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Lezione 1

Duomo di Milano

Il Duomo di Milano è un monumento che rappresenta la cultura cristiano-cattolica. Entrando si cammina su una parte in bronzo o oro con incisi dei segni zodiacali — è una meridiana, c'è un foro da cui entra la luce che, a seconda dell'ora, indica un segno. Non è quindi un elemento cristiano.

La cultura italiana, essendo un progresso continuo, ha al suo interno portato una commistione di esperienze culturali che hanno radici millenarie. La cultura non è una cosa perché:

  • È in continuo mutamento
  • Non è un accumulo passivo
  • C'è un intervento presente sul passato che viene reinventato continuamente

Le politiche culturali stabiliscono che cosa mettere sotto la luce e cosa lasciare in ombra. Andando avanti nel Duomo si trovano l'Apocalisse e Giovanni Battista, rappresentato con l'icona classica dell'aquila perché si rifà alla tradizione ebraica — Ezechiele aveva utilizzato 4 simboli che aveva ripreso dalla società babilonese. C'è un passaggio di simboli utilizzati in modo diverso che arriva fino alla storia del Duomo la cui costruzione inizia all'inizio del XIV secolo e finisce alla fine dell'800.

  • Livello fisico: un monumento può avere una storia centenaria, è in continuo mutamento
  • Livello culturale: l'interpretazione che ciascuna generazione dà è diversa

La cultura è ciò che una comunità sa di se stessa, non può essere elitaria. Quando si parla del passato glorioso dell'Italia si fa un discorso nostalgico perché non vuol dire niente, la storia può morire.

Chiostro nell'Università Cattolica

Il chiostro è una tradizione cristiana. Si concentra in un punto centrale perché il rituale dei monaci prevedeva il passaggio ogni giorno intorno al chiostro per ricordare che il tempo è circolare e il sacro è presente ogni giorno nelle nostre vite. La percezione del tempo in senso cronologico è un prodotto culturale, non è una cosa in sé.

C'era un'educazione per immagini che spiega il motivo della costruzione di grandi cattedrali. Erano un luogo mistico perché sospeso dalla quotidianità, bisognava camminare, guardare e vivere con il corpo un'esperienza di conoscenza. La nostra componente emotivo-corporea è spesso tagliata fuori.

Giudizio universale

Essendo nel passato analfabeti, era importante la simbologia, ogni aspetto, ogni figura ha un significato che deve essere decodificato. C'era un'educazione visiva che permetteva di decodificare questi simboli, il livello del visivo è simbolico e non automatico. Cristo è gigantesco, è un Cristo giudice, non solo dell'amore. Il braccio sinistro rappresenta la morale, il braccio destro chiama a sé i fedeli. La Madonna è molto piccola. In basso a destra c'è Caronte che non centra con il cristianesimo, si rifà all'Eneide e a Dante — sono tradizioni che vengono inglobate. Creò molto scandalo il fatto che ci fossero molti nudi, rappresentare i nudi aveva un significato enorme.

Se non abbiamo una cultura relativa a quest'immagine non capiamo niente, l'arte non è estetica, nasce come modo di dare senso al mondo e di far accadere ciò che è diritto. Arte ha la stessa radice di ritmo, rito e diritto. L'arte è l'esperienza tramite cui la comunità fissa i suoi valori:

  • Ritmo: ha come scopo quello di dettare il dell'esistenza, altrimenti il terrore della morte lo assalirebbe
  • Rito: lo fa all'interno di una ripetizione non fine a se stessa ma che ci definisce in quanto tali
  • Diritto: perché dava i codici della comunità

Senza una cultura non possiamo capire niente di un'opera perché non abbiamo accesso a un significato tutt'altro che estetico. La bellezza sta a significare una dimensione altra.

Ariel che si pettina con una forchetta

Non capisce che quell'oggetto ha una funzione ben precisa. Non avendo un'esperienza comunitaria del suo utilizzo, non sa cos'è una forchetta, la forchetta non esiste — il concetto di forchetta non dipende dal suo uso. Il linguaggio è quello che ci permette di essere quello che siamo, se non fossimo alfabetizzati vivremmo in un mondo molto diverso.

Ad esempio, negli anni '20 in Russia un antropologo vanno da un contadino analfabeta delle campagne russe a chiedere la differenza tra accetta, legno e tronco. Dice che non c'è differenza perché quando si deve fare legna per il caldo si prende l'accetta, si taglia il tronco e si prende il legno. Non aveva una visione concettuale divisa per oggetti a seconda dell'uso. Carlo Sini ragiona su queste cose: senza una scrittura non ragioniamo per concetti, siamo sempre in un'esperienza che dà significato alle cose.

Se non avrei fatto il cantande

Viene usato un personaggio per mettere in scacco vizi e virtù degli italiani. Se mostriamo l'immagine a un inglese non capirebbe niente perché non conosce le parole, non conosce i periodi ipotetici, non capirebbe il rimando alla parlata napoletana, non capirebbe che "checozzalone" vuol dire "che tamarro", non saprebbe che nell'immagine è Luca Medici e non Checco Zalone.

Mondi sommersi

Il tempo che passa è come se fosse l'acqua che cresce, tutto quello che è sotto l'acqua è il passato, tutto quello che affiora è il nostro presente che affiora. Se non contrastiamo questo meccanismo, questo concetto si dimostrerà in tutta la sua consistenza. Abbiamo la responsabilità di essere testimoni della nostra storia, se ci limitiamo a fare un'analisi estetica non abbiamo capito niente, dobbiamo capire perché un dipinto è diventato importante, perché una città è diventata importante, perché centinaia di persone hanno continuato una tradizione non lasciandola affogare. È molto importante decidere cosa salvare e cosa no. Bisogna lasciare dei grandi segni perché quello che per noi ha valore non muoia.

In questa fase storica se io italiano non so cosa vale per me, come può capirlo chi non sa nulla della mia storia? Se non facciamo questo discorso si farà un discorso come se le esperienze di conoscenza fossero delle cose e noi ne fossimo fuori. Vorrebbe dire che noi siamo fuori dalla verità, quindi siamo nel falso. Se la cultura è intesa come oggetto e non come esperienza, non vale la pena perdere tempo.

Giorgio Agamben

L'accumulo della cultura come se fosse un deposito che ci lasciamo alle spalle è un effetto dirompente, devastante e deleterio di una visione oggettivante della cultura come se fosse una cosa. Da un lato c'è una dimensione oggettivante in cui la cultura è un prodotto di un accumulo di informazioni staccate dalla nostra esperienza quotidiana, dall'altra la tradizione mitica in cui è tramite degli atti performativi (riti, arte) la comunità di forma e viene modificata in una dimensione in cui l'individuo non esiste in quanto è parte di un organismo. Il mito dell'individuo è figlio del modello oggettivante della cultura. C'è un soggetto che dà valore alle cose e le usa. Questo modello non risponde alla nostra vita perché l'essere umano non può vivere da solo perché morirebbe se non è accudito. L'individuo è il prodotto di una comunità, non può essere messo a capo della scala dei valori culturali. L'individuo non è il primo valore, il primo valore è la comunità di cui l'individuo fa parte.

Carlo Sini dice delle cose anche più forte: il passato accade nel futuro. È una visione che vede il passato come una cosa che sta lì ferma e non si muove più. Senza una comunità di interpretanti i fatti accaduti moriranno con la morte delle persone a cui è accaduto. Il Duomo esiste perché c'è una comunità che gli dà un senso.

Lezione 2

Rapporto tra cultura e creatività (cap. 1, parte 1)

Qual è il modo di collegare un passato glorioso come quello italiano con il futuro? Attraverso la creatività. Il tema della creatività non interessa solo pochi esperti, o artisti, ma è un tema che riguarda tutta la società: lo sviluppo economico infatti funziona, dal punto di vista della creatività, quando è tutta la società che sviluppa un'apertura mentale, una curiosità verso il nuovo è una capacità di partecipare ai processi d'innovazione. I paesi che riescono meglio a sfruttare la creatività oggi e che quindi sono più innovativi, sono quelli in cui è più elevata la partecipazione culturale, cioè dove è parte dell'essere cittadini il fatto di produrre cultura, ascoltare le storie degli altri, partecipare alle idee degli altri.

Questo diventa un problema particolarmente serio in un Paese come l'Italia, dove vi sono altissimi livelli di analfabetismo funzionale, spesso anche di ritorno, ci sono altissime quote spesso anche soprattutto tra i giovani di persone che non hanno nessun accesso alle opportunità culturali e soprattutto nel Sud dell'Italia.

I Paesi che oggi si stanno rivelando più competitivi, sono soprattutto quelli dell'Estremo Oriente che stanno sviluppando strategie estremamente sofisticate ed efficaci per legare sviluppo e creatività. Questa è una vera e propria emergenza nazionale, dovrebbe essere recepita anche nell'agenda della politica economica, perché altrimenti sarà veramente difficile assicurare alla nostra economia e soprattutto alle nostre nuove generazioni, una capacità di contare come paese di punta nello sviluppo economico di domani.

Pier Luigi Sacco, professore di economia della-cultura, IULM

Negli Stati Uniti è decisivo il ruolo dell'università, l'Italia è l'estremo opposto. Essendoci una percezione della cultura come mito del passato, manca completamente un rapporto col presente.

La cultura è il motore della creatività e la creatività, a sua volta, è alla base dell'innovazione sociale ed economica - Santagata

Creatività e qualità sociale: verso un modello italiano

Siamo in una fase di incremento della domanda dell'economia culturale, le industrie culturali hanno quindi una grandissima chance. L'Italia con il suo made in Italy ha un'enorme possibilità in questo senso. Ma a cosa è dovuto questo scenario?

  • Alla spinta della new economy che ha aperto un mercato globale, in particolare nel settore audiovisivo
  • Al progressivo mutamento dei mercati dei beni materiali, sempre più orientato alla competizione che mira alla qualità dei prodotti. Non si mira all'abbattimento dei costi ma alla qualità
  • Incremento della ricchezza globale, dunque al livello d'istruzione

La logica costi-benefici rimane ma noi siamo disposti a pagare molto di più per il valore simbolico dell'oggetto.

Le nostre risorse sono preziose. Date 4 classi di politiche culturali, negative e positive:

  • Politiche di distruzione della cultura
  • Negligenza nei confronti dei beni culturali
  • Politiche di conservazione
  • Politiche di produzione della cultura

In tutte queste 4 classi l'Italia primeggia: in alcuni musei fanno un lavoro eccellente nel preservare i beni culturali, in altri no. Nell'ultima delle 4 classi sta il tallone d'Achille dell'Italia, nonostante si riesca a difendere. Il problema è sempre il passato che è molto pesante e non eguagliabile.

La creatività si esprime a due livelli

Oggettivo:

  • Tutti i casi in cui l'industria creativa si avvantaggia di possibilità tecnologiche che rendono più potente la loro azione.
  • Avviene anche nelle scienze in cui molte scoperte vengono fatte perché l'intuito di uno scienziato è indotto dalla tecnologia che lo porta a fare nuovi esperimenti.
  • È il linguaggio alfabetico che crea l'oggettività perché toglie dall'esperienza vivente la comunicazione e la trasferisce sul piano oggettivo. Il logos greco, la scrittura alfabetica (diversa dal simbolo che perde qualsiasi legame diretto con l'esperienza reale) permette di non chiedere solo come fare una cosa ma di chiedere il perché si fa quella cosa.
  • Questo livello attiene a tutte quelle tecniche di cui l'uomo riesce a servirsi, prima perché le prendeva dalla natura, poi perché le costruisce. Grazie a cui costruisce il suo sapere e lo comunica in una maniera legata al fatto che lo strumento funziona.

Soggettivo:

  • Attiene all'individuo. L'atmosfera culturale influenza i processi creativi: una dimensione socio-culturale più libera, dinamica e interdisciplinare favorisce la produzione di creatività e l'emergere di talenti.
  • L'aspetto soggettivo della creatività definisce quindi le strategie per mantenere costante o crescere il tasso sociale di creatività per mezzo di:
    • Processi formativi accademici: il processo parte dalla cultura, se non so non saprò mai niente
    • Processi di learning by doing in contesti creativi: si impara facendo
    • Attrazione di talenti dai paesi esteri: più abbiamo un ambiente multidisciplinare, più abbiamo chance di creare legami unendo punti
    • Riduzione dei costi di accesso alla cultura
    • Applicazione dei diritti sulla proprietà intellettuale a tutela della creatività: copyright

Cos'è la creatività nella conoscenza?

Perché è interessante l'interdisciplinarietà? L'emergere di nuovi fenomeni fa sì che la configurazione della conoscenza non regga più perché ci sono troppi fenomeni che non stanno più in quelle leggi. Cambiando la configurazione all'inizio si vedrà presi per pazzi. L'interdisciplinarietà riesce a creare delle nuove configurazioni che riescono a cambiare le cose, che cambiano sguardo e quindi permettono il progresso infinito del sapere. Per questo i confini disciplinari non funzionano perché è giusto avere una competenza, però bisognerebbe sempre avere un'equipe di studiosi. A livello soggettivo è indispensabile creare il terreno giusto perché possano nascere delle collaborazioni che portino allo sguardo giusto.

Stili e modelli di produzione culturale

Cultura e creatività si combinano in modi diversi a seconda delle condizioni storiche dei vari paesi, dando luogo a modelli in parte differenti:

  • In alcune prevalgono gli aspetti tecnologici e le innovazioni tecniche
  • In altri prevalgono gli aspetti economici relativi allo sviluppo dei mercati
  • In altri prevalgono gli aspetti giuridici come l'applicazione del copyright
  • In altri ancora gli aspetti culturali e alla qualità sociale

L'Italia in questo campo si pone in una posizione intermedia, potenzialmente vincente in termini di sviluppo economico, reddito, esportazioni e posti di lavoro. Sini dice che il passato accade nel futuro, se uno ha un patrimonio a cui attingere non è mai troppo tardi per attingervi.

Cultura e creatività per la qualità sociale per la cultura italiana

La qualità sociale è il grado con cui le persone sono partecipi della vita sociale, economica e culturale comunitaria, nonché allo sviluppo del benessere e del potenziale sia collettivo che individuale.

La cultura gioca un ruolo cruciale per il mantenimento o l'aumento della qualità sociale in termini di coesione della comunità e qualità delle relazioni umane.

La creatività come mezzo e non come fine

Sebbene la creatività costituisca un input fondamentale per la produzione culturale, essa non va intesa come un fine in sé. La creatività è il mezzo per perseguire obiettivi il cui valore è socialmente condiviso, sia in campo culturale che tecnologico. Affinché diventi qualità sociale la creatività deve coniugarsi con la storia culturale e la dimensione etica di una comunità. In Italia la creatività e le industrie culturali tipicamente conseguono maggior successo soprattutto negli spazi creativi delle città e dei suoi distretti produttivi e sistemi locali di impresa.

L'Italia è molto frastagliata e molto divisa

La cultura come storia e territorio

La città è stata e continua ad essere in parte la cornice ideale entro cui si producono e distribuiscono socialmente i beni culturali intangibili, flussi di informazione e di conoscenza. Oggi in particolare le città sono incontri di culture.

I distretti culturali e industriali producono tipicamente beni di design fondati sulla cultura locale e sulla tradizione. Tra gli elementi ricorrenti figurano:

  • Produzione di beni in cui prevalgono significative componenti intangibile: estetica, di design, di decorazione
  • Forte coesione sociale che genera fiducia e cooperazione
  • Forte senso di identità
  • Circolazione intensa e libera di informazioni sui mercati

La conoscenza tecnologica e l'innovazione come frontiera nelle industrie culturali in Italia

Un rilevante punto debole dell'industria culturale italiana è dato dal ritardo sul versante delle innovazioni tecnologiche. In settori quali cinema, editoria, radio, TV, videogame, le produzioni italiane faticano a trovare spazio nei mercati internazionali.

Se per quel che riguarda le industrie di computer, software e ICT, i mercati sono ormai dominati da società multinazionali estere, l'Italia dovrebbe guardare alle nuove frontiere dell'innovazione ed investire in questa direzione.

Definizione dei settori produttivi che catturano la duplice influenza di creatività e cultura

Si possono individuare... [testo incompleto]

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Scienze politiche e sociali SPS/03 Storia delle istituzioni politiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher delafe di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni e politiche culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Chillemi Francesco.
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