Mattia Pozzi
Appunti di
GEOMETRIA 1
Dipartimento di Matematica - Università degli Studi di Milano
Indice
1 Spazi vettoriali 1
1.1 Gruppi e campi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1
1.2 Spazi vettoriali: definizione e primi esempi . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2
1.3 Sottospazi vettoriali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
2 Matrici e sistemi lineari 9
2.1 Matrici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
2.2 Sistemi lineari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15
3 Basi e rango 21
3.1 Sistemi di generatori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21
3.2 Basi e dimensioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24
3.3 Rango . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29
4 Applicazioni lineari 35
4.1 Definizione e primi esempi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35
4.2 Isomorfismi ed endomorfismi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39
4.3 Matrici rappresentative di omomorfismi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41
5 Teoria del determinate 47
5.1 Forme multilineari alternanti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47
5.2 Il determinante . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 49
5.3 Applicazioni del determinante . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 52
6 Spazi affini 57
6.1 Definizione e primi esempi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 57
6.2 Sottospazi affini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58
6.3 Intersezione di sottospazi affini e spazio contingente . . . . . . . . . . . . . 61
7 Autoteoria 63
7.1 Matrici simili e diagonalizzabili . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 63
7.2 Autovalori, autovettori e polinomio caratteristico . . . . . . . . . . . . . . 64
7.3 Diagonalizzabilità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 67
1
Spazi vettoriali
1.1 Gruppi e campi ∗ × → 7→ ∗
( )
G G G G a, b a b operazione
Sia un insieme, una funzione : che associa è detta
∗ ∗
G, G G chiuso
su se è un operazione su allora diciamo che è dell’operazione . Ad
N ∗
= = + +
G
esempio, siano e , la funzione associa ad una coppia di numeri naturali
N
7→
( ) ( ) +
n, m n, m n m,
la loro somma allora è chiuso rispetto alla somma.
∗ ∗)
(
Sia G un insieme e una operazione su G, la coppia G, è detta
Definizione 1.1 (Gruppo).
gruppo se sono soddisfatte le seguenti proprietà:
∀ ∈ ∗ ∗ ∗ ∗
( ) = ( )
1) g g g G si ha g g g g g g (proprietà associativa);
, ,
2 3 2 3 2 3
1 1 1
∃ ∈ ∀ ∈ ∗ ∗
= =
2) e G tale che g G si ha g e e g g (e è detto neutro);
′ ′ ′
∀ ∈ ∃ ∈ ∗ ∗
= =
3) g G, g G tale che g g g g e (esistenza dell’inverso).
Si osserva facilmente che:
Esempio 1.1.
Z,
( +)
• è un gruppo;
N,
( +)
• non è un gruppo poiché manca l’inverso;
Z, ·)
(
• non è un gruppo poiché non esiste l’inverso;
Q, ·)
(
• non è un gruppo poiché 0 non ha inverso;
Q − { } ·)
(
• 0 , è un gruppo. ∗)
(
Un gruppo G, è detto abeliano se vale la proprietà
Definizione 1.2 (Gruppo abeliano).
∀ ∈ ∗ ∗
=
commutativa, ossia g g G risulta g g g g .
, 2 2 2
1 1 1
Z, Q, Q R, R
− { } ·) − { } ·)
( +) ( +) ( ( +) (
, , 0 , , , 0 , sono gruppi abeliani.
Esempio 1.2. ∗)
( G, G almeno
Se è un gruppo, allora ha un elemento.
Osservazione 1.1.
{ } ∗ × → ∗
= =
G e G G G, e e e,
Infatti, sia e sia : ossia osserviamo che vale la proprietà
∗ ∗ ∗ ∗
( ) = ( ) =
e e e e e e e, e,
associativa, infatti esiste il neutro che è proprio infatti
∗ =
e e e, e.
ed esiste l’inverso che coincide anch’esso con
In modo analogo si potrebbe costruire un gruppo con due elementi.
2 Mattia Pozzi - Appunti di Geometria 1
∗ +
Se l’operazione è indicata con , allora l’elemento neutro è indicato con 0
Notazione. − ∗ ·
g g.
e l’inverso di con Invece, se l’operazione è indicata con , allora l’elemento neutro
− 1
g g
è indicato 1 e l’inverso di con .
K K.
·
+
Sia un insieme e siano e due operazioni su La terna
Definizione 1.3 (Campo).
K, ·) campo
( + è detta se:
,
K,
( +)
1) è un gruppo abeliano;
K − { } ·)
(
2) è un gruppo abeliano;
0 ,
K K
∀ ∈ · · ·
( + ) = +
3) k k k si ha k k k k k k k (proprietà distributiva).
, ,
2 3 2 3 2 3
1 1 1 1
Q, R,
·) ·)
( + ( +
, e , sono campi.
Esempio 1.3. K, K
·)
( +
Se , è un campo, allora ha almeno due elementi.
Osservazione 1.2. K − { }
+
Infatti, se 0 è il neutro dell’operazione , allora il gruppo 0 ha almeno un
K K
·
elemento (Osservazione 1.1), che coincide con 1 (elemento neutro di ).
K
K, ·)
( +
Se , è un campo, allora valgono le seguenti proprietà:
K
∀ ∈ · ·
= =
k k k
1) si ha 0 0 0 ;
K K K
K,
∀ ∈ · ∨
= = =
a, b a b a b
2) se 0 allora 0 0 .
K K K
1.2 Spazi vettoriali: definizione e primi esempi
K, ·
( + ) ( + )
Sia un campo, diciamo che la coppia V,
,
Definizione 1.4 (Spazio vettoriale). K K V
K
spazio vettoriale
è uno sul campo se:
( + )
1) V, è un gruppo abeliano;
V K K
· × → ∈ ×
( )
2) esiste un’operazione V V (che associa alla coppia k, V l’elemento
: v
K
· ∈ ∀ ∈ ∀ ∈
( )
k V) tale che k, h e V si ha:
v v, u
· · ·
( + ) = +
a) k k k
v u v u
V V
· · ·
( + ) = +
b) k h k h
v v v
K V
· · · ·
( ) = ( )
c) k h k h
v v
K
· =
d) 1 v v
K K
V
Gli elementi di sono detti e gli elementi di sono detti Inoltre, l’insieme
vettori scalari.
K-spazio
V è detto un vettoriale. K, K n
·
( + ) =
V
Consideriamo un campo , e l’insieme :
Esempio 1.4. K K
x 1
x
2
K K
n ∈
|
= = x x
x , , ...,
x
. n
2
1
..
x
n
Spazi vettoriali 3
K K K K
n n n n
× →
+
Definiamo su l’operazione : come segue:
+
x y x y
K
1 1 1 1
... ... ..
+ = + =
x y
.
+
x y x y
K
n n n n ( + ) + =
osserviamo facilmente che vale la proprietà associativa, infatti x y z
+ ( + ) . Esiste l’elemento neutro
x y z 0:
0
K
..
=
0
.
0
K K K
n n
∀ ∈ ∀ ∈ −
+ =
tale che si ha Inoltre, esiste l’inverso
x x 0 x. x x:
− x 1
...
− =
:
x
− x n
+ (− ) =
tale che Infine, è immediato verificare che vale la proprietà com-
x x 0. K n
∀ ∈ + = +
mutativa, infatti si ha
x, y x y y x.
K,
( +)
Concludiamo che è un gruppo abeliano.
K K K
n n
· × →
Definiamo ora l’operazione : come segue:
·
x k x
K
1 1
... ...
· ·
= =
k k
x
·
x k x
K
n n (a),
Si verifica facilmente che con questa operazione sono soddisfatte le proprietà
(b), (c) (d)
e della Definizione 1.4.
K n ·
( +)
Dato che , è un gruppo abeliano ed esiste l’operazione che soddisfa le
K K-spazio
n
(a), (b), (c) (d),
proprietà e concludiamo che è un vettoriale.
K K, K K.
n
= =
n
Se 1 allora quindi è uno spazio vettoriale su
Osservazione 1.3. K, K
·)
( + ( + )
V,
Consideriamo un campo , , uno spazio vettoriale su e
Esempio 1.5. V
F ( )
S. S, V S V:
un insieme Indichiamo con l’insieme delle funzioni definite da in
F { → }
( ) =
S, V f S V
: F × F → F
+ ( ) ( ) ( )
S, V S, V S, V
Consideriamo l’operazione : , che alla cop-
F
∈ F × F ∈ F
( ) ( ) ( ) ( + ) ( )
f g S, V S, V f g S, V
pia di funzioni , associa la funzione .
F
∀ ∈ ∈
( ) ( )
s S f s g s V,
Dato che abbiamo , possiamo scrivere:
( + )( ) = ( ) + ( )
f g s f s g s
:
F V
4 Mattia Pozzi - Appunti di Geometria 1
K
· × F → F
( ) ( )
S, V S, V
Consideriamo ora l’operazione : , che associa alla coppia
F
· ∀ ∈ ∈
( ) ( )
k, f k f s S, f s V,
la funzione . Dato che possiamo scrivere:
F
· ·
( )( ) = ( )
k f s k f s
:
F K-spazio
F ( )
S, V
È facile verificare che con queste due operazioni è un vettoriale.
· · · · ·
( + ( + (· + ) + )
La somma di vettori può essere eseguita
Osservazione 1.4. v v v n
2
1
disponendo in qualunque modo le parentesi e il risultato di tale somma dipende solo da
· · ·
+ +
vettori , ..., . Possiamo quindi denotarla con , omettendo le parentesi.
v v v v
n n
1 1
K, ·)
( + ( + )
V,
Sia , un campo e uno spazio vettoriale, allora:
V
( + )
V,
1) in esiste ed è unico l’elemento neutro (0);
V ( + )
Dimostrazione. V,
Il neutro esiste poiché è abeliano. Dimostriamo l’unicità per
V
( + ) = +
V,
assurdo: siano e neutri in , allora poiché è neutro, inoltre
0 0 0 0 0 0
2 2 2
V V
1 1 1
= + = + = = ■
poiché è neutro; dunque: da cui .
0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
2 2 2 2 2 2
V V
1 1 1 1
∀ ∈ −
V
2) esiste un unico inverso (
v v); ( + )
Dimostrazione. V,
L’inverso esiste perché è abeliano. Siano ora e due in-
v v 2
V 1
+ = + ( + )
versi di allora , inoltre, per la proprietà associativa si ha
v, v 0 v v v 2
V V V
1 1
+ ( + ) = ( + ) + = + = = ■
, segue che .
v v v v v v 0 v v v v
v
2 2 2 2 2
V V V V
1 1 1
+ = = + (− )
3) l’equazione (nell’incognita ha come unica soluzione .
x) a x b, x b a −
Dimostrazione. Sommando ad ambi i membri dell’equazione l’inverso di ossia
a, a,
+ (− ) + = + (− ) = + (− ) ■
otteniamo , da cui .
a a s b a s b a
∀ ∈ · =
V
4) si ha 0
v v 0;
K · · · · − ·
= ( + ) = +
Dimostrazione. Abbiamo 0 0 0 0 0 sommando 0
v v v v, v
K K K K K K
V
· · · · · ·
+ (− ) = ( + ) + (− ) = +
otteniamo 0 0 0 0 0 , da cui 0
v v v v v 0 v
K K K K K K
V V V V
· · ·
+ ( + (− )) = ■
0 0 , ossia 0
v v 0 v.
K K K
V V
K
∀ ∈ · =
k k
5) risulta 0 0; · · · · − ·
= ( + ) = +
Dimostrazione. k k k k k
Abbiamo sommando ottenia-
0 0 0 0 0, 0
V V
· · · · · ·
+ (− ) = ( + ) + (− ) =
k k k k k k ■
mo , da cui
0 0 0 0 0 0 0.
V V V
· = = =
k k
6) se allora 0 oppure
v 0, v 0.
K − 1
· ∃
=
Dimostrazione. k k k
Sia allora (inverso di per la moltiplicazione); moltipli-
v 0,
− − −
1 1 1
· · ·
( ) = =
k k k k ■
cando ambo i membri per si ha: , da cui
v 0 v 0.
∈ − = + (− )
V
Per ogni denotiamo : .
Notazione. v, w v w v w
Spazi vettoriali 5
1.3 Sottospazi vettoriali K-spazio ⊆
Sia V un vettoriale e sia U V. Diciamo
Definizione 1.5 (Sottospazio vettoriale).
che U è un sottospazio vettoriale se:
∈ ∈
+
1) per ogni U si ha U;
,
u u u u
2 2
1 1
K
∈ ∀ ∈ · ∈
2) per ogni k e U si ha k U.
u u V
In altre parole, un sottospazio vettoriale è un sottoinsieme di chiuso rispetto alla som-
ma e al prodotto. Vediamo ora alcune proprietà dei sottospazi vettoriali.
K-spazio
Sia V un vettoriale e sia U
Proposizione 1.1 (Proprietà dei sottospazi vettoriali).
un sottospazio vettoriale, allora:
∈
1) U;
0 V ∈ − ∈
2) se U allora U;
u u
K-spazio
3) U è un vettoriale con le operazioni indotte da quelle di V.
K-spazio =
V U V
Se è un vettoriale, allora è un sottospazio vettoriale.
Esempio 1.6. { }
=
U
L’insieme è un sottospazio vettoriale, infatti valgono le due
Esempio 1.7. 0 V U improprio
proprietà della Definizione 1.5. In questo caso è detto sottospazio vettoriale
(poiché il più piccolo sottospazio possibile).
∈ ̸ { }
= =
V U
Sia e , allora non è un sottospazio vettoriale (per
Esempio 1.8. v v 0 v
V
la Proposizione 1.1). K
∈ ̸ { · | ∈ }
= =
V U k k
Sia e , allora è un sottospazio vettoriale
Esempio 1.9. v v 0 v
V
(valgono le proprietà della Definizione 1.5). K-spazio ∈ ̸ =
Siano V un vettoriale, V e ; si
Definizione 1.6 (Sottospazio generato). v v 0 V
K
⟨ ⟩ { · | ∈ }
=
definisce sottospazio generato l’insieme k k .
v v
R 2
=
V
Consideriamo , siano:
Esempio 1.10.
x 0
1 R
| | ∈
= = =
A x x
0 2
1
x x
2 2
x 1
1 R
| | ∈
= = =
B x x
1 2
1
x x
2 2
k
1 R
⟨ ⟩ | ∈
= =
C k
0 0 A C
Osserviamo facilmente che e sono sottospazi vettoriali (in quanto valgono le
B
proprietà della Definizione 1.5), mentre non è un sottospazio, infatti:
k
1
· ̸∈
=
k B
·
x k x
2 2
6 Mattia Pozzi - Appunti di Geometria 1
R
2
∪ ∩ ⊆
A C, A C
Consideriamo ora gli insiemi ed osserviamo che:
x 0
1
∩ |
= = = = =
A C x x
0, 0 0 R
2 2
1
x 0
2
∩
A C
quindi è un sottospazio vettoriale improprio. Invece:
x 1
∪ | ∨
= = =
A C x x
0 0
2
1
x 2
1 0 ∈ ∪
A C,
non è un sottospazio vettoriale, infatti, presi , si ha:
0 1
1 0 1 ̸∈ ∪
+ = A C
0 1 1
Dal precedente esempio osserviamo che, in generale, l’unione di sottospazi è neces-
non
sariamente un sottospazio. Per l’intersezione, invece, vale la seguente proposizione.
K-spazio ⊆
Sia V un vettoriale e siano U, W V sottospazi vettoriali, allora
Proposizione 1.2.
∩
U W è un sottospazio vettoriale.
∀ ∈ ∩ ∈ ∈
Dimostrazione. U W U W; U W
, sappiamo che , e , poiché e
v v v v v v
2 2 2
1 1 1
∈ ∈ ∈ ∩
+ + +
U W, U W.
sono sottospazi vettoriali, abbiamo e ossia
v v v v v v
2 2 2
1 1 1
K,
∀ ∈ · ∈ · ∈ · ∈ ∩
k k U k W, k U W. ■
Analogamente, abbiamo e ossia
v v v
Somma e somma diretta K-spazio ⊆
Sia V un vettoriale e siano U, W V sottospazi vettoriali
Definizione 1.7 (Somma).
somma
di V, allora si dice l’insieme:
{ ∈ | ∃ ∈ ∃ ∈ }
+ = = +
U W V U, W tali che
: (1.1)
v u w v u w
K-spazio
Se U e W sottoinsiemi di un vettoriale V, allora:
Proposizione 1.3.
+
1) U W è un sottospazio vettoriale di V;
∪ ⊆ +
2) U W U W ∪
+
3) U W è il più piccolo sottospazio vettoriale di V che contiene U W.
Dimostrazione. 1) Segue immediatamente dalla definizione di sottospazio vettoriale.
∪ ⊆ ⊆ ⊆ ∀ ∈
+ + +
U W U W, U U W W U W. U
2) Mostriamo che ossia che e abbiamo
u
=
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