Fenomenologia degli stili
Paul Poiret (1879)
Contemporaneo a Chanel, primo stilista del 900. Orientalismo: ispirato alle odalische, inventò una festa dedicata alle Mille e Una Notti; kimoni (estremo oriente). 1860: simbolisti. Poiret nasce 20 anni dopo, i suoi coetanei sono gli espressionisti, futuristi e cubisti. Libera la donna dal corpetto e dalla crinolina, il corpo si verticalizza, qualcosa che amano i simbolisti. Parentella con gli espressionisti, perché è asimmetrico. Per Chanel l'abito è associato al funzionalismo, ma ancora per Poiret deve essere elegante. Il simbolismo è aggredito per l'uso di colori forti, espressionisti. Verticalismo fluido, asimmetrico, vivo. Espressionismo che poi avranno i giapponesi, Yamamoto, asimmetria, monocromia. Inserto degli ori e argenti. Per Chanel la moda è architettura, ma per Poiret non è un volume.
Coco Chanel (1883)
Comincia facendo cappelli, era modista. Cappelli alternativi, non molto elaborati. Ragionava in termini di volume, strutture, forme astratte. Lei è cresciuta con il nero. Il tubino nero fu comparato al modello T della Ford; mondo industriale e meccanizzato e un abito che era essenziale, 'less is more'. Pulisce l'abito. Malevič (1878), coetaneo di Chanel, faceva lo stesso con le sue opere d'arte; quadrato nero su sfondo bianco. Funzionalismo, comodità. Tessuti di jersey. Minimalismo puro, forme geometriche pure, il corpo si muove in maniera scandalosa. I capelli alla garçon, funzionali, movimento condotto dalle flapper. 'Sprit Nouveau'. Utilizzo del nero, trionfo della monocromia. Il profumo "Chanel N*5" è il più venduto nella storia, schema minimale perfetto, essenzialità pura nella bottiglia. Eleganza trattenuta. Trionfo di forme perfette anche in una fase che si richiama all'Art Deco, in Parigi. Non fa mai accostamenti, opposta rispetto a Poiret.
Sonia Delaunay
Cubista, forme geometriche essenziali con un poco di animazione, davano una variante policroma delle morfologie inventate negli stessi anni di Chanel. Abiti che denotano un senso di austerità. Astratta.
André Courrèges (1923)
Ingegnere civile, funzionalista. Volumi ancora più puliti che in Chanel, di precisione chirurgica, bianco pulitissimo. Caccia via il caos. I pantaloni tipici degli anni 60, qualche anno prima portava qualche frangia; pantaloni a sigaretta, strettissimi, funzionali, utilizzati dai mods.
Giacomo Balla
Vestito antineutrale. Abiti con i dovuti aggiustamenti.
Mariano Fortuny (1871)
Neominimalismo: soluzione estetica che pianta le radici del movimento. Rovesciamento delle forme. Chanel guarda il futuro, Fortuny guarda il passato. 'Delphos' è ispirato alla colonna greco-romana, bellezza nel passato. Giorgio De Chirico (metafisica) è il suo equivalente in arte, antitesi all'ansia del futuro e di modernità del Futurismo, figurazione di elementi ben riconoscibili. Passato remixato. In architettura con il Postmodernismo, nel 1977, sistemi del passato neoclassico vengono ripresi.
Hussein Chalayan (1970)
Informazione incompleta per dettagliare il suo contributo.
Madeleine Vionnet (1876)
Sdoppiamento di anima, alcune influenze giapponesi. Taglio di estrema modernità, allo stesso tempo richiama una colonna greco-romana, con punto vita molto attuale. Ricorda Alberta Ferretti, ma lei usa molto le forme fluide, a differenza di Vionnet, che usa forme chiuse. Passatismo rivisitato.
Alberta Ferretti
Specializzata nella figura femminile. Colori neutri, tenui, spontanei, della terra. Forme fluide.
Elsa Schiaparelli (1890)
Contrapposizione con Chanel. Diventò più rappresentativa all'epoca che Chanel. Battaglia con Chanel fisiologica, richiamo alla Venere di Boticelli, sapeva rendere pop i riferimenti al passato. La scenografia ha la plastica, la conchiglia è un pezzo di cartone; passato finto, kitsch; impasta tessuti nobili con elementi kitsch. Commistione tra passato e presente. Appassionata da una forma d'arte, il Surrealismo (1924), Dalí e la Schiaparelli fanno delle cose meravigliose. Schiaparelli ha l'ironia che manca a Vionnet. Trionfo della finzione mescolato al passato. Parte facendo maglioni semplicissimi ispirati alla geometria. Bottiglia del profumo Shocking è figurativa, poi presa da Gaultier. Punti di ironia. Finzione, costante del DNA schiaparelliano. Stilisti votati al kitsch. Brava nei volumi e nelle stampe. Massimalista, inversamente proporzionale a Chanel.
Gianni Versace
Tendenza a massimizzare, a rendere più lussuosa, le gonne si accorciano, blazer di jean; si fonde un'anima popolare con un'anima alta. Ritagli degli spezzoli di giornali soprattutto quelli dove si parlava di lei e fa elementi tessutai, di stampa. Abito con la langosta, abito associato agli scheletri (fatto anche da McQueen). Schiaparelli e Prada: impossible conversations (mostra a New York): messi a confronto le posizioni di queste due stiliste. Prada e Schiaparelli hanno molto in comune.
Cristobal Balenciaga (1895)
La moda era patrimonio francese. Due sono i pilastri dell'alta moda: Balenciaga e Dior (1905). Volumi ampi, sbuffi di materia. Presente un dualismo morfologico: linea pulita, aderenza e volume informe, morbido. Contemporaneo agli artisti dell'Informale (esaltazione della materia). Esaltazione della cultura flamenca, gitana. Reinvenzione di forma, rovesciamento di prospettive. Maniche informi. I giapponesi (Comme des Garçons) modificano Balenciaga. Anche quando i tessuti sono più lisci, c'è sempre qualcosa di informe espressionista. Sempre ben attento a usare il colore in maniera monocroma. Specie di anima interna che fa vedere le sue energie e la sua forza.
Christian Dior (1905)
Diventa protagonista della rivalsa internazionale nel 1947, in una rivista americana aveva parlato del cosiddetto 'New Look', si veniva da anni di penuria totale, si doveva trovare una silhouette femminile; tratti salienti: il vitino di vespa (donna come bella statuina, passiva), ritorno al corpetto (odiato da Poiret e Chanel). Abiti costosissimi e buyer soprattutto americani che compravano molto. Ampio e ingombrante. Negli anni '50 arrivano prototipi come i rockers, i bikers, valori primitivi, il selvaggio: la pelle; le forme si asciugano e ritrovano valori di altra natura. Si profilava uno scontro evidente a livello di generazioni, i giovani si danno una loro identità, cominciano a lavorare, finalmente nel '68 lo acquisiscono. Nella moda maschile (i mods) le forme si asciugano, devono essere funzionali per il mondo della macchina. O capelli si accorciano, si geometrizzano, la gonna si asciuga, non ancora è mini (si chiama mini gonna per la Mini Cooper che possedeva Mary Quant, la macchina che tutti avevano). Le forme aperte di Balenciaga diventano chiuse. I mods (fine anni '50 primi '60), piazzavano elementi pop alla moda popolare. Ospitano le icone tipiche di ciò che la pop fashion esalterà nelle loro collezioni. Capelli corti. Pierre Cardin, stilista dei Beatles, lavorava con le forme chiuse, giacche estremamente pulite.
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