ETICA SECONDA PARTE
13 MARZO
Creare valore condiviso
Il Valore condiviso concetto sviluppato all’interno della RSI, ma che cerca di rendere
queste azioni introdurle come concetti base che guida le attività economiche, la strategia
e tutti gli strumenti a questa connesse.
Viene introdotto all’interno della mission, attività prevalente dell’impresa, andando a
rielaborare i prodotti o servizi tradizionali in un’ottica di responsabilità sociale e
ambientale.
Lo fa attraverso la ridefinizione dei servizi, della catena del valore e quindi dei processi; o
andando a sollecitare la creazione di cluster locali all’interno delle quali le aziende
svolgono le proprie attività produttive.
DIMOSTRARE QUESTA PERFORMANCE
sarebbe interessante analizzare come si realizza questo valore condiviso? In che modo si
può identificare all’interno dei prodotti o servizi dei cluster.
MA CI FOCALIZZIAMO SUGLI STRUMENTI PER MISURARE/GESTIRE QUESTE 2 PERFORMANCE
Nella seconda parte andremo a fare una rassegna sugli strumenti principali che possono
essere utilizzati, oltre per la misurazione del valore economico, anche per andare a
identificare e misurare la performance e il valore sociale e ambientale dell’attività
economica, quindi bilancio sociale e di sostenibilità.
Questa ridefinizione del prodotto o servizio visto in un’ottica di valore condiviso potrebbe
portare a delle soluzioni innovative nell’ambito sociale, quindi in un’ottica di innovazione
sociale e la gestione delle risorse economiche e non. Risorse detenute dagli stakeholder di
riferimento dell’attività imprenditoriale necessarie per l’attività.
RISPOSTA ALLA DOMANDA: Passaggi per mettere in atto soluzioni che vanno verso il valore
condiviso Creare Valore Condiviso
• incorporazione di un fine sociale alla attività classica dell’impresa;
• definizione accurata dei bisogni sociali da soddisfare;
• misurazione del valore sociale ed economico creato da tale attività;
• creazione della infrastruttura innovativa ottimale;
• eventuale collaborazione con stakeholder esterni.
AZIONI DI RESPONSABILITA’ SOCIALI
Capire come nelle 3 categorie di valore condiviso si possono realizzare azioni di
responsabilità sociale.
Essere in grado di collocare azioni in una di queste 3 categorie e quindi capire se l’azione
mira alla creazione del valore condiviso e capire quale e la fonte del valore condiviso (se è
grazie ridefinizione dei prodotti e mercati oppure alla creazione di un cluster locale.
Il punto in comune di tutte le 3 categorie, il punto di partenza è che siano Azioni
volontarie, che vanno oltre alla legge e verificano l’aspetto sociale e ambientale.
ESEMPIO: Creare valore condiviso attraverso la ridefinizione di un prodotto e servizi già
esistenti ma in un’ottica di responsabilità sociale, quindi andando ad aggiungere una
componente di socialità o di responsabilità ambientale a qualcosa che esiste già.
Idea di business, sviluppo di prodotto nasce da un bisogno di salute. La soluzione è
innovativa sia per il device in sé, sia per la sua applicazione.
SVILUPPO DEI RICAVI DI QUESTA SOCIETA’
Si parte del primo anno in cui i ricavi erano pari zero, per poi andare a vendere sempre più
questi devices e arrivare al 5° anno ad avere un fatturato di più di 2 milioni di euro.
Risultato positivo per una start-up, perché c’è oltre al risultato sociale, ma c’è un mercato
che si è creato. Attraverso questa soluzione si è creato un nuovo mercato e nuove
opportunità imprenditoriali.
La validità di un buon progetto imprenditoriale è l’interesse e i finanziatori che questi
progetti possono attirare. Queste progetto ha avuto più di 2 milioni di finanziatori
istituzionali.
Progetto proposto in una campagna di “crowd funding”, campagne di finanziamento che si
sviluppano sulle piattaforme dedicate, dove il pubblico decide di finanziare il progetto.
In Italia si sono sviluppate start up innovative a vocazione sociale, hanno priorità di
dimostrare l’impegno a livello sociale e godono di incentivi fiscali.
Esempio: imprenditorie che opera nell’ambito della produzione di caffè.
L’utilizzo del caffè idea di riciclare scarto, di poterlo immettere nel processo produttivo,
andando a usarlo come terreno per coltivare i funghi. Si mette in moto l’economia
circolare, dove anche gli scarti dei processi produttivi vengono utilizzati per ridurre
l’impatto ambientale e sfruttarli come materie prime per iniziare un nuovo processo.
IDENTIFICARE IMPRESA CHE SI AVVICINA A QUESTO RAGIONAMENTO.
Creare CV – Ridefinire la produttività nella catena del valore,
Ovvero all’insieme delle attività attuate dall’azienda, che cartono dalla progettazione e
produzione fino alla vendita, assistenza dei beni.
Divide le attività in 2 gruppi:
- attività primarie
- attività secondarie o di supporto
Se ci focalizziamo sulle singole attività, siamo in grado di rileggerle e aggiungerle elementi
che possono evidenziare una maggiore performance sociale ed ambientale.
tutte le varie azioni/ attività all’interno della catena del valore possono essere rilette in
un’ottica di valore condiviso.
Le attività legate alla logistica rileggerle in un’ottica di risparmio economico
Attività legate allo sviluppo tecnologico possono avere un impatto sociale ed
ambientale, possono essere orientate a quello che può ridurre i rischi alla salute, prevendo
una serie di componenti del prodotto che possono essere riciclabili.
Attività legate all’infrastruttura rivisitazione dei modelli di Governance, strumenti di
trasparenza, codice etico possono ricadere nella ridefinizione della catena del valore in
un’ottica di valore condiviso.
Il tema delle infrastrutture delle varie strutture di Governance aziendali il
coinvingolvimento degli stakeholder come punto di partenza potrebbe orientare a una
migliore performance in termini di responsabilità sociali.
Per tutte le fasi ci possono essere interventi e attività che conciliano aspetto sociale ed
economico.
ESEMPIO: TECNICA RADIO FREQUENCY IDENTIFICATION
Onde utilizzate dalle radio per trasmettere dati ambientale per avere informazioni sulle
condizioni climatiche, temperatura, umidità;
avere in tempo reale, dopo che il prodotto agricolo è stato raccolto, avere il suo
posizionamento e una volta trasformato in prodotto finito, si può evidenziare in quale area
geografica è presente.
TECNOLOGIA SI PRESTA BENE PER CATENE DI VALORE NEL SETTORE ALIMENTARE
permettono di aumentare qualità prodotti, usare meno pesticidi e garantire la tracciabilità
di questi prodotti.
la sfida è trovare quelle poche azioni che si possono avvicinare a questa seconda
categoria, ovvero nella ridefinizione della catena del valore. Ancora di più sarà la terza
categoria
Creare CV – Facilitare lo sviluppo di cluster locali
Sicuramente è molto legato alla tipologia dell’attività del prodotto.
L’esempio: Nestlè legato alla sua linea di prodotto legato al caffè e alla Nespresso, che non
può essere coltivato in ITALIA, bisogna quindi rivolgersi a fornitori esteri in aree
geografiche sottosviluppate la responsabilità sociale potrebbe aiutare il miglioramento
del livello di vita/istruzione/sanità e miglioramento qualità della materia prima, in questo
caso del prodotto.
Si può intervenire sia a livello di responsabilità sociale, soddisfando le esigenze di queste
popolazioni ma anche dal punto di vista ambientale, un’efficienza logistica potrebbe
portare a una riduzione dei costi di trasporto.
Es: Le banche sviluppo di una rete territoriale che promuove il benessere sociale e
ambientale, ma anche individuando nuove opportunità per la banca. Offrono prodotti
finanziari pensati per una clientela più debole.
Individuare nuove opportunità di mercato per queste banche.
Tracciare linea di sviluppo della RSI
ragionando per i vari step:
1 fase: responsabilità sociale, non formalizzata, che cerca di considerare l’impatto sociale
e ambientale ma meno integrata e orientata al valore condiviso.
2 fase: RSI Corrente, fase in cui le aziende iniziano ad attrezzarsi di questi strumenti,
iniziano ad avere maggiore consapevolezza di RSI. Cominciamo a essere adottate le prime
azioni di RSI che cercano di essere misurate e quantificate.
Fino all’adozione di questa obbligatorietà di questi bilanci di sostenibilità eravamo ancora
in questa fase ma adesso ne stiamo uscendo.
DIRE SE SIAMO ANCORA IN QUESTA FASE, QUINDI SE STIAMO ANCORA PRENDENDO LE
MISURE E STIAMO ADOTTANDO GLI STRUMENTI, O SE SIAMO ALLA TERZA FASE DOVE LA
RESPONSABILITA’ SOCIALE ENTRA A FAR PARTE DELLA STRATEGIA E DIVENTA QUINDI
SISTEMICA.
SIAMO A CAVALLO TRA QUESTE DUE FASI, secondo le evidenze empiriche.
Da quest’anno infatti, il bilancio di sostenibilità e la rendicontazione sociale diventa
obbligatoria per molte aziende, ma rimane ancora molto da fare. Rimane ancora molto da
fare dal punto di vista della cultura di fare questo tipo di attività.
3 fase: RSI Sistematica,
4 fase: RSI Innovativa
strumento che ci aiuta a capire se siamo a un livello di responsabilità legale, economica,
sociale quindi valore condiviso o ad un livello di filantropia.
LA VIRTUE MATRIX
Strumento per capire tipologia di Responsabilità legale, sociale, economica o filantropica,
legata a quelle che sono le azioni di beneficienza.
Strumento utile per l’analisi delle azioni di responsabilità sociale.
Si parte dal Valore condiviso, ovvero ai processi innovativi che ragionando sui 3 vari livelli,
per conciliare la produzione di benefici di carattere sociale e ambientale sia legati alla
competitività, di carattere economico legata all’azienda.
APPROCCIO orientato al lungo periodo.
L’ottica di lungo periodo è alla base del ragionamento e a tutte le azioni di valore
condiviso.
Si cerca di interpretare i risultati all’interno di un arco temporale interno ai 5 anni.
Obiettivi posti di anno in anno, si verificano i risultati ottenuti grazie alle attività di
responsabilità sociale in merito agli obiettivi posti e obiettivi di miglioramento per il futuro
o di verifica laddove questi obiettivi non sono stati realizzati.
Per esprimere un giudizio sulla coerenza dell’attività/responsabilità sociale ambientale
rispetto all’attività aziendale ci aiuterà la MISSION.
Per esprimere un giudizio sulla coerenza e integrazione della responsabilità sociale
all’interno dell’attività aziendale dovremmo essere in grado di trovarli analizzando la
mission.
La matrice rappresentazione suddivisa in 4 quadranti, parte dai fondamenti sociali,
secondo i quali tutte le attività di responsabilità sociale di qualsiasi tipo ed entità, nascono
e si basano su una cultura di riferimento largamente condivisa.
I Fondamenti sociali è composta da un insieme di convenzioni, leggi e regole che
aiutano ad individuare una base comune per l’attività di responsabilità sociale.
Diventa importante perché Civil Fundation sarà diversa nel momento in cui consideriamo
aziende e attività che si riferiscono a contesti culturali diversi. Quello che è responsabilità
legale per noi, non è responsabilità legale ma diventa sociale per un altro contesto
demografico.
Esempio: Attività di responsabilità sociale su paesi come Cina (oggi non è più cosi).
Civil Fundation è da considerare non solo nello spazio, ma anche nel tempo perché ci
può essere un’evoluzione o cambiamento di queste fondamenta anche nel tempo. Perché
in tutti i paesi è diventata obbligatoria l’informativa sulla responsabilità sociale.
Negli ultimi anni, è importante l’impegno su questi temi ricoperti dall’America Latina.
VIRTUE MATRIX
Sui primi 2 quadranti andiamo ad aumentar il livello di volontarietà.
Nel quadrante a destra andremo a collocare tutto l’insieme delle azioni di responsabilità
sociali che sono messe in pratica nel rispetto delle leggi e regole. Qua troveremo azioni
legate alle tematiche di salute e sicurezza dei luoghi di lavoro dei lavoratori,
regolamentate da leggi. Azione tipicamente coerenti con quanto previsto dal codice etico,
perchè abbiamo visto che è adottato in maniera volontario ma le azioni collegate a questo
documento hanno un livello di volontarietà minore perché fanno riferimento ad una
regolamentazione, anche se non obbligatoria, che è stata messa in atto dall’impresa.
Nel quadrante a sinistra, si trova l’insieme delle azioni effettuate per scelta, quindi
“choice”.
Effettuate per scelta, ma comunque legate a quello che è il settore di appartenenza, la
tipologia di attività svolta. Maggiore grado di volontarietà.
Es. Se sono impresa che vende prodotti e tra azioni di responsabilità propongo assistenza
di prodotti, volontaria ma per chi fa questo tipo di attività, offrire assistenza e quindi un
servizio in più al prodotto offerto è nella prassi dell’attività di vendita in generale.
Qui non c’è un richiamo alla norma o legge, ma è un ambito riconducibile alla
consuetudine alle buone prassi delle attività svolta da quella determinata azienda in quel
determinato settore.
la differenza tra i due quadranti è mobile, non è ben definita perché con lo sviluppo di
nuove norme, quelle che erano azioni appartenenti al quadrante “choice” diventano legate
alle leggi “Compliance”.
Per spostarci nella parte alta della matrice, dobbiamo distinguere la totale volontarietà
delle azioni.
La differenza dei due quadranti in basso e in alto è il livello di volontarietà assoluto della
parte di matrice in alto.
L’azione è volontaria? O c’è una buona prassi o una legge che la richiama?
Se è volontaria la colloco nel quadrante in alto.
La frontiera trai due dipende dall’evoluzione nel tempo di azioni che le imprese portano in
evidenza all’interno del bilancio di sostenibilità.
Un dato che quasi tutti i bilanci riportano è l’emissione del co2. A parte qualche settore
che presenta una rischiosità maggiore e ha un interesse più normato relativo a questo
tema, come il settore automobilistico; le altre attività non sono obbligate o richiamate a
evidenziare questo dato, ma ormai risulta buona prassi e vengono date per scontate a
prescindere dell’attività che si sta considerando.
FRONTIERA= è la frontiera dell’innovazione sociale, quando la responsabilità sociale inizia
ad essere anche innovativa e quindi produce risultati in termini di innovazione
La distinzione tra quadrante destro e sinistro della parte alta è la doppia valenza/beneficio
che le azioni di responsabilità sociale dovrebbero rappresentare.
Nella parte destra, chiamato “ quadrante strutturale”, andremo a collocare tutte le
azioni volontarie che portano beneficio solo a una delle due entità, cioè prevalentemente
solo alla società senza dimostrare la performance economia e quindi spesso a discapito
degli azionisti. Esempio: azioni che hanno solo beneficio sociale e ambientale azioni
filantropiche, non sempre siamo in grado di misurare il beneficio economico se non in
termini di immagine, buona cittadinanza dell’impresa.
Nella parte sinistra “ quadrante strategico ”, quadrante di valore condiviso in termini di
doppio beneficio economico e sociale per quanto riguarda l’azione di responsabilità sociale
Es. azioni che hanno carattere volontario, mosse da esigenze sociali ma che evidenziano il
risultato economico, non necessariamente innovative (che leghiamo alla parte della
frontiera).
DISTINZIONI
Azioni volontarie alto
Meno volontarie basso
Doppio beneficio economico e sociale sinistra
Beneficio prevalente in una delle due dimensioni destra
19 marzo
Esempio trattato in classe
AZIONE legata agli organismi di vigilanza ai sensi della 231 del 2001:
i punti di incontro con il codice etico e la prima parte sono diversi. Tutti e due i documenti
fanno parte della comunicazione istituzionale e partono dalla mission dell’azienda. La
mission ci da un’indicazione delle tematiche di responsabilità sociale maggiormente
presenti nell’attività dell’azienda e anche qualche stakeholder di missione.
Nella mission di Emil banca Nella mission si può individuare stakeholder di missione,
ovvero i soci e allo stesso un chiaro riferimento al territorio.
Le azioni che vengono dedicate a questi 2 stakeholder di missione sono tipicamente azioni
prioritarie e devono andare a ragione in termini di valore condiviso e non filantropia.
L’azione legata all’organismo di vigilanza: l’organismo di vigilanza si introduce in un
paragrafo legato a quello che è la vigilanza in generale e la struttura autorizzativa della
banca.
C’è riferimento a Codice Etico, se c’è un utilizzo di questo documento dobbiamo essere in
grado di registrare delle azioni e operazioni con esse, e riportare queste azioni all’interno
del bilancio.
La parte iniziale, possiamo chiamarla anche istituzionale.
L’azione che la prof va a leggere fa riferimento al decreto legislativo su quello che
comporta l’atti
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