioso; il suo libro , trattano le

- Silvio Pellico:

sue impressioni nei giorni di carcere in Austria;

il sentimento religioso ha carattere entusiasta e mistico;

- Samuele Biava: Marco Visconti

- ;

Tommaso Grossi:


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature straniere
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher areniello.monja di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ecampus - Uniecampus o del prof Della Corte Federico.

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