Scienza delle finanze
La scienza delle finanze è la disciplina economica che studia il ruolo dello Stato nelle economie di mercato. L’esperienza quotidiana di ciascun individuo è fortemente permeata dalla presenza dello stato. La descrizione delle spese e delle entrate è condensata nel bilancio dello stato.
Approccio positivo e normativo
Il primo dei due approcci attraverso i quali si studia la scienza delle finanze può essere interpretato come spiegazione delle cause di un fenomeno economico. Esso non introduce giudizi di valore a differenza dell’approccio normativo il quale spiega come dovrebbe essere una determinata situazione. Quest’ultimo individua gli obiettivi di politica economica e gli strumenti idonei per il loro raggiungimento. Mentre l’approccio positivo individua com’è una situazione, l’approccio normativo studia anche come dovrebbe essere quel fenomeno economico. Lo stato ha il ruolo di esprimere e soddisfare la somma delle esigenze individuali e non è sempre facile. Noi ci concentreremo sull’ottica normativa.
Esempio
Il bonus 80/100 euro agisce dal lato delle entrate o delle spese per lo stato? Esso agisce come detrazione fiscale. Nel bilancio dello stato non trovo maggiori spese, ma minori entrate. Il reddito di cittadinanza invece agisce dal lato delle maggiori spese. Lo stato agisce anche regolamentando. Il decreto anti Vespa ha l’obiettivo di migliorare l’impatto ambientale. Il decreto sui seggiolini anti abbandono invece ha l’obiettivo di salvare vite umane. Lo stato agisce in ottica paternalistica. Il più recente reddito di emergenza agisce come maggior spesa per lo stato ed è stata introdotta per mitigare l’emergenza Covid che tutti stiamo vivendo.
Lo stato si colloca al centro del famoso schema Famiglie-Imprese.
Le tre funzioni dello stato secondo Musgrave
- Stabilizzazione: lo stato deve impegnarsi per garantire un livello di impiego più vicino possibile a quello di massimo impiego. Uno degli studiosi di rilevante importanza in questa branca è Keynes. Nei momenti di recessione bisogna utilizzare spesa pubblica e tassazione.
- Allocazione: si cerca di capire in che modo lo stato influenza l’efficienza economica. Lo stato, se non valgono le condizioni di concorrenza perfetta, deve intervenire per correggere i fallimenti di mercato. Se un’impresa dovesse fornire un servizio pubblico dovrebbe obbligare i cittadini a pagare il prezzo del servizio per evitare il fenomeno dei free riders e ciò non è possibile. L’unico che ha il potere coercitivo di farsi pagare è lo stato e di conseguenza è l’unico in grado di fornire servizi pubblici.
- Redistribuzione: questa branca è mossa da ragioni di equità. Senza di essa la distribuzione del reddito delle persone dipenderebbe dalla distribuzione delle risorse. Questa branca agisce attraverso imposte, trasferimenti e spesa pubblica. Lo stato dà sussidi (trasferimenti) alle persone povere. Essi sono finanziati attraverso le imposte strutturate in modo da essere progressive.
Un altro canale è quello della spesa pubblica. Essa è finanziata dall’imposizione fiscale. Quanto più un sistema è progressivo, tanto più ci sarà una redistribuzione di risorse ed una correzione nella distribuzione delle risorse imposta dal mercato. Con la logica flat viene meno la funzione redistributiva dello stato. Quando vengono introdotte le imposte si generano effetti distorsivi. I soggetti economici modificano l’utilizzo del bene su cui grava l’imposta. La perdita di benessere per la società rischia di essere maggiore del gettito ottenuto dallo stato. Solo una tipologia di imposte non ha questo problema. Esse sono le imposte in somma fissa (o lump sum). Queste ultime non hanno effetto sostituzione, non alterano i consumi, non causano una perdita di efficienza. Sono l’unico veicolo che lo stato ha a disposizione se non vuole distorcere i consumi. Un’imposta sul colore degli occhi ad esempio. Nella realtà le imposte in somma fissa non esistono, sarebbero inaccettabili. Si parla dunque di trade off tra efficienza ed equità. Se si lasciano agire i mercati si raggiunge una situazione efficiente, se voglio maggiore equità devo introdurre imposte distorsive le quali riducono l’efficienza delle risorse allocate.
Esempi delle tre funzioni
- Stabilizzazione: sussidi alle imprese in momenti di crisi.
- Allocazione: offerta di servizi pubblici come la difesa.
- Redistribuzione: reddito di cittadinanza.
Il settore pubblico produce beni e servizi. Ma quanto deve produrre? Domanda che rimane sospesa e che si modifica in base al susseguirsi dei governi, ad esempio in Inghilterra con il governo Thatcher c’è stata una serie di privatizzazioni ed anche in Italia. Lo stato regolamenta, tassa, dà sussidi. Lo stato acquista beni e servizi e fa investimenti. Infine lo stato redistribuisce. Paesi diversi hanno modelli di welfare differenti.
Entrate fiscali
- Imposte dirette: tassano il reddito o il patrimonio. Maggior quota di redistribuzione.
- Imposte indirette: colpiscono la produzione, il trasferimento o il consumo di beni. Tutte le imposte indirette tendono ad essere regressive. Ad esempio l’IVA.
- Contributi sociali: gravano sui redditi da lavoro e sono destinati al finanziamento della previdenza.
- Altre entrate: ad esempio contributi SSN e RCAuto.
Oltre ad esse lo stato può finanziare l’attività pubblica in altre maniere, ad esempio attraverso il debito. In passato si poteva stampare moneta, adesso non più.
Definizione del settore pubblico in Italia
Rientrano nelle amministrazioni pubbliche (AP) le unità istituzionali che producono servizi non commerciabili (forniti gratuitamente o finanziati dalle imposte) o con funzione principale di redistribuzione. Almeno per il 50% o più dei servizi prodotti da un ente deve essere fornito gratuitamente o avere funzione di redistribuzione.
- Amministrazioni centrali: hanno competenza su tutto il territorio nazionale (Governo, ISTAT, AIFA...)
- Amministrazioni locali: enti che hanno competenza su una parte del territorio nazionale (ASL, università, regioni, province...)
- Enti previdenziali: enti la cui attività è prevalentemente destinata alla tutela sociale (INPS, INAIL)
Si dibatte molto sulla ripartizione delle competenze tra le varie amministrazioni, soprattutto tra quella centrale e quelle locali. Alcune regioni del nord vorrebbero trattenere sul territorio maggiori risorse derivanti dalle imposte da dedicare alla spesa per il territorio. Si dibatte molto tra chi pensa che sia giusto oppure no. Accanto all’amministrazione pubblica si inseriscono all’interno del Settore Pubblico Allargato anche le aziende municipalizzate, regionalizzate e le aziende pubbliche.
Differenza tra entrate e spese
Indebitamento netto (deficit): è semplicemente la differenza tra le entrate e le spese. Il saldo di parte corrente è la differenza tra entrate e spese di natura corrente. Può essere rilevante perché comunica quale sia il saldo relativo all’ordinaria amministrazione. Il saldo primario è molto simile al deficit e si calcola come entrate meno spese, ma al netto degli interessi sul debito. Se sono un paese molto indebitato avrò una quota interessi molto elevata e questo indice comunica il risultato della gestione al netto di questa spesa per interessi. L’Italia negli ultimi anni ha avuto un saldo primario positivo, ma un deficit.
Strumenti dell’analisi normativa
Il quadro di riferimento nel quale operiamo è l’economia del benessere. Adam Smith pensò che il perseguimento del benessere personale potesse portare al benessere sociale e che lo stato non debba intervenire in alcuna maniera. Tuttavia non sempre il libero mercato funziona. Secondo la teoria Keynesiana lo stato deve intervenire (anche facendo deficit) in caso di recessione per mitigare l’impatto delle crisi. L’idea di Smith funziona solo se valgono le condizioni di un mercato in concorrenza perfetta.
Il paradigma neoclassico si basa su sette condizioni che valgono in un mercato in concorrenza perfetta. Se non valgono queste condizioni è necessario un intervento esterno.
- In un mercato in concorrenza perfetta deve esserci un elevato numero di produttori e di compratori. Essi sono price-taker, non sono in grado di influenzare il prezzo.
- Beni omogenei: esiste un'unica tipologia per ogni bene. I beni sono tutti uguali.
- L’obiettivo dei produttori è quello di massimizzare il profitto.
- L’obiettivo dei consumatori è quello di massimizzare l’utilità.
- Non devono esistere esternalità ovvero comportamenti di un agente economico che influiscono sui comportamenti di un altro agente economico senza che questo danno sia incorporato nel meccanismo dei prezzi.
- Non deve esserci asimmetria informativa. Tutte le parti coinvolte devono possedere tutte le informazioni necessarie.
- Non devono esistere barriere all’entrata ed all’uscita dal mercato.
Ottimo paretiano: una situazione viene così definita se non è possibile aumentare l’utilità di uno qualsiasi degli individui nel mercato senza contestualmente ridurre il livello di utilità goduto da altri individui del sistema. Tutti i vantaggi degli scambi sono esauriti. Domanda ed offerta sono in equilibrio cioè accade che sul mercato, ai prezzi fissati, sia acquirenti che venditori non sono disposti a fare offerte aggiuntive per altri quantitativi. Non esistono quasi mai miglioramenti paretiani ovvero situazioni in cui si migliori la condizione di un individuo senza pregiudicare quella di altri. Il criterio di Pareto è individualistico (l’individuo razionale è il miglior giudice di se stesso; considera solo il benessere individuale e non relativo; non considera la disuguaglianza; non considera individui altruisti/invidiosi) ed utilitaristico (il benessere dell’individuo dipende solo da quanti beni consuma).
Primo teorema fondamentale dell’economia del benessere
Un mercato di concorrenza perfetta raggiunge autonomamente un equilibrio Pareto efficiente, cioè senza spreco di risorse. L’allocazione delle risorse che si realizza in un’economia decentrata che opera in condizioni di concorrenza perfetta è Pareto ottimale. Il mercato raggiunge un punto di equilibrio ottimale di scambio e produzione (efficienza allocativa + efficienza produttiva).
Secondo teorema fondamentale dell’economia del benessere
Non esiste un’unica allocazione Pareto efficiente. È possibile spostarsi da un punto di equilibrio Pareto efficiente ad un altro (anch’esso Pareto efficiente) redistribuendo le risorse iniziali da un individuo ad un altro, cioè attraverso un sistema di imposte/sussidi lump-sum. Ogni allocazione Pareto ottimale può essere raggiunta con un equilibrio concorrenziale mediante l’uso di imposte o trasferimenti in somma fissa.
Se valgono entrambi i teoremi esiste una separazione tra efficienza ed equità. Primo problema: nella realtà non esistono le imposte lump-sum. Altro problema: un ottimo paretiano può essere profondamente ingiusto. Allora lo stato deve redistribuire le risorse. Ma non esistono imposte lump-sum. Allora per raggiungere maggiore equità viene pregiudicata l’efficienza. Ulteriore problema: la concorrenza perfetta NON ESISTE! Proprio perché le condizioni di concorrenza perfetta non vengono rispettate lo stato ha un ruolo molto importante.
Esistono beni, i beni meritori, che sono meritevoli di tutela da parte dell’amministrazione pubblica a prescindere dal fatto che i cittadini li richiedano. Ad esempio la sanità, l’istruzione ecc. L’operatore pubblico opera in ottica paternalistica e si sostituisce alla domanda di tali beni.
Ripasso di microeconomia
Teoria del consumatore
Consideriamo un individuo che dispone di un dato reddito R da suddividersi tra l’acquisto di 2 beni (X e Z). Non si usa la Y perché in questa materia la Y indica il bene pubblico. I prezzi dei beni sono px e pz. Gli individui hanno delle preferenze su panieri di consumo che rappresentano differenti combinazioni dei beni disponibili. Se le preferenze sono “regolari” possiamo rappresentarle graficamente tramite una mappa di curve di indifferenza (combinazioni di due beni che forniscono al consumatore lo stesso livello di utilità).
L’inclinazione della curva di indifferenza è data dal rapporto tra una variazione del bene X e la corrispondente variazione del bene Z tale da compensare la variazione di X, mantenendo costante l’utilità del consumatore. Mano a mano che la curva si allontana dall’origine il livello di utilità aumenta (il consumatore consuma più beni e sta meglio). L’inclinazione della curva di indifferenza è il saggio marginale di sostituzione (SMS) ovvero quanto l’individuo è disposto a cedere di Z per un’unità in più di X, mantenendo costante il suo livello di utilità. Il SMS tra il bene X ed il bene Z è calcolato come il rapporto tra delta Z e delta X, con il meno davanti (la curva è inclinata negativamente, la pendenza deve essere negativa). Il SMS varia da punto a punto perché, a seconda del punto preso in considerazione, il consumatore sarà disposto a rinunciare ad una determinata quantità di un bene per aggiudicarsi una unità dell’altro.
Ogni consumatore avrà una funzione di utilità. L’utilità marginale è la variazione di utilità dell’individuo a seguito di una variazione marginale delle (...). Lungo la curva di indifferenza l’utilità del consumatore non cambia, quindi il differenziale totale (delta U) è uguale a 0. Delta U si può calcolare come somma tra l’utilità marginale del bene X moltiplicata per delta X e l’utilità marginale del bene Z moltiplicata per delta Z. Lungo la curva di indifferenza questo differenziale dovrà essere uguale a 0. Facendo la formula inversa possiamo ricavare il SMS visto come rapporto tra UMx e UMz.
Il consumatore ha l’obiettivo di massimizzare la sua utilità dato il reddito che ha a disposizione, ovvero il suo vincolo di bilancio. Esso indica l’insieme dei punti che rappresentano i panieri che il consumatore si può permettere di acquistare dato il suo reddito (R = px*X + pz*Z). La combinazione ottimale di beni si indica con P*. Tra tutti i panieri che soddisfano il vincolo di bilancio P* è quello che consente di ottenere l’utilità più alta. In questo punto P* vale l’uguaglianza tra il SMS e il rapporto tra il prezzo di X ed il prezzo di Z (con il meno davanti).
Teoria della produzione
Problema di massimizzazione dei profitti sotto un vincolo tecnologico o minimizzazione dei costi dato un certo livello di produzione ed il prezzo dei fattori produttivi (capitale e lavoro, K e L). L’analogo della funzione di utilità in questo caso è la funzione di produzione (Q=F(L,K)).
La rappresentazione grafica della funzione di produzione può essere effettuata attraverso l’isoquanto ovvero le combinazioni di capitale (K) e lavoro (L) che consentono di ottenere la stessa quantità di output. L’inclinazione dell’isoquanto è il saggio marginale di sostituzione tecnica (SMST) ovvero quanto K deve cedere l’impresa in cambio di un’unità in più di lavoro in modo da mantenere costante la sua produzione. Il SMST di L e K è il rapporto tra delta K e delta L con il meno davanti (il meno indica l’inclinazione negativa).
Come per i consumatori, anche per la teoria della produzione si dimostra che il SMST di L e K è uguale al rapporto tra la Produttività Marginale di L e la Produttività Marginale di K (SENZA MENO!).
Produttività marginale: quanto aumenta Q se aumento di una unità il fattore della produzione preso in considerazione (L o K).
Isocosto: combinazioni di K e L che determinano lo stesso costo di produzione per l’impresa. L’impresa vuole minimizzare il costo della produzione. L’impresa fissa la quantità che vuole produrre e poi verifica quale sia la curva di isocosto più bassa che permetta di produrre la quantità desiderata al minor costo. In Q* vale che il SMST è uguale al rapporto tra w ed l (prezzo degli input) con il meno davanti.
Economia del benessere
Quanto detto nel ripasso di microeconomia si riferisce ad un unico soggetto. Vediamo cosa succede se prendiamo in considerazione più soggetti, in particolare partiamo da due soggetti. Il sistema economico deve conseguire l’efficienza nello scambio, l’efficienza nella produzione e (...).
Assunzioni
- Due individui: Adamo ed Eva.
- Due beni: cibo e abbigliamento.
- Quantità fisse (siamo in un’economia di puro scambio, non esiste la produzione).
Inizialmente si ha una certa quantità di dotazioni iniziali. Il metodo che utilizziamo è la Scatola di Edgeworth. R rappresenta la quantità di abbigliamento disponibile, analogamente S è la quantità disponibile di cibo. Queste quantità dovranno essere spartite tra i due individui. In basso a sinistra abbiamo una prima origine degli assi ed in alto a destra ne abbiamo un’altra. La Scatola di Edgeworth rappresenta tutte le possibili allocazioni di cibo ed abbigliamento tra i due individui. Rappresentiamo le curve di indifferenza dei due soggetti a partire dalle rispettive origini. I punti Pareto efficienti sono quei punti della scatola in cui nessuno dei due individui può migliorare la propria situazione senza peggiorare quella dell’altro.
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Appunti Economia pubblica A
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Appunti di Economia pubblica - prima parte
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Economia pubblica - Appunti
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