Estratto del documento

Etica

  • Prodotto o servizio innovativo che risponde ad un’esigenza sociale e/o ambientale: Orang Fiber
  • Quale è il bisogno che soddisfa? Soddisfa un’esigenza di matrice ambientale, in quanto vengono utilizzati gli scarti provenienti dalle arance (in particolare le bucce), le quali altrimenti verrebbero buttate e costituirebbero un rifiuto particolarmente difficile da smaltire a causa di costi particolarmente elevati.
  • Quali sono le attività economiche necessarie per l’azienda produttrice? La progettazione e la produzione di tessuti innovativi e sostenibili partendo dalle bucce delle arance, mediante estrazione della cellulosa dagli agrumi.

Fondamenti dell’etica in economia aziendale

Economicità: si verifica quando ci sono dei ricavi adeguati a remunerare i fattori produttivi utilizzati. Inoltre si ha una congruità delle remunerazioni alle esigenze particolari delle persone, una congruità delle remunerazioni dei conferenti di capitale e un’adeguata rivalutazione del capitale nel tempo.

I documenti utilizzati per verificare l’economicità sono quelli del bilancio. La necessità di andare a verificare l’equilibrio istituzionale ci pone delle esigenze riguardo gli strumenti che devono essere utilizzati, tenendo conto che il bilancio di es non fornisce informazioni riguardo l’impatto sociale e il clima all’interno dell’impresa.

Il bilancio di es presenta 2 limiti: si ha solo un dato contabile, che non tutti gli stakeholder riescono a leggere, ed inoltre non tiene conto di tutti gli elementi necessari per stabilire la presenza di equilibrio istituzionale nell’impresa.

L’etica può essere definita come una disciplina che esamina le buone pratiche e quelle scorrette, nel contesto dell’insieme dei doveri morali.

Etica aziendale vs etica pura

L’etica pura riguarda la singola persona, mentre nell’etica aziendale si parte da questo presupposto applicandolo alle persone che svolgono attività economiche all’interno dell’impresa (decisori).

Etica e legge

La legge spesso determina un livello di comportamento etico minimo → etica codificata. Bisogna tenere conto che l’etica aziendale deve essere uno standard che supera un minimo la legge, altrimenti si parlerebbe di responsabilità legale e non di responsabilità sociale ed inoltre in quanto la legge non copre tutte le problematiche aziendali.

Dilemmi etici

Il processo decisionale tipicamente mette le persone davanti ad una situazione di conflitto di interessi, ovvero scegliere tra il perseguimento del proprio interesse o quello del gruppo, a livello: personale, istituzionale, settoriale, sociale e internazionale.

Il codice etico

Il codice etico è regola di valore applicativo, significativa e rilevante nel momento in cui permette di indirizzare, orientare e gestire le condotte degli operatori aziendali.

Questo documento viene pubblicato sia per l’azienda, per incentivare comportamenti attinenti ai valori sociali ed etici dichiarati, sia per il mondo esterno, per poter comunicare questi valori condivisi. Viene utilizzato dall’impresa per definire una propria linea di condotta e la sua propria linea di comportamento morale. Il codice etico è uno strumento volontario di cui si può dotare l’azienda.

Elementi importanti

  1. Confronto tra etica e norma.
  2. Mappare i vari portatori d’interesse (mappare gli stakeholder).
  3. Ambito territoriale geografico.
  4. Settore di appartenenza.

Impostazione del codice etico

Bisogna basarsi su delle regole → regole, in cui vengono proposte soluzioni a determinate situazioni concrete: “nella situazione X fai Y”, “nella situazione Z non fare K”.

Inoltre si ha il codice di principi, dove vengono proposti dei principi generali di condotta (astratti) che vengono delegati all’utilizzatore per risolvere una determinata problematica aziendale.

Il codice di regole dà soluzioni concrete; questo tipo di soluzione presenta problematiche nel caso in cui cambia lo scenario a cui si riferisce la problematica. Il codice di principi ha invece un approccio più universale: la problematica che potrebbe verificarsi è la discrezionalità nell’applicazione dei principi.

Codice di regole

Può essere suddiviso in 2 categorie:

  • Esteso: riguarda tutte le problematiche (dettagliato).
  • Ristretto: si focalizza su macro-argomenti, cercando di individuare tratti comuni oppure è una sorta di codice tematico che si concentra sulle questioni di maggior rilievo per l’impresa → regole analitiche.

Un’ulteriore distinzione

  • Codice negativo: pone l’attenzione sulle condotte che gli operatori non devono tenere: “non compiere l’azione X”. Vengono quindi definite le condotte che l’impresa non considera etiche.
  • Codice positivo: pone l’attenzione sulle condotte da tenere: vengono selezionate condotte meritevoli e definite indirettamente cos’è considerato immorale.
  • Codice unitario: prevede disposizioni morali uniche indipendentemente dalle diverse conformazioni sociali e culturali dei soggetti presenti all’interno dell’impresa.
  • Codice diversificato: assimila in modo diverso posizioni etiche diverse, di cui sono portatori gruppi di operatori interni. Prevede alcune regole specifiche per alcuni contesti culturali. (Riguarda i codici delle multinazionali che operano in più paesi → guardare se il codice è unico ed è quello adottato dalla capogruppo oppure ci sono altri codici adottati da altre imprese appartenenti al gruppo).
  • Codice di obbedienza: concentra l’attenzione sul mero rispetto delle regole fissate nel documento, cercando di ridurre al massimo alla discrezionalità del singolo operatore (ridurre interpretazioni e azioni non previste dal codice). Bisogna vedere se c’è un sistema di controlli e di sanzioni volti a individuare e colpire eventuali violazioni → si associa a codici di regole.
  • Codice volto allo sviluppo dell’intuito morale: tende a privilegiare la sensibilità del singolo in modo che questo attraverso il proprio agire riesca a creare cultura etica in azienda → si presenta in forma discorsiva escludendo richiami a impostazioni di profilo normativo, si associa a codici di principi.
  • Codice realistico: fotografa la situazione dell’impresa per come è nel momento presente ed elabora i conseguenti quesiti morali → attuale.
  • Codice idealistico: riguarda il futuro e cerca di risolvere le questioni riguardanti l’etica in ottica prospettica → futuro.

Per il progetto: collocare il codice etico in una delle categorie ed esprimere un giudizio su quale è la cultura aziendale all’interno dell’impresa (forte, debole, unitaria, diversificata, autoritaria, democratica).

Etica della virtù

La virtù è intesa come il modo di essere del singolo in relazione ad un atto ripetuto più volte. L’etica della virtù fa riferimento a quell’assetto istituzionale che premia i comportamenti virtuosi. Le azioni vengono definite virtuose se sono intrinseche alla persona che le attua, in modo tale da raggiungere una situazione di equilibrio e felicità personale.

Struttura del codice etico

Si parte dai principi generali per poi passare alla loro applicazione sulla singola attività economica. Per rendere applicativo questo documento è necessaria la vigilanza (quindi bisogna trovare l’indicazione di organi che vigilano sul contenuto del codice) e una modalità per verificare il rispetto di queste regole si ha anche con l’introduzione di sanzioni. Non è detto che la parte delle sanzioni e della vigilanza si trovi all’interno del documento.

Mission

Mission: è una breve dichiarazione che dovrebbe riflettere i valori fondamentali di un’organizzazione → le ragioni d’essere dell’organizzazione. È una dichiarazione scritta dello scopo principale di un’organizzazione che normalmente rimane invariata nel tempo. Riguarda anche valori legati all’ambiente (introdotti negli ultimi anni).

Una mission appropriata dovrebbe:

  • Servire come filtro per individuare ciò che è importante da ciò che non lo è → interessi prevalenti o costrittivi.
  • Comunicare una direzione per l’intera organizzazione → metodi della realizzazione dell’attività.
  • Indicare quale mercato sarà servito e come.

Esempio mission: progetto: spesso la mission è incorporata nell’introduzione del codice etico, e quindi non si trova in un paragrafo a sé. Spesso le mission sono affiancate ai valori di riferimento.

Vision

Vision: dà una visione di quella che deve essere l’applicazione della mission, e quindi riguarda i risultati (economici e valoriali) che l’impresa vuole ottenere nel medio/lungo periodo. È necessaria per scegliere le azioni da intraprendere oggi nel futuro. Essa quindi rappresenta gli effetti che l’attività aziendale, svolta secondo la mission, dovrebbe produrre nel medio-lungo periodo.

Criteri per la definizione di una vision efficiente

  • Conduzione verso un obiettivo utile.
  • Dà significato ad uno sforzo.
  • È semplice.
  • È raggiungibile.
  • Cambia nel tempo, al contrario della mission.

Riassumendo

  • Mission → obiettivo generale di lungo termine.
  • Valori → credo fondamentali che guidano o motivano le azioni e le scelte aziendali.
  • Vision → foto dei risultati futuri relativi al piano d’azione.

Iper-norme e regole di condotta

Le iper-norme: riguardano tutti i principi e i valori che tutti gli stakeholder devono tenere, come legalità, trasparenza, integrità, onestà, equità, correttezza.

Le regole di condotta: sono norme operative che entrano nella descrizione dettagliata della singola fattispecie trattata individuando la condotta che tutti gli stakeholder dovrebbero rispettare. È necessario valutare se è opportuno o meno fissare regole di dettaglio e quale livello di analitica le norme devono avere. I principi morali devono tenere conto di 3 elementi: stakeholder, contesto geografico, questioni specifiche.

Il linguaggio

Il linguaggio è importante per l’efficacia del codice etico. Bisogna considerare 2 aspetti:

  • La complessità terminologica del linguaggio: il linguaggio deve essere comprensibile.
  • Le forme sintattiche utilizzate. Diretto o indiretto, inquisitorio (termini rigidi severi) o propositivo, esemplificativo (esempi descrizioni) o asettico (linguaggio legale).

Decreto legislativo n. 231 dell’8 giugno 2001

Il decreto legislativo n. 231 dell’8 giugno 2001 prevede il coinvolgimento del patrimonio degli enti nel caso di illecito mediante sanzioni pecuniarie o interdittive. Questo decreto si applica ad una serie di reati come per esempio: reati commessi con la pubblica amministrazione, il trattamento illecito dei dati, reati societari, abuso di mercato, riciclaggio, violazione del diritto d’autore.

Art. 5: stabilisce la responsabilità dell’ente.

Art. 6: riguarda le condizioni di esenzione di questa responsabilità e il perché del codice etico → invita ad adottare il codice etico.

Questo decreto non cita in maniera esplicita l’adozione del codice etico, ma parla solo della responsabilità amministrativa. Inoltre devono esserci anche degli organi che adottano le misure di controllo e le sanzioni per quanto riguarda le linee guida.

La condizione esimente opera se si verificano modelli che rispondono alle seguenti esigenze: vanno valutate le condizioni.

  1. Individuare le attività nel cui ambito possono essere commessi i reati → dire se i rischi sono coerenti con il settore dell’azienda che si sta analizzando.
  2. Prevedere specifici protocolli diretti e programmare l’attuazione e la formazione delle decisioni dell’ente in relazione ai reati da prevenire → verificare se ci sono delle regole di condotte specifiche riguardante questi rischi.
  3. Individuare modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee a impedire la commissione dei reati. (Non siamo in grado di verificarlo!)
  4. Prevedere obblighi d’informazione nei confronti dell’organismo deputato a vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli. → Andare a ricercare le modalità di obbligo di informazione (di come viene comunicata l’informazione) nel codice in merito ad un illecito o un’infrazione del codice.
  5. Introdurre un sistema disciplinare privato, idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle m
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MatteoPoletti95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Etica e responsabilità d'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Kocollari Ulpiana.
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