Estratto del documento

Etica seconda parte

Creare valore condiviso

Il valore condiviso è un concetto sviluppato all'interno della RSI, ma che cerca di rendere queste azioni introdurle come concetti base che guidano le attività economiche, la strategia e tutti gli strumenti ad essa connessi. Viene introdotto all'interno della mission, attività prevalente dell'impresa, andando a rielaborare i prodotti o servizi tradizionali in un'ottica di responsabilità sociale e ambientale. Lo fa attraverso la ridefinizione dei servizi, della catena del valore e quindi dei processi; o sollecitando la creazione di cluster locali all'interno delle quali le aziende svolgono le proprie attività produttive.

Dimostrare questa performance

Sarebbe interessante analizzare come si realizza questo valore condiviso. In che modo si può identificare all'interno dei prodotti o servizi dei cluster. Ma ci focalizziamo sugli strumenti per misurare/gestire queste due performance. Nella seconda parte andremo a fare una rassegna sugli strumenti principali che possono essere utilizzati, oltre che per la misurazione del valore economico, anche per identificare e misurare la performance e il valore sociale e ambientale dell'attività economica, quindi bilancio sociale e di sostenibilità. Questa ridefinizione del prodotto o servizio in un'ottica di valore condiviso potrebbe portare a soluzioni innovative nell'ambito sociale, quindi in un'ottica di innovazione sociale e gestione delle risorse economiche e non. Risorse detenute dagli stakeholder di riferimento dell'attività imprenditoriale necessarie per l'attività.

Passaggi per mettere in atto soluzioni verso il valore condiviso

  • Incorporazione di un fine sociale alla attività classica dell'impresa
  • Definizione accurata dei bisogni sociali da soddisfare
  • Misurazione del valore sociale ed economico creato da tale attività
  • Creazione della infrastruttura innovativa ottimale
  • Eventuale collaborazione con stakeholder esterni

Azioni di responsabilità sociale

Capire come nelle tre categorie di valore condiviso si possono realizzare azioni di responsabilità sociale. Essere in grado di collocare azioni in una di queste tre categorie e quindi capire se l'azione mira alla creazione del valore condiviso e quale sia la fonte del valore condiviso (se è grazie alla ridefinizione dei prodotti e mercati oppure alla creazione di un cluster locale). Il punto in comune di tutte le tre categorie, il punto di partenza è che siano Azioni volontarie, che vanno oltre alla legge e verificano l'aspetto sociale e ambientale.

Esempio

Creare valore condiviso attraverso la ridefinizione di un prodotto e servizi già esistenti ma in un'ottica di responsabilità sociale, quindi andando ad aggiungere una componente di socialità o di responsabilità ambientale a qualcosa che esiste già. Idea di business, sviluppo di prodotto nasce da un bisogno di salute. La soluzione è innovativa sia per il device in sé, sia per la sua applicazione.

Sviluppo dei ricavi di questa società

Si parte dal primo anno in cui i ricavi erano pari a zero, per poi andare a vendere sempre più questi devices e arrivare al quinto anno ad avere un fatturato di più di 2 milioni di euro. Risultato positivo per una start-up, perché c'è oltre al risultato sociale, ma c'è un mercato che si è creato. Attraverso questa soluzione si è creato un nuovo mercato e nuove opportunità imprenditoriali. La validità di un buon progetto imprenditoriale è l'interesse e i finanziatori che questi progetti possono attirare. Questo progetto ha avuto più di 2 milioni di finanziatori istituzionali. Progetto proposto in una campagna di "crowd funding", campagne di finanziamento che si sviluppano sulle piattaforme dedicate, dove il pubblico decide di finanziare il progetto. In Italia si sono sviluppate start up innovative a vocazione sociale, hanno priorità di dimostrare l'impegno a livello sociale e godono di incentivi fiscali.

Esempio: imprenditorie che opera nell’ambito della produzione di caffè. L’utilizzo del caffè idea di riciclare scarto, di poterlo immettere nel processo produttivo, andando a usarlo come terreno per coltivare i funghi. Si mette in moto l’economia circolare, dove anche gli scarti dei processi produttivi vengono utilizzati per ridurre l'impatto ambientale e sfruttarli come materie prime per iniziare un nuovo processo.

Identificare impresa che si avvicina a questo ragionamento

Creare CV – Ridefinire la produttività nella catena del valore, ovvero all’insieme delle attività attuate dall’azienda, che partono dalla progettazione e produzione fino alla vendita, assistenza dei beni. Divide le attività in due gruppi:

  • Attività primarie
  • Attività secondarie o di supporto

Se ci focalizziamo sulle singole attività, siamo in grado di rileggerle e aggiungere elementi che possono evidenziare una maggiore performance sociale ed ambientale. Tutte le varie azioni/attività all’interno della catena del valore possono essere rilette in un’ottica di valore condiviso. Le attività legate alla logistica rileggerle in un’ottica di risparmio economico. Attività legate allo sviluppo tecnologico possono avere un impatto sociale ed ambientale, possono essere orientate a quello che può ridurre i rischi alla salute, prevedendo una serie di componenti del prodotto che possono essere riciclabili. Attività legate all’infrastruttura rivisitazione dei modelli di Governance, strumenti di trasparenza, codice etico possono ricadere nella ridefinizione della catena del valore in un’ottica di valore condiviso. Il tema delle infrastrutture delle varie strutture di Governance aziendali il coinvolgimento degli stakeholder come punto di partenza potrebbe orientare a una migliore performance in termini di responsabilità sociali. Per tutte le fasi ci possono essere interventi e attività che conciliano aspetto sociale ed economico.

Esempio: Tecnica Radio Frequency Identification

Onde utilizzate dalle radio per trasmettere dati ambientali per avere informazioni sulle condizioni climatiche, temperatura, umidità; avere in tempo reale, dopo che il prodotto agricolo è stato raccolto, il suo posizionamento e una volta trasformato in prodotto finito, si può evidenziare in quale area geografica è presente. Tecnologia si presta bene per catene di valore nel settore alimentare, permettono di aumentare qualità prodotti, usare meno pesticidi e garantire la tracciabilità di questi prodotti. La sfida è trovare quelle poche azioni che si possono avvicinare a questa seconda categoria, ovvero nella ridefinizione della catena del valore. Ancora di più sarà la terza categoria.

Creare CV – Facilitare lo sviluppo di cluster locali

Sicuramente è molto legato alla tipologia dell’attività del prodotto. L’esempio: Nestlé legato alla sua linea di prodotto legato al caffè e alla Nespresso, che non può essere coltivato in Italia, bisogna quindi rivolgersi a fornitori esteri in aree geografiche sottosviluppate la responsabilità sociale potrebbe aiutare il miglioramento del livello di vita/istruzione/sanità e miglioramento qualità della materia prima, in questo caso del prodotto. Si può intervenire sia a livello di responsabilità sociale, soddisfando le esigenze di queste popolazioni ma anche dal punto di vista ambientale, un’efficienza logistica potrebbe portare a una riduzione dei costi di trasporto.

Es: Le banche sviluppo di una rete territoriale che promuove il benessere sociale e ambientale, ma anche individuando nuove opportunità per la banca. Offrono prodotti finanziari pensati per una clientela più debole. Individuare nuove opportunità di mercato per queste banche.

Tracciare linea di sviluppo della RSI

Ragionando per i vari step:

  • 1 fase: responsabilità sociale, non formalizzata, che cerca di considerare l’impatto sociale e ambientale ma meno integrata e orientata al valore condiviso.
  • 2 fase: RSI Corrente, fase in cui le aziende iniziano ad attrezzarsi di questi strumenti, iniziano ad avere maggiore consapevolezza di RSI. Cominciamo a essere adottate le prime azioni di RSI che cercano di essere misurate e quantificate. Fino all’adozione di questa obbligatorietà di questi bilanci di sostenibilità eravamo ancora in questa fase ma adesso ne stiamo uscendo.

Dire se siamo ancora in questa fase, quindi se stiamo ancora prendendo le misure e stiamo adottando gli strumenti, o se siamo alla terza fase dove la responsabilità sociale entra a far parte della strategia e diventa quindi sistemica. Siamo a cavallo tra queste due fasi, secondo le evidenze empiriche. Da quest’anno infatti, il bilancio di sostenibilità e la rendicontazione sociale diventa obbligatoria per molte aziende, ma rimane ancora molto da fare. Rimane ancora molto da fare dal punto di vista della cultura di fare questo tipo di attività.

  • 3 fase: RSI Sistematica
  • 4 fase: RSI Innovativa, strumento che ci aiuta a capire se siamo a un livello di responsabilità legale, economica, sociale quindi valore condiviso o ad un livello di filantropia.

La Virtue Matrix è uno strumento per capire tipologia di responsabilità legale, sociale, economica o filantropica, legata a quelle che sono le azioni di beneficienza. Strumento utile per l’analisi delle azioni di responsabilità sociale. Si parte dal Valore condiviso, ovvero ai processi innovativi che ragionano sui tre vari livelli, per conciliare la produzione di benefici di carattere sociale e ambientale sia legati alla competitività, di carattere economico legata all’azienda.

Approccio orientato al lungo periodo

L’ottica di lungo periodo è alla base del ragionamento e di tutte le azioni di valore condiviso. Si cerca di interpretare i risultati all’interno di un arco temporale interno ai cinque anni. Obiettivi posti di anno in anno, si verificano i risultati ottenuti grazie alle attività di responsabilità sociale in merito agli obiettivi posti e obiettivi di miglioramento per il futuro o di verifica laddove questi obiettivi non sono stati realizzati. Per esprimere un giudizio sulla coerenza dell’attività/responsabilità sociale ambientale rispetto all’attività aziendale ci aiuterà la MISSION. Per esprimere un giudizio sulla coerenza e integrazione della responsabilità sociale all’interno dell’attività aziendale dovremmo essere in grado di trovarli analizzando la mission.

La matrice rappresenta una suddivisione in quattro quadranti, parte dai fondamenti sociali, secondo i quali tutte le attività di responsabilità sociale di qualsiasi tipo ed entità, nascono e si basano su una cultura di riferimento largamente condivisa. I Fondamenti sociali è composta da un insieme di convenzioni, leggi e regole che aiutano ad individuare una base comune per l’attività di responsabilità sociale. Diventa importante perché Civil Fundation sarà diversa nel momento in cui consideriamo aziende e attività che si riferiscono a contesti culturali diversi. Quello che è responsabilità legale per noi, non è responsabilità legale ma diventa sociale per un altro contesto demografico.

Esempio: Attività di responsabilità sociale su paesi come Cina (oggi non è più così). Civil Fundation è da considerare non solo nello spazio, ma anche nel tempo perché ci può essere un’evoluzione o cambiamento di queste fondamenta anche nel tempo. Perché in tutti i paesi è diventata obbligatoria l’informativa sulla responsabilità sociale. Negli ultimi anni, è importante l’impegno su questi temi ricoperti dall’America Latina.

Virtue Matrix

Sui primi due quadranti andiamo ad aumentare il livello di volontarietà. Nel quadrante a destra andremo a collocare tutto l’insieme delle azioni di responsabilità sociale che sono messe in pratica nel rispetto delle leggi e regole. Qua troveremo azioni legate alle tematiche di salute e sicurezza dei luoghi di lavoro dei lavoratori, regolamentate da leggi. Azione tipicamente coerenti con quanto previsto dal codice etico, perché abbiamo visto che è adottato in maniera volontario ma le azioni collegate a questo documento hanno un livello di volontarietà minore perché fanno riferimento ad una regolamentazione, anche se non obbligatoria, che è stata messa in atto dall’impresa.

Nel quadrante a sinistra, si trova l’insieme delle azioni effettuate per scelta, quindi “choice”. Effettuate per scelta, ma comunque legate a quello che è il settore di appartenenza, la tipologia di attività svolta. Maggiore grado di volontarietà. Es. Se sono impresa che vende prodotti e tra azioni di responsabilità propongo assistenza di prodotti, volontaria ma per chi fa questo tipo di attività, offrire assistenza e quindi un servizio in più al prodotto offerto è nella prassi dell’attività di vendita in generale. Qui non c’è un richiamo alla norma o legge, ma è un ambito riconducibile alla consuetudine alle buone prassi delle attività svolta da quella determinata azienda in quel determinato settore.

La differenza tra i due quadranti è mobile, non è ben definita perché con lo sviluppo di nuove norme, quelle che erano azioni appartenenti al quadrante “choice” diventano legate alle leggi “Compliance”. Per spostarci nella parte alta della matrice, dobbiamo distinguere la totale volontarietà delle azioni. La differenza dei due quadranti in basso e in alto è il livello di volontarietà assoluto della parte di matrice in alto. L’azione è volontaria? O c’è una buona prassi o una legge che la richiama? Se è volontaria la colloco nel quadrante in alto. La frontiera tra i due dipende dall’evoluzione nel tempo di azioni che le imprese portano in evidenza all’interno del bilancio di sostenibilità. Un dato che quasi tutti i bilanci riportano è l’emissione del CO2. A parte qualche settore che presenta una rischiosità maggiore e ha un interesse più normato relativo a questo tema, come il settore automobilistico; le altre attività non sono obbligate o richiamate a evidenziare questo dato, ma ormai risulta buona prassi e vengono date per scontate a prescindere dell’attività che si sta considerando.

FRONTIERA = è la frontiera dell’innovazione sociale, quando la responsabilità sociale inizia ad essere anche innovativa e quindi produce risultati in termini di innovazione. La distinzione tra quadrante destro e sinistro della parte alta è la doppia valenza/beneficio che le azioni di responsabilità sociale dovrebbero rappresentare. Nella parte destra, chiamato “quadrante strutturale”, andremo a collocare tutte le azioni volontarie che portano beneficio solo a una delle due entità, cioè prevalentemente solo alla società senza dimostrare la performance economia e quindi spesso a discapito degli azionisti. Esempio: azioni che hanno solo beneficio sociale e ambientale, azioni filantropiche, non sempre siamo in grado di misurare il beneficio economico se non in termini di immagine, buona cittadinanza dell’impresa. Nella parte sinistra “quadrante strategico”, quadrante di valore condiviso in termini di doppio beneficio economico e sociale per quanto riguarda l’azione di responsabilità sociale. Es. azioni che hanno carattere volontario, mosse da esigenze sociali ma che evidenziano il risultato economico, non necessariamente innovative (che leghiamo alla parte della frontiera).

Distinzioni

  • Azioni volontarie alto
  • Meno volontarie basso
  • Doppio beneficio economico e sociale sinistra
  • Beneficio prevalente in una delle due dimensioni destra

Esempio trattato in classe: azione legata agli organismi di vigilanza ai sensi della 231 del 2001: i punti di incontro con il codice etico e la prima parte sono diversi. Tutti e due i documenti fanno parte della comunicazione istituzionale e partono dalla mission dell’azienda. La mission ci da un’indicazione delle tematiche di responsabilità sociale maggiormente presenti nell’attività dell’azienda e anche qualche stakeholder di missione. Nella mission di Emil banca nella mission si può individuare stakeholder di missione, ovvero i soci e allo stesso un chiaro riferimento al territorio. Le azioni che vengono dedicate a questi due stakeholder di missione sono tipicamente azioni prioritarie e devono andare a ragione in termini di valore condiviso e non filantropia. L’azione legata all’organismo di vigilanza: l’organismo di vigilanza si introduce in un paragrafo legato a quello che è la vigilanza in generale e la struttura autorizzativa della banca. C’è riferimento a Codice Etico, se c’è un utilizzo di questo documento dobbiamo essere in grado di registrare delle azioni e operazioni con esse, e riportare queste azioni all’interno del bilancio. La parte iniziale, possiamo chiamarla anche istituzionale. L’azione che la prof va a leggere fa riferimento al decreto legislativo su quello che comporta l’atti.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vanessacoppi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Etica e responsabilità d'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Kocollari Ulpiana.
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